Bridge Film Festival 2020

Mentre il mondo dello spettacolo vive un periodo difficile, di cauta ripresa, il Bridge Film Festival torna coraggiosamente per il settimo anno consecutivo con performance e documentari d’avanguardia. L’evento, che pure si svolge all’aperto, ha luogo in misura ridotta e seguendo tutte le norme distanziamento sociale, per garantire la sicurezza degli spettatori e dello staff. Dal 9 all’11 luglio, il meraviglioso specchio d’acqua dell’antica dogana di fiume ai Filippini si animerà nuovamente grazie all’instancabile lavoro di Diplomart e Canoa Club con il patrocinio del comune di Verona.

La settima edizione si intitola “Homeland” ed è un inno ai giovanissimi, alla cosiddetta “generazione Z”. Sono i successori dei Millenials, figli del terzo millennio, i nati dopo il 1997 e primi “nativi digitali”. Sono cresciuti tra smartphone, tablet e touchscreen, che hanno approcciato spontaneamente senza dover leggere le istruzioni. I loro guru sono gli influencers e gli youtubers, intrecciano relazioni e si informano nuotando nell’immensità della rete, per loro più rassicurante e protettiva di una realtà che potrebbe portare delusioni emotive e psicologiche.

Ma è così dappertutto nel mondo?

Quest’edizione del Bridge Film Festival cerca spunti di riflessione sul tema, attraverso il mezzo che gli è proprio, e cioè documentari e cortometraggi in arrivo da luoghi del mondo poco battuti sul grande schermo.

«Dopo il grande caso di Greta Thunberg» spiega Ginevra Gadioli di Diplomart «secondo noi era importante andare a scoprire chi sono i nuovi giovani, questa generazione di ragazzi che ha tanto a cuore il nostro pianeta e che ci ha fatto aprire gli occhi su molte cose. Abbiamo visto in loro un coraggio che forse noi non avevamo: personalmente a quell’età non vedevo l’ora di andarmene dal mio paese, invece nella generazione Z si nota, soprattutto in Occidente, il desiderio di custodire e proteggere la propria terra, più da un punto di vista naturalistico che nazionalistico… per questo “Homeland”. Ovviamente Greta è un caso unico, perciò abbiamo voluto esplorare anche le dinamiche esistenti altrove».

Giovedì 9 luglio alle ore 21 apre il cortometraggio No_Connection, realizzato durante un workshop della scorsa edizione con un gruppo di bambini e ragazzi. Segue Ma-La-Femmena, corto del laboratorio “Verona fuori le mura” su come la nostra società guarda al femminile. Infine, il documentario, prodotto in Germania e girato a Berlino, Searching Eva di Pia Hellenthal. Il film, vietato ai minori di 13 anni e presentato alla Berlinale 2019, racconta di una giovane donna, che a 14 anni ha deciso di rendere la sua crescita uno spettacolo sul web, sfidando il concetto di privacy e molte delle convenzioni sull’essere donna. La serata è in collaborazione con il Circolo del Cinema.

Venerdì 10 luglio, sempre a partire dalle 21, si susseguono due lungometraggi. Prima Immortal di Ksenia Okhapkina, la quale ha raggiunto le estremità della Federazione Russa per filmare le attività ricreative giovanili, dai balli tradizionali alle manifestazioni patriottiche, che fungono da preludio al servizio militare. Attraverso la sua fine ricerca visiva, la regista di San Pietroburgo indaga i meccanismi per cui le persone diventano volontariamente risorse per lo Stato. Segue Dive. Rituals in Water di Hanna Björk Valsdottir, Elin Hansdottir e Anna Run Tryggvadottir, tre registe islandesi che hanno rivolto la loro attenzione verso una classe di nuoto non convenzionale. La piscina dell’istruttore Snorri Magnusson fra le montagne innevate è un santuario unico dove i neonati, insieme ai loro genitori, imparano a esplorare il loro mondo sensoriale.

La serata finale di sabato 11 luglio, come da tradizione, è dedicata ai cortometraggi. Gli undici lavori, selezionati con l’aiuto di ZaLab, Ennesimo Film Festival e Film Festival della Lessinia, attraversano vari paesi europei, dalla Svezia all’Irlanda, fino agli Stati Uniti, e si muovono fra animazione, finzione e documentario.

Come di consueto, il pubblico sarà chiamato a votare il film preferito, e la votazione del pubblico sarà affiancata da quella di una giuria di esperti, composta da: Alessandro Anderloni, direttore artistico del Film Festival della Lessinia; Alberto Scandola, professore di cinema all’Università di Verona; Prisca Ravazzin, psicologa e psicoterapeuta; Roberto Bechis, presidente del Circolo del Cinema.

«La programmazione di quest’anno vede la quasi totale assenza delle attività extra che hanno sempre caratterizzato il Bridge Film Festival» continua Gadioli. «Abbiamo sempre avuto workshop, installazioni artistiche, attività, concerti: insomma, un programma molto ricco. Quest’anno invece abbiamo deciso di concentrarci sui film». Qualche attività di contorno comunque non manca: la rituale discesa in gommone con partenza da San Fermo inaugura come di consueto il festival; le performance di danza a cura di Lya.ko Project precedono ogni sera le proiezioni; il concerto dei Fontanablu, sabato a orario aperitivo, segna l’ultima giornata della manifestazione.

«Nonostante i pochi mezzi, nonostante le difficoltà date dal momento storico, abbiamo deciso di fare comunque il Bridge Film Festival» commenta l’organizzatrice. «Seppure in piccolo e con le ovvie restrizioni di sicurezza, per noi fare il festival significa mandare un messaggio ai soci, affermare che la cultura non si ferma. Sperando che da cosa nasca cosa».

L’evento, infatti, segue tutte le norme anti-covid. Le sedute sono state ridotte in modo da rispettare un metro per un metro di distanza. Gli spettatori saranno tenuti a indossare la mascherina fino al raggiungimento del proprio posto. Un addetto dello staff misurerà la temperatura all’ingresso e vi saranno distributori di gel disinfettante in molti punti della dogana. Inoltre, come ogni anno, l’accesso è consentito ai soci Diplomart e chi è iscritto già Circolo del Cinema, Università di Verona e Accademia di Belle Arti, Canoa Club o Adige Rafting Verona godrà di uno sconto.

«Inoltre quest’anno il Bridge Film Festival è anche un evento di raccolta fondi per il Canoa Club, che negli ultimi mesi non si è mai fermato per concludere dei lavori strutturali importanti. Da anni, insieme all’associazione di Luigi Spellini, crediamo nella riqualificazione di questo bellissimo luogo, e per il nostro piccolo vogliamo dargli una mano» conclude Ginevra Gadioli.

Si invita chi voglia partecipare a pre-tesserarsi online sul sito web di Diplomart: http://www.diplomart.org.

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

 

 

 

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