“Prostituzione e tratta umana: l’informazione giornalistica tra ideologie politiche e pregiudizi di genere”

Sabato 6 ottobre 2018 nella Sala del Consiglio comunale (piazza Municipio, 2 – Ferrara) avrà luogo, nell’ambito del programma collaterale del Festiva di Internazionale a Ferrara, un incontro pubblico sul tema “Prostituzione e tratta umana: l’informazione giornalistica tra ideologie politiche e pregiudizi di genere”.

L’iniziativa, organizzata da Comune di Ferrara e Centro Donna Giustizia di Ferrara insieme all’Ordine dei Giornalisti e della Fondazione Giornalisti dell’Emilia-Romagna, è valida come formazione continua e obbligatoria per i giornalisti. La partecipazione è gratuita e aperta ai cittadini (per i cittadini interessati accesso alla sala fino ad esaurimento posti; sono previsti posti riservati per i giornalisti registrati sulla piattaforma Sigef entro i termini previsti). 

Attraverso l’analisi delle modalità di trattazione nella cronaca giornalistica delle tematiche della prostituzione e della tratta degli esseri umani correlate al genere, si propone un approfondimento sociologica dei fenomeni e dell’impatto nel contesto italiano (cliente, organizzazioni criminali, donne migranti e vittime di tratta), passando poi in rassegna agli strumenti e alle azioni per fronteggiarli con specifiche azioni e politiche di intervento attuate in Italia e in altri stati europei. Sarà anche l’occasione per un approfondimento e aggiornamento deontologico sul fronte del linguaggio di genere in ambito giornalistico “Manifesto di Venezia”.

Questo il programma del seminario:  

9,00 – 9,30 Registrazione dei partecipanti

9,30 – 9,45 Introduzione e saluto organizzatori e autorità

9,30 – 13,30 Relazioni, interventi, domande partecipanti

  • Le parole sono importanti. Appunti per una nuova grammatica delle donne e spunti per nuovi aspetti di deontologia giornalistica dal Manifesto di Venezia per la cronaca e la violenza di genere

Mara Cinquepalmi, giornalista, segretaria nazionale di Gi.U.Li.A

  • Politiche e welfare in Europa sul tema prostituzione: l’impatto sociale del fenomeno e le scelte politiche messe in campo in altri paesi

Giulia Garofalo Geymonat, ricercatrice all’Università Ca’ Foscari di Venezia – Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali

  • Il fenomeno prostituzione in ambito nazionale: politiche e strumenti

Andrea Morniroli, si occupa di politiche e azioni di welfare a livello locale. È socio della cooperativa sociale Dedalus

ore 11,30 – 11,45 pausa lavori

  • Prostituzione, tratta umana e clienti: analisi sociologica del fenomeno e utilizzo del linguaggio nel contesto italiano

Giorgia Serughetti, ricercatrice al Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Milano-Bicocca

  • Raccontare la violenza di genere: le scelte e i confini operativi del giornalismo d’inchiesta

Floriana Bulfon, scrive per l’Espresso e Repubblica, è inviata per RaiUno e collabora con RaiTre. È autrice di Grande Raccordo Criminale(Imprimatur) sul sistema di Mafia Capitale. Ha realizzato inoltre i documentari ‘Invisibili’ e ‘Vite sospese’ promossi da Unicef. [intervento in diretta streaming audio e video]

ore 13.30 Conclusioni Paola Castagnotto, presidente Centro Donna Giustizia Ferrara

Coordinano i lavori: Alessandro Zangara (responsabile Ufficio Stampa Comune di Ferrara), Eleonora Telloli (Luna Blu – Invisibile del Centro Donna Giustizia) con la collaborazione dell’equipe Luna Blu, Chiara Arena Chartroux e Valeria Ruggeri

A.Z.

 

Corso per conoscere i distillati

L’Assessorato alla Cultura del Comune di Sarezzo

organizza un corso per degustatore di distillati, in collaborazione con A.D.I.D. BRESCIA.

Il corso si terrà nei giorni 1, 3, 5, 8 e 12 ottobre dalle ore 19.30 alle ore 23.00.

Iscrizioni entro il 29 settembre.

Info: adidbrescia@virgilio.it

Il modellismo italiano in mostra alla Gran Guardia

Un momento della presentazione della mostra

È aperta alla Gran Guardia di Verona, l’11ᵃ edizione della Mostra – Concorso biennale di modellismo ‘Città di Verona’. L’evento è organizzato dall’associazione Modellismo Storico – AMS, in collaborazione con l’International Plastic Modellers’ Society Verona e il patrocinio del Comune.

La mostra, considerata fra i principali appuntamenti del modellismo italiano, presenta al pubblico le migliori realizzazioni del momento, con circa 500 modelli presentati da 150 espositori.

Fino al 30 settembre, con accesso gratuito, sarà possibile ammirare la riproduzione in miniatura di aeromobili, mezzi militari (carri armati, blindati, camion, vetture e moto), auto e mezzi civili (auto da corsa e non, moto, camion, eco), navi in legno, navi in plastica o altro, soldatini, fantasy, ossia figurini e mezzi d’ambiente fantastico o fantascientifico, diorami e scenette, juniores per ragazzi fino ai 15 anni.

Per l’edizione 2018 è stata inoltre realizzata una speciale sezione dedicata a riproduzioni in miniatura della Verona antica. In ambientazioni cittadine fedelmente riprodotte, sarà possibile rivedere immagini di una Verona ormai dimenticata.

I vincitori del concorso saranno premiati, domenica 30 settembre, da alcuni figuranti dell’associazione culturale Vivere la Storia di Verona, vestiti per l’occasione con uniformi della Prima Guerra Mondiale. Sempre domenica, saranno presentate al pubblico anche le pubblicazioni, “I volontari di Garibaldi” a cura del G.M.T. di Trento e “Il Caccia Re 2000” di Paolo e Adriano Riatti.

La mostra è aperta al pubblico tutti i pomeriggi dalle 10 alle 19; domenica 30 settembre, invece, con orario dalle 10 alle 15.30, quando si terranno le premiazioni del concorso.

 

Roberto Bolis (anche per la foto)

Iniziative culturali a Verona: visite, Museo del Calcio, Wiki Loves Monuments

Quattro passeggiate domenicali lungo le mura magistrali della città, con visite guidate gratuite e aperte a tutta la cittadinanza.

Si parte domenica 30 settembre, con il tour visita al Bastione delle Maddalene, alla Rondella di San Zeno in Monte e alla Batteria di Scarpa. Le passeggiate proseguiranno nelle domeniche del 7, 14 e 21 ottobre, per itinerari sempre diversi alla scoperta di percorsi storico artistici, ambientali e naturalistici.

L’iniziativa è promossa dalla 1^ Circoscrizione in collaborazione con Legambiente Verona e con il contributo di Amia.

Le visite guidate, condotte da volontari di Legambiente, porteranno i partecipanti a passeggiare lungo l’area collinare delle Mura e lungo il percorso dei bastioni. Tutte le passeggiate sono gratuite con prenotazione obbligatoria. Le visite termineranno con un momento conviviale.

Questi i percorsi delle quattro le passeggiate, della durata di circa 3 ore.
Domenica 30 settembre ritrovo e partenza da Porta Vescovo alle 10.30; Bastione delle Maddalene e visita al Centro Documentazione Verona Città Fortificata, Vallo collinare di Cangrande, Rondella di San Zeno in Monte, Batteria di Scarpa di San Zeno in Monte.

Domenica 7 ottobre ritrovo in piazza dante alle 15; quindi Ponte Pietra, scalinata Castel San Pietro, Fontana del Ferro, Rondella San Zeno in Monte, Batteria di Scarpa di San Zeno in Monte.

Domenica 14 ottobre ritrovo Porta Palio alle 15; poi visite alle gallerie di contromina, Bastione di Santo Spirito, Bastione dei Riformati, Porta Nuova, Bastione della Santissima Trinità, Bastione di San Francesco.

Domenica 21 ottobre ritrovo in piazza San Zeno alle 15, poi Porta Fura/Porta Catena, Bastione di Spagna, Bastione di San Procolo, Porta San Zeno, Vallo del Bastione di San Zeno.

Info e prenotazioni: Legambiente Verona, via Bertoni, 4 mail info@parcomuraverona.it, tel. 392-29961472.

Il Museo del calcio internazionale fa tappa a Verona. Per due settimane, fino al 7 ottobre, Forte Gisella farà da cornice all’esposizione di oltre 200 pezzi da collezione: maglie, palloni e cimeli utilizzati dai grandi campioni dal 1930 ad oggi. In mostra anche il pallone della prima partita internazionale Scozia-Inghilterra del 1872 e le divise utilizzate da Maradona, Pelè e Falcao.

L’ingresso, tutti i giorni dalle 9.30 alle 13 e la domenica anche dalle 15 alle 21, è gratuito.

L’appuntamento scaligero, patrocinato dal Comune, fa parte di un tour di 15 tappe in tutta Italia, per far conoscere il museo sorto a Roma qualche anno fa per volontà dell’Associazione italiana cultura sport. Sabato 6 ottobre alle ore 20 si terrà la “Cena calcio mondiale solidale”, al costo di 15 euro. Il ricavato sarà devoluto alla cooperativa “La Faedina” di Alfonso Tommasi. Per prenotazioni e informazioni è possibile consultare il sito www.fortegisella.com.

 

Per la prima volta, fotografi professionisti e dilettanti potranno immortalare oltre 100 monumenti del patrimonio storico e culturale di Verona e partecipare al concorso fotografico internazionale Wiki Loves Monumets.

La città scaligera, infatti, aderisce quest’anno all’iniziativa promossa e coordinata da Wikimedia Italia – Associazione per la diffusione della conoscenza libera-, che mira a valorizzare l’immenso patrimonio culturale italiano sul web.

C’è tempo fino al 30 settembre per caricare le foto con licenza libera su Wikimedia Commons, l’archivio di file multimediali a supporto dei progetti Wikimedia, che andranno ad arricchire le pagine di Wikipedia, l’enciclopedia on line più consultata al mondo.

Grazie al concorso, non solo sarà possibile condividere le foto dei monumenti più noti e visitati (grazie ai quali Verona è una delle città italiane più apprezzate dai turisti), come l’Arena o la Casa di Giulietta, ma anche dei monumenti cittadini meno noti, che si trovano nelle piazze cittadine, le mura, i bastioni, le torri e le fortificazioni austroungariche, anche i musei civici.

I partecipanti concorrono contemporaneamente ai premi regionali, a quelli nazionali e al concorso internazionale.

Le migliori foto d’Italia faranno parte di una mostra itinerante che toccherà numerose località nazionali.

Per maggiori informazioni sul concorso, il sito ufficiale è
https://wikilovesmonuments.wikimedia.it

 

Roberto Bolis

 

‘Ferrara Doggy Day-luce dei miei occhi’, occasione per tutti per conoscere i cani a 360 gradi

Seminari informativi, esibizioni, mercatino, laboratori grafici per i bambini, premiazione del concorso letterario “Cave canem anime pelose”, la prima camminata Family dog Run: sono questi solo alcuni dei momenti predisposti per i visitatori di “Ferrara Doggy Day/luce dei miei occhi” la manifestazione in programma domani, domenica 23 settembre dalle 9 alle 18 nella cornice del Sottomura di Porta Catena (angolo via Tumiati). L’iniziativa, ad ingresso gratuito, è organizzata dall’associazione di promozione sociale PluralCosmos che ha trovato ampia collaborazione dal mondo dell’associazionismo, animalista e no.

Scopo della giornata sarà quello di fornire informazioni a 360 gradi sul cane, rivolte non solo a chi già gode della sua compagnia, ma anche a chi lo incontra per la prima volta o avrebbe intenzione di adottarne uno. Per tutti sarà poi occasione per approfondire la conoscenza del lavoro dei cani da allerta diabete, dei cani guida, quelli da soccorso o delle forze dell’ordine. In caso di maltempo si apriranno le porte del palapalestre Caneparo.

PROGRAMMA

Apertura area ore 07.30 per gli allestimenti.
– 09,00: Accoglienza dei partecipanti nell’area del Sottomura presso i gazebo predisposti;
– 09,15: solenne saluto alla Bandiera con l’Inno di Mameli
– inizio ufficiale della manifestazione con il saluto dei presidenti delle associazioni organizzatrici, del referente dell’Ospedale degli Animali e della Pluriversum Edizioni e delle altre Autorità invitate (Sindaco di Ferrara, Prefetto, Questore, Comandante Forze dell’Ordine ecc.);

ARENA
Mostra fotografica Pet Photography
10,30 – Pluriversum Edizioni – presentazione autori dell’antologia Cave Canem e letture di brani
11.30 – SoS veterinario risponde con il dott. David Giraldi
12.15 – premiazione della Ferrara Family Dog Run
13 – 15,00 pausa
15,30 – 17,30 Laboratorio di disegno sugli animali con il fumettista Donald Soffritti che prende spunto dal libro “Piccole storie della foresta” di Frederic Bremaud e Federico Bertolucci (ReNoir Comics). A cura di Vola nel Cuore laboratorio di zooantropologia didattica per la creazione di un decalogo del buon proprietario. Nell’area “Giovani Cuori” le associazioni Mondo Animali, Vola nel Cuore, il Teatro Minore e Pierfrancesco il poeta dei bambini intratterranno i più giovani coinvolgendoli in un percorso ludico emozionale molto articolato
17,30 – Primo pronto soccorso con il personale dell’Ospedale degli animali

AREA CORSA
Mura:
ore 10,00: partenza della Ferrara Family Dog Run corsa/camminata di km.3 o km 5 non competitiva previo controllo dallo staff di veterinari dell’Ospedale degli animali accompagnati da alcuni degli educatori della scuola Itinera Agility Dog di Ferrara e dai loro allievi. Seguendo il sottomura, si dirigerà verso la Porta degli Angeli per km 1,5, e ritorno per la stessa via; chi volesse continuare correndo può proseguire sino al torrione di Porta San Giovanni e ritorno.
Ore 11.30 – arrivo

AREA VERDE ATTIGUA PALAPALESTRE/GIARDINO DELLE CAPINERE
09,30 – Primo pronto soccorso con il personale dell’Ospedale degli animali
10,00 – 11,00 dimostrazione unità cinofile delle forze dell’ordine
12 – 13 /
15,00 – esibizione di Estense Dog
15,30 – presentazione Blindsight Project cani guida
16,00 – il mago dei carrellini Alessandro Ortolan e le sue opere dell’ingegno
16,30 – presentazione Progetto Serena Cani da allerta diabete di Cerea
17,30 – i finalisti del concorso letterario a cura di Pluriversum Edizioni
18,00 – Saluti

In caso di pioggia la manifestazione si terrà ugualmente. Le esibizioni e i laboratori si svolgeranno all’interno del Pala Palestre.

Tutte le dimostrazioni e le attività si concluderanno circa alle ore 18,00. Seguiranno i saluti e i ringraziamenti alle autorità e tutti i partecipanti, organizzatori e sponsor.
Il Presidente PluralCosmos
Roberto Bazzani

E 09,15 – Saluto alla Bandiera

E 09,30 – Primo pronto soccorso con il personale dell’Ospedale degli animali

M 10,00 – Corsa a cura di Ospedale degli animali e sorvegliata da Itinera Agility Dog
E 10,00 – dimostrazioni di unità cinofile delle forze dell’ordine

A 10,30 – presentazione autori dell’antologia a cura di Pluriversum Edizioni

A 11,30 – Sos Veterinario risponde

E 12,15 – premiazione della prima Ferrara Family Dog Run

Pausa

E 15,00 – esibizione di Estense Dog

E 15,30 – presentazione di Blindsight Project cani guida

A 15,30 – Laboratorio con fumettista/poeta/attori/Vola nel cuore e i pet photography di Mondo Animali

E 16,00 – il mago dei carrellini Ortolan Alessandro parla delle sue opere dell’ingegno

E 16,30 – presentazione del Progetto Serena cani allerta diabete di Cerea

E 17,30 – premiazione del concorso letterario a cura di Pluriversum Edizioni

A 17,30 – primo pronto soccorso con il personale dell’Ospedale degli Animali

E 18,00 – Saluti

A= arena
M= mura
E= Esterno

 

In caso di pioggia la manifestazione si terrà ugualmente. Le esibizioni e i laboratori si svolgeranno all’interno del Pala Palestre.

 

Alessandro Zangara (anche per le foto)

Autunno al Castello Estense con incontri per bambini e famiglie

 Un ciclo di appuntamenti rivolti alle famiglie per conoscere il Castello di Ferrara, scoprire storie e racconti sui principali protagonisti della Corte Estense: Niccolò II, Leonello d’Este, Borso e Alfonso I. Dopo un percorso tra le sale del museo, un’attività di laboratorio consentirà a bambini e genitori insieme di realizzare un personale elaborato da portare a casa come ricordo dell’esperienza.
Si comincia oggi, sabato 22 settembre alle 16, con il laboratorio Oh che bel Castello (per bambini dai 4 ai 7 anni), in cui scoprire più da vicino torri, merlature e ponti levatoi, come elementi che proteggevano il Castello e i suoi abitanti. Un percorso e un laboratorio finale per conoscere la figura di Nicolò II e le vicende che portarono alla costruzione dell’edificio, capire la funzione dei differenti ambienti e progettare un proprio castello su misura.
Sabato 20 ottobre i bambini potranno incontrare la figura di Leonello d’Este, ritratto di profilo in molti dipinti, in un laboratorio in cui riflettere sul significato e sul potere delle immagini e realizzare il proprio autoritratto come signori d’altri tempi.

Sabato 24 novembre si entrerà nel mondo elegante di Borso d’Este per conoscere vezzi e passioni del primo duca di Ferrara, scoprire curiosità sulla moda di corte e “creare” un abito ispirato al gusto del tempo.
Infine, sabato 15 dicembre si celebrerà Il duca Alfonso I, esperto di artiglieria e fortificazioni e i partecipanti potranno inventare una speciale e personale armatura.

Per informazioni e prenotazioni chiamare il tel. 0532 299233.

 

Alessandro Zangara (anche per la foto)

Grande festa per l’addio al ciclismo di Damiano Cunego

Una grande festa per celebrare i successi e la carriera sportiva di Damiano Cunego, in occasione del suo addio al ciclismo.

L’evento “Una bici al chiodo”, si terrà stasera sabato 22 settembre, alle ore 20, all’hotel Al Fiore di Peschiera del Garda. Durante la serata verranno raccontati aneddoti ed episodi che hanno segnato la carriera di Cunego. Per partecipare, fin dalla cena, è necessario prenotare telefonando al numero 3467869340 o inviando una e-mail all’indirizzo info@bikedivision.it.

“Per anni Damiano Cunego ha rappresentato Verona nel mondo, regalandoci tante emozioni e vittorie – ha detto Rando, assessore allo sport del comune di Verona -. Questa serata sarà il miglior modo per festeggiare la sua importante carriera sportiva e per ringraziarlo di quanto ha fatto nell’arco di più di vent’anni”.

 

Roberto Bolis (anche per la foto)

Nuovo album per gli Ifsounds

Difficile intervistare gli Ifsounds: ogni album è una novità, un passo in avanti rispetto ai precedenti, ma anche un concept, una narrazione in musica da affrontare con attenzione. Partiamo proprio dal lungo percorso in evoluzione della rock band molisana. An Gorta Mòr è il vostro sesto album: immaginavate anni fa che sareste arrivati a questo punto?

Dario Lastella: In realtà ci speravo, più che crederci. Anni fa lavoravamo come una studio band, anche se poi a ben guardare, spesso i membri della band erano meri esecutori delle mie idee musicali. Questo era un grande limite per la nostra musica e aveva creato una strana comfort zone da cui siamo usciti solo con il radicale cambio di formazione e con la trasformazione in band “vera” e attiva anche live. Tutto ciò è avvenuto a partire dal nostro penultimo album Reset uscito nel 2015 e continua con An Gorta Mór. Solo adesso gli ifsounds stanno diventando quella band che cercavo di costruire insieme agli altri ragazzi da tanti anni.

Reset aveva segnato un cambio di rotta: nuova formazione, taglio più rock, distacco rispetto a certe atmosfere progressive a voi care. È stato solo un episodio isolato?

Reset era un album necessario in quel determinato momento storico della nostra band, ma è anche il lavoro che secondo me rappresenta meno il nostro sound. Proprio quella necessità di “suonare da rock band” ci ha portato a scelte stilistiche lontane dal nostro modo di concepire il rock e il prog rock, soprattutto negli arrangiamenti e nel trattamento della batteria che rispecchiavano il vissuto musicale dell’amico Gianni Manariti che suonava in quel lavoro. La sua presenza è stata fondamentale per dare nuovo slancio al progetto, ma è altresì evidente che Lino Mesina, il nostro nuovo batterista, è molto più vicino alla nostra sensibilità musicale di quanto lo sia Gianni, quindi è stato facile tornare insieme a lui a un discorso più prog. Quindi ritengo Reset un episodio isolato, anche se ci ha insegnato un nuovo linguaggio e un nuovo approccio che hanno ulteriormente arricchito la nostra paletta di colori e che comunque ci sono stati utili durante la composizione, l’arrangiamento e la registrazione di An Gorta Mór.

Ifsounds è una delle poche band italiane a “pensare concettualmente”. Il nuovissimo An Gorta Mòr è un concept, mai come questa volta dal taglio “politico”. Spiegaci tutto.

Era inevitabile. I nostri primissimi album erano disegnati su concept più filosofici e sfumati, a volte troppo. Lo stesso Red Apple era legato al mio romanzo Mela Rossa ed era di difficile fruizione per l’ascoltatore casuale che non avesse familiarità con la storia. Reset, invece, ha una forte matrice autobiografica e dal punto di vista concettuale, oltre che da quello musicale, aveva il compito appunto di resettare il discorso ifsounds e farlo ripartire seguendo una linea più chiara. Da queste premesse nasce An Gorta Mór, un album che ha come filo conduttore la fuga dal dolore. Il dolore può essere una guerra, una famiglia “sbagliata”, la disperazione, la fame. In fondo An Gorta Mór significa proprio “la grande carestia” e fa riferimento all’olocausto irlandese di metà XIX secolo che portò l’isola a perdere circa un terzo dei suoi abitanti tra morti per denutrizione ed emigrati in fuga dalla fame, che scelsero di affrontare viaggi della speranza in condizioni terrificanti per garantirsi un futuro, e non un futuro migliore, intendo dire proprio un futuro. È evidente che 170 anni dopo le cose non sono cambiate molto, ma si sono solo spostate geograficamente.

Dalle Dust Bowl Ballads di Woody Guthrie al rabbioso piglio di Roger Waters, passando per le riflessioni dei Camel di Harbour Of Tears, il tema delle migrazioni è stato affrontato con spirito diverso a seconda della sensibilità artistica e del periodo storico. Qual è la peculiarità della vostra lettura?

Solo a leggere i nomi degli artisti citati arrossisco: magari riuscissimo ad esprimere solo un decimo della loro arte! Il tema delle migrazioni è a me molto caro, tant’è che già lo affrontai in una vecchia canzone (Summer Breeze, pubblicata su Apeirophobia nel 2010). Allora parlavo della mia esperienza di emigrante in giacca e cravatta e cercavo di disegnare un bozzetto psicologico ed emozionale di chi già è costretto a vivere all’estero, come me in quel periodo. In An Gorta Mór mi sono spinto oltre, cercando di descrivere la sensazione di disperazione che porta la persona ad affrontare il viaggio e soprattutto il dolore fisico del viaggio stesso: il viaggiatore di Summer Breeze rifletteva seduto comodamente in un aereo, mentre i tragici protagonisti di Mediterranean Floor e di An Gorta Mór attraversano il deserto a piedi e l’Oceano Atlantico su quelle che in inglese si chiamano “coffin ships”, ovvero “navi-bara”. Ed è questo il punto di partenza del concept: a che grado di disperazione bisogna arrivare per affrontare un viaggio del genere? Nel disco cerchiamo di parlare di questo, ma non solo: un altro brano parla di violenza domestica e delle dinamiche malate che si creano nella vita di coppia, in un altro di una ragazza prigioniera di una famiglia che la costringe a una vita che non sente sua e scappa di casa, in un altro ancora delle seduzioni dei guru digitali che promettono fantastici guadagni su internet per sfuggire a un quotidiano fatto di disoccupazione o di occupazione degradante. Il filo conduttore è quello che in marketing è definito “fuga dal dolore”: per i commercianti è uno dei motori più potenti per la riuscita di un prodotto o servizio, mentre noi con brani di An Gorta Mór cerchiamo di scavare in questo dolore per ritrovare l’essenza dell’uomo.

Un tempo musica e politica, musica e impegno sociale, andavano di pari passo, oggi invece – in tempi di estrema polarizzazione – questo sembra un accostamento pericoloso. Non è ora che il grande rock e i suoi eredi riprendano quei temi?

Sicuramente erano bei tempi per la musica prodotta, anche se all’epoca in Italia si finì con esagerare con la politicizzazione… in fondo siamo pur sempre una nazione di tifosi, qualunque cosa facciamo. Oggi si esagera in senso opposto e la musica mainstream è caratterizzata da un disimpegno totale, o nella migliore delle ipotesi dall’introspezione un po’ finta e ruffiana di certo indie di successo. Il rock-con-un-messaggio non esiste più, forse perché gli artisti hanno troppa paura di esporsi, o forse, come sostengono i critici più acidi, perché non esiste più il rock. Del resto c’è un forte appiattimento della musica soprattutto live verso il fenomeno delle cover band, che asseconda un certo modo “pigro” di pensare da parte del pubblico. Ma la colpa non è del pubblico, bensì della proposta musicale e soprattutto dei grandi media che sono molto più conservatori oggi che 40-50 anni fa: negli anni ‘70 gli Area erano un gruppo molto popolare, nonostante fossero fortemente politicizzati e suonassero musica spesso avantgarde. Oggi una band come gli Area avrebbe un’esposizione e un successo infinitamente minore. Del resto il clima culturale e politico che ci circonda fa davvero paura e noi stessi, che pure non abbiamo certamente un’esposizione mainstream, abbiamo avuto delle riserve sul proporre certi temi: in fondo non è che abbia tutta questa voglia di essere insultato sui social dai famosi leoni da tastiera! Alla fine però è prevalso un certo senso civico e umanistico: io ad esempio non ho mai avuto la tessera di alcun partito, né ho mai fatto propaganda politica per nessuno, neppure a livello di elezioni comunali, ma di fronte a certe tematiche universali ritengo che il dramma dell’uomo debba avere voce. Ovviamente non ho la pretesa di avere io la soluzione ai problemi, non ritengo di essere all’altezza, altrimenti cercherei di entrare nelle istituzioni per risolvere i mali del mondo, ma da artista non posso accettare la deriva di chi percepisce l’altro sempre e solo come un nemico e non più come semplicemente un altro uomo. Credo che questo principio dovrebbe essere banale senso civico, ma oggi sembra quasi un’assurdità.

In tempi di playlist sempre più spezzettate, usa e getta, cosa significa esprimersi nell’ampio respiro del concept?

Significa andare in direzione ostinata e contraria! Lo è fare musica originale prog rock in tempi di reggeaton, cover band e hip hop per adolescenti. Del resto siamo cresciuti in un’epoca in cui avevamo un rapporto quasi viscerale con i nostri miti musicali e con le loro opere. Oggi sarebbe molto più facile avere un rapporto diretto con grandi artisti, ma il pubblico è diventato distratto e un po’ facilone, e il mercato si è adeguato. La nostra speranza è quella di stringere sempre di più il rapporto con un pubblico quanto più simile possibile a quello che voluto avere noi con i nostri miti da ragazzi. Ovviamente è difficile che un ascoltatore casuale, un amante del pop attuale possa soffermarsi o avere interesse nei riguardi degli ifsounds, ma forse a lui non avremmo neppure un granché da dire!

Per questo disco avete potuto contare anche su ospiti di varia estrazione, quali sono i motivi di questa scelta e chi sono gli special guest?

Sono innanzitutto degli ottimi amici con cui da tempo condividiamo passioni musicali. Il primo che voglio citare è il tastierista Lino Giugliano, musicista di grandissimo livello e personalità che dopo le registrazioni di An Gorta Mór ha cominciato a collaborare con la band nei live e che con ogni probabilità entrerà a far parte stabile della nostra formazione. La suite An Gorta Mór è un brano corale con molti personaggi: uno è uno spietato trafficante di esseri umani e lo ha interpretato magistralmente il nostro grande amico Vincenzo Cervelli (Acid Tales, Eva’s Bullet), mentre, parlando di Irlanda e di suggestioni celtiche, non potevamo non pensare ai maestri assoluti del genere, gli Hexperos, musicisti straordinari e ottimi amici; Alessandra Santovito ci ha regalato un cameo meraviglioso con la sua voce incredibile, mentre Francesco Forgione ha suonato per noi il bhodrán. Al violino abbiamo chiamato un giovanissimo talento dal Conservatorio di Campobasso, alla sua prima registrazione rock. Infine va menzionata la partecipazione dell’amico Marco Grossi nel coro finale e il bellissimo lavoro grafico dell’artista Fabienne Di Girolamo, che per la seconda volta ha disegnato per noi la copertina del nostro album.

La vita degli Ifsounds è intrecciata all’attività artistica del suo fondatore Dario Lastella, reduce dai buoni riscontri del libro Mela Rossa. L’ambientazione distopica e anch’essa politica in senso lato quanto influenza il songwriting degli Ifsounds?

Mela Rossa/Red Apple era un progetto molto ambizioso, forse non pienamente riuscito dal punto di vista musicale, ma che dal punto di vista letterario mi ha dato grandi soddisfazioni. Certo che oggi mi piacerebbe ri-registrarlo con la nuova formazione, perché probabilmente la crisi della band e mia personale del 2012 ci ha impedito di ottenere il massimo da quelle composizioni. Per quanto riguarda la relazione tra le tematiche politico-distopiche e la nostra musica devo dire che probabilmente rispecchiano un mio “difetto artistico”: tendo a sentire l’esigenza di scrivere di cose che non mi piacciono e in qualche modo mi angosciano, mentre trovo estremamente difficile scrivere di quanto sia bello qualcosa. Ritengo che la musica e l’arte in genere abbiano anche, se non soprattutto, il ruolo di strumento di denuncia. In questo senso mi sento molto vicino ai Maestri degli anni ‘70, sia italiani che no. E poi, in fondo, quando si vive una bella esperienza è meglio godersela a pieno e non scriverci su una canzone. Personalmente ho sempre trovato estremamente noiose le canzoni che parlano di quanto sia bella la vita con l’amata/o… forse sono solo poco romantico!

 

D.Z., F.G. (anche per le foto)

 

L’embrione degli Ifsounds si forma nel 1993, quando Franco Bussoli, Pietro Chimisso, Claudio Lapenna e Dario Lastella registrano i primi rudimentali demo che alternano proprie composizioni e cover (Pink Floyd, Queen, Police, ecc.). Dopo un decennio di inattività, nel 2004 il gruppo si riforma per registrare In the cave, che nonostante i difetti di produzione traccia un cammino nuovo per la band. Nel 2005 esce if, che riprendee e rielabora alcuni brani scritti nei primi anni di esistenza del gruppo. Nel 2006 il brano I wish raggiunge la prima posizione nella classifica “Classica” di iacmusic.com dove staziona per circa due mesi. You ottiene la nomination per il Golden Kayak Award nella categoria “Easy Listening”.

Nel 2006 esce The Stairway, che ottiene un buon successo di critica e pubblico, tanto che sei brani raggiungono la Top 10 della classifica Progressive Rock di iacmusic.com, con Close your eyes al numero 1. Nel 2008 esce Morpho Nestira. Il consenso tra i fan del prog in tutto il mondo è alto ma a settembre 2009 il gruppo cambia denominazione, da If diventa ifsounds e per lanciare la nuova line-up pubblica il video Midsummer Raving.

Nel 2010 gli Ifsounds firmano per l’americana Melodic Revolution Records e pubblicano la compilation if…sounds, alla quale segue Apeirophobia,. Il disco contiene l’ambiziosa suite omonima, primo tentativo della band con una composizione di tale difficoltà. Apeirophobia ottiene un notevole successo di critica, diventando uno dei dischi progressive rock preferiti dell’anno tra gli ascoltatori, i deejay e i recensori di tutto il mondo. L’album ottiene una nomination come Best Italian Album ai ProgAwards. Aprile è scelta dalla casa discografica There is Hope per la compilation benefica Strength, i cui ricavati sono destinati alle popolazioni del Giappone colpite da un terribile terremoto/tsunami.

Nell’Ep Unusual Roots gli Ifsounds ospitano la leggenda dell’hard rock Phil Naro (Talas, CRISS, Ddrive…) e Andrea Garrison. Nel  2012 è la volta di Red Apple, tratto dal romanzo Mela Rossa di Dario Lastella. Dopo notevoli modifiche nell’organico, la band rinasce con una nuova formazione che nel 2015 pubblica – in versione italiana e inglese, sempre con Melodic Revolution – il sesto album Reset. È un album di transizione con il quale il quintetto prova un linguaggio più smaccatamente rock.

Dopo tre anni e con una line-up parzialmente modificata, Melodic Revolution pubblica l’ambizioso concept sulle migrazioni dal titolo An Gorta Mór, il disco della maturità per Dario Lastella e compagni.

IFSOUNDS:

Runal – Vocals

Lino Mesina – Drums & Percussions

Fabio De Libertis – Bass Guitar

Claudio Lapenna – Piano, Keyboards, Synth & Vocals

Dario Lastella – Guitars, Synth and Vocals

 

 

Il Teatro Carlo Felice in Tournée in Cina

Dopo la recente partecipazione di agosto al Lubiana Festivalin Slovenia, nel quale la Fondazione Teatro Carlo Felice è stata invitata a partecipare con l’Opera Rigoletto, a fine settembre il Teatro sarà nuovamente figura di spicco di una tournée in Cina. Protagonista l’Orchestra del Teatro Carlo Felice, che suonerà insieme alla Sichuan Philarmonic Orchestra in occasione dell’evento che inaugura ufficialmente la Fiera Western China International Fair (WCIF)– ICEa Yunduan Chengdu.Saranno presenti l’Ambasciatore d’Italia nella Repubblica Popolare Cinese Ettore Francesco Sequi, una delegazione del Governo Italiano con il Vice Presidente del Consiglio On. Luigi Di Maio, Regione Liguria, oltre a una delegazione di Confindustria e dell’Autorità Portuale di Genova.

Il Teatro Carlo Felice, con la presenza di 30 Professori d’Orchestra, ha fatto uno sforzo straordinario per garantire contemporaneamente anche l’inaugurazione della Stagione Sinfonica del 21 settembre, coinvolgendo tutti gli elementi disponibili e Professori aggiunti che hanno già suonato durante la precedente stagione.

Sarà la bacchetta di Stefano Mazzoleni a dirigere il concerto del 20 settembre, con un programma dedicato interamente alle intramontabili composizioni diNino Rota, mentre nell’appuntamento successivo del22 settembre verranno eseguiti l’Ouverture accademica op.80, ilConcerto per violino, violoncello e orchestra in la minore, op.102 e laSinfonia n. 1 in do minore, op.68 di Johannes Brahms.

Giovedì 20 settembre 2018 ore 18.00 ICON Yunduan Chengdu (Cina)

Direttore

STEFANO MAZZOLENI

Nino Rota

Pin Penin da “Casanova” (arr. Fabrizio Francia)

Suite da “Romeo e Giulietta” (arr. Fabrizio Francia)

Passerella da “8 e 1/2” (arr. Fabrizio Francia)

Fantasia e canzone  da “La  dolce vita” (arr. Fabrizio Francia)

Suite da “Giulietta degli spiriti” (arr. William Ross)

Valzer  Verdi  – Valzer del  commiato da  “Il  gattopardo” (arr. Fabrizio Francia)

Suite da “Prova d’orchestra” (arr. William Ross)

Suite dalla trilogia da “Il  padrino” (arr. Fabrizio Francia)

Suite da “Le  notti di Cabiria” (arr. Fabrizio Francia)

Fantasia da “Amarcord” (arr. Fabrizio Francia)

ORCHESTRA DEL TEATRO CARLO FELICE

SICHUAN PHILARMONIC ORCHESTRA

Sabato 22 settembre 2018 ore 19.30 ICON Yunduan Chengdu (Cina)

Johannes Brahms

Ouverture accademica op.80

Concerto per violino, violoncello e orchestra in la minore, op.102

Sinfonia n. 1 in do minore, op.68

ORCHESTRA DEL TEATRO CARLO FELICE

SICHUAN SYMPHONYC ORCHESTRA

 

 

Marina Chiappa

 

 

A Verona Belive Film Festival, il primo festival di corti per ragazzi

Si chiama “BELIEVE Film Festival” il primo concorso veronese di corti dedicato agli adolescenti. Il festival, patrocinato da Regione e Comune, è stato presentato lo scorso 6 settembre al Lido di Venezia in occasione della Mostra del Cinema.

Si tratta di una novità assoluta a livello regionale. L’iniziativa, promossa dal gruppo di giovani “beLIeVE – al servizio del talento”, nato nell’Oratorio salesiano di Santa Croce, è rivolta a ragazzi dai 13 ai 19 anni di tutta Italia che abbiano voglia di mettersi alla prova con la produzione di un cortometraggio della durata massima di 15 minuti.

I temi da trattare riguardano principalmente l’universo giovanile: dalle relazioni alle amicizie, dai social alla scuola, ma anche argomenti più profondi come la diversità e Dio.

I cortometraggi devono essere inviati entro il 12 ottobre allo staff del beLIeVE per poi essere selezionati da una giuria di esperti che decreterà i 10 finalisti.

Nella serata del 10 novembre, al Cinema Teatro Alcione, verranno premiati il miglior film, la miglior sceneggiatura (idea), la migliore recitazione e il corto più votato dal pubblico (attraverso app scaricabile sugli smartphone).
I primi classificati vinceranno la possibilità di passare una settimana con una troupe televisiva durante una produzione cinematografica. Il miglior corto, inoltre, potrà accedere direttamente alle fasi finali del Tertio Millennio Film Fest a Roma.

I corti vincitori e che riceveranno la menzione speciale della giuria, verranno inoltre proiettati sui grandi schermi delle 70 sale del Triveneto gestite dall’associazione cattolica esercenti cinema, prima della proiezione in cartellone.

L’iniziativa è stata presentata oggi in sala Arazzi dall’assessore alle Politiche giovanili Francesca Briani insieme al consigliere comunale Marco Zandomeneghi. Presente il coordinatore del progetto beLIeVE don Francesco Da Re e i ragazzi del team.

“Non posso che essere orgogliosa di presentare un’iniziativa che promuove insieme i valori della cultura e delle politiche giovanili – ha detto l’assessore Briani -. Come Amministrazione promuoviamo il linguaggio delle immagini, e quindi anche del cinema, come strumento per veicolare sentimenti ed emozioni. Il cortometraggio, inoltre, credo sia perfetto per i ragazzi, per mettere alla prova la loro determinazione e le loro capacità relazionali”.

 

Roberto Bolis