Killing The Classics

“Guardare la “Musica Classica” come si fa con un quadro impolverato, con qualcosa da osservare con soggezione o filtri vari, uccide la Musica stessa e i principi che l’hanno generata. La Musica è l’unica arte che riesce veramente a sopravvivere ai segni del tempo, in quanto la sua “immagine sonora” è soltanto uno dei suoi aspetti. Io cerco di strapparne l’essenza e farla mia, il suo contenuto più metafisico, attraversando quelle armonie per restituirle agli altri pregne della mia personale esperienza del mondo”. È quanto dichiara Vito Ranucci, autore di “KTC – Killing The Classics”, tredici brani audaci, profondi, riscritture e reinterpretazioni di brani dal Medioevo al Novecento in chiave post contemporanea.

Presentato in Olanda (Istituto Italiano di Cultura/Pianola Museum), durante un lungo speciale a cura di Peter Krause trasmesso dal network “Deutschlandfunk” (Germania) e un concerto napoletano (Teatro Mercadante) nel dicembre 2013, “KTC – Killing The Classics” aggiunge al ricco curriculum di Vito Ranucci un nuovo accattivante esperimento sonoro. “Ho iniziato a lavorare sul materiale di musica sacra che amo particolarmente (Bach, Vivaldi) contaminandolo liberamente ed espandendolo fino al trip-hop o alla techno. Così ho intrapreso un sound che mi affascinava tantissimo e di getto ho voluto continuare senza pormi limiti reverenziali o precauzionali, e cercando di non perdere quella temperatura iniziale. Ho voluto cambiare il posizionamento delle melodie, invertirle, valorizzarne altre, o utilizzarle come background per ulteriori elementi, ho lavorato ai testi originali, al linguaggio, cambiando le strutture, utilizzando macchine e campionamenti. Tutta questa libertà nel rivivere quelle incredibili composizioni ha aperto una finestra sull’infinito”.

Come dichiara Girolamo De Simone, compositore e agitatore culturale sempre attento alla ‘musica di frontiera’, “La prima parola che viene in mente ascoltando “Killing the Classics” è ‘trasfigurazione’. Non si tratta di rivisitazione, trascrizione, commemorazione, allitterazione… Ranucci parte dai classici e a conti fatti non li uccide affatto, anzi! Il titolo del disco, provocatorio e stimolante, viaggia a braccetto con quello straordinario statement di Giuseppe Chiari, nato in piena era Fluxus: “Quit classic music”, nella consapevolezza che la musica classica è memoria, arricchimento, purché non diventi repertorio, e, subito dopo, gabbia soffocante o cassetto polveroso”. In questa trasfigurazione, in questa uccisione del maestro per trarre nuova linfa e rinnovata ispirazione, sfilano brani di Mozart, Satie, Vivaldi, Bach, Puccini e altri, tra i quali Ranucci inserisce anche composizioni proprie quali Tempus Fugit (ispirata all’Epistola a Lucilio di seneca) e Lost In The Garden, ispirata al Giardino delle Delizie di Bosch.

Vito RanucciC’è molto in questo CD: connessioni tra diverse forme di musica, dalla colta alla popular, senza concedere nulla all’affrettato e al non pensato. Anche quando le note sembrano stridere, troppo il contrasto con le arie note, eseguite nel modo in cui erano state pensate inizialmente. È il caso di “Amadeus”, arrangiamento della sinfonia n. 40, oppure dell’interpretazione di Vivaldi, nel suo “Concerto in Sol, alla Rustica”, oppure dell’aria famosissima “E lucevan le stelle” dalla Tosca di Puccini; ma ci sono anche dei Carmina Burana, Bach, Chopin, Ravel. Un disco colto a sua volta, in cui le note si rincorrono e rincorrono i ricordi di chi le ascolta, per creare nuovi istanti di bellezza, nuove sensazioni, nuovi modi di vivere dei classici assoluti, talmente dentro la nostra anima da chiederci come mai sono fuori, in una traccia sonora. L’uso dei sintetizzatori vocali, del sax, del piano con Ernesto Vitolo, del violoncello elettrico di Pasquale Termini, delle percussioni di Gabriele Borrelli, delle chitarre con Mimmo Langella e Gigi Borgogno, del liuto con Marco Vidino; e poi ancora con i contributi musicali di Arcangelo Michele Caso, Guido Russo, Federica Mazzocchi, Francesco Motta&Francesco Villani, Mauro Smith, l’effetto complessivo è accattivante, talvolta ruffiano, da ascoltare e approfondire.

Importante compositore, arrangiatore, saxofonista napoletano, Vito Ranucci convince ancora una volta dunque, producendo musica basata su una fitta rete di riferimenti extra-musicali, biografici, letterari, pittorici, trattati in modo da elevare la composizione musicale ad un rango poetico-filosofico. È considerato oggi tra i maggiori esponenti della scena “World” italiana, nonché tra i più eclettici compositori della nuova generazione.

Molto attivo nel mondo delle colonne sonore per il cinema ed il teatro, Ranucci collabora con Mario Monicelli per il quale realizza il tema principale della colonna sonora dell’ultimo film Le rose del deserto, con Michele Placido, Giorgio Pasotti, Alessandro Haber. Il brano Cala ‘a sera, dopo la collaborazione con Monicelli, viene pubblicato in svariate compilation, prodotto come singolo, programmato dai maggiori network italiani, e selezionato per il libro-cd Mario Monicelli (Cinedelic), tributo alla carriera del maestro del cinema, in una selezione di 20 tra le più belle musiche dei suoi circa 100 film, insieme a brani celebri di Nino Rota, Ennio Morricone, Nicola Piovani, etc. Collabora con il regista drammaturgo Renato Giordano in grandi produzioni come il Satyricon, rappresentazione teatrale in musica del testo di Petronio Arbitro, con protagonisti Giorgio Albertazzi, Michele Placido e Maria Letizia Gorga, e in Amore e Psiche, rappresentazione teatrale in musica del testo di Apuleio con Peppe Barra e André DeLaRoche, di cui realizza le colonne sonore, e molto altro.

La sua musica già negli anni ’90 era distribuita in tutto il mondo dalla celebre etichetta francese Harmonia Mundi, con gli album Distanze, Terres du sud Italie, Le tarantelle del Gargano, realizzati con la band Neroitalia di cui è leader e fondatore. Nella sua carriera ha inoltre collaborato con una moltitudine di artisti e frequentato i generi musicali più diversi: Roberto De Simone & Media Aetas Teatro, Osanna, Pino De Vittorio, Banco del Mutuo Soccorso, Renato Carpentieri (Museum), Lina Wertmuller (Ferdinando e Carolina), Museo Nazionale Archeologico di Napoli, Radio Rai International (Notturno Italiano), Radio 3 Suite, Jethro Tull, P.F.M., e tanti altri.

L’album Il giardino delle delizie (CNI/ RaiTrade 2006) rielaborazione in chiave contemporanea/urbana del concetto di “musica a programma (ispirato all’opera di Hieronymus Bosch), con cui ottiene immediatamente l’ammirazione della critica e degli addetti ai lavori, è la testimonianza tangibile del suo linguaggio innovativo e visionario. Con Dialects, vincitore del premo nazionale Radici 2011, lavoro che esplora i confini della globalizzazione in musica, continua a riscuotere consensi dal mondo della critica e degli addetti ai lavori.

Nel 2013 realizza la colonna sonora del film Ero un Re di Antonio Longo (vincitore Napoli Film Festival). Attualmente è impegnato nella realizzazione della colonna sonora per l’opera teatrale QUANTUM, spettacolo sulla fisica quantistica di Caravan Teatro, e nella realizzazione di un’installazione in 3Dsound denominata NEAPOLIS MACELLUM, sul tema della Napoli Sotterranea. Il suo ultimo album KTC – Killing The Classics, presentato ufficialmente a Napoli nel dicembre 2013, è pubblicato da CNI nell’autunno del 2014.

Alessia Biasiolo

 

 

 

 

 

I cento anni dall’entrata in guerra dell’Italia ricordati con un concerto multimediale dall’Università Roma Tor Vergata

“Suoni, parole e immagini a cento anni dalla prima guerra mondiale”: questo il titolo del concerto multimediale di mercoledì 11 marzo alle 18.00 nell’Auditorium “Ennio Morricone” della Facoltà di Lettere e Filosofia (via Columbia 1) per la stagione di concerti dell’Università di Roma Tor Vergata, con l’organizzazione artistica di Roma Sinfonietta, il contributo del Mibact e il sostegno della Banca di Credito Cooperativo di Roma.

Proiezioni e testi si alterneranno alla musica. Sono in programma brani che combinano strumenti e musica elettronica. Di Danilo Santilli si ascolterà Mia Cara Lucia, per voce registrata, suoni di sintesi e suoni campionati, in prima esecuzione assoluta. Di Giovanni Costantini Traccia sospesa, per pianoforte, tracce sonore e live electronics, in prima esecuzione assoluta. Di Riccardo Santoboni Lucis Side Edge, per violoncello, live electronics e live video. Di Giorgio Nottoli Intreccio policromo, per pianoforte, gong e live electronics. Interpreti Marco Simonacci (violoncello) e Francesco Prode (pianoforte).

L’attore Armando De Ceccon leggerà poesie di Pietro Jahier, John McCrae, Carlo Delcroix, Eugenio Montale, Robert Skorpil, Giuseppe Ungaretti, Bonaventura Tecchi, Vann’ Anto’ e Anonimo. Poesie di Pietro Jahier, John McCrae, Carlo Delcroix, Eugenio Montale, Robert Skorpil, Giuseppe Ungaretti, Bonaventura Tecchi, Vann’ Anto’ e anonimi, frammenti di prosa di Emilio Lussu e Robert Musil, frammenti estratti da giornali d’epoca e scritti di Cadorna.

Il concerto è costituito da un percorso multimediale cui danno vita quattro compositori. Ciascuno di essi ha anche scelto i testi con cui la sua composizione dialoga Le immagini, scelte dall’artista visivo in collaborazione con i quattro compositori, tra foto e filmati della prima guerra mondiale, fungono da tessuto unificante, convogliando con immediatezza l’attenzione del fruitore sui punti cardine dell’intero percorso. Poesia e prosa con musica possono creare immagini percettive di straordinaria espressività, un mezzo ideale per costruire un percorso emotivo complesso, che vuole mettere in relazione a gli avvenimenti di allora con le sensibilità di oggi: le intenzioni eroiche di quel tempo, la tragicità, le sofferenze e gli orrori di quella e di ogni guerra con le conquiste ideali del ‘900 e l’Europa unita. Grandi poeti e scrittori, insieme a comuni cittadini e soldati, ci hanno lasciato straordinarie testimonianze della prima guerra mondiale. Fra queste si è scelto, cercando ancora le intersezioni fra l’oggi e l’allora, i momenti in cui si trascende il semplice documento di guerra per creare un’immagine che, a questa distanza, divenga significativa ed espressiva.

Le musiche fanno uso delle moderne tecnologie elettroniche oltre che degli strumenti acustici tradizionali. Per la prima volta si utilizzerà all’Università di Roma “Tor Vergata” una proiezione sonora dal vivo con 28 altoparlanti.

Biglietti E. 10,00, Ridotti E. 8,00, Studenti E. 5,00 in vendita all’Auditorium Ennio Morricone prima del concerto.

Mauro Mariani

Ara Malikian a Genova

La Stagione dell’Auditorium E. Montale prosegue con due appuntamenti, nei quali spicca la presenza del violinista Ara Malikian.

Lunedì 9 febbraio alle ore 9.30 e alle ore 11.00, “L’Arte del violino”, incanto, divertimento e gioia di apprendere. Nello spettacolo/concerto musiche di Bach, Paganini, Ysaÿe e dello stesso Malikian, spiegate, spezzate, ricomposte e infine suonate da questo musicista straordinariamente comunicativo, capace da solista di trascinare il pubblico  in un mondo di invenzioni  e di emozioni, un vero e proprio fuoriclasse del palcoscenico.

Martedì 10 febbraio ore 9.30 e ore 11.00 e Mercoledì 11 febbraio ore 9.30 e ore 11.00, andrà in scena “Le mie prime 4 Stagioni” in cui Ara Malikian intende trasmettere ai bambini l’esperienza della musica in modo ludico ed eloquente, spiegando e mettendo in scena prima di ogni movimento i sonetti che lo stesso Vivaldi compose per questi concerti.

Infatti durante tutta l’opera, Vivaldi fa riferimento a situazioni, fenomeni naturali, animali, personaggi, stati dell’animo, riti, che danno forma alla musica e questi testi sono stati utilizzati per dar forma teatrale al concerto. In maniera semplice, la parola introduce e facilita la comprensione della musica in modo che il pubblico entri in un’avventura e il concerto si trasformi in una fantastica esperienza musicale tanto per bambini, quanto per adulti.

 

Lunedì 9 febbraio 2015 ore 9.30 e 11.00

Auditorium Eugenio Montale

L’ARTE DEL VIOLINO

Violino       Ara Malikian

 

Martedì 10 febbraio ore 9.30 e ore 11.00

Mercoledì 11 febbraio ore 9.30 e ore 11.00

Auditorium Eugenio Montale

LE MIE PRIME 4 STAGIONI

Violino       Ara Malikian

Violino       Pier Domenico Sommati

Viola Giuseppe Francese

Violoncello Giulio Glavina

Contrabbasso Elio Veniali

Voce recitante

Testo Marisol Rozo

Musica di Antonio Vivaldi

 

Marina Chiappa

Concerto aperitivo al Teatro Carlo Felice

Domenica 8 febbraio alle ore 11.00 appuntamento con i Concerti Aperitivo della domenica mattina nel Primo Foyer, con l’Orchestra del Teatro Carlo Felice e l’esibizione al violino di Ara Malikian.

Un musicista straordinariamente comunicativo, capace da solista di trascinare il pubblico  in un mondo di invenzioni  e di emozioni, un vero e proprio fuoriclasse del palcoscenico.

Malikian salta, balla, si inginocchia, si stende suonando il suo strumento con maestria inimitabile e conferendo al concerto una teatralità intenzionalmente distante dalla rigida compostezza delle usuali esecuzioni di musica classica, fino a coinvolgere attivamente il pubblico nella performance.

In programma “Le mie prime quattro stagioni” di Antonio Vivaldi, con testo di Marisol Rozo e la voce recitante di Tony Contartese.

In maniera semplice, la parola introduce e facilita la comprensione della musica in modo che il pubblico entri in un’avventura e il concerto si trasformi in una fantastica esperienza musicale tanto per bambini, quanto per adulti.

L’iniziativa dei concerti aperitivo conferma l’attenzione di un pubblico genovese sempre più attento e desideroso di novità culturali, abbinate anche alla possibilità di ascoltare della buona musica sorseggiando un aperitivo nel primo foyer, ambiente suggestivo e raffinato a cura di Mentelocale.

Marina Chiappa

Due pianoforti e due violoncelli per i capolavori del Novecento

Si potrebbe pensare che un quartetto di due violoncelli e due pianoforti sia non solo raro e insolito, ma perfino bizzarro: non la pensa così Giovanni Sollima, vulcanico compositore e violoncellista nonché direttore e concertatore della Notte della Taranta, che ha avuto quest’idea insieme a Giuseppe Andaloro, uno dei più brillanti pianisti italiani della giovane generazione.

Sollima by Gian Maria Musarra

Giovanni Sollima è un vero virtuoso del violoncello, eppure per lui suonare non è un’esibizione di bravura, ma un mezzo per comunicare con il mondo. Portando la musica di ogni genere – dalla barocca alla classica contemporanea e alla pizzica – davanti al pubblico variegato e trasversale delle grandi sale da concerto, della “Notte della taranta” e del concerto del primo maggio in piazza San Giovanni, ha conquistato tutti, dagli estimatori di musica colta ai giovani “metallari” e appassionati di rock.

Palermitano come Sollima, Giuseppe Andaloro è uno dei pianisti italiani più apprezzati a livello internazionale e tra le sue qualità ha un’intelligenza e un gusto musicale che gli consentono scelte interpretative molto personali e affascinanti.

Andaloro

Dall’incontro tra questi due musicisti è nato qualcosa di unico e straordinario: coinvolgendo la violoncellista Monika Leskovar e il pianista Ilya Rashkovsky, hanno dato vita a un gruppo strumentale senza precedenti, formato da due violoncelli e due pianoforti. Questo inedito quartetto suonerà sabato 17 gennaio alle 17.30 presso l’Aula Magna della Sapienza (piazzale Aldo Moro 5) per i concerti della IUC – Istituzione Universitaria dei Concerti.

Eseguiranno alcuni dei più grandi capolavori della musica del Novecento: “La Sagra della primavera” di Igor Stravinsky, il “Prélude à l’après-midi d’un faune” di Claude Debussy e “La Valse” di Maurice Ravel. A questi tre brani, presentati nelle trascrizioni degli stessi Sollima e Andaloro, accosteranno le “Variazioni su un tema di Paganini” di Witold Lutoslawski, eseguite nella versione originale per due pianoforti.

La prima rappresentazione del balletto “La sagra della primavera” fu uno dei più grandi scandali della storia della musica: i ritmi violenti e primitivi di questi “quadri della Russia pagana” sembrarono intollerabili al pubblico parigino del 1913, che reagì con fischi e urla, coprendo totalmente la musica dall’inizio alla fine. Ma in poco tempo lo scandalo si trasformò in successo e questa musica divenne talmente popolare da essere inclusa da Walt Disney nel suo film “Fantasia”.

Scritta sette anni dopo la “Sagra”, anche “La Valse” di Ravel è basata su un’esaltazione ritmica che giunge fino all’ossessione, ma in questo caso il risultato è ottenuto non con ritmi barbarici, bensì con la danza tipica dei salotti ottocenteschi, il valzer. “La Valse” è stata trascritta varie volte da Ravel e da altri, tra cui Glenn Gould, e anche della “Sagra della primavera” esiste un adattamento di Stravinsky stesso per due pianoforti, ma queste trascrizioni per due pianoforti e due violoncelli, curate da Giuseppe Andaloro, si distinguono per l’assolutamente insolito impasto strumentale.

Un altro capolavoro degli anni tra fine dell’Ottocento e inizio del Novecento, il “Prélude à l’après-midi d’un faune” di Debussy, viene eseguito nella trascrizione di Giuseppe Sollima: l’idea di trasferire una musica scritta per orchestra a due soli violoncelli può apparire azzardata ma è geniale, perchè valorizza le sonorità delicate e raffinate del compositore francese, che qui si ispirò a un poemetto del simbolista Stephane Mallarmé.

Le “Variazioni su un tema di Paganini” di Lutoslawski – il maggior compositore polacco del Novecento e un protagonista della musica a livello mondiale tra il 1940 e il 1990 – saranno eseguite nella versione originale per due pianoforti, ma in un certo senso sono anch’esse una trascrizione, perché ricreano sulla tastiera i prodigi violinistici di Paganini, prendendo spunto dal suo ultimo “Capriccio” per violino solo, che ha ispirato tanti grandi musicisti, tra cui Brahms e Rachmaninoff.

L’attività di Giovanni Sollima – in veste di solista con orchestra e con diversi ensemble (tra i quali la Giovanni Sollima Band, da lui fondata a New York nel 1997) – si dispiega fra sedi ufficiali ed ambiti alternativi: Brooklyn Academy of Music, Alice Tully Hall, Knitting Factory e Carnegie Hall (New York), Wigmore Hall e Queen Elizabeth Hall (Londra), Salle Gaveau (Parigi), Accademia di Santa Cecilia (Roma), Teatro alla Scala (Milano), International Music Festival di Istanbul, Cello Biennale (Amsterdam), Summer Festival di Tokyo, Biennale di Venezia, “I Suoni delle Dolomiti”, Expo 2010 (Shanghai). Per la danza collabora, tra gli altri, con Karole Armitage e Carolyn Carlson, per il teatro con Bob Wilson, Alessandro Baricco e Peter Stein e per il cinema con Marco Tullio Giordana, Peter Greenaway, John Turturro e Lasse Gjertsen (DayDream, 2007). Insieme al compositore-violoncellista Enrico Melozzi, ha dato vita al progetto dei 100 violoncelli, nato nel 2012 all’interno del Teatro Valle Occupato

Giuseppe Andaloro è stato il primo pianista italiano e finora l’unico ad aggiudicarsi il primo premio al World Piano Competition London, nel 2005 ha trionfato con il primo premio e tutti i premi speciali al prestigioso Concorso Pianistico Internazionale “Ferruccio Busoni” di Bolzano e, a conclusione di una fulminate ascesa, nel 2011 ha ottenuto la medaglia d’oro al Hong Kong International Piano Competition, con giuria presieduta dal leggendario pianista e direttore d’orchestra Vladimir Ashkenazy. Il primo premio al Sendai International Music Competition – a soli 19 anni – ha segnato l’inizio della sua fortunata carriera in Giappone, dove dal 2001 ad oggi ha compiuto più di venti tournée. Ha suonato nelle sale più illustri e con le più grandi orchestre, dal Festival di Salisburgo alla Scala di Milano, dalla London Philharmonic Orchestra all’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia.

La violoncellista croata Monika Leskovar ha vinto il Concorso Rostropovic e l’Eurovision Grand Prix, ha suonato con la Moscow Philharmonic, la Sendai Philharmonic e altre grandi orchestre e collaborato con musicisti famosi quali Gidon Kremer e Janine Jansen.

Il pianista russo Ilya Rashkovsky si è esibito in alcuni dei più importanti festival pianistici, quali La Roque d’Anthéron in Francia, il Festival Chopin in Polonia e il “Joy of Music” di Hong Kong.

 

Programma

Giovanni Sollima e Monika Leskovar

violoncelli

Giuseppe Andaloro e Ilya Rashkovsky

pianoforti

Stravinsky: La sagra della primavera (trascrizione per due pianoforti e due violoncelli di Giuseppe Andaloro)

Lutoslawski:  Variazioni su un tema di Paganini (versione originale per due pianoforti)

Debussy: Prélude à l’après-midi d’un faune (trascrizione per 2 violoncelli di Giovanni Sollima)

Ravel: La Valse (trascrizione per due pianoforti e due violoncelli di Giuseppe Andaloro)

 

Mauro Mariani

 

Unlimited al Carlo Felice

Domenica 18 gennaio alle ore 11.00 il settimo appuntamento con i Concerti Aperitivo della domenica mattina con l’esibizione al pianoforte, nel primo foyer del Teatro Carlo Felice, di Enrico Pieranunzi, uno dei maggiori pianisti espressi dal jazz italiano nel nostro tempo.

Il programma UNLIMITED prevede una serie di brani che verranno di volta in volta annunciati direttamente dal solista e comprenderanno il blues, Scarlatti, una canzone di Gershwin, una sarabanda di Haendel. Il nuovo piano solo di Pieranunzi sfida luoghi comuni e leggi della geometria facendo di jazz e classica due rette parallele che si incontrano. È accaduto già prestissimo nella vita musicale di Pieranunzi, quando i suoni di Parker, Django, Konitz e Chet Baker vivevano accanto a quelli di Bach e Chopin. Accade ancora oggi, sempre di più, nel suo pianismo libero, personalissimo, unico. Senza confini.

L’iniziativa dei concerti aperitivo conferma l’attenzione di un pubblico genovese sempre più attento e desideroso di novità culturali, abbinate anche alla possibilità di ascoltare della buona musica sorseggiando un aperitivo in un ambiente suggestivo e raffinato.

Marina Chiappa

Concerto di Capodanno al Carlo Felice

Anche quest’anno il Teatro Carlo Felice propone il tradizionale Concerto di Capodanno, giovedì primo gennaio 2015 alle ore 16.00, per formulare i migliori auguri e festeggiare l’inizio del nuovo anno a chi decide di trascorrere in musica il primo giorno del 2015.

A dirigere l’Orchestra del Teatro Carlo Felice sarà il celebre Felix Krieger, uno dei direttori più interessanti della sua generazione, già assistente di Claudio Abbado presso i Berliner Philharmoniker, specialista wagneriano e particolarmente noto, nel panorama concertistico internazionale, per l’esecuzione di opere rare, in forma semiscenica, presso il Konzerthaus di Belino. Protagonista al pianoforte il talentuoso Michail Lifits, salito alla ribalta internazionale dopo la vittoria al prestigioso Concorso Busoni nel 2009.

Il suggestivo Concerto propone in apertura il folclore iberico con il famoso Capriccio spagnolo, op. 34 realizzato a fine ottocento da Nicolaj Rimskij-Korsakov, un vero capolavoro di virtuosismo, un omaggio sensuale e scintillante alla musica popolare Spagnola.

Seguirà uno dei lavori più riusciti di Sergej Rachmaninov, la Rapsodia su un tema di Paganini per pianoforte e orchestra, op. 43, di cui l’autore fu primo interprete in una leggendaria esecuzione a Baltimora. L’Ouverture da Die Fledermaus,il terzo brano proposto, una delle pagine più note del pur vasto repertorio di Johann Strauss II, sarà una vera e propria esplosione di vitalità scandita dai ritmi del valzer, uno dei più celebri in assoluto nella storia di questa danza.

Il concerto termina con le Danze ungheresi di Johannes Brahms, concepite inizialmente per pianoforte a quattro mani e poi trascritte per orchestra: una raccolta che sottolinea l’interesse per la tradizione musicale magiara conosciuta ed amata dall’autore nelle birrerie di Vienna e nelle tournée in Ungheria.

 

PROGRAMMA

 

Direttore

Felix Krieger

 

Pianoforte

Michail Lifits

 

Nicolaj Rimskij-Korsakov

Capriccio spagnolo, op. 34

 

Sergej Rachmaninov

Rapsodia su un tema di Paganini per pianoforte e orchestra, op. 43

 

Johann Strauss II

Ouverture da Die Fledermaus

 

Johannes Brahms

Danze ungheresi

  1. 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 10

 

Orchestra del Teatro Carlo Felice

 

 

Marina Chiappa

Serangeli e Barsotti per il concerto aperitivo del Carlo Felice

Domenica 28 dicembre alle ore 11.00 il terzo appuntamento con i Concerti Aperitivo della domenica mattina nel foyer del Teatro Carlo Felice, protagonisti Valeria Serangeli al clarinetto e Edoardo Barsotti al pianoforte.

Il programma prevede l’esecuzione della Phantasiestücke, op. 73 di Robert Schumann seguita dalla Sonata per clarinetto e pianoforte di Francis Poulenc e, in conclusione, con la Sonata per clarinetto e pianoforte di Leonard Bernstein.

Il successo dei concerti aperitivo conferma l’attenzione di un pubblico genovese sempre più attento e desideroso di novità culturali, abbinate anche alla possibilità di ascoltare della buona musica sorseggiando un aperitivo in un ambiente suggestivo e raffinato come il primo foyer del Teatro Carlo Felice.

 

Domenica 28 dicembre 2014 ore 11

Foyer Teatro Carlo Felice

 

Clarinetto  Valeria SERANGELI

Pianoforte Edoardo BARSOTTI

Robert Schumann

Phantasiestücke, op. 73

Francis Poulenc

Sonata per clarinetto e pianoforte

Leonard Bernstein

Sonata per clarinetto e pianoforte

 

Marina Chiappa

Il concerto “Yeros” dà musica ai “sassi” di Matera

Un suggestivo viaggio nelle viscere di una terra antichissima, fatta di miti e leggende, di quell’atmosfera attonita e di quel silenzio che assorda, dove, appoggiando l’orecchio su quei Sassi, si apre una porta interiore che dà ampio spazio e rilievo alla musicalità che avvolge, coinvolge e stravolge.

Per una Matera che, che mantiene intatte le proprie radici.

È questo l’omaggio del celebre compositore Ciro Gerardo Petraroli alla città eletta Capitale europea della Cultura 2019 che si terrà nello splendido Teatro Duni di Matera, domenica 21 dicembre 2014 alle ore 19:30.

Un concerto di musica “Darklassic” con il quale Ciro Gerardo Petraroli presenta un nuovo genere musicale che nasce da un connubio simbiotico tra la musica neo-classica con nuove sonorità e ritmi odierni, in cui la musica non rimane solo una realtà di ascolto, ma diviene portatrice di vibrazioni interiori, che evocano immagini del nostro profondo.

Saranno così eseguiti dei brani inediti composti da Ciro Gerardo Petraroli a Matera, città che frequenta da quasi vent’anni ed in cui si esibisce per la prima volta, accompagnato dai “Solisti Aureo Boròs”.

Questi i brani in programma per la serata

“Propaganda”, “Ishtar”, “V.i.t.r.i.o.l.”, “Imperet tibi dominus”, “L’immenso in noi”, “Babilonia La grande”, “Baphomet”, “Alchemist”, “Anael”, “Stonehenge”.

Il concerto “Yeros”, ad ingresso gratuito,  è promosso dalla Regione Basilicata con il contributo dell’Unione Europea.

Ciro Gerardo Petraroli è pianista, compositore e direttore d’orchestra.

Ha conseguito i suoi studi in vari conservatori internazionali, tra cui il conservatorio Mozarteum di Salisburgo, il conservatorio di Santa Cecilia a Roma ed il conservatorio Niccolò Piccinni di Bari, dove il Maestro Nino Rota lo scelse fra tanti per il proprio corso di composizione.

Dopo una lunga carriera concertistica accademica, si propone in concerti esclusivamente di proprie composizioni, con le quali getta le basi per un ponte tra la musica classica tradizionale ed una nuova linea musicale avvicinandosi alle espressioni della musica odierna in un neoclassicismo che rispecchia il carattere dei nostri giorni, in piena aderenza alle parole di Malraux che, parlando del futuro della musica, afferma: “Negli anni che verranno la musica sarà mistica o non sarà affatto”.

La critica internazionale lo ha definito un compositore eclettico e poliedrico.

Da vari anni collabora con l’orchestra sinfonica “Solisti Aureo Boròs”, nata dall’incontro del di Petraroli con alcuni dei migliori solisti internazionali, artisti virtuosi attualmente impegnati in varie formazioni tra cui l’orchestra del Teatro dell’Opera di Roma.

Insieme, si sono esibiti varie volte presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma, fra cui un concerto in occasione del 10° anniversario della canonizzazione di Padre Pio, con Franco Di Mare presentatore della serata.

Daniela Fabietti

Stasera i Tallis Scholars a Roma

La grande musica del Rinascimento giunge alla Sapienza con uno dei gruppi di musica vocale più prestigiosi, gli inglesi Tallis Scholars, protagonisti del concerto della IUC (Istituzione Universitaria dei Concerti) di stasera, martedì 16 dicembre alle 20.30, nell’Aula Magna dell’ateneo romano.

Il Rinascimento fu uno dei periodi più splendidi dell’arte musicale, quando le polifonie sacre di Després e Palestrina – massimi rappresentanti delle scuole fiamminga e romana – erano il contrappunto sonoro degli affreschi di Michelangelo, Botticelli, Perugino, Pinturicchio, Ghirlandaio e Signorelli nella Cappella Sistina. Roma infatti nel Rinascimento attirava non solo geniali architetti, pittori e scultori, ma anche i più grandi musicisti, sia italiani che stranieri. Oggi queste musiche risuonano raramente nella città per cui furono scritte: è una situazione paradossale, come se i musei tenessero chiusi nei depositi i Michelangelo e i Raffaello per far spazio esclusivamente ai pittori del Settecento e dell’Ottocento.

Proprio a Michelangelo fu paragonato dai contemporanei il fiammingo Josquin Després, che fu maestro della Sistina (la sua firma è stata recentemente scoperta su un muro della cappella) al tempo di Innocenzo VIII e di Alessandro VI Borgia. Ascolteremo uno dei suoi circa cento mottetti, considerati il vertice della sua arte: è “Gaude, Virgo, mater Christi”, che, come si deduce dal testo, era collegato alla natività e quindi alle festività natalizie e risulta perciò particolarmente intonato a questo periodo dell’anno

Subito dopo la “Missa Papae Marcelli” di Giovanni Pierluigi da Palestrina, il “principe della musica”, il massimo rappresentante della scuola romana, per secoli considerato un modello dai compositori di musica sacra, sia cattolici che protestanti. Questa Messa era talmente famosa e ammirata da alimentare la leggenda che il concilio di Trento, che stava per abolire la musica polifonica, avesse cambiato opinione all’ascolto di una creazione così perfetta e così intrisa di spiritualità.

Non è leggenda ma storia quel che si tramanda a proposito del “Miserere” di Gregorio Allegri. Questo brano bellissimo ed estremamente suggestivo era gelosamente riservato alla Cappella Sistina ed era proibito a chiunque, sotto minaccia di scomunica, di farne delle copie, ma il giovane Mozart, in visita a Roma, fu in grado di trascriverlo a memoria senza errori, violando così il divieto.

A differenza dei tre precedenti compositori, il francese Jean Mouton non fece mai parte della cappella papale, ma scrisse un mottetto per l’elezione del papa Leone X Medici – che fu con ogni probabilità eseguito dal coro della Sistina – e ne fu ricompensato con un’onorificenza. “Nesciens Mater” – un altro mottetto collegato al Natale – è la sua composizione più celebre: è costruito come un canone a otto voci molto complesso, ma la sua pura bellezza, la sua dolcissima serenità e la sua incontaminata spiritualità non lasciano trapelare la minima sensazione della difficoltà di questa mirabile architettura sonora.

Nella musica di Michael Praetorius, uno dei massimi compositori tedeschi tra Cinquecento e Seicento, si alternano vari stili, ma sempre l’influsso italiano è determinante. Il “Magnificat V”, una delle sue numerose composizioni di questo titolo, è probabilmente il capolavoro di questo maestro.

Tra questi capolavori del passato s’inserisce mirabilmente il “Magnificat” di un compositore nostro contemporaneo, Arvo Pärt, che con il suo stile personalissimo e inconfondibile riesce a far rivivere in chiave moderna la spiritualità dell’antica musica polifonica.

I Tallis Scholars sono stati fondati nel 1973 dal loro direttore Peter Phillips e si sono rapidamente affermati in tutto il mondo come uno dei gruppi vocali più prestigiosi.

Con un attento lavoro sull’intonazione e sulla fusione delle voci, Phillips ha ottenuto una purezza e una chiarezza di suono assolute, che sono la cifra stilistica che caratterizza questo gruppo.

Nel 1994 i Tallis Scholars hanno cantato per l’inaugurazione del restauro degli affreschi di Michelangelo nella Cappella Sistina e hanno celebrato il quarto centenario della morte di Palestrina con un concerto nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. Nel dicembre del 1998 hanno festeggiato il loro millesimo concerto.

Le loro incisioni hanno ricevuto prestigiosi premi, tra i quali il “Record of the Year” della rivista Gramophone (la prima volta che il premio è stato attribuito ad un complesso di musica antica) e due “Diapason d’or de l’année”.

Erano molto ammirati da Claudio Abbado e hanno collaborato con Sting e con Paul McCartney.

Il concerto sarà registrato da Rai Radio3 per successive trasmissioni.

Biglietto intero da euro 15 a 25; ridotto da euro 12 a 20; under 30 8 euro; under 14 5 euro.

 

Mauro Mariani