“Pittori fantastici nella Valle del Po”

Un momento della presentazione da parte di Vittorio Sgarbi

“Pittori fantastici nella Valle del Po” è il titolo della mostra presentata giovedì 2 luglio scorso, negli spazi del Padiglione d’Arte Contemporanea-Pac (corso Porta Mare 5, Ferrara) e visitabile fino a sabato 26 settembre 2020, con apertura dal martedì alla domenica, ore 10-13 e  16-19.30, e ingressi consentiti per un massimo di 18 persone ogni 30 minuti.

“In mostra ci sono opere d’arte contemporanea nella loro dimensione padana con un percorso legato alla realtà trasfigurata e restituita in una forma sognante, che dà concretezza al concetto di Padanìa, termine coniato da Roberto Longhi per esprimere un concetto di luogo e di sentire legato alla fantasia, alla capacità di dare forma a quello che io chiamo surrealismo padano”. Così il presidente della Fondazione Ferrara Arte Vittorio Sgarbi ha sintetizzato il tema della rassegna, che mette insieme le opere pittoriche e una scultorea di 42 artisti viventi. Gli artisti sono stati selezionati dal curatore Camillo Langone coadiuvato per la parte più ferrarese dal critico d’arte Lucio Scardino spaziando attraverso i paesaggi pianeggianti e non attraverso i quali scorre il fiume Po.

Daniele Galliano, La Gran Madre di Dio, 2020

“La rassegna – ha fatto notare l’assessore alla cultura Marco Gulinelli – va a toccare una certa iconografia culturale, che esce dalle Mura per aprirsi alla bellezza del Grande Fiume e si conclude con un particolare documento filmico realizzato da Giuseppe Sgarbi, che è anche un omaggio alla poesia dell’acqua e dei suoi scenari e prelude alla volontà di proseguire su questa strada per dare spazio all’immaginario creativo stimolato da queste visioni paesaggistiche, in questa rassegna di stampo prettamente pittorico, ma a cui verrà dato anche un seguito spaziando in ambito fotografico, filmico e letterario”.

Molto più di una mostra d’arte contemporanea: è una mostra d’arte vivente, come tutti i suoi 42 protagonisti. Molto più di una mostra d’arte genericamente italiana o ancor più genericamente internazionale: è la mostra dell’arte peculiarmente padana, ossia l’arte prodotta oggi nella Valle del Po (definizione geografica e poetica, alla maniera di Mario Soldati, la più funzionale per dire l’intero bacino dal Monviso al Delta, non tutto Pianura Padana visto il montagnoso tratto iniziale).

 

Adelchi Riccardo Mantovani, Notturno padano, 1994-rid

“È indubbio vi sia una matrice linguistica che accompagna l’allestimento curato da Camillo Langone – prosegue l’assessore Gulinelli -, questa va cercata in quell’area geografica che porta a termine un grande affresco: ‘il Po e il suo Delta’. Una mostra che parla di umanità, di storia di uomini e di uomini nelle cose. Un evento espositivo che sottolinea l’importanza assoluta dello spazio culturale di un territorio geografico chiamato Padanìa”.
“Pittori fantastici nella Valle del Po” riporta, quindi, Ferrara al centro della produzione artistica, proponendosi di riattivare il tradizionale policentrismo padano oggi sofferente per la fortissima attrazione esercitata da Milano (quando sappiamo che l’arte italiana deve moltissimo a città medie o piccole quali, oltre a Ferrara, Mantova, Parma, Brescia, Cremona). Suscitando attenzione e amore per la pianura dove il Po discende.

Per info: diamanti@comune.fe.it, prenotazioni sulla pagina web https://prenotazionemusei.comune.fe.it/

 

Alessandro Zangara (anche per le fotografie)

Ospiti fuori dal Comune. Banco BPM concede in prestito “Maternità” di Previati alla GAM

Dagli inizi del 2020 i Musei Civici di Verona hanno avviato un ciclo di mostre dossier intitolato Ospiti fuori dal Comune, dedicato a capolavori in prestito da collezioni di istituzioni italiane ed estere che vengono presentati per un lungo periodo nei percorsi espositivi dei musei cittadini. “Creare reti di collaborazione e programmare iniziative condivise tra istituzioni sulla base di contenuti culturali di comune interesse è di vitale importanza per la sostenibilità delle attività dei musei. A maggior ragione lo è oggi, per superare l’emergenza che il nostro Paese sta attraversando” dichiara l’assessore alla Cultura Francesca Briani. “Ospiti fuori dal Comune è un progetto in cui crediamo molto – afferma il Direttore dei Musei Civici Francesca Rossi – perché si concentra di volta in volta rigorosamente sulla scelta di un’opera che rivela legami significativi con temi e contenuti distintivi del ricco patrimonio delle collezioni dei musei veronesi, o con il contesto storico della città e del territorio”. L’ospite d’eccezione, in questa occasione è la monumentale opera di Gaetano Previati “Maternità” proveniente dalla collezione di Banco BPM e concessa generosamente in prestito fino a dicembre del 2021. Contestualizzata nella seconda sala espositiva della collezione storica della Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, appositamente allestita, l’opera consente di creare approfondimenti mirati e di offrire al pubblico la possibilità di vedere un percorso di visita rinnovato. “Ringrazio il Banco BPM per questo grande gesto di generosità verso la città di Verona – ha detto il sindaco Federico Sboarina -. Questo prestito ci permette per un lungo periodo di arricchire il percorso espositivo della nostra Galleria. Un vantaggio per i veronesi che potranno ammirare un capolavoro, ma anche una calamita per i turisti che stanno tornando nella nostra città. In questa di ripresa dopo l’emergenza sanitaria è solo con questa modalità di lavoro di squadra che si raggiungono più facilmente gli obiettivi”. “Il sistema museale comunale è una grande realtà che l’anno scorso ha avuto 1 milione e 700 mila visitatori – ha aggiunto l’assessore alla Cultura Francesca Briani -. Un forte presidio culturale cittadino che quest’anno ha subito il contraccolpo, come nel resto del paese, del lockdown. Nonostante questo, abbiamo fatto l’impossibile e siamo fra le poche città in Italia che con domani apriremo anche tutti gli altri musei. Per questo mi sento di dire che affrontiamo con fiducia la fase della ripresa turistica. Ce lo dimostrano i numeri: nella prima domenica di riapertura l’Arena ha avuto 85 presenze, dopo solo qualche settimana siamo già a quasi 800”. Maternità di Gaetano Previati, esposta per la prima volta a Milano nel 1891 alla Triennale nel Palazzo di Brera, si può definire il dipinto spartiacque fra l’arte dell’Ottocento e Novecento. L’importanza storico-artistica e le rilevanti dimensioni del dipinto ne fanno una delle opere di maggior pregio della collezione d’arte di Banco BPM. Negli anni l’opera è stata infatti richiesta e concessa per progetti espositivi in sedi autorevoli fra cui la National Gallery a Londra, Palazzo Reale a Milano, il Mart di Rovereto, Palazzo dei Diamanti a Ferrara. Il tema della maternità, in un contesto storico e sociale così delicato e particolare come l’attuale, rappresenta un vero simbolo di rinascita. “E’ un grande piacere e un onore poter riportare l’opera del Previati a Verona – dichiara il Presidente di Banco BPM Massimo Tononi – nella prestigiosa sede della Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, dopo il successo della mostra organizzata nella stessa sede nel 2019” (L’amore materno. Alle origini della pittura moderna da Previati a Boccioni). “Banco BPM riserva da sempre una particolare attenzione alla promozione della cultura, anche attraverso la collaborazione con le Istituzioni e gli enti della città, perché riteniamo sia necessario prendere parte alla vita delle nostre comunità anche offrendo al pubblico opere prestigiose che rappresentano un’eccellenza della nostra storia artistica nazionale”.

 

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

Daniel Matrone conclude la rassegna “Organizzando” della IUC

La rassegna “Organizzando” della IUC si conclude martedì 7 luglio 2020 alle 21.00 nella Chiesa Evangelica Luterana di Roma (via Sicilia 70) con un concerto dell’organista Daniel Matrone, intitolato “Omaggio A Roma”, non perché le musiche eseguite contengano espliciti riferimenti alla Città Eterna ma perché l’organista francese vuole manifestare con questo concerto il suo amore per Roma e dare il suo contributo alla ripresa della sua vita musicale. In programma musiche di Johann Sebastian Bach, Camille Saint-Saëns, Alexandre Guilmant e dello stesso Daniel Matrone.

Daniel Matrone, francese nato in Algeria da genitori di origine italiana e parigino di studi, è dal 1999 l’organista titolare della Chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma ed è stato nominato Officier des Arts et des Lettres dal Ministero francese della cultura. È stato invitato in molti dei più importanti festival organistici in Italia e all’estero e numerose sue incisioni hanno ricevuto riconoscimenti prestigiosi, come Choc du Monde de la Musique, Diapason d’or e Diapason d’or du siècle nel 2000.

Apriranno e chiuderanno il concerto due composizioni dello stesso Matrone. La prima è Prélude à la mémoire de Maurice Duruflé, in omaggio a questo grande maestro della scuola organistica francese, scomparso nel 1986, che fu suo maestro di composizione. Il brano finale è la prima esecuzione assoluta della nuova versione di Nobody knows the Trouble I’ve seen, che rievoca il terribile incendio che distrusse il transatlantico francese Normandie nel porto di New York nel 1942.

Matrone eseguirà inoltre due capolavori di Johann Sebastian Bach, il Ricercar a 6 da L’offerta musicale, uno dei suoi ultimi capolavori, esempio supremo dell’arte del contrappunto, e Christ ist erstanden (Cristo è risorto) dall’Orgelbüchlein, elaborazione di un corale luterano per la Pasqua.

Gli altri brani sono invece un omaggio alla grande tradizione organistica francese. Di Camille Saint-Saëns – autore prediletto da Matrone, che su di lui ha curato varie trasmissioni per la televisione francese – si ascolteranno la Mazurka in si minore n. 3 op. 66 (si potrebbe trovare strana una danza scritta per l’organo e in effetti si tratta dell’elaborazione di un pezzo pianistico da parte dello stesso matrone) e il Preludio e Fuga in do maggiore op. 109 n. 3.

Alexandre Guilmant, professore d’organo al Conservatorio di Parigi e organista onorario della cattedrale di Notre-Dame, è considerato il rinnovatore della musica d’organo francese alla fine dell’Ottocento: Matrone eseguirà il suo Scherzo symphonique del 1881.

I posti per il pubblico sono necessariamente ridotti per rispettare il distanziamento sociale e le altre disposizioni per la prevenzione del coronavirus (si ricorda l’obbligo di indossare la mascherina). L’ingresso è gratuito ma è necessaria la prenotazione, telefonando ai n. 06-3610051/2 non oltre le ore 13 di martedì 7 luglio 2020 (è possibile prenotare per un massimo di 4 persone, comunicando i nomi dei partecipanti).

Mauro Mariani (anche per la fotografia)

 

Due importanti inaugurazioni per Beatrice Rana: la ripresa dei concerti dal vivo al Teatro alla Scala e il Festival Internazionale del Balletto e della Musica-Nervi 2020

Durante il lockdown tutti l’hanno intervistata per sapere come stava vivendo la sospensione dei concerti dal vivo, arrivata in un momento in cui la sua agenda era fittissima di date in giro per il mondo. Ora che lo spettacolo e la cultura si stanno lentamente risvegliando dal letargo forzato, Beatrice Rana è tra i musicisti più richiesti per tenere a battesimo la ripresa dell’attività concertistica alla presenza del pubblico. È la conferma del ruolo di primo piano ormai assunto, nel mondo della musica classica, dalla pianista di Copertino, appena ventisettenne, ma già con un curriculum prestigioso: prima italiana a vincere, a soli diciotto anni, il Concorso Internazionale di Montréal, e Premio Gramophone, nel 2017, per l’incisione delle Variazioni Goldberg di Bach.

Il 6 luglio, insieme al violoncellista Mischa Maisky e al baritono Luca Salsi, Beatrice Rana darà il via  al ciclo di quattro concerti con cui il Teatro alla Scala di Milano riaprirà le porte al pubblico dopo la chiusura imposta dall’emergenza sanitaria. Ma non solo: il 17 luglio, insieme al violoncellista Mario Brunello e ad étoiles internazionali, Rana inaugurerà il “Festival Internazionale di Balletto e Musica – Nervi 2020”, prendendo parte da protagonista alla prima assoluta dello spettacolo di musica e danza Duets and Solos.

Il pubblico di Nervi potrà ascoltare la giovane pianista nell’Aria dalle Variazioni Goldberg, in tre Notturni di Chopin, in La Valse di Ravel (inciso nel 2019) e in vari brani per violoncello e pianoforte in duo con Mario Brunello. Un’occasione unica per apprezzare dal vivo, in una cornice suggestiva come quella dei Parchi di Nervi, una delle figure più rilevanti della nuova generazione di pianisti: una interprete alla tastiera dalla tecnica perfetta, il suono cristallino e un’energia ritmica travolgente. Come ha scritto il “Times”, dopo un suo concerto: «Beatrice Rana suona con una seduzione che rapisce e una straordinaria leggerezza di tocco. Una lettura di estrema intelligenza.»

Massimo Pastorelli

 

Serate in musica in riva alla darsena: riparte “Un Fiume di musica”

Dodici concerti in riva al fiume per le serate cittadine del giovedì sera: la rassegna “Un Fiume di Musica” è in programma da stasera, giovedì 2 luglio a domenica 17 settembre 2020 con apertura dei cancelli dalle 20 e inizio dei concerti dalle 21 e possibilità di accogliere con ingresso gratuito fino a 180 persone nei tavoli che si possono prenotare anche online per sedersi ad ascoltare e godere la serata nel tratto di darsena di fronte Palazzo Savonuzzi (retro di via Darsena 57, Ferrara). La manifestazione è curata dalla Scuola di Musica Moderna – Associazione Musicisti di Ferrara con il patrocinio e il sostegno del Comune di Ferrara.

“Quello che presentiamo oggi è un appuntamento importante per la città perché valorizza e tiene insieme tanti aspetti: la musica e i suoi valori, i giovani con la loro passione e tutti i temi legati a Ferrara città d’Acqua che nel prossimo futuro abbiamo in progetto di valorizzare, insieme alla Regione, anche attraverso l’opera di dragaggio e il rilancio della navigazione delle acque come eccellenza insostituibile – ha spiegato il sindaco Alan Fabbri (nella foto) -. Il sostegno a questa manifestazione rientra nel programma di ‘Ferrara Rinasce’ che ha l’obiettivo di valorizzare al massimo tutte le potenzialità della nostra città in questo momento difficile puntando ad un rilancio delle attività e ad una ripresa della socialità in piena sicurezza e nel rispetto delle norme sanitarie”.

Per l’assessore alla cultura Marco Gulinelli “un fattore importante è la valorizzazione del fiume, che è un elemento di identità e di particolare suggestione, che si riallaccia con il filo conduttore della mostra che verrà aperta da venerdì al Pac di corso Porta Mare, a Ferrara, con la mostra dedicata a ‘Pittori fantastici della Valle del Po’, ma che attraverso le evocazioni della musica blues, country e jazz ci fa viaggiare anche lungo quell’altro grande fiume che è il Mississipippi”. A sua volta l’assessore al Turismo Matteo Fornasini ha espresso “soddisfazione per un altro evento che viene riconfermato e che, nonostante le difficoltà, riesce a costruire quel cartellone composito di eventi che stiamo mettendo in campo per quest’estate nell’ambito di ‘Ferrara Rinasce'”. Per prenotare i tavoli ci si può registrare ogni settimana sul sito eventibrite.it o mandare una mail a unfiumedimusica@gmail.com (minimo 3 e massimo 5 persone).
Durante ognuna delle serate musicali del giovedì verrà poi offerta la possibilità di fare un’escursione cittadina serale in battello per vedere la città dalle acque del Po di Volano a bordo della Nena con partenza alle 19 e ritorno alle 20 sulla Darsena e prenotazione obbligatoria (www.lanena.it, cell. 347 7139988).

PROGRAMMA “UN FIUME DI MUSICA 2020”
– Giovedì 2 luglio  KALENDA DO’ SOL (Afro-Mediterraneo)
Flavio Piscopo percussioni & voce, Lele Barbieri batteria, Corrado Calessi tastiere, Andrea Taravelli basso Ambra Bianchi flauto, Stefania Bindini sax

– Giovedì 9 luglio VIVIANA CORRIERI QUARTET (Pop Fusion) Viviana Corrieri voce, Julie Shepherd viola, Lorenzo Pieragnoli chitarra, Massimo Mantovani tastiere

– Giovedì 16 luglio FERRARA BARBERSHOP QUARTET (Genere Popolare Americano a Cappella) Michele Semenza lead, Domenico Urbinati basso, Leonardo Scarpante baritono, Francesco Bighi tenor

– Giovedì 23 luglio QUELLI CHE…(La Milano di Enzo Jannacci) Ricky “Doc” Scandiani voce tastiere & chitarra, Stefano Guarisco batteria, Enrico Trevisani basso, Virna Comini voce, Roberto Baiocchi chitarra, Roberto Poltronieri chitarra, Stefania Bindini sax, Riccardo Baldrati tromba, Maristella Magnani violino

– Giovedì 30 luglio FOUR GRASS (Country – Bluegrass) Marco Scabbia voce & chitarra, Roberto Poltronieri banjo & chitarra, Davide Zabbari basso acustico, Luca Boaretti banjo mandolino & chitarra

– Giovedì 6 agosto D’ALTRO CANTO (Canzoni d’Autore & Standard Jazz) Francesca Marchi voce, Corrado Calessi tastiere, Andrea Taravelli basso, Riccardo Baldrati tromba, Lele Barbieri batteria

– Giovedì 13 agosto GIACOMO ZATTI & QUARTET ” INSIDE” (Stili & Groove Contemporanei) Giacomo Zatti piano & voce, Lorenzo Pieragnoli chitarra, Andrea Taravelli basso, Stefano Guarisco batteria Ambra Bianchi flauto & voce

– Giovedì 20 agosto L’ERA DELL’ACQUARIO (Flower Power Rock) Ambra Bianchi flauto & voce, Ricky Scandiani voce, tastiere & chitarra, Marco Scabbia voce & chitarra Roberto Poltronieri chitarra, Enrico Trevisani basso, Stefano Guarisco batteria

– Giovedì 27 agosto AMBRA BIANCHI MEETS QUARTET (Jazzy Flute Sound) Ambra Bianchi flauto, Nicola Morali tastiere, Enrico Trevisani basso, Stefano Peretto batteria Flavio Piscopo percussioni

 – Giovedì 3 settembre ORGANIC TRIO + Special Guests (Jazz-Blues, Jimmy Smith Sound) Massimo Mantovani tastiere, Roberto Formignani chitarra, Roberto Poltronieri batteria

– Giovedì 10 settembre BLUETIME  (Smooth Jazz) Ambra Bianchi voce & flauto, Nicola Morali tastiere, Enrico Trevisani basso, Stefano Peretto batteria, Roberto Poltronieri chitarra

Giovedì 17 settembre IN JAZZ TIME (Standard Jazz)  Massimo Mantovani tastiere, Lorenzo Pieragnoli chitarra, Lele Barbieri batteria, Andrea Taravelli basso, Federico Benedetti sax

Ingresso gratuito con prenotazione tavoli obbligatoria su App EVENTBRITE ore 20,00 apertura cancelli e  assegnazione tavolo con possibilità di somministrazione bevande; ore 21,00 inizio concerto

Alessandro Zangara (anche per la fotografia)

 

Un riconoscimento a Margot Kapfenberger, ‘Ponte tra Verona e Salisburgo’

Non è solo il gemellaggio ad unire, da quasi cinquant’anni, Verona e Salisburgo. C’è un altro ponte che suggella lo scambio culturale tra le due città, ed ha le sembianze di Margot Kapfenberger.

Nata a Salisburgo ma di adozione veronese, Margot nel corso degli anni si è fatta conoscere ed apprezzare per aver unito ancora di più le due città attraverso la musica. Un impegno concretizzatosi con numerose iniziative e scambi culturali tra cui molti concerti che hanno portato sulle rive dell’Adige i più importanti cori e musicisti austriaci.

Per questa preziosa e instancabile attività, che Kapfenberger ha svolto e continua a svolgere in maniera assolutamente volontaria, l’Amministrazione le ha conferito il riconoscimento di ‘Ambasciatrice Onoraria della musica nell’ambito del gemellaggio tra le città di Verona e Salisburgo’.

A consegnare la pergamena sono stati gli assessori ai Rapporti internazionali Francesca Toffali e alla Cultura Francesca Briani.

“Un ringraziamento per la preziosa attività che Margot ha portato avanti in tutti questi anni – ha detto l’assessore Toffali -, contribuendo a rendere ancora più forte e vivo il legame tra la nostra città e Salisburgo, unite anche e soprattutto dalla musica”.

“Un impegno non solo culturale ma anche civico”, ha aggiunto l’assessore Briani, ricordando l’attività che Margot svolge assiduamente anche con l’associazione Angelo del Bello, impegnata in progetti di volontariato per migliorare il decoro e la bellezza della città di Verona.

“Tra due anni scade il 50esimo anniversario del gemellaggio tra le nostre città – ha detto Kapfenberger -, siamo già al lavoro per organizzare qualcosa di grande e importante, con la musica protagonista. Ringrazio l’amministrazione per questo riconoscimento, tutto quello che faccio viene dal cuore”.

 

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

Il concerto inaugurale di “Classica al tramonto” all’Orto Botanico di Roma

Si inaugura domenica 5 luglio 2020 il festival “Classica al tramonto”, la rassegna di musica da camera organizzata dalla IUC nel Museo Orto Botanico dell’Università “La Sapienza” (Largo Cristina di Svezia n. 24), un luogo segreto e silenzioso della città, a ridosso di Palazzo Corsini alla Lungara. La formula del festival consiste nel presentare alcuni dei migliori solisti e gruppi italiani, giovani ma già affermati. Con un concerto finale speciale dedicato al jazz.

Il primo degli otto appuntamenti, il 5 luglio alle 20.30, è affidato alla pianista Gloria Campaner, al violinista Michele Redaelli e al violoncellista Enrico Saverio Pagano.

Suoneranno di volta in volta in trio, in duo e a solo, proponendo musiche di Haydn, Respighi, Beethoven e Mozart.

Gloria Campaner, veneziana, si è affermata in alcune delle più importanti sale da concerto in Italia e all’estero (Europa, Israele, Giappone, Cina, India, Nord e Sud America, Sud Africa, ecc.) e ha già inciso per EMI e Warner. Nonostante la giovane età, già tiene corsi e masterclass in Italia ed all’estero. Dal 2018 è Direttore Artistico dell’Associazione Musicale “Bellini” (Messina) ed è ‘guest professor’ alla Nelson Mandela University di Port Elizabeth (Sudafrica).

Il ventitreenne Michele Redaelli, lombardo, è violino “di spalla” dell’Orchestra da Camera Canova, con cui ha dato decine di concerti in tutta Italia, e parallelamente svolge attività concertistica indipendente come solista. La particolarità è che i tre musicisti che suoneranno di volta in volta in trio, in duo e a solo, proponendo musiche di Haydn, Mozart, Beethoven e Respighi (un suo poco noto Notturno, particolarmente in tono con l’ambiente e l’ora).

Enrico Saverio Pagano, nato a Roma venticinque anni fa, è violoncellista e direttore d’orchestra. Nel 2014 ha fondato l’Orchestra da Camera Canova, che raduna giovani professionisti suoi coetanei, con cui ha diretto oltre sessanta concerti in Italia. Ha diretto anche all’estero e nel 2016, ad appena ventun’anni, ha debuttato negli USA. Incide per Concerto Classics. In quest’occasione ritorna al violoncello, lo strumento con cui ha iniziato la sua attività musicale.

Il concerto è dedicato principalmente a Haydn, Mozart e Beethoven, i tre grandi della cosiddetta “scuola di Vienna”. In apertura la Sonata in mi minore per violino e pianoforte K 304 di Wolfgang Amadeus Mozart, che la compose a Parigi nel 1778, a ventidue anni, giovane come gli interpreti che la eseguono oggi. Superando per primo i vecchi problemi di equilibrio e di integrazione fra i due strumenti, Mozart risolve ogni problema stilistico e formale, giungendo ad una ricerca espressiva più ricca e screziata, con un Allegro che alterna accentuazioni drammatiche e rassegnata malinconia e un Minuetto elegiaco che già anticipa Schubert.

La conclusione è con il Trio in mi maggiore per violino, violoncello e pianoforte n. 44 del 1797, un capolavoro della piena maturità di Joseph Haydn, la cui arte risplende qui in tutto il suo vigore, soprattutto nel grandioso Allegro iniziale, dal respiro quasi beethoveniano, e nel romantico Allegretto.

Tra Mozart e Haydn s’inseriscono due brani pianistici che evocano atmosfere notturne, dunque perfettamente adatti al luogo e all’ora del concerto. Di Ottorino Respighi il poco noto ma affascinante Notturno (dai 6 pezzi per pianoforte del 1905), in cui prevalgono sonorità sfumate e vaporose, un po’ impressioniste, e di Ludwig van Beethoven la celeberrima Sonata n. 14 in do diesis minore op. 27 n. 2 “Al chiaro di luna”, una delle più famose composizioni pianistiche di ogni tempo: ascoltandola, ci si può abbandonarsi alle sue sognanti e romantiche atmosfere notturne e contemporaneamente stupirsi della novità e audacia dimostrate da un ancor giovane compositore, che già si dimostrava uno dei più grandi geni della musica di ogni tempo.

Saranno rispettati scrupolosamente il distanziamento sociale, l’uso obbligatorio della mascherina e le altre norme le norme sulla prevenzione del corona virus.

È consigliato l’acquisto dei biglietti in prevendita. Potranno essere acquistati online su www.vivaticket.com o telefonando alla IUC ai numeri 06-3610051/2 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17. Se ancora disponibili, i biglietti si potranno acquistare anche la sera stessa a partire dalle ore 19.45 sul luogo del concerto.

Inoltre è necessario munirsi del biglietto del Museo Orto Botanico, acquistabile al botteghino del museo stesso al prezzo di € 4.

 

 

Mauro Mariani (anche per le fotografie)