Il concerto inaugurale di “Classica al tramonto” all’Orto Botanico di Roma

Si inaugura domenica 5 luglio 2020 il festival “Classica al tramonto”, la rassegna di musica da camera organizzata dalla IUC nel Museo Orto Botanico dell’Università “La Sapienza” (Largo Cristina di Svezia n. 24), un luogo segreto e silenzioso della città, a ridosso di Palazzo Corsini alla Lungara. La formula del festival consiste nel presentare alcuni dei migliori solisti e gruppi italiani, giovani ma già affermati. Con un concerto finale speciale dedicato al jazz.

Il primo degli otto appuntamenti, il 5 luglio alle 20.30, è affidato alla pianista Gloria Campaner, al violinista Michele Redaelli e al violoncellista Enrico Saverio Pagano.

Suoneranno di volta in volta in trio, in duo e a solo, proponendo musiche di Haydn, Respighi, Beethoven e Mozart.

Gloria Campaner, veneziana, si è affermata in alcune delle più importanti sale da concerto in Italia e all’estero (Europa, Israele, Giappone, Cina, India, Nord e Sud America, Sud Africa, ecc.) e ha già inciso per EMI e Warner. Nonostante la giovane età, già tiene corsi e masterclass in Italia ed all’estero. Dal 2018 è Direttore Artistico dell’Associazione Musicale “Bellini” (Messina) ed è ‘guest professor’ alla Nelson Mandela University di Port Elizabeth (Sudafrica).

Il ventitreenne Michele Redaelli, lombardo, è violino “di spalla” dell’Orchestra da Camera Canova, con cui ha dato decine di concerti in tutta Italia, e parallelamente svolge attività concertistica indipendente come solista. La particolarità è che i tre musicisti che suoneranno di volta in volta in trio, in duo e a solo, proponendo musiche di Haydn, Mozart, Beethoven e Respighi (un suo poco noto Notturno, particolarmente in tono con l’ambiente e l’ora).

Enrico Saverio Pagano, nato a Roma venticinque anni fa, è violoncellista e direttore d’orchestra. Nel 2014 ha fondato l’Orchestra da Camera Canova, che raduna giovani professionisti suoi coetanei, con cui ha diretto oltre sessanta concerti in Italia. Ha diretto anche all’estero e nel 2016, ad appena ventun’anni, ha debuttato negli USA. Incide per Concerto Classics. In quest’occasione ritorna al violoncello, lo strumento con cui ha iniziato la sua attività musicale.

Il concerto è dedicato principalmente a Haydn, Mozart e Beethoven, i tre grandi della cosiddetta “scuola di Vienna”. In apertura la Sonata in mi minore per violino e pianoforte K 304 di Wolfgang Amadeus Mozart, che la compose a Parigi nel 1778, a ventidue anni, giovane come gli interpreti che la eseguono oggi. Superando per primo i vecchi problemi di equilibrio e di integrazione fra i due strumenti, Mozart risolve ogni problema stilistico e formale, giungendo ad una ricerca espressiva più ricca e screziata, con un Allegro che alterna accentuazioni drammatiche e rassegnata malinconia e un Minuetto elegiaco che già anticipa Schubert.

La conclusione è con il Trio in mi maggiore per violino, violoncello e pianoforte n. 44 del 1797, un capolavoro della piena maturità di Joseph Haydn, la cui arte risplende qui in tutto il suo vigore, soprattutto nel grandioso Allegro iniziale, dal respiro quasi beethoveniano, e nel romantico Allegretto.

Tra Mozart e Haydn s’inseriscono due brani pianistici che evocano atmosfere notturne, dunque perfettamente adatti al luogo e all’ora del concerto. Di Ottorino Respighi il poco noto ma affascinante Notturno (dai 6 pezzi per pianoforte del 1905), in cui prevalgono sonorità sfumate e vaporose, un po’ impressioniste, e di Ludwig van Beethoven la celeberrima Sonata n. 14 in do diesis minore op. 27 n. 2 “Al chiaro di luna”, una delle più famose composizioni pianistiche di ogni tempo: ascoltandola, ci si può abbandonarsi alle sue sognanti e romantiche atmosfere notturne e contemporaneamente stupirsi della novità e audacia dimostrate da un ancor giovane compositore, che già si dimostrava uno dei più grandi geni della musica di ogni tempo.

Saranno rispettati scrupolosamente il distanziamento sociale, l’uso obbligatorio della mascherina e le altre norme le norme sulla prevenzione del corona virus.

È consigliato l’acquisto dei biglietti in prevendita. Potranno essere acquistati online su www.vivaticket.com o telefonando alla IUC ai numeri 06-3610051/2 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17. Se ancora disponibili, i biglietti si potranno acquistare anche la sera stessa a partire dalle ore 19.45 sul luogo del concerto.

Inoltre è necessario munirsi del biglietto del Museo Orto Botanico, acquistabile al botteghino del museo stesso al prezzo di € 4.

 

 

Mauro Mariani (anche per le fotografie)

 

“Classica al tramonto” della IUC a luglio nella magica cornice dell’Orto botanico di Roma

Inizia il 5 luglio l’edizione 2020 del festival Classica al tramonto, la rassegna di musica da camera che la IUC organizza ogni estate negli spazi verdi di Roma. La sede dei concerti sarà particolarmente suggestiva, il Museo Orto Botanico dell’Università “La Sapienza” (Largo Cristina di Svezia, 23a), un luogo segreto e silenzioso a ridosso di Palazzo Corsini alla Lungara. Non è cambiata invece la formula del festival, che consiste nel presentare alcuni dei migliori solisti e gruppi italiani, giovani ma già affermati. E un finale speciale col jazz.

Il primo degli otto appuntamenti è domenica 5 luglio alle 20.30 con Gloria Campaner, che si è affermata in alcune delle più importanti sale da concerto in Italia e all’estero (Europa, Israele, Giappone, Cina, India, Nord e Sud America, Sud Africa) e ha già inciso per EMI e Warner. Insieme a lei saranno il violino di Michele Redaelli e il violoncello di Enrico Saverio Pagano, rispettivamente “spalla” e direttore artistico dell’Orchestra da Camera Canova. La particolarità è che i tre musicisti suoneranno di volta in volta in trio, in duo e a solo, proponendo musiche di Haydn, Mozart, Beethoven e Respighi (un suo poco noto Notturno, particolarmente in tono con l’ambiente e l’ora).

Caravaggio Piano Quartet

Venerdì 10 luglio alle 20.30 la pianista Beatrice Cori – appena ventitreenne ma già vincitrice di vari concorsi nazionali e internazionali, tra cui il Paris International Music Competition – suona Chopin, Liszt e Debussy. Si prosegue con il Caravaggio Piano Quartet: alcuni sere si susseguono infatti due diversi interpreti. Formato da tre giovani italiani e uno spagnolo, questo quartetto ha vinto l’anno scorso il Premio Farulli nell’ambito del Premio Abbiati, assegnato dalla critica musicale italiana al miglior gruppo giovanile da camera: in programma Beethoven e Fauré.

Martedì 14 luglio alle 20.30 sono di scena la pianista Sofia Adinolfi (Premio Nazionale delle Arti per la sezione di Musica da Camera) con musiche di Bach e Beethoven e poi il Trio Enea, un gruppo giovanissimo, nato in seno all’Avos Chamber Music Project e già avviato ad una brillante carriera: suonerà il Trio op. 100 di Schubert.

Venerdì 17 luglio alle 20.30 il pianista Alessandro Simoni suona Chopin, Liszt e Stravinskij. Nella seconda parte si potranno ascoltare un Trio di Rachmaninov e un Quartetto di Schumann nell’esecuzione della violinista Mirei Yamada, del violista Luca Sanzò, della violoncellista Lara Biancalana e dei pianisti Andrea Di Marzio e Antonino Fiumara: un gruppo formato da maestri e allievi dell’Avos Chamber Music Project. Merita una segnalazione particolare la giovanissima violoncellista, che nel 2018 ha vinto a soli quattordici anni una borsa di studio per la Yehudi Menuhin School.

Conclusione giovedì 23 luglio alle 20.30 con il jazz. Il titolo “Le Cinque Voci” si riferisce ai cinque interpreti – Ada Montellanico e Ialsax Quartet – che presenteranno musiche di Monk, Corea, Konitz, Nunzi, Girotto e Pascoal. La Montellanico è cantante tra le più originali e raffinate della scena jazz italiana ed ha collaborato con artisti di fama internazionale come Jimmy Cobb, Lee Konitz, Paul McCandless, Enrico Pieranunzi ed Enrico Rava, con grande successo di critica e di pubblico. Con lei suona lo Ialsax Quartet, fondato nel 1991 da Gianni Oddi, che per molti anni è stato 1° Sax Alto dell’Orchestra della RAI di Roma e poi della PMJO.

Naturalmente saranno scrupolosamente osservate le norme sulla prevenzione del corona virus, in particolare il distanziamento sociale e l’uso della mascherina.

È consigliato l’acquisto dei biglietti in prevendita. Potranno essere acquistati on line su www.vivaticket.it o telefonando alla IUC ai numeri 06-3610051/2 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17. Se ancora disponibili I biglietti si potranno acquistare anche la sera del concerto dalle ore 19.45 all’entrato dell’Orto Botanico.

È inoltre necessario munirsi del biglietto del Museo Orto Botanico, acquistabile al prezzo di € 4 direttamente al botteghino del museo.

 

Mauro Mariani (anche per la fotografia)

“Classica al tramonto” con Orlando, Savinelli e Muller

 

Alessandro Muller

Un nuovo appuntamento con “Classica al tramonto”, la serie di concerti organizzata dalla IUC nell’ambito di Parterre, che ha avuto un tale successo di pubblico da esigere una prosecuzione. Un concerto straordinario si svolgerà dunque martedì 4 settembre alle 20.30 nell’ampio spazio verde di via Antonino di San Giuliano (zona Farnesina, Roma). Ne sarà protagonista il Trio dei Solisti Aquilani, che presenterà due capolavori di Beethoven e Schubert. Prima del concerto, a partire dalle 18.00, si potrà prendere un piacevole aperitivo nel verde. I biglietti per il concerto sono acquistabili al prezzo di 7 euro (interi) e 5 e 2 euro (ridotti) direttamente in loco la sera del concerto a partire dalle 18.30.

Riccardo Savinelli

Questo trio è formato da Daniele Orlando, Riccardo Savinelli e Alessandro Muller, rispettivamente primo violino, prima viola e primo violoncello dei Solisti Aquilani, la celebre orchestra da camera che quest’anno compie cinquanta anni di attività e ha da tempo conquistato un solido prestigio internazionale. È proprio l’esperienza comune nei Solisti Aquilani ad aver portato i tre a formare questo gruppo, con il quale vogliono raggiungere l’essenza e la purezza del suono dello strumento ad arco e riscoprire il repertorio poco valorizzato per trio d’archi, come le due opere di Beethoven e Schubert da loro eseguite in questa occasione.

Il Trio in mi bemolle maggiore op. 3 è un capolavoro giovanile di Ludwig van Beethoven, che lo compose nel 1792, a ventidue anni, ma lo modificò radicalmente nel 1796. Non è un caso che abbia sei movimenti come il Trio K. 563 di Mozart, pubblicato proprio nel 1792. Se da una parte guarda a Mozart, dall’altra anticipa il Beethoven della maturità: infatti è notevole la somiglianza del tema di quattro note dell’Andante, ripetuto insistentemente durante tutto il movimento, con il famosissimo inizio della Quinta Sinfonia. Anche il Trio in si bemolle maggiore D 471 di Franz Schubert è un’opera giovanile, scritta ad appena diciannove anni, quando il precocissimo compositore viennese aveva già al suo attivo vari capolavori. Come altre opere di Schubert è rimasto incompiuto, infatti solo il primo movimento fu portato a termine, mentre del secondo non restano che poche battute.

 

Mauro Mariani (anche per le foto)

 

Classica al tramonto a Roma

Con Roma New Brass inizia Classica al tramonto, la nuova rassegna concertistica estiva curata dalla IUC presso Parterre, un ampio spazio verde in via Antonino di San Giuliano, zona Farnesina: un luogo eclettico dove si incontrano musica dal vivo, teatro, cinema e spazi per il relax.

Saranno quattro appuntamenti musicali, che si svolgeranno ogni martedì dal 3 al 24 luglio: i concerti avranno inizio alle 20.30. I biglietti per sono acquistabili al prezzo di 7 euro (interi) e 5 e 2 euro (ridotti) direttamente in loco la sera del concerto a partire dalle 18.30.

A partire dalle 18.00 si potrà prendere un piacevole aperitivo nel verde. Le serate proseguiranno con uno spettacolo teatrale a cura di Arte2o Eventi.

Roma New Brass darà il via a Classica al tramonto con la Fanfara di Così parlò Zarathustra, il famoso poema sinfonico di Richard Strauss, che tutti conoscono perché Stanley Kubrick lo usò all’inizio di 2001 Odissea nello spazio, che è diventata una delle più celebri scene di tutta la storia del cinema, grazie anche alla colonna sonora. Seguono grandi classici arrangiati per questo gruppo di ottoni e percussioni: Johann Sebastian Bach con la Fuga in sol minore, Ludwig van Beethoven con il primo movimento della Sinfonia n. 5 (un altro attacco famosissimo, perfino più di quello di Così parlò Zarathustra: sono le quattro note con cui Radio Londra apriva le sue trasmissioni destinate ai paesi occupati dai nazifascisti) e Gioachino Rossini con l’ouverture del Barbiere di Siviglia. E per concludere due popolarissimi brani del Novecento, anch’essi noti anche grazie al cinema, alla televisione e alla radio. Uno è “Oh Fortuna”, che è in un certo senso la sigla dei Carmina Burana di Carl Orff, che iniziano e finiscono con questo brano, usato innumerevoli volte come colonna sonora per film di ambientazione medioevale. L’altro è una selezione di West Side Story, il musical di Leonard Bernstein che ebbe enorme successo a Broadway e divenne poi anche un film: è anche un omaggio al grande direttore e compositore americano in occasione dei cento anni dalla nascita.

Roma New Brass è un nuovo ensemble d’ottoni, nella classica formazione del quintetto con in più l’aggiunta delle percussioni, nato dal desiderio dei fondatori di creare una formazione di qualità per approfondire e sperimentare il repertorio e divertirsi facendo musica insieme. È formato da Domenico Agostini (tromba e trombino), Davide Gattafoni (tromba e flicorno), Gianmarco Lombardozzi (trombone e euphonium), Stefano Berluti (corno), Simone Lanzi (tuba) e Matteo Rossi (percussioni)

I biglietti per il concerto sono acquistabili al prezzo di 7 euro (interi) e 5 e 2 euro (ridotti) direttamente in loco la sera del concerto a partire dalle 18.30.

Questo il programma completo di “Classica al tramonto”:

Martedì 3 luglio 2018 

Roma News Brass

Strauss Fanfare da Also sprach Zarathustra        

Rossini Ouverture da Il Barbiere di Siviglia

Bach Fuga in sol minore

Beethoven 1° movimento della Sinfonia n. 5

Orff  “Oh Fortuna” da Carmina Burana

Bernstein Suite da West Side Story 

Martedì 10 luglio 2018

Quartetto Eos

W.A. Mozart      Quartetto in Re KV575

  1. Webern         Langsamer Satz

L.v. Beethoven  Quartetto op. 18 n. 4

Martedì 17 luglio 2018

Luca Sanzò viola

Maurizio Paciariello pianoforte

Nino Rota                Intermezzo

Robert Schumann   Adagio e allegro op. 70

Robert Schumann  Märchenbilder op. 113

Franz Schubert        Sonata in la minore “Arpeggione”

Martedì 24 luglio2018 

Pietro Roffi fisarmonica

Alessandro Stella pianoforte

¡TuttoTango!

Astor Piazzolla: Oblivion, Las cuatro estaciones porteñas (Primavera, Verano, Otoño, Invierno), Ave Maria, Violentango, Vuelvo al sur, Jeanne y Paul, Adiós Nonino, Café 1930, Libertango

 

Mauro Mariani (anche per la foto)