Il deposito librario di Verona salvaguardato come bene comune

Il deposito librario di Verona

Un deposito librario di 5 piani con 800 mila opere da preservare. Palazzo Nervi si rifà gli impianti, per un miglioramento strutturale antisismico e l’adeguamento antincendio. Quasi un milione e mezzo di euro stanziati per salvaguardare il patrimonio della Biblioteca Civica di Verona.

Volumi, ma anche piccoli tesori cartografici, custoditi nella sezione chiusa al pubblico. Da un grande cassetto emergono anche una mappa del mondo del geografo veneziano Giovanni Leardo, datata 1442 e quindi antecedente la scoperta dell’America, e una piantina del lago di Garda dei primi anni del ‘300, in piena epoca dantesca.

Mappa del mondo di Leardo

Due le fasi di lavoro. Prima verranno fatti gli interventi antisismici, finanziati dalla Regione Veneto con 491 mila euro, e poi gli impianti e l’antincendio, coperto dal Comune con 1 milione e 100 mila euro, grazie allo sblocco dei 17 milioni di euro dell’avanzo di Amministrazione 2017.

Il primo stralcio di lavori partirà a breve. L’intervento di rafforzamento strutturale antisismico del secondo e quarto piano di Palazzo Nervi prenderà il via a febbraio e durerà circa 4 mesi. L’opera prevede il consolidamento dei pilastri in cemento armato con la cerchiatura in fibre di carbonio.

Approvato in questi giorni, invece, dalla giunta comunale lo stanziamento di 1 milione e 100 mila euro per l’adeguamento degli impianti tecnologici e del sistema antincendio per i 5 piani di Palazzo Nervi. I lavori prevedono il rifacimento dell’impianto elettrico, dell’illuminazione, del sistema di emergenza. Per adeguare il deposito alle norme antincendio, invece, i piani saranno dotati di aerazione forzata e di un sistema di protezione tramite spegnimento automatico a gas inerte.

“Abbiamo dovuto procedere per scaglioni – ha detto Zanotto, assessore all’Edilizia monumentale –, in modo da rendere possibile prima l’esecuzione dei lavori più impattanti, come il rivestimento delle colonne di cemento armato, per poi passare a quelli impiantistici. La prima fase di lavori, infatti, partirà a febbraio, mentre per quanto riguarda il secondo lotto di interventi, procederemo nelle prossime settimane con le procedure di affidamento dell’incarico; contiamo di chiudere la parte progettuale entro il 2019, per poi dare il via nel 2020 ai lavori veri e propri”.

 

Roberto Bolis (anche per le foto)

 

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