Uno dei migliori rossi del mondo

Il Brunello comincia a far parlare di sé a partire da 1880. Anche se devono passare alcuni anni prima della sua grande annata riconosciuta, il 1888.

Fino alla meta degli anni Sessanta, il Brunello di Montalcino era un vino quasi sconosciuto al di fuori del territorio di produzione ad eccezione di pochi intenditori. Nel decennio seguente, la fama di questo vino divenne sempre più grande, fino a rappresentare oggi uno dei vini italiani più quotati.

Basti pensare che nell’annata 1975 le bottiglie prodotte furono circa 800.000 da ben 25 aziende, mentre nell’annata 1995 ne vennero imbottigliate circa 3.500.000 da un numero di aziende quasi quadruplicate, circa 120.

Si tratta di un vino ricercato per le tavole più raffinate italiane ed internazionali, una delle più grandi espressioni dell’enologia italiana, che, penetrando in tutti i mercati, concorre a nobilitare l’immagine del vino made in Italy.

Il Brunello di Montalcino è un vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG), che deve rispondere alle condizioni e ai requisiti stabiliti dal relativo disciplinare di produzione.

Il Brunello di Montalcino deve essere ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti composti esclusivamente dal vitigno Sangiovese che a Montalcino viene denominato Brunello.

L’origine del nome di questa varietà è incerta, probabilmente sarebbe legato al precoce germogliamento caratteristico del Sangiovese da cui deriverebbe il termine dialettale Sangiovannina tipico della Toscana nord-occidentale (Sarzana), che è sinonimo di uva primaticcia.

Anche il modo dei filari a stanga, che collega due viti (dal latino jugalis) e richiamano la modalità di allevamento tipiche del Sangiovese.

Il Sangiovese è la varietà di uva più coltivata in Italia, soprattutto nel centro, si ritiene che sia originario della Toscana e più precisamente della zona del Chianti, mancano però notizie attendibili precedenti al sedicesimo secolo.

Nell’800 il Sangiovese inizia ad espandersi dalla Toscana verso l’Emilia Romagna, l’Umbria, l’Abruzzo, parte del Lazio, la Puglia settentrionale e la zona ovest della Campania, diffondendosi per tutta la penisola.

Fin dal diciottesimo secolo hanno dimostrato la corrispondenza del Sangiovese toscano e quello romagnolo, il Brunello, il Prugnolo e il Morellino.

Esistono due tipologie fondamentali di questo vitigno; il Sangiovese Grosso con sinonimi: Brunello, Prugnolo, Gentile, Sangioveto Grosso, coltivato prevalentemente in Toscana e in Romagna; e il Sangiovese Piccolo, che ha diversi sinonimi in funzione della zona, in cui compare il Sanvicetro coltivato nel Casentino.

Quelle varianti con acino piccolo e dalle foglie piccole, danno minor vigore e meno zucchero e più acidi.

L’acino tipico del Sangiovese ha la forma rotondeggiante a volte quasi ellissoidale, regolare e uniforme.

La buccia è consistente, molto ricca di pruina, poco spessa e di colore nero-violaceo.

Sopporta abbastanza bene vento e siccità e tollera poco le gelate primaverili; predilige le aree collinari e i terreni mediamente o scarsamente fertili, argilloso-calcarei con molto scheletro, che si asciugano durante la maturazione.

Rappresenta il vitigno fondamentale di numerosi vini come per citare i più famosi :Rosso e Brunello di Montalcino, Chianti, Carmignano, Vino Nobile e Rosso di Montepulciano, Morellino di Scansano = 100% Sangiovese Grosso in purezza, Sangiovese di Romagna, Torgiano Rosso Riserva, Montefalco.

Le DOCG, DOC, IGT in cui rientra sono davvero numerosissime, più di un centinaio.

Il Brunello di Montalcino, non può, per legge, essere immesso al consumo prima del primo gennaio dell’anno successivo al termine dei cinque anni, calcolati considerando l’annata della vendemmia. Quindi l’annata 2010, per esempio, potrà essere commercializzata solo a partire dal primo gennaio 2015.

Inoltre, prima dell’immissione al consumo deve essere sottoposto a un periodo di affinamento di almeno due anni in contenitori di rovere di qualsiasi dimensione e deve subire un periodo di affinamento in bottiglia di almeno quattro mesi.

Per poter accedere alla qualifica “Riserva”, il Brunello deve essere immesso al consumo dopo il primo gennaio dell’anno successivo al termine dei sei anni calcolati considerando l’annata della vendemmia.

Riprendendo l’esempio di cui sopra, l’annata 2010 potrà essere commercializzata con la qualifica “Riserva” a partire dal primo gennaio 2016.

Al Vinitaly di Verona ho potuto degustare varie tipologie di questo ottimo vino. Vi propongo alcune schede sintetiche di degustazione.

 

 

Brunello di Montalcino “BANFI” DOCG 2008

Alla Vista: un colore molto intenso con riflessi violacei piuttosto evidenti, con dei riflessi granati.

Olfatto: intensità olfattiva elevata con note speziate e profumo fruttato.

Gusto/tatto: molto corposo ed equilibrato, di media acidità e astringenza.

Percezioni retrolfattive: ricchezza aromatica elevata, molto persistente.

Titolo alcolometrico dich.ver. (%vol.) 13,50/13,84

Tappo sughero monopezzo

 

Brunello di Montalcino “CAPARZO” DOCG ” 2008

Alla Vista: colore intensamente violaceo con riflessi granati.

Olfatto: di alta intensità olfattiva con profumo fruttato e diverse note speziate.

Gusto/tatto: molto corposo, equilibrato di media acidità e astringenza.

Percezioni retrolfattive: ricchezza aromatica elevata, molto persistente.

Titolo alcolometrico dich.ver. (%vol.) 13.50/13,72

Tappo sughero monopezzo

 

Brunello di Montalcino “MARCHESI dè FRESCOBALDI” DOCG Castelgiocondo 2008

Alla Vista: colore molto intenso con riflessi violacei alquanto evidenti con riflessi granati.

Olfatto: intensità olfattiva elevata con profumo fruttato e note speziate.

Gusto/tatto: molto corposo, equilibrato, di media acidità, piuttosto astringente.

Percezioni retrolfattive: ricchezza aromatica elevata molto persistente.

Titolo alcolometrico dich.ver. (%vol.) 13.50/13,76

Tappo sughero monopezzo

 

Chianti Classico “ANTINORI” DOCG Pèppoli 2008

Alla Vista: colori intensi con riflessi violacei piuttosto evidenti

Olfatto: intensità olfattiva elevata con note floreali

Gusto/tatto: molto corposo, equilibrato, con media acidità e astringenza elevata.

Percezioni retrolfattive: ricchezza aromatica piuttosto elevata, molto persistente.

Titolo alcolometrico dich. ver. (%vol.) 13.00 13,36

Tappo sughero monopezzo

 

Chianti Classico “CASTELLI di GREVEPESA” DOCG Castelgreve 2010

Alla Vista: colore molto intenso con riflessi violacei alquanto evidenti

Olfatto: intensità olfattiva piuttosto elevata con profumo di fruttato

Gusto/Tatto: corposo, abbastanza equilibrato, di buona acidità, piuttosto astringente

Percazioni retrolfattive: ricchezza aromatica , persistente.

Titolo alcalometrico dich. ver.(%vol) 1\3.00 13,37

Tappo sughero monopezzo.

 

Morellino di Scansano”VIGNAIOLI del MORELLINO di SCANSANO” DOCG 2010

Alla Vista: colore molto intenso con riflessi violacei alquanto evidenti

Olfatto: intensità olfattiva elevata con note floreali con profumo di fruttato

Gusto/Tatto: corposo, piuttosto equilibrato, di media acidità e astringenza

Percezioni retrolfattive: ricchezza aromatica abbastanza elevata, persistente.

Titolo alcalometrico dich. ver. (% vol.) 13.00 12,96

Tappo sughero monopezzo

 

Renato Hagman

Italia ed Europa per il Mundial di Tango di Buenos Aires

Marina di Castello e Todi saranno i due Preliminari Ufficiali del Tango Buenos Aires Festival y Mundial de Baile 2014, rispettivamente per i Campionati Italiani e Campionati Europei di Tango 2013. 
Grazie al consolidato successo delle edizioni precedenti, Barbara Cicero ha infatti rinnovato il suo incarico esclusivo con il Ministerio de Cultura del Gobierno de la Ciudad de Buenos Aires per l’organizzazione delle due manifestazioni che anticipano l’appuntamento più importante e più atteso al mondo per il Tango internazionale. Quest’ anno, inoltre, tutta l’organizzazione sarà condivisa con la Federazione FIDA ITALIA (Federazione Italiana Danza Amatoriale) e con l’AIMB (Associazione Italiana Maestri di Ballo), grazie alla sottoscrizione di un accordo di collaborazione con il Presidente Nicola Amato.

Come di consueto, anche quest’anno i due festival, oltre ad ospitare le ambite competizioni di ballo, daranno spazio anche alla storia, alla tradizione e all’arte legata alla Cultura del Tango con eventi, mostre e performance collaterali.
 Per le nuove edizioni 2014, i Festival daranno spazio anche a iniziative sociali e umanitarie, ospitando la grande organizzazione medico-umanitaria MEDICI SENZA FRONTIERE, che sarà presente per tutta la durata della manifestazione, offrendo ai partecipanti e al pubblico l’opportunità di avvicinarsi, conoscere le attività e i progetti e diventare sostenitore di questa grande organizzazione operativa in tutto il mondo, da oltre 40 anni. Durante entrambi i Festival verrà anche attivata una raccolta fondi in favore di Medici Senza Frontiere.

Un’altra importante iniziativa sociale, che verrà presentata durante i due Festival, grazie alla collaborazione con FIDA Italia è il suo progetto A passi di danza nella diversità, dedicato ai ragazzi con Sindrome di Down. Sia a Castel Volturno, che a Todi, verrà presentato il gruppo “Cos’altro e’ possibile?”, iscritti alla FIDA Italia e facenti patte della AIPD (Associazione Italiana Persone Down) di Roma, che si esibirà in una performance di Tango Argentino, durante lo spettacolo delle finalissime di Campionato, tanto Italiano, quanto Europeo.

Anche per il 2014, il Palmarès degli artisti invitati sarà di primissimo livello e, ancora una volta, il duplice appuntamento sarà anche un’occasione unica, sia per i partecipanti che per il pubblico, di condividere importanti momenti di confronto artistico e di conoscenza di nuove culture che confluiscono in questa unica grande passione che è il Tango.

Per quanto riguarda i Campionati Italiani, è stato scelto un territorio con una grande tradizione tanguera e sede di numerosi eventi, festival, maratone, dedicati al Tango Argentino: la Campania. Il Festival si svolgerà dal 15 al 18 maggio e la sede sarà un’affascinante struttura alberghiera, che ben si presta per ospitare tutte le attività previste nel programma del Festival, incluso lo spettacolo finale “Finalitango”.
Tra gli ospiti di fama mondiale, artisti come Ricardo Barrios e Laura Melo, Claudio Villagra, i Campioni del Mondo 2011, i colombiani Diego Benavidez e Natasha Agudelo, saranno i componenti della Giuria, affiancati da altre coppie straordinarie, protagonisti di esibizioni e workshop, che arricchiranno il programma del Festival, tra cui Yanina Quiñones e Neri Piliu, Vice Campioni Mondiali di Tango Salón ed Escenario, i Campioni Europei 2013 Gioia Abballe e Simone Facchini, i Campioni Italiani 2013 Francesca del Buono e Giampiero Cantone.

La musica dal vivo sarà rappresentata dal Buenos Aires Cafè Quintet e non mancheranno momenti dedicati all’arte e alla moda con esposizioni, mostre e sfilate.
 A completare il programma del festival, tutte le sere si potrà ballare nelle Noches de Milonga con i migliori DJ del panorama internazionale, con emozionanti esibizioni e performance di tutti i giurati, gli artisti e i maestri invitati.
Il Campionato Italiano vedrà la partecipazione di coppie in rappresentanza di tutte le Regioni italiane e seguirà strettamente il Regolamento di Gara del Mundial di Buenos Aires, premiando i migliori ballerini italiani di Tango Argentino, nelle due categorie di Tango de Pista e di Tango Escenario. 
Il premio per i vincitori consisterà, oltre a un compenso in denaro, nel viaggio andata e ritorno a Buenos Aires, con un soggiorno di 3 giorni, per partecipare di diritto alle Semifinali del Mundial 2014, oltre al diritto di partecipare alle Finali dell’ European Tango Championship, quest’anno nuovamente in Italia, a Todi (PG), dal 9 al 13 luglio 2014. 
La selezione musicale delle gare sarà curata, come sempre, da uno dei maggiori esperti di tango e pioniere tra i Musicalizadores italiani (e internazionali), il torinese Alfredo Petruzzelli.

Per quanto riguarda la sede europea, è stata scelta Todi (PG), territorio molto coinvolto dal Tango e sempre ben disposto ad ospitare iniziative dedicate a questa grande passione. Il Festival si svolgerà dal 9 al 13 luglio, in varie sedi prestigiose della cittadina Umbra.
 Anche in tale ambito la rosa degli artisti invitati è ricchissima: Vanesa Villalba e Facundo Piñero, Gaspar Godoy e Carla Mazzolini saranno alcuni dei componenti della Giuria, affiancati da altre coppie straordinarie, protagonisti di esibizioni e workshop, come per esempio i Campioni Europei e Russi Dmitry Vasin ed Esmer Omerova. 
Non mancheranno concerti dal vivo e momenti dedicati all’arte e alla moda con grandi Special Guests. Todi sarà anche la location ideale dove presentare importanti mostre culturali, legati alla storia del Tango e allo stretto legame con il nostro paese. Come di consueto, ogni giornata del festival si concluderà con una Noche de Milonga, con i migliori DJ del panorama internazionale ed emozionanti esibizioni e performance di tutti i giurati, i maestri e gli artisti invitati.
 Il Campionato Europeo vedrà la partecipazione di coppie in rappresentanza di tutta Europa, e di Turchia e Israele, vista la grande richiesta di partecipazione da parte di queste due nazioni. La competizione – che avrà come colonna sonora una selezione musicale curata da Alfredo Petruzzelli – seguirà strettamente il Regolamento di Gara del Mundial di Buenos Aires, premiando i migliori ballerini Europei di Tango Argentino, nelle due categorie di Tango de Pista e di Tango Escenario. 
Il premio per i vincitori consisterà, oltre ad un compenso in denaro, nel viaggio di andata e ritorno per Buenos Aires, con un soggiorno di 3 giorni, per partecipare di diritto alle Finali del Mundial 2014, che si svolgeranno a Buenos Aires dal 13 al 26 di agosto: un evento di assoluta e vorticosa energia tanguera.

Il calendario specifico degli eventi collaterali nell’ambito dei Campionati Europei è in corso di definizione e verrà comunicato quanto prima.

 

Elisabetta Castiglioni

 

 

 

Tener-a-Mente 2014

Giunge alla sua quarta edizione il prestigioso “Festival del Vittoriale Tener-a-Mente” sotto la direzione di re:think-art di Viola Costa e Luca Faustini, che si terrà dal 21 giugno al 3 agosto 2014 sul palcoscenico del Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera.

La rassegna estiva, inaugurata nel 1952 dall’orchestra de La Scala diretta da Carlo Maria Giulini, nel 2011 è diventata “Festival del Vittoriale tener-a-mente” e in tre anni ha registrato oltre 46.000 spettatori, confermando un trend in crescita costante, ospitando tra gli altri artisti Lou Reed, Keith Jarrett, Franco Battiato, Francesco de Gregori, Momix, il New York City Ballet e l’American Ballet Theatre.

Sono 39 in tutto il mondo i Paesi di provenienza di acquisto dei biglietti online, dall’Australia a Israele, dalla Russia alla Nuova Zelanda. E per i 7 spettacoli del 2014 già annunciati, sono stati registrati acquisti da 17 diverse regioni italiane e 26 Paesi al mondo.

Ad inaugurare la quarta edizione del Festival del Vittoriale, sarà l’attesissimo concerto di Paolo Conte, che torna al Festival dopo aver ritirato nel 2012 il Premio “Il Vittoriale” dalle mani del Presidente della Fondazione, Giordano Bruno Guerri. Vista la grande richiesta per quella che al momento è l’unica data italiana annunciata, nonostante i biglietti siano già esauriti, è stata aperta una lista d’attesa, aspettando il riassortimento di posti disponibili.

Una delle artiste più richieste dal pubblico del Festival del Vittoriale è Fiorella Mannoia, che esordirà sul palco gardesano proponendo il meglio del suo repertorio, accompagnata dalla sua band.

Altro gradito ritorno, dopo il successo del 2012, quello di Pat Metheny con il suo Unity Group, che ha scelto il Vittoriale per chiudere il suo tour italiano.

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Per la Danza il Festival rinnova l’appuntamento con le più prestigiose compagnie di danzatori internazionali. Ospiti del Festival quest’anno la Martha Graham Dance Company, ritenuta ad oggi la compagnia di modern dance di maggior fama al mondo, e Eleonora Abbagnato, la prima star ad inaugurare il Festival “tener-a-mente” 3 anni fa. L’étoile dell’Opéra di Parigi danzerà nell’affascinante cornice dell’anfiteatro dannunziano insieme alle Stelle dell’Opéra di Parigi, come Nicolas Le Riche e Clairemarie Osta.

Ogni anno il Festival rende omaggio al padrone di casa Gabriele d’Annunzio invitando grandi interpreti del teatro e del cinema italiani a dar voce ad alcune fra le più belle pagine, spesso inedite, del Vate. Dopo l’applauditissimo Filippo Timi del 2013, quest’anno sarà Alessandro Haber a portare sul palco la sensualità del d’Annunzio seduttore attraverso una selezione di passi erotici dal “Solus ad solam” e di lettere inedite alla contessa Mancini. Lo spettacolo “Il demone seduttore – Omaggio a d’Annunzio” si svolge nella suggestiva cornice del Laghetto delle Danze, l’area più selvaggia del parco del Vittoriale (vincitore nel 2012 del premio “Il parco più bello d’Italia”), da sempre chiuso al pubblico e riaperto dalla Fondazione nel marzo 2013 in occasione del 150esimo anniversario della nascita del Vate. Il laghetto, a forma di violino in omaggio a Gasparo da Salò, fu concepito dal Poeta per ospitare spettacoli coreutici su una piattaforma circolare che entra nelle acque del laghetto, incorniciando il palco con la scenografia della cascata naturale formata del Rio dell’Acqua Savia.

Damon Albarn, icona della musica britannica, leader dei Blur e dei Gorillaz, presenterà il suo primo album da solista “Everyday Robots”, in uscita a fine aprile, in prima nazionale al Vittoriale. Eclettico e pluripremiato cantante, compositore e produttore, per stile musicale e testi sempre attuali Damon è considerato uno dei musicisti più influenti e interessanti del Regno Unito.

L’Orquesta Buena Vista Social Club ha scelto il Festival del Vittoriale come prima tappa dell’ultimo tour prima dello scioglimento del gruppo: un’altra prima Nazionale.

Sul palco gardesano si esibirà per la prima volta anche Burt Bacharach, uno degli autori più celebri e rispettati del panorama musicale mondiale, che ha all’attivo una vastissima carriera come compositore, arrangiatore, cantante e pianista.

Per la prima volta al Vittoriale anche i The National, una delle formazioni indie rock più importanti e influenti, reduci dalla nomitanion ai Grammy come “Best Alternative Album 2013”.

Novità nella formula del Festival la proposta TENER-A-MENTE OFF: una tre-giorni al Laghetto delle Danze, con tre concerti in solo che si muovono nell’area della musica jazz e improvvisata, proposti da artisti di formazione diversa, con forti contaminazioni dal rock al pop, alla musica contemporanea. In questo contesto torna al Vittoriale Walter Beltrami con il suo progetto “Looperville – Solo Guitar Orchestra”, artista e compositore di grande talento, già ospite nel 2010 e nel 2012, in occasione della presentazione dei progetti del suo quintetto “Paroxysmal Postural Vertigo”, l’ultimo dei quali prodotto dall’Auditorium Parco della Musica di Roma. Con Looperville Beltrami sarà in studio di registrazione poche settimane prima del concerto. Il giorno successivo sarà la volta di Colin Stetson in Sax Solo (noto al grande pubblico del pop pop per la sua collaborazione con gli Arcade Fire, e per le sue incursioni in progetti di Tom Waits, Lou Reed, David Byrne…). Chiude la piccola maratona jazz lo svedese Bobo Stetson, pianista ECM tra i più apprezzati.

Il circo teatro arriva al Festival con il duo belga Okidok e il loro “Slips Inside”, uno spettacolo esilarante in cui Xavier Bouvier e Benoît Devos si lanciano alla ricerca del clown dentro di loro. Costumi essenziali, scenografie minimali, un uso maestrale del corpo e della mimica. Uno spettacolo per tutti, adulti e bambini, inserito eccezionalmente in orario pomeridiano per favorire l’accesso al teatro alle famiglie.

Per la prosa “Il Sangue”, uno spettacolo di e con con Pippo Delbono, con Petra Magoni e le musiche di Ilaria Fantin, in cui Delbono canta le emozioni più terrene, carnali e ancestrali, partendo dal mito di Edipo.

A chiudere la rassegna, l’atteso “Il Mercante di Venezia” di Giorgio Albertazzi, che arriva al Vittoriale dopo aver ritirato nel 2013 a Pescara il Premio Speciale “Il Vittoriale” dalle mani del Presidente della Fondazione, Giordano Bruno Guerri.

Ancora riserbo sull’ultimo grande ospite, che si esibirà sul palco del Vittoriale l’1 agosto e il cui nome sarà annunciato nei prossimi giorni.

Da oggi, venerdì 25 aprile, sono aperte le prevendite di tutti gli spettacoli del Festival sul sito http://www.anfiteatrodelvittoriale.it e nei tradizionali punti di prevendita sul territorio.

La biglietteria del teatro sarà aperta dal 19 maggio; fino ad allora sarà attivo il numero 340/1392446

 

Marco Guerini
 

I colori della luna

Sabato 15 marzo scorso si è svolto il concerto pianistico di Leonora Armellini, presso l’Aula Magna dell’Università “La Sapienza” di Roma.

La luna, con le sue fasi e i suoi colori, ci introduce ad un nuovo giorno. Lo stesso si può dire per un concerto, se poi l’interprete è Leonora Armellini (vincitrice del premio “Janina Nawrocka” al Concorso F. Chopin di Varsavia, ha collaborato con importanti orchestre quali I Solisti Veneti, Orchestra da Camera di Kiev e Sinfonia Varsovia). Fin dall’Andante Spianato e Grande Polacca di Chopin, che apre il pomeriggio musicale, si possono ascoltare immediatamente le qualità di una grande interprete del compositore polacco, in una serata di musica ad alto livello tanto che, danzando sulle note del pianoforte, la luna stessa ci ha mostrato tutti i suoi romantici colori, anche quelli più nascosti.

Ma i colori?

C’è solo l’imbarazzo della scelta. Dalle prime note che evidenziano il candore di quella musica così nascosta e allo stesso tempo così presente fra gli ascoltatori. Proprio così, il pubblico vuole sentirsi partecipe della bellezza celestiale, di quelle sonorità che goccia a goccia ti coinvolgono in una sfumatura così tenue e allo stesso tempo così romantica. Direi proprio l’apogeo del Romanticismo.

La giovane pianista ci assorbe in un turbinio di note ed accordi dell’autore, interpretato sempre ad altissimi livelli e con un fraseggio che non lascia nulla al caso, semmai ne sottolinea la perfezione di un’artista ormai sulla cresta dell’onda.

Il clou della serata era rappresentato dall’esecuzione intensa e volitiva della pianista che rendeva, se possibile, le note letteralmente intriganti con i suoni che provenivano dallo strumento ligneo acquistando una valenza meravigliosa.

Allora quali sono i colori? La fantasia può spaziare proprio guardando le sfumature della luna e associandole ad ogni nota e ad ogni accordo che l’artista offre, senza alcuna sbavatura, a tutti gli amanti della vera musica romantica che rappresenta al meglio il periodo dell’Ottocento. I suoni e i colori della serata offerta al pubblico della I.U.C., hanno lasciato nell’aria tutti gli effetti della bellezza musicale propria di questa giovane interprete d’eccezione.

 

Bruno Bertucci

Prossimi eventi a Palazzo Magnani

Il 2 maggio, in contemporanea con Fotografia Europea 2014, aprirà al pubblico Un secolo di grande fotografia. I capolavori della collezione FOTOGRAFIS Bank Austria”che resterà aperta sino al 13 luglio 2014. Sono 150 immagini scelte da Margit Zuckriegl e Walter Guadagnini, tra il meglio del meglio della prestigiosa collezione di Bank Austria – Gruppo Unicredit. 150 scatti per ripercorre la storia della fotografia dalla seconda metà dell’Ottocento alla metà del Novecento attraverso i più grandi interpreti di sempre: Man Ray, Paul Strand, André Kertész, Edward Weston e molti altri. È un appuntamento davvero imperdibile per gli appassionati di fotografia, ma anche per tutti coloro che intendono ripercorrere la storia della fotografia attraverso le sue massime espressioni.

Fino al primo febbraio 2015, si dipana il grandioso progetto Ludovico Ariosto. Nel 540^ anniversario della nascita. Si tratta di una celebrazione corale che vede riunite intorno a Palazzo Magnani circa 50 istituzioni (comuni, Provincia, realtà culturali, imprenditoriali, sociali e turistiche) che hanno ideato e prodotto iniziative, spesso di altissimo livello e originalità, intorno al gigante delle letteratura mondiale che in questa terra ha avuto i natali. Palazzo Magnani, dall’11 ottobre 2014 al primo febbraio 2015, si fa protagonista di questa corale manifestazione con una grande, originale mostra su Ariosto e l’Orlando Furioso, ideata e curata da Sandro Parmeggiani. La mostra si pone l’obiettivo di indagare la persistenza della fortuna di Ariosto, e del suo Orlando in particolare, non solo nella letteratura, ma in campi artistici quali la pittura, l’illustrazione e il fumetto (ricordiamo Alejandro Jodorowsky), la fotografia, come in linguaggi trasversali alle discipline artistiche, dal cinema al teatro, per citarne alcuni. Per raccontare come la forza dirompente dell’Orlando Furioso contini ad influenzare l’immaginario creativo, confermando come quella stupefacente visione del mondo non possa essere consegnata agli archivi del passato.

Altrettanto rilevante, ed impegnativo, l’appuntamento che apre la stagione espositiva 2015. Dal 14 marzo al 14 giugno del prossimo anno, a Palazzo Magnani sarà protagonista Piero della Francesca. Il disegno tra arte e scienza. Anche questa esposizione, curata da Filippo Camerota, Francesco Paolo Di Teodoro e Luigi Grasselli coadiuvati da un comitato scientifico nel quale operano anche Piergiorgio Odifreddi, Stefano Casciu, Enrico Maria Davoli, Roberto Marcuccio e Massimo Mussini, nasce da una coralità di istituzioni culturali e prende spunto dal cosiddetto “Reggiano A 41/2”, ovvero dal codice De Prospectiva Pingendi patrimonio della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia. Il manoscritto, opera di un abile copista, presenta una sessantina di notazioni e correzioni di mano di Pietro della Francesca che nei suoi 110 fogli lascia anche molti disegni.

Dal De Prospectiva Pingendi, di fatto inizia la grande esperienza rinascimentale, come documentano le nove sezioni di questa imponente, spettacolare esposizione. Si comincia dai principi geometrici, per proseguire con le figure piane, i corpi geometrici, l’architettura, la figura umana, la proiezione delle ombre, l’anamorfosi. Opere originali preziosissime saranno affiancate da un ampio apparato multimediale, da modellini che consentono di capire con immediatezza gli sviluppi tridimensionali dell’idea di della Francesca. Questa sarà una mostra di idee, ma anche di sommi capolavori, con manoscritti, disegni, dipinti dello stesso Piero della Francesca, di Luca Paioli, Pietro Perugino, Ercole dé Roberti, Antonio da Sangallo, Baldassare Peruzzi, Michelangelo, Donato Bramante e altri grandi. Segnacoli estenderanno la mostra anche fuori dal Palazzo che la ospita, conducendo sino alla Basilica di San Prospero e, oltre, sino alla Stazione Mediopadana dell’alta velocità progettata da Santiago Calatrava, a scoprire il perdurare dell’influenza di della Francesca in architettura e non solo.

Federica Franceschini

Crimini di guerra e contro l’umanità in Nigeria, secondo A.I.

In un rapporto, Amnesty International ha denunciato l’aumento della violenza nel nord-est della Nigeria, dove nei primi tre mesi del 2014 sono state uccise almeno 1500 persone, oltre la meta’ delle quali civili, a causa dell’aumento degli attacchi del gruppo armato islamista boko haram e delle rappresaglie incontrollate delle forze di sicurezza del paese. “Siamo di fronte a un conflitto armato non internazionale in cui tutte le parti stanno violando il diritto internazionale umanitario. Sollecitiamo la comunita’ internazionale ad assicurare indagini rapide e indipendenti su quelle azioni che potrebbero costituire crimini di guerra e crimini contro l’umanita’” – ha dichiarato Netsanet Belay, direttore per la ricerca e l’advocacy sull’Africa di Amnesty International. “Oltre 1500 morti in tre mesi indicano un allarmante peggioramento della situazione. La comunita’ internazionale non puo’ continuare a girare lo sguardo di fronte alle esecuzioni extragiudiziali, agli attacchi contro i civili e agli altri crimini di diritto internazionale che vengono commessi su scala massiccia. La popolazione civile sta pagando un prezzo pesante a seguito dell’intensificarsi di questo ciclo di violenze e rappresaglie” – ha aggiunto Belay. Oltre la meta’ delle uccisioni sono state commesse da boko haram, che ha deliberatamente preso di mira alunni delle scuole del nord-est della Nigeria. Amnesty International ha documentato le uccisioni compiute da boko haram e dalle forze di sicurezza nigeriane da gennaio a marzo, sottolineando la data del 14 marzo, giorno in cui le forze di sicurezza hanno scatenato una brutale repressione contro ex detenuti. Quel giorno, boko haram ha attaccato la base militare di Giwa, nella citta’ di Maiduguri, nello stato di Borno, liberando diverse centinaia di detenuti. Dopo che l’esercito ha ripreso il controllo della situazione, intorno alla citta’ sono stati trovati oltre 600 corpi, per lo piu’ di detenuti nuovamente catturati e privi di armi. Sulla base di interviste con abitanti, avvocati, attivisti per i diritti umani e personale medico degli ospedali della zona nonche’ di immagini satellitari, Amnesty International ha potuto in parte ricostruire gli eventi del 14 marzo e localizzare tre possibili fosse comuni. “La dimensione delle atrocita’ compiute da boko haram e’ veramente scioccante e ha contribuito a creare un clima di paura e d’insicurezza. Ma questo non puo’ giustificare la brutalita’ della risposta che va chiaramente attribuita alla forze di sicurezza” – ha commentato Belay. Tra le testimonianze raccolte da Amnesty International, alcune hanno descritto cosa e’ accaduto quando i militari hanno trovato 56 degli evasi dalla base di Giwa: “Erano in una scuola. Hanno cominciato a urlare ‘Non siamo di boko haram, siamo dei detenuti!’. Io e i miei vicini abbiamo visto i soldati portare gli uomini in un posto chiamato ‘la terra di nessuno’, dietro l’Universita’ di Maiduguri. Hanno aperto il fuoco, li hanno uccisi tutti e 56 di fronte a noi.” Altri testimoni oculari hanno raccontato come membri della “Task force civile congiunta” – gruppi di civili che collaborano con l’esercito nigeriano – hanno catturato altri ex detenuti nel quartiere di Jiddari Polo, sempre a Maiduguri e li hanno consegnati ai soldati. In questo caso, sono state uccise oltre 190 persone: “Ho visto i soldati ordinare loro di sdraiarsi a terra. Poi si e’ aperta una discussione con la Task force. I soldati hanno fatto alcune telefonate e pochi minuti dopo hanno iniziato a sparare. Ho contato 198 corpi” – ha riferito un testimone. Data l’apparente incapacita’ e assenza di volonta’ delle autorita’ nigeriane di indagare su questi crimini e punire i responsabili, Amnesty International ha chiesto alla Commissione africana e alle Nazioni Unite di assistere la Nigeria nelle indagini su azioni che potrebbero costituire crimini di guerra e crimini contro l’umanita’ a carico sia di boko haram che delle forze di sicurezza nel nord-est del paese. “Le uccisioni sommarie di questi detenuti costituiscono esecuzioni extragiudiziali e sono crimini di diritto internazionale. Questi atti fanno seguito a tutta una serie di decessi in custodia di persone imprigionate in relazione a quanto sta accadendo nel nord-est della Nigeria. La comunita’ internazionale, e in particolare la Commissione africana sui diritti umani e dei popoli e il Consiglio Onu dei diritti umani devono assicurare con urgenza l’apertura di un’indagine esaustiva, imparziale e trasparente sulle denunce di crimini di guerra e crimini contro l’umanita’ in Nigeria” – ha commentato Belay. Amnesty International ha inoltre chiesto all’Unione africana, alla Comunita’ economica degli stati dell’Africa occidentale e al Consiglio per la pace e la sicurezza dell’Unione africana di occuparsi immediatamente del conflitto nella Nigeria nordorientale e di fornire pieno e concreto sostegno per porre fine a questi atti di violenza contro i civili. A questi organismi, Amnesty International chiede infine di condannare i crimini di guerra e i crimini contro l’umanita’ commessi da entrambe le parti. Durante questo mese di aprile, “la Nigeria assumera’ la presidenza del Consiglio per la pace e la sicurezza dell’Unione africana. L’Unione africana deve chiedersi fino a che punto i suoi stati membri stiano mantenendo l’impegno di promuovere i principi dell’Unione africana e il rispetto dello stato di diritto e dei diritti umani”. Il rapporto Nigeria: More than 1,500 killed in armed conflict in North-Eastern Nigeria in early 2014 e’ disponibile in lingua inglese all’indirizzo: http://www.amnesty.it/crimini-guerra-e-contro-umanita-nord-est-Nigeria.

Amnesty International Italia

Report LIPU 2013 – In crescita le attività di recupero faunistico e di educazione ambientale

Ci sono anche un capriolo, un istrice, qualche ghiro e un occhione, volatile piuttosto raro nel nostro territorio, tra i 1.333 animali di 91 specie diverse, quasi tutti uccelli, condotti nel 2013 al ‘pronto soccorso’ del Giardino delle Capinere, sede della sezione ferrarese della Lipu. Ma quello della raccolta e cura della fauna selvatica non è l’unica attività svolta dai 52 volontari dell’oasi di via Porta Catena, che con il sostegno di Comune e di Provincia di Ferrara, opera sia come Centro di Recupero Animali Selvatici sia come Centro Faunistico Didattico, impegnato in iniziative di educazione ambientale per scolaresche e famiglie, in visita ai propri ambienti naturali e all’ambulatorio veterinario. Un’attività, quella dell’accoglienza didattica, in continua crescita, come evidenziato anche dal Report 2013 di gestione del Centro, che il delegato provinciale Lipu Lorenzo Borghi ha presentato assieme ad alcuni degli attivisti che operano nell’oasi.

“Crediamo – ha sottolineato Borghi – che quella dell’educazione ambientale sia un’opera di fondamentale importanza, specie verso i più giovani. Per questo, nel 2013 abbiamo iniziato un ciclo di aperture domenicali del Giardino delle Capinere che ha riscosso un notevole successo, mentre per i prossimi mesi stiamo mettendo a punto un ampio progetto rivolto sia a bambini e ragazzi dai 6 ai 14 anni, sia a insegnanti, operatori sanitari e genitori, per favorire il riavvicinamento dei giovanissimi alla natura, con giochi e iniziative didattiche all’aperto ed escursioni nelle nostre oasi”.

“Quello svolto a Ferrara dalla Lipu – ha dichiarato l’assessore comunale all’Ambiente Rossella Zadro – è un lavoro di grande rilievo che negli anni ha portato alla trasformazione dell’area comunale di via Porta Catena in una vera oasi naturalistica divenuta punto di riferimento, a livello non solo locale, per il recupero degli animali selvatici e per le innumerevoli attività educative, sociali e ambientali. L’intento dell’Amministrazione comunale è quello di continuare a sostenere, assieme alla Provincia, l’impegno dei numerosi volontari che vi lavorano”.

Tra i tanti dati contenuti nel Report 2013, bisogna sottolineare le 9.116 ore di lavoro svolte dagli attivisti, i 3.991 visitatori giunti al Giardino della Capinere, oltre alle migliaia di visite da tutto il mondo alle pagine web e You Tube del Centro.

 

La Redazione

“Paolo Veronese. L’illusione della realtà” a Verona

La mostra “Paolo Veronese – L’illusione della realtà”, si terrà a Verona, al Palazzo della Gran Guardia, dal 5 luglio al 5 ottobre prossimi. La mostra dedicata all’arte di Paolo Caliari, detto il Veronese, è promossa e organizzata dal Comune di Verona con i Musei Civici, insieme all’Università di Verona e alla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, in associazione con la National Gallery di Londra.

1__National_Cristo_Maddalena-brera verona“Un’esposizione che è il frutto della collaborazione tra più istituzioni che operano nel mondo dell’arte e della cultura, oltre che del prezioso sostegno di importanti sponsor” ha detto il sindaco di Verona Flavio Tosi, sottolineando la “soddisfazione da parte dell’Amministrazione di realizzare un evento che andrà ad arricchire l’offerta culturale e artistica della nostra città, con ricadute positive per tutto il territorio”. La mostra si colloca a distanza di ventisei anni dalla rassegna “Veronese e Verona”, tenutasi nel 1988 al Museo di Castelvecchio. Più di 100 le opere che saranno esposte in Gran Guardia, di cui 40 disegni, 50 prestatori tra i più importanti musei e istituzioni italiani e stranieri, 70 opere provenienti dai più prestigiosi musei italiani ed internazionali, tra cui la Germäldegalerie di Dresda, la National Gallery of Scotland d’Edimburgo, il Museo degli Uffizi di Firenze, Palazzo Rosso di Genova, il British Museum e la National Gallery di Londra, il J. Paul Getty Museum di Los Angeles, il Museo Nazionale del Prado di Madrid, la Pinacoteca Estense di Modena, la Pinacoteca di Brera di Milano, il Metropolitan Museum of Art di New York, il Musée du Louvre di Parigi, i Musei Vaticani di Roma, le Gallerie dell’Accademia di Venezia, il Kunsthistoriches Museum di Vienna, la National Gallery of Art di Washington. La mostra monografica, la prima di tale ampiezza in Italia dopo quella memorabile curata da Rodolfo Palluchini a Venezia nel 1939, presenta Paolo Veronese attraverso 6 sezioni espositive: la formazione a Verona, i fondamentali rapporti dell’artista con l’architettura e gli architetti (da Michele Sanmicheli a Jacopo Sansovino a Andrea Palladio), la committenza, i temi allegorici e mitologici, la religiosità, e infine le collaborazioni e la bottega, importanti fin dall’inizio del suo lavoro. Oltre ad un’ampia scelta di capolavori dell’artista, la mostra comprende numerosi disegni di eccezionale qualità e varietà tematica e tecnica, con l’obiettivo di testimoniare il ruolo della progettazione e riflessione grafica non solo nel percorso creativo di Paolo Veronese, ma anche nella dinamica produttiva del suo atelier. In preparazione della manifestazione, è iniziato ad aprile 2013 l’importante restauro della grande tela degli Haeredes Pauli, “Cena a casa di Levi” di proprietà delle Gallerie dell’Accademia di Venezia e in deposito presso il Comune di Verona. La mostra è inoltre integrata da diversi itinerari pensati per l’occasione, per guidare il visitatore e il turista alla scoperta delle opere di Paolo Veronese conservate nelle chiese e nei musei e degli affreschi realizzati dall’artista a Verona, Vicenza , Padova, Maser, Castelfranco Veneto e Venezia, realizzati grazie al sostegno di SaveVenice. Informazioni sul sito http://www.mostraveronese.it.

 Roberto Bolis

Rapporto di Amnesty International sulla Grecia

Una duratura cultura fatta di impunita’, razzismo e violenza endemica, che si esprime anche attraverso l’uso della forza contro i manifestanti e i maltrattamenti ai danni di migranti e rifugiati: e’ quanto emerge dalla ricerca pubblicata da Amnesty International sulle forze di polizia in Grecia, preceduta da un’inchiesta ufficiale sui legami tra la polizia e il gruppo estremista Alba dorata.Lo scorso dicembre quasi 50 persone tra cui il leader di Alba dorata, due agenti di polizia e cinque parlamentari, sono stati arrestati e accusati di reati che vanno dall’omicidio all’uso di esplosivi fino al ricatto. Dieci agenti di polizia sono risultati collegati direttamente o indirettamente ad azioni criminali attribuite a membri di Alba dorata.Ora la ricerca di Amnesty International, “Farsi le leggi da soli. Una cultura di abuso e d’impunita’ in Grecia”, denuncia le numerose e persistenti violazioni dei diritti umani commesse dalle forze di polizia, la completa mancanza di assunzione di responsabilita’ e l’assenza di indagini rapide, esaustive e imparziali sulle denunce a loro carico.“Le nostre ricerche hanno evidenziato che la rovinosa vicenda dei rapporti con Alba dorata e’ solo la punta dell’iceberg. Un profondo razzismo, l’uso eccessivo della forza e una radicata impunita’ costituiscono una macchia per la polizia greca. I vari governi che si sono succeduti finora non hanno riconosciuto, ne’ tantomeno contrastato, queste violazioni e l’impunita’” – ha dichiarato Jezerca Tigani, vicedirettrice del Programma Europa e Asia Centrale di Amnesty International.“C’e’ urgente bisogno di una riforma strutturale complessiva delle forze di polizia, che comprenda la creazione di un meccanismo indipendente in grado di indagare sulle denunce di condotta illegale da parte degli agenti di polizia. Le autorita’ greche devono ripristinare la fiducia della societa’ verso le forze di polizia” – ha aggiunto Tigani.Amnesty International documenta da molti anni il comportamento illegale delle forze di polizia greche. La ricerca conferma che la situazione resta sconfortante. Alla fine del mese scorso, nella prigione di Nigrita, nel nord del paese, la polizia ha picchiato a morte un detenuto in isolamento. L’autopsia ha rivelato numerosi colpi sulle piante dei piedi e al petto nonche’ bruciature sulle mani.Negli ultimi tre anni c’e’ stato un drammatico aumento degli attacchi motivati da odio nei confronti di rifugiati e migranti. Crimini dell’odio sono stati registrati anche contro la comunita’ rom e persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate (Lgbti). Le forze di polizia non hanno saputo impedire questi attacchi o indagare sui moventi di odio che li avevano ispirati.“Agendo in questo modo, la polizia greca si mostra indulgente verso i gruppi xenofobi di estrema destra che vogliono attaccare chiunque non si conformi alla loro idea di societa’” – ha sottolineato Tigani.“La polizia viene usata dalle autorita’ in modo indiscriminato. Invece di mantenere la legge e l’ordine, spesso le viene affidato il compito di stroncare il dissenso e perseguitare chi appartiene a gruppi vulnerabili. Le azioni delle forze di polizia sono prive di monitoraggio indipendente e i loro comportamenti restano impuniti. Questo deve cambiare” – ha concluso Tigani.Alba dorataIl 17 settembre 2013 Pavlos Fyssas, musicista e attivista antifascista, e’ stato accoltellato a morte nella periferia di Atene da un militante di Alba dorata, Giorgios Roupakias. I testimoni hanno riferito alla stampa che otto agenti del reparto motorizzato di polizia erano gia’ presenti quando Fyssas e i suoi amici vennero aggrediti, ma non intervennero. Il giorno dopo, la polizia antisommossa ha disperso, con manganelli e agenti chimici, una manifestazione di protesta per l’omicidio di Fyssas: 31 persone hanno dovuto ricorrere alle cure mediche, molte per ferite alla testa causate dai manganelli, dai caschi e dagli scudi degli agenti. In precedenza, i manifestanti erano stati presi a sassate da militanti di estrema destra, senza che la polizia fosse intervenuta. Alla fine della giornata, un manifestante di 32 anni aveva perso l’occhio destro. Da allora, e’ stato sottoposto a tre interventi chirurgici.Dall’omicidio di Pavlos Fyssas ha preso il via un’ampia indagine della polizia sulle attivita’ di Alba dorata e i suoi legami con le stesse forze di polizia.Trattamento brutale di migranti e rifugiatiLa polizia greca ha il compito di controllare l’immigrazione e arrestare ed espellere i migranti irregolari. Nell’ambito dell’operazione “Xenios Zeus”, tra aprile 2012 e giugno 2013, sono stati fermati per controlli d’identita’ oltre 120.000 cittadini stranieri, solo il cinque per cento dei quali (7000) e’ stato trovato privo di documenti. K., un rifugiato siriano, ha denunciato i maltrattamenti subiti nel febbraio 2013 nel centro di detenzione per migranti di Corinto: “Quell’agente inizio’ a prendermi a calci. Cercavo di stare in piedi e lui mi colpiva ancora. Poi chiese a due colleghi di portarmi in una stanza dove gli altri detenuti non potessero vedermi. Li’, il poliziotto prese a darmi calci sul petto. Poi un altro poliziotto mi schiaffeggio’ e mi prese a pugni sul volto”.Crimini dell’odioNel gennaio 2013, due cittadini greci hanno accoltellato a morte Shehzad Luqman, un cittadino pachistano residente in Grecia. La polizia e la magistratura non hanno preso in considerazione il possibile movente razzista dell’attacco. Questo omicidio ha mostrato molti elementi in comune con gli attacchi razzisti di una “squadra d’assalto” legata ad Alba dorata. Il processo e’ in corso.Nel settembre 2013, una donna greca e’ stata ripresa con una telecamera mentre prendeva a calci una bambina rom che suonava la fisarmonica in una strada pedonale sotto l’Acropoli, ad Atene. La polizia ha aperto un’inchiesta e ha preso in considerazione il movente dell’odio solo grazie all’insistenza dell’organizzazione non governativa Helsinki Monitor Grecia.

Amnesty International Italia
 

Un secolo di grande fotografia a Reggio Emilia

L’esposizione promossa e organizzata dal Museo d’arte moderna di Salisburgo e dalla Fondazione Palazzo Magnani di Reggio Emilia, e curata da Margit Zuckriegl e Walter Guadagnini, è composta da 150 sceltissime fotografie della prestigiosa collezione “Fotografis” di Bank Austria – Gruppo UniCredit e viene presentata in anteprima nazionale a Palazzo Magnani a Reggio Emilia dal 2 maggio al 13 luglio 2014. “Fotografis” è una raccolta eccezionale per numero e qualità di opere, costituita da oltre 600 fotografie acquisite in una decina d’anni dal 1975 al 1985 e da allora mai smembrata, rimasta integra nella forma che era stata prevista dai suoi iniziatori. Dal 2009 la raccolta è depositata in comodato gratuito al Museo d’arte moderna di Salisburgo, dove è conservata e valorizzata, e dove nell’ottobre di quest’anno si è tenuta una grande mostra, accompagnata da un ricco catalogo illustrato. La mostra “Un secolo di grande fotografia. I capolavori della Collezione Fotografis Bank Austria” di Palazzo Magnani presenta, in una sequenza inimitabile, l’evoluzione della fotografia dalle origini sino agli anni Settanta: si parte con gli iniziatori del mezzo come ad esempio Nadar, e con i primi grandi protagonisti, da Frances Frith a Eadweard Muybridge, da Bertall a Frederick Evans, fino a Julia Margaret Cameron. Le prime, splendide testimonianze fotografiche dei viaggi in Oriente, e insieme il desiderio di raccontare la realtà quotidiana, di realizzare ritratti somiglianti come mai prima, la competizione instaurata da subito con la pittura. Si prosegue poi con i protagonisti della stagione del pittorialismo, uno dei momenti cruciali e più affascinanti dell’evoluzione del linguaggio fotografico in chiave artistica: in questa sezione si segnalano tra gli altri i nomi di Heinrich Kühn, Edward Steichen, Alfred Stieglitz, Frantisek Drtikol, attraverso opere che sono autentici capolavori dell’arte fotografica dei primi decenni del XX secolo. Il punto di maggiore richiamo dell’esposizione è probabilmente quello appena successivo a questa stagione, ed è quello della cosiddetta fotografia modernista, o delle avanguardie. In questa sezione si trovano i nomi di Eugène Atget, Man Ray, Alexander Rodchenko, Herbert Bayer, Edward Weston, Paul Strand, André Kertész, August Sander, Walker Evans, gli autori che sono entrati non solo nella storia della fotografia, ma nell’immaginario collettivo del secolo. I rayographs di Man Ray, le distorsioni di Kertész, i ritratti di Sander sono altrettante icone del Novecento, hanno influenzato generazioni di fotografi, artisti, pubblicitari, e insieme hanno dato un’immagine indimenticabile di quegli anni e di quella realtà storica e sociale. Assieme ad essi, va anche segnalata la presenza di autori meno noti al grande pubblico ma di grandissima qualità, che permettono di avere una visione ampio del panorama fotografico tra anni Venti e Trenta del Novecento. Anche la fotografia di reportage e di stretto legame con gli avvenimenti del tempo è ben rappresentata nella mostra, con esempi di Henri Cartier-Bresson, Margaret Bourke White, Weegee, Lee Friedlander, Elliot Erwitt e molti altri a testimonianza di una volontà di raccogliere le diverse voci e le diverse anime della fotografia: con questo principio si arriva agli anni del dopoguerra e in particolare ai Sessanta e Settanta, nei quali emergono figure come quella di Otto Steinert, Mario Giacomelli, Diane Arbus, Arnulf Rainer, in una chiusura ideale sul confine tra fotografia di documentazione e fotografia concettuale, che segna la nascita di una nuova stagione. Un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di fotografia e per tutti coloro che intendono ripercorrere la storia della fotografia nella sue massime espressioni. Tutti gli autori in mostra: Nadar, Fenton, Muybridge, Carroll, Bertall, Frith, Frederick Evans, Steichen, Kuhn, Nahr, Cameron, D’ora, Coburn, Stieglitz, Rusizcka, Rossler, Taborski, Novak, Mucha, Drtikol, Weston, Atget, Bellocq, Fleischmann, Benda, Sander, Henle, Renger Patzsch, Becher, Rubelt, Mantz, Hoffmann, Lukas, Blossfeldt, Seidenstucker, Stieglitz, Hine, Strand, Walker Evans, Bourke White, Weston, Funke, Outerbridge, Loew, Schawinsky, Weston, Steinert, Struwe, Bruguiere, Bayer, Man Ray, Rodcenko, Hausmann, Kertesz, Tabard, Friedlander, Erwitt, Horst, Cartier-Bresson, Giacomelli, Weegee, Arbus, Krims, Willman, Muller Pohle, Wachter, Export, Rainer, Becher. La mostra è inserita nell’ambito di FOTOGRAFIA EUROPEA 2014.

Articolo di S. E.