PHOTOLOGY AIR 2019 – 2020. Il nuovo parco per l’arte contemporanea in Sicilia

Ugo Rondinone

Mercoledì 3 aprile, dalle 17 alle 20, la Fondazione Gian Paolo Barbieri ha il piacere di ospitare l’anteprima nazionale per pubblico e stampa del progetto PHOTOLOGY AIR 2019 – 2020, che inaugurerà venerdì 21 giugno presso il nuovo parco per l’arte contemporanea aperto nel 2018 all’interno dei trenta ettari della splendida Tenuta Busulmone, a Noto, nel territorio siciliano di sud-est, dove Photology dal 2012 ha intrapreso un’intensa attività di diffusione delle arti fotografiche.

I visitatori potranno conoscere il progetto nel suo complesso, ma avranno anche la possibilità di vedere in anteprima assoluta quattro delle 30 opere fotografiche del progetto “Profondo Blu” di Gian Paolo Barbieri  che saranno esposte nel corso della stagione 2020 nella sezione Art Trail di Photology AIR: un doveroso omaggio al lavoro del fotografo milanese, che a partire dagli anni Ottanta ha viaggiato in alcuni dei luoghi più esotici e affascinanti del nostro pianeta collezionando ritratti inediti di un’umanità e di una natura intatta, frammenti di memoria destinati a perdersi per sempre, attimi sottratti a un processo di metamorfosi e devastazione inarrestabile.

All’anteprima nazionale di Photology AIR 2019-2020 saranno presenti, oltre a Davide Faccioli, fondatore di Photology, e a Gian Paolo Barbieri:

Francesca Gaglione, che presenterà il suo progetto di Catalogazione Fotografica permanente “Planta Manent”, realizzato in collaborazione con il botanico Paolo Uccello e nato con l’obiettivo di preservare, attraverso un lavoro di ricerca, gli endemismi puntiformi caratteristici dell’area circostante Tenuta Busulmone;

Angelo Candiano, l’artista siciliano che sarà presente nella nuova sezione “Belvedere Collectors” con l’opera Mutante (Punctum);

Emilio Fantin, che introdurrà le performances Esperienze sull’Impercepibile, programmata in occasione dell’apertura di Photology AIR 2019 il 21 Giugno 2019 e l’imminente Trekking19, che avrà luogo domenica 7 aprile a Milano in occasione di MiArt. Emilio Fantin prenderà inoltre parte anche a Photology AIR 2020 con un’installazione pensata per la mostra “The secret life of plants”;

Giada Barbieri, che per l’occasione svelerà una delle inedite installazioni di design naturalistico che saranno protagoniste nella sezione Exhibition 2020 “The secret life of Plants”.

Gian Paolo Barbieri Tartaruga Seychelles 2004 courtesy Fondazione Gian Paolo Barbieri

La scelta curatoriale per Photology AIR  2019/2020 si è indirizzata verso un tema sempre più attuale, la “coscienza ambientale”, e il titolo “PRESERVACTION” ne è diventato il manifesto: le attività che verranno presentate nel 2019 avranno come titolo “PRELUDE TO PRESERVACTION”, mentre quelle nel 2020 quello di “PRESERVACTION NOW!”.

Photology AIR 2019-2020 ospiterà cinque progetti naturalistico-fotografici allestiti negli spazi restaurati en plein air di un convento ottocentesco e lungo i tanti percorsi naturali all’interno della Tenuta Busulmone, e coinvolgerà in tutto quattordici artisti nazionali e internazionali: Gianfranco Gorgoni, Gian Paolo Barbieri, Angelo Candiano, Mario Giacomelli, Jack Pierson, Giada Barbieri, Massimo Bartolini, Mario Cresci, Juan Pedro Fabro, Emilio Fantin, Fiamma Montezemolo, Irina Raffo, Luca Vitone, Francesca Gaglione.

Inoltre, Photology AIR 2019-2020 prevede anche un progetto per i più giovani realizzato in collaborazione con il Comune di Noto e Legambiente dal titolo“Educational Project: Kids in Action”. L’obiettivo è quello di sensibilizzare ed educare le giovani generazioni alla tutela dell’ambiente attraverso iniziative specifiche, che permetterà loro di utilizzare i materiali raccolti come elementi per laboratori artistici, seguendo le orme di artisti affermati come Damien Hirst, KCHO, Micheal Fliri.

In occasione della presentazione alla Fondazione Gian Paolo Barbieri il pubblico potrà degustare uno dei nuovi vini della Tenuta di Tavignano nelle Marche, il “Pestifero”: vino frizzante, nasce da uve Verdicchio, Malvasia, Sangiovese seguendo un metodo ancestrale, imbottigliato poco prima della fine della fermentazione, non filtrato e non sboccato.

FONDAZIONE GIAN PAOLO BARBIERI

Via Lattanzio 11, Milano

 

De Angelis (anche per le fotografie)

Il Teatro Carlo Felice in Tournée in Oman con Lakmé alla Royal Opera House di Muscat

 

Il Teatro Carlo Felice è nuovamente in tournée a Muscat in Oman, a conferma della statura internazionale dell’istituzione genovese, con una nuova produzione della Royal Opera House di Muscat, in scena fino al 30 marzo 2019: l’affascinante e raffinata opera Lakmé, musica di Léo Delibes e libretto di Edmond Gondinet e Philippe Gille.

Ambientata in India, l’opera racconta il tragico amore di una sacerdotessa indù e di un ufficiale britannico sullo sfondo delle passioni proibite e dell’oppressione militare. La regia e la coreografia di questa emozionante produzione in prima mondiale sono firmate da Davide Livermore, le scene sono state realizzate da Giò Forma, mentre i costumi sono di Mariana Fracasso; Visual Designer D-Wok,  l’Orchestra e il Coro del Teatro Carlo Felice di Genova sono diretti da Jordi Bernàcer.

Una produzione in prima mondiale in collaborazione con l’Opera di Los Angeles, Teatro dell’Opera di Roma, Fondazione Arena di Verona, Teatro Carlo Felice di Genova, Cairo Opera House, Astana Opera, Shangai Oriental Art Center e Sydney Opera House.

Sul palcoscenico si alterneranno due cast prestigiosi: Elena Mosuc e Svetlana Moskalenko nel ruolo della protagonista, Raffaella Lupinacci sarà Mallika, Sergey Romanovsky e Leonardo Ferrando Gerald, Burak Bilgili e Daniel Giullanini Nilakantha, Alessandro Luongo Frédéric, Francesca Sassu Miss Ellen, Elena Zilio Mistress Bentson, Francesca Benitez Miss Rose, Francesco Pittari, Hadji, Antonio Mannarino, Un mercante cinese, Giuliano Petouchoff, Un chiromante e Roberto Conti Uno zingaro.

Lakmé

Musica di Léo Delibes

su libretto di Edmond Gondinet e Philippe Gille.

Direttore 

Jordi Bernàcer

Regia e coreografia

Davide Livermore

Scene

Giò Forma

Costumi 

Mariana Fracasso

Visual Designer

D-Wok

Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice

Maestro del Coro

Francesco Aliberti

Danzatori

Opera Australia

Personaggi e Interpreti

Lakmé

Elena Mosuc

Svetlana Moskalenko (29)

Mallika

Raffaella Lupinacci

Gerald

Sergey Romanovsky

Leonardo Ferrando (29)

Nilakantha

Burak Bilgili

Daniel Giullanini (29)

Frédéric

Alessandro Luongo

Miss Ellen

Francesca Sassu

Mistress Bentson

Elena Zilio

Miss Rose

Francesca Benitez

Hadji

Francesco Pittari

Un mercante cinese

Antonio Mannarino

Un chiromante

Giuliano Petouchoff

Uno zingaro

Roberto Conti

Allestimento in collaborazione con l’Opera di Los Angeles, Teatro dell’Opera di Roma, Fondazione Arena di Verona, Teatro Carlo Felice di Genova, Cairo Opera House, Astana Opera, Shangai Oriental Art Center e Sydney Opera House.

Repliche

Venerdì 29 marzo ore 19.30

Sabato 30 marzo ore 19.30

 

Marina Chiappa (anche per le fotografie)

“I Quadri Dell’Orbo” in mostra a Milano

 

 Giancarlo Cerri, Sequenza plurima a memoria, 2017, acrilico su tela, cm. 100×80

 “Quadri dipinti senza vedere i colori, ma solo ricordandone la forza e l’intensità…”

Con queste parole il pittore milanese classe 1938 Giancarlo Cerri, da oltre dieci anni ipovedente, presenta fino al 6 aprile 2019, al Centro Culturale di Milano, in Largo Corsia dei Servi 4, la sua nuova mostra dal titolo più che mai evocativo: “I quadri dell’orbo”.

Curata da Stefano de Angelis, la mostra è statarealizzata in collaborazione con CBM Italia Onlus, l’organizzazione umanitaria impegnata nella cura e prevenzione della cecità evitabile nei Paesi del Sud del mondo.

Da tempo, infatti, CBM Italia Onlus racconta attraverso la bellezza dell’arte ciò che solitamente non è considerato bellezza: il buio della cecità e della disabilità. Dapprima con il “Blind Date”, il concerto al buio di Cesare Picco; dallo scorso anno con la collana editoriale edita con #logosedizioni, e ora con la nuova mostra di Giancarlo Cerri.

Le opere espostesaranno messe in vendita tutte allo stesso prezzo (1.000 euro), e il ricavato andrà a sostegno del programma di cura e prevenzione della retinopatia del prematuro in America Latina, dove CBM è presente in diversi Paesi come Bolivia, Paraguay e, dal 2019, in Guatemala, formando personale medico locale e fornendo strumenti per l’identificazione precoce e il trattamento della malattia. La cura della retinopatia è infatti una lotta contro il tempo: è necessario trattare tempestivamente con laserterapia i neonati malati per evitare che diventino ciechi per sempre.

La retinopatia del prematuro è la prima causa di cecità infantile evitabile in America Latina. Su 10 bambini ciechi, 4 lo sono proprio a causa di questa terribile malattia causata dalla prolungata esposizione all’ossigeno dell’incubatrice nei neonati pretermine. L’incontro con Giancarlo Cerri, padre di Giovanni, anch’egli pittore e con il quale abbiamo già collaborato, rappresentaancora una volta per CBM la possibilità di avvicinare il pubblico alla nostra mission attraverso uno strumentoin cui crediamo particolarmente, l’arte, e tracciare così un ponte di solidarietà tra il Nord e il Sud del mondo” ha dichiarato Massimo Maggio, Direttore di CBM Italia Onlus.

Nata da un’idea di Stefano de Angelis e Massimo Maggio, direttore di CBM Italia Onlus, la mostra presenta 21 opere, tutte delle stesse dimensioni (100×80), realizzate nel 2017, quando l’artista è tornato a dipingere nonostante la grave maculopatia che lo affligge dal 2004 e che poco alla volta ha spento i suoi occhi, rendendolo quasi completamente cieco.

Una malattia tremenda, vero e proprio calvario per chiunque, ancor più per un pittore che da sempre si affida allo sguardo e ai colori per interpretare e raccontare la vita.

Dodici anni fa, esattamente nel 2006, Giancarlo Cerri aveva dovuto smettere di dipingere, non riuscendo più a distinguere i colori… Oggi, invece, si è rimesso davanti a una tela, escogitando una modalità che ha trasformato la sua pittura, a cominciare dal passaggio dai colori ad olio agli acrilici, di più rapida essicazione e maggiormente malleabili.

È stata una rivoluzione “copernicana” imposta dalla vita e fortemente voluta dall’artista: “La verità è che non mi sono mai arreso alla malattia, trovando alla fine una mia particolare tecnica che mi consente di tornare a dipingere, sia pure saltuariamente e limitatamente. Uso gli unici colori che in qualche modo ancora distinguo e che ricordo maggiormente, come il rosso, il giallo e il nero, oltre il bianco della tela”.

I nuovi lavori di Giancarlo Cerri, realizzati per lo più d’estate quando la luce del giorno è molto forte e aiuta a vedere meglio le tonalità, sono stati “costruiti”con una tecnica molto particolare, posizionando sulla tela alcune carte di varie misure, a creare spazi geometrici all’interno dei quali dipingere. Si tratta dunque di opere che, prima di essere create sulla tela, vengono dipinte per “immaginazione compositiva”, attraverso una vera e propria “architettura” del quadro stesso, con colori acrilici usati in maniera cromaticamente timbrica, così come era solito fare quando lavorava unicamente con i colori a olio.

Il risultato sono dipinti astratti di grandissimo impatto visivo, ma che mantengono intattele peculiaritàdel “fare pittura” di Giancarlo Cerri, da lui stesso definita “astrattismo concreto”: sottrazioni alla ricerca dell’essenziale, contrasti di forze contrapposte che reclamano il proprio spazio.

Decisamente non più una pittura istintuale e di movimento, ma una pittura prevalentemente di composizione, ugualmente potente e intensa.

Opere costruite prima nella mente, capaci di evidenziare come Giancarlo Cerri sia semprein grado di leggere la società e le vibrazioni che quest’ultima trasmette, grazie a una straordinaria capacità, anche nel passaggio da vedente a disabile, di utilizzare il linguaggio espressivo che ha accompagnato la sua vita per oltre cinquant’anni: la pittura.

Il catalogo della mostra presenta un contributo critico di Stefano Crespi.

CBM è la più grande organizzazione umanitaria internazionale impegnata nella cura e prevenzione della cecità e disabilità evitabile nei Paesi del Sud del mondo. CBM Italia fa parte di CBM, organizzazione attiva dal 1908 composta da 10 associazioni nazionali (Australia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Italia, Kenya, Nuova Zelanda, USA, Sud Africa e Svizzera) e che insieme sostengono progetti e interventi di tipo medico-sanitario, di sviluppo ed educativo. Dal 1989 CBM è partner dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nella lotta contro la cecità prevenibile e la sordità. CBM opera nei Paesi nel Sud del mondo in sinergia con i partner locali in un’ottica di crescita e sviluppo locale. Lo scorso anno CBM ha raggiunto oltre 35 milioni di persone attraverso 530 progetti in 54 Paesi di tutto il mondo.

Centro Culturale di Milano

Largo Corsia dei Servi 4 fino al 6 aprile 2019. Orari di apertura: lun-ven 10.00-13.00, 14.00-18.00; sab-dom 15-19

Ingresso libero

De Angelis (anche per la foto del quadro)

 

Nuovo stadio a Verona riqualificherà il quartiere

Nuovo stadio, emergono ulteriori particolari dall’analisi dell’imponente mole di documentazione pervenuta in Comune.

Nel giorno in cui scadevano i termini per presentare la manifestazione di interesse, sono stati resi noti i primi dettagli della proposta di project financing formulata da Nuova Arena srl, il cui amministratore è l’ex difensore gialloblu Thomas Berthold, insieme alla società Impresa Generale di Costruzioni Di Vincenzo Dino Spa. Oggi, carte alle mano, si stimano i tempi previsti per arrivare al bando di gara e, quindi, all’avvio dei lavori per la realizzazione del nuovo stadio, al posto del Bentegodi costruito nel ‘63, che sarà a costo zero per il Comune.

“La legge sugli stadi accorcia notevolmente l’iter – ha detto il sindaco Sboarina -. Con gli uffici abbiamo già iniziato la valutazione dello studio di fattibilità e procederemo spediti nelle varie fasi. Il Bentegodi rappresenta la storia sportiva del calcio di Verona, delle nostre squadre e di tanti avvenimenti. È nel cuore di tutti i tifosi, anche nel mio, è lo stadio dello Scudetto e di tanti ricordi per tifosi, bambini e famiglie. Sto pensando di far lasciare una traccia della vecchia gloria e magari anche che ogni tifoso abbia un pezzo del Bentegodi. Oggi però la costruzione è ormai datata e il nostro calcio si merita una struttura all’avanguardia. Il Bentegodi ha bisogno di diversi interventi milionari che sarebbero a carico del Comune e cioè dei veronesi, mentre il nuovo stadio sarebbe a costo zero per le casse comunali. Il fatto che ci sia un interesse imprenditoriale per realizzarlo è per Verona una novità importante. L’aspetto significativo è inoltre che in abbinata ci sarebbe la riqualificazione del quartiere. Faremo di tutto per rendere possibile questo sogno”.

La procedura godrà di un iter accelerato grazie alla legge n.147 sugli Stadi, che incentiva i privati che si propongono di realizzare, rimodernare e gestire impianti sportivi.

Entro sei mesi si arriverà quindi alla gara per l’affidamento del project financing, a cui potranno partecipare tutte le società interessate, fermo restando il diritto di prelazione che spetta alla società proponente.
Il primo passaggio sarà alla Conferenza dei Servizi preliminare, a cui, visto l’impatto del progetto, parteciperanno molti soggetti del territorio, anche regionali.
Il project sarà quindi valutato dalla giunta, per poi passare in Consiglio comunale per la dichiarazione di pubblico interesse. Infine la gara, che individuerà la società vincitrice e definirà con esattezza i tempi per la costruzione del nuovo stadio.

Come già anticipato, il nuovo stadio, esternamente, richiamerà l’Arena, con la tipica forma ellittica e la riproduzione della forma degli arcovoli. Il campo da calcio, che rientrerà nella categoria 4 UEFA, sarà orientato come quello attuale, anche se migliorerà notevolmente la visuale. Non essendoci la pista di atletica, infatti, gli spettatori potranno vedere più da vicino il campo, senza ostacoli, da qualsiasi lato.

Come espressamente richiesto nella manifestazione d’interesse presentata dal Comune, la nuova struttura dovrà essere elemento qualificante del quartiere e sostenibile. Ecco perché lo spazio esterno guadagnato con la nuova costruzione, più piccola dell’attuale, sarà completamente destinato a parco verde. La sostenibilità sarà invece garantirà dall’utilizzo di materiali e tecnologie moderne, con vantaggi anche per la gestione dei costi. Fra le opzioni anche quella di dotare il nuovo stadio di un tetto richiudibile, da usare per abbattere il disturbo e migliorare l’acustica durante i concerti, oltre che naturalmente in caso di forte maltempo.

 

Roberto Bolis (anche per le immagini del progetto)

Eventi culturali a Ferrara: Pavese, Darwin e “Il giardino pigro”

 Proporrà un excursus sulla vita, le opere, gli ultimi giorni e le ultime poesie di Cesare Pavese la conferenza dal titolo ‘Perdòno tutti e a tutti chiedo perdono’ in programma mercoledì 13 marzo 2019 alle 16,30 nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via delle Scienze 17, Ferrara), per il ciclo ‘Anatomie della mente’ a cura di Stefano Caracciolo, docente di Psicologia Clinica all’Università di Ferrara.

Stefano Caracciolo, medico, psichiatra, psicologo, psicoterapeuta, professore ordinario di Psicologia Clinica – Università di Ferrara / Az.USL di Ferrara, è autore di oltre 150 pubblicazioni a stampa su riviste scientifiche italiane ed estere del settore, nonché di diverse monografie.

“Il formicaio intelligente. Come vivono e che cosa possono insegnarci i più sociali tra gli insetti” è invece il tema della conferenza di Donato Grasso (Università di Parma) in programma giovedì 14 marzo alle 21 al Museo di Storia Naturale (via De Pisis 24 a Ferrara), quinto appuntamento della tredicesima edizione del “Darwin day Ferrara”.

Una colonia di formiche è un microcosmo ben organizzato, efficiente, autonomo, collaborativo. Un superorganismo dove i singoli individui, obbedendo ognuno a semplici regole, fanno emergere complessi comportamenti collettivi. Il loro studio ha dischiuso un mondo nascosto di mirabili eventi naturali e fornito conoscenze che hanno travalicato i confini delle discipline biologiche. Come fanno a comunicare? Come sfruttano le risorse alimentari in modo così efficiente?

“Il giardino pigro” è il libro a cura di Laura Caratti (Blu Edizioni, Torino, 2019) dedicato a esperienze, idee e suggerimenti per faticare meno e godersi di più il giardino. Il volume verrà presentato giovedì 14 marzo 2019 alle 16 nell’Auditorium della Biblioteca Giorgio Bassani (via G. Grosoli 42 a Ferrara, quartiere Barco). A dialogare con l’autrice sarà Claudio Baldazzi per un’iniziativa organizzata In collaborazione con il Garden Club Ferrara.

Può esistere un giardino dove il riposo, la pace e la contemplazione prevalgano sul sudore, i graffi e il mal di schiena? Dove gli affanni quotidiani spariscano, anziché rispuntare sotto forma di sfiancanti incombenze floricole? La ‘pigrizia’ in giardino è un autentico piacere, e si conquista con la pratica ma anche con lo studio. Questo libro scritto a più mani da giardinieri dotati di passione ed esperienza – ma soprattutto di buon senso – raccoglie dritte utili per creare un giardino sostenibile non solo dal punto di vista dell’ambiente, ma anche da quello di chi se ne prende cura.

Alessandro Zangara (anche per le immagini)

 

Ulderico Tramacere, “Nylon”, a Milano

Dieci immagini in bianco e nero per raccontare la sofferenza di una natura secolare, simbolo di pace e saggezza, che all’improvviso viene modificata per far spazio a un discusso intervento dell’uomo.

Red Lab Gallery/Miele, di via Solari 46 a Milano, presenta a ingresso libero, fino al 2 aprile 2019, la mostra fotografica di Ulderico Tramacere Nylon, a cura di Gigliola Foschi.

Nylon, seconda di quattro esposizioni personali unite dal tema “Ascoltare la Terra”, è l’intenso e delicato racconto della fase che precede l’espianto degli ulivi nel Salento per far posto al TAP, il Gasdotto Trans Adriatico che, collegando il Gasdotto Anatolico alla zona di confine tra la Grecia e la Turchia, si snoda per 845 km prima di attraversare il territorio italiano per altri 33 km.

Ulderico Tramacere, autore salentino nato a Lecce nel 1975 e intimamente legato alla sua terra, parte da un fatto di cronaca, che ha messo in discussione millenni di cultura e civiltà contadina, per invitare a riflettere su quello che le azioni umane possono provocare a livello ambientale, culturale e sociale.

Distanti da una fotografia di racconto giornalistico o documentario, le sue immagini empatiche comunicano il sentimento di un’identità minacciata eppure potente.

U. Tramacere, “Danza macabra 7”, 2018, stampa giclée, cm 90×65

Nylon non vuole essere una denuncia o un giudizio di valore sul gasdotto, ma un atto di pietas, un gesto d’amore nei confronti degli ulivi del Salento: la ripetitività ritmica degli alberi incappucciati, sculture lignee dalle fattezze umane, e la scelta da parte dell’artista della stampa in bianco e nero, evidenziano il dramma in atto senza enfasi e in modo interrogativo.

Insieme ai progetti del 2016 Cellophane (sul dramma dei migranti alla frontiera greco-macedone) e Pluriball (sulle devastazioni del terremoto nell’Italia centrale), Nylon rappresenta il terzo atto della trilogia “Film plastici”, nata con precisi obiettivi etici e con l’intento di riflettere sull’opacità dell’informazione

Gigliola Foschi: “Le sue immagini s’impongono per la loro essenzialità poetica, per la loro capacità metaforica di comunicare il dramma di questi alberi, eradicati dalla terra che li nutriva e trasformati in malati in attesa di spostamento.   Basate sulla vicinanza e sulla capacità di “vedere-sentire” tali ulivi come presenze ferite e potenti, le fotografie di Tramacere compongono una sorta di inquietante e affascinante danza macabra; ci fanno avvertire il grido di dolore di una natura sempre più dominata dall’uomo ma, al contempo, ne fanno emergere la forza arcaica”.

I racconti fotografici all’interno dell’avvolgente spazio della Red Lab Gallery vengono ulteriormente esaltati grazie a una innovativa modalità di allestimento, il sistema photoSHOWall: moduli-cornice che possono ospitare foto singole originali in tiratura limitata o scomposizioni inedite.

In dialogo con le fotografie di Ulderico Tramacere l’artista Daniele Papuli presenta la sua opera Panta Rei realizzata con materiali plastici per imballaggi.

Il progetto “Ascoltare la Terra”, dopo le mostre di Bruna Rotunno e Ulderico Tramacere continuerà con Nel buio si cela la luce di Erminio Annunzi (aprile/maggio 2019), e Atlas di Alessandra Baldoni (giugno/luglio 2019).

Ulderico Tramacere (Lecce, 1975). Nel 2018 ha partecipato a MIA Photo Fair, nella sezione “Proposta MIA” con Nylon, progetto che ha ricevuto il “Premio MIA Photo Fair / RAM Sarteano” ed è stato esposto nel 2018 nella mostra Verso il cielo (Rocca Manenti, Sarteano, SI). Nel 2017 ha esposto a MIA Photo Fair e ha vinto il premio “Piaceri d’Italia” con l’opera Pecora Nera.  Nel maggio 2017 la fotografia Gatto Nero è stata pubblicata all’interno del volume a tiratura limitata, edito da Henry Beyle, Gatti di Maggio di Vasco Pratolini. Tra i suoi precedenti lavori: Film plastici (2016-in corso), riflessione sul linguaggio documentaristico attraverso l’osservazione di eventi come il terremoto in Centro Italia e il dramma dei migranti in territorio greco-macedone; Arneo (Ed. Grifo, 2015, prefazione di Ferdinando Scianna), libro fotografico sulla storia e l’evoluzione di una porzione di territorio salentino, presentato ed esposto a Lecce (Cantine Moros), Roma (Galleria Gallerati), Milano (Photofestival), Siracusa e Modica (Med Photo Fest) e Bibbiena (CIFA); Lente di Fresnel (2004-in progress), il quale oggi funge da “firma” dell’autore e della sua personale ricerca sul ritratto fotografico, esposto per la prima volta al “Festival Internazionale della Fotografia di Roma” nel 2009; Liber Monstrorum de diversis generibus (2012), bestiario contemporaneo esposto al Centro Italiano della Fotografia d’Autore e presso Art Vilnius (Lituania, 2014).

Red Lab Gallery/MieleVia Solari 46, Milano. Fino al 2 aprile 2019.

Ingresso libero

Orari di apertura: da lunedì a venerdì 15.00-19.00; sabato 10.00-12.30; 15.00-19.00.

De Angelis

 

A tu per tu con…

Conoscere da vicino la canzone italiana d’autore partecipando interattivamente con i suoi protagonisti, alla ulteriore scoperta di giovani talenti: questa la mission della originale e intima rassegna ideata dalla cantautrice Grazia Di Michele che vedrà ospitare nella platea “open space” del Teatro Golden di Roma, a partire dal 23 marzo e fino al 14 aprile, un’accurata selezione di firme della musica italiana.

Morgan, Mimmo Cavallo, Carlo Marrale, Syria, Bungaro, Mariella Nava, Grazia Di Michele, Alberto Fortis e Rossana Casale daranno vita ad un programma di recital e progetti originali (alcuni dei quali inediti) nel quale ogni artista racconterà se stesso attraverso la musica e durante il quale sarà possibile interagire da vicino con l’artista.

Ad aprire le performance saranno nuove promesse della musica cantautorale italiana che si sono già distinte per le loro doti creative ed interpretative. Questi i nomi, in ordine di apparizione: Davide Valeri, Mauro Pandolfo, Francesco Rainero, Claudia Megrè, Ida Scarlato, Eleonora Betti, Giulia Pratelli, Federico D’Annunzio, Valeria Crescenzi.

La formula “unplugged”, concepita per l’occasione, si sposa perfettamente alla tipologia architettonica dello spazio-arena del Golden, nel quale il pubblico su tre lati circonda l’artista proprio in un “a tu per tu” dove parole e melodie trasportano da vicino la propria unicità in una atmosfera incantata.
“Nella tradizione cantautorale gli aspetti autobiografici e narrativi sono fondamentali – spiega Grazia Di Michele – e per questo io e Andrea Maia, direttore del Teatro, abbiamo pensato ad una serie di incontri faccia a faccia tra pubblico e artista. Ogni cantautore si esibirà per due sere nel periodo compreso fra marzo ed aprile con il repertorio che meglio illustra il proprio cammino artistico, ma anche raccontando storie e ricordando grandi autori, il tutto condito da momenti ‘happening’ nei quali dialogherà con i colleghi artisti e con il pubblico”.

“Era da molti anni che desideravo dedicare una parte della stagione del Teatro Golden alla musica – continua Maia – L’incontro fortunato con Grazia Di Michele mi ha dato la possibilità di concretizzare questo mio desiderio. Voglio ringraziare lei e tutti gli artisti che hanno aderito a questo progetto con entusiasmo e grande disponibilità”.

La rassegna si concluderà domenica 14 aprile con lo spettacolo di Max Maglione “Noi duo”, un vero e proprio “family show” ricco di canzoni, gag, cabaret, ospiti d’onore e una band musicale, il cui ricavato andrà a sostegno dell’Associazione Peter Pan Onlus, l’associazione che da anni svolge la sua attività a sostegno dei bambini malati di cancro accogliendo con alloggi gratuiti le loro famiglie per il tempo necessario alle terapie e che sarà presente in ogni serata del festival musicale.

TEATRO GOLDEN Via Taranto, 36 – Roma. Ingresso a biglietto unico: € 30,00 (Infoline: +39 06 70493826).

Elisabetta Castiglioni
IL PROGRAMMA
23 marzo ore 21, 24 marzo ore 17
MORGAN
Concerto per voce e piano
Opening Act Davide Valeri

29 marzo ore 21
MIMMO CAVALLO
L’INCANTAUTORE

Egidio Maggio chitarre, Marcello Ingrosso tastiere, Annamaria Lecce cori
Opening Act Mauro Pandolfo

30 marzo ore 21, 31 marzo ore 17
CARLO MARRALE
SFUMATURE DI ME. LA STORIA DEI MATIA BAZAR

Marco Dirani basso, Tommy Graziani batteria, Michele “Mecco” Guidi pianoforte
Opening Act Francesco Rainero

1 aprile ore 21, 2 aprile ore 21
SYRIA
PERCHÈ NON CANTI PIÙ

Concerto spettacolo per Gabriella Ferri
con PINO STRABIOLI
Massimo Germini chitarra
Opening Act Claudia Megrè

3 aprile ore 21, 4 aprile ore 21
BUNGARO
MAREDENTRO

Antonio Fresa pianoforte, Antonio De Luise contrabbasso,
Marco Pacassoni vibrafono/batteria/percussioni, BUNGARO chitarre
Opening Act Ida Scarlato

5 aprile ore 21, 6 aprile ore 21
MARIELLA NAVA
EPOCA

Sasà Calabrese contrabbasso, Roberto Guarino chitarre,
Salvatore Cauteruccio fisarmonica, Tato Illiano batteria
Opening Act Eleonora Betti

7 aprile ore 17, 8 aprile ore 21
GRAZIA DI MICHELE
SANTE BAMBOLE E PUTTANE

Fabiano Lelli chitarra, Andy Bartolucci batteria,
Marco Siniscalco basso, Paolo Luric pianoforte
Opening Act Giulia Pratelli

10 aprile ore 21, 11 aprile ore 21
ALBERTO FORTIS
ROMA I LOVE YOU

Concerto per voce e piano
Opening Act Federico D’Annunzio

12 aprile – Ore 21, 13 aprile – Ore 21
ROSSANA CASALE
JAZZ (TRENT’ANNI DA BRIVIDI) ACUSTICA

Emiliano Begni pianoforte, Ermanno Dodaro contrabbasso,
Francesco Consaga sax Soprano e flauto traverso, Gino Cardamone chitarra jazz
Opening Act Valeria Crescenzi

14 aprile – Ore 17
MAX MAGLIONE
NOI DUO

con Giulia Maglione
Giorgio Amendolara tastiere, Francesco Calogiuri batteria,  Ferruccio Corsi sax
Stefano Scoarughi basso, Stefano Zaccagnini chitarra

 

 

Verona si aggiudica i mondiali di pesca 2020

Dopo 23 anni, Verona torna capitale della pesca. L’appuntamento è per settembre dell’anno prossimo, ma la macchina organizzativa si è già messa in moto. Si terranno, infatti, dal 7 al 13 settembre 2020 i Campionati mondiali di pesca al colpo, nelle acque dolci del Mincio, di Peschiera e Valeggio.

Verona ospiterà la cerimonia inaugurale dell’evento, con il corteo in cui saranno rappresentante le 40 nazioni partecipanti.

Già al lavoro la sezione veronese della Federazione nazionale Pesca sportiva, Attività subacquee e Nuoto pinnato, con il presidente Tiziano Begal che ha incontrato l’assessore allo Sport Filippo Rando.

“Ancora una volta Verona è protagonista indiscussa del mondo sportivo – afferma Rando -. Per noi è motivo di soddisfazione ospitare l’inaugurazione dei giochi, che faremo in modo diventino un momento di festa da condividere con tutta la città. Chi pratica la pesca è abituato a non farsi molta pubblicità e a godersi il silenzio che caratterizza questa pratica sportiva. In realtà è uno sport in crescita, soprattutto nella bassa veronese, che abbonda di corsi d’acqua adatti alla pesca”.

A Verona sono 4.500 gli iscritti alla Federazione pesca, 30 mila in tutto il Veneto.

 

Roberto Bolis

Dante e Bach, letture e musica

Massimo Venturiello

Mercoledì 13 marzo alle 18.00 per i concerti di Roma Sinfonietta presso l’Università di Roma “Tor Vergata” (Auditorium “Ennio Morricone”, Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1) la grande poesia e la grande musica si incontrano. Massimo Venturiello legge tre canti della Divina Commedia di Dante Alighieri, precisamente il decimo dell’Inferno, il trentesimo del Purgatorio e l’undicesimo del Paradiso, con l’incontro tra il poeta e San Francesco. Il violinista Leonardo Spinedi suona la Terza Partita BWV 1006 di Johann Sebastian Bach. I sette movimenti di uno dei massimi capolavori di Bach si alternano ai versi di Dante e scattano le segrete e misteriose affinità tra due dei massimi artisti della civiltà occidentale, che a quasi cinque secoli di distanza intessono un dialogo profondo.

Massimo Venturiello prosegue dunque questi incontri tra Dante e Bach, iniziati nelle scorse stagioni di Roma Sinfonietta e sicuramente si ripeterà anche questa volta il fascino di quest’incontro tra poesia e musica.

L’introduzione critica di Rino Caputo, professore dell’Università di Roma2 “Tor Vergata”, faciliterà un’approfondita comprensione del testo dantesco.

Massimo Venturiello ha lavorato per il cinema, il teatro e la televisione, diretto da grandi registi quali Ettore Scola, i fratelli Taviani, Giuseppe Bertolucci, Gabriele Salvatores, Carlo Lizzani, Carlo Vanzina, Gabriele Lavia, Maurizio Scaparro, Sandro Bolchi e tanti altri.

Leonardo Spinedi ha vinto nel 2014 il Premio Salieri di Legnago, ha collaborato come primo violino solista con numerose orchestre ed è il primo violino del Quartetto Orfeo, con cui ha realizzato il cd “ElOtroAstor”, una monografia su Astor Piazzolla per la Brillant Classics. Si esibisce anche in ambito jazzistico, sia come violinista che come chitarrista.

 

Mauro Mariani (anche per la foto)

2019 e oltre: CheftoChef presenta le future attività

Villa Guastavillani a Bologna (sede di Bologna Business School) ha ospitato,come oramai tradizione, la presentazione dell’intenso programma d’attività che CheftoChefemiliaromagnacuochi ha in cantiere per il 2019, e non solo, tra eventi in Italia e all’estero, progetti di formazione e di divulgazione. Attività che hanno come denominatore comune la “cucina d’autore” per la valorizzazione dei grandi prodotti gastronomici dell’Emilia Romagna, una regione ricca di tradizione e di credibilità nel Mondo grazie anche alla grande riconoscibilità e autorevolezza che hanno conquistatoi nostri Chef.

Numerose sono le iniziative in parte già pianificate e in parte che si aggiungeranno nel corso dell’anno e degli anni: “CENTOMANI di questa terra” in aprile a Polesine Zibello (PR); “Al Mèni” in giugno a Rimini, con sviluppi futuri a Londra e negli USA;un festival del cibo dell’Emilia Romagna in Israele; “Di Porto in Porto”fra Cesenatico (FC) e la Croazia, per poi estendersi anche in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Slovenia;gli eventi delle Città della gastronomia CheftoChef, come ad esempio il Festival dell’Anolino a Fiorenzuola d’Arda (PC) in marzo;la collaborazione continuativa con l’Antoniano di Bologna; come continuativa è l’attività di alta formazione.

foto di Fabrizio Dell’Aquila

Anche in questo 2019 non mancherà il tradizionale “CENTOMANI di questa terra”,la festa dei Soci e degli amici di CheftoChef, in programma lunedì1 aprile a Polesine Zibello (PR), all’Antica Corte Pallavicina dei Fratelli Spigaroli. Un’intera giornata di aggiornamento e di aggregazione che permette di riunire chef, produttori, gourmet, esperti del settore agroalimentare per un confronto su futuro del cibo. Il tema portante dell’evento sarà Gastronomia e Agricoltura 3.0: alta cucina, prodotti di qualità e agricoltura oggi. Alla parte espositiva dei produttori soci, con degustazioni dei prodotti di qualità della nostra terra, come oramai consuetudine si affiancheranno anche show cooking e numerosi forum di discussione con illustri ospiti regionali e nazionali, per fornire spunti di riflessione in diversi ambiti gastronomici. Per il secondo anno consecutivo presenta l’evento Federico Quaranta.

Confermato anche “Al Mèni” a Rimini (22 e 23 giugno), il circo-mercato di sapori e cose fatte con le mani e il cuore, dove grandi chef diventano cuochi di strada manipolando i prodotti della nostra terra; giovani designer producono idee con le proprie mani; agricoltori e vignaioli propongono le loro eccellenze. “Al Mèni” che nel quinquennio 2020-2024 dovrebbe svolgersi anche a Londra e negli USA, grazie alla collaborazione già avviata con un’importante casa di produzione di eventi internazionali.

Del resto l’evento ha destato molto interesse anche a livello mondiale, tant’è che ha ricevuto la nomination, l’unico italiano fra i 5 finalisti, al prestigioso World Restaurant Award nella sezione “Event of the Year”, le cui premiazioni si sono svolte a Parigi il 18 febbraio.

Sempre a livello internazionale, CheftoChefsta lavorando alla realizzazione di un festival dedicato al cibo dell’Emilia Romagna al Serona Market di Tel Aviv, in Israele. In un contesto architettonico di grande fascino, il Serona Marketospita stabilmente circa 100 produttori locali di spezie, formaggi, salumi e altri beni, ma anche prelibatezze e specialità da tutto il mondo e 40 ristoranti, con alcuni dei più famosi e innovativi chef israeliani.Altro progetto che si avvierà in questo 2019 (a novembre si terrà una conferenza-evento) è “Di Porto in Porto”, dedicato alla pesca e alla cultura gastronomica, ma non solo, dell’alto Adriatico. Fulcro di questa iniziativa sarà Cesenatico (FC) e vedrà il coinvolgimento della Croazia come partner “dall’altra parte” del nostro mare. Il progetto ha già individuato sviluppi nei prossimi anni facendo partecipare progressivamente anche Veneto, Friuli Venezia Giulia e Slovenia.

A questi appuntamenti se ne affiancheranno altri ospitati in alcune delle 12 “Città della gastronomia CheftoChef”: l’attività incentrata sulle iniziative delle singole realtà ma sempre a vocazione regionale, come ad esempio il Festival dell’Anolino a Fiorenzuola d’Arda (PC) in programma dall’8 al 10 marzo.

Proseguirà, inoltre, la collaborazione fra CheftoChef e l’Antoniano di Bologna,lungo le direttrici del progetto solidal-culturale Food for Soul ideato da Massimo Bottura. Il progetto, lo ricordiamo, mira a costituire un senso di dignità “per tutti” intorno alla tavola, con gli chef dell’Associazione che si alternano ai fornelli per preparare da mangiare per gli ospiti bisognosi del refettorio con prodotti freschi o vicini alla scadenza, alimenti offerti o recuperati.Collaborazione che ha in cantiere anche altre iniziative di supporto alla struttura, oltre alle già consolidate cene del lunedì e la cena di gala di raccolta fondi.

Sarà ulteriormente potenziata l’attività formativa,anche attraverso un corso per innalzare la specializzazione del personale di sala, che ricopre un ruolo fondamentale nella gestione dei locali, anche se a volte questo aspetto viene lasciato in secondo piano. Il corso “Professione Maître” vede CheftoChef al fianco di “A Scuola di gusto”, la scuola di alta formazione e specializzazione professionale dedicata al mondo della ristorazione di Iscom Bologna, la struttura di formazione di Confcommercio Ascom Bologna.

CheftoChefemiliaromagnacuochi è l’associazione che riunisce i cinquanta migliori chef, le cinquanta aziende compresi i più importanti Consorzi dei prodotti tipici e i gourmet di riferimento dell’Emilia Romagna. Presidente dell’Associazione, unica nel suo genere, è Massimo Spigaroli, Vice Presidenti Massimo Bottura e Paolo Teverini, Presidente Onorario Igles Corelli.

 

Pierluigi Papi (anche per la fotografia)