‘L’occhio fotografico’: paesaggi raccontati in poesia da Giovanna Menegùs

Raccoglie poesie dedicate a paesaggi urbani e naturalistici il libro di Giovanna Menegùs ‘L’occhio fotografico’ che lunedì 4 febbraio 2019 alle 17 sarà presentato nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via delle Scienze 17, Ferrara). Nel corso dell’incontro, a cura del Gruppo Scrittori Ferraresi, leggerà i testi e discuterà con l’autrice Giuseppe Ferrara.

Giovanna Menegùs è cresciuta a S. Vito di Cadore. Dal 2004 vive in provincia di Varese. Pubblica poesie e altri scritti nel blog letterario La poesia e lo spirito e nel suo sito personale crudalinfa. Dopo Quasi estate (ExCogita 2017, opera selezionata da MasterBook) e Investitura di voci (96 rue de-La-Fontaine 2018), L’ occhio fotografico raccoglie poesie di paesaggio urbano e naturalistico: “…Vi è un’analogia tra lo sguardo gettato sulla fotografia e lo sguardo gettato sulla poesia…il poeta che restituisce emozioni o sensazioni, che prova a fissare un’immagine o a registrare un suono della natura sembra che lo faccia per noi, documentarista del mondo su nostro tacito mandato…” (dalla post fazione di Antonio Fiori).

 

Alessandro Zangara (anche per la fotografia)

Domenica 3 febbraio in Musica

Prosegue la Stagione DOMENICA IN MUSICA, con l’appuntamento di Domenica 3 febbraio alle ore 11.00 presso il Primo Foyer del Teatro Carlo Felice.

Il raffinato programma, interamente dedicato al celebre Johannes Brahms, propone l’esecuzione della Sonata in fa minore per clarinetto e pianoforte op. 120 n. 1 e la Sonata n. 2 in Mi bemolle maggiore per clarinetto e pianoforte op. 120 n. 2 . Protagonisti, Corrado Orlando al clarinetto (primo clarinetto dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice) accompagnato al pianoforte da Giacomo Dalla Libera.

L’iniziativa Domenica in Musica conferma l’attenzione di un pubblico genovese sempre più attento e desideroso di novità culturali, abbinate anche alla possibilità di ascoltare della buona musica sorseggiando un aperitivo nel primo foyer, ambiente suggestivo e raffinato a cura del Caffè del Teatro.

Domenica 3 febbraio 2019 ore 11.00

Primo Foyer Teatro Carlo Felice

Corrado Orlando

clarinetto

Giacomo Dalla Libera

pianoforte

Musiche di Johannes Brahms: Sonata in fa minore per clarinetto e pianoforte op. 120 n. 1; Sonata n. 2 in Mi bemolle maggiore per clarinetto e pianoforte op. 120 n. 2.

 

Marina Chiappa

 

 

Rome Chinese New Year Celebration

Roma prenderà parte alle festività mondiali legate alla Chinese New Year Celebration: dal 2 al 10 Febbraio, il centro storico della Capitale renderà omaggio al turismo orientale incentivando il flusso di clienti asiatici e concentrando in una settimana una serie di iniziative legate al Capodanno Cinese.
In concomitanza con l’evento e nell’ottica di creare un forte connubio tra arte, fashion e lusso, all’interno di alcune tra le più prestigiose boutiques del luxury district della Capitale, saranno esposte opere fotografiche di Liu Bolin: una sorta di “mostra diffusa” con circa 30 esemplari selezionati tra gli scatti realizzati a Roma e dedicati alla pop art.

Noto per i suoi autoritratti fotografici caratterizzati dalla fusione del suo corpo con l’area circostante attraverso un accurato body-painting, Liu Bolin può essere considerato l’artista della moda e del lusso, con all’attivo, tra gli altri, prestigiose collaborazioni con Valentino, Moncler, Tod’s, Ruinart… La sua arte e le sue opere sono conosciute in tutto il mondo e Roma, come altre metropoli, è stata sia teatro delle sue celeberrime fotografie che contenitore di una recente mostra al Vittoriano.

L’artista, prescelto da Andrea Amoruso Manzari – promotore di questo secondo format legato al mondo del lusso dopo la Vendemmia (KRT™) – a rappresentare questa edizione del Capodanno Cinese, sarà il collante ideale per legare perfettamente la Cina con la moda e la Città Eterna, rappresentando allo stesso tempo l’identità culturale della popolazione orientale e l’internazionalità dell’evento in sé: invitato a partecipare attivamente all’iniziativa, Liu Bolin arriverà a Roma il 7 febbraio per una live performance, con la produzione di uno scatto creato appositamente dall’artista per l’occasione, presso la Galleria Borghese (ore 19.00).
A seguire l’art live performance, un cocktail su invito alla presenza dell’artista, durante il quale si berrà unicamente Carpineto con alcuni vini signature della prestigiosa griffe toscana tra le top 100 mondo per Wine Spectator, molto nota anche proprio nel mercato orientale. “Siamo felici di essere partner della Chinese New Year Celebration con alcuni dei vini che meglio sposano proprio la cucina orientale e fusion gourmet”, afferma Antonio Michael Zaccheo produttore di Carpineto Grandi Vini di Toscana.

Lunedì 4 febbraio, dalle 10.00 alle 13.00, sarà invece organizzato al Grand Hotel Plaza di Roma un importante appuntamento formativo, dedicato alla stampa e agli operatori del mondo della consulenza e dei servizi alla moda e al lusso, in collaborazione con i partner dell’iniziativa: WeChat, Fondazione Italia Cina, Il Sole 24 ore, Digilat Retex e Stamp, la nuova realtà del mondo del tax refund. In tale ambito verranno affrontati argomenti tecnici, statistici, comportamentali e funzionali indispensabili per migliorare le performance di vendita e di servizio alla clientela cinese. La scelta del Grand Hotel Plaza, uno degli hotel più storici e prestigiosi di Roma, si associa ai servizi della struttura adeguati ai clienti cinesi fin dal 2009, all’avanguardia e all’insegna della loro specifica sensibilità culturale e artistica.

“La Cina è il primo acquirente internazionale del settore fashion & lusso in Italia con il 34% di presenze all’anno – afferma Andrea Amoruso Manzari – quindi organizzare un evento legato al mondo del lusso per la Cina è un atto indispensabile di riconoscenza il cui obiettivo è quello di offrire una shopping experience unica e taylor made per il mercato cinese. Lo stesso format che presentiamo nella Capitale è stato adottato in contemporanea anche da Milano, in collaborazione con l’Associazione Montenapoleone”.

La Festa di Primavera, conosciuta all’estero come Capodanno Cinese, è la più importante festività annuale in Cina, ed è paragonabile alle festività natalizie dei paesi occidentali. Festeggiare un anno di duro lavoro, riposarsi e rilassarsi con la propria famiglia, augurandosi che l’anno successivo sia fortunato e prospero – secondo la credenza che un buon inizio porti fortuna e successo professionale durante il corso dell’anno – sono i preamboli di una tradizione che trae le sue origini dalle antiche civiltà agricole cinesi e dai loro desideri di un buon raccolto.

ROME CHINESE NEW YEAR CELEBRATION è un’iniziativa ideata e organizzata da Andrea Amoruso Manzari per KRT™, in collaborazione con l’Ufficio Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Popolare della Cina in Italia, Comune di Roma Municipio I Roma Centro, Fondazione Italia – Cina, BoxArt, Moutai, Arthemisia, Grand Hotel Plaza, 88 Baijiu, Associazione via Condotti, Valverde, Carpineto Grandi Vini Toscana.

 

Elisabetta Castiglioni

 

Torneo interscolastico di basket a Verona

Sta per partire il torneo interscolastico di pallacanestro. Da lunedì 4 febbraio, oltre 400 studenti appartenenti a 16 istituti superiori di Verona e provincia parteciperanno alla quarta edizione della Scaligera High School Cup, all’interno dell’Agsm forum. La competizione sarà suddivisa in 4 gironi con una fase di qualificazione, a cui seguiranno playoff e playout.

Il torneo, ideato dalla Scaligera Basket in collaborazione con Magic Summer 3D Sport e Vacanza, coinvolgerà i ragazzi fino al 15 aprile, giorno in cui verrà decretata la squadra vincitrice. Sabato 20 aprile, durante l’intervallo dell’ultima partita di campionato di serie A2 Old Wild West, che vedrà in campo la Tezenis Verona e la Baltur Cento, si terranno le premiazioni.

Al centro dell’iniziativa la sana competizione sportiva, il divertimento e la formazione. Ecco perché i ragazzi parteciperanno in prima persona all’organizzazione dell’evento, incontrando allenatori, team manager e addetti stampa.

Ognuna delle squadre dovrà essere formata da 10 giocatori con almeno due ragazze e tre studenti del biennio. La Tezenis Verona metterà a disposizione dei partecipanti le divise.

La manifestazione è stata presentata questa mattina in sala Arazzi dall’assessore allo Sport Filippo Rando. Erano presenti Andrea Sordelli della Scaligera Basket, Roberto Dalla Vecchia e Luisa Crestani della Magic Summer 3D Sport e Vacanza, Leonardo Rigo del Banco BPM-Banca Popolare di Verona, Marco Antonio Cappelletti di Agsm, Michela D’Attoma di Inlingua e Michela Maggiolo dell’Avis provinciale.

“Da quattro anni questo torneo coinvolge numerosi studenti veronesi – ha spiegato Rando –, confermandosi uno dei momenti più importanti della pallacanestro giovanile. Un ringraziamento va a tutti gli organizzatori, per l’impegno e la passione con la quale portano avanti questa iniziativa, offrendo ai nostri ragazzi la possibilità di misurarsi con le diverse professionalità che ruotano attorno al mondo sportivo, oltre che in campo”.

 

Roberto Bolis

 

 

‘Lev S. Vygotskij: le vie dell’uomo verso la libertà e l’individualità’ analizzate da Giovanni Fioravanti

Proporrà un’analisi del pensiero dello psicologo e pedagogista russo Lev Vygotskij la conferenza di Giovanni Fioravanti in programma giovedì 31 gennaio 2019 alle 17 nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via delle Scienze 17, Ferrara). L’appuntamento, che sarà introdotto da Nicola Alessandrini, rientra nel ciclo di incontri dal titolo “I colori della conoscenza – La lingua e i linguaggi” a cura dell’Istituto Gramsci e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara.

Nel 1978, sulla New York Review of Books, il filosofo Stephen Toulmin consacrò Lev Vygotskij come «il Mozart della psicologia», un genio pari al grande musicista, un innovatore le cui idee avrebbero potuto produrre chissà quali risultati in psicologia se non fosse morto prematuramente, a soli 37 anni. Di Vygotskij si è detto “una voce che emerge dal futuro”. Gli dobbiamo molto e portiamo gravi responsabilità nei confronti del suo pensiero. Il titolo dell’incontro prende a prestito il giudizio che Bruner dà dell’opera dello psicologo e pedagogista russo: una descrizione delle vie dell’uomo verso la libertà e l’individualità. Nelle radici storico-culturali del pensiero di Vygotskij sta la valorizzazione, l’importanza della base culturale di ciascuno di noi, fondata sulle relazioni e sulle connessioni inter-individuali dalla famiglia, alla scuola, alla società. La trasformazione dell’apprendimento, questo è il contributo riconosciuto mondialmente di Vygotskij, l’evoluzione del concetto di apprendimento e delle pratiche scolastiche sotto l’influenza della teoria storico-culturale.

Alessandro Zangara (anche per l’immagine)

Laboratorio aperto per l’apprendimento musicale dei bambini

“EcoMousiké” è il titolo del laboratorio per conoscere e provare le tecniche dell’apprendimento musicale basate sulla Teoria di Edwin Gordon. L’incontro è in programma per sabato 2 febbraio 2019 alle 11.30 alla Biblioteca Giorgio Bassani del quartiere Barco (via G. Grosoli 42, Ferrara). La partecipazione gratuita, ma è necessario prenotare perché l’appuntamento è a numero chiuso (massimo 6 coppie formate da genitore-bambino per turno).

Le lezioni sono aperte per bambini da 0 a 3 anni con un genitore, condotte da Barbara Mongiorgi dell’Associazione Ecomousiké, della durata di 45 minuti circa.

Alessandro Zangara (anche per l’immagine)

Aasia Bibi libera

Accogliendo con favore la decisione della Corte suprema del Pakistan di confermare la sentenza di assoluzione per Aasia Bibi, la contadina cristiana condannata a morte nel 2010 per blasfemia, Rimmel Mohydin, responsabile delle campagne di Amnesty International sull’Asia meridionale, ha rilasciato questa dichiarazione:
“Aasia Bibi deve finalmente tornare in libertà e il suo incubo deve finire. Dopo nove anni dietro le sbarre per un reato non commesso, è difficile considerare il verdetto di oggi come una sorta di giustizia. Ma almeno questo le dovrebbe consentire di riunirsi con la sua famiglia e di cercare riparo in uno stato di sua scelta”.
“Le autorità pachistane devono respingere e indagare sui tentativi di intimidire la Corte suprema. Devono proteggere le minoranze religiose, i giudici e gli altri rappresentanti del governo da ogni minaccia di violenza”.
“Il vergognoso ritardo nel ripristinare i diritti di Aasia Bibi rende ancora più necessario l’annullamento, nei tempi più rapidi possibili, delle leggi sulla blasfemia e di ogni altra norma che discrimini le minoranze religiose e ponga le loro vite a rischio”.
Alla fine di ottobre del 2018 la Corte suprema aveva assolto Aasia Bibi da ogni accusa e ordinato il suo rilascio immediato. Di fronte alle proteste e alle minacce di parte dell’opinione pubblica, il governo aveva fatto un passo indietro, impedendo ad Aasia Bibi di lasciare il paese fino a quando la Corte suprema non avesse esaminato la richiesta di revisione del caso. Da allora, la donna era rimasta sotto protezione.
Le leggi sulla blasfemia sono vaghe, generiche e coercitive. Vengono usate per prendere di mira le minoranze religiose, compiere atti di violenza e perseguire vendette private. Le persone accusate, spesso sulla base di prove inesistenti, fanno fatica a veder riconosciuta la loro innocenza mentre gruppi di facinorosi minacciano le forze di polizia, i testimoni, i procuratori, gli avvocati e i giudici.

Amnesty International Italia

I Dialoghi tagliano il traguardo dei dieci anni, a Pistoia dal 24 al 26 maggio

ph Laura Pietra

Dopo il successo della scorsa edizione con oltre 30.000 presenze, il festival di antropologia del contemporaneo Pistoia – Dialoghi sull’uomo, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e dal Comune di Pistoia, si prepara a festeggiare un compleanno importante: la decima edizione, che si terrà a Pistoia dal 24 al 26 maggio 2019.

La direttrice Giulia Cogoli, che firma il programma sin dalla prima edizione, ha scelto per il 2019 il tema: “Il mestiere di con-vivere: intrecciare vite, storie e destini”.

Con-vivere significa “vivere con”, vivere assieme nel rispetto dell’altro. Come e perché noi umani stiamo insieme? Come ci rapportiamo con gli altri esseri viventi e, più in generale, con il mondo in cui ci è dato vivere, con gli animali e la natura?

Proporre il tema convivenza significa evocare la questione dell’essere umano nella sua completezza e nell’accezione aristotelica di animale politico. Significa riflettere su come si forma il legame sociale e sul rapporto tra convivenza e conflitto, analizzare come altre società e altre epoche hanno organizzato e realizzato la convivenza. Significa inoltre parlare della famiglia, nucleo basilare della società, dei suoi modelli e della sua evoluzione.

Con-vivere è un “mestiere”, nel senso che la società è un ambito di costruzione, non un approdo naturale dell’essere umano. In una società ogni giorno più segnata da un’accelerazione generale, in cui i rapporti sono costantemente mediati dal digitale, diventa sempre più difficile dialogare in modo profondo ed egualitario.

«Riflettere sui linguaggi e sulle pratiche del vivere insieme, vuole essere anche un modo per valorizzare e riprendere il percorso decennale che i Dialoghi hanno compiuto – afferma Giulia Cogoli – Un percorso di tematiche che si tengono assieme e che compongo, anche grazie ai contributi di alcuni fra i più importanti intellettuali contemporanei, un grande mosaico culturale, fatto di tante tessere, pensieri, approfondimenti, con una forte visione e valenza unitaria. Questo è forse il punto di eccellenza e di forza dei Dialoghi: produrre cultura – una cultura della convivenza – e farlo in un percorso ideato e costruito appositamente, sia all’interno del singolo programma di ogni anno, sia nella visione più ampia del decennale».

Nati nel 2010, i Dialoghi sono stati animati fin da subito dalla volontà di offrire un nuovo modo di fare approfondimento culturale, con contenuti inediti e nuovi sguardi sulle società umane. Un percorso lungo e intenso, premiato da numeri in continua crescita: nelle prime nove edizioni le presenze sono state 167.000; i relatori – italiani e internazionali – 250; i volontari più di 3.000.

Negli anni, al festival si sono affiancate una serie di iniziative di produzione e documentazione culturale: dai volumi editi da UTET nella serie Dialoghi sull’uomo (dodici titoli già pubblicati e due in arrivo nel 2019), a un vasto archivio di registrazioni audio e video che sul canale YouTube dedicato ha raggiunto le 800.000 visualizzazioni; dal Premio Internazionale Dialoghi sull’uomo a mostre con grandi nomi della fotografia che ogni anno completano il percorso del festival.

Nel 2018, il festival ha valicato i confini nazionali, organizzando un ciclo di incontri all’Istituto Italiano di Cultura di Londra e portando all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi la mostra di Gianni Berengo Gardin ideata appositamente per i Dialoghi.

I Dialoghi hanno sempre dedicato grande attenzione ai giovani e fin dalla prima edizione, per avvicinare gli studenti al tema del festival, organizzano un ciclo di incontri per le scuole: un vero e proprio mini corso di antropologia culturale, che in nove anni ha coinvolto circa 20.000 giovani di tutt’Italia.

Dopo la lezione di oggi, ancora due le lezioni in programma, al Teatro Manzoni di Pistoia, fruibili anche in diretta streaming:

il 26 febbraio il genetista Guido Barbujani parlerà di: “Tutti parenti tutti differenti. Contro la tentazione del razzismo, la verità spiegata dalla scienza”;

il 2 aprile lo storico Carlo Greppi terrà la lezione: “La frontiera come luogo di incontro”.

Delos

 

Sfide fantastiche da vincere per l’Ora del racconto dei più piccoli

Mercoledì 30 gennaio 2019 alle 17 alla Biblioteca Giorgio Bassani (via G. Grosoli 42 a Ferrara, quartiere Barco) appuntamento con “L’ora del racconto”, il ciclo di letture ad alta voce, dedicate a bambini dai 4 ai 10 anni.

Per il mese di gennaio i racconti saranno incentrati sul tema “Streghe, orchi e giganti”. Questa settimana sarà Anna Bellini ad animare il pomeriggio con la lettura di due storie che mettono in campo situazioni fantastiche e la possibilità di trovare soluzioni inaspettate che sono anche una sfida alla paura dell’ignoto: “Jack e il fagiolo magico” di Richard Walker illustrato da Niamh Sharkey (Fabbri, 2003) e “Il gigante di Zeralda” di  Tomi Ungere (A. Mondadori, 1998).

La partecipazione è gratuita e libera, senza necessità di prenotazione.

 

Alessandro Zangara (anche per l’immagine)

 

EtruSchifano. Mario Schifano a Villa Giulia: un ritorno

In occasione del ventennale della scomparsa di uno dei massimi esponenti della pittura contemporanea, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, a Roma, dedica una mostra a Mario Schifano, la cui vicenda biografica e artistica è intessuta di stringenti legami con la civiltà etrusco-italica in generale e in particolare con il Museo di Villa Giulia, dove lavorò dal 1951 al 1962 come restauratore e lucidatore di disegni.

Il progetto espositivo, curato da Gianluca Tagliamonte e da Maria Paola Guidobaldi, è promosso dal Museo di Villa Giulia, dal Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento, dalla Fondazione PescarAbruzzo, dalla Fondazione dott. Domenico Tulino e dall’Associazione Culturale MM18, con il patrocinio dell’Archivio Mario Schifano e con il contributo dell’Azienda Agricola Casale del Giglio e di Civita.

La mostra è allestita nelle splendide sale affrescate poste al piano nobile di Villa Giulia.

Nella sala dei Sette Colli è esposto il ciclo di opere Gli Etruschi (21 quadri), realizzato su commissione da Schifano nel 1991, e oggi di proprietà della Fondazione Pescarabruzzo di Pescara. La maggior parte dei quadri trae ispirazione da alcune delle più celebri pitture funerarie etrusche, ma non mancano richiami ad alcuni oggetti antichi. I quadri sono stati accostati in mostra ad alcuni vasi originali selezionati nell’ambito della vastissima collezione del Museo.

La reinterpretazione proposta dall’artista in chiave pop si sostanzia di dinamiche figure dai colori sgargianti, emergenti da un fondo monocromo o scuro.

Una selezione (tre dipinti e due disegni) del ciclo di opere Mater Matuta, ispirato alle celebri sculture antiche di Matres (Madri), due delle quali, appartengono al Museo di Villa Giulia e sono esposte in mostra, è invece allestito nella Sala di Venere.

Il ciclo Mater Matuta fu commissionato a Schifano nel 1995 dal manager Domenico Tulino, ed è oggi di proprietà della Fondazione Dott. Domenico Tulino di Roma (la gestione è affidata alla Associazione Culturale MM18 di Pagani).

Realizzato in un periodo particolare della vita di Schifano, di forte sensibilità nei confronti di temi a carattere sociale, come la maternità, la tutela dell’infanzia e la povertà nel mondo, è forse l’ultimo ciclo pittorico eseguito dal Maestro, prematuramente scomparso il 26 gennaio del 1998.

È la prima volta che i due cicli sono accostati e presentati insieme in un contesto espositivo.

La Sala dei Sette Colli accoglie anche una bacheca contenente documenti tratti dal fascicolo personale di Mario Schifano conservati nell’Archivio del Museo e un video con una sequenza di immagini fotografiche di Marcello Gianvenuti, che rievocano l’happening del 16 maggio 1985, quando, a Firenze, Schifano realizzò in poche ore dal vivo La Chimera,  un gigantesco quadro di 40 metri quadri di superficie (4 x 10 m).

Il video prodotto in quell’occasione da Ettore Rosboch è andato perduto. È perciò ancor più significativa la sequenza di immagini fotografiche proposta in questa mostra.

La mostra sarà aperta fino al 10 marzo 2019, dal martedì alla domenica, orari 9.00 – 20.00

Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

Piazzale di Villa Giulia, 9 – Roma

 

​Barbara Izzo (anche per l’immagine)