Il Bacanal del Gnoco a quota 488

La posa della statua del Papà del Gnoco in piazza San Zeno ha aperto, sabato 6 gennaio, la 488ª edizione del Bacanal del Gnoco, il tradizionale carnevale veronese. La manifestazione culminerà venerdì 9 febbraio con il corteo mascherato che sfilerà per le vie del centro cittadino. Novità di quest’anno il villaggio di carnevale “Mascheraverona” in piazza San Zeno, che rimarrà aperto dall’8 all’11 febbraio, al cui interno saranno presenti numerosi stand gastronomici, accompagnati da intrattenimento musicale, e il “Ballo in maschera” che si terrà martedì 13 febbraio, ultimo giorno di carnevale, in Gran Guardia a partire dalle ore 19.30.

Il programma delle iniziative e le novità del 2018 sono state presentate dall’assessore alle Manifestazioni Filippo Rando. Presenti, oltre ai consiglieri comunali Anna Grassi e Gianmarco Padovani, il presidente del Comitato Bacanal del Gnoco Valerio Corradi e il presidente del Comitato Carnevale Benefico Carega Alberto Recchia.

“Il carnevale, con tutti i suoi eventi – ha spiega l’assessore Rando – rappresenta per i veronesi un appuntamento con la storia e le tradizioni della città. Il ricco cartellone di quest’anno saprà coinvolgere tutti, adulti e bambini, in un grande momento di festa e sarà l’occasione per far vivere delle giornate spensierate a chi ne ha più bisogno. Per questo a nome dell’Amministrazione comunale ringrazio tutti gli organizzatori e le maschere per lo sforzo e l’impegno con cui ogni anno garantiscono l’ottima riuscita di questa grande manifestazione”.
Oggi si terrà l’incoronazione, in Gran Guardia, del nuovo Papà del Gnoco, mentre la sfilata del venerdì gnocolar ci sarà il 9 febbraio, con la “Gnocolada” in piazza Bra.

Torna anche per questa edizione “Il pullman del Carnevale”: da martedì 30 gennaio un autobus attrezzato farà tappa nei mercati rionali di Verona offrendo a tutti un assaggio di gnocchi e promuovendo gli eventi carnevaleschi.

 

Roberto Bolis

Sanpe Snowpark

Nella Ski Area San Pellegrino il divertimento sulle piste da sci va oltre una semplice discesa. Per gli appassionati di snowboard e freestyle che non vedono l’ora di sbizzarrirsi in salti ed evoluzioni acrobatiche Sanpe Snowpark è il luogo giusto dove vivere emozioni a non finire.

La sua posizione centrale rispetto agli impianti e agli hotel del Passo San Pellegrino lo rende facile da raggiungere e garantisce molti servizi, tra i quali noleggi, bar e rifugi, ma, cosa ben più importante, si tratta di un park studiato nei minimi dettagli per far divertire riders di qualsiasi livello. Le linee Easy e Medium sono formate da 4 strutture e 2 salti, ideali per chi vuole iniziare ad affrontare le prime evoluzioni acrobatiche, mentre la linea L, adatta ai più esperti, conta 5 rail e 5 salti di varie misure e dimensioni oltre ad una spina di 14 metri. Un enorme Big Air Bag lungo 15 metri permette poi di esercitarsi in salti e acrobazie garantendo un atterraggio morbido e sicuro.

Sanpe Snowpark dispone anche di una seggiovia a 4 posti esclusivamente dedicata (prezzo skipass giornaliero: € 24,00) e tutta l’area, sempre soleggiata e al riparo dal vento, viene preparata e fresata ogni sera (nelle giornate più fredde la mattina) per garantire strutture sempre perfette e sicure. Un’offerta di primo livello resa possibile dalla grande passione degli shaper che presidiano costantemente lo snowpark, ascoltando con interesse le osservazioni dei riders e organizzando numerosi eventi a suon di musica, contest e grigliate

 

ATC (che ha fornito anche la fotografia)

Rassegna sulla figura femminile a Verona

Nove spettacoli e cinque conferenze, da febbraio ad aprile, dedicate alla celebrazione dell’universo femminile con grandi nomi e compagnie della scena teatrale italiana. La rassegna T-Donna, diretta da Andrea Castelletti e co-organizzata da Teatro Impiria e Comune di Verona, prenderà il via venerdì 2 febbraio nel nuovo spazio culturale Modus, che aprirà ufficialmente al pubblico il prossimo 25 gennaio, in piazza Orti di Spagna, nel quartiere San Zeno, al termine di un’importante riqualificazione.

L’iniziativa, che punta a celebrare la donna e a sensibilizzare l’opinione pubblica su temi come la violenza, fisica e psicologica, e le discriminazioni di genere, porterà in scena il 2 febbraio “Isabel Green” di Emanuele Aldrovandi con Maria Pilar Perez Aspa; il 9 febbraio “L’amore impaziente” di Valeria Moretti, regia di Silvio Peroni, con Daniela Poggi; il 16 e 17 febbraio “La semplicità ingannata” di e con Marta Cuscunà; il 23 febbraio “Marzia su Roma” di e con Michella Mocchiutti, regia di Mauro Avogadro.
Il cartellone proseguirà l’8 marzo, con “Sexmachine” di e con Giuliana Musso, regia di Massimo Somaglino, appuntamento che si terrà al teatro Camploy e che rientrerà nella manifestazione “Ottomarzo, femminile, plurale 2018”; il 16 marzo “Bye bye Barbablù” di Antonella Mascia e Renzo Segala, con Lucia Schierano; il 23 marzo “Virginia va alla guerra” di e con Nina Benedetti, regia di Carolina della Calle Casanova; il 30 marzo “Alma e le altre” di Isabella Dilavello, regia di Marco Brogi; il 4-5-6 aprile “Guilty (Colpevoli)” di Consuelo Trematore.
Cinque le conferenze organizzate dall’associazione giuriste veronesi Vega che completeranno il programma: il 13 febbraio “Lidia Poet: la prima avvocata italiana e la sua battaglia per esercitare la professione” con l’avvocato Elisabetta Baldo; il 27 febbraio “Le differenze retributive e le discriminazioni di genere” con Stefania Sartori; il 13 marzo “Telefono Rosa: la violenza sul nostro territorio” con Sara Gini; il 27 marzo “Le disparità di genere nel reddito delle libere professioni” con Nicoletta Ferrari; il 10 aprile “Ferite dalle parole: la violenza verbale è violenza” con Emilia Greco.

Tutti gli spettacoli si terranno di venerdì, alle ore 21.15, e prevedono un biglietto che varia dai 12 ai 22 euro. Le conferenze pomeridiane, tutte alle 18.30, sono invece a ingresso gratuito.

 

Roberto Bolis

Tenute Piccini at Gambero Rosso – Vini d’Italia Europe Tour 2018

Tenute Piccini, the famous Italian wine estate from Tuscany, will attend the Gambero Rosso – Vini D’Italia Europe Tour 2018. The winery will have a stand at each event, to show the wines selected. Tour dates are as follows:

16th January: Stockholm (Sweden)

18th January: Copenhagen (Denmark)

22th January: Berlin (Germany)

8th February: London (UK)

“We are delighted to take part at this prestigious showcase – Mario Piccini, CEO of Tenute Piccini, says – this is an opportunity to share our terroir-driven winemaking approach across the family owned estates. Vulcanic wines coming from the Etna and Vulture volcanos, two rising stars regions in the world atlas of wine, as well as the eternal Brunello di Montalcino.”

For this international and exclusive event, Tenute Piccini will present three flagship wines from three different estates:

Regio Cantina “DonPà” Aglianico del Vulture 2014

Intense ruby red colour, this is complex wine with a remarkable structure. It shows ripe red fruits notes and elegant tannin. DonPà is the iconic wine of Tenuta Regio Cantina, produced from 100% Aglianico grapes, the emblematic variety dominating the Vulture volcano area.

Villa al Cortile Brunello di Montalcino 2012

Intense garnet red colour. This wine has a complex bouquet, with flower notes of cyclamen and violet, supported by a wealth of red and black fruit, scents of tobacco, licorice, anise and coffee.

Torre Mora “Scalunera” Etna 2012

Ruby red in color. Scents of red fruits and cherry, together with violet, menthol and baking spices. Wild cherry and pipe tobacco in the palate framed in velvety tannins and fresh acidity, and followed by a persistent mineral note.
Company profile

The Piccini family lives and works in the heart of Chianti. Under the guidance of Mario Piccini, the fourth generation of the family, Piccini is today one of the most distinctive, dynamic and innovative Italian estates showing among the top 25 largest Italian producers. The family has five stand-alone properties, a parallel project to the successful Piccini brand. The family’s philosophy behind the boutique estates is very classical: producing wines that reflect the region, focusing on expressiveness of the grapes variety in relation to the area of origin.

 

Giacomo Panicacci

Steven Isserlis e Olli Mustonen stasera alla Sapienza

Steven Isserlis, credit Satoshi Aoyagi

Questa sera alle ore 20.30, nell’Aula Magna della Sapienza di Roma, la IUC presenta Steven Isserlis, uno dei più celebri violoncellisti di oggi, e Olli Mustonen, un pianista che occupa un posto unico sulla scena musicale odierna: insieme formano un duo famoso nel mondo da trent’anni.

L’inglese Steven Isserlis suona con le principali orchestre, tra cui Berliner Philharmoniker, Wiener Philharmoniker, London Philharmonia Orchestra, Los Angeles Philharmonic, e si esibisce in recital nelle più importanti sale internazionali.
La sua pluripremiata discografia rivela la vastità del suo repertorio, che spazia dalla musica antica a quella contemporanea, di cui è un fiero sostenitore. Un’altra sua passione è scrivere e suonare per i bambini: ha scritto libri sulla vita dei grandi compositori – tradotti in molte lingue, tra cui l’italiano – e tre favole musicali in collaborazione con la compositrice Anne Dudley. È uno degli unici due violoncellisti viventi incluso nella Gramophone’s Hall of Fame. Suona lo Stradivari “Marquis de Corberon (Nelsova)” del 1726, affidatogli dalla Royal Academy of Music.

Il finlandese Olli Mustonen è pianista e anche direttore d’orchestra e compositore, interessandosi alla musica in tutti suoi aspetti, nel solco della tradizione di grandi maestri del passato, quali Liszt, Rachmaninov e Busoni. Come pianista ha collaborato con le più importanti orchestre del mondo, tra cui Berliner Philharmoniker, New York Philharmonic, Chicago Symphony, Royal Concertgebouw Amsterdam, Orchestre de Paris e tutte le orchestre londinesi.

Isserlis ha ricevuto il Premio Schumann di Zwickau, la città natale del compositore tedesco, e Mustonen è tra i maggiori interpreti della musica di Prokof’ev, di cui ha eseguito e registrato tutti i Concerti per pianoforte e sta ora eseguendo l’integrale delle Sonate nei principali centri musicali. Proprio a questi due autori è dedicata gran parte del loro concerto. Lo apre e chiude Robert Schumann con le tre Romanze op. 94 e i cinque Pezzi in stile popolare op. 102: il violoncello era uno strumento particolarmente amato da Schumann, che la aveva studiato e pensò anche di iniziare una carriera di violoncellista, quando un problema alla mano destra gli impedì di suonare il pianoforte. Anche Sergej Prokof’ev ha scritto molto per il violoncello, soprattutto nei suoi ultimi anni, quando incontrò un giovane violoncellista destinato a un grande futuro, Mstislav Rostropovic: la Ballata op. 15 è invece una delle sue opere giovanili più felici, scritta nel 1915. A intercalare Schumann e Prokof’ev saranno la Sonata op. 71 di Dmitri Kabalevskij, considerato uno dei maggiori compositori russi del ventesimo secolo, e la Sonata per violoncello e pianoforte di Olli Mustonen stesso, in prima esecuzione a Roma. Si potrà così scoprire Mustonen anche come un compositore che getta un ponte tra secoli di musica occidentale, dal barocco al minimalismo, dal tardo romanticismo alla nuova spiritualità del ventunesimo secolo.

 

Mauro Mariani

 

 

 

 

 

 

 

Corso sui distillati a Brescia

Inizierà a Brescia la settimana prossima un corso per conoscere il mondo dei distillati un po’ più da vicino. Organizzato dall’Associazione Degustatori Italiani grappa e Distillati, Delegazione di Brescia, il corso permetterà di conoscere le basi della distillazione e le caratteristiche di prodotti distillati come la grappa, il cognac, il rum, il whisky, il gin, la vodka, eccetera. Ogni lezione è accompagnata dalla degustazione dei prodotti, in modo da iniziare i corsisti alla tecnica degustativa e all’apprezzamento del distillato non solo dal punto di vista edonico, ma per educare l’edonico al meglio.

Per informazioni ulteriori, contattare l’Associazione organizzatrice scrivendo a: adidbrescia@virgilio.it oppure telefonando allo 0302305000.

In un convegno l’analisi del “Turismo collegato a storia e cultura ebraica”

L’Assessorato alla Cultura ed al Turismo del Comune e Ferrara Arte hanno presentato giovedì 11 gennaio scorso, alla sala Estense, davanti a una folta platea di operatori privati del comparto turistico cittadino, uno studio realizzato da Trademark Italia di Rimini.

In occasione della recente inaugurazione del Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah (MEIS), l’Amministrazione Comunale considera essenziale studiare il mercato della domanda e dell’offerta collegate alla storia e alla cultura ebraica e disporre così di informazioni e conoscenze utili al sistema turistico e commerciale ferrarese per rispondere al meglio ai nuovi bisogni espressi da questo segmento turistico.

“L’apertura del Meis, ha esordito il vicesindaco Massimo Maisto, rappresenta una novità senza paragoni nella politica culturale e turistica di Ferrara degli ultimi dieci anni.

L’intero sistema, culturale e turistico che gravita attorno al MEIS sarà oggetto di un investimento immateriale e materiale che si svilupperà negli anni a venire. La forza del progetto “Ferrara città d’arte e di cultura” è sempre stata quella di puntare sulla qualità delle proposte, accompagnandola ad un continuo lavoro di miglioramento della qualità dell’accoglienza di turisti e visitatori. Un museo, per quanto grande e culturalmente di livello, non basta da solo, l’intera città deve essere parte integrante e motore propulsore del Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah. Questo progetto aspira ad essere sempre più internazionale ed è un progetto che dobbiamo sentire “nostro”. Dobbiamo concentrarci sul fare, e stiamo facendo, ma dobbiamo anche studiare per sfruttare e valorizzare al meglio questa grande occasione. L’impegno del Comune è questo: negli anni a venire ci formeremo e faremo formazione per essere tutti assieme all’altezza della sfida che ci troviamo di fronte.”

Per ottenere un quadro generale del fenomeno del “Turismo collegato alla scoperta della storia e della cultura ebraica”, lo studio ha analizzato i ‘case histories’ dei principali Musei dell’Ebraismo in Europa e in Italia, traendo dei dati molto significativi sulla consistenza del fenomeno. Lo studio illustra i dati sui flussi di visitatori e turisti, sulle provenienze, sulla stagionalità, sulla durata dei soggiorni, sulla capacità di spesa, nonché sugli interessi, sulle motivazioni e sulle esigenze specifiche dei visitatori.

Nello scenario europeo, il MEIS di Ferrara risulta il primo esempio di museo nel nostro Paese che presenta aspetti e caratteristiche paragonabili a quelle dei principali musei europei dell’ebraismo, come lo Jüdische Museum di Berlino (1 milione di visitatori nel 2016), il Museo Ebraico di Praga (600 mila visitatori), il Museo Polin di Varsavia (350 mila visitatori), lo Joods Historisch Museum di Amsterdam (325 mila visitatori). È stato realizzato un sondaggio su un campione di oltre 550 alberghi italiani per misurare gli effetti utili di questo turismo sull’industria dell’ospitalità di Ferrara e per descriverne le caratteristiche (durata del soggiorno, stagionalità, capacità di spesa, abitudini, esigenze specifiche). Dalle risposte degli intervistati emerge come l’86% degli albergatori ferraresi coinvolti, abbia già ospitato clientela ebraica in passato: i paesi di provenienza maggiormente rappresentati sono Israele (per il 67% degli alberghi), Stati Uniti (33%) ed Est Europa (Polonia e Repubblica Ceca per il 17%). Parallelamente al sondaggio sono state svolte interviste dirette ed in profondità ad alcuni operatori turistici selezionati (albergatori italiani, tour operator e intermediari di viaggi che lavorano sui mercati di Regno Unito, Stati Uniti, Francia e Israele) specializzati su questo segmento di clientela.
Ai fini dello studio era importante comprendere la propensione ai consumi culturali, la conoscenza dell’ebraismo, la notorietà della città di Ferrara e capire il grado di attrattiva che Il Museo gode nella percezione dei turisti, per ottenere questo quadro lo studio ha ricompreso altresì un sondaggio demoscopico nazionale su un campione di oltre 2.300 italiani.
Tra i risultati più interessanti, emerge che oltre 2 italiani su 5 (il 43%) sono già stati in passato (33%) o recentemente (10%) a Ferrara.

Per quanto riguarda la prospettiva di una visita a Ferrara nel prossimo futuro, il 72% degli italiani risulta molto (26%) o abbastanza (46%) propenso a farla. Questa quota raggiunge l’82% nel Nord-Est del Paese e l’80% nel Sud Italia.
Per quanto riguarda la conoscenza della cucina kasher, 6 Italiani su 10 ne hanno sentito parlare (47%) o sono in grado di distinguerla (13%). Tra questi, l’11% è già stato in un ristorante o albergo kasher recentemente (3%) o in passato (8%). Per una grande fetta di turisti ebraici, ad esclusione dei turisti ortodossi, si tratta di un servizio utile, gradito, anche se non essenziale.
Ecco una breve tabella riassuntiva di quanto emerso dallo studio: 

I primi tre Mercati turistici di riferimento: – Italia
– Germania
– Francia
Target di clientela –       Personaggi istituzionali (cultura, politica, etc.)
–       Turismo culturale (individuale e organizzato), visitor dalla scolarizzazione medio-alta
–       Turismo studentesco (sempre intermediato)
Segmenti generazionali –       X Generation (nati tra il 1965 e il 1985)
–       Millennials (nati a cavallo del 2000)
Tipologie di alloggio preferite –       Hotel upscale (4 stelle) e midscale (3 stelle)
Stagionalità dei flussi –       Estate, in particolare luglio e agosto
Organizzazione del soggiorno –       Turismo ebraico prevalentemente intermediato-       Turismo ed escursionismo indipendente, tendenzialmente individuale
Contenuti della comunicazione –       Solidi, non di entertainment. Prevalenza di argomenti storici, artistici, architettonici, culturali in genere.
Opportunità –       Creazione di un adeguato servizio di ristorazione kasher, anche da asporto (catering)
–       Sviluppo di ospitalità di alta gamma (5 stelle e 5 stelle L)-       Riequilibrio dei flussi turistici
–       Allungamento della durata del soggiorno medio
–       Apertura di un nuovo filone di eventi collegati a storia, cultura e ebraismo

 

A.Z. (anche per la fotografia)

A Verona la mostra “Istria. Tragedia italiana del ‘900”. Fino al 20 gennaio

È allestita nell’atrio di Palazzo Barbieri di Verona, la mostra “Istria. Tragedia italiana del ‘900”. L’esposizione, che conta oltre 40 fotografie corredate da spiegazioni e fascicoli didattici sul dramma della popolazione giuliano-dalmata, rimarrà aperta al pubblico fino al 20 gennaio, tutti i giorni dalle 9 alle 12 e il martedì e il giovedì anche dalle 15 alle 18.

All’inaugurazione presenti il sindaco Federico Sboarina, il presidente del Consiglio comunale Ciro Maschio, il presidente di Agsm Michele Croce e Nidia Cernecca dell’Associazione nazionale congiunti deportati italiani in Jugoslavia, promotrice dell’iniziativa e autrice del libro “Istria. Tragedia italiana del ‘900 – Antologia di un esodo del ‘900. Accusa all’invasore alleato. Denuncia al silenzio dell’Italia”.

“Dal punto di vista simbolico è importante che questa mostra si tenga proprio qui, nel cuore amministrativo della città – ha affermato il sindaco -. Come abbiamo sempre detto il Comune è la casa di tutti e nei prossimi giorni i veronesi che visiteranno palazzo Barbieri, oltre ad ammirare le bellezze custodite nelle sale aperte al pubblico, potranno ripercorrere questa drammatica pagina della storia italiana”. “Da sempre il Comune di Verona è impegnato in prima linea nel ricordare e recuperare la memoria storica di quanto vissuto dalla popolazione friulana e istriana durante e subito dopo la seconda guerra mondiale – ha affermato Maschio-, tragedia dimenticata troppo a lungo. Oggi vogliamo dare, soprattutto ai più giovani, la possibilità di conoscere quanto successo grazie anche alla testimonianza di chi visse quei drammatici momenti”.

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

Avventure di topi fortissimi per bambini dai 3 ai 10 anni

Martedì 16 gennaio 2018 alle 17 alla biblioteca comunale Dino Tebaldi di San Giorgio (Ferrara), via Ferrariola 12, nuovo appuntamento del ciclo di incontri dedicati ai bimbi dai 3 ai 10 anni “Io leggo a te e tu leggi a me” che – per il mese di gennaio – sarà dedicato a ai piccoli roditori con il titolo “Tornano le topo-storie!”.

In programma per l’incontro di questa settimana c’è la lettura ad alta voce di “Tito il topo più forte del mondo”di Udo Weigelt con illustrazioni di Nicolas d’Aujourd’hui (edizioni Nord-Sud) e “Guarda un po’ che Gruffalò” di Julia Donaldson e illustrazioni di Axel Scheffler (Emme edizioni).

Dopo la narrazione come consuetudine verrà data la possibilità ai bambini presenti di esprimersi a loro volta in veste di narratori in erba portando le proprie proposte, idee e suggerimenti di lettura. La partecipazione è libera e gratuita.

 

A.Z. (anche per la fotografia del volume)

Stagione pesistica veronese 2018

Con i campionati regionali senior, master e universitari si aprirà ufficialmente domenica 21 gennaio, al Centro Bentegodi, la stagione sportiva promossa dal Comitato Regionale Veneto della Fipe-Federazione italiana pesistica.
Il calendario completo delle attività è stato presentato in sala Arazzi dall’assessore allo Sport Filippo Rando e dal presidente del Comitato regionale della Federpesistica del Veneto pesistica Comitato Claudio Toninel.

Testimonial d’eccezione il campione olimpico e medaglia d’oro di pesistica di Los Angeles 1984 Norberto Oberburger.

“Un calendario ricco di appuntamenti e attività – ha detto Rando – finalizzati a valorizzare sempre di più questo sport. Nella pesistica,  il Veneto è tra le prime quattro regioni a livello nazionale per numero di tesserati e per risultati raggiunti; Verona, in particolare, con la Fondazione Bentegodi è tra le città più attive. Rinnovo quindi il sostegno e la vicinanza dell’Amministrazione comunale a questa splendida disciplina, a cui auguro una stagione ricca di grandi soddisfazioni”.

Sono oltre 3 mila i tesserati nel Comitato regionale Veneto, tra società affiliate (33 di cui 25 in attività), atleti (2817), tecnici (304), dirigenti (11) e ufficiali di gara (22).

Tra gli altri appuntamenti più importanti della stagione: le finali nazionali del campionato italiano esordienti, che si terranno a Verona il prossimo novembre. Sempre a Verona si terranno le selezioni regionali del Trofeo Coni, in giugno; la Coppa Italia esordienti per le categorie under 17, juniores,senior e master, in luglio e le qualificazioni ai campionati italiani esordienti e assoluti in ottobre. Nel corso dell’anno proseguiranno inoltre le attività del Comitato per promuovere la pesistica tra i giovani, grazie all’organizzazione di campionati studenteschi; incentivare le società venete alla promozione della pesistica paralimpica; realizzare corsi di formazione per tecnici; organizzare campionati di pesistica olimpica e distensione su panca e attività di crossfit; promuovere le attività sui social.

Alla presentazione ufficiale delle attività hanno partecipato tra gli altri il presidente della Fondazione Bentegodi 1868 Cristiano Tabarini, il campione italiano di pesistica anni ’60 e presidente onorario Fipe Veneto Franco Pighi, Cristina Froio del Consiglio regionale Fipe Veneto, Loris Cristiani delegato Fipe Provincia di Verona, i delegati Fipe di Bolzano Luigi Capaldo e di Trento Monica Filia, Dino Mascalzoni per l’Ufficio scolastico provinciale, il direttore tecnico regionale Fipe Maria Vittoria Sportelli, il delegato Fipe della Provincia di Venezia Bruno Gallo, l’arbitro internazionale Cesiano Paoloni e il segretario Fipe Veneto Umberto Milani.

 

Roberto Bolis (anche per la fotografia)