Odyssey. Un progetto di Ai Weiwei per Palermo

È stata presentata a Palermo Odyssey, l’installazione realizzata da Ai Weiwei per lo spazio espositivo di ZAC – Zisa arti contemporanea, aperta al pubblico fino al prossimo 20 giugno. Odyssey, che interessa l’intera superficie dell’area per circa 1000 metri quadrati, nasce da un progetto di ricerca sui rifugiati e sui campi profughi nel mondo, avviato nel 2015 dal grande artista cinese che vive e lavora tra Berlino e Pechino. Il progetto è promosso da Amnesty International Italia, in occasione della sua XXXII Assemblea generale che è in corso in questi giorni proprio a Palermo e che stasera darà vita ad un flash mob, e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo. L’organizzazione è di ruber.contemporanea, in collaborazione con Accademia di Belle Arti di Palermo | dICODA Dipartimento di Comunicazione e didattica dell’Arte.

“Oggi, nella stagione della pena di morte e della schiavitù, – ha affermato il Sindaco Leoluca Orlando – chiedo a Amnesty International di inserire sue iniziative nel cartellone di Palermo Capitale italiana della cultura 2018 perché la cultura non è solo l’arte ma anche la cultura dei diritti. A Palermo non ci sono migranti perché chi vive nella nostra città è palermitano e ci aiuta a scoprire i nostri diritti. Questo lo ha capito Ai Weiwei che verrà nella nostra città prima della chiusura di Odyssey”.

Odyssey è realizzata nell’ambito di “Diritti in Cantiere”, una ricca serie di iniziative culturali ed educative che precede, a partire dal 21 aprile presso i Cantieri Culturali alla Zisa, i lavori della XXXII Assemblea generale di Amnesty International Italia, il massimo momento deliberativo dell’Organizzazione per la tutela dei diritti umani, che ha scelto quest’anno la Sicilia, approdo mediterraneo, sede d’incontro e di scambio tra popolazioni, lingue e culture millenarie diverse, per la cornice dei propri messaggi in favore dei diritti umani.

Dichiara Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia: “Amnesty International non fornisce solo cifre, solo dati statistici che, per quanto allarmanti, rischiano di comunicare poco e male la sofferenza di tante donne, uomini, bambini. Amnesty vuole anche raccontare le storie individuali di tante persone, in fuga dalla persecuzione, dalla guerra, dalla povertà, che vengono sempre più spesso trattate con ostilità, ricacciate indietro, tenute il più lontano possibile da chi avrebbe invece il dovere, giuridico e morale, di fornire loro aiuto. in un momento storico nel quale assistiamo a uno dei più consistenti movimenti di migranti e rifugiati dalla seconda guerra mondiale, Amnesty International unisce le proprie forze con quelle di Ai Weiwei, artista di fama mondiale, che ha messo a disposizione una propria installazione. Con l’obiettivo comune di riuscire a convincere il mondo a invertire la rotta, a capire, molto semplicemente, che i migranti sono, come noi, esseri umani”.

Il progetto Odyssey è il risultato di un’indagine attenta, condotta da Ai Weiwei e dal suo staff, che mira all’analisi della cornice storica, politica e sociale in cui la “crisi dei rifugiati” – che rappresenta il focus della ricerca – si sviluppa.

Il motivo iconografico del “floorpaper” è composto da un intreccio di immagini tratte dai social media e dal materiale raccolto dall’Artista nel corso dei suoi viaggi nei diversi campi profughi del mondo, ed organizzato formalmente secondo stilemi che si ispirano agli elementi grafici e compositivi delle antiche civiltà greche ed egizie. Le illustrazioni stilizzate in bianco e nero presentano immagini giustapposte, come nella pittura vascolare greca, e i contenuti rimandano all’immaginario mediatico del XXI secolo, rappresentato da scene di militarizzazione, migrazione, fuga e distruzione.

“Prosegue la programmazione a ZAC con interventi site specific di grandi protagonisti dell’arte contemporanea – afferma l’Assessore alla Cultura del Comune di Palermo Andrea Cusumano – Ai Weiwei, tra i più influenti artisti dei nostri tempi, ha realizzato un progetto pensato per Palermo e la nostra politica di accoglienza, dialogo e scambio culturale al centro del Mediterraneo. Un’ulteriore conferma della riacquistata centralità culturale della nostra città e della sua capacità di dialogare in modo fattivo con le più importanti istanze del contemporaneo. Un altro importante appuntamento per lo spazio ZAC che sempre di più acquista il ruolo di Turbine Hall del Sud”.

Un progetto di ricerca che ha radici profonde, come spiega lo stesso artista: «Ho pensato alla mia esperienza come rifugiato. Quando sono nato, mio padre, Ai Qing, è stato denunciato come nemico del partito e del popolo. Siamo stati mandati in un campo di lavoro in una regione remota lontano da casa […] È un’esperienza terribile essere considerato straniero nel tuo paese, nemico della tua gente e delle cose che più mio padre amava» (Laundromat, Jeffrey Deitch Gallery, New York, 2016). Il suo interesse per lo studio di questo tema nasce già nel 2011, quando Ai Weiwei viene arrestato, ma può concretizzarsi solo nel 2015 quando gli viene restituito il passaporto e la possibilità di viaggiare fuori dalla Cina per visitare i campi profughi di diversi paesi, tra cui Grecia, Turchia, Libano, Giordania, Israele, Gaza, Kenya, Afghanistan, Iraq, Pakistan, Bangladesh, Messico. Nel 2016 gira un documentario sulla situazione mondiale dei rifugiati.

Ai Weiwei, da sempre impegnato tra attivismo politico e ricerca artistica, è forse l’artista cinese oggi più famoso nel mondo e nel 2015 è stato nominato Ambasciatore della Coscienza di Amnesty International. Ha realizzato per Palermo un’istallazione di straordinaria forza che condensa in una grafica allo stesso tempo terribile per la forza dei contenuti e accattivante per la pulizia della forma, le immagini raccolte in questi anni di ricerca.

 

Antonio Gerbino

Il premio Giorgio Totola al Camploy di Verona

Dal 29 aprile al 3 giugno al teatro Camploy torna l’appuntamento con il Premio Giorgio Totola, festival nazionale dedicato al teatro d’autore contemporaneo italiano organizzato dal Comune di Verona in collaborazione con la compagnia “Giorgio Totola” che ne cura anche la direzione artistica. L’iniziativa, istituita dal Comune di Verona nel 1988 per ricordare il regista ed attore veronese Giorgio Totola, di cui quest’anno ricorre il trentennale della scomparsa, è giunta quest’anno alla 14ª edizione. Ad illustrarla a Palazzo Barbieri il consigliere incaricato alla Cultura Antonia Pavesi insieme alla moglie di Giorgio Totola Lina Corsini e al docente e storico del cinema Mario Guidorizzi.

“Un riconoscimento ad un uomo di teatro aperto, sensibile e rigoroso, che nella sua pluridecennale attività ha vivacizzato e impresso una svolta innovativa importante all’ambiente del teatro amatoriale italiano – ha detto Pavesi – anche quest’anno i partecipanti sono stati molti da diverse parti d’Italia, anche perché questo premio rappresenta una delle poche opportunità dedicate al teatro amatoriale”.

Il Premio Giorgio Totola, infatti, si caratterizza per il fatto di proporre esclusivamente rappresentazioni con testi di autori italiani registrati in Siae dopo 1/1/1980.

La giuria, presieduta da Giuseppe Liotta, regista, critico teatrale, docente universitario al Dams di Bologna, è composta da Lina Corsini, moglie di Giorgio Totola, insegnante e presidente della compagnia teatrale a lui intestata, da Mario Guidorizzi, docente universitario e storico del cinema, da Alberto Agosti docente di didattica e pedagogia dell’Università di Verona e da Paola Bonfante, funzionaria del Comune laureata al Dams. Anche quest’anno si conferma la presenza della giuria giovani con 7 studenti appartenenti all’Ateneo veronese. I giovani giurati, con il compito di assegnare il premio speciale Giuria Giovani, hanno la possibilità di entrare in contatto con la prosa di recenti autori italiani e di valutare testi attuali.

In tutto sono stati selezionati sei spettacoli che saranno portati in scena dal 29 aprile al 3 giugno al Teatro Camploy tutti alle 21, mentre la serata conclusiva con la premiazione inizierà alle 20.45.

Il programma prevede per sabato 29 aprile, su un testo di Roberto Cuppone, ‘La locomotiva’ presentato dalla Compagnia Il Satiro di Treviso, per la regia dello stesso Cuppone. Sabato 6 maggio Oneiros Teatro di Cinisello Balsamo (Mi) presenterà ‘Io sono il mare’ di Stefano Massini, con la regia di Brunella Ardit. Sabato 13 maggio la compagnia La Moscheta di Colognola ai Colli (Vr) porterà in scena ‘Alcazar (il rifugio)’ di Gianni Clementi con la regia di Daniele Marchesini. Sabato 20 maggio la compagnia La Corte dei Folli da Fossano (Cuneo) proporrà ‘Tango’ di Francesca Zanni, per la regia di Pinuccio Bellone. Sabato 27 maggio l’ultimo spettacolo in concorso sarà quello della compagnia Calandra di Tuglie (Le) che presenterà ‘Romeo Vs Amleto’ di Fabiano Marti con la regia di Giuseppe Miggiano.

Sabato 3 giugno avrà luogo la premiazione e la presentazione fuori concorso, offerta dalla Compagnia Teatrale Giorgio Totola, dello spettacolo ‘La sentenza’ di Maricla Boggio con la regia di Massimo Totola. Il costo del biglietto per ogni spettacolo è di 8 euro mentre l’abbonamento per i sei spettacoli ha un costo di 30 euro; i biglietti saranno in vendita al Teatro Camploy a partire dalle 20 nei giorni di rappresentazione. Informazioni ai numeri 045/8008184 – 8009549 e sul sito www.comune.verona.it/teatrocamploy

 

Roberto Bolis

CremonaJazz

Cremona si prepara a ospitare una nuova edizione, la terza, del CremonaJazz in programma da domani, martedì 25 aprile, al 27 maggio nella splendida cornice dell’Auditorium Giovanni Arvedi. CremonaJazz presenta anche quest’anno un cartellone composto da proposte di assoluto livello artistico, prestigiosi nomi della musica internazionale. Grazie a queste scelte di grande qualità la rassegna di jazz cremonese si conferma come un punto di riferimento nell’Italia del nord anche per questo genere musicale. La visione generale che caratterizza la direzione artistica di Gianni Azzali in relazione alla rassegna CremonaJazz è un’idea di manifestazione dove la musica jazz ha un respiro ampio, slegato da etichette e stereotipi che possano imbrigliarne le scelte. Si tratta di Jazz, ovviamente, ma in un’ottica che per prima cosa pone il luogo dove si svolgeranno i concerti, l’Auditorium Giovanni Arvedi, come punto di riferimento guida delle scelte artistiche; questo per l’estrema bellezza delle sue linee architettoniche, curve che richiamano la sinuosità e la perfezione della liuteria cremonese, ma soprattutto per la sua perfetta acustica, affidata in fase di costruzione dall’architetto Giorgio Palù all’ingegner Yasuhisa Toyota. Ecco che le scelte artistiche cadono volentieri su musicisti e progetti squisitamente acustici, che possano integrarsi con l’ambiente che li ospita, il quale diviene complice del suono, enfatizzandone in qualche modo la capacità comunicativa e la fruizione. Ecco che allora la sensualità del violoncello di Morelenbaum, che accarezza le melodie di Jobim con l’ausilio della saudade delle sei corde di Lula Galvão con le percussioni di Rafael Barata, la passione argentina degli Aires Tango o delle vibrazioni della chitarra di Ralph Towner, così come il languore opposto al ritmo incalzante e alle melodie spigolose dei violini del Kronos Quartet o il tocco e la creatività degli ottantuno anni di un’artista come Carla Bley, saranno il distillato adatto a questa terza edizione di una rassegna che sia all’altezza della città di Cremona.

Martedì 25 aprile 2017 – ore 21:00 JAQUES MORELENBAUM Cello Samba Trio Jaques Morelenbaum (violoncello) Lula Galvão (chitarra acustica) Rafael Barata (batteria)

Domenica 7 maggio 2017 – ore 21:00 JAVIER GIROTTO AIRES TANGO with RALPH TOWNER “Duende” Javier Girotto (sax soprano e baritono, flauti andini) Ralph Towner (chitarra) Alessandro Gwis (pianoforte) Marco Siniscalco (basso) Michele Rabbia (percussioni)

Domenica 21 maggio 2017 – ore 21:00 KRONOS QUARTET David Harrington (violino) John Sherba (violino) Hank Dutt (viola) Sunny Yang (violoncello)

Sabato 27 maggio 2017 – ore 21:00 CARLA BLEY TRIO (feat. Andy Sheppard e Steve Swallow) Carla Bley (pianoforte) Andy Sheppard (sax soprano e tenore) Steve Swallow (basso)

A completare questo ricco programma di concerti, si potranno gustare gli appuntamenti di APERIJAZZ che si terranno presso il bar e ristorante del Museo del Violino, “Chiave di Bacco”, dalle 18.30 alle 20.30 in concomitanza con le date dei concerti. Insieme all’aperitivo si potrà ascoltare gratuitamente dell’ottima musica, ideale sottofondo per rilassarsi e predisporsi al concerto serale.

Martedì 25 aprile 2017 ore 18:30 Pepe Ragonese Trio Pepe Ragonese (tromba) Pancho Ragonese (pianoforte) Marco Vaggi (contrabbasso)

Domenica 7 maggio 2017 ore 18:30 Giuliano Ligabue Trio Giuliano Ligabue (chitarra e voce) Stefano Caniato (pianoforte) Michele Mazzoni (basso)

Domenica 21 maggio 2017 ore 18:30 Lara Luppi & My Gipsy Soul Lara Luppi (voce) Luciano Poli (chitarra) (chitarra) Mauro Sereno (contrabbasso)

Sabato 27 maggio 2017 ore 18:30 Iguazù Acoustic Trio Fabio Gianni (pianoforte) Marco Mistrangelo (basso) Alex Battini de Barreiro (batteria)

S.E.

“Le relazioni pericolose” al Santa Chiara di Brescia

Sarà possibile approfondire “Le relazioni pericolose” al Teatro Santa Chiara di Brescia fino al prossimo 14 maggio. Affascinano ancora gli intrallazzi amorosi, perfidi e a tratti sadici della marchesa di Merteuil e del visconte di Valmont, come raccontate nel romanzo di Choderlos de Laclos e messe in scena da Elena Bucci e Marco Sgrosso, con Gaetano Colella, per la produzione del CTB Teatro Stabile di Brescia con la collaborazione artistica de Le Belle Bandiere. Ne risulta un altro lavoro bellissimo dello stabile bresciano, in cui emergono i tre interpreti, tra cui Elena Bucci nel doppio ruolo della Marchesa di Merteuil e della Presidentessa di Tourvel, e Gaetano Colella perfetto nell’interpretazione di Pierre Ambroise Choderlos de Laclos che dà voce a Cécile de Volanges, al Cavaliere Danceny, a M.me de Volanges e a M.me de Rosemonde. Sgrosso conferma la sua verve e il suo charme, impersonando il visconte combattuto accanto a donne caste e pure o a vere megere, innamorato dell’impossibile, ma anche del gioco della seduzione, del possesso, novello Casanova succube dell’altrettanto e forse ben più stratega Marchesa. Il risultato è intenso, divertente, coinvolgente e destinato a premi. Bellissime le scene e l’allestimento (collaborazione alle scene Carluccio Rossi; assistenza all’allestimento Nicoletta Fabbri, Sara Biasin; sarta Marta Benini di abiti davvero molto belli e perfettamente calzanti non solo per i tempi, ma soprattutto per i personaggi; consulenza ai costumi Ursula Patzak; parrucche Denia Donati; luci Loredana Oddone; drammaturgia del suono Raffaele Bassetti, con musiche che rendevano il clima generale sul palcoscenico ancora più accattivante).

Le relazioni pericolose, conto aperto tra la marchesa di Merteuil e il visconte di Valmont ovvero lettere raccolte tra un gruppo di persone e pubblicate a scopo d’istruirne alcune altre”, titolo completo del romanzo di Choderlos de Laclos, diventano un progetto drammaturgico di Bucci e Sgrosso che ancora conquista il pubblico, non tanto solo per gli intrighi, da sempre capaci di far vendere libri, giornali e quant’altro, ma grazie alla bravura dei tre attori in scena. Un’ora e quaranta di intensi battibecchi amorosi, con tradimenti e colpi di scena, ricatti e duello finale. Per educare il pubblico su costumi di allora, siamo nella seconda metà del Settecento, che assomigliano ad alcuni di oggi.

Uno spaccato dell’aristocrazia francese a pochi anni dalla rivoluzione, a voler sottolineare i molti vizi e le poche virtù che verranno apparentemente spazzate via da un vento nuovo, per lo meno capace di innovare quella classe dirigente che era spesso impegnata ad architettare passatempi propri, più che ad occuparsi del bene comune.

Eppure, sembra quasi che il racconto calzante di Choderlos de Laclos stia ritraendo anche il futuro di quegli anni ben presto bui, infarciti di terrore e di novità talvolta già viste, e poi dirompenti per tutta Europa, a cambiare tutto per lasciare tutto uguale. Un passaggio delle battute tra la marchesa di Merteuil e Pierre Ambroise Choderlos de Laclos, infatti, sembra richiamare le parole lette ne “Il Gattopardo”: anche nel capolavoro italiano si discute di dover cambiare tutto per lasciare tutto uguale.

Da vedere.

 

Alessia Biasiolo

Il Vangelo a fumetti. Da Gesù a Paolo

Una proposta Paoline per i più piccoli, ma adatta anche agli adulti amanti del fumetto, del semplice, dell’innovativo; ai nonni che possono trascorrere qualche momento a raccontare una storia illustrata ai nipotini e ai genitori che vogliano, nello stesso modo, utilizzare un valido strumento per raccontare storie ai figli, allo stesso tempo insegnando i fondamenti della religione cattolica. In modo immediato e semplice. Le illustrazioni del libro a fumetti sul Vangelo sono di Josè Perez Montero, su testo di Ben Alex. Fedele alla narrazione biblica, il testo proposto “Il Vangelo a fumetti. Da Gesù a Paolo”

è adatto al periodo pasquale. La storia prende inizio, infatti, da quando Gesù risponde ai capi dei farisei circa la giustezza o meno di pagare i tributi. Si arriva poi all’Ultima Cena, all’arresto, all’incontro con Pilato, alla morte di Giuda, al processo finale e alla crocifissione e morte di Gesù. Quindi alla sua sepoltura e resurrezione, alla cena di Emmaus, all’ascensione, all’insegnamento dei discepoli, al martirio di Stefano e alla conversione di Saulo che chiude il testo.

Disegnato davvero bene, il volumetto è senz’altro un valido strumento per la preparazione alla Pasqua e per comprenderne meglio e appieno i significati, da leggere e rileggere anche nei giorni a venire.

 

“Il Vangelo a fumetti. Da Gesù a Paolo”, Paoline, Milano, 2017, euro 8,50.

 

Alessia Biasiolo

 

 

Sciare a Pasqua nel comprensorio Tofana-Freccia nel Cielo di Cortina d’Ampezzo

Sciare a Pasqua su ottima neve?

Nel comprensorio Tofana-Freccia nel Cielo di Cortina d’Ampezzo è ancora possibile. La nevicata a sorpresa della scorsa settimana, oltre 30 cm in zona Ra Valles, ha giovato moltissimo alle piste da sci le cui condizioni sono sempre perfette, ideali per un grande finale di stagione.

Il lungo weekend pasquale di Tofana-Freccia nel Cielo riserverà agli sciatori anche numerosi momenti di festa. Sabato 15 aprile a Capanna Ra Valles ci sarà il tradizionale appuntamento con “Maledetta Primavera”: tanta musica e funivia gratuita per tutti dalle ore 14.00. Ultima discesa per tornare a valle posticipata alle ore 18.00. Domenica 16 aprile, giorno di Pasqua, gli sciatori riceveranno un simpatico omaggio pasquale e Capanna Ra Valles accoglierà gli ospiti con un gustoso menù primaverile. L’ultimo giorno di apertura della ski area Tofana-Freccia nel Cielo, lunedì 17 aprile, sulla Pista Cacciatori andrà in scena una nuova edizione di “Tavole Classiche”, gara non competitiva organizzata con l’aiuto della Scuola Sci Cortina, in cui i partecipanti dovranno utilizzare sci costruiti entro il 1979. Per gli appassionati del vintage possibilità di sfoggiare un abbigliamento “old style”. Dopo la gara, per i partecipanti e gli spettatori pizzata con premiazioni a Capanna Ra Valles e, per i più fortunati, anche l’estrazione di alcuni premi firmati Tofana – Freccia nel Cielo. La quota di iscrizione è di 30,00 € (accesso agli impianti coinvolti nella gara, 1 pizza o primo piatto e 1 bibita); mentre, per gli sciatori in possesso di skipass, quota ridotta a 15,00 €. Partenza gara alle ore 10.30 dall’arrivo della seggiovia Cacciatori. Iscrizioni aperte fino a domenica 16 aprile alle ore 17.00 chiamando la biglietteria di Tofana – Freccia nel Cielo tel 0436 – 5052. Possibilità di iscrizione in loco il giorno della gara.

ATC (anche per credit fotografico)

Very Slow Italy a Castel San Pietro Terme

Castel San Pietro Terme, in provincia di Bologna, è la città che coordina la rete Italia delle Cittaslow. Essere Cittaslow (in Italia sono circa 80) significa rispettare la lentezza. Lentezza che viene intesa come ricchezza, bellezza, tutto a misura d’uomo. Lentezza che si gusta a tavola ma anche a passeggio e nella vita quotidiana. Castel San Pietro Terme è stata certificata Cittaslow nel 2005, entrando da quel momento a far parte di un circuito garantito (la Rete internazionale del buon vivere) che oggi conta oltre 200 città in 30 Nazioni.

Per celebrare questa “lentezza”, il 22 e 23 aprile a Castel San Pietro Terme si svolgerà la 12esima edizione di “Very Slow Italy”: la fiera delle Cittaslow, dall’enogastronomia al vivere sostenibile. Ricco e articolato il programma previsto per tutto il weekend, soprattutto per quanto riguarda la parte enogastronomica. A questa si affiancherà un ricco calendario d’iniziative culturali e ambientali sempre all’insegna del buon vivere.

ENOGASTRONOMIA

IL BORGO DEI SAPORI, la fiera–mercato con esposizione e vendita di specialità alimentari italiane; PIAZZA DELLE CITTASLOW, stand con esposizione e vendita delle eccellenze enogastronomiche e artigianali delle Cittaslow italiane e dei Consorzi dei prodotti tipici; GRANDI MIELI D’ITALIA, degustazioni guidate, a cura dell’Osservatorio Nazionale Miele, per una migliore conoscenza dei mieli tipici italiani; DEGUSTAZIONE GRATUITA DI CRESCENTE CON I CICCIOLI a cura dell’Istituto alberghiero “Bartolomeo Scappi” (ore 11 solo sabato); 30 KM CON 1 LITRO BIKE, divertente tour delle cantine vinicole castellane (partenza ore 14.30, solo sabato); VERY WINE – LA PIAZZA DEL GUSTO, le cantine locali incontrano la tradizione, inaugurazione percorso degustativo enogastronomico a cura dell’Accademia Internazionale Enogastronomi Sommeliers – A.I.E.S; VERY WINE CANTINE – TOUR, navetta gratuita per visite alle aziende vitivinicole di Castel San Pietro Terme (solo domenica pomeriggio); VINO & TERRITORIO, percorso degustativo guidato di vini delle cantine castellane accompagnati dalle letture a tema a cura dell’Associazione TerraStoriaMemoria e Bottega del Buonumore (solo domenica, ore 17); DOLCI diVINO percorso degustativo di vini in abbinamento a dolci tipici a base di miele, a cura di A.I.E.S. in collaborazione con Osservatorio Nazionale Miele (solo domenica, ore 18.30).

AMBIENTE & NATURA

MOBILITA’ ELETTRICA, dimostrazione e noleggio gratuito dell’e-bike “Moterra” da parte del team Cannondale; CREARE & RICREARE, esposizione di opere realizzate mediante il riuso di oggetti riciclati da artisti dell’ingegno; PASSEGGIATA NOTTURNA alla scoperta degli animali della Valle del Sillaro, lungo un percorso di 5 km, accompagnati dalla guida escursionistica Stefano Schiassi (sabato, dalle 20.30 alle 23); CAMMINATA SLOW, passeggiata guidata nel Parco Lungo Sillaro sulle tracce degli animali che lo abitano (domenica ore 14.30); VISITE GUIDATE al centro storico della città (domenica mattina).

CULTURA

Numerose anche le iniziative di carattere culturale: PREMIO LETTERARIO CITTA’ DI CASTEL SAN PIETRO TERME “Weekend per un racconto” – II^ edizione (9.30 sabato); al Teatro Cassero premiazione del “41^PREMIO PIETRO CAVAZZA”, concorso rivolto agli alunni delle scuole secondare di primo grado castellane (dalle 15 sabato); L’ARTE DEL FUMETTO, laboratorio gratuito per imparare a creare un fumetto, a cura del Circolo Artistico Castellano (sabato pomeriggio); IL CHANNELLING COME RISORSA PER LA NOSTRA VITA, conferenza “com’ è possibile interagire con noi stessi e gli altri in maniera equilibrata”, relatrice Lisa Sarperi dell’Associazione Sitrus-Sithrudill Albero della Tradizione (ore 17 sabato).

PER I BAMBINI

Diversi anche gli eventi pensati elusivamente per i più piccoli: MANI NELLA CRETA, laboratorio dedicato a bambini e ragazzi, a cura di Gianni Buonfiglioli e con la partecipazione delle mamme della Ludoteca (sabato dalle 14 alle 18); 12^ EDIZIONE BANCARELLA SLOW PER RAGAZZI, mostra–scambio di giocattoli, giornalini, libri e fumetti usati e di oggettistica riciclata (domenica pomeriggio); GIMKANA (domenica pomeriggio).

 

Pierluigi Papi

“Medicine e bugie”. Il libro di Salvo Di Grazia

Salvo Di Grazia è un chirurgo specialista in Ginecologia e Ostetricia, medico ospedaliero e divulgatore scientifico. Appassionato di musica e internet, scrive per diverse testate e siti, collabora con “Le Scienze” e “il Fatto Quotidiano”. Ha fondato nel 2008 e gestisce il blog MedBunker che è diventato con il tempo punto di riferimento sulla medicina e contro i ciarlatani della salute. Già autore nel 2014, sempre per Chiarelettere, del libro “Salute e bugie”, bissa con “Medicine e bugie” e continua la sua carrellata prevalentemente contro molti prodotti che si trovano anche in farmacia, se non solo, e che fanno parte di tutta quella “medicina” altra che va sotto, nel parlato comune, anche il non corretto nome di omeopatia o naturopatia, o “io mi curo con metodi naturali”.

A dire il vero, ho trovato interessanti alcuni stralci del libro, soprattutto quando Di Grazia parla di tanto sbandierati farmaci o protocolli che non servono a salvare vite umane, ma talvolta portano a forse inutili cure preventive. Usiamo sempre tutti il condizionale, perché è vecchio il proverbio che dice che del senno di poi sono piene le fosse, ma anche che è comodo chiacchierare, o scrivere, comodamente seduti davanti al pc senza dover decidere per cure, interventi e altro.

Pertanto andiamo sul sicuro quando leggiamo che molti, se non moltissimi, prodotti per rinforzare pelle, ossa, capelli, eccetera non servono a molto; andiamo sempre sul sicuro affermando che siamo un po’ tutti ossessionati dal benessere. Concordiamo un po’ tutti che non avremmo mai imparato e saputo il nome di molti microrganismi se la pubblicità non ci bombardasse giorno per giorno letteralmente conducendoci a chiederci se siamo proprio noi, sì, davvero noi, gli unici a non aver bisogno di qualcosa da mangiare o inghiottire per avere una flora microbica corretta e vigile e arzilla. Ho scherzato più volte in occasione di cene con medici presenti, riguardo al fatto che, ciclicamente, siamo stitici tutti quanti, oppure tutti soffriamo di diarrea; oppure ci danniamo per sapere se abbiamo valori alti nel sangue di qualcosa che, in TV, è davvero brutto e preoccupante. Anch’io avrò quella cosa là? Ecco, allora, che il libro è interessante. Mantiene, tuttavia, alcuni passaggi superficiali, soprattutto non considerando che esistono prodotti “alternativi”, ma questo termine lo uso molto malvolentieri, dal momento che spiega tutto e niente e forse proprio niente, che vengono regolarmente utilizzati e prescritti da medici perché possono permettere di ottenere un miglioramento delle condizioni di un paziente, senza però apportare tutti gli effetti collaterali negativi delle medicine. O di qualsiasi farmaco, anche blando, ma che rientri nella categoria farmaco. Sono anni che vengono svolte ricerche e analisi accurate, da ricercatori seri, su alcuni effetti benefici di prodotti naturali (e la gamma è vasta, dalle radici ai semi) che regolarmente vengono introdotti nei farmaci e che hanno spiccate doti curative. La stragrande maggioranza dei farmaci propone molecole contenute in natura e debitamente elaborate, pertanto sparare a zero su tutto è azzardato. Addirittura affermare che quasi tutto “alternativo” è soltanto zucchero, penso possa fare irritare qualcuno. Per quanto riguarda l’agopuntura, è comunque insegnata ai medici nelle università di Medicina regolari, pertanto che Di Grazia affermi che non serve a nulla, non mi trova d’accordo. E forse non sono la sola. Per lo meno, sarebbe opportuno un approfondimento maggiore di canoni e dettami che, è vero, non possono essere giudicati dalla medicina cosiddetta tradizionale. La quale, è noto, non è perfetta e spesso va avanti e indietro su molti aspetti dell’esistenza umana. Adesso siamo nell’era del poco uso di antibiotici, mentre soltanto dieci anni fa se non ne assumevi secondo prescrizione venivi considerato pazzo. Si è detto a lungo che le vaccinazioni potevano essere sospese, e adesso siamo in emergenza. Certo, quando una popolazione viene ritenuta immune è inutile insistere nel vaccinare i bambini, ma forse non si tiene sempre conto del volume di persone che viaggiano e che possono, quindi, entrare o fare entrare in contatto con virus e batteri che potevano essere considerati debellati in alcune aree geografiche. Abbiamo spesso un comportamento poco coerente che sembra, almeno sembra alla gente comune, derivante da interessi che esulano dalla salute. Pertanto non viene avvertito come problema quello che forse lo è.

Ho letto, pertanto, nel libro molti spunti interessanti e molti spunti da approfondire ulteriormente. Se questo è un metodo perché i lettori siano maggiormente consapevoli della loro salute e ne approfondiscano i dettami, allora ben venga.

Concordo con Salvo Di Grazia che si deve, tutti, essere più consapevoli.

 

Salvo Di Grazia: “Medicine e bugie”, chiarelettere, Milano, 2017, pagg. 210; euro 15,00.

 

Alessia Biasiolo

Al Teatro Carlo Felice la Mostra: “Lele Luzzati – creatore di colore”

Nell’ambito delle attività collaterali intorno all’andata in scena dell’opera “L’elisir d’amore”, fino al 19 aprile, verrà allestita la  Mostra: “Lele Luzzati – creatore di colore”, una selezione di costumi di scena disegnati da Emanuele Luzzati per produzioni di opere e balletti di proprietà della Fondazione Teatro alla Scala che saranno collocati nel foyer principale del Teatro Carlo Felice per il pubblico del Teatro.

La Mostra, sostenuta dalla Fondazione Rotary in occasione dei 100 anni di attività, ha lo scopo di far conoscere la prolifica creatività del poliedrico artista nell’occasione costumista per “Il Principe felice” di Franco Mannino, “I Capuleti e i Montecchi” di Vincenzo Bellini, “Il Buffone” di Serghiej Prokoviev.

In particolare i due costumi dell’opera di Bellini sono stati indossati da Renata Scotto e Luciano Pavarotti.

La Dr.ssa Tiziana Lazzari, in qualità di Governatrice del Distretto 2032 Rotary International, che ha fortemente sostenuto questo progetto, sottolinea “Nell’anno rotariano 2016/2017, la nostra Fondazione Rotary compie 100 anni. Si tratta di un secolo in cui i soci del Rotary hanno migliorato la qualità di vita di molte comunità nel mondo. Attraverso la nostra Fondazione, i soci del Rotary hanno finanziato migliaia di progetti per fornire acqua pulita, combattere le malattie, promuovere la pace, fornire l’istruzione di base e far crescere l’economia locale.

Il nostro Distretto, già impegnato in diverse attività volte a far comprendere la natura delle nostre attività e finalità, desideroso di promuovere presso la cittadinanza una migliore conoscenza del proprio operato, ha ideato una proposta espositiva centrata sulla figura del poliedrico artista Emanuele Luzzati, nell’occasione costumista per il Teatro alla Scala.

Grazie alla notorietà dell’artista e al prestigio delle istituzioni coinvolte siamo certi di offrire una occasione culturale e nel contempo veicolare al meglio i principi del sodalizio internazionale da noi rappresentato. Grazie alla disponibilità del Teatro alla Scala abbiamo avuto in  prestito temporaneo alcuni costumi di scena del Maestro Luzzati.

Ci sembra interessante poter offrire ai genovesi e a tutti coloro che si troveranno a Genova la possibilità di conoscere la prolifica e immaginifica creatività di Emanuele Luzzati quale costumista, unita alla accoglienza delle strutture del Teatro Carlo Felice, alla prestigiosa collaborazione del Teatro alla Scala e alla tutela che il Museo Luzzati da sempre attua sull’immagine dell’artista.

La mostra, costituita da una serie di manichini rivestiti da costumi – opportunamente individuati tra quelli disegnati da Emanuele Luzzati per le opere e i balletti del Teatro alla Scala – e collocati nel foyer si terrà dal 19 marzo, data della prima dell’opera L’elisir d’amore, al 19 aprile quando il Distretto Rotary 2032 festeggerà, sempre al Carlo Felice, i 100 anni della Rotary Foundation. La particolare attenzione dei Club Rotary genovesi per il decennale della scomparsa di Lele Luzzati è documentata anche dalla serata dell’11 aprile quando verrà presentato il laboratorio di arti sceniche della Fondazione Luzzati e i Club doneranno una piattaforma per la raccolta di fondi tramite il crowdfounding.”

La Ditta Bonaveri s.r.l. di Redazzo, ha messo a disposizione i 6 busti su cui verranno collocati i costumi. A loro è rivolto un particolare ringraziamento per la preziosa collaborazione concessa.

La sinergia tra Fondazione Teatro alla Scala, Fondazione Rotary, Fondazione Teatro Carlo Felice con la tutela del Museo Luzzati che vigila da sempre sull’immagine dell’artista ha permesso la realizzazione di un evento di grande portata culturale in occasione del decennale dalla morte del grande maestro.

 

Marina Chiappa

Per l’ONU operazioni militari turche hanno costretto alla fuga i curdi

In un rapporto diffuso lo scorso 10 marzo, l’Ufficio dell’Alto Commissariato Onu per i Diritti Umani ha dichiarato che le operazioni militari condotte dalla Turchia tra luglio 2015 e dicembre 2016 nel sud-est del paese hanno causato lo sfollamento di mezzo milione di persone.

“Queste conclusioni confermano le nostre ricerche: la brutale repressione che ha costretto alla fuga intere popolazioni del sud-est della Turchia può essere considerata una punizione collettiva ”, ha dichiarato John Dalhuisen, direttore per l’Europa e l’Asia centrale di Amnesty International.

“L’obbligo di uno stato di garantire la sicurezza non può essere usato come pretesto per applicare forza eccessiva, rendere la vita delle persone un tormento attraverso coprifuoco totali e in alcuni casi in corso da oltre un anno, provocare sfollamenti di massa ed espropriare beni personali”, ha aggiunto Dalhuisen.

“Dalle nostre ricerche è emerso che gli abitanti costretti a lasciare la provincia di Diyarbakir non riescono a trovare un alloggio alternativo economicamente sostenibile e hanno difficoltà ad accedere ai servizi fondamentali. Famiglie già povere hanno vist o peggiorare la loro situazione dal punto di vista del lavoro e dell’istruzione e non hanno ottenuto risarcimenti adeguati”, ha sottolineato Dalhuisen.

“Dopo la pubblicazione del rapporto dell’Alto commissariato Onu per i diritti umani, la Turchia deve agire senza alcun ritardo: annullare i coprifuoco ancora in vigore, garantire risarcimenti adeguati alle famiglie colpite e aiutarle a tornare a ciò che è rimasto in piedi delle loro case e dei loro quartieri”.

 

Amnesty International Italia