Lo strumento del diavolo a Genova

La Stagione dell’Auditorium E. Montale di Genova, prosegue con “Lo strumento del diavolo”,  da mercoledì 29 marzo alle ore 10.30, non a caso proposto la prima volta nel 2015 in concomitanza con il 54° Premio Paganini.

Uno spettacolo di teatro-danza che gioca sul leggendario connubio violino-demonio. In veste allegra e scanzonata, diabolica e foriera di sventure, romantica e misteriosa, il violino si impone quale protagonista.

Un Diavolo decisamente originale tenta di “comprare anime” grazie ai poteri occulti e incantatori del suo strumento. Balzando tra un’epoca e l’altra lo seguiamo nei suoi tentativi di portare scompiglio nel mondo. Musica, letteratura, cinema e scienza: non c’è campo umano che il Demonio non tenti di corrompere e conquistare. Costruirà un violino per ogni occasione e lo vedremo alle prese con l’anima del bambino prodigio Mozart, con la mente logica e razionale del famoso detective Sherlock Holmes, con l’ingenuo romanticismo di Charlot, con il pensiero infinito di Albert Einstein e…

Lo spettacolo vuole svelare con ironico divertimento i segreti di uno strumento tanto affascinante quanto misterioso. Nel corso dei secoli gli sono state infatti attribuite proprietà sovrannaturali e  spesso oscure. Nella letteratura trova ampio spazio il legame stretto tra uomo e maligno attraverso il violino: dai racconti popolari dei Grimm, passando per Histoire du soldat di Stravinskij fino ai fumetti di Dylan Dog. Le sue particolari sonorità hanno sedotto anche personalità di ogni epoca come Casanova, Mussolini, Chagall, Chaplin, Nixon e De André solo per citarne alcuni.

Con questa nuova produzione prosegue la collaborazione fra la Fondazione Teatro Carlo Felice e l’Istituto Giannina Gaslini. “Lo Strumento del Diavolo”, come già avvenuto con “Wagner Wagen” nel 2013 e “Sogno? Veglio? Deliro?” nel 2014, vede in scena giovani danza-attori dai 7 ai 16 anni accanto agli artisti del Teatro. Molti dei bambini provengono dal progetto TEATRO-DANZA BOX, Laboratori di Espressività Corporea Musicale che si svolgono dal 2010 presso il rinomato Istituto affiancando e integrandosi con l’attività terapeutica. I bambini vivono così l’esperienza unica di esibirsi da veri Artisti e la partecipazione al lavoro in Teatro diventa a tutti gli effetti parte integrante del percorso terapeutico.

 

Marina Chiappa

 

Incontro con Adelmo Cervi ricordando la lotta antifascista dei fratelli Cervi

Custodisce la “storia di un padre partigiano raccontata da un figlio” il libro di Adelmo Cervi dal titolo “Io che conosco il tuo cuore” che sarà presentato giovedì 30 marzo alle 16 al Museo Civico del Risorgimento e della Resistenza di Ferrara (corso Ercole I d’Este, 19). Assieme all’autore, che ricorderà le vicende della famiglia Cervi, protagonista della lotta antifascista nella provincia di Reggio Emilia, interverrà all’incontro la direttrice del Museo Antonella Guarnieri. Sarà inoltre presente il Coro delle Mondine di Porporana. L’iniziativa è a partecipazione libera e gratuita.

In prossimità delle celebrazioni del 72° anniversario della Liberazione, la testimonianza di Adelmo Cervi, figlio di Aldo, terzo, in ordine di età, dei sette fratelli, Gelindo, Antenore, Ferdinando, Agostino, Ovidio ed Ettore, tutti nati a Campegine, in provincia di Reggio Emilia, figli di Alcide e di Genoveffa Cocconi, che vennero catturati dai fascisti perché convinti democratici, torturati ed uccisi, presso il poligono di tiro di Reggio Emilia il 28 dicembre 1943. I fratelli Cervi sono divenuti l’emblema della lotta antifascista: morti tutti ancora giovani, non poterono godere della libertà nella quale, grazie alla loro impegno ed al loro sacrificio, noi siamo “abituati” a vivere. Questi uomini, come gli altri che in quei tempi di dittatura credevano nella giustizia, nella libertà, nella democrazia, non poterono mai manifestare le proprie idee senza venire arrestati, torturati, uccisi.

Mezzadri e quindi affittuari, tutti i componenti della famiglia vissero nella convinzione che ogni scelta, sia quelle legate al progresso economico e lavorativo sia quelle relative alla partecipazione della famiglia alla Resistenza, dovessero essere prese di comune accordo.

È in questa logica che Alcide e i figli maschi, dopo l’inizio della seconda guerra mondiale, resero la propria abitazione un vero e proprio punto di riferimento del dissenso al regime fascista e, quindi, della Resistenza, quando Alcide costituì la cosiddetta “banda Cervi”.

Il padre sopravvisse ai figli e alla moglie, che morì poco dopo l’ottobre del 1944, quando la loro abitazione venne incendiata dai fascisti, e continuò a raccontare, sino che ne ebbe la forza, la loro storia.

Adelmo prosegue con impegno a raccontare la storia della sua famiglia, comprendendo che questo è un modo vivo per tenere fede agli ideali democratici del nonno, del padre, degli zii e di tutta la famiglia. La Costituzione repubblicana è nata dalla lotta e dal sangue di quanti, come i fratelli Cervi, provenendo da esperienze culturali ed ideologiche differenti, si unirono per lottare contro la dittatura.

Il libro “Io che conosco il tuo cuore”, edito da Piemme, che viene presentato nell’occasione, scritto da Adelmo Cervi con Giovanni Zucca, racconta quella storia terribile e meravigliosa assieme, dalla parte di un figlio e di un nipote per il quale, quelli che per gli italiani sono eroi che lottarono sino a perdere la vita contro il fascismo, erano prima di tutto la famiglia che non poté vivere e conoscere. Ricordare l’antifascismo, la Resistenza, il 25 aprile e la Liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo sono fondamentali in un periodo nel quale si cerca di affossare il ricordo di quanti dedicarono la vita alla lotta contro la dittatura e si cerca di allontanare dalla testa di tutti il ricordo di quanto di generoso, nobile, eroico, intelligente, il popolo italiano ha prodotto.

 

Alessandro Zangara

 

Mariangela Vacatello alla IUC sabato 1 aprile

Prosegue alla IUC un panorama sulla scuola pianistica italiana con tre concerti consecutivi, concentrati in dieci giorni, che presentano pianisti di tre diverse generazioni. Dopo la generazione di mezzo, rappresentata da Pietro De Maria (28 marzo) e prima di due veterani come Bruno Canino e Antonio Ballista (8 aprile), che formano un duo che ha fatto la storia della musica degli utlimi sessant’anni, è ora la volta di una rappresentante della giovane generazione,  Mariangela Vacatello, sabato 1 aprile alle 17.30 nell’Aula Magna della Sapienza (Città Universitaria, Palazzo del Rettorato, Piazzale Aldo Moro 5, Roma).

Ormai lanciata in una luminosa carriera  artistica che la porta regolarmente in Europa, America, Asia e Africa, Mariangela Vacatello, è imposta sulla scena musicale fin dall’età di 17 anni vincendo una lunga serie di premi in prestigiosi concorsi nazionali e internazionali, quali F.Liszt” di Utrecht, cui sono seguiti molti altri riconoscimenti, ai Concorsi “Busoni” di Bolzano, “Van Cliburn” in Texas, Top of the World in Norvegia, Queen Elisabeth di Bruxelles, Premio Venezia, The Solti Foundation, Premio della critica Nino Carloni. Si è esibita in alcune tra le più importanti stagioni concertistiche del mondo come il Teatro alla Scala di Milano, IRCAM di Parigi, Wigmore Hall di Londra, Weill Hall di New York, Walt Disney Hall di Los Angeles, Oriental Centre di Shanghaj, Accademia di Santa Cecilia di Roma.

È conosciuta per la curiosità e versatilità degli orizzonti esecutivi, per il virtuosismo, per e la passione che infonde in ogni brano che inserisce nel suo repertorio. Recensendo su Gramophone il suo nuovo doppio cd dedicato all’integrale della musica pianistica di  Ginastera, Bryce Morrison ha paragonato la sua esecuzione a quella leggendaria di Martha Argerich. Proprio Alberto Ginastera, il più importante compositore argentino, è stato da lei scelto anche per aprire il suo recital romano, con la Sonata n. 1 op. 22 e poi le “Danzas Argentinas” op. 2.

Sono cinque gli autori in programma, apparentemente diversissimi tra loro, ma in realtà collegati da sottili rapporti, che faranno vibrare segrete risonanze. La convivenza in Ginastera di solida formazione classica e di tradizione popolare argentina ricorda la forte presenza di ritmi e melodie spagnole nelle Sonate di Domenico Scarlatti. Gaspard de la nuit di Maurice Ravel e De la nuit di Salvatore Sciarrino richiamano entrambi i misteri e le inquietudini della notte, traendo dalla tastiera del pianoforte magiche rifrazioni timbriche. E sia la prima che la seconda parte del concerto si concludono con un’esaltazione del potere trascinante del ritmo, che trionfa sia nelle Danzas argentinas di Ginastera che in La valse di Ravel.

Il concerto sarà registrato da Rai Radio3 per successive trasmissioni.

 

Mauro Mariani

 

 

 

E per la coperta di Giulietta anche Ernesta di 105 anni!

Ecco altri enti che hanno collaborato alla realizzazione della coperta di Giulietta, di cui abbiamo pubblicato notizia.

Parrocchie: San Domenico Savio, Santa Maria Immacolata, San Vincenzo di San Giovanni evangelista, Oratorio Paolo VI Lonato (BS), Chiesa di Gesù Cristo e dei Santi Degli Ultimi Giorni.

Enti: Croce Rossa Italiana, Sovrintendenza ai Beni Culturali, SILP Polizia di Stato, ex Ulss 20,  Centro Don Calabria, Carcere femminile di Montorio, Villa Santa Giuliana, CGIL, Dipendenti Banco Popolare, SPI-CGIL Verona-Legnago, Commissione PO Legnago.

Centinaia di singole persone, tra cui Antonia (95 anni), Elide (94 anni), Bianca (90 anni) di Bassano del Grappa, Giuditta (97 anni), Ernesta (105 anni) e alcune donne del centro antiviolenza Petra!

Presso la sede dell’associazione Ad Maiora si sono alternate a cucire circa 150 persone.

Inoltre, grazie anche all’aiuto dei media locali, hanno risposto all’appello con la richiesta di volontari per la giornata in piazza Bra, ben 165 persone! Ringraziamo in particolare il Gruppo Alpini, ma anche gli studenti che sono venuti alle 6 del mattino prima di rispettare l’impegno con la scuola, le tante persone appartenenti alle associazioni o anche coloro che si sono presentati singolarmente.

Nella giornata dell’8 marzo in piazza Bra, la vendita delle coperte è stata accompagnata da un programma di animazione nel quale si sono alternati interventi musicali di artisti e gruppi che hanno aderito gratuitamente alle finalità della giornata (ringraziamo il Nardo Trio, la Jazz Set Orchestra, i gruppi di danza, i ragazzi del flesh mob), intervallati da testimonianze delle Associazioni ed Enti che hanno contribuito alla realizzazione dei quadrati a maglia. La regia è stata a cura di DIMA Contemporary Art onlus, presente in piazza anche con Pop heart bus, un bus dedicato alla forza del femminile, che ha riscosso grande interesse e attenzioni.

Nell’ambito della grande manifestazione di quest’anno, non sono mancate anche iniziative di solidarietà verso altre situazioni di bisogno: per il secondo anno l’associazione MOIKA  ha organizzato (domenica 5 marzo) una corsa podistica, rivolta sia alle donne che agli uomini. Il ricavato è stato devoluto a favore dell’ Ospedale Mamma-Bambino di Borgo Trento, che verrà inaugurato ad aprile, con un’iniziativa che vede il supporto di Lions Valore Donna. Inoltre, il coordinamento delle Banche del Tempo ha proposto una “cena all’Amatriciana”, (venerdì 10 marzo) con raccolta fondi a favore dei bambini terremotati.

Roberto Bolis

 

La coperta di Giulietta. I risultati

Quasi 10 mila quadrati di maglia per oltre 2000 coperte da un metro quadro ciascuna, realizzate a mano ed assemblate lo scorso 8 marzo in piazza Bra, in occasione della Giornata internazionale per i diritti delle donne e per la pace internazionale, nell’opera d’arte relazionale condivisa “La coperta per Giulietta. Viva Vittoria Verona”. Una perfomance artistico – sociale che, con la vendita delle coperte, ha prodotto un ricavato di oltre 31 mila euro interamente devoluto alle donne ospiti della “Casa di Petra”. Il progetto, ideato dal gruppo VivaVittoria Brescia, è stato sostenuto dal Comune di Verona con la collaborazione dell’associazione Ad Maiora e l’ASICJF Protezione della Giovane.

I numeri ed i risultati dell’iniziativa sono stati presentati dall’assessore ai Servizi sociali Anna Leso insieme alla vicepresidente di Ad Maiora Donatella Ferri Fagioli.

“Un progetto che ha concretizzato un evento emozionante e di forte impatto. – spiega Leso – In poco più di tre mesi di lavoro è stato possibile raccogliere i quadrati di maglia necessari alla realizzazione dell’opera. Un grande successo frutto di una rete di relazioni umane straordinaria, che ha coinvolto a Verona e in tutta Italia tantissime persone di tutte le età. Un’idea che, oltre ad essere stimolo per una attiva presa di coscienza sul problema della violenza sulle donne, è diventato l’impulso per concretizzare un progetto d’arte di particolare valore sociale il cui ricavato sarà ora destinato alla “Casa di Petra”, una casa di accoglienza per mamme vittime di violenza e i loro bambini, affinché possano avviare un percorso di autosufficienza”.

Due gli obiettivi fondamentali che verranno portati avanti all’interno della “Casa di Petra”: intervenire in casi di urgenti esigenze economiche, come anticipi di mensilità per nuovi contratti d’affitto, rate scolastiche dei figli, acquisto strumentazioni per lavori manuali, ecc; costituire un fondo per il microcredito mettendo a disposizione delle donne in uscita dalla casa rifugio questo strumento che permetta loro  l’eventuale avvio di un’attività lavorativa o di far fronte a spese d’emergenza.

Alcuni dati partecipazione al progetto “La coperta per Giulietta. Viva Vittoria Verona”

Comuni che hanno aderito al progetto: Gangi in Sicilia, Buttapietra, Legnago, Cerea, Schio, Bardolino, Val di Non, Gerace Siculo, Bussolengo con gruppo ‘Salam-Pace’, Mozzecane con gruppo ‘La Stanza dei Colori’, Treviso, Brescia, Mestre, Roma, Dolo (Ve), Trento, Parma, Firenze, Bologna, Villa D’Agri (Pz), Sondrio, Olbia, Napoli, Padova, Vicenza, AISM Trieste.

Paesi stranieri: Gran Bretagna, Argentina, Sud Africa, Svizzera, Kenya, Costa d’Avorio, Nigeria.

Case di riposo e centri anziani di Verona e Provincia: centro anziani San Michele, centro anziani Borgo Nuovo, casa di riposo di Bardolino,  Pia Opera Ciccarelli di S.Giovanni Lupatoto,  casa di riposo Colognola ai Colli.

Centri d’incontro, centri diurni e banche del tempo: Cento Diurno Don Calabria, centro d’incontro di Palazzina, centro Tommasoli,  Ora x ora. Associazioni femminili, culturali, sociali e sportive: Il Melograno Verona, Piccolo Rifugio, Piccola Fraternità di via Fincato, Passione Patchwork Padova, Alzati e Fai Luce a Malindi , Amiche della Biblioteca di Vigasio, AUSER Palazzina – Illasi – Chievo, La Stella Negrar, Il Filo D’oro, Il Filo che Unisce Legnago, Filò, Fondazione “Annunciata Cocchetti” Cemmo di Capo di Ponte, ABAL Bambini autistici della Lessinia, Eurodonne. Apidonne,  R.E.M.S Castiglione delle Stiviere, A.S.S.T Mantova, Lady Rally , Te Donna Cavaion (Vr), La Trottola, Terra dei Popoli, ACISJF Protezione Della Giovane, GALM, UNITALSI, CIF Tregnago- Legnago-Cerea, Filo di Arianna, Ve.G.A., Isolina e.., Colle per la famiglia, Microcosmo.

Roberto Bolis

 

Ministro egiziano per il petrolio a Ravenna

 Sono passati da pochi giorni 14 mesi dalla scomparsa di Giulio Regeni al Cairo, e il Ministro del petrolio e delle risorse minerarie dell’Egitto, Tarek El Molla, interverrà alla sessione plenaria di apertura dell’Offshore Mediterranean Conference, in programma da domani 29 al 31 marzo a Ravenna. A quella che è considerata la più prestigiosa vetrina internazionale dell’oil&gas prenderà parte anche il direttore dell’Italian Egyptian Oil Company, Fabio Cavanna. L’intervento del ministro El Molla riguarderà il tema della transizione verso un mix energetico sostenibile. Il ministro El Molla parteciperà inoltre a una delle sessioni speciali dedicate al Mediterraneo, nuovo hub del gas per l’Europa anche alla luce delle importanti scoperte effettuate e dei futuri programmi di esplorazione. “Come peraltro più volte confermato da rappresentanti di Eni, i rapporti tra Italia ed Egitto per ciò che riguarda il settore petrolifero vanno avanti senza problemi. Vanno invece avanti faticosamente e con molti problemi le indagini per accertare le responsabilità, in Egitto, della sparizione, della tortura e dell’uccisione di Giulio Regeni” ha dichiarato Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia. “Non vorremmo che qualcuno dei partecipanti alla Conferenza di Ravenna pensasse che quest’ultimo obiettivo possa essere sacrificato all’esigenza di non compromettere un clima favorevole agli scambi commerciali” ha aggiunto Marchesi. “Per questo, chiediamo ai rappresentanti dell’industria italiana e alle autorità eventualmente presenti di ribadire ancora una volta al ministro El Molla la richiesta al governo egiziano di collaborare in pieno alle indagini della procura di Roma”.

Per maggiori informazioni: appello da firmare per chiedere “Verità per Giulio Regeni” https://www.amnesty.it/appelli/corri-con-giulio/

capitolo relativo all’Egitto tratto dal Rapporto 2016-2017 di Amnesty International https://www.amnesty.it/rapporti-annuali/rapporto-annuale-2016-2017/medio-oriente-africa-del-nord/egitto/

Amnesty International Italia

Gianni Berengo Gardin. Vera fotografia con testi d’autore

 

(Venezia, 1959)

CAOS – Centro Arti Opificio Siri di Terni, ospita, fino al 30 aprile prossimo, la mostra “Gianni Berengo Gardin. Vera fotografia con testi d’autore”, un progetto espositivo di Contrasto, prodotto da Civita Mostre e promosso dal Comune di Terni in collaborazione con Indisciplinarte.

Le fotografie di Gianni Berengo Gardin hanno raccontato un’epoca, accompagnato e a volte costruito una visione. Si tratta di uno tra i più grandi maestri della fotografia italiana perché possiede il dono di riuscire sempre a sorprendere per la sua capacità di raccontare il nostro paese e il nostro tempo. Nessuno come lui è stato un vero interprete, un artigiano devoto, un compagno, un amante della fotografia intesa come documentazione attenta e mai banale della realtà.

In sessanta anni di carriera, la vita del fotografo è stata caratterizzata anche da molti incontri, che in un certo senso sono all’origine di questa mostra. Ciascuna delle foto esposte in mostra è infatti presentata da un protagonista dell’arte e della cultura, che ha commentato uno degli scatti scelti nell’immenso corpus fotografico di Berengo Gardin: amici, intellettuali, colleghi, artisti, giornalisti, registi, architetti. I loro testi, accostati a ciascuna delle 24 foto selezionate, permettono ancor di più di ragionare sul valore di testimonianza sociale ed estetica delle immagini.

(Venezia, 2013-2015. Bacino San Marco, visto da via Garibaldi)

I testi sono di registi come Marco Bellocchio, Alina Marazzi, Franco Maresco e Carlo Verdone, architetti come Stefano Boeri, Renzo Piano e Vittorio Gregotti, artisti come  Mimmo Paladino, Alfredo Pirri, Jannis Kounellis; e poi di Lea Vergine e di Goffredo Fofi, del sociologo Domenico De Masi, dei fotografi Ferdinando Scianna, Sebastião Salgado e di un giovane emergente come Luca Nizzoli Toetti, di scrittori come Maurizio Maggiani e Roberto Cotroneo, di giornalisti come Mario Calabresi, Michele Smargiassi e Giovanna Calvenzi, di Peppe Dell’Acqua, psichiatra dell’equipe di Franco Basaglia, di Marco Magnifico, vicepresidente del FAI  e di una  street artist come Alice Pasquini.

L’esposizione è inoltre arricchita da una proiezione di immagini tratte dall’archivio del fotografo. L’intera produzione e l’archivio di Gianni Berengo Gardin sono gestiti da Fondazione Forma per la Fotografia di Milano. Accompagna la mostra il libro Vera fotografia pubblicato da Contrasto.

Gianni Berengo Gardin è nato a Santa Margherita Ligure nel 1930. Dopo essersi trasferito a Milano si è dedicato principalmente alla fotografia di reportage, all’indagine sociale, alla documentazione di architettura e alla descrizione ambientale. Nel 1979 ha iniziato la collaborazione con Renzo Piano, per il quale ha documentato le fasi di realizzazione dei progetti architettonici. Nel 1995 ha vinto il Leica Oskar Barnack Award. È molto impegnato nella pubblicazione di libri (oltre 250) e nel settore delle mostre (oltre 200 individuali). Contrasto ha pubblicato di recente Il libro dei libri (2014) che raccoglie tutti i volumi realizzati dal maestro della fotografia, Manicomi (2015), Venezia e le grandi navi (2015) e Vera fotografia (2016). L’intera produzione e l’archivio di Gianni Berengo Gardin sono gestiti da Fondazione Forma per la Fotografia di Milano.

Orari

Lunedì chiuso

Dal 26 marzo: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00

È possibile acquistare il biglietto d’ingresso presso le biglietterie del CAOS

in viale Campofregoso 98, secondo i giorni e gli orari di apertura della mostra.

Biglietti: Intero 5€; Ridotto 3,50€ (per under 25 anni, gruppi di almeno 20 paganti). Gratuito: per bambini fino a 6 anni, portatore handicap e accompagnatore, guide turistiche dell’Unione Europea. La mostra non rientra nella gratuità della prima domenica del mese.

 

Barbara Izzo, Arianna Diana

 

 

“La Leonessa. Città di Brescia”, nuova edizione

Compie la maggiore età il concorso bresciano dedicato alla Poesia.

Bandito nei giorni scorso, vede già numerose le adesioni alla nuova formula, snellita nelle sezioni di partecipazione, ma soltanto per la più facile lettura del bando stesso. Inalterato l’impegno a promuovere la Poesia, scritta da tutti e a tutte le età, sia in lingua italiana che straniera o dialettale, libera o su temi suggeriti. Interessante, ancora una volta, la sezione SMS, dedicata a coloro che hanno il dono della sintesi, ma che sanno anche in questo trovare forme ariose per il rispetto dell’individualità della parola.

Il bando completo può essere richiesto scrivendo a: associazionesidus@libero.it

A Verona il concorso Writers-Street Art

Il Comune di Verona e Agsm, in collaborazione con la Rete Ferroviaria Italiana di Verona, promuovono la quinta edizione del concorso rivolto ai writers “Coloriamo Verona”, per la presentazione di idee e progetti finalizzati alla riqualificazione della parte muraria della cinta dell’ex scalo merci in stradone Santa Lucia. L’iniziativa è stata presentata questa mattina dall’assessore al Decentramento Antonio Lella insieme al presidente di Agsm Fabio Venturi e al direttore generale del Comune Marco Mastroianni. Il concorso prevede l’ideazione e la successiva realizzazione di murales o immagini di street art sul tema scelto per l’edizione 2017: l’amore. Tutti gli elaborati dovranno essere consegnati in formato A3 al protocollo generale del Comune di Verona entro il prossimo 13 aprile.

Ogni partecipante potrà presentare fino a un massimo di 3 bozzetti a colori rappresentanti l’opera che, nel caso risultasse vincitrice, dovrà essere realizzata delle dimensioni di 3 metri e 30 in altezza per circa 85 metri di base. Tra tutti gli elaborati pervenuti saranno scelti, da una apposita commissione, tre vincitori che riceveranno un premio di 3 mila euro ciascuno assegnato da Agsm. “Da qualche anno l’Amministrazione comunale ha intrapreso un percorso che vuole valorizzare la creatività artistica dei giovani writers – ha spiegato Lella -mettendo a disposizione luoghi appositamente individuati e reputati idonei per educare al rispetto, alla tutela e alla salvaguardia del patrimonio artistico-culturale-monumentale sia pubblico che privato”.

“Con questa iniziativa – ha aggiunto Venturi – vogliamo proseguire il nostro impegno per rendere la città una vera e propria tela a cielo aperto, dopo aver iniziato quasi un anno fa accettando la proposta di abbellire otto delle nostre cabine elettriche, dislocate nei diversi quartieri, con personaggi legati al mondo dell’energia come Tesla, il Dio Apollo e Volta”.

 

Roberto Bolis

Fieragricola di Verona stringe una partnership esclusiva con il Marocco

Fieragricola, rassegna di Veronafiere dedicata al settore primario, ha firmato un accordo pluriennale per la gestione in esclusiva dell’Area Italia del Siam, il Salone internazionale dell’Agricoltura del Marocco. La manifestazione si terrà a Meknès dal 18 al 23 aprile prossimi.

«L’intesa raggiunta – commenta Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere – ci consente di rafforzare in Nord Africa il nostro presidio nell’agroalimentare, un comparto protagonista storicamente di un notevole interscambio tra i paesi del Mediterraneo.  Siamo inoltre molto soddisfatti di essere il primo organizzatore fieristico italiano a sottoscrivere una collaborazione strategica con il Siam».

Il dialogo fra enti fieristici ha avuto inizio un anno fa e si è intensificato dopo la visita di una delegazione guidata dal commissario generale del Siam, Jaouad Chami, alla 112ª edizione di Fieragricola, nel febbraio 2016. La partnership è un riconoscimento molto importante per Veronafiere e per Fieragricola, anche perché – in seguito agli incontri avuti a Roma nella sede della FAO e al ministero dell’Agricoltura del Marocco – l’Italia è stata nominata Paese d’onore del Siam.

Uno dei punti chiave del protocollo d’intesa riguarda una serie di visite di tutte le delegazioni dei Paesi africani che saranno presenti alla 12ª edizione del Salone internazionale dell’Agricoltura del Marocco.

Siam: i numeri. Nel 2016 il Siam ha assicurato una superficie espositiva di 172.000 metri quadrati, dei quali 80.000 coperti. I 1.220 espositori presenti, provenienti da 63 Paesi, hanno richiamato oltre un milione di visitatori e 21 delegazioni internazionali.

Manifestazione trasversale sull’agricoltura, come la Fieragricola di Verona, il Siam ha coinvolto 330 cooperative di prodotto e ha registrato una presenza durante la manifestazione di 2.734 capi zootecnici; 32 sono state le conferenze organizzate e 37 i trofei assegnati. Vasta l’eco della stampa, con 447 giornalisti accreditati presenti.

La presentazione a Verona. «Il prossimo 8 febbraio, in occasione della quinta edizione del Best Seller Award di Fieragricola – annuncia Luciano Rizzi, Area manager Agriexpo & Technology di Veronafiere – alla luce delle richieste di approfondimento sulla partecipazione a Siam, illustreremo tutti i dettagli utili alle aziende». È comunque già attiva la mail exhibitors@fieragricola.com per quanti desiderassero inviare una pre-adesione.

Il «Plan Maroc Vert». Attraverso il Piano Verde per l’agricoltura, in vigore fino al 2020, il Marocco punta a sostenere una delle voci più rappresentative della propria economia. Il settore primario occupa infatti circa 4 milioni di persone, pari al 45% dei lavoratori totali e contribuisce al 19% del Pil nazionale, con un’incidenza del 15% di agricoltura e allevamento e del 4% dell’alimentare.

Il progetto mira a incrementare il valore della produzione agricola da 6,5 a 9 miliardi di euro e dell’export (da 800 milioni a 4,5 miliardi di euro), con risorse annue disponibili per oltre 1 miliardo di euro.

Tra le numerose opportunità a sostegno degli investimenti privati in agricoltura il «Plan Maroc Vert» sovvenziona dall’80 al 100% l’acquisto di sistemi di irrigazione; dal 30 al 70% l’acquisto di macchinari ed attrezzature agricole; da 350 a 445 euro a capo per i bovini e da 64 a 75 euro a capo per gli ovini. Aiuti sono assicurati anche per le fasi di trasformazione delle materie prime agricole.

La volontà del re Mohammed VI è inequivocabile sul versante dell’innovazione in agricoltura, tanto che all’inizio dell’anno ha incentivato concretamente la diffusione di nuove tecnologie in tema di irrigazione, elemento chiave per la crescita del settore.

Veronafiere