La Certosa di Parma. La città sognata di Stendhal interpretata da Carlo Mattioli

La Certosa di Parma. La città sognata di Stendhal interpretata da Carlo Mattioli è il titolo della mostra, promossa e realizzata da Fondazione Cariparma e Fondazione Carlo Mattioli, ospitata a Palazzo Bossi Bocchi da oggi, 22 febbraio, al 31 maggio 2020, incentrata sulla figura di Henry Beyle (Grenoble 1783 – Parigi 1842), meglio noto come Stendhal, che dedicò il suo più celebre romanzo, La Certosa di Parma, alla nostra città e sulle opere di carattere stendhaliano del pittore Carlo Mattioli.

Carlo Mattioli – Il Teatro Regio – tecnica mista su carta – Collezione privata

La mostra – inserita nel programma delle mostre di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020– racconta dei diversi tempi del romanzo, dalla sua fulminante ideazione e stesura (fu scritto in 53 giorni, meno di due mesi, tra novembre e dicembre 1838), alla sua immediata pubblicazione e fortuna editoriale: grazie alla preziosa collaborazione del Complesso Monumentale della Pilotta – Biblioteca Palatina, saranno circa una cinquantinale edizioni, in lingua francese e italiana, che accompagneranno il visitatore lungo il percorso di mostra, dalla prima in francese dell’aprile del 1839 alle più recenti, arricchite anche dagli esemplari conservati nella Biblioteca di Busseto di Fondazione Cariparma e nella Biblioteca della Deputazione di Storia Patria.

Henry Beyle, nacque e visse parte della sua vita a Grenoble. Grazie alla collaborazione con il Musée Stendhal della cittadina francese, allestito presso l’abitazione natale dello scrittore, in mostra saranno un ritratto dello scrittore e alcuni cimeli, oggetti che contribuiranno a ricreare l’ambiente in cui Stendhal scrisse il romanzo.

L’esposizione prosegue attraverso i luoghi e i personaggi del romanzo fermati in un “tempo immaginifico”; di questo mondo stendhaliano si è fatto interprete, negli anni Cinquanta, Carlo Mattioli con dipinti, opere su carta ed inedite ceramiche che hanno portato finalmente, nel 1977, alla pubblicazione del libro d’arte La Certosa di Parma edito da Azzoni di cui Fondazione Cariparma possiede un prezioso esemplare all’interno della collezione di Libri d’Artista donata da Corrado Mingardi.

Carlo Mattioli – Il Teatro Regio – tecnica mista su carta – Collezione privata

Mattioli disegna una Parma presa quasi sempre di notte e da un punto di vista sempre leggermente ribassato perché risulti maestosa. Una città completamente vuota o percorsa da file geometriche di soldatini in uniforme che vanno chissà dove sull’eco di un inutile o tardivo ordine dato solo per dare “geometria” e prospettiva alla scena. Una città cupamente ideale fatta di piazze dilatate e deserte, di palazzi con lunghe teorie di finestre buiee vuote, come se gli abitanti fossero fuggiti, inseguiti da un invasore. Una città senza tempo, con la magnificenza nera di un sogno di Piranesi che si è immerso nelle acque padane, allucinate e metafisiche che bagnano la vicina Ferrara di De Chirico. Compare la basilica della Steccata nella notte. Poi la chiesa “del Quartiere” vista scorciata in un vuoto siderale. Poi la prigione, la torre Farnese che si sovrappone come un lapsus alla Certosa in cui Fabrizio finirà i suoi giorni.

Quella Parma, Mattioli la vuole nera, con bagliori blu, lunari, punti di bianco mobili, le uniformi degli onnipresenti soldatini. Fra i tanti personaggi raccontati da Stendhal l’artista ha privilegiato il protagonista, Fabrizio del Dongo e la sua divina scriteriata giovinezza destinata a soccombere. Colto sempre di profilo, con la tuba nera, i capelli biondi e il mantello rosso mosso dal vento, Fabrizio domina incontrastato sulla fantasia dello scrittore e del pittore fino al tragico epilogo della storia.

Delle avventure di Fabrizio e dei suoi spasimi la mano del pittore non registra quasi nulla, così come dei tanti comprimari. Molti capitoli li ignora, li ritiene inutili, non vuole fare illustrazioni: solo un accenno di racconto nell’arresto di Fabrizio in piedi accanto alla carrozza su cui siede Clelia; e poi Fabrizio che corre, pugnale in mano, dopo aver ucciso Giletti, la torre Farnese in lontananza a memento.

Per il resto nulla: o le scene vuote o il personaggio, Fabrizio, che riempie tutto, il foglio ma prima ancora la mente. La sua bellezza soverchiante è come quella delle figure dei vasi attici, colta sempre di profilo. Fabrizio è dove deve essere.

La Certosa di Parma, La città sognata di Stendhal interpretata da Carlo Mattioli (che vede il patrocinio dell’Ambasciata di Francia) è una straordinaria occasione per approfondire un monumento letterario che fu in grado, ma lo è tutt’ora, di richiamare su Parma l’attenzione del mondo della cultura.

Eventi collaterali all’esposizione saranno inoltre quattro conferenze previste a Palazzo Bossi Bocchi, con ingresso libero:

  • La “città invisibile” di Stendhal, a cura di Francesca Dosi – martedì 3 marzo, ore 17,00;
  • Corrispondenze e suggestioni tra Stendhal, Correggio e Carlo Mattioli, a cura di Luisa Viola – martedì 10 marzo, ore 17,00;
  • La Certosa di Parma, una lettura del romanzo di Stendhal, a cura di Guido Conti – giovedì 19 marzo, ore 17,00;
  • La Certosa di Parma si conclude con una “favola”, ma senza lieto fine…, a cura di Luisa Viola -martedì 21 aprile, ore 17,00.

Parma, Palazzo Bossi Bocchi, dal 22 febbraio al 31 maggio 2020, dal martedì al giovedì 15.30/18; sabato e domenica 10/12.30 e 15.30/18. Festività 12 e 13 aprile e 1 maggio dalle 15.30 alle 18. Visite guidate tutti i giovedì alle 16.30 (prenotate per i gruppi). Ingresso gratuito. Gli ambienti sono attrezzati per la visita di persone diversamente abili con rampe di accesso ed ascensori-montacarichi.

 

Delos (anche per le immagini)

 

Patera e Boschiero per il titolo mondiale WBA, Luca Rigoldi per il titolo europeo a Verona

Francesco Patera affronterà Devis Boschiero per il titolo mondiale WBA dei pesi leggeri ad interim nella stessa notte in cui Luca Rigoldi sfiderà Gamal Yafai per il titolo europeo dei pesi supergallo all’AGSM Forum di Verona, venerdì 27 marzo, in diretta su DAZN.

Patera (23-3 con 8 KO) è in forma smagliante da quando ha battuto Lewis Ritson per il titolo europeo dei pesi leggeri alla Metro Radio Arena di Newcastle nell’ottobre 2018.

Da allora il 26enne ha difeso con successo tre volte il suo titolo, superando ai punti Marvin Petit in Belgio, fermando in sei riprese Paul Hyland Jr all’Allianz Cloud di Milano e ottenendo una vittoria per decisione unanime contro Domenico Valentino lo scorso ottobre.

Boschiero (48-6 e 2 pari con 22 KO), ex campione europeo dei pesi superpiuma, otterrà la sua seconda opportunità di vincere il titolo mondiale dopo aver perso per decisione divisa contro Takahiro Ao per il titolo mondiale dei superpiuma WBC a Tokyo, in Giappone, nel 2011.

Rigoldi (22-1 e 2 pari con 8 KO) difenderà per la terza volta il suo titolo europeo contro lo sfidante ufficiale Yafai (17-1 con 10 KO).

Per il pugile veneto e per il pugile di Birmingham, fratello minore dell’imbattuto campione dei pesi supermosca WBA Kal, si tratterà del test più importante della carriera.

Nella stessa riunione, il peso massimo leggero fiorentino Fabio Turchi (17-1 con 13 KO), torna dopo aver subìto la prima sconfitta per decisione divisa della carriera contro Tommy McCarthy a Trento. Serhiy Demchenko (22- 15 e 1 pari con 15 KO) affronterà il croato Hrvoje Sep (10-0 con 8 KO) nella categoria dei pesi mediomassimi sulle 8 riprese. Samuel Nmomah (13-0 con 4 KO) incontrerà Christian Arvelo (12-4 con 6 KO) nella categoria dei pesi superwelter sulle 8 riprese. L’imbattuto peso superwelter romano Mirko Natalizi (7-0 con 4 KO) sosterrà un match sulle 6 riprese e il peso leggero Giuseppe Osnato farà il suo debutto nei professionisti.

Eddie Hearn di Matchroom Boxing ha dichiarato: “Sono felice di promuovere il primo titolo mondiale all’interno di uno show Matchroom Boxing Italy con Francesco Patera e Devis Boschiero che si scontreranno per la corona WBA dei pesi leggeri ad interim. Patera è andato in crescendo da quando ha battuto Lewis Ritson a Newcastle e riceve un’opportunità d’oro contro l’esperto Boschiero. Gamal Yafai affronterà il beniamino locale Luca Rigoldi per il titolo europeo dei pesi supergallo. Guardate l’azione in diretta su DAZN!”

Christian Cherchi della Opi Since 82 ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di organizzare un titolo mondiale WBA nella bellissima città di Verona, che ospiterà una riunione pugilistica dopo molti anni. Patera e Boschiero si scontreranno in un emozionante main event, il campione europeo dei pesi supergallo Luca Rigoldi vuoleimpressionare contro lo sfidante ufficiale Gamal Yafai e rivedremo sul ring Fabio Turchi. Questa è una serata di boxe imperdibile che sarà trasmessa in diretta su DAZN.”

 

R.B.

Da Bach ai Queen con il famoso violinista Stefan Milenkovich

Sabato 22 febbraio 2020 alle 17.30 nell’Aula Magna della Sapienza per i concerti della IUC suona l’Orchestra Filarmonica Marchigiana con Stefan Milenkovich, il famoso violinista che da qualche anno si dedica con ottimi risultati anche alla direzione d’orchestra.

orchestra Filarmonica marchigiana

Il programma spazia da Johann Sebastian Bach a Freddie Mercury: si potrebbe dire che – se ci si passa il termine – saranno eseguiti due loro hit, il Concerto Brandeburghese n. 3 e Bohemian Rhapsody (qui nella trascrizione per violino e orchestra di Stefano Cabrera) che sono brani separati da duecentocinquanta anni ma hanno fatto entrambi la storia.

Milenkovic potrà dare il meglio di sé come violinista nello splendido Concerto per violino e orchestra in mi minore op. 64 di Felix Mendelssohn, tran i più ammirati ed eseguiti della musica romantica, di cui esprime allo stato puro alcuni aspetti tipici e inconfondibili, come lo slancio appassionato, l’estasi lirica e l’entusiasmo giovanile. Al periodo finale del romanticismo appartiene Valse-Scherzo in do maggiore per violino e orchestra, op. 34 di Pëtr Il’ič Čajkovskij, col suo irrefrenabile slancio di danza e il suo acrobatico virtuosismo, che al centro del brano lasciano spazio a una delle tipiche grandi melodie del compositore russo, intrisa di malinconia. Milenkovich proporrà poi una versione per violino e archi di Tre Preludi di George Gershwin, che integrano l’irriverente vitalità del jazz e abbandono sentimentale. E per finire uno dei brani più funambolici di tutto il repertorio violinistico, Tzigane di Maurice Ravel, che rielabora in modo molto personale e suggestivo la musica degli zigani d’Ungheria.

Stefan Milenkovich è stato uno straordinario fanciullo prodigio. A dieci anni è stato invitato a suonare per il presidente Ronald Reagan, a undici per Mikhail Gorbaciov, a quattordici per Papa Giovanni Paolo II, a sedici anni ha festeggiato il suo millesimo concerto. Ora, a quarantadue anni, è un musicista maturo che alterna l’archetto del violino alla bacchetta del direttore d’orchestra: ha suonato con l’Orchestra Sinfonica di Berlino, l’Orchestra di Stato di San Pietroburgo,  l’Orchestra Nazionale del Belgio, la New York Chamber Orchestra e la Chicago Symphony Orchestra e con altre importanti orchestre d’Europa, Nord e Sud America, Asia ed Australia. La sua discografia include tra l’altro tutte le composizioni per violino solo di Bach e Paganini.

La FORM (Orchestra Filarmonica Marchigiana) è una delle tredici Istituzioni Concertistico Orchestrali Italiane riconosciute dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Si è esibita con grandi interpreti come Gidon Kremer, Vladimir Ashkenazy, Ivo Pogorelich, Uto Ughi, Salvatore Accardo, Alexander Lonquich, Mario Brunello, Luciano Pavarotti, Mariella Devia e ha effettuato tournée in Austria, Germania, Svizzera, Repubblica Ceca, Francia, Oman, Israele, Palestina.

 

Mauro Mariani (anche per la fotografia)

Schermi d’amore – 16° edizione

Dopo il ritorno di Schermi d’Amore (svoltosi dal 12 al 19 febbraio 2019 e coronato dal premio alla carriera al regista Claude Lelouch), il Comune di Verona ha il piacere di annunciare la sedicesima edizione del festival, in programma dal 22 al 28 febbraio 2020 presso il Teatro Ristori, rinnovando così il proficuo accordo con la struttura che ha ospitato la rassegna anche l’anno scorso e stringendo un nuovo sodalizio con il Circolo del Cinema, a fianco del Verona Film Festival nell’organizzazione di questa proposta culturale.

La 16° edizione di Schermi d’Amore è votata alla celebrazione e all’analisi del melodramma, senza però trascurare le varie sfumature del cinema romantico e sentimentale, la cui analisi ragionata ha sempre contraddistinto la rassegna. Il cartellone si articolerà in sei sezioni: Amori in concorso, Panorama (riservata ai film fuori concorso), Elegia di Mizoguchi (dedicata al maestro del cinema giapponese Kenji Mizoguchi), Mazursky in Love (incentrata sul regista e sceneggiatore Paul Mazursky), La magnifica ossessione di Sirk e Fassbinder (percorso di confronto sul concetto di “melodramma” di Douglas Sirk e Rainer Werner Fassbinder, a partire dal paragone fra Secondo amore, 1955, e il suo “remake” La paura mangia l’anima, 1973) e L’ombra del doppio. Losey/Delon (retrospettiva tematica che mette allo specchio il cineasta Joseph Losey e il divo francese Alain).

Il Festival si aprirà e si chiuderà nel segno di due grandi maestri, esaltati dallo splendore del recupero in digitale: Luchino Visconti (La caduta degli dei, 1969, in copia  restaurata dalla Cineteca di Bologna e proveniente da Istituto Luce Cinecittà) e Roman Polanski (Per favore, non mordermi sul collo!, 1967). Fra i restauri imperdibili si segnalano inoltre il capolavoro di Mizoguchi I racconti della luna pallida d’agosto (1953, Leone d’argento al Festival di Venezia, proposto in una copia esclusiva proveniente dall’archivio degli Academy Awards), le nuove versioni in 4k di Una donna tutta sola di Mazursky (1978, che fece vincere a Jill Clayburgh il premio come miglior attrice a Cannes) e di Messaggero d’amore di Losey (1971, Palma d’oro a Cannes) e la copia de La prima notte di quiete di Valerio Zurlini (1972) proposta a Cannes in occasione della Palma d’oro alla carriera assegnata ad Alain Delon nel 2019.

Tuttavia, la grande novità di Schermi d’Amore 2020 è il ripristino del Concorso e della Giuria Giovani, al fine di decretare il miglior titolo fra la rosa delle pellicole proposte. Tra i film selezionati spiccano l’esordio della regista inglese Harry Wootliff, Only You (candidato ai BAFTA 2020 come miglior opera prima e interpretato da Josh O’Connor, svelatosi al pubblico italiano grazie al ruolo del Principe Carlo nella terza stagione della serie Netflix The Crown), la commedia francese Deux moi di Cédric Klapisch (autore della trilogia de L’appartamento spagnolo, composta dal film omonimo, 2002, da Bambole russe, 2005, e da Rompicapo a New York, 2013), Adoration del belga Fabrice du Welz (capitolo conclusivo della Trilogia delle Ardenne) e The Souvenir di Joanna Hogg (Gran Premio della Giuria al Sundance Film Festival 2019), prima parte di un dittico autobiografico ambientato nella Londra degli anni Ottanta, prodotto da Martin Scorsese e recitato da una debuttante d’eccezione: Honor Swinton Byrne (figlia di Tilda Swinton sullo schermo e nella realtà), affiancata da Tom Burke, protagonista della serie tv Strike (basata sui gialli scritti da J.K. Rowling con lo pseudonimo di Robert Galbraith).

Le serate a inviti del Festival, 22 e 28 febbraio, saranno dedicate rispettivamente al regista Claude Lelouch (il cui ultimo film, I migliori anni della nostra vita, 2019, conclude la trilogia iniziata con Un uomo, una donna, 1966, e proseguita con Un uomo, una donna oggi, 1986) e a un gioiello del cinema muto: What Happened to Jones? di William A. Seiter (1926), che anticipa Scandalo a Filadelfia (1940) di George Cukor e A qualcuno piace caldo (1959) di Billy Wilder.

Proiezioni:

22-23-25-26-27-28 febbraio 2020 al Teatro Ristori

24 febbraio, in Sala Convegni – Palazzo della Gran Guardia

È previsto un biglietto d’ingresso

I film sono presentati in versione originale con sottotitoli in italiano

Info: Tel. 0458005348 www.schermidamore.comune.verona.it

AMORI IN CONCORSO

Si dice che sette sia il numero perfetto e, non a caso, sette sono i film in concorso. Tre registi dalla rinomata carriera internazionale (l’inglese Joanna Hogg, il francese Cédric Klapisch e il belga Fabrice du Welz), una alla seconda prova (la canadese Myriam Verreault) e tre esordienti (la britannica Harry Wootliff, il francese Erwan Le Duc e l’australiana Josephine Mackerras) si sfidano nella sezione competitiva di Schermi d’Amore 2020, segmento che dedica una particolare attenzione allo sguardo femminile. Infatti oltre la metà dei titoli che lo compongono sono diretti da donne.

Adoration di Fabrice du Welz (Belgio/Francia, 2019, 98’)

Alice di Josephine Mackerras (Australia/Francia, 2019, 103’) – OPERA PRIMA

Deux moi di Cédric Klapisch (Francia/Belgio, 2019, 110’)

Kuessipan di Myriam Verreault (Canada, 2019, 117’)

Only You di Harry Wootliff (UK/Svezia, 2018, 119’) – OPERA PRIMA

Perdrix di Erwan Le Duc (Francia, 2019, 102’) – OPERA PRIMA

The Souvenir di Joanna Hogg (USA/UK, 2019, 119’)

PANORAMA

Una selezione di gemme che, oltre a una chicca del muto (What Happened to Jones? di William A. Seiter, 1926), propone sia restauri di classici, sia titoli recenti, ma imperdibili. Uno scrigno che racchiude gli ultimi film di Claude Lelouch (I migliori anni della nostra vita, 2019), Jonás Trueba (La virgen de agosto, 2019) e Yi’nan Diao (Il lago delle oche selvatiche, 2019), l’opera terza di Miguel Gomes (Tabu, 2012), i capolavori scandalosi di Stanley Kubrick (Lolita, 1962) e Luchino Visconti (La caduta degli dei, 1969) e la pellicola che fece innamorare Sharon Tate e Roman Polański: Per favore, non mordermi sul collo! (1967).

ELEGIA DI MIZOGUCHI

Quattro capolavori per (ri)scoprire la sublime maestria di Kenji Mizoguchi, colui che (insieme ad Akira Kurosawa e Yasujirō Ozu) ha scritto la storia del cinema giapponese e che Éric Rohmer ha definito «senza dubbio il più grande cineasta del suo Paese». Lasciatevi rapire dalla malia fiabesca che pervade I racconti della luna pallida d’agosto (Ugetsu monogatari, 1953), dal tragico lirismo de L’intendente Sansho (Sanshō Dayū, 1954), dalla commozione che ammanta Gli amanti crocifissi (Chikamatsu monogatari, 1954) e dalla coralità femminile de La strada della vergogna (Akasen chitai, 1956).

MAZURSKY IN LOVE

Parafrasando il titolo italiano del suo film Blume in Love (1973), Paul Mazursky non ha scritto, diretto e prodotto solo “una pazza storia d’amore”, ma tante, ironiche, agrodolci e complesse proprio come lui. Questa sezione rende omaggio a quattro sfumature dell’universo sentimentale mazurskiano, dalla senile tenerezza di Harry e Tonto (Harry and Tonto, 1974) all’amarcord nostalgico di Stop a Greenwich Village (Next Stop, Greenwich Village, 1976), dal riscatto femminile di Una donna tutta sola (An Unmarried Woman, 1978) alla soffusa malinconia di Mosca a New York (Moscow on the Hudson, 1984).

LA MAGNIFICA OSSESSIONE DI SIRK E FASSBINDER

«Da quando ho visto i suoi film e ho cercato di scrivere qualcosa al riguardo, Douglas Sirk è presente in tutto quello che faccio». Così Rainer Werner Fassbinder parlava del padre del melodramma hollywoodiano, con cui condivideva la filosofia «il cinema è sangue, lacrime, violenza, odio, amore e morte». Un percorso per scoprire come Secondo amore (All That Heaven Allows, 1955) abbia ispirato La paura mangia l’anima (Angst essen Seele auf, 1974) e le ambizioni frustrate de Lo specchio della vita (Imitation of Life, 1959) si rispecchino in Veronika Voss (Die Sehnsucht der Veronika Voss, 1982).

L’OMBRA DEL DOPPIO: LOSEY E DELON

Con Mr. Klein (Monsieur Klein, 1976) il regista esule Joseph Losey e il divo Alain Delon realizzano un film destinato a diventare il testamento artistico del primo ed arricchire l’immagine del secondo. Un dramma sull’ambiguità della condizione umana che offre lo spunto per riscoprire i titoli che, nelle carriere di entrambi, hanno indagato doppiezza ingannevole del reale: da un lato Messaggero d’amore (The Go-Between, 1971) e Una romantica donna inglese (The Romantic Englishwoman, 1975) diretti da Losey, dall’altro William Wilson (1968) e La prima notte di quiete (1972) interpretati da Delon.

La “Questio de aqua et terra” di Dante settecento anni dopo

La Questio de aqua et terra è l’unica opera organica di Dante Alighieri che esibisca una datazione topica e cronica: Verona, chiesa di Sant’Elena, 20 gennaio 1320. Il testo si presenta nella forma della classica questio disputata in cui un magister universitario espone la propria tesi rispondendo e confutando di volta in volta le obiezioni degli avversari: Dante affronta il tema dell’emersione delle terre rispetto alla sfera dell’acqua che secondo la fisica aristotelica diffusa all’epoca del poeta, doveva in linea teorica ricoprirle interamente.

A settecento anni da questo evento l’Università di Verona in collaborazione con altre prestigiose università, quali University of Notre Dame, Scuola Normale Superiore di Pisa, Katholieke Universiteit Leuven, e nell’ambito del Protocollo d’intesa per le celebrazioni dantesche promosso dal Comune di Verona, con un intervento diretto della Biblioteca Capitolare di Verona e del Museo diocesano d’arte di San Fermo Maggiore, ha organizzato un convegno internazionale di due giorni lo scorso gennaio, per approfondire aspetti del testo e del contesto storico-culturale nel quale prese forma il trattatello di Dante.

Studiosi e specialisti provenienti da università di tutto il mondo si sono dati appuntamento per confrontarsi e discutere su temi di carattere storico, teologico, filosofico e artistico utili a comprendere le ragioni e gli obiettivi che guidarono la mano del poeta, il pubblico per cui l’opera fu pensata, gli ambienti che la ospitarono.

“Il convegno sulla Questio de aqua et terra”, spiega Paolo Pellegrini, docente di Filologia italiana dell’ateneo veronese e membro del comitato scientifico che guida le celebrazioni dantesche, “si inserisce in un ricco programma che prevede cicli di conferenze, seminari e convegni internazionali destinati a condurci fino all’anniversario del 2021, settecentenario della morte del poeta. Lo scopo è quello di coniugare la serietà scientifica con l’apertura a un pubblico di non specialisti in un’ottica di alta divulgazione: uno degli obiettivi principali della terza missione dell’ateneo.

Al convegno sulla Questio si accompagna anche un progetto di grande rilievo che l’ateneo scaligero ha realizzato in collaborazione con il regista e attore veronese Alessandro Anderloni.

La lettura integrale della Questio è la prima parte di un progetto che l’università di Verona sta proponendo nell’ambito delle celebrazioni per i centenari danteschi del 2021. La seconda tappa sarà la messa in scena di uno spettacolo di prosa, affidato allo stesso Anderloni, con la trasposizione in forma teatrale della Questio, che debutterà a Verona nell’autunno 2020.

R.B.

Giulietta protagonista dell’amore, nell’immaginario mondiale

Olesia e Amine alla fine si sono incontrati a Verona, lei arrivata da Mosca e lui da New York. Solo grazie al concorso organizzato da Comune di Verona e Airbnb, i due innamorati hanno potuto darsi appuntamento nella città scaligera. I giovani hanno passato la notte di San Valentino nella Casa di Giulietta dove ad attenderli c’erano il sindaco e lo chef stellato Giancarlo Perbellini, che ha cucinato per loro.

La storia del loro amore, che ha saputo superare le distanze e le differenze di lingua e cultura, ha vinto sulle 6 mila lettere inviate al concorso. Il matrimonio è programmato in luglio in Marocco e questa è l’ultima occasione di stare insieme prima della cerimonia.

Amine, in ottobre, aveva chiesto a Olesia di sposarlo. Per organizzare le nozze, però, si sono impegnati a risparmiare e non avrebbero potuto incontrarsi senza vincere il concorso.

“Quando ho scoperto di essere la vincitrice – ha detto Olesia – ero assolutamente entusiasta perché sono appassionata della storia di Romeo e Giulietta. L’ho letta più volte, ho visto il film, ne ho imparato a memoria interi dialoghi, ho visto il musical. Lunedì ho guardato anche il film di Zeffirelli e mi sono informata sulla casa di Giulietta e sul museo. Sono stupita da quanto sia bella, così antica e vera. E sono molto contenta perché, probabilmente, questa è l’ultima volta che stiamo insieme prima delle nozze”.

“Siamo molto contenti – ha detto il sindaco – che abbiano vinto Olesia e Amine perché la loro storia d’amore ha conquistato tutti. Questa è la magia della casa di Giulietta, dell’amore e di Verona, una magia che ha saputo esaudire il loro grande desiderio di incontrasi di nuovo prima delle nozze. Il concorso ha dato alla nostra città una visibilità internazionale straordinaria. Basta guardarla oggi piena di innamorati e di turisti provenienti da ogni dove, per capire che poche città al mondo sanno essere come Verona”.

il famoso balcone di Giulietta, nella casa veronese

Il “Premio Cara Giulietta” è andato invece a Sandy Bauche, studentessa di diritto di Tours, Francesca Cattaneo, laureanda in medicina di Milano, e Fiorentina Funicello, professoressa di lettere di Roma.

Le loro lettere sono state giudicate dalle “Segretarie di Giulietta” le più belle e le più intense storie d’amore indirizzate alla giovane Capuleti. Il Premio Cara Giulietta, istituito dal Club di Giulietta nel 1993, celebra ogni anno le confidenze, le speranze e le emozioni dell’amore scritte in forma epistolare.

“Grazie al mito di Giulietta e alla valorizzazione di quello straordinario sentimento universale che è l’amore – ha detto l’Assessore alla Cultura – Verona è, nell’immaginario condiviso, il luogo in cui poter raccontare e rendere pubbliche le proprie storie d’amore. Quindi, al di là delle feste pubbliche, Verona nei giorni di San Valentino è davvero la città in cui i sentimenti privati sanno superare le differenze e fondere culture, nazionalità e lingue diverse”.

Roberto Bolis

Armonie Quartet all’università Tor Vergata

Mercoledì 19 febbraio 2020 alle 18.00 nell’Auditorium “E. Morricone” (Università di Roma “Tor Vergata”, Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1) per la stagione di Roma Sinfonietta presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” suona l’Armonie Quartet, formato da Luca Vignali – uno dei migliori oboisti italiani e primo oboe solista dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, con esperienze con altri grandi orchestre come i Berliner Philharmoniker – e dalla violinista Anna Chulkina, dalla violista Gaia Orsoni e dalla violoncellista Kyung Mi Lee.

Il programma è molto vario, spaziando dall’inizio del Seicento alla fine del Novecento e presentando sia musiche scritte originariamente per questa formazione sia trascrizioni. Al centro del concerto sta il brano più famoso per questi quattro strumenti, il Quartetto in fa maggiore K 370, scritto da Wolfgang Amadeus Mozart nel 1781: questo capolavoro fu scritto evidentemente per un grande oboista, data la difficoltà della parte. Sono originali anche il Quartetto in si bemolle maggiore di Johann Christian Bach, ultimogenito dei venti figli del grande Johann Sebastian e all’epoca molto più noto e apprezzato del padre; fu anche tra gli insegnanti di Mozart e si racconta che l’allievo era talmente giovane che il maestro lo prendeva sulle sue ginocchia. Originale per questo gruppo strumentale è anche il Quartetto op. 61 di Malcolm Arnold, uno dei più apprezzati compositori inglesi contemporanei: è stato definito “una composizione melodiosa, spiritosa e geniale”.

In programma anche due trii. Il Trio in si bemolle maggiore di Franz Schubert – una delle tante composizioni lasciate incompiute da questo autore – è un piccolo capolavoro giovanile. L’Instrumentalsatz in fa maggiore BWV 1040 di Johann Sebastian Bach è un breve pezzo strumentale, che il compositore stesso dimostrò di apprezzare molto, riutilizzandolo in diversi suoi lavori vocali, sia sacri che profani.

Il resto del programma consiste in stuzzicanti trascrizioni strumentali di alcuni notissimi brani di musica vocale, ovvero “Il lamento della Ninfa” di Claudio Monteverdi, l’aria “Lascia che io Pianga” dal “Rinaldo” di Georg Friedrich Haendel e, come gran finale, la famosissima e amatissima romanza “Vissi d’arte” dalla “Tosca” di Giacomo Puccini.

 

Mauro Mariani (anche per la fotografia)

 

Con il “Carnevale degli Este” Ferrara rivive le magie del Rinascimento

Dopo più di cinquecento anni torna in vita il Carnevale Estense nella raffinata cornice della città di Ferrara, una delle più importanti capitali della cultura nel Rinascimento. La rievocazione storica del Carnevale che gli Estensi usavano celebrare nel XV e XVI secolo costituisce l’occasione per immergersi nell’atmosfera rinascimentale della Corte di Ferrara, conosciuta nel mondo come la più elevata espressione di bellezza nel campo delle arti figurative, architettoniche e letterarie.

Dal 20 al 23 febbraio Ferrara diventerà teatro di oltre cinquanta appuntamenti che prevedono coinvolgenti animazioni a tema storico, per adulti e bambini, con cortei di 500 figuranti in costumi dell’epoca, giochi d’armi e di fuoco, danze e concerti, banchetti a menù rinascimentali, 12 divertenti rappresentazioni teatrali e pantomime, conferenze sugli Estensi e le loro usanze, visite guidate a tema per le vie della città e nei palazzi storici, laboratori ludico-didattici in Castello e presso i Musei, e un mercatino rinascimentale delle erbe.

Tutto questo offrirà l’opportunità di conoscere in modo piacevole e originale l’affascinante storia della Corte Estense e l’incantevole centro storico di Ferrara, Patrimonio mondiale dell’Umanità UNESCO.

Da alcuni anni l’Amministrazione Comunale promuove e sostiene la manifestazione rievocativa del Carnevale degli Este, organizzata sapientemente dall’Ente Palio di Ferrara attraverso molteplici eventi di interesse culturale e di attrazione turistica.

Per l’occasione sabato 22 e domenica 23 febbraio i Musei civici saranno aperti gratuitamente (Casa di Ludovico Ariosto, Palazzina Marfisa d’Este, Museo di Storia Naturale, Museo della Cattedrale, Palazzo Bonacossi, Museo del Risorgimento e della Resistenza, Padiglione d’Arte Contemporanea).

– GIOVEDÌ 20 FEBBRAIO 2020

Ore 16.00 Palazzo Bonacossi, Salone d’Onore via Cisterna del Follo 5

Inaugurazione dell’edizione 2020 del Carnevale degli Este, con partecipazione del Coro Universitario diretto dal m.° Francesco Pinamonti. Per l’occasione, sarà esposta e presentata al pubblico una selezione delle nove polene lignee appartenute alle galee veneziane sequestrate durante la battaglia del 1509, a cura dei Musei Civici di Arte Antica. A seguire, Il “felicissimo successo” della Polesella, tra Ippolito e Alfonso d’Este, conferenza di Marialucia Menegatti (responsabile editoriale dell’associazione Ferrariae Decus di Ferrara). Ingresso libero.

Ore 18.15 Casa Romei via Savonarola 30

Odi le trombe? È il fragor del Carnevale! Concerto inaugurale dell’Ensemble di trombe barocche del Conservatorio Girolamo Frescobaldi di Ferrara, a cura di Michele Santi e Martina Dainelli. Seguirà brindisi.

– VENERDÌ 21FEBBRAIO 2020

Ore 16.00 Palazzo Bonacossi, Salone d’Onore via Cisterna del Follo 5

Venezia sconfitta, Ferrara trionfante: la battaglia della Polesella tra false notizie, canzoni di piazza e propaganda, conferenza a cura di Massimo Rospocher (Istituto Storico Italo-Germanico di Trento), con animazioni e intermezzi vocali a cura del De Sphaeris Ensemble e del Coro della Basilica di San Giorgio, diretti dal m.° Davide Vecchi. Ingresso libero.

Ore 17.00 Biblioteca Comunale Ariostea, Sala Agnelli via delle Scienze 17

Tra commedia e tragedia: il divertimento alla corte estense nel primo ‘500, in una selezione di scene dal film “E ridendo l’uccise” di Florestano Vancini, a cura di Carlo Magri: diretto dal celebre regista ferrarese nel 2005, il film è incentrato proprio sulle vicende storiche dei fratelli Alfonso, Ippolito, Giulio e Ferrante d’Este. Ingresso libero.

Ore 19.00 Centro di Promozione Sociale “Il Parco” via Canapa 4

Gran ballo di Carnevale, con ricco buffet, a cura della Contrada Borgo San Giovanni, in collaborazione con l’Associazione di Promozione Sociale 8cento di Bologna. Servizio navetta da Largo Castello, di fronte alla Camera di Commercio. Iniziativa a pagamento.

Ore 21.00 Sala della Musica, chiostro di San Paolo via Boccaleone 19

Gli sposi promessi, commedia a cura della Compagnia della Vipera in collaborazione con il Gruppo Armonie di Danza della Contrada Rione San Paolo. Ingresso libero.

– SABATO 22 FEBBRAIO 2020

Ore 10.00 – 19.30 Piazza Trento e Trieste

“Mercato Rinascimentale delle erbe”, nell’omonima e antica Piazza delle Erbe (dal 1919 diventata Piazza Trento e Trieste), a cura dell’Associazione Coldiretti di Ferrara, Avis Provinciale e Comunale di Ferrara e dell’Ente Palio.

Ore 10.00 – 18.00 Centro Storico

Note itineranti, a cura dei Daridel: con ghironda, liuto, cornamusa e percussioni, i cinque musicisti di Ferrara cattureranno l’occhio e l’orecchio del pubblico, regalando momenti di danze, musiche e tanta energia.

Ore 10.00 Castello Estense, Sala dei Comuni

“De mascare et comedie”: i carnevali estensi tra allegrezze e magnificenza, conferenza a cura di Domenico Giuseppe Lipani (Università degli Studi di Ferrara); a seguire, Il Lazzo della mosca e altre storie, a cura di Fabio Mangolini (direttore artistico di Cornucopia Performing Arts Labs). Ingresso libero.

Ore 10.00 – 13.00 Piazza Savonarola, accesso dal pontile

Visita in barca nel fossato del Castello Estense: durante la navigazione si può ascoltare un’esaustiva descrizione storica del monumento, in italiano e in inglese. A cura di Itinerando. Evento a pagamento, senza prenotazione.

Ore 10.15
Palazzo di Giulio d’Este 
corso Ercole I d’Este 16

Alfonso I e Ippolito d’Este. Le armi e gli amori: passeggiata dal cuore della città rinascimentale fino a palazzo Bonacossi, dove si potranno ammirare le “polene” delle navi veneziane sequestrate dal duca Alfonso nel dicembre 1509. Visita guidata a cura di NaturalMente Arte-Ferrara

Ore 10.30 Biblioteca Comunale per ragazzi “Casa Niccolini” via Romiti 13

Annone e Ganda: due star pachidermiche del primo ‘500, aneddoti e vicende su due tra i più famosi animali esotici del Rinascimento, a cura della Commissione Scuola dell’Ente Palio di Ferrara: partecipazione libera e gratuita, particolarmente indicata per bambini a partire dai 5 anni.

Ore 11.00 Museo Archeologico via XX Settembre 122

Visite guidate ai soffitti affrescati di palazzo Costabili (Sala del Tesoro e sale didattiche), attraverso letture di testi e animazione scenica con personaggi in abito storico pronti a evocare curiosità e aneddoti della Ferrara del primo Cinquecento: a cura del Gruppo Archeologico Ferrarese. Iniziativa gratuita, previo pagamento del biglietto d’ingresso, con gratuità di legge.

Ore 12.30 Centro di Promozione Sociale “Il Parco” via Canapa 4

Banchetti e danze col Messisbugo: pranzo animato con balletti rinascimentali, recite ed esibizione di armati, a cura della Contrada Borgo San Giovanni. Servizio navetta da Largo Castello, di fronte alla Camera di Commercio.

Ore 14.00 – 17.00 Piazza Savonarola, accesso dal pontile

Visita in barca nel fossato del Castello Estense: durante la navigazione si può ascoltare un’esaustiva descrizione storica del monumento, in italiano e in inglese. A cura di Itinerando. Evento a pagamento, senza prenotazione.

Ore 15.00 – 18.00 Casa Romei via Savonarola 30

I tesori nascosti: apertura straordinaria dello Studiolo delle Tramezze, a cura del Gruppo Archeologico Ferrarese. Iniziativa gratuita, previo pagamento del biglietto d’ingresso, con gratuità di legge.

Ore 15.00 Castello Estense, cortile interno, pozzo maggiore

Raccontare Ferrara: visita guidata al centro storico di Ferrara, alla scoperta delle principali peculiarità di una delle capitali del Rinascimento e patrimonio mondiale UNESCO, a cura del Consorzio Visit Ferrara. Ritrovo 15 minuti prima della partenza.

Ore 15.00 Piazza Trento e Trieste

Aspettando i trionfatori: animazione a cura degli sbandieratori delle contrade del Palio, ed esibizione del Gruppo Campanari Ferraresi con utilizzo del castello mobile di campane suonate a festa per l’arrivo del corteo. Lettura dell’editto di apertura del Carnevale dalla finestra della Torre dell’Orologio.

Ore 15.00 Piazza Savonarola

“Il Serraglio”. Torturatio Glemonensae: animazioni e intrattenimenti a cura del gruppo storico “Giochi e torture” dell’Associazione Pro Loco Glemona, Gemona del Friuli (Ud)

Ore 15.30 Castello Estense, cortile interno

A spasso per Ferrara sulle orme di Alfonso I e del cardinale Ippolito: il percorso di visita guidata inizia dal Castello Estense (visita per esterni), raggiunge le mura orientali della città con i bastioni cinquecenteschi voluti dal genio militare di Alfonso e si conclude a palazzo Bonacossi, dove saranno esposti i sorprendenti cimeli della famosa battaglia di Polesella (1509). A cura di Itinerando; iniziativa a pagamento fino a esaurimento posti.

Ore 15.30 Palazzo Muzzarelli Crema, Cortile d’Onore via Cairoli 13

“L’ora gaia”: giochi all’aperto con merenda, nel meraviglioso cortile di un palazzo rinascimentale a due passi dal Castello Estense. Laboratorio per bambini, dai 6 anni: iniziativa a pagamento, a cura della Contrada Rione Santo Spirito.

Ore 15.30 Porta Paola via Donatori di Sangue/piazza Travaglio

Partenza del Corteo Storico con 250 figuranti: dame, cavalieri, vessilliferi, armati, la duchessa Lucrezia Borgia e il giudice dei Savi Antonio Costabili accompagnano l’ingresso trionfale in città del duca Alfonso e del cardinale Ippolito d’Este, artefici della vittoriosa battaglia della Polesella: a cura dei figuranti delle contrade del Palio di Ferrara, della Compagnia Estense di San Michele-Gruppo Armati dell’Ente Palio di Ferrara, con la partecipazione della Compagnia di fanti “I Conestabili del Finale” (Finale Emilia, Modena).

Ore 15.45 Piazza del Municipio

“Con trionfo e festa della vittoria havuta”: ingresso della corte nell’antica piazza ducale e omaggio dei cantastorie Zoppino e Bighignol ai due fratelli estensi: a cura delle contrade del Palio e del Coro Universitario di Ferrara.

Ore 16.00 Piazza del Municipio

In fabula: spettacolo a cura della Compagnia dei Folli di Ascoli Piceno, con straordinarie evoluzioni scenico-artistiche di astri, divinità e fate personificati da abili trampolieri mascherati. Evento gratuito.

Ore 16.00 Castello Estense

Carnevale in Castello: visita con laboratorio per bambini dai 5 agli 11 anni, per conoscere le vicende di alcuni dei personaggi più affascinanti della famiglia d’Este, rivivere le atmosfere festose del Carnevale e creare la propria maschera ispirata ai gusti del tempo. A cura di Senza Titolo. Iniziativa a pagamento fino a esaurimento posti.

Ore 16.00 Castello Estense

Il Castello di Alfonso I: visita guidata dagli ambienti del pian terreno e dalla prigione nella Torre dei Leoni, fino ai celebri Camerini del duca lungo la Via Coperta, a cura di Itinerando. Aperitivo finale nelle eleganti sale della caffetteria al piano nobile del Castello, a cura di Bota srl. Iniziativa a pagamento fino a esaurimento posti.

Ore 18.00 Palazzo Muzzarelli Crema via Cairoli 13

“L’ora gaia” alla Locanda del Carnevale: degustazione di cibi e bevande della tradizione gastronomica ferrarese, a cura della Contrada Rione Santo Spirito. Iniziativa a pagamento.

Ore 20.30 Centro di Promozione Sociale “Il Parco” via Canapa 4

Banchetti e danze col Messisbugo: cena animata con balletti rinascimentali, recite ed esibizione di armati, a cura della Contrada Borgo San Giovanni. Servizio navetta da Largo Castello, di fronte alla Camera di Commercio.

Ore 21.00 Sala Estense piazza del Municipio 2

L’Assiuolo, commedia di Giovan Maria Cecchi, a cura della Compagnia del Vado della Contrada Rione Santa Maria in Vado, con la partecipazione del Gruppo Danza “L’Unicorno”. Introduzione storica di Francesco Scafuri. Entrata ad offerta libera.

– DOMENICA 23 FEBBRAIO 2020

Ore 10.00 – 18.00 Centro Storico

Note itineranti, a cura dei Daridel: con ghironda, liuto, cornamusa e percussioni, i cinque musicisti di Ferrara cattureranno l’occhio e l’orecchio del pubblico, regalando momenti di danze, musiche e tanta energia.

Ore 10.00 – 19.30 Piazza Trento e Trieste

“Mercato Rinascimentale delle erbe”, nell’omonima e antica Piazza delle Erbe (dal 1919 diventata Piazza Trento e Trieste), a cura dell’Associazione Coldiretti di Ferrara, Avis Provinciale e Comunale di Ferrara e dell’Ente Palio.

Ore 10.00 Castello Estense, Sala dei Comuni

Le cacce, i falconi, i ghepardi ed altri simboli alla Corte estense, conferenza a cura di Gianluca Lodi e Francesco Scafuri, introduzione di Riccardo Modestino: iniziativa promossa e patrocinata dall’Associazione De Humanitate Sanctae Annae. Ingresso gratuito.

Ore 10.00 Casa Romei via Savonarola 30

Romei ludens: giocando con gli antichi passatempi, visita guidata al percorso museale a cura del Direttore Andrea Sardo, con animazioni storico-rievocative della Contrada Borgo San Giacomo. Iniziativa gratuita, previo pagamento del biglietto d’ingresso, con gratuità di legge.

Ore 10.00 Piazza del Municipio

Piccoli musici e sbandieratori crescono: esibizione non competitiva degli sbandieratori e musici, categoria ‘under’, delle contrade del Palio di Ferrara.

Ore 10.00 – 13.00 Casa Romei via Savonarola 30

I tesori nascosti: apertura straordinaria dello Studiolo delle Tramezze, a cura del Gruppo Archeologico Ferrarese. Iniziativa gratuita, previo pagamento del biglietto d’ingresso, con gratuità di legge.

Ore 10.00 – 13.00 Piazza Savonarola, accesso dal pontile

Visita in barca nel fossato del Castello Estense: durante la navigazione si può ascoltare un’esaustiva descrizione storica del monumento, in italiano e in inglese. A cura di Itinerando, iniziativa a pagamento, senza prenotazione.

Ore 10.30 Museo di Storia Naturale slargo Florestano Vancini 2

Animali e alchimia nel Rinascimento: la storia dell’elefante Annone, iniziativa per bambini a cura dell’Associazione Didò. Scopriamo insieme l’antico mondo dell’alchimia con un laboratorio dove impareremo come alcune parti anatomiche degli animali venivano utilizzate per realizzare pozioni e amuleti considerati magici dai principi del Rinascimento. Evento a pagamento.

Ore 11.00 Museo Archeologico, Salone delle Carte Geografiche via XX Settembre 122

Una Iliade alla Polesella: Orlando furioso, canto trentesimosesto, conferenza a cura di Claudio Cazzola. Al termine, visita guidata ai vasi di Spina sul tema Due amici sull’Olimpo: Efesto e Dioniso, e alla mostra Trilogia di Dioniso: il pittore di Altamura a Spina, a cura della Direttrice Paola Desantis. Iniziativa gratuita, previo pagamento del biglietto d’ingresso, con gratuità di legge.

Ore 11.00 Castello Estense, cortile interno

A spasso per Ferrara sulle orme di Alfonso I e del cardinale Ippolito: il percorso di visita guidata inizia dal Castello Estense (visita per esterni), raggiunge le mura orientali della città con i bastioni cinquecenteschi voluti dal genio militare di Alfonso e si conclude a palazzo Bonacossi, dove saranno esposti i sorprendenti cimeli della famosa battaglia di Polesella (1509). A cura di Itinerando; iniziativa a pagamento fino a esaurimento posti.

Ore 11.30 

Castello Estense

Il Castello di Alfonso I: visita guidata dagli ambienti del pian terreno e dalla prigione nella Torre dei Leoni (dove vennero reclusi Ferrante e Giulio, fratelli del duca Alfonso) fino al piano nobile, attraverso il Giardino degli Aranci e i famosi Camerini lungo la Via Coperta. A cura di Itinerando, iniziativa a pagamento fino a esaurimento posti.

Ore 12.00 Casa Romei via Savonarola 30

Romei ludens: giocando con gli antichi passatempi, visita guidata al percorso museale a cura del Direttore Andrea Sardo, con animazioni storico-rievocative della Contrada Borgo San Giacomo. Iniziativa gratuita, previo pagamento del biglietto d’ingresso, con gratuità di legge.

Ore 12.30 Centro di Promozione Sociale “Il Parco” via Canapa 4

Banchetti e danze col Messisbugo: pranzo animato con balletti rinascimentali, recite ed esibizione di armati, a cura della Contrada Borgo San Giovanni. Servizio navetta da Largo Castello, di fronte alla Camera di Commercio.

Ore 14.00 – 17.00 Piazza Savonarola, accesso dal pontile

Visita in barca nel fossato del Castello Estense: durante la navigazione si può ascoltare un’esaustiva descrizione storica del monumento, in italiano e in inglese. A cura di Itinerando, iniziativa a pagamento, senza prenotazione.

Ore 14.15 Palazzo di Giulio d’Este corso Ercole I d’Este 16

Alfonso I e Ippolito d’Este. Le armi e gli amori: passeggiata dal cuore della città rinascimentale fino a palazzo Bonacossi, dove si potranno ammirare le “polene” delle navi veneziane sequestrate dal duca Alfonso nel dicembre 1509. Visita guidata a cura di NaturalMente Arte-Ferrara.

Ore 15.00 Museo Archeologico via XX Settembre 122

Estensi in maschera: laboratorio didattico-creativo per bambini, a cura del Gruppo Archeologico Ferrarese. Al termine, Il Carnevale degli Etruschi a Bologna nel 1874, conferenza a cura della Direttrice Paola Desantis. Iniziativa gratuita, previo pagamento del biglietto d’ingresso, con gratuità di legge.

Ore 15.30 Palazzina Marfisa d’Este corso della Giovecca 170

Colpito e affondato … o quasi!: visita didattica con laboratorio per bambini dai 5 ai 10 anni, per scoprire assieme le tecniche dell’antica battaglia di Polesella e ricreare, col gioco, movimenti e scontri tra le artiglierie ferraresi e la flotta veneziana. Una battaglia navale da non perdere! A cura dell’Associazione Arte.Na. Iniziativa a pagamento.

Ore 16.30 Piazza Castello

Corteo di chiusura del Carnevale: la corte di Alfonso e Ippolito d’Este, con la duchessa Lucrezia Borgia, sfila da piazza Castello per raggiungere lo Scalone d’Onore dell’antico palazzo Ducale in piazza del Municipio, e da qui assistere alle ultime animazioni carnascialesche.

Ore 16.45 Piazza del Municipio

Polesella 1509: va in scena la battaglia, rievocazione animata dei cruenti scontri tra i soldati estensi e veneziani nel dicembre del 1509 lungo le sponde, gli argini e le golene del Po, nei pressi di Polesella: a cura della Compagnia Estense di San Michele-Gruppo Armati dell’Ente Palio di Ferrara e dei figuranti delle contrade cittadine.

Ore 17.15 Piazza del Municipio

Il Paggio dei Clerici Vagantes: giullare alchimista in viaggio fin dal 1509, intrattenimento ludico-goliardico con effetti spettacolari e sketch pirotecnici ispirati alle passioni metallurgiche e alchemiche del duca Alfonso d’Este, a cura della compagnia teatrale Atuttotondo.

Ore 17.45 Piazza del Municipio

“Contrasto” tra messer Carnovale e Madonna Quaresima: duello burlesco tra il grasso e indolente Carnevale e la smunta Quaresima: chi vincerà? A cura degli attori delle compagnie teatrali ferraresi ” I Prosivendoli” e “Il Teatro dei Stanchi”.

Ore 18.00 Piazza Trento e Trieste

Begosso a morte! Rogo del fantoccio di messer Carnevale, alias Begosso: con il falò apotropaico e la lettura dell’editto di chiusura, termina l’edizione del Carnevale degli Este. Arrivederci al 2021.

INGRESSO GRATUITO AI MUSEI CIVICI 22 e 23 FEBBRAIO 2020

  • Casa di Ludovico Ariosto, via Ariosto 67
  • Palazzina Marfisa d’Este, corso della Giovecca 170
  • Museo di Storia Naturale, slargo Florestano Vancini 2
  • Museo della Cattedrale, Ex Chiesa di San Romano, via San Romano 1
  • Palazzo Bonacossi – Museo Riminaldi, via Cisterna del Follo 5
  • Museo del Risorgimento e della Resistenza, corso Ercole I d’Este 19
  • Padiglione d’Arte Contemporanea, corso Porta Mare 5

CHALLENGE FOTOGRAFICO #CarnevaledegliEste

Nel pomerggio di sabato 22 febbraio, si attiverà il challenge fotografico, ovvero una sfida alla foto migliore, allo scatto più rappresentativo del Carnevale che immortalerà l’istante più determinante delle diverse rievocazioni storiche. Primo tra tutti il corteo, come sempre l’evento più atteso, ma non di meno anche gli altri spettacoli in costume messi in scena dalle compagnie teatrali ospiti per l’occasione a Ferrara.

Le foto dovranno riportare l’hashtag #CarnevaledegliEste e dovranno essere pubblicate istantaneamente dai partecipanti sul loro profilo instagram pubblico, per essere votate dai propri followers. La foto vincitrice sarà resa nota al termine degli spettacoli pomeridiani in Piazza Municipale.

 

Alessandro Zangara

Lenz per Parma Capitale Italiana della Cultura 2020: festa di apertura

Giovedì 20 febbraio a partire dalle ore 20 negli affascinanti spazi post-industriali di Lenz Teatro si apre Habitat Pubblico 2020, il progetto artistico e culturale diretto da Maria Federica Maestri e Francesco Pititto, in una lunga serata di performance, musica e drink nel segno di Parma Capitale Italiana della Cultura.

Habitat Pubblico 2020 dà inizio nel mese di marzo al progetto Il Passato Imminente con tre nuove creazioni, interpretate da altrettante protagoniste dell’inesauribile ricerca performativa di Lenz per arrivare, nel mese di novembre, a un’edizione all women del Festival Natura Dèi Teatri.

Tra gli eventi più importanti di Habitat Pubblico 2020 vale segnalare La Vita è Sogno, allestimento site-specific all’interno del Complesso Monumentale della Pilotta – nel mese di giugno – progetto speciale per Parma Capitale Italiana della Cultura 2020.

Denso di stimoli e visioni Habitat Pubblico non è una semplice stagione di spettacoli, ma un complesso progetto di creazioni performative e visuali contemporanee, residenze artistiche internazionali, coproduzioni musicali, teatrali, coreografiche, di pratiche formative pluridisciplinari e integrate rivolte a giovani, persone con sensibilità psichica e intellettiva e studenti.

Lenz Fondazione, fondata dalle Associazioni Culturali Lenz Rifrazioni e Natura Dèi Teatri, ne raccoglie l’eredità storica (1986 per Lenz e 1996 per Natura) continuandone senza soluzione di continuità e con identico rigore l’azione di ricerca artistica, creazione, formazione, ospitalità internazionale nell’ambito delle performing arts e della sensibilità, ma con una più ampia progettualità artistica, culturale e scientifica. Lenz Fondazione realizza un complesso progetto di creazioni performative e visuali contemporanee e di coproduzioni musicali e teatrali in collaborazione con istituzioni territoriali, nazionali ed internazionali, di pratiche laboratoriali integrate rivolte a persone con disabilità psichica, intellettiva, sensoriale.

Lenz Teatro si trova in via Pasubio 3/e a Parma.

 

Michele Pascarella

Una giornata a Palazzo Pianetti di Jesi

La visita di Jesi può occupare alcune ore, oppure alcuni giorni. Indichiamo le attrattive culturali principali di Palazzo Pianetti (via XV settembre, 10), sede dei Musei Civici, come il Museo Archeologico che presenta reperti secondo un ordine cronologico in tre sezioni, riservate alla Preistoria, la Protostoria e l’Età romana. Molti i pezzi interessanti, tra cui reperti della civiltà picena di Monteroberto e Castelbellino, con le fornaci di Campo Boario e le statue di età giulio-claudia scoperte a Jesi. Il museo si trova al piano terra del Palazzo, dov’erano le scuderie.

Palazzo Pianetti è un esempio di architettura settecentesca, iniziato su commissione della nobile famiglia Pianetti di Jesi. Venne ristrutturato nell’Ottocento per il matrimonio di Vincenzo Pianetti con una Azzolino. Al primo piano la Galleria degli Stucchi, uno dei massimi esempi di rococò dell’Italia centrale, e le stanze decorate con le Storie di Enea. Al secondo piano le sale e i salotti, le camere da letto e i bagni, tutto decorato con temi ottocenteschi. Il cortile interno vanta un bel giardino all’italiana. Al piano nobile anche la Pinacoteca Civica, con opere di carattere religioso dal XV al XIX secolo, provenienti anche da varie chiese cittadine, per depositi, lasciti, donazioni. Tra i vari quadri, un gruppo di opere di Lorenzo Lotto, databili tra il 1512 e il 1535. Interessanti anche i vasi del Settecento provenienti dall’antico ospedale di Jesi, circa duecento pezzi in ceramica.

La Gallerie d’Arte contemporanea ha una buona quantità di opere di pregio, dalla seconda metà dell’Ottocento fino ad oggi. Grazie al “Premio Città di Jesi-Rosa Papa Tamburi”, sono arrivate alla Galleria numerose opere, arricchite anche in occasione della mostra “La ruota del Lotto” del 1981, quando artisti come Pistoletto e Ontani lasciarono al museo alcune opere. Palazzo Pianetti è aperto dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19; orario continuato dal terzo sabato di giugno alla terza domenica di settembre, dalle 10 alle 19. Lunedì chiuso eccetto se festivo.

Jesi vanta anche la Casa Museo Colocci Vespucci, la Biblioteca Planettiana, il Museo per le Arti della Stampa, il Museo Federico II stupor mundi, il Museo Diocesano e le sale museali di Palazzo Bisaccioni.

 

Alessia Biasiolo