Nek in concerto sul Listone a Ferrara la sera di venerdì 31 luglio

Venerdì 31 luglio 2020 sarà il cantante Nek con un inedito show a calcare il palcoscenico di piazza Trento Trieste, nel pieno centro storico di Ferrara, con il patrocinio del Comune di Ferrara. “Solo: chitarra e voce” è il titolo del concerto annunciato dal sindaco di Ferrara Alan Fabbri che ha sostenuto e lavorato per realizzare questa serata, in cui Nek sarà da solo con il suo pubblico e il suono delle corde del suo strumento, in una dimensione intima ed essenziale.”Per quest’estate – spiega il sindaco Alan Fabbri – avevamo in programma numerosi eventi  a cui abbiamo dovuto rinunciare a causa del Covid-19. Nonostante l’emergenza sanitaria non ci siamo rassegnati a una città vuota e senza musica, e abbiamo trovato il modo di portare in città lo spettacolo di uno dei grandi artisti del nostro territorio nel rispetto di tutte le regole sanitarie.  Il cantante ha infatti deciso di devolvere il suo cachet ai lavoratori dello spettacolo, che sono tra le categorie più colpite dall’emergenza. Ringrazio quindi Filippo Neviani in arte Nek, e tutti gli organizzatori impegnati in questi giorni nella preparazione dell’evento che seguirà tutte le normative anti-covid portandoci ancora una volta a essere tra i primi in Italia a rimettere in moto la macchina dei concerti”. Quella di Ferrara è una delle poche date speciali scelte – si legge nella nota inviata dall’ufficio stampa di Nek – per provare a lanciare un piccolo messaggio di ripartenza per il settore della musica in difficoltà a cui, anche grazie a questi concerti, arriveranno alcuni sostegni concreti. I compensi dell’artista di queste date verranno infatti devoluti al fondo per i lavoratori dello spettacolo di Music Innovation Hub, un’impresa sociale che ha lo scopo di supportare musicisti e professionisti del settore musicale in questo momento di crisi globale. Saranno disponibili 1800 posti numerati distanziati (Linee Guida Covid-19). Le prevendite saranno disponibili online e nei punti vendita http://www.ticketone.it.
Per info: Ferrara Summer Festival, infoline 320 7871782, email info@ferrarasummerfestival.it, sito web: http://www.ferrarasummerfestival.it

 

Alessandro Zangara

 

Concerto in Villa

Quest’anno, nonostante le difficoltà che stiamo attraversando, gli Amici della Musica del Lago di Garda  hanno trovato la forza di proporre un unico evento “Concerto in Villa”, venerdì 24 luglio 2020  nel suggestivo scenario di Villa Tantini a Oliosi di Castelnuovo del Garda, sarà  un concerto di beneficenza a favore al Telefono Rosa di Verona (www.telefonorosaverona.it). Sarà possibile immergersi nella magica atmosfera delle musiche celtiche con il gruppo Hanrahan, che in lingua gaelica significa “Fuoco alimentato dal vento”, tra Ballate, Arie, Jigs, Reels della tradizione irlandese, scozzese, bretone e galiziana, oltre a pezzi di loro composizione.

Nello spettacolo “Dreaming of Ireland tra musica, poesia e danza”, la musica irlandese incontra le liriche dei poeti Willian Butler Yeats e William Blake e, accompagnati dalla danza, i brani suggestionano e appassionano  per la loro dolcezza o  per la loro energia.

M° Mariabenedetta Pasquali   al flauto traverso e flauti irlandesi

M° Michela Anselmi   all’arpa celtica

Davide Benini   al violino e mandolino irlandese

Fabio Gaspari   alle chitarre

Angelo Milani   al contrabbasso, bodhràn, armonica

Lisangela Perigozzo   al canto

Martina Faedo   ai passi di danza

Inizio concerto ore 21:00. Ingresso € 10. Info: 333 7104114 – 388 3476176

– È consigliata la prenotazione tramite pagamento seguendo

le istruzioni sul sito: www.amicimusicalagodigarda.it dove potrete

scaricare il modulo di AUTOCERTIFICAZIONE e CONSENSO

da consegnare compilato  all’ingresso

– I posti non sono numerati

– Capienza massima 200 posti

– PORTARE LA MASCHERINA

 

Amicimusica (anche per la fotografia)

 

Il Teatro Carlo Felice di Genova primo teatro al mondo ad ottenere la “BIosafety Trust Certification” di RINA

La necessità di contenere il contagio del virus COVID-19 ha cambiato in tutto il mondo le regole di vita sociale. Il settore dello spettacolo dal vivo, la cui essenza stessa coincide con la possibilità degli uomini di riunirsi in un luogo pubblico, ha dunque il dovere di dotarsi di strutture e procedure che, rigorosamente certificate, garantiscano la sicurezza di tutti i dipendenti, gli artisti e gli spettatori.   La Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova, fin dall’inizio dell’emergenza, si è impegnata a pieno in questo senso, intraprendendo un percorso che il 2 luglio 2020 ha portato, primo teatro nel mondo, ad ottenere la “Biosafety Trust Certification” di RINA. Il sistema è applicato alle numerose attività svolte nell’ambito della missione di diffusione della cultura musicale svolte dalla Fondazione presso la prestigiosa sede di Genova. L’impegno della Sovrintendenza e dello staff dedicato al progetto ha portato al coinvolgimento di tutte le figure che operano all’interno del teatro e lo sforzo collegiale ha dato risultati di grande importanza. “Biosafety Trust Certification” è lo schema certificativo dei sistemi di gestione pensato da RINA per prevenire e controllare il propagarsi delle infezioni e per tutelare la salute delle persone nei luoghi di aggregazione. Si tratta di una certificazione volontaria nata con l’obiettivo di infondere fiducia sia al pubblico che ai dipendenti, oltre che ai musicisti e agli artisti.  La cittadinanza potrà godere appieno del suo Teatro, fiduciosa di passare il proprio tempo in un ambiente piacevole, di alto livello artistico e sicuro, non solo dai punti di vista tradizionali, ma anche da quello della prevenzione di possibili infezioni.

“Esprimo grande orgoglio – dichiara il Vicesindaco del Comune di Genova Stefano Balleari – per il fatto che il Teatro Carlo Felice, in tema di sicurezza, parta in anticipo rispetto a tutti gli altri teatri, non solo italiani. Tutto ciò, divenuto di vitale importanza in questa fase di emergenza sanitaria, in base alla quale devono essere salvaguardati sia il pubblico che gli artisti e i dipendenti del Teatro, avviene grazie all’intervento di una grande azienda genovese, Rina, che ha contribuito a rendere Genova più meravigliosa. Un grande in bocca al lupo, dunque, al concerto sinfonico del 10 luglio, il primo che il Teatro Carlo Felice terrà nella sua magnifica sala da quando i teatri hanno chiuso per l’emergenza.”

Claudio Orazi, Sovrintendente del Teatro Carlo Felice, dichiara: “Esprimo grande soddisfazione per il conseguimento della certificazione “Biosafety Trust Certification” cogliendo l’occasione di ringraziare tutti i collaboratori e i dipendenti del Teatro che si sono impegnati con la Società Rina, in tutto il percorso svolto nelle ultime settimane.

Rivolgo un particolare ringraziamento all’Ing. Ugo Salerno per l’immediata disponibilità offerta al Teatro Carlo Felice per il conseguimento di un così importante obiettivo finalizzato a rendere il nostro Teatro un luogo sicuro per tutti i suoi dipendenti, gli artisti ospiti e gli spettatori. Considero questo risultato ad un tempo un significativo punto di arrivo ed un nuovo punto di partenza per impegnarci ancora di più per lo sviluppo artistico, tecnico e di sicurezza del nostro Teatro.

Ugo Salerno, Presidente e AD di RINA, ha commentato: “Nel perseguire la certificazione Biosafety Trust, la Fondazione Carlo Felice non solo ha promosso un gesto di forte responsabilità per proteggere la salute del pubblico, degli artisti e del proprio staff, ma ha lavorato con determinazione per tutelare lo spirito culturale della Comunità. Cultura e creatività, che in momenti difficili possono apparire di fronte ai grandi problemi economici di minore importanza, rappresentano invece il fondamento di una società equa ed evoluta.”

 

Massimo Pastorelli

“Lo so che non sono solo”, nuovo progetto per gli 80enni che vivono da soli

Parte un nuovo progetto che si occupa degli anziani veronesi con più di 80 anni e che vivono da soli, cittadini che normalmente non vengono seguiti dai Servizi sociali ma che, soprattutto d’estate, rischiano di soffrire di solitudine e di non riuscire a risolvere piccoli o grandi problemi.

Si chiama ‘Lo so che non sono solo’ l’iniziativa sperimentale avviata dall’Amministrazione per l’estate 2020, un servizio che non solo contrasta la solitudine e l’isolamento sociale ma che è anche un aiuto materiale per le necessità quotidiane di chi vive da solo. Attraverso la creazione di questa nuova rete, che si colloca accanto alle risposte tradizionali (assistenza domiciliare, servizi residenziali, etc.) si raggiunge una fascia di popolazione esposta a rischi. L’obiettivo prioritario è contrastare gli effetti negativi di eventi critici e trovare nuove energie per tornare a vivere in relazione con gli altri, superando insieme questa difficile fase di emergenza sanitaria legata alle restrizioni del Covid-19.

Nel Comune di Verona, i nuclei familiari composti da una persona con un’età uguale o superiore a 80 anni sono 10.147 di cui solo 1451 sono già conosciuti dai Servizi Sociali. Rimangono pertanto 8696 cittadini con età minima di 80 anni che vivono soli, molti dei quali necessitano sicuramente di attenzioni per affrontare meglio la quotidianità o risolvere problematiche di vario genere, dalla spesa alle medicine, a quelle di natura sanitaria.

A questi cittadini nei prossimi giorni verrà inviata una lettera che spiega il progetto e come vi possono aderire. Di fatto, gli operatori del Servizio di Assistenza Domiciliare del Comune di Verona effettueranno un costante monitoraggio tramite telefonate periodiche agli anziani che richiederanno il servizio. Per mantenere la relazione con il territorio di appartenenza, gli operatori sociali saranno individuati uno per ogni Centro Sociale Territoriale, distribuiti su tutto il territorio comunale.

I cittadini che desiderano aderire all’iniziativa o avere maggiori informazioni, possono farlo telefonando al numero verde gratuito dello Sportello Sì del Comune di Verona (800085570) o chiamando le segreterie dei Centri Sociali Territoriali.

In ciascuno dei Centri Territoriali ci sarà quindi un operatore sociale dedicato esclusivamente a questo nuovo servizio di assistenza agli anziani. Nei prossimi giorni, inoltre, sarà in distribuzione come tutti gli anni il consueto opuscolo ‘Estate Anziani’, in cui sono riportati tutti i servizi, gli interventi e le informazioni utili durante il periodo estivo. L’edizione 2020 del libretto riserva inoltre un capitolo alle regole di comportamento predisposte dall’Istituto Superiore di Sanità per proteggerci dal Covid-19, con consigli per una corretta igiene delle mani, per come comportarsi nei luoghi fuori da casa, per chi si prende cura degli anziani.

Le novità sono state presentate dal sindaco Federico Sboarina nel punto stampa in streaming.

“Gli anziani devono pensare che non sono soli, c’è il Comune che sta la loro fianco – ha detto il sindaco -. Questo nuovo servizio è una bella novità piena di solidarietà, non a caso voluta e progettata dall’assessore Stefano Bertacco. L’obiettivo è raggiungere gli oltre 8 mila anziani con più di 80 anni che vivono da soli e che non sono seguito dai Servizi sociali. Molti di loro avranno sicuramente una rete familiare su cui contare, ma sono certo che per altri, magari meno in salute, avere un appoggio o un punto di riferimento sarebbe un sollievo non da poco. Parliamo di una fetta importante della popolazione, che deve sapere che c’è chi pensa a loro non solo idealmente, ma anche concretamente nei fatti. Con una parola, una telefonata, ma anche con piccole azioni per semplificare e rendere più piacevole la quotidianità. In pratica ogni circoscrizione ha un operatore sociale domiciliare dedicato proprio agli anziani, presente in ciascuno dei Centri Territoriali del Comune. Stiamo inoltre lavorando per dotare queste strutture di riferimento anche di educatori, persone formate per rispondere ai diversi bisogni in ambito educativo. I nostri anziani sono forse le persone che più hanno risentito gli effetti della pandemia, l’attenzione nei loro confronti è stata massima nel periodo dell’emergenza ma vogliamo continuare ad essere presenti mettendo in campo tutte le risorse a disposizione. È un progetto pilota, fortemente voluto dall’assessore Stefano Bertacco e che io porto avanti con la stessa determinazione”.

 

Roberto Bolis

La storia della Disco Music

Il Covid non ha fermato la voglia di Disco, ma l’ha raddoppiata, specialmente nella lettura!  La storia della Disco Music di Andrea Angeli Bufalini e Giovanni Savastano, edito da Hoepli, a pochi mesi dall’uscita è ora già alla sua prima ristampa.

Numerosissime, infatti, sono state le richieste per quello che è il primo volume italiano che narra in prospettiva socio-culturale la storia di un genere musicale – melting pot sonoro, sociale e culturale  – che da movimento underground si è evoluto in carismatico trend-setter di massa. Dalle originarie discothèques di Parigi alle radici afro, R&B, soul e funk, fino alle contaminazioni con l’elettronica, il rock e il jazz, il saggio riserva uno spazio anche alla prima Italo Disco, in cinquecento pagine ricche di racconti, aneddoti e citazioni.

Con la prefazione di Gloria Gaynor e l’introduzione di Amii Stewart, due regine dell’epoca d’oro, e le postfazioni di Mario Biondi e Ivan Cattaneo, il libro rappresenta una vera e propria guida per orientarsi tra correnti, superstar, icone e “meteore” della Disco Music, senza dimenticare il ruolo dei DJ, dei personaggi più oscuri e il contributo fondamentale all’evoluzione della musica moderna. Con un approccio poliedrico, il saggio, oltre ad avere il focus sulla musica da dancefloor anni ‘70, genere rivoluzionario mai passato di moda, tratta ampiamente anche la realtà sociale, politica e culturale di quegli anni, sia in Italia che nel mondo. La disco come fenomeno di aggregazione tra razze, sessi e ceti, contro pregiudizi, razzismo e omofobia. In pista, ognuno poteva essere se stesso.

Basta scorrere una qualsiasi classifica di quarant’anni fa per trovare canzoni diventate leggendarie non solo sul dancefloor, ma anche negli annali della musica pop: da Hot Stuff di Donna Summer a I Will Survive di Gloria Gaynor, da Good Times degli Chic a Knock On Wood di Amii Stewart, fino allo storico duetto di Donna Summer e Barbra Streisand, No More Tears (Enough Is Enough).

“La Disco Music resterà per sempre impressa nel DNA della musica” – affermano gli autori. “Neanche quando, a tre mesi di distanza dall’apice del suo successo, nel 1979, ebbe luogo la “Disco Demolition Night”, la più vergognosa e violenta crociata contro il genere, che vide bruciare a Chicago migliaia di dischi, si riuscì a “ucciderla”. Quell’atto lasciò trasparire l’intolleranza, il razzismo e l’omofobia di un gruppo di fanatici sostenuti da una frangia dell’industria discografica”.

Elisabetta Castiglioni

Bridge Film Festival 2020

Mentre il mondo dello spettacolo vive un periodo difficile, di cauta ripresa, il Bridge Film Festival torna coraggiosamente per il settimo anno consecutivo con performance e documentari d’avanguardia. L’evento, che pure si svolge all’aperto, ha luogo in misura ridotta e seguendo tutte le norme distanziamento sociale, per garantire la sicurezza degli spettatori e dello staff. Dal 9 all’11 luglio, il meraviglioso specchio d’acqua dell’antica dogana di fiume ai Filippini si animerà nuovamente grazie all’instancabile lavoro di Diplomart e Canoa Club con il patrocinio del comune di Verona.

La settima edizione si intitola “Homeland” ed è un inno ai giovanissimi, alla cosiddetta “generazione Z”. Sono i successori dei Millenials, figli del terzo millennio, i nati dopo il 1997 e primi “nativi digitali”. Sono cresciuti tra smartphone, tablet e touchscreen, che hanno approcciato spontaneamente senza dover leggere le istruzioni. I loro guru sono gli influencers e gli youtubers, intrecciano relazioni e si informano nuotando nell’immensità della rete, per loro più rassicurante e protettiva di una realtà che potrebbe portare delusioni emotive e psicologiche.

Ma è così dappertutto nel mondo?

Quest’edizione del Bridge Film Festival cerca spunti di riflessione sul tema, attraverso il mezzo che gli è proprio, e cioè documentari e cortometraggi in arrivo da luoghi del mondo poco battuti sul grande schermo.

«Dopo il grande caso di Greta Thunberg» spiega Ginevra Gadioli di Diplomart «secondo noi era importante andare a scoprire chi sono i nuovi giovani, questa generazione di ragazzi che ha tanto a cuore il nostro pianeta e che ci ha fatto aprire gli occhi su molte cose. Abbiamo visto in loro un coraggio che forse noi non avevamo: personalmente a quell’età non vedevo l’ora di andarmene dal mio paese, invece nella generazione Z si nota, soprattutto in Occidente, il desiderio di custodire e proteggere la propria terra, più da un punto di vista naturalistico che nazionalistico… per questo “Homeland”. Ovviamente Greta è un caso unico, perciò abbiamo voluto esplorare anche le dinamiche esistenti altrove».

Giovedì 9 luglio alle ore 21 apre il cortometraggio No_Connection, realizzato durante un workshop della scorsa edizione con un gruppo di bambini e ragazzi. Segue Ma-La-Femmena, corto del laboratorio “Verona fuori le mura” su come la nostra società guarda al femminile. Infine, il documentario, prodotto in Germania e girato a Berlino, Searching Eva di Pia Hellenthal. Il film, vietato ai minori di 13 anni e presentato alla Berlinale 2019, racconta di una giovane donna, che a 14 anni ha deciso di rendere la sua crescita uno spettacolo sul web, sfidando il concetto di privacy e molte delle convenzioni sull’essere donna. La serata è in collaborazione con il Circolo del Cinema.

Venerdì 10 luglio, sempre a partire dalle 21, si susseguono due lungometraggi. Prima Immortal di Ksenia Okhapkina, la quale ha raggiunto le estremità della Federazione Russa per filmare le attività ricreative giovanili, dai balli tradizionali alle manifestazioni patriottiche, che fungono da preludio al servizio militare. Attraverso la sua fine ricerca visiva, la regista di San Pietroburgo indaga i meccanismi per cui le persone diventano volontariamente risorse per lo Stato. Segue Dive. Rituals in Water di Hanna Björk Valsdottir, Elin Hansdottir e Anna Run Tryggvadottir, tre registe islandesi che hanno rivolto la loro attenzione verso una classe di nuoto non convenzionale. La piscina dell’istruttore Snorri Magnusson fra le montagne innevate è un santuario unico dove i neonati, insieme ai loro genitori, imparano a esplorare il loro mondo sensoriale.

La serata finale di sabato 11 luglio, come da tradizione, è dedicata ai cortometraggi. Gli undici lavori, selezionati con l’aiuto di ZaLab, Ennesimo Film Festival e Film Festival della Lessinia, attraversano vari paesi europei, dalla Svezia all’Irlanda, fino agli Stati Uniti, e si muovono fra animazione, finzione e documentario.

Come di consueto, il pubblico sarà chiamato a votare il film preferito, e la votazione del pubblico sarà affiancata da quella di una giuria di esperti, composta da: Alessandro Anderloni, direttore artistico del Film Festival della Lessinia; Alberto Scandola, professore di cinema all’Università di Verona; Prisca Ravazzin, psicologa e psicoterapeuta; Roberto Bechis, presidente del Circolo del Cinema.

«La programmazione di quest’anno vede la quasi totale assenza delle attività extra che hanno sempre caratterizzato il Bridge Film Festival» continua Gadioli. «Abbiamo sempre avuto workshop, installazioni artistiche, attività, concerti: insomma, un programma molto ricco. Quest’anno invece abbiamo deciso di concentrarci sui film». Qualche attività di contorno comunque non manca: la rituale discesa in gommone con partenza da San Fermo inaugura come di consueto il festival; le performance di danza a cura di Lya.ko Project precedono ogni sera le proiezioni; il concerto dei Fontanablu, sabato a orario aperitivo, segna l’ultima giornata della manifestazione.

«Nonostante i pochi mezzi, nonostante le difficoltà date dal momento storico, abbiamo deciso di fare comunque il Bridge Film Festival» commenta l’organizzatrice. «Seppure in piccolo e con le ovvie restrizioni di sicurezza, per noi fare il festival significa mandare un messaggio ai soci, affermare che la cultura non si ferma. Sperando che da cosa nasca cosa».

L’evento, infatti, segue tutte le norme anti-covid. Le sedute sono state ridotte in modo da rispettare un metro per un metro di distanza. Gli spettatori saranno tenuti a indossare la mascherina fino al raggiungimento del proprio posto. Un addetto dello staff misurerà la temperatura all’ingresso e vi saranno distributori di gel disinfettante in molti punti della dogana. Inoltre, come ogni anno, l’accesso è consentito ai soci Diplomart e chi è iscritto già Circolo del Cinema, Università di Verona e Accademia di Belle Arti, Canoa Club o Adige Rafting Verona godrà di uno sconto.

«Inoltre quest’anno il Bridge Film Festival è anche un evento di raccolta fondi per il Canoa Club, che negli ultimi mesi non si è mai fermato per concludere dei lavori strutturali importanti. Da anni, insieme all’associazione di Luigi Spellini, crediamo nella riqualificazione di questo bellissimo luogo, e per il nostro piccolo vogliamo dargli una mano» conclude Ginevra Gadioli.

Si invita chi voglia partecipare a pre-tesserarsi online sul sito web di Diplomart: http://www.diplomart.org.

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

 

 

 

I Fiati del Teatro Carlo Felice in concerto al Porto Antico

Il ritorno alla musica dal vivo, dopo la sospensione di ogni manifestazione pubblica a causa dell’emergenza sanitaria, segna a Genova un’altra tappa importante con il concerto dei Fiati del Teatro Carlo Felice, giovedì 9 luglio, alle ore 21:15, al Porto Antico – Piazza delle Feste.  L’ensemble, formato da legni (flauti, oboi, clarinetti e fagotti), ottoni (trombe e corni) e timpani eseguirà tre adattamenti di celebri brani per orchestra e una pagina originale: la Sinfonia da Tancredi di Gioachino Rossini (trascrizione per fiati e timpani), la Pavane pour une infante défunte di Maurice Ravel (trascrizione per fiati), il Notturno per fiati di Felix Mendelssohn-Bartholdy e la Sinfonia n. 1 in Do maggiore, op. 36 di Ludwig van Beethoven (trascrizione per fiati e timpani). Tre capolavori, in una inconsueta e affascinante veste timbrica, e una partitura che nel 1824 il quindicenne Mendelssohn, in soggiorno a Bad Doberan sul Baltico, compose per la locale orchestra di fiati.

Ingresso intero: 8 €; ridotto: 5 €.    

 

Massimo Pastorelli

Ennio Morricone nel ricordo fotografico di Rolando Giambelli

La Vita è bella perché talvolta, se si è fortunati, capita di incontrare, parlare e fotografare  persone fantastiche come Ennio Morricone che ha composto fra le più belle musiche di tutti i tempi …  Io lo incontrai a Venezia alla Mostra del Cinema e lo fotografai nel  2007 durante un concerto al Teatro Grande di Brescia, sul palcoscenico… vicino a lui…

Così ti voglio ricordare, per sempre!…

Grazie Ennio!

 

 

 

 

 

 

Life Is Beautiful because sometimes, if you are lucky, it happens to meet, talk and photograph fantastic people like Ennio Morricone who composed among the most beautiful music of all time …  I met him in Venice at the Film Festival and photographed him in 2007 during a concert at the Teatro Grande in Brescia, on the stage… next to him…
So we will remember you forever!…
Thank you Ennio!

Rolando Giambelli

 

Forum Music Village ricorda il fondatore Ennio Morricone

Ennio Morricone registra in sala A il film “La sconosciuta” (2006) ©Archivio Forum Music Village

Nel 1970 il Maestro Ennio Morricone fondava insieme ad altri tre illustri compositori, Luis Bacalov, Piero Piccioni ed Armando Trovajoli, gli studi Orthoponic, sotto la Basilica di Piazza Euclide, a Roma. Con loro anche gli storici fonici della RCA, Sergio Marcotulli e Pino Mastroianni. La lungimirante intuizione fu del manager Enrico De Melis, primo editore italiano per la musica da film, che insieme ad essi costituì la società di quello che di lì a poco diventerà il primo tempio della colonna sonora italiana, poi rilevato da Emma e Franco Patrignani e oggi chiamato “Forum Music Village”. E a costruirlo, internazionalizzarlo e farlo vivere e respirare tutt’ora, a mezzo secolo di distanza, è stato soprattutto il meticoloso lavoro di un artista, campione di scacchi musicali quel è stato Ennio Morricone, che nella sua “casa Madre”, insieme ai suoi affezionati orchestrali e solisti, ha registrato le più intramontabili melodie della storia del cinema. Nel ricordo della sua festa per il novantesimo compleanno, celebrata proprio alla Forum, e nel triste giorno della sua scomparsa, gli studi vogliono rendergli un doveroso tributo ricordandolo proprio con la dedica che il Maestro lasciò, scritta a mano, nei corridoi:

“Dovrei dire lo studio di registrazione Forum Music Village è la “Madre” di tutti noi compositori del Cinema, dei Dischi e della Musica Registrata. Dico “Madre” perché è lo studio che si è sempre preoccupato di aggiornare le proprie attrezzature per aiutare noi compositori del Cinema e del Disco a fare meglio.
Si lavora con dei tecnici di grande livello, con la gentilezza di tutto il personale che collabora totalmente. Potrei dire di più entrando nei particolari anche minimi, ma forse non è utile. Utile è sapere che al Forum Music Village si vive tutti per la Musica e per la passione del suono.”

 

Elisabetta Castiglioni (anche per la fotografia)

Tante pietre a ricordare. Cordoglio a Genova per la scomparsa di Ennio Morricone

Tante pietre a ricordare: questo il titolo del brano per orchestra, coro e voce bianca che il Maestro Ennio Morricone ha composto, in memoria delle vittime del crollo del Ponte Morandi, per il concerto che l’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova terrà la sera prima dell’inaugurazione del nuovo ponte progettato da Renzo Piano. Un brano inedito, scritto appositamente, che Morricone aveva accettato con entusiasmo e grande senso civile di comporre su richiesta del Sovrintendente del Teatro Carlo Felice Claudio Orazi e del Sindaco del Comune di Genova Marco Bucci. La composizione, della durata di 4 minuti, estremamente evocativa e commovente, è l’ultima partitura completata dal Maestro, scomparso poche ore fa.

Il Sindaco del Comune di Genova, Marco Bucci, dichiara: “Con la scomparsa del Maestro Ennio Morricone se ne va un pezzo importante della storia della musica mondiale. Le sue colonne sonore hanno fatto epoca, accompagnando le immagini di centinaia di film e le vite di tutti noi. Il suo straordinario talento musicale ci ha regalato composizioni di eccezionale bellezza, portando agli onori del mondo il cinema italiano e tutto il Paese. I premi che ha ricevuto in carriera sono la chiara ed evidente dimostrazione della sua formidabile produzione musicale. Ma la migliore testimonianza del suo lavoro è l’ascolto quotidiano che milioni di persone in tutto il mondo hanno fatto, fanno e faranno in futuro dei suoi capolavori: sono opere d’arte che il passare del tempo non potrà mai scalfire. Ho avuto il piacere e l’onore di potermi confrontare con lui direttamente, perché il Maestro ha voluto regalare alla città un brano dal titolo: Tante pietre a ricordare, dedicato alle vittime del Ponte Morandi, composizione che verrà eseguita dall’Orchestra e dal Coro del Teatro Carlo Felice la sera prima dell’inaugurazione del nuovo ponte. A nome mio e di tutti i genovesi, esprimo alla famiglia Morricone le più sentite condoglianze per la perdita del Maestro, simbolo della musica italiana nel mondo.”

”Una notizia che mi rattrista molto – commenta l’assessore alle Politiche Culturali per il Comune di Genova Barbara Grosso – la scomparsa del Maestro Ennio Morricone, straordinario musicista e autore delle più belle colonne sonore del cinema italiano, ci lascia un po’ più soli. La memoria del Maestro vivrà nella sua musica e rimarrà nel cuore dei genovesi ogni volta che ascolteranno il brano Tante pietre a ricordare, da lui composto in occasione dell’inaugurazione del nuovo ponte.”

“Il nostro Paese – dichiara il Sovrintendente del Teatro Carlo Felice di Genova Claudio Orazi – piange  la scomparsa di un grande compositore e di un uomo di cultura che con stile e rigore ha illustrato il genio italico nel mondo, facendo sognare, sorridere e commuovere intere generazioni. La generosità con cui accolse, qualche mese fa, la proposta del Teatro Carlo Felice di Genova e del Comune di Genova a comporre un brano per l’inaugurazione del nuovo ponte è la migliore testimonianza di quale grande uomo egli fosse, impegnandosi subito nella nuova composizione,  dal titolo Tante pietre a ricordare, per orchestra, coro e voce bianca, interessandosi di ogni particolare fino all’ascolto personale di ogni voce del Coro delle Voci Bianche del Teatro. Un segno, questo, che fino all’ultimo il Maestro Morricone ha dimostrato con semplicità di associare alla grandezza dell’artista una costante ed ammirabile umiltà.”

 

Massimo Pastorelli