“Medicine e bugie”. Il libro di Salvo Di Grazia

Salvo Di Grazia è un chirurgo specialista in Ginecologia e Ostetricia, medico ospedaliero e divulgatore scientifico. Appassionato di musica e internet, scrive per diverse testate e siti, collabora con “Le Scienze” e “il Fatto Quotidiano”. Ha fondato nel 2008 e gestisce il blog MedBunker che è diventato con il tempo punto di riferimento sulla medicina e contro i ciarlatani della salute. Già autore nel 2014, sempre per Chiarelettere, del libro “Salute e bugie”, bissa con “Medicine e bugie” e continua la sua carrellata prevalentemente contro molti prodotti che si trovano anche in farmacia, se non solo, e che fanno parte di tutta quella “medicina” altra che va sotto, nel parlato comune, anche il non corretto nome di omeopatia o naturopatia, o “io mi curo con metodi naturali”.

A dire il vero, ho trovato interessanti alcuni stralci del libro, soprattutto quando Di Grazia parla di tanto sbandierati farmaci o protocolli che non servono a salvare vite umane, ma talvolta portano a forse inutili cure preventive. Usiamo sempre tutti il condizionale, perché è vecchio il proverbio che dice che del senno di poi sono piene le fosse, ma anche che è comodo chiacchierare, o scrivere, comodamente seduti davanti al pc senza dover decidere per cure, interventi e altro.

Pertanto andiamo sul sicuro quando leggiamo che molti, se non moltissimi, prodotti per rinforzare pelle, ossa, capelli, eccetera non servono a molto; andiamo sempre sul sicuro affermando che siamo un po’ tutti ossessionati dal benessere. Concordiamo un po’ tutti che non avremmo mai imparato e saputo il nome di molti microrganismi se la pubblicità non ci bombardasse giorno per giorno letteralmente conducendoci a chiederci se siamo proprio noi, sì, davvero noi, gli unici a non aver bisogno di qualcosa da mangiare o inghiottire per avere una flora microbica corretta e vigile e arzilla. Ho scherzato più volte in occasione di cene con medici presenti, riguardo al fatto che, ciclicamente, siamo stitici tutti quanti, oppure tutti soffriamo di diarrea; oppure ci danniamo per sapere se abbiamo valori alti nel sangue di qualcosa che, in TV, è davvero brutto e preoccupante. Anch’io avrò quella cosa là? Ecco, allora, che il libro è interessante. Mantiene, tuttavia, alcuni passaggi superficiali, soprattutto non considerando che esistono prodotti “alternativi”, ma questo termine lo uso molto malvolentieri, dal momento che spiega tutto e niente e forse proprio niente, che vengono regolarmente utilizzati e prescritti da medici perché possono permettere di ottenere un miglioramento delle condizioni di un paziente, senza però apportare tutti gli effetti collaterali negativi delle medicine. O di qualsiasi farmaco, anche blando, ma che rientri nella categoria farmaco. Sono anni che vengono svolte ricerche e analisi accurate, da ricercatori seri, su alcuni effetti benefici di prodotti naturali (e la gamma è vasta, dalle radici ai semi) che regolarmente vengono introdotti nei farmaci e che hanno spiccate doti curative. La stragrande maggioranza dei farmaci propone molecole contenute in natura e debitamente elaborate, pertanto sparare a zero su tutto è azzardato. Addirittura affermare che quasi tutto “alternativo” è soltanto zucchero, penso possa fare irritare qualcuno. Per quanto riguarda l’agopuntura, è comunque insegnata ai medici nelle università di Medicina regolari, pertanto che Di Grazia affermi che non serve a nulla, non mi trova d’accordo. E forse non sono la sola. Per lo meno, sarebbe opportuno un approfondimento maggiore di canoni e dettami che, è vero, non possono essere giudicati dalla medicina cosiddetta tradizionale. La quale, è noto, non è perfetta e spesso va avanti e indietro su molti aspetti dell’esistenza umana. Adesso siamo nell’era del poco uso di antibiotici, mentre soltanto dieci anni fa se non ne assumevi secondo prescrizione venivi considerato pazzo. Si è detto a lungo che le vaccinazioni potevano essere sospese, e adesso siamo in emergenza. Certo, quando una popolazione viene ritenuta immune è inutile insistere nel vaccinare i bambini, ma forse non si tiene sempre conto del volume di persone che viaggiano e che possono, quindi, entrare o fare entrare in contatto con virus e batteri che potevano essere considerati debellati in alcune aree geografiche. Abbiamo spesso un comportamento poco coerente che sembra, almeno sembra alla gente comune, derivante da interessi che esulano dalla salute. Pertanto non viene avvertito come problema quello che forse lo è.

Ho letto, pertanto, nel libro molti spunti interessanti e molti spunti da approfondire ulteriormente. Se questo è un metodo perché i lettori siano maggiormente consapevoli della loro salute e ne approfondiscano i dettami, allora ben venga.

Concordo con Salvo Di Grazia che si deve, tutti, essere più consapevoli.

 

Salvo Di Grazia: “Medicine e bugie”, chiarelettere, Milano, 2017, pagg. 210; euro 15,00.

 

Alessia Biasiolo

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