Dal nulla al sogno. Dada e Surrealismo dalla Collezione del Museo Boijmans Van Beuningen

La mostra Dal nulla al sogno. Dada e Surrealismo dalla Collezione del Museo Boijmans Van Beuningen si tiene alla Fondazione Ferrero ad Alba fino al 25 febbraio 2019. Curata dal professor Marco Vallora, la mostra si articola seguendo una logica espositiva che riflette le suggestioni surrealiste nel modo in cui le opere sono presentate. L’esposizione si suddivide in nove sezioni, all’interno delle quali si susseguono opere di grande pregio e dal forte impatto. Le opere coesistono in un dialogo ora armonico, ora contrastante, seguendo una progressione prevalentemente tematica e prestando un’attenzione particolare alla cronologia degli eventi. I capolavori esposti riflettono alcune delle problematiche e dei temi che contribuiscono a segnare i confini tra la poetica nichilista del movimento Dada e quella più propositiva tipica del Surrealismo: il caso, la bruttezza estetica, il sogno, l’inconscio, la relazione con l’arte antica, il legame tra arte e ideologia.
In occasione della mostra, questo autunno, molti dei capolavori del Museo Boijmans Van Beuningen saranno trasferiti alla Fondazione Ferrero. La maggior parte delle opere sarà esposta in Italia per la prima volta in assoluto. Come spiega il curatore, Marco Vallora: «In un’esposizione profondamente ragionata ed articolata, la Fondazione presenta una nuova mostra internazionale in occasione del suo appuntamento biennale con la grande arte. Questa mostra unica nel suo genere si distinguerà da quelle precedenti, in quanto includerà anche libri, poesie e riviste, tutti legati ai due movimenti, unitamente a opere pittoriche e scultoree innovative e spesso rivoluzionarie, altamente evocative e di grande rilevanza storica».
Grazie alle opere concesse in prestito dal Museo Boijmans Van Beuningen, saranno esposte tre versioni diverse delle Boîtes (“scatole”) di Marcel Duchamp (La boîte verte, La boîte-en-valise, À l’infinitif). A partire dagli anni ‘30 del Novecento Duchamp cessò di essere un artista, diventando all’apparenza un semplice giocatore di scacchi e, in queste scatole, egli ripose tutta la sua scandalosa oeuvre, mosso dall’intento polemico e sarcastico di distruggere l’idea di genio artistico, rimpiazzando la pomposa esposizione museale con una semplice valigetta, pronta a seguire il suo nomadismo costituzionale e la sua caustica, corrosiva ironia.
Attraverso la parola shock “nulla”, il titolo della mostra mira a sorprendere e affascinare, ma anche a perseguire uno dei capisaldi più radicali del programma dadaista. Non solo basato sul caso e sul rifiuto del concetto di artista onnipotente e maestro padrone della sua opera, il Dadaismo segue altresì le regole dell’azzardo e del gioco, e in particolare, protende verso la negazione dell’arte stessa, il rigetto della bellezza da museo, e con i suoi ready-made, verso il rifiuto dell’arte decorativa e rassicurante. Al contrario, l’opera d’arte, che ormai non è quasi più né un’opera né arte, deve suscitare sentimenti d’inquietudine, turbamento e in particolare, insinuare dubbi nello spettatore. L’esposizione include inoltre Man Ray, Arp e un’eccentrica e provocativa tela del dandy spagnolo naturalizzato parigino, Francis Picabia.
Spostandosi verso il Surrealismo e il suo mondo onirico, troviamo i disegni preparatori e uno straordinario dipinto di Salvador Dalí ispirato al libro di Raymond Rousell New Impressions of Africa. Un’altra importantissima opera è costituita dai Chants de Maldoror del Comte de Lautréamont, illustrati sia da Dalí sia da Magritte. Man Ray nell’opera L’enigme d’Isidore Ducasse, nascose una macchina da cucire Singer sotto la coperta di un’asse da stiro, forse un omaggio a Winnaretta Singer, grande mecenate del movimento

e delle pellicole in mostra, ma certamente anche un tributo alla famosa massima di Lautréamont: «Bello come l’incontro fortuito su un tavolo di dissezione di una macchina da cucire e di un ombrello».
La parte della mostra dedicata ai Sogni simboleggia una sorta di nuovo inizio dopo l’annichilimento e il rifiuto radicale dell’arte perpetrato dai dadaisti. Per questo motivo, la parola “sogno” significa qui libertà, spensieratezza, ma anche introspezione e penetrazione dell’inconscio. Tutto ciò si riflette nei dipinti di scenari sommersi di Yves Tanguy, nelle creazioni visionarie di Victor Brauner, nelle bambole sadomasochistiche di Hans Bellmer, nelle fotografie di Claude Cahun, e nelle teche di un poeta-artigiano quale Joseph Cornell.
Il Museo BOIJMANS VAN BEUNINGEN
Situato nel cuore di Rotterdam da ben 170 anni, il Museo Boijmans Van Beuningen si distingue da sempre per il suo carattere eclettico. Il museo prende il nome da due importanti collezionisti: Frans Boijmans e Daniël George van Beuningen, i quali hanno contribuito ad arricchire la collezione di molti capolavori.
Bosch, Rembrandt, Van Gogh, Dalí e il design olandese: visitare il Museo Boijmans Van Beuningen significa compiere un viaggio nella storia dell’arte. I capolavori, sia di provenienza olandese che estera, offrono una panoramica completa sull’arte dall’Alto Medioevo sino ai giorni nostri. Capolavori di Monet, Mondrian, Magritte e molti altri ancora offrono uno spaccato sullo sviluppo dell’Impressionismo e del Modernismo. Il museo vanta una delle più vaste collezioni al mondo di arte surrealista ed un’eccellente collezione di Pop Art britannica e americana, che include opere di David Hockney, Andy Warhol e Claes Oldenburg. Inoltre, il museo ospita anche una sezione dedicata alle arti decorative e al design: dalle ceramiche medievali al vetro rinascimentale, dai mobili di Gerrit Rietveld fino al design contemporaneo olandese.
Al momento, il museo sta accrescendo la propria superficie espositiva attraverso la costruzione di un deposito di alto profilo: nel 2021, sarà infatti inaugurata la nuova dimora che andrà ad ospitare la collezione del museo – attualmente composta da 151.000 opere – e che sorgerà a fianco del museo principale. L’edificio, progettato dallo studio di architettura olandese MVRDV, sarà il primo deposito ad essere interamente aperto al pubblico – un primato mondiale del quale andiamo particolarmente fieri.
Museo Boijmans Van Beuningen, il Surrealismo nei Paesi Bassi
Il Museo Boijmans Van Beuningen vanta una vastissima collezione di arte surrealista, i cui primi dipinti Au seuil de la liberté (Sulla soglia della libertà) di Magritte e Le couple di Max Ernst, sono stati acquisiti nel 1966. Mentre gli altri musei olandesi si concentravano sul freddo modernismo nordeuropeo, il Museo Boijmans Van Beuningen ha rivolto la sua attenzione agli sviluppi in atto nelle città meridionali, quali Bruxelles, Parigi e Madrid. Il museo ha organizzato mostre delle opere di Man Ray e René Magritte e, nel 1970, a Rotterdam si è tenuta la prima retrospettiva europea dedicata a Salvador Dalí.
La collezione surrealista comprende adesso oltre 125 dipinti e sculture e una collezione di libri e pubblicazioni rare, e richiama a sé gli amanti dell’arte di tutto il mondo. Svariate delle opere iconiche parte di questa collezione erano originariamente proprietà del collezionista britannico Edward James, il quale fu per diversi anni il patrono di Dalì e di Magritte. Lo ritroviamo ritratto nel celebre dipinto La reproduction interdite, che sarà esibito come parte della mostra.
Dal nulla al sogno
Dada e Surrealismo dalla Collezione del Museo Boijmans Van Beuningen
Fondazione Ferrero, Strada di mezzo, 44-12051 Alba (Cuneo) Italia
Fino al 25 febbraio 2019. Orari di apertura: lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì 15:00 – 19:00. Sabato e domenica: 10:00-19:00.Chiuso il martedì
e 24-25-31 dicembre 2018, 1 gennaio 2019.
Ingresso libero

Stefania Bertelli

Secondo A.I. legislazione antistupro inadatta in molti Paesi europei

Un rapporto di Amnesty International ha rivelato che le leggi della maggior parte degli stati europei non riconoscono che un rapporto sessuale privo di consenso sia uno stupro. Si tratta di legislazioni inadeguate che, insieme alla pericolosa cultura della colpevolizzazione della vittima, perpetuano l’impunità in tutta Europa. Amnesty International ha esaminato le leggi sullo stupro in 31 stati europei scoprendo che solo in otto casi la definizione di stupro contempla il mancato consenso. Nella vasta maggioranza dei casi lo stupro è riconosciuto tale solo in presenza di violenza fisica, minaccia o coercizione.

“Sebbene movimenti come #MeToo abbiano ispirato molte donne a raccontare le loro esperienze, rimane la triste constatazione che in Europa lo stupro è ampiamente sotto-denunciato a causa del continuo timore di non essere credute, mentre spesso coloro che si rivolgono alla giustizia vengono tradite da leggi antiquate e dannose e comportamenti sprezzanti da parte delle autorità giudiziarie”, ha dichiarato Anna Błuś, ricercatrice di Amnesty International sull’Europa occidentale e sui diritti delle donne.

“Le leggi hanno il potere di rafforzare la giustizia e influenzare i comportamenti. Ma un sondaggio dopo l’altro mostra che le persone ancora pensano che se la vittima è ubriaca, indossa abiti succinti o non si ribella fisicamente, allora non si tratta di stupro. E invece un rapporto sessuale senza consenso è uno stupro, punto e basta. Fino a quando i governi non adegueranno le loro leggi a questa elementare realtà, gli stupratori continueranno a rimanere impuniti”, ha aggiunto Anna Błuś.

Secondo l’ultimo sondaggio dell’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali, una donna su 20 in Europa è stata stuprata a partire dall’età di 15 anni: nove milioni. Nonostante questi dati scioccanti, pochi stati europei considerano seriamente questo reato nelle leggi, come invece dovrebbe essere. Dei 31 stati su cui si è basata la ricerca di Amnesty International solo Belgio, Cipro, Germania, Irlanda, Islanda, Lussemburgo, Regno Unito e Svezia definiscono lo stupro come un rapporto sessuale privo di consenso. La Svezia ha modificato la legge solo negli ultimi mesi, a seguito di una campagna durata anni di Amnesty International e altre organizzazioni per i diritti umani. Gli altri stati monitorati da Amnesty International sono Austria, Bulgaria, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Malta, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svizzera e Ungheria.

In tutti questi stati la definizione legale di stupro prevede la violenza fisica, la minaccia di usare la forza, la coercizione o l’incapacità della vittima di difendersi. Quel che è peggio, alcuni stati considerano il rapporto sessuale senza consenso un reato distinto e meno grave, lasciando così intendere alla gente che il “vero stupro” si verifica solo quando c’è violenza fisica. Ad esempio, in Croazia la “relazione sessuale senza consenso” comporta una pena massima di cinque anni di carcere, la metà di quella prevista per lo stupro. In alcuni stati le leggi sullo stupro e la violenza sessuale sono ancora concepite in termini riferiti all’onore o alla morale, come a dire che la società ha il diritto di controllare il corpo delle donne. A Malta, i reati sessuali sono inseriti tra quelli che “colpiscono il buon andamento delle famiglie”.

Definizioni di stupro basate sull’assenza del consenso e riforme legislative non sono certo la soluzione definitiva per affrontare e prevenire questo reato così tanto diffuso ma possono costituire un significativo punto di partenza.

Ogni persona, a prescindere dal suo genere, può essere vittima di uno stupro ma si tratta di un reato che colpisce in modo sproporzionato le donne e le ragazze. Come chiarisce il rapporto di Amnesty International, le donne che si rivolgono alla giustizia non sono ostacolate solo da leggi antiquate: spesso subiscono pregiudizi, colpevolizzazioni, stereotipi negativi e sovente proprio da quei funzionari che dovrebbero dare loro sostegno e indagare e punire i reati di violenza sessuale.

Nell’ultimo anno, in molti stati le donne si sono unite per protestare in occasione di casi di stupro che hanno raggiunto le cronache nazionali e per chiedere migliore protezione da parte dei loro governi.

Questo è avvenuto ad aprile in Spagna, dopo che cinque uomini accusati dello stupro di gruppo di una donna sono stati giudicati colpevoli del reato meno grave di abuso sessuale, proprio grazie a una legislazione antiquata e nonostante il tribunale avesse rilevato che non c’era stato consenso. In Irlanda molte donne hanno postato immagini dei loro indumenti intimi su Twitter unitamente all’hashtag #ThisIsNotConsent per esprimere solidarietà nei confronti di una ragazza di 17 anni il cui tanga era stato esibito in tribunale dalla difesa di colui che l’aveva stuprata e che poi è stato assolto dal reato di stupro. I prossimi stati a cambiare legislazione potrebbero essere Spagna, Portogallo e la Danimarca, i cui governi hanno affermato pubblicamente di essere aperti alla discussione sulle modifiche alla definizione legale di stupro. “Lo stupro è una grave violazione dei diritti umani che dovrebbe essere sempre riconosciuta a live llo legislativo come un reato grave”, ha sottolineato Anna Błuś.

“Modificando le leggi e ponendo fine alla colpevolizzazione delle vittime e agli stereotipi di genere nei procedimenti giudiziari, i governi europei potranno assicurare che la prossima generazione di donne non debba mai domandarsi se la colpa dello stupro sia stata sua e non debba mai dubitare che i responsabili verranno puniti. Soprattutto, potranno garantire alle donne maggiore protezione dallo stupro”, ha concluso Anna Błuś.

 

Amnesty International Italia

 

Ricco programma di eventi in Marmolada

 

La Regina delle Dolomiti è pronta a dare il via alla stagione invernale 2018/2019 con un ricco programma di eventi. Nonostante l’apertura degli impianti di risalita sia stata posticipata al 12 dicembre, neve permettendo, già a partire dal weekend dell’Immacolata la Marmolada offrirà ai suoi ospiti numerose proposte coinvolgenti per scoprire l’arte e la cultura della Val Pettorina.
Quello delle festività natalizie è sicuramente il periodo più suggestivo per visitare i caratteristici paesini ai piedi della Marmolada: Rocca Pietore, a cui il Touring Club Italiano ha recentemente assegnato la Bandiera Arancione, marchio di qualità turistico-ambientale che certifica le località che non solo godono di un patrimonio storico, culturale e ambientale di pregio, ma sanno offrire anche un’accoglienza di qualità, e Sottoguda, uno dei Borghi più Belli d’Italia dove il tempo sembra essersi fermato e, camminando tra gli antichi tabiè, gli stretti vicoli e le botteghe artigiane del centro, si può respirare un’atmosfera davvero magica.

Ecco gli appuntamenti da non perdere:

DAL 6 DICEMBRE 2018 AL 6 GENNAIO 2019 EL CIANTON DE NADEL

Percorso alla scoperta della creatività degli abitanti del Comune di Rocca Pietore nell’elaborare addobbi in tema natalizio all’esterno delle proprie abitazioni. Mappa e volantino presso l’ufficio turistico di Sottoguda.
DAL 12 DICEMBRE 2018 AL 7 APRILE 2019 VISITE GUIDATE AL MUSEO MARMOLADA GRANDE GUERRA 3000 M

Torna anche per l’inverno 2018 l’appuntamento con le visite guidate gratuite al Museo Marmolada Grande Guerra 3000 m, facilmente raggiungibile in funivia da Malga Ciapela. Obbligatoria la prenotazione al 334 6794461.
Per maggiori informazioni: Funivie Marmolada

15 DICEMBRE 2018 CONCERTO DI NATALE

Speciale esibizione del Coro Femminile Col di Lana insieme al Coro Val Biois presso la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Maddalena a Rocca Pietore. Inizio alle ore 20:45. Il ricavato dell’iniziativa sarà devoluto alle associazioni di volontariato del Comune di Rocca Pietore.

Per maggiori informazioni: Consorzio Turistico Marmolada

DAL 23 AL 30 DICEMBRE 2018 NATALE NEI FIENILI

Esposizione e vendita di prodotti tipici in una location a dir poco originale che vi farà respirare appieno l’atmosfera natalizia: i tipici fienili di Sottoguda – uno dei Borghi più Belli d’Italia.

Per maggiori informazioni: Consorzio Turistico Marmolada

 

ATC (anche per la foto)

Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica 2018 Giancarlo Dosi VI edizione

Si svolgerà giovedi 13 dicembre all’Aula Convegni del CNR di Roma la finale della sesta edizione del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica – Giancarlo Dosi, iniziativa che vede ogni anno la partecipazione di oltre 400 autori, tra ricercatori, docenti, giornalisti, studiosi e autori italiani o stranieri, con l’obiettivo di contribuire a rafforzare gli interessi su libro e lettura in Italia nell’ambito di una efficace divulgazione scientifica. Un progetto che mira ad affermare la centralità dell’informazione per il progresso della società e a favorire nei giovani l’interesse per la cultura scientifica, contribuendo a creare una conoscenza diffusa dell’innovazione e del sapere.

Dopo il lungo lavoro delle giurie, che hanno selezionato quest’estate in ciascuna area scientifica le opere (circa 700 tra libri, articoli e video nella presente edizione) da avviare alla fase finale del Premio, il Comitato Scientifico ha individuato gli autori dei Libri che si contenderanno i riconoscimenti in palio e che saranno votati in real Time, attraverso un sistema elettronico di televoter, da una giuria di sala composta da 150 persone, presieduta da Giorgio De Rita (Segretario Generale Censis), che decreterà dapprima i vincitori delle diverse aree e poi il vincitore assoluto del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica.

Nel corso della manifestazione, che sarà condotta dal giornalista RAI Guido Barlozzetti,  gli autori delle 15 opere in gara si affronteranno di volta in volta di fronte al pubblico per conquistare il primo posto in classifica nella propria area e aspirare al titolo più alto in palio.  Novità di questa edizione è anche la possibilità, per gli autori degli Articoli e dei Video (new entry), di lanciare un ultimo appello al voto della propria opera nell’ambito della sezione relativa.

Durante la cerimonia sarà consegnato il Premio Giancarlo Dosi per la Divulgazione Scientifica 2018 alla virologa e ricercatrice Ilaria Capua, autrice del recente libro  “Io, trafficante di Virus” (Rizzoli, 2017), per il suo impegno nella divulgazione scientifica. Il riconoscimento, alla sua seconda edizione e indetto dopo la prematura scomparsa del fon-datore, è dedicato agli autori che hanno dato un contributo fondamentale nell’informazione e diffusione scientifica in Italia, a prescindere dal libro sottoposto al Premio (la prima edizione dello scorso anno fu assegnato a Samantha Cristoforetti e Stefano Sandrelli).

Il Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica è organizzato dall’Associazione Italiana del Libro con il contributo di BPER Banca e dell’AIRI (Associazione Italiana per la Ricerca Industriale). Hanno concesso il loro patrocinio il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l’UNINETTUNO (International Telematic University). Le fasi finali saranno seguite dalle attività editoriali web e social di Rai Cultura Scienza e Rai Cultura Scuola in qualità di media partner della manifestazione.

I finalisti dell’edizione 2018
LIBRI
Sezione A – Scienze matematiche, fisiche e naturali
Carlo Nitsch, Guido Trombetti
Anche le cicale sanno contare, Salerno Editrice, 2018
Alberto Credi Le macchine molecolari, 1088press, 2018
Piero Martin, Alessandra Viola
Trash. Tutto quello che dovreste sapere sui rifiuti, Codice Edizioni, 2017
Sezione B – Scienze della vita e della salute
Ernesto Di Mauro
Epigenetica il DNA che impara, Asterios, 2017
Pier Luigi Lopalco
Informati e vaccinati. Cosa sono, come funzionano e quanto sono sicuri i vaccini, Carocci, 2018
Stefano Farioli Vecchioli con Elisabetta Muritti
Un cervello sempre giovane, Sperling & Kupfer, 2018
Sezione C – Scienze dell’Ingegneria e dell’Architettura
Tommaso Empler
ICT per il Cultural Heritage, Dei Srl – Tipografia del Genio Civile, 2018
Armando Martin
Industria 4.0, sfide e opportunità per il Made in Italy, Editoriale Delfino, 2018
Armando Guidoni
Verso il Robot sapiens, Edizioni Controluce, 2018
Sezione D – Scienze dell’uomo, storiche e letterarie
Francesco Cavalli-Sforza
L’inganno delle religioni, Codice Edizioni, 2017
Alberto Rizzuti
Musica sull’acqua. Fiumi sonori, mari in tempesta, fontane magiche da Händel a Stravinskij, Carocci, 2017
Leonardo G. Luccone
Questione di virgole. Punteggiare rapido e accorto, Laterza, 2018
Sezione E – Scienze giuridiche, economiche e sociali
Andrea Levico
Come Votiamo (e perché), Araba Fenice, 2018
Alberto Grandi
Denominazione di Origine Inventata, Mondadori, 2018
Roberto Defez
Scoperta. Come la ricerca scientifica può aiutare a cambiare l’Italia, Codice Edizioni, 2018
ARTICOLI
Giuliano Aluffi
Che bei tipi quegli esseri sinistri, Il Venerdì di Repubblica, 2017
Sergio Musazzi
Il peso dell’aria, Emmeciquadro, 2017
Franco Bagnoli
Un esempio di teoria dei giochi: i venditori di gelato, Sapere, 2018
VIDEO
Ruggero Rollini
Come funziona la caffettiera? La chimica della moka, 2018
Cristina Rosazza
Come impariamo a leggere? Il cervello poliglotta, 2017
Assunta Croce
Il cancro è una malattia del DNA, 2017

 

 

Elisabetta Castiglioni

Il deposito librario di Verona salvaguardato come bene comune

Il deposito librario di Verona

Un deposito librario di 5 piani con 800 mila opere da preservare. Palazzo Nervi si rifà gli impianti, per un miglioramento strutturale antisismico e l’adeguamento antincendio. Quasi un milione e mezzo di euro stanziati per salvaguardare il patrimonio della Biblioteca Civica di Verona.

Volumi, ma anche piccoli tesori cartografici, custoditi nella sezione chiusa al pubblico. Da un grande cassetto emergono anche una mappa del mondo del geografo veneziano Giovanni Leardo, datata 1442 e quindi antecedente la scoperta dell’America, e una piantina del lago di Garda dei primi anni del ‘300, in piena epoca dantesca.

Mappa del mondo di Leardo

Due le fasi di lavoro. Prima verranno fatti gli interventi antisismici, finanziati dalla Regione Veneto con 491 mila euro, e poi gli impianti e l’antincendio, coperto dal Comune con 1 milione e 100 mila euro, grazie allo sblocco dei 17 milioni di euro dell’avanzo di Amministrazione 2017.

Il primo stralcio di lavori partirà a breve. L’intervento di rafforzamento strutturale antisismico del secondo e quarto piano di Palazzo Nervi prenderà il via a febbraio e durerà circa 4 mesi. L’opera prevede il consolidamento dei pilastri in cemento armato con la cerchiatura in fibre di carbonio.

Approvato in questi giorni, invece, dalla giunta comunale lo stanziamento di 1 milione e 100 mila euro per l’adeguamento degli impianti tecnologici e del sistema antincendio per i 5 piani di Palazzo Nervi. I lavori prevedono il rifacimento dell’impianto elettrico, dell’illuminazione, del sistema di emergenza. Per adeguare il deposito alle norme antincendio, invece, i piani saranno dotati di aerazione forzata e di un sistema di protezione tramite spegnimento automatico a gas inerte.

“Abbiamo dovuto procedere per scaglioni – ha detto Zanotto, assessore all’Edilizia monumentale –, in modo da rendere possibile prima l’esecuzione dei lavori più impattanti, come il rivestimento delle colonne di cemento armato, per poi passare a quelli impiantistici. La prima fase di lavori, infatti, partirà a febbraio, mentre per quanto riguarda il secondo lotto di interventi, procederemo nelle prossime settimane con le procedure di affidamento dell’incarico; contiamo di chiudere la parte progettuale entro il 2019, per poi dare il via nel 2020 ai lavori veri e propri”.

 

Roberto Bolis (anche per le foto)

 

Alberi a Verona tra App e ragazzi

La storia e l’età, lo stato di salute e le caratteristiche. Ora è possibile conoscere tutto delle piante e degli alberi monumentali di piazza Indipendenza grazie all’app sviluppata nell’ambito del Patto di Sussidiarietà, “Il mio capitale verde”. Al progetto aderiscono il Comune, l’università e Amia con un duplice obiettivo: piantare nuovi alberi in luoghi significativi della città e promuovere la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio arboreo già esistente. E se ad inizio anno sono stati piantumati 12 Ginko Biloba negli spazi dell’ex caserma Santa Marta, il progetto di valorizzazione si concretizza oggi con l’impiego dei primi Qr code in uno dei giardini storici della città.
In ciascuna scheda, leggibile sul proprio smartphone, i cittadini potranno trovare la descrizione dell’albero, la sua storia, e un breve resoconto sullo stato di salute, grazie al contributo e alla conoscenza del Settore Giardini. Amia, invece, aggiornerà la scheda con gli interventi e le potature realizzate sulla pianta; mentre l’università, oltre ad aver sviluppato l’app, effettuerà il lavoro di censimento attraverso i propri studenti.

“Abbiamo deciso di partire da piazza Indipendenza – ha spiegato l’assessore ai Giardini Marco Padovani – perché qui ci sono alcuni degli alberi più importanti di Verona. Grazie all’app e a un codice di lettura ottica che è stato posto sul fusto c’è la possibilità di conoscere le caratteristiche della pianta, mettendo a disposizione dei cittadini il patrimonio di conoscenza di cui il Settore Giardini, Amia e università dispongono. L’obiettivo è quello di allargare progressivamente la mappatura delle piante esistenti in città e dare valore al grande patrimonio naturale e arboreo di cui disponiamo, accrescendo allo stesso tempo l’attenzione verso questa nostra straordinaria ricchezza”.

Si stima che in città ci siano circa 60 mila alberi, di questi 10 mila sono stati censiti e, grazie al Patto di Sussidiarietà e alla collaborazione con gli studenti universitari, si punta ad accrescere il numero di quelli catalogati. Gli studenti coinvolti nel progetto, attraverso l’app, potranno inserire i principali dati botanici che riguardano le caratteristiche della pianta, mentre i cittadini potranno conoscerne le peculiarità semplicemente avvicinando il proprio smartphone al Qr code presente.

“Amia – ha detto il presidente Bruno Tacchella – partecipa al progetto aggiungendo alla scheda i dati dei propri interventi sugli alberi, contribuendo così alla conoscenza e al mantenimento del patrimonio verde cittadino”.

“Grazie al Patto di sussidiarietà – ha confermato Veronica Polin, presidente della Commissione Sostenibilità dell’università – il censimento non viene calato dall’alto, ma è frutto della collaborazione tra le diverse competenze di chi lo realizza”.

Hanno camminato per circa 80 mila km, pari a due volte la circonferenza della Terra. Sono i 7 mila bambini delle elementari che nel mese di ottobre sono andati a scuola a piedi, per migliorare l’ambiente in cui vivono.

Un progetto, “Facciamo strada insieme”, che ha visto, a fianco del Comune di Verona, anche sei comuni della cintura, Negrar, Pescantina, Povegliano Veronese, San Pietro in Cariano, Sommacampagna e Sona, per 49 scuole coinvolte.

Non hanno camminato invano, i piccoli scolari. A premiare il loro impegno, ben 400 alberi, assegnati in base al punteggio complessivo raggiunto. I bambini, infatti, ogni giorno dovevano rilevare la modalità con cui si recavano a scuola, se a piedi, in bici, in autobus o con l’auto. Ovviamente, l’utilizzo dei mezzi di trasporto sostenibili garantiva un punteggio maggiore.

Gli alberi sono donati dal Reparto dei Carabinieri del Centro di Biodiversità di Peri, che con il Comune collabora in diverse iniziative per sensibilizzare i giovani sui temi ambientali. Le piante verranno distribuite ai Comuni che hanno partecipato al progetto, 230 quelle che troveranno casa a Verona, 170 le piante che andranno in provincia.

Il progetto ha permesso anche di fotografare come i bambini arrivano a scuola. Nel mese di ottobre, in città il 47,6%  dei bambini inseriti nel progetto è andato a scuola a piedi, il 49,7% in auto, il 2,7% in scuolabus.

Percentuali più basse invece nei comuni limitrofi, anche in considerazione delle distanze. A Pescantina i bimbi che sono andati a scuola a piedi sono il 28,5%, a Povegliano il 39%, a Negrar il 18%, a San Pietro in Cariano il 28,5%, a Sona il 40% , a Sommacampagna il 41%.

 

Roberto Bolis (anche per la foto)

Concerto Sinfonico Corale a Genova

Venerdì 7 dicembre, alle ore 20.30, al Teatro Carlo Felice, nell’ambito della Stagione “Spin Off”, un concerto Sinfonico Corale con l’Orchestra, Coro e Coro di Voci Bianche del Teatro Carlo Felice.

Sul podio, Andrea Battistoni, Direttore Principale del Teatro Carlo Felice, contemporaneamente impegnato nelladirezione di Aida, opera inaugurale della Stagione Lirica 2018-19, che sarà replicata fino al 16 dicembre.

Il programma, dedicato al Natale, ci condurrà in un suggestivo viaggio musicale che si aprirà con il brano Festival Ouverture dello stesso Battistoni, una prima esecuzione assoluta commissionata dal Teatro Carlo Felice, seguito da una serie di famosissimi braniclassici e natalizi:

White Christmas diIrving Berlin, All I want for Christmas di Walter Afanasieff,The first Noel – Anonimo, Silent night di Franz Xaver Gruber, Jingle bell rock di Joe Beat/JimBoothe, I will follow Him di FranckPourcel, Ouverture 1812 di PëtrIl’ič Čajkovskij, AdesteFideles – Anonimo, Santa Claus is coming to town di J. Fred Coots, Hallelujah di Leonard Cohen, Letitsnowdi Jule Styne, War  is over di John Lennon e l’intramontabile Jingles bells di James Pierpont.

Protagonista, la voce solista di Francess, newyorkchesedi padre Giamaicano e madre Italiana, che ha sempre posto l’arte e la musica al centro della sua vita. I produttori Mauro Isetti ed Egidio Perduca di SonicFactory hanno creduto fin da subito in lei: il team si è concentrato sulla scrittura di brani originali di respiro internazionale, con sonorità pop blues soul, nei quali la calda voce di Francess si unisce al “sound mainstream” degli arrangiamenti. Nel 2017 viene pubblicatoA Bit of Italiano, nuovo progetto discografico basato sulla reinterpretazione in lingua inglese di canzoni della tradizione musicale italiana, dagli anni trenta ad oggi, attraverso sonorità elettroniche mischiate ad atmosfere acustiche. Nell’album è presente la versione del brano “Ma se ghe penso” registrata insieme all’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova.

Marina Chiappa

Perugino, “L’adorazione dei Magi” a Milano

Pietro Vannucci, detto Perugino: Adorazione dei Magi (part.), circa 1473, olio su tavola, 242 x 180 cm

Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria

Giunto alla sua undicesima edizione, il tradizionale appuntamento natalizio con l’arte di Palazzo Marino torna in Sala Alessi con un nuovo capolavoro, questa volta realizzato da Pietro Cristoforo Vannucci meglio noto come il Perugino (Città della Pieve, circa 1450 – Fontignano, 1523).

L’opera, concessa eccezionalmente in prestito dalla Galleria Nazionale dell’Umbria, è l’Adorazione dei Magi, realizzata dall’artista intorno al 1475.

“Anche quest’anno a Palazzo Marino – dichiara il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala – il Natale sarà pieno di bellezza e d’incanto. Esporremo in Sala Alessi l’Adorazione dei Magi del Perugino dataci in prestito dalla città di Perugia per il periodo natalizio. Siamo grati agli amici umbri per questo dono che condivideremo con tutti i visitatori, milanesi e turisti, che vorranno ammirarlo. Da ormai un decennio l’arte è di casa a Palazzo Marino con opere uniche che contribuiscono a rendere il tempo del Natale ancora più bello e festoso. Ringrazio quindi i partner pubblici e privati che hanno contribuito alla realizzazione di questo nuovo appuntamento e in modo particolare il Sindaco di Perugia, Andrea Romizi. Sono certo che le nostre due città, unite oggi da questa iniziativa, collaboreranno ancora in futuro”. 

La grande pala d’altare (olio su tavola, 242 x 180 cm) è attribuita al periodo giovanile del Vannucci e rappresenta il primo significativo impegno dell’artista a Perugia. Il dipinto fu realizzato per la chiesa perugina di Santa Maria dei Servi e costituisce una delle opere più emblematiche per comprendere gli sviluppi dell’arte italiana nell’ultimo quarto del XV secolo.

Ricordata per la prima volta nell’edizione giuntina delle Vite (1568) dal Vasari, la sua attribuzione è stata a lungo dibattuta tra la seconda metà dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, a causa della complessità dei riferimenti culturali presenti nella tavola.

Cavalcaselle (1866) la ritenne infatti opera matura del perugino Fiorenzo di Lorenzo, proposta di grande fortuna accolta, fra le altre, dalle autorevoli voci di Giovanni Morelli (1886) e Bernard Berenson (1897). Sarà Jean Carlyle Graham (1903), autrice di una monografia su Fiorenzo di Lorenzo, a riportare in campo il nome del Vannucci, interpretando l’Adorazione come un lavoro iniziato da questi nei primi anni della carriera, lasciato incompiuto e completato solo diverso tempo dopo da Fiorenzo e dai suoi collaboratori.

La definitiva risoluzione della questione attributiva si deve solo ad Adolfo Venturi (1911), il quale – sposando l’opinione del Vasari – assegna l’opera al Perugino giovane, riconoscendovi molti riferimenti eterogenei, tutti ugualmente importanti nella fase formativa del pittore: l’influsso di Verrocchio nei tipi fisionomici e nelle vesti quasi di lamina metallica, scandite in pieghe dai sottosquadri nettissimi; la conoscenza della pittura dei fratelli Pollaiolo nell’evidenza del rilievo e nella profusione di ornamenti rifulgenti; il ricordo di Piero della Francesca – suo probabile maestro – nell’albero collocato sullo sfondo in base ai canoni della sezione aurea, come nel Battesimo di Cristo già a Sansepolcro e ora alla National Gallery di Londra.

Il nome di Perugino, in seguito, non è stato messo in discussione e sono stati anzi individuati nessi sempre più stringenti con la produzione matura dell’artista: il paesaggio che si fa via via ceruleo verso l’orizzonte, secondo quanto teorizzato da Leonardo sulla prospettiva aerea; i volti giovanili e femminili cesellati, di diafana purezza; la capacità di dosare la luce e di scaldare con essa il colore.

Questi ultimi effetti si devono certamente ad una fondamentale innovazione di carattere tecnico che interessa la tavola, interamente a dipinta a olio.

Il riconoscimento nell’Adorazione dei Magi di un cripto-ritratto del Perugino si deve invece al Von Ruhmor (1827), che confronta l’effige del giovane in berretta rossa all’estrema sinistra della composizione con quella – invecchiata e appesantita, ma certamente corrispondente nei lineamenti – del certo autoritratto affrescato dal maestro ormai cinquantenne nel 1500 circa sulle pareti del Collegio del Cambio a Perugia. Un Perugino giovane ma già perfettamente consapevole del suo talento, che guarda l’osservatore con aria risoluta, quasi sfrontata.

Si tratta di un particolare importante, che ha agevolato sia l’attribuzione, che la datazione della tavola. L’età del pittore, stimata tra i 25 e i 30 anni, ha indotto infatti gli studiosi a collocare l’esecuzione dell’opera intorno al 1475.

Recentemente è stato proposto (Teza, 1997) di riconoscere nei Magi alcuni membri della famiglia Baglioni, sul modello di una consuetudine fiorentina di cui sono notissimi esempi gli affreschi eseguiti da Benozzo Gozzoli nella cappella di Palazzo Medici Riccardi, o la tavola di Sandro Botticelli per Gaspare del Lama oggi agli Uffizi, opere nelle quali i tre re giunti dall’Oriente assumono le fattezze di esponenti di casa Medici. Nella tavola perugina, in particolare, il Mago più anziano Gaspare corrisponderebbe al capostipite Malatesta Baglioni; Baldassarre raffigurerebbe Braccio, guida della casata all’epoca in cui il dipinto fu realizzato; il giovane Melchiorre avrebbe infine il volto del figlio di Braccio, Grifone, destinato a succedergli al potere.

Del tutto probabile, in ogni modo, è il coinvolgimento dei cripto-signori di Perugia nella commissione del dipinto. La chiesa di Santa Maria dei Servi era infatti prossima alle residenze dei Baglioni sul Colle Landone, anch’esse abbattute per permettere l’erezione della Rocca Paolina, e ospitava nelle sue cappelle le sepolture di alcuni membri della famiglia. Nel 1471, tra l’altro, il citato Braccio aveva fatto erigere nell’edificio un sacello dedicato alla Vergine Maria, ultimato nel 1478.

L’Adorazione dei Magi è in conclusione un’opera complessa e affascinante, che riassume tutte le suggestioni di cui Pietro poté nutrirsi durante gli anni di formazione trascorsi a Firenze nella bottega del Verrocchio, fianco a fianco con quelli che sarebbero stati, insieme a lui, fra i più grandi protagonisti dell’arte del Rinascimento, da Domenico Ghirlandaio a Sandro Botticelli, da Lorenzo di Credi a Leonardo da Vinci.

L’esposizione a Palazzo Marino è curata da Marco Pierini, Direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria, che grazie a questa iniziativa ha potuto procedere al restauro dell’opera prima del suo trasporto a Milano.

L’Adorazione dei Magi del Perugino potrà essere ammirata in Sala Alessi, come sempre con ingresso libero, dall’ 1 dicembre 2018 al 13 gennaio 2019.

Promossa da Comune di Milano e Intesa Sanpaolo – partner istituzionale – con il sostegno di Rinascente, la mostra patrocinata dal MIBAC – Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è coordinata da Palazzo Reale e realizzata insieme alla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia, con il supporto del Comune di Perugia e della Regione Umbria, in collaborazione con le Gallerie d’Italia di Piazza Scala. L’organizzazione è affidata a Civita.

L’ingresso alla Sala Alessi sarà libero, tutti i giorni fino al 13 gennaio 2019. I visitatori saranno ammessi in mostra in gruppi e accolti da storici dell’arte, coordinati da Civita, che faranno da guida nel percorso espositivo.

Il catalogo della mostra, a cura di Marco Pierini è pubblicato da Silvana Editoriale.

Nel quadro della collaborazione con la Regione Umbria, anche quest’anno il Comune di Milano ospiterà a Natale, come sempre nel cortile di Palazzo Marino, il presepe della tradizione umbra.

Si uniscono alle iniziative anche i municipi 7 e 8 con un altro dono alla collettività, un’ulteriore iniziativa per la più ampia conoscenza del patrimonio culturale cittadino. Fino al 6 gennaio 2019, prima presso Villa Scheibler e successivamente presso l’Emeroteca di via Cimarosa, sarà infatti possibile visitare, sempre con ingresso gratuito, l’esposizione di un importante dipinto, la “Madonna con Bambino” di Carlo Francesco Nuvolone, di proprietà della Pinacoteca del Castello Sforzesco.

L’opera è uno dei punti alti dell’apertura barocca di Carlo Francesco Nuvolone. La dolcezza degli incarnati, la morbida resa dei contorni sfumati, il sapiente e calibrato accordo cromatico mostrano con quale felicità l’artista abbia saputo fondere nella tradizione lombarda le suggestioni delle culture adiacenti, genovese e veneta, con la lezione emiliana di Guido Reni e quelle antiche ma ben più vicine negli affetti del Correggio e del Parmigianino. In quest’opera è evidente come egli abbia guardato oltre l’orizzonte padano registrando quanto di moderno si andava svolgendo a Roma e nella Spagna che con Milano avevano un legame stretto e privilegiato. Sono opere come questa che hanno valso al Nuvolone la denominazione di “Murillo di Lombardia”, anche se si tratta di una pura affinità elettiva con il maestro di Siviglia.

Il dipinto è giunto alle Collezioni Civiche nel 1885 per dono di Giovanni Spech.

Nel 2017 il dipinto è stato restaurato nello Studio di Carlotta Beccaria grazie alla generosità di Enrico Rovelli che ha voluto dedicare l’intervento alla scomparsa moglie Biancamaria Patuzzo.

La mostra promossa da Comune di Milano – Municipio 7 e Municipio 8 è coordinata da Palazzo Reale e realizzata insieme alla Pinacoteca del Castello Sforzesco con l’organizzazione di Civita.
L’Adorazione dei Magi

Sede

Milano, Palazzo Marino, Sala Alessi
Piazza della Scala 2

Ingresso libero

Orari di apertura al pubblico

Tutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 20.00

(ultimo ingresso alle ore 19.30)

Giovedì dalle ore 9.30 alle ore 22.30

(ultimo ingresso alle ore 22.00)

Chiusure anticipate                   

7 dicembre chiusura ore 12.00(ultimo ingresso alle ore 11.30)

24 e 31 dicembre 2016 chiusura ore 18.00

(ultimo ingresso alle ore 17.30)

Festività                                      

8, 25 e 26 dicembre, 1 e 6 gennaio aperti dalle ore 9.30 alle ore 20.00 (ultimo ingresso alle ore 19.30)

 

Madonna con Bambino

Fino al 16 dicembre 2018

Milano, Villa Scheibler
Via Felice Orsini 21

17 dicembre 2018 – 6 gennaio 2019

Milano, Emeroteca
Via Cimarosa 10

Ingresso libero

Orari di apertura al pubblico

Tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 18.00 (ultimo ingresso alle ore 17.30)

 

Ombretta Roverselli

Sessant’anni dell’Orchestra Sinfonica Siciliana

PALERMO 24.02.2017 – TEATRO MASSIMO: TERESA VALERY, DI E CON TERESA MANNINO.
© FRANCO LANNINO / STUDIO CAMERA

Domani, martedì 4 dicembre alle 20.30 la IUC ospita nell’Aula Magna della Sapienza l’Orchestra Sinfonica Siciliana con musiche dei due compositori che segnarono il passaggio dall’Ottocento al Novecento e del più geniale rappresentante delle avanguardie del secondo dopoguerra: Mahler, Debussy e Stockhausen. Dirige il trentatreenne francese Maxime Pascal, uno dei direttori più in vista della giovane generazione, che l’anno scorso ha debuttato alla Scala di Milano, al Festival dei Due Mondi di Spoleto e all’Opera di Roma, sempre con grande successo personale: Inoltre è salito sul podio dell’Opéra di Parigi, della Tokyo Philharmonic Orchestra, del Festival di Salisburgo e di altre prestigiose istituzioni musicali. Tra i suoi impegni nei prossimi mesi figurano il ritorno all’Opera di Stato “Unter den Linden di Berlino e alla Scala. Partecipa al concerto il baritono tedesco Otto Katzameier, abitualmente ospite dei principali palcoscenici, dalla Scala di Milano alla Fenice di Venezia, dalla Staatsoper di Amburgo all’Opera “Unter den Linden di Berlino”, dal festival di Salisburgo a quello di Vienna, da Tokyo a Buenos Aires, da Tel Aviv a Hong Kong.

Ad aprire il concerto è Punkte, composto nel 1952 dal ventiquattrenne Karlheinz Stockhausen: questo brano fece nella musica di quegli anni l’effetto di un’esplosione, paragonabile solo allo scandalo del Sacre du Printemps di Stravinskij quarant’anni prima, ed è tuttora considerato una delle opere chiave dell’avanguardia musicale del dopoguerra. Basata su regole matematiche che escludevano in teoria l’espressione dell’individualità del compositore, questa musica è in realtà nata da un’intuizione quasi romantica: Stockhausen affermò infatti di essere stato affascinato dallo spazio e dalle stelle, che apparivano come singoli punti nel cielo. Questo gli ispirò la composizione di una musica fatta non di linee melodiche ma di “punti” sparsi nello spazio sonoro. Stockhausen non era totalmente soddisfatto della prima versione per piccola orchestra, che per di più risultava quasi ineseguibile per la sua difficoltà, e nel 1962 realizzò una nuova versione per grande orchestra, destinata proprio all’Orchestra Sinfonica Siciliana – che ora la porta a Roma per festeggiare i sessanta anni dalla sua fondazione – e dedicata al suo presidente Francesco Agnello.

Completano il programma Prélude à l’après-midi d’un faune di Claude Debussy, che trasse ispirazione da un poemetto del grande poeta simbolista francese Stephane Mallarmé, e i Lieder eines fahrenden Gesellen di Gustav Mahler, su quattro poesie del compositore stesso, che nacquero dall’infelice amore per la cantante lirica Johanna Richter.

Il concerto sarà preceduto alle ore 18.30 presso il MLAC Museo-Laboratorio di Arte Contemporanea, che ha sede nello stesso edificio dell’Aula Magna, da un incontro sulle “Settimane Internazionali di Nuova Musica” (1960-1968) di Palermo. In collaborazione con Nuova Consonanza e il MLAC, con la partecipazione di Pietro Misuraca, Marcello Panni, Franco Piperno e Claudio Zambianchi.

 

Mauro Mariani

Christmas Country Fest – Natale in Serra

Laboratori di musica, cucina, arte e riciclo, ma anche letture animate, teatri delle ombre, addobbi speziati e face painting: ecco cosa può fare la fantasia unita alle magie del Natale e quanto propone Serra Madre in occasione delle prossime festività con tre fine settimana ricchi di eventi interattivi all’interno del più grande spazio bio-green della Capitale.
8-9-15-16-22 e 23 dicembre sono i giorni prescelti per le famiglie e gli appassionati per vivere insieme la dimensione natalizia in totale sinergia ed interattività: a partire dai giochi da tavolo “Boardgames” per le nuove generazioni (Fantascatti, Carcassonne, Double, Djenga, Splendor, I Coloni di Catan e molti altri) guidati da veri e proprio Play coach professionisti alle sessioni di Yoga a offerta libera, fino alla consegna delle letterine a Babbo Natale in persone ed al concerto dal vivo dei 40 elementi del Coro “Lost on Friday”, che concluderà la lunga maratona. Tra workshop di ogni tipo per bambini (con età dai 4 ai 12 anni), il tipico mercatino con prodotti artigianali ed agricoli, i food truck e la mostra dei pittori in serra con gli artisti di ARTEDEGAS, Serramadre continua, con l’edizione speciale a tema del suo caratteristico Country Fest ad offrire semplici, colorati e attivi spazi di condivisione immersi in una natura unica nel suo genere. incorniciata dalle imponenti serre e mercato con prodotti a Km zero e l’unico e primo museo degli strumenti agricoli Acro, nato da un’idea di Stefano Mangiante. Ampio parcheggio ed ingresso gratuito per tutte le attività.
PROGRAMMA
SABATO 8
ORE 11.00 “DECORAZIONI SPEZIATE!”
a cura di Alessandra De Persio e Laura Balestreri per bambini € 10
Creiamo decorazioni naturali per l’albero di Natale con le spezie profumate.
Età dai 4 anni
ORE 14.30
“GHIRLANDA NATALIZIA”
a cura di HAPPY PINGUA per bambini € 10
Ogni bambino potrà decorare la sua ghirlanda usando bacche, nastrini, campanellini e stella di Natale!
Età dai 4 anni
ORE 16.00 “ARGILLA” a cura di HAPPY PINGUA per bambini € 10
Diamo spazio alla fantasia creando fantastici oggetti con l’aiuto di mattarello e bastoncini.
Età dai 3 anni
Ore 18.00 Live music
DOMENICA 9
Ore 11.00 “MUSICA a COLORI”
a cura di Francesca Larocca per bambini € 10
Giochiamo con la musica e pittura attraverso il movimento e le emozioni.
Età 3-10 anni
Ore 14.30 “TEATRO delle OMBRE – L’Elfo GROHL ed il NATALE ” – a cura di INTROARTE per bambini €10
doppio turno
Ore 16.00 “#TEATRO delle OMBRE – L’Elfo GROHL ed il NATALE” – a cura di #INTROARTE per bambini €10
La storia originale di come un Elfo salvò il natale raccontata con il teatro delle ombre.
I bambini assisteranno alla storia e poi i personaggi prenderanno vita direttamente dalle loro mani.
Ai bambini verrà insegnato a costruire un teatro delle ombre con i suoi protagonisti usando materiali di riciclo.
Età dai 5 anni
SABATO 15
ORE 11.00 “MUSICA E GIOCO”
a cura di Francesca Larocca per bambini € 10
Giochi, canti, danze, melodie e filastrocche, strumenti e suoni secondo il metodo Orff
Fascia d’età 3-6 anni
ORE 14.30 “ADDOBBI CREATIVI”
a cura di HAPPY PINGUA per bambini €10
Dal riciclo delle buste di carta alla creazione del viso di una renna usando stoffa, cartoncino e brillantini!
Età dai 3 anni
ORE 16.00
“GHIRLANDE FUORIPORTA”
a cura di Alessandra De Persio e Laura Balestreri per bambini € 10
Costruiremo le nostre Ghirlande fuoriporta con materiali naturali.
Età dai 4 anni
Ore 18.00 Live music
DOMENICA 16
Magica presenza di Babbo Natale in Serra per raccogliere le letterine!
ORE 11.00 “Panettone e biscotti si vestono di Natale”
a cura di CLUBLAB per bambini € 10
laboratorio di decorazione con la pasta di zucchero
Età dai 6 anni.
Ore 14.30 “Alberelli in festa- laboratorio di argilla”
a cura di Rita Malizia per bambini € 10
Partiamo da un cono in argilla per far nascere e creare il nostro colorato e vivace alberello di
Natale! “Fare per capire” è alla base di questo workshop, la cui parola d’ordine è: sporchiamoci le mani!
Addobbiamo il nostro albero come più ci piace, impastando, pizzicando e modellando la creta. Gli strumenti fondamentali saranno le mani!
Età: 4-12 anni
Ore 16.00 “DecoriAmo il Natale”
a cura di Rita Malizia per bambini € 10
Angioletti, alberelli, babbo Natale, fiocchi di neve, renne, pupazzi di neve e tanto altro da appendere ai nostri alberi di Natale! Tecnica a lastre e tanta fantasia per questo laboratorio di ceramica!
Età: 4-12 anni
SABATO 22
Dalle ore 10.00 alle ore 18.00 “ANGOLO MAGICO DI CINQUESTORIE”- per bambini € 10
Libreria CinqueStorie sarà presente con i suoi Laboratori di Riciclo Creativo e Letture Animate.
Ci sono angoli ed Angoli… CinqueStorie avrà il “suo” e sarà di tutti i bimbi che amano ascoltare storie, giocare con giochi di legno, e creare con materiale di riciclo.
Insieme conosceremo … grandi meraviglie!!!
Ore 18.00 Live music
DOMENICA 23
Magica presenza di Babbo Natale in Serra per raccogliere le letterine!
Dalle ore 10.00 alle ore 18.00 “’ANGOLO MAGICO DI CINQUESTORIE”- per bambini € 10
Libreria CinqueStorie sarà presente con i suoi Laboratori di Riciclo Creativo e Letture Animate.
Perché la fantasia sa trasformare un pezzo di cartone in un albero e un tappo di plastica in un veliero capace di navigare in mare aperto.
Ore 18.00 Concerto di canti natalizi coro di 20 elementi “Lost on Friday”
Inoltre…
Tutti i giorni alle ore 11 e 17 Sessioni di yoga
SERRA MADRE
Via di Macchia Palocco 320, 00125, Roma
Aperto dal Lunedì alla Domenica 09:00 – 19:00.

Elisabetta Castiglioni