Come raccontare e divulgare il rock: Omar Pedrini al FIM 2017!

Venerdì 26 maggio 2017: Omar Pedrini al FIM 2017! Dopo i big stranieri (David Cross, David Jackson, David Knopfler, Arthur Brown) e l’omaggio a Elvis Presley, Omar Pedrini è il primo artista italiano ad essere annunciato tra i grandi ospiti della Quinta Edizione di FIM – Fiera Internazionale Della Musica.

Quando quindici anni fa terminò l’esperienza dei Timoria, una delle rock band italiane più amate e apprezzate degli anni ’90, due dei suoi componenti intrapresero una fortunata carriera solista: Francesco Renga e Omar Pedrini. Renga è ancora oggiuna delle voci più popolari della musica italiana, mentre Omar Pedrini è uno dei testimoni più convinti della cultura rock nel nostro paese. Al di là delle sue note produzioni discografiche e dei suoi concerti (attività tutt’ora in corso), quello che rende speciale Omar Pedrini è la sua abilità comunicativa, il suo saper raccontare non solo la sua musica, ma anche tutto ciò che la sua curiosità lo aiuta a scoprire “on the road”. Una qualità importante, che gli ha aperto le porte dei grandi media popolari.

È del 2004, infatti, l’inizio della sua collaborazione con la Rai come autore (es. il programma sperimentale “Robin Hood”). Tra il 2005 e il 2007 scrive e conduce “Nu-Roads”, brevi pillole su nuove tendenze e gruppi folk in onda sabato pomeriggio su Rai 2. Sempre per la Rai scrive “Milano in Musica”, andato in onda a fine 2005. Nel biennio 2007-2008 continua l’attività di autore e conduttore televisivo con nuove puntate di “Nu-Roads” e presenta su Rai2 il programma “School of Rock”. Nel 2009 approda sul canale satellitare Gambero Rosso con “Gamberock” (alla ricerca dei collegamenti tra arte ed enogastronomia legate al territorio). Nel 2010 è il testimonial musicale della nascente Rai 5 per la quale scrive e conduce “Rock e i suoi fratelli”. Nel 2011 esordisce alla radio su Rai Isoradio e come autore di “Contromano” conquista le cuffie d’oro per miglior esordio. Tra l’autunno del 2012 e la primavera del 2013 è sugli schermi di Rai 5 con il suo nuovo programma “Pop – Viaggio dentro una canzone”, che racconta genesi e retroscena delle canzoni di maggior successo in Italia.

Dal 2005, Omar Pedrini è anche docente del Master in Comunicazione Musicale dell’ALMED  (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), un corso che negli ultimi anni è riuscito a formare una nuova generazione di professionisti della musica (non solo musicisti) e di cui è direttore didattico Gianni Sibilla. La partecipazione di Omar al FIM 2017 si collega proprio a questa fondamentale esperienza didattica: Pedrini e Gianni Sibilla saranno presenti al FIM di Erba nel pomeriggio di venerdì 26 maggio 2017 per incontrare il pubblico in CASA FIM (lo stage-tv in diretta streaming).

26, 27 e 28 maggio 2017, tre giorni speciali per la musica con FIM – Fiera Internazionale della Musica, alla Fiera di Erba (a soli 40 km da Milano). FIM 2017 (Quinta Edizione) è un villaggio musicale aperto a tutti. FIM 2017 sarà un importante momento di formazione, informazione, incontro, confronto, cultura e divertimento. Al FIM 2017 sarà possibile trovare diverse aree: Showroom (esposizioni, incontri, esibizioni etc.) Prog Day (area dedicata al progressive-rock), Casa FIM (stage tv in diretta streaming con Jocelyn), FIM Social (presentazione musicisti), Radio FIM (web radio in diretta), FM OffStage (interviste musicisti), FIM On Air (web radio e web tv). Sulla APP di FIM Fiera: Programmi aggiornati, Artisti e Ospiti internazionali, Sconto di 2€ sul Biglietto, Alberghi convenzionati, Localizzazione e come raggiungere LarioFiere, Mappe, Espositori e tanto altro.

 

FIM – FIERA INTERNAZIONALE DELLA MUSICA

La Fiera della Musica e dei Musicisti

26/27/28 Maggio 2017

LarioFiere

Viale Resegone

Erba (CO)

 

Francesca Grispello

24a edizione del Verbier Festival

Quest’estate, i più grandi solisti internazionali e alcuni tra i giovani musicisti più promettenti della loro generazione si ritroveranno a Verbier, in Svizzera, dal 21 luglio al 6 agosto 2017, per la 24a edizione del Verbier Festival. Vi proponiamo alcuni momenti di spicco di questa edizione 2017. Per l’apertura del festival, Charles Dutoit dirigerà la Salomè in forma di concerto, mentre Esa-Pekka Salonen sarà sul podio per Elektra, due opere di Richard Strauss. Il pianoforte avrà un posto d’onore, con una decina di artisti emblematici come András Schiff, Barry Douglas, Richard Goode, Nikolaï Lugansky, Evgeny Kissin, Vladimir Feltsman, Yefim Bronfman, Grigory Sokolov, Mikhaïl Pletnev, Sergei Babayan, Yuja Wang e Daniil Trifonov. E ci saranno anche astri nascenti come Lucas Debargue, George Li, o il pianista svizzero Francesco Piemontesi. Il Verbier Festival accoglierà i massimi interpreti del violino, con Joshua Bell, Renaud Capuçon, Janine Jansen, Leonidas Kavakos e Vadim Repin. Gli artisti si esibiranno anche in combinazioni mai sperimentate prima, in occasione delle Rencontres inédites. Quest’anno, il Verbier Festival ospiterà tre giovani direttori d’orchestra sul podio della Salle des Combins: Joshua Weilerstein, Lahav Shani e Santtu-Matias Rouvali. E ci saranno anche altri musicisti promettenti, come Pablo Ferrandez, Ji Liu, il sedicenne Daniel Lozakovich, Edgar Moreau, o Dan Zhu. La Verbier Festival Orchestra eseguirà la Sinfonia N°9 di Mahler sotto la direzione di Gianandrea Noseda, e Vita d’eroe per la bacchetta di Antonio Pappano, al suo grande ritorno a Verbier dopo 19 anni di assenza. Il Festival sarà costellato di numerosi eventi speciali. In particolare, l’anniversario dei Solisti di Mosca o la serata in cui Leonidas Kavakos avrà “carta bianca”, il concerto di Pink Martini con China Forbes, Thomas Quasthoff e il suo trio jazz e il pianista jazz cubano Chucho Valdés con il suo Quintetto. Charles Dutoit riveste per l’ultimo anno il ruolo di Direttore Musicale della Verbier Festival Orchestra. Il Verbier Festival ci tiene a ringraziarlo per la qualità del lavoro svolto in tutti questi anni. Leader nell’educazione dei giovani, il Verbier Festival accoglierà quest’estate 260 giovani, nell’ambito dei suoi programmi di formazione: l’Academy, la Verbier Festival Orchestra, la Verbier Festival Chamber Orchestra e la Verbier Festival Junior Orchestra.

Inoltre, il Verbier Festival si apre a una platea più vasta e propone ben 12.000 posti a 50 CHF o meno per i melomani, un pass Giovani per i minori di 16 anni o di 26 anni, un pass week-end e un ricco programma di attività gratuite e pedagogiche. Dopo i concerti, sarà disponibile inoltre un servizio navetta tra Verbier e la stazione ferroviaria di Martigny per agevolare gli spostamenti dei frequentatori del festival. Una nuova identità visiva permetterà di coinvolgere il pubblico più ampio nell’Esperienza Verbier: incontri fra artisti, fra generazioni, fra artisti e pubblico, in uno scenario naturale straordinario. « Anche quest’estate, ho voluto riunire attorno a un repertorio d’eccezione i più grandi interpreti, che sono certo affascineranno il pubblico, insieme ai giovani musicisti più interessanti. Con tutta l’équipe del Verbier Festival, ci siamo impegnati per condividere la nostra passione per la musica. Vi do appuntamento il 21 luglio, alle 19, a Verbier! », afferma Martin T:son Engstroem, Fondatore e Direttore generale del Verbier Festival. La biglietteria online è accessibile 24 ore su 24.

Per maggiori informazioni http://www.verbierfestival.com

Sarah Turin

Viaggio nel mondo della musica sacra alla scoperta dell”innario’ ferrarese con Pablo Colino

Sarà il coro della Cattedrale di Ferrara a fare da cornice, giovedì 18 maggio alle 21, al terzo e ultimo appuntamento del ciclo di conferenze ‘I colori dell’anima: i Libri Corali della Cattedrale e la musica sacra a Ferrara alla fine del Quattrocento’, edizione 2017 di ‘Anatomia di un capolavoro. Storia, stile e iconografia nelle opere del Museo della Cattedrale’ organizzato dal Museo della Cattedrale di Ferrara (Comune di Ferrara e Capitolo della Cattedrale) in collaborazione con la Fondazione Ferrara Arte e la Fondazione Enrico Zanotti.

In un eccezionale appuntamento serale, ospitato nel preciso luogo in cui i libri corali del Duomo venivano utilizzati, letti e cantati durante le celebrazioni liturgiche, Monsignor Pablo Colino guiderà il pubblico alla scoperta e comprensione del codice miniato contenente gli inni religiosi della Cattedrale di San Giorgio, in un incontro intitolato: Musica e liturgia nei Corali della Cattedrale: L’innario. Maestro di Cappella emerito della Basilica di San Pietro in Vaticano, Mons. Colino analizzerà con estrema cura il particolare contenuto dell’innario ferrarese, accompagnando i presenti nel preziosissimo mondo della musica sacra ed evidenziando le peculiarità della raccolta oggi esposta presso il locale Museo della Cattedrale.

Per assistere a questa conferenza sarà necessario munirsi di biglietto d’ingresso gratuito, ritirabile fino ad esaurimento, al Museo della Cattedrale (via San Romano 1, Ferrara) a partire dal 16 maggio. Lo stesso biglietto consentirà nei giorni successivi l’ingresso gratuito al Museo della Cattedrale.

Pablo Colino si è laureato in filosofia e teologia presso l’Università Lateranense e ha ottenuto il magistero in Composizione, in Musica Sacra e Direzione Corale presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma. Si è poi specializzato in Didattica e Pedagogia Musicale, in Direzione Corale nel Conservatorio di Bucarest e nelle Discipline dell’Arte, Musica e dello Spettacolo (DAMS) nell’Università di Bologna. È Accademico e direttore dei corsi di Educazione Musicale e dei Cori dell’Accademia Filarmonica Romana e dell’Accademia Tiberina nonché della Real Academia de Bellas Artes de San Fernando di Madrid. Collaboratore della Radiotelevisione Italiana e della Radio Vaticana. Consulente artistico del Vicariato di Roma, del Teatro dell’Opera di Roma, e della Courtial International. Presidente del Congresso Mondiale dei Maestri di Cappella e membro della Commissione Artistico-Culturale del Vaticano per l’Anno santo 2000. Ha pubblicato “La voce del fanciullo cantore” (Edizioni Paoline), Teoria della Musica e pratica del canto corale”, “Liber Vesperalis” e “Liber Cantus ad Laudes matutinas” della Basilica di San Pietro. È collaboratore e critico musicale de L’Osservatore Romano. Ha diretto numerosi concerti ed ha registrato e pubblicato numerosi dischi tra i quali vanno ricordati i Concerti di Natale della RAI nel 1989 e 1990, i mottetti del Cardinale Rafael Merry del Val, il Three Priests con la Sony, e l’Alma Mater con la Universal-Gefen di Londra.

Anatomia di un capolavoro è un’iniziativa del Museo della Cattedrale, quest’anno organizzata in collaborazione con la Fondazione Ferrara Arte e la Fondazione Enrico Zanotti.

 

Articolo e foto a cura degli organizzatori

 

“Note in biblioteca” con Simone E. Pierini

Continua “Note in Biblioteca”, la serie di incontri musicali ad ingresso gratuito nelle biblioteche comunali di Roma realizzata dalla IUC (Istituzione Universitaria dei Concerti) in collaborazione con il Sistema Biblioteche Centri Culturali di Roma Capitale, l’Università Sapienza e il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma.

Il prossimo appuntamento sarà venerdì 12 maggio alle 20.30 alla biblioteca di Villa Leopardi (via Makallé – Roma – 06 45460621) con il pianista Simone E. Pierini. Introduce all’ascolto Manuel Caruso, studente del corso di perfezionamento in Musicologia dell’Università la Sapienza.

Sono in programma la Fantasia in si minore op. 28 di Aleksander Skrjabin, gli Improvvisi op. 90 di Franz Schubert e due degli Studi Trascendentali di Franz Liszt, precisamente il n. 5 “Feux Follets” e il n. 12 “Chasse-neige”.

Nato a Roma nel 1996, Simone El Oufir Pierini ha studiato presso il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma sotto la guida di Maura Pansini e presso la Scuola di Musica di Fiesole  nel corso di perfezionamento di Elisso Virsaladze. È stato premiato in numerosi concorsi nazionali e internazionali e ha già dato numerosissimi concerti, tra cui spiccano quelli al Teatro “La Fenice” di Venezia, al Teatro Eliseo di Roma, al Festival Internazionale di Portogruaro e all’Auditorium Parco della Musica di Roma, dove ha suonato insieme a Lang Lang.

Il concerto fa parte della rassegna “Sapienza in musica” con il sostegno della Regione Lazio

 

Mauro Mariani

 

 

 

“A Bit of Italiano” di Francess domenica 7 maggio al Teatro Carlo Felice di Genova

Domenica 7 maggio alle ore 11.00, il ventiseiesimo appuntamento della domenica mattina con i consueti Concerti Aperitivo, sarà dedicato alla presentazione del nuovo disco di FRANCESS “A BIT OF ITALIANO” con Egidio PERDUCA alle chitarre, Mauro ISETTI al basso acustico, Paolo FACCO alle percussioni e l’Orchestra del Teatro Carlo Felice.

Un’anteprima che anticipa l’evento di lunedì 8 maggio alle ore 17.30 presso l’Auditorium di Galata, Museo del Mare, in cui sarà presentato e proiettato il video “Ma se ghe penso – English version” cantato da Francess con la nostra Orchestra.

Nell’occasione ci sarà una breve esecuzione live dell’artista con alcuni elementi dell’Orchestra.

L’iniziativa dei concerti aperitivo, come lo scorso anno, con la partecipazione di Crédit Agricole quale main sponsor della rassegna, conferma l’attenzione di un pubblico genovese sempre più attento e desideroso di novità culturali, abbinate anche alla possibilità di ascoltare della buona musica sorseggiando un aperitivo nel primo foyer, ambiente suggestivo e raffinato a cura di GEMI Piccoli Grandi Eventi.

 

Marina Chiappa

Lo strumento del diavolo a Genova

La Stagione dell’Auditorium E. Montale di Genova, prosegue con “Lo strumento del diavolo”,  da mercoledì 29 marzo alle ore 10.30, non a caso proposto la prima volta nel 2015 in concomitanza con il 54° Premio Paganini.

Uno spettacolo di teatro-danza che gioca sul leggendario connubio violino-demonio. In veste allegra e scanzonata, diabolica e foriera di sventure, romantica e misteriosa, il violino si impone quale protagonista.

Un Diavolo decisamente originale tenta di “comprare anime” grazie ai poteri occulti e incantatori del suo strumento. Balzando tra un’epoca e l’altra lo seguiamo nei suoi tentativi di portare scompiglio nel mondo. Musica, letteratura, cinema e scienza: non c’è campo umano che il Demonio non tenti di corrompere e conquistare. Costruirà un violino per ogni occasione e lo vedremo alle prese con l’anima del bambino prodigio Mozart, con la mente logica e razionale del famoso detective Sherlock Holmes, con l’ingenuo romanticismo di Charlot, con il pensiero infinito di Albert Einstein e…

Lo spettacolo vuole svelare con ironico divertimento i segreti di uno strumento tanto affascinante quanto misterioso. Nel corso dei secoli gli sono state infatti attribuite proprietà sovrannaturali e  spesso oscure. Nella letteratura trova ampio spazio il legame stretto tra uomo e maligno attraverso il violino: dai racconti popolari dei Grimm, passando per Histoire du soldat di Stravinskij fino ai fumetti di Dylan Dog. Le sue particolari sonorità hanno sedotto anche personalità di ogni epoca come Casanova, Mussolini, Chagall, Chaplin, Nixon e De André solo per citarne alcuni.

Con questa nuova produzione prosegue la collaborazione fra la Fondazione Teatro Carlo Felice e l’Istituto Giannina Gaslini. “Lo Strumento del Diavolo”, come già avvenuto con “Wagner Wagen” nel 2013 e “Sogno? Veglio? Deliro?” nel 2014, vede in scena giovani danza-attori dai 7 ai 16 anni accanto agli artisti del Teatro. Molti dei bambini provengono dal progetto TEATRO-DANZA BOX, Laboratori di Espressività Corporea Musicale che si svolgono dal 2010 presso il rinomato Istituto affiancando e integrandosi con l’attività terapeutica. I bambini vivono così l’esperienza unica di esibirsi da veri Artisti e la partecipazione al lavoro in Teatro diventa a tutti gli effetti parte integrante del percorso terapeutico.

 

Marina Chiappa

 

Mariangela Vacatello alla IUC sabato 1 aprile

Prosegue alla IUC un panorama sulla scuola pianistica italiana con tre concerti consecutivi, concentrati in dieci giorni, che presentano pianisti di tre diverse generazioni. Dopo la generazione di mezzo, rappresentata da Pietro De Maria (28 marzo) e prima di due veterani come Bruno Canino e Antonio Ballista (8 aprile), che formano un duo che ha fatto la storia della musica degli utlimi sessant’anni, è ora la volta di una rappresentante della giovane generazione,  Mariangela Vacatello, sabato 1 aprile alle 17.30 nell’Aula Magna della Sapienza (Città Universitaria, Palazzo del Rettorato, Piazzale Aldo Moro 5, Roma).

Ormai lanciata in una luminosa carriera  artistica che la porta regolarmente in Europa, America, Asia e Africa, Mariangela Vacatello, è imposta sulla scena musicale fin dall’età di 17 anni vincendo una lunga serie di premi in prestigiosi concorsi nazionali e internazionali, quali F.Liszt” di Utrecht, cui sono seguiti molti altri riconoscimenti, ai Concorsi “Busoni” di Bolzano, “Van Cliburn” in Texas, Top of the World in Norvegia, Queen Elisabeth di Bruxelles, Premio Venezia, The Solti Foundation, Premio della critica Nino Carloni. Si è esibita in alcune tra le più importanti stagioni concertistiche del mondo come il Teatro alla Scala di Milano, IRCAM di Parigi, Wigmore Hall di Londra, Weill Hall di New York, Walt Disney Hall di Los Angeles, Oriental Centre di Shanghaj, Accademia di Santa Cecilia di Roma.

È conosciuta per la curiosità e versatilità degli orizzonti esecutivi, per il virtuosismo, per e la passione che infonde in ogni brano che inserisce nel suo repertorio. Recensendo su Gramophone il suo nuovo doppio cd dedicato all’integrale della musica pianistica di  Ginastera, Bryce Morrison ha paragonato la sua esecuzione a quella leggendaria di Martha Argerich. Proprio Alberto Ginastera, il più importante compositore argentino, è stato da lei scelto anche per aprire il suo recital romano, con la Sonata n. 1 op. 22 e poi le “Danzas Argentinas” op. 2.

Sono cinque gli autori in programma, apparentemente diversissimi tra loro, ma in realtà collegati da sottili rapporti, che faranno vibrare segrete risonanze. La convivenza in Ginastera di solida formazione classica e di tradizione popolare argentina ricorda la forte presenza di ritmi e melodie spagnole nelle Sonate di Domenico Scarlatti. Gaspard de la nuit di Maurice Ravel e De la nuit di Salvatore Sciarrino richiamano entrambi i misteri e le inquietudini della notte, traendo dalla tastiera del pianoforte magiche rifrazioni timbriche. E sia la prima che la seconda parte del concerto si concludono con un’esaltazione del potere trascinante del ritmo, che trionfa sia nelle Danzas argentinas di Ginastera che in La valse di Ravel.

Il concerto sarà registrato da Rai Radio3 per successive trasmissioni.

 

Mauro Mariani

 

 

 

Cristina Demetz e Federica Bortoluzzi in concerto con musiche di Mozart, Grieg e Stravinsky

Domani, mercoledì 15 marzo alle 18.00 all’Auditorium “Ennio Morricone” dell’Università di Roma “Tor Vergata” (Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1), nell’ambito della stagione di concerti organizzata dall’Associazione Roma Sinfonietta, debutta a Roma Caterina Demetz, astro nascente del violinismo italiano, in duo con la pianista Federica Bortoluzzi, un’altra grande promessa.

Dopo essersi diplomata in conservatorio col massimo dei voti, lode e menzione speciale, Cristina Demetz si è perfezionata con Salvatore Accardo presso l’Accademia Stauffer di Cremona e la Chigiana di Siena. Oltre che in violino si è diplomata in pianoforte e in composizione. Ha suonato in prestigiose sale e con importanti orchestre italiane e inoltre in vari paesi europei, negli USA e in Giappone. Federica Bortoluzzi ha debuttato in pubblico a soli nove  anni, suonando come solista con l’orchestra. Da allora ha tenuto concerti in Italia e all’estero (Grecia, Portogallo, Austria, Svizzera, Turchia, Canada). Demetz e Bortoluzzi hanno già inciso insieme alcuni cd, tra cui uno dedicato a Sonate di Mozart.

Proprio a Wolfgang Amadeus Mozart è dedicata tutta la prima parte del loro concerto romano, con la Sonata in la maggiore K 305 e la Sonata in sol maggiore K 379. La seconda parte del recital si apre con una delle più belle composizioni per violino e pianoforte del secondo Ottocento, la Sonata n. 3  in do minore op. 45 di Edvard Grieg, la più celebre delle tre scritte dal compositore norvegese per questi due strumenti e uno dei suoi capolavori in assoluto. In conclusione il Divertimento da “Le baiser de la Fée” di Igor Stravinsky, che appartiene al suo periodo neoclassico ed è ricavato dalla musica di un suo balletto del 1928, ispirato ad una famosa fiaba di Hans Christian Andersen, La fanciulla dei ghiacci.

Alle 17.00, prima del concerto, si svolgerà la presentazione del libro Sofia e dintorni. Divertimento per solo e orchestra d’arte di Aldo Fabbrini. Docente all’Università dell’Aquila e poi alla Sapienza di Roma per oltre trent’anni, Fabbrini è uno dei più importanti clinici italiani nel campo dell’endocrinologia ed è autore di centinaia di pubblicazioni scientifiche. Ora, giunto al termine della sua attività, si concede una pausa di meditazione e s’interroga sull’ambiente culturale in cui è vissuto, sulle scelte fatte, sulle passate esperienze umane e professionali. Nella rilettura di un noto best seller, uscito qualche anno prima, trova lo stimolo ad approfondire tanti aspetti della realtà e del pensiero sperimentati nel suo passato. Inizia così un percorso nel quale vengono analizzate pulsioni culturali, come il dualismo arte/scienza, che condizionano le percezioni non solo razionali, ma anche affettive. Il cammino procede e si compie assieme al suo mentore, ossia l’autore di quel libro pieno di significati imprevedibili che ha risvegliato sopite curiosità.

Intervengono la Prof.ssa Donatella Caramia, professore associato in Neurologia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia e docente di Psicologia della Musica presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma “Tor Vergata”, e il Prof. Rino Caputo, docente di Letteratura italiana all’Università di Roma “Tor Vergata”.

 

Mauro Mariani

I dieci brani selezionati per il “Premio Amnesty International”

L’associazione culturale “Voci per la libertà” e Amnesty International Italia hanno reso noto l’elenco dei 10 brani che si contenderanno il premio per la migliore canzone sui diritti umani, che nel 2017 giunge alla sua 15ma edizione.

Il “Premio Amnesty International Italia” sarà consegnato il 23 luglio a Rosolina Mare, nell’ambito del festival “Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty”, che quest’anno celebra la sua 20ma edizione consecutiva.

I brani selezionati

“Gaia”, di Arisa

“Attraverso l’acqua”, di Enzo Avitabile e Francesco De Gregori

“Blu”, di Irene Fornaciari

“Straniero”, dei Litfiba

“Ballata triste”, di Nada

“Amen” di Noemi

“Apriti cielo”, di Mannarino

“Con chi fugge”, dei Mau Mau

“Dipende da te” dei Perturbazione

“Mediterraneo coast to coast” dei Punkreas

La giuria

Il riconoscimento verrà assegnato da una giuria specializzata composta da: Alessandro Besselva Averame (Rumore), Ambrosia Jole Silvia Imbornone (Rockerilla), Andrea Laffranchi (Corriere della sera), Antonio Marchesi (Amnesty International Italia), Carla “Carlotta” Cellamare (Radio Number One), Carlo Mandelli (Ansa-Il Giorno-Leggo), Carlo Massarini (giornalista), Claudio Agostoni (Radio Popolare), Elisa Orlandotti (Voci per la Libertà), Enrico De Angelis (storico della canzone), Enrico Deregibus (giornalista), Fabrizio Galassi (Premio Italiano Videoclip Indipendente), Fausto Pellegrini (Rai news 24), Federica Palladini (elle.it), Federico Guglielmi (AudioReview Blow Up Classic Rock Italia fanpage.it), Francesca Cheyenne (RTL 102.5), Gianluca Polverari (Radio città aperta-Rockerilla-IsoradioRfd4), Gianmaurizio Foderaro (Direzione Radio Rai), Gianni Rufini (Amnesty International Italia), Gianni Sibilla (Rockol), Giò Alajmo (giornalista), Giordano Sangiorgi (Meeting degli Indipendenti), Giulia Caterina Trucano (Rolling Stone), Giuseppe Antonelli (Radio 3), John Vignola (Radio 1), Marco Cavalieri (Radiorock.to TRS 102.3), Michele Lionello (Voci per la Libertà), Paolo De Stefani (Centro diritti umani), Paolo Pasi (Tg3), Renzo Stefanel (Rockit), Riccardo Noury (Amnesty International Italia), Roberta Balzotti (Rai), Savino Zaba (Rai 1-Radio 2), Simone Piloni (Radio libera tutti), Timisoara Pinto (Radio1 King Kong), Tiziana Barillà (Left), Valeria Rusconi (Repubblica Espresso) e Valerio Corzani (Radio 3).

Il Premio Emergenti

Sul sito della rassegna, http://www.vociperlaliberta.it è da poco online anche il bando di concorso dell’altro importante premio, quello destinato al brano più rappresentativo sulle tematiche legate ai diritti umani proveniente dalla scena emergente. La scadenza del bando è il 22 aprile 2017 ma per tutti gli artisti che si iscriveranno entro l’11 marzo c’è l’opportunità in più del premio Web Social.

L’albo d’oro del “Premio Amnesty International Italia 2003 “Il mio nemico” di Daniele Silvestri 2004 “Pane e coraggio” di Ivano Fossati 2005 “Ebano” dei Modena City Ramblers 2006 “Rwanda” di Paola Turci 2007 “Occhiali Rotti” di Samuele Bersani 2008 “Canenero” dei Subsonica 2009 “Lettere di soldati” di Vinicio Capossela 2010 “Mio zio” di Carmen Consoli 2011 “Genova Brucia” di Simone Cristicchi 2012 “Non è un film” di Frankie Hi-Nrg MC e Fiorella Mannoia 2013 “Gerardo nuvola ‘e Povere” di Enzo Avitabile e Francesco Guccini 2014 “Atto di forza” di Francesco e Max Gazzè 2015 “Scendi giù” di Alessandro Mannarino 2016 “Pronti a salpare” di Edoardo Bennato

 

Amnesty International Italia

Luca Pancaldi lascia i Barock Project

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

“Durante questi dieci lunghi anni di avventure musicali insieme ai Barock Project molte cose sono accadute, ancora di più ne stanno accadendo ora e chissà quante ne accadranno in futuro. Anni trascorsi ad attendere la “svolta” che ogni musicista cerca; anni nei quali si facevano uno o due concerti, nei quali ci si trovava raramente per suonare insieme, nei quali si aspettava che qualcosa piovesse dal cielo. Con l’uscita di Skyline quel qualcosa è infine apparso. L’interesse verso la band è aumentato esponenzialmente negli ultimi mesi e di conseguenza l’impegno che ognuno di noi deve dedicare a questo progetto in continua crescita. Dopo aver analizzato le mie possibilità e aspirazioni, sono giunto alla conclusione che il presente sia il momento migliore per separare la mia strada personale da quella dei Barock Project. Non senza dispiacere e nostalgia ho scelto di continuare a seguire altri percorsi professionali, che non potrebbero coesistere con la altrettanto impegnativa vita nella band. Con un po’ di tristezza, ma anche con la tranquillità di aver fatto la scelta giusta, auguro ai miei compagni di viaggio tutto il successo e la realizzazione che meritano, e che finalmente si profilano all’orizzonte”.

Sono le parole di Luca Pancaldi, il quale affida a una lunga riflessione le motivazioni per le quali lascia i Barock Project dopo undici anni di militanza. Entrato nel gruppo nel 2005, Pancaldi è stato il vocalist dei quattro album targati Barock (Misteriose Voci – 2007, Rebus – 2009, Coffee In Neukölln – 2012, Skyline – 2015) e del recentissimo doppio disco live Vivo: la crescita dei Barock e la necessità di maggiore impegno e concentrazione non consentono a Pancaldi di poter seguire con la dovuta attenzione l’evoluzione del gruppo. Dopo dieci anni di lavoro premiati non solo in Italia ma anche all’estero, i Barock hanno impresso un notevole cambio di velocità alla propria attività, soprattutto in vista dei futuri impegni dal vivo e del lavoro al quinto album. La separazione è amichevole, come sottolinea il tastierista Luca Zabbini: “Luca Pancaldi è entrato in questa band nel 2005, quando avevamo vent’anni, apportando con la sua voce quel sound che ha caratterizzato tutti i nostri dischi. Anche il nostro percorso è stato difficile durante i primi tempi, quando lottavamo per farci conoscere come nuova band prog, nonostante ognuno di noi avesse già anni di esperienza sui palchi con altre situazioni. Sono comunque stati dieci anni divertenti non solo per quanto riguarda la musica, e ci rendiamo perfettamente conto della richiesta di un impegno sempre più pressante che oggi questo gruppo deve e vuole affrontare. Ho sempre considerato Luca un ragazzo leale e anche in questa situazione ho apprezzato la sua onestà nel fare le sue scelte, che proprio per questo motivo rispettiamo in pieno. Anche da parte mia rimarrà la nostalgia sui palchi, ma tutto questo non andrà a intaccare il rapporto di amicizia e rispetto che abbiamo con lui. Non posso che augurargli il meglio, e lo ringrazio abbracciandolo forte anche in nome dei ragazzi, perchè se questa band esiste è anche grazie a lui”.

Chi si occuperà del canto nell’organico dei Barock Project? Le parti vocali hanno una posizione centrale nella scrittura e nella resa live dei Barock: prossimamente i ragazzi riveleranno novità sensazionali per chi segue la band dagli esordi e attende il loro ritorno sul palco dopo l’esperienza dello Skyline Tour, ma anche per chi ha scoperto i ragazzi con il travolgente doppio album Vivo. E’ proprio questo l’ultimo importante capitolo nella vicenda di una band talentuosa e ispirata, che proprio con un disco dal vivo ha voluto sintetizzare un decennio di storia all’insegna del miglior sympho-rock ma ha lanciato anche prospettive future con l’inserimento dell’inedito My Silent Sea.

 

Barock Project summer 2016 line-up:

Luca Zabbini – piano, tastiere, chitarra acustica  e voci

Eric Ombelli – batteria

Marco Mazzuoccolo – chitarra elettrica

Francesco Caliendo – basso

 

Donato Zoppo