Le attività estive del Teatro Carlo Felice di Genova

Conclusa la Stagione Lirico-Sinfonica 2018/2019, il Teatro Carlo Felice prosegue la sua attività estiva fuori Sede con diversi appuntamenti.

Nell’ambito del Festival Internazionale di Nervi, l’Orchestra del Teatro Carlo Felice sarà presente in concerti con differenti formazioni che avranno inizio tutte alle ore 21.00. Dopo il concerto di Carmen Consoli di mercoledì 3 luglio, con trentacinque elementi che hanno accompagnato le sue canzoni, si proseguirà martedì 9 luglio con Il Volo, il trio che quest’anno celebra il decennale del loro sodalizio artistico e che avrà la possibilità di esaltare il suo repertorio grazie al supporto di venti Professori d’Orchestra del Teatro Carlo Felice.

Il 13 luglio, seguirà Neri Marcorè che, oltre al poker d’assi del GnuQuartet, singolare organico strumentale composto da violoncello, violino, flauto, viola,  potrà sorprendere il pubblico grazie ai cinquanta elementi dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice. Il noto attore, doppiatore, conduttore televisivo, imitatore, comico e cantante italiano porterà in scena lo spettacolo “Come una specie di sorriso”, un modo di riscoprire e dare nuova linfa vitale alle canzoni di Fabrizio De Andrè, il più poeta dei nostri cantautori in una serata eccezionale e originale.

Giovedì 18 luglio Gino Paoli e le sue canzoni intramontabili ritorneranno a nuove sonorità grazie ai 26 elementi dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice. Anche se nato a Monfalcone il 23 settembre 1934, Gino Paoli è genovese a tutti gli effetti e in sessant’anni di carriera, che vengono celebrati proprio nel 2019, è ricordato e amato per aver scritto alcune tra le più belle pagine della musica italiana.

Oggi, sabato 6 luglio alle ore 21.00, con replica mercoledì 10 luglio, sarà la volta del Priamar di Savona con Madama Butterfly in cui il M° Brusa dirigerà l’Orchestra del Teatro Carlo Felice.

Domenica 21 luglio alle ore 20.00, l’Orchestra del Teatro Carlo Felice si trasferirà nella splendida cornice della Costiera Amalfitana al Festival di Ravello con il palco a strapiombo sul mare del Belvedere di Villa Rufolo. Questo suggestivo scenario durante l’estate diventa protagonista assoluto per un’ideale “Orchestra Italia”, entità che si articola nelle presenze di compagini delle maggiori istituzioni lirico-sinfoniche italiane.

Il concerto sinfonico diretto dall’abile bacchetta di Wayne Marshall, con musiche di Giorgio Federico Ghedini e Maurice Ravel, vedrà la partecip azione di Luca Bizzarri quale voce recitante.

A fine luglio l’opera approderà all’Arena del mare – Porto Antico Estate Spettacolo nell’ambito della rassegna “Ti porto all’Opera” : dal 28 luglioore 21.15, con repliche fino al 1 agosto, andrà in scena La traviata di Giuseppe Verdi diretta da Jacopo Rivani e la regia di Lorenzo Giossi. Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice.

Domenica 4 agosto – alle ore 21.30, il Concerto di mezza estate diretto da George Jackson con in programma la Sinfonia n. 5 in do minore op. 67 di Ludwig van Beethoven e la Sinfonia n. 9 in mi minore op. 95 (B.178) “Dal nuovo mondo” di Antonìn Dvořák.        Orchestra del Teatro Carlo Felice.

A tutti coloro che presenteranno il biglietto del concerto sarà possibile, soltanto il 4 agosto, fare un giro sulla Ruota Panoramica del Porto Antico ad un prezzo particolarmente vantaggioso

Martedì 27 agosto, alle ore 21.00 a LericiRotonda Vassallo , nell’ambito del Festival Suoni dal Golfo – edizione 2019, il Coro del Teatro Carlo Felice, preparato da Francesco Aliberti, sarà impegnato in un concerto sinfonico corale diretto da Gianluca Marcianò dedicato alle vittime del crollo del Ponte Morandi.

 

Marina Chiappa

 

Appuntamenti Estate Teatrale Veronese

Franco Branciaroli (foto di Andrea Angelucci)

L’adattamento di Franco Branciaroli del Moby Dick di Herman Melville, con regia di Luca Lazzareschi, vede l’ultima replica stasera, 6 luglio. Una prima nazionale assoluta con la Compagnia del Teatro de Gli Incamminati e Franco Branciaroli nel ruolo del capitano Achab. Numerosi sono i riferimenti, le ispirazioni e i richiami letterari che è possibile ritrovare nel romanzo di Melville: dalla Bibbia a Dante, fino a Shakespeare per quanto riguarda i monologhi, le riflessioni morali, le caratterizzazioni, la costruzione drammatica di scene e dialoghi. “Racconto della spasmodica caccia alla balena bianca, creatura delle profondità marine, simbolo polisemico e ineffabile, incarnazione del male, caos a cui dare un ordine, proiezione esterna dell’Io del capitano Achab, la cui lotta contro Moby Dick è sete di vendetta e allo stesso tempo volontà di annientamento di se stesso e ribellione contro Dio – spiega il regista Lazzareschi – Achab, figlio degenere di Prometeo, di Faust e di Edipo, eroe tragico plasmato dalla follia, dal dolore e da incontenibile hybris, assume in sé molte delle caratteristiche di alcuni dei più grandi personaggi shakespeariani: Prospero, Macbeth, Riccardo III, Amleto, Lear.” “Branciaroli nel suo adattamento teatrale – continua Lazzareschi – estrae dal Moby Dick un nesso drammaturgico tra Melville e Shakespeare, restituendo appieno la potenza simbolica, evocativa ed insieme realistica del romanzo. Con lui dieci attori interpretano i tanti personaggi del dramma, affidandosi alla forza della parola di Melville e, attraverso l’epico racconto di Ismaele – unico superstite del naufragio – rivivono il viaggio iniziatico dell’equipaggio del Pequod il cui destino è segnato dall’ossessiva lotta di un uomo contro l’incarnazione di tutte quelle forze malvagie da cui alcuni uomini profondi si sentono divorati

Sempre in prima nazionale è l’originale versione di Romeo & Giulietta, nati sotto contraria stella (17, 18, 19 e 20 luglio) con drammaturgia e regia di Leo Muscato ed il noto duo Ale e Franz, a recitare all’interno di una compagnia di vecchi comici girovaghi (interpretati da Eugenio Allegri, Teodosio Barresi, Marco Gobetti e Marco Zannoni) impegnati a ricoprire più ruoli, compresi quelli femminili, nell’autentico spirito elisabettiano. Il gruppo si presenta al pubblico per interpretare ‘La dolorosa storia di Giulietta e del suo Romeo’, sapendo bene che già tutti la conoscono. Rivali e complici allo stesso tempo, da un lato si rubano le battute, dall’altro si aiutano come meglio possono. Convinti di essere bravi attori, non si rendono conto che, quando sono sul palcoscenico, non riescono nemmeno a dissimulare i loro rapporti personali fatti di invidie, ripicche, alleanze, rappacificazioni. Presi singolarmente, sembrano avanzi di teatro; messi insieme formano una compagnia tragica, involontariamente comica e per questo doppiamente tragica. Succede un miracolo però: nonostante tutto la storia di Romeo e Giulietta vince su ogni cosa e, in un modo o nell’altro, questi comici riescono a raccontare la storia dei due giovani amanti. E riescono anche a commuovere, lasciando nel pubblico il dubbio che in questa storia, più di chiunque altro, sono proprio loro quelli …nati sotto contraria stella.

Ancora in prima nazionale la terza proposta shakespeariana: Il Mercante di Venezia (25, 26 e 27 luglio). Si tratta di uno dei testi al tempo stesso più popolari e controversi del Bardo, che in questa occasione vede come protagonista Mariano Rigillo, nella parte di Shylock, affiancato da Romina Mondello, nei panni della principessa ‘terrestre’ Porzia, Fabio Sartor a dar voce ad Antonio e Francesco Maccarinelli ad interpretare Bassanio. L’adattamento e la regia sono di Giancarlo Marinelli, che diresse Giorgio Albertazzi nello stesso spettacolo prima della sua morte tre anni fa, e proprio all’ultimo imperatore del teatro italiano questo Mercante di Venezia vuole essere un omaggio. Nella riduzione elaborata e scritta proprio da Albertazzi (che ha riempito tutti i teatri per oltre 200 repliche in un anno solare) i temi affrontati sono quelli da sempre cari a Shakespeare, ma anche al compianto mattatore toscano: il conflitto tra generazioni; la bellezza che muore e che si riscatta ad un tempo; la giovinezza che deve fare i conti con le trasformazioni del tempo e della società. “Se devi riprenderlo, fai una cosa: dimenticami. Dimenticati che l’ho fatto io” disse Giorgio Albertazzi a Giancarlo Marinelli in una delle ultime repliche. “Ma Giorgio – spiega Marinelli – diceva anche che ‘il teatro è dire la verità facendo finta; è una bugia sotto giuramento’. Ed allora sì, te lo giuro: ti dimenticherò”.

Da Shakespeare alla grecità classica con Elena di Euripide (13 e 14 settembre). Ritorna anche quest’anno, dopo la positiva esperienza delle due precedenti edizioni, la collaborazione con l’Istituto Italiano del Dramma Antico. Sul palco Laura Marinoni sarà diretta dal regista di fama internazionale Davide Livermore, che ha inaugurato la stagione operistica del Teatro Alla Scala di Milano con ‘Attila’ di Verdi. Livermore ama Elena perché “è tragedia atipica dai contorni che sfumano in un gioco ironico; il finale poi, sembra irridere coloro che cercano di fare dell’arte un elenco di categorie, che debbano pedantemente rispondere a regole fisse. In Elena non si muore. E si sorride come nelle tragedie elisabettiane, che in fondo ci risultano sempre un po’ lontane, nonostante i nostri sforzi intellettuali, perché capaci di lasciare convivere le componenti del tragico e del comico, capaci di non vivisezionare la vita e le sue componenti in un modo un po’ troppo laico, libero..inglese. Forse anche per questo Elena non viene rappresentata da oltre quattro decenni, perché non risponde a nessuna aspettativa della critica che etichetta, ma chiede a chi critica di essere libero da attese, aperto ad accettare un altro livello, forse semplicemente moderno”. Quello che vedremo sarà “uno spazio dove affiorano i tanti naufragi di un’esistenza, e vedremo Elena vecchia, alla fine della sua vita, che dispone dei suoi ricordi e crea questa immagine fatta di cielo che respira con le sue fattezze per cambiare almeno un po’ la memoria, per giocare con essa, per immaginare un’altra possibilità, per sognarla, per un altro finale, come per tutti noi il desiderio di un happy ending”.

Il cartellone della danza prevede al Teatro Romano due attesi spettacoli internazionali. Il primo appuntamento è con il nuovissimo Alice dei Momix (dal 29 luglio al 10 agosto) con il quale il direttore artistico Moses Pendleton porterà gli spettatori giù nella tana del coniglio. L’opera più recente di Moses è infatti ispirata ad Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll, una favola grazie alla quale da oltre 150 anni molti bambini – ed adulti – conoscono Alice e le sue avventure, proprio come se le avessero sognate loro stessi. La storia di questa bimba curiosa in un universo assurdo è un mondo pieno di fantasia e divertimento e non c’è quindi da stupirsi che sia l’ispirazione per la più recente creazione Momix. Anche Moses Pendleton è infatti artefice di mondi simili ai sogni, popolati da creature strane e stravaganti. Il corpo di Alice cresce, si restringe e cresce di nuovo; quello dei ballerini muta per mezzo di oggetti, corde e corpi di altri ballerini. “Non intendo raccontare l’intera storia di Alice – dice Pendleton – ma usarla come punto di partenza per dare libero sfogo all’invenzione. Sono curioso di vedere cosa succederà e sto diventando sempre più curioso quanto più conosco Lewis Carroll che, come me, era un appassionato fotografo.” “Alice – continua Pendleton – sarà un’opportunità di scoprire fin dove arriva la nostra fantasia. Con questo spettacolo voglio raggiungere sentieri ancora inesplorati nella fusione di danza, luci, musica, costumi e proiezioni”. Di certo il pubblico sarà coinvolto in un viaggio magico, misterioso e divertente.

È un ritorno al Teatro Romano dopo quattordici anni quello di Nederlands Dans Theater 2 (11 e 12 luglio), una delle compagnie di danza contemporanea più prestigiose a livello internazionale. Manca, infatti, dal palco del Teatro Romano dal 2005 il Nederlands Dans Theater 2, la seconda compagnia del Nederlands Dans Theater fondata nel 1978 per supportare la compagnia principale (del 1959) con nuovi talenti. Il NDT2, in un lasso di tempo di 3 anni, prepara 16 ballerini di scuola classica provenienti da tutto il mondo al passaggio al Nederlands Dans Theater. Mentre la compagnia principale offre ai ballerini la possibilità di sviluppare ulteriormente la loro personalità artistica, il NDT2 offre un vasto e composito repertorio formato da lavori di coreografi famosi come gli astri nascenti della danza Jiří Pokorný, Edward Clug, Imre van Opstal e Marne van Opstal. Una compagnia anticonformista, anticipatrice di inedite espressioni della danza contemporanea, che vuole formare i ballerini attraverso i diversi linguaggi della danza. Nel loro quartier generale a L’Aia tutto questo avviene quotidianamente in un ambiente che è terreno fertile e produttore di energia nuova per la danza contemporanea in Olanda e nel mondo. Energia che arriverà fino al palco del Teatro Romano, dove la compagnia olandese proporrà Wir Sagen uns Dunkles di Marco Goecke, Simple Things di Hans Van Manen e Sad Case di Sol León & Paul Lightfoot. In Wir Sagen uns Dunkles le musiche di Schubert e Schnittke si incontrano con quelle dei Placebo. “I ballerini mi capiscono immediatamente – dice Goecke – si muovono veloci, assumono movenze inedite, quasi inconsciamente ma con assoluta padronanza”. In Simple Things Hans Van Manem complica ed arricchisce il passo a due, la sua cifra coreografica che apre e chiude il balletto con duetti maschili, aggiungendovi al centro, in varie combinazioni, due donne su musiche di Guy Klucevsek & Alan Bern, Joseph Haydn e Peteris Vasks. In Sad Case di León&Lightfoot movimenti sorprendenti e primitivi prendono forma sulla musica di un mambo messicano, trasmettendo una tensione continua tra momenti lirici e satirici. Musiche di Pérez Prado, Alberto Dominguez, Ernesto Lecuona, Ray Barretto, Trio Los Panchos e Agustin Lara.

 

Silvia Vantini (anche per la fotografia)

Andrea Mingardi racconta la sua carriera con il libro ‘Professione cantante’

Sarà la corte interna di Palazzo Paradiso (sede della biblioteca comunale Ariostea in via delle Scienze 17, Ferrara) a ospitare, oggi pomeriggio, giovedì 4 luglio alle 17,30, l’appuntamento speciale con Andrea Mingardi per la presentazione del suo libro ‘Professione cantante’. L’incontro è aperto liberamente a tutti gli interessati.

‘Professione cantante’ è il racconto di un lungo viaggio attraverso sale di registrazione e palchi, con la musica unica e indiscussa protagonista.
Una biografia, ma anche qualcosa di più: un viaggio, narrato nello stile schietto e divertente che caratterizza l’artista, attraverso i tanti anni trascorsi tra sale di registrazione e palchi, raccontandone le gioie, le frustrazioni, i mutamenti mal digeriti, gli amici e la musica, unica e indiscussa protagonista di queste pagine.

Prefazioni, aneddoti e contributi di Mina, Francesco Guccini, Luca Carboni, Renzo Arbore, Orietta Berti, Pippo Baudo e tanti altri per raccontare la realtà quotidiana dei cantanti.

“Per raccontare i risvolti, i retroscena, il gran numero di sfumature ignote e le trappole note di un mestiere così ambito e invidiato come quello del cantante necessiterebbero parecchi libri, magari scritti da autori come Arthur Miller, Charles Bukowski, Ennio Flaiano, Francis Scott Fitzgerald, Jean-Paul Sartre, Ernest Hemingway, in grado di raccontare mondi popolati da belle donne, alcol, fumo e da quell’esistenzialismo pessimista che rende misteriosamente affascinante ogni parola. Da speciali punti di vista questi maestri della letteratura avrebbero potuto raccontare le miserie e le nobiltà di un incredibile pianeta abitato da alieni come Enrico Caruso, Frank Sinatra, Aretha Franklin, Maria Callas, Luciano Pavarotti, Ray Charles e cento altri fenomeni del canto che hanno indelebilmente segnato il genere umano. Ma commetteremmo un errore se trascurassimo il sottobosco della musica del popolo, le antiche radici del canto della provincia e le ingenue mosse di generazioni dedite al culto del sudore ballereccio di moda. In questa mia fugace inquadratura, le mille storie, gli aneddoti, i tic, i sogni, le speranze e le tenere miserie dei milioni musicisti che aspirano a rilasciare autografi sono appena accennate. In fondo, i protagonisti siamo tutti noi, anime in competizione, sparpagliate sui palchi della vita, abitanti di una nazione nota per il bel canto e per essere una eterna fabbrica delle illusioni – Andrea Mingardi.”

 

Alessandro Zangara

 

 

La Notte delle Candele in polvere

Se lo scorso fine settimana in Andorra si è consumato con successo il primo atto della “Notte delle Candele”, manifestazione gemellata col celebre evento di Vallerano, nella Tuscia viterbese, un secondo episodio in ben tre giorni di programmazione avrà luogo il 5, 6 e 7 luglio al Castello di Santa Severa, spazio della Regione Lazio, gestito da LAZIOcrea in collaborazione con Comune di Santa Marinella e Coopculture.   L’iniziativa LA NOTTE DELLE CANDELE IN POLVERE, che anticipa la più celebre manifestazione dell’ultimo sabato di agosto, vedrà allestire le viuzze del borgo di ogni lume e scenografia, con eventi dal vivo, tra arte e musica. La manifestazione avrà luogo a partire dalle 20:00.

Dopo Pals in Catalunya e Ordino in Andorra, eventi curati da Daniele Raggi che hanno reso possibile l’internazionalizzazione del format più romantico dell’anno producendo un mix vincente di turismo, cultura e partecipazione attiva del pubblico, i visitatori potranno assaporare questa “Notte delle candele in polvere” anche godendo delle prelibatezze enogastronomiche locali proposte da numerosi street food. L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Notte delle Candele di Vallerano in collaborazione con Pyrgi eventi e Fabio Quartieri. Media partner sarà quest’anno Radio Italia Anni Sessanta.

Sono inoltre già aperte le prevendite su I-ticket per acquistare i biglietti de LA NOTTE DELLE CANDELE DI VALLERANO, in programma sabato 31 agosto: per il primo anno, infatti, data l’enorme e incontenibile affluenza degli scorsi anni, l’iniziativa sarà a numero chiuso. Come infatti afferma Maurizio Gregori, ideatore dell’evento, “si è deciso di limitare l’eccessiva partecipazione, che l’anno scorso ha registrato oltre le 15mila presenze, per permettere ai convenuti che si prenoteranno per tempo una migliore gestione di servizi, parcheggi ed aree dove ristorarsi e seguire da vicino e con la giusta attenzione le singole performance, pur continuando ad ammirare l’incanto degli scenari creativi realizzati dagli abitanti, che vedono utilizzare in tutto il borgo circa 100mila candele”.

Castello di Santa Severa. Ingresso: €10 (intero) – €5 (ridotto)

Elisabetta Castiglioni (anche per l’immagine)

 

“Athens – Return trip” al Sociale di Brescia

Athens return trip, foto Archivio Agora Coaching Project

“Athens – Return trip. Andata e ritorni tra Italia e Grecia verso una nuova visione d’Europa” è andato in scena al teatro Sociale di Brescia ieri sera, 3 luglio, seconda ed ultima tappa italiana dopo Reggio Emilia e prima di volare per Atene, dove la performance debutterà l’8 luglio prossimo.

La serata accosta gli esiti performativi di due workshop condotti da Patricia Apergi e Christos Papadopoulos, tra i più interessanti coreografi greci contemporanei, con brani scelti del repertorio creato per “Agora Coaching Project”, curato da Michele Merola ed Enrico Morelli, coreografi italiani di primo piano sulla scena nazionale e collaboratori di Fondazione Nazionale della Danza. Ad Apergi e Papadopoulos è stato chiesto di guidare un percorso formativo e creativo insieme a 30 giovanissimi e promettenti danzatori di nazionalità italo-greca, di età compresa tra i 17 e i 24 anni. L’attività fa parte di “Agora Coaching Project” (con MM Contemporary Dance Company – Retum Trip Educational e con il sostegno di Stavros Niarchos Foundation), progetto di perfezionamento della danza, con sede a Reggio Emilia, unico per le sue caratteristiche innovative nell’ambito della didattica della danza. Lo scopo dei workshop era superare le barriere culturali europee per creare un linguaggio nuovo, dinamico e univoco, comprensibile a tutti. Ne è nato uno spettacolo in grado di sottolineare la personalità di un gruppo di ragazzi e ragazze (le più numerose) che sembrano insensibili all’esterno, come i tanti ragazzi che girano con le cuffiette nelle orecchie e non sanno guardarsi attorno, come se la realtà fosse altro da sé o non esistesse se non nella sorpresa di trovarsela intorno. Eppure si muovono, in modo impercettibile, come un’idea che nasce; forse è il movimento intrinseco a se stessi, alla vita. O forse è il movimento indotto dalla cultura e dall’arte, che si fa sempre più chiaro vivo e possente. Oppure ancora rispondono ad un comando di non si sa chi, e svolgono le loro azioni come automi. Prendono possesso del loro corpo, del palcoscenico, della loro vita. La danza li unisce e parlano lo stesso linguaggio, non si sa da dove scaturito e da dove proviene, o forse loro lo sanno e anche noi che li guardiamo crescere, perché (forse) siamo ancora capaci di insegnare e trasmettere i fondamenti dai quali partire per trovare la propria strada. Che è la nostra, quella di tutti. E allora si comincia a camminare, tutti insieme, e si va ad occupare lo spazio che è di tutti e che tutti devono avere, in un turbine che diventa frenetico, ma sempre ordinato, con regole che permettono a tutti di stare insieme senza confini, senza differenze. Molto bella la prima parte dello spettacolo che dimostra l’alto livello performativo raggiunto dai danzatori, con movenze apparentemente semplici eppure di alta scuola. Lasciando poi lo spazio al viaggio vero e proprio, con tanto di zainetto sulle spalle. Molto bello che non ci sia altro che quello (il viaggio) e i danzatori con le solite scarpe di tutti i giorni, i vestiti comuni, i capelli lungi e sciolti o corti o raccolti. Gli occhi persi nella novità del vivere e del voler scoprire. La danza che unisce e che diventa motivo di conoscenza di sé così profonda da diventare difficile da esternare, una strada da trovare, una meta verso cui andare e verso cui si va, indipendentemente dal fatto che a volte si venga frustrati nelle proprie aspettative e che si collassi, o si perisca, nel viaggio, nella ricerca. Stramazzano a terra alcuni danzatori, forse morti, forse stanchi, forse arrivati, ma gli altri proseguono, continuano a perseverare e preservare la vita e i contenuti di un’umanità che spesso si perde nel particolare senza considerare la necessità del tutto. Un ottimo lavoro, molto ben fatto e ben riuscito, capace di sottolineare studio e lavoro della danza e del corpo, ma anche l’impegno che, grazie alla cultura, dev’essere di tutti a ricercare la profondità dell’essere. Il proprio e l’universale.

Il CTB, Teatro Stabile di Brescia, ha accolto la proposta di “Athens – Return trip. Andata e ritorni tra Italia e Grecia verso una nuova visione d’Europa” ed ha offerto al suo pubblico, nell’ambito della rassegna “Un salto nel mito” davvero un’interessante pausa di riflessione.

 

Alessia Biasiolo

 

 

 

 

 

Il meglio di George Gershwin con il pianista Giuseppe Andaloro

La stagione estiva di Roma Sinfonietta in collaborazione con l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” prosegue oggi, giovedì 4 luglio, alle 21 alla Casa del Jazz (Via di Porta Ardeatina 55, Roma) con un concerto dell’Orchestra Roma Sinfonietta diretta da Gabriele Bonolis e la partecipazione straordinaria del pianista Giuseppe Andaloro.

Il programma è interamente dedicato a George Gershwin. Si ascolterà una selezione dell’opera Porgy and Bess, in cui Gershwin realizzò una straordinaria sintesi di musica popolare e colta, rielaborando genialmente diversi generi musicali, come il blues, lo spiritual e il jazz. Nato da una famiglia russa di origine ebraiche stabilitasi da pochissimo a Brooklyn, Gershwin fu il primo compositore d’oltre oceano a superare la soggezione nei confronti della musica colta europea e a creare un’opera inconfondibilmente americana.

Al centro del concerto sta la Rapsodia in Blue per pianoforte e orchestra, un vero caleidoscopio musicale, che riflette la molteplicità delle culture che convivevano nelle metropoli americane degli anni Venti: con le sue melodie e i suoi ritmi che richiamano la musica afroamericano, la Rapsodia in Blu rappresenta il momento in cui le porte delle sale da concerto si aprirono alle suggestioni del jazz e fu un enorme successo fin dalla prima esecuzione, a New York nel 1942. Allora stava al pianoforte il compositore stesso, ora invece l’eseguirà Giuseppe Andaloro, uno dei più apprezzati pianisti italiani, che suona regolarmente in prestigiose sale e con grandi orchestre in Italia e all’estero.

Insieme a queste pagine celeberrime, il concerto metterà in evidenza tre Preludes e cinque Songs di Gershwin, brani di minori dimensioni ma non meno affascinanti: queste musiche meno costruite e più spontanee hanno un fascino immediato e irresistibile, venivano trasmesse in continuazione da tutte le radio americane e i loro spartiti vennero venduti in milioni di copie.

Gabriele Bonolis, per anni collaboratore di Ennio Morricone, svolge un’importante attività personale come direttore d’orchestra con prestigiose orchestre e teatri in Italiae all’estero, tra cui Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, Orchestra Sinfonica “G. Verdi” di Milano, Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, Festival Spoleto 2 Mondi , Orchestra Sinfonica Nazionale Ceca, Opera di Stato di Dresda.

Giuseppe Andaloro svolge sin da giovanissimo un’appassionata e intense attività concertistica ospite di importanti festival (tra cui Salisburgo, Spoleto 2Mondi, Festival Arturo Benedetti Michelangeli di Brescia e Bergamo) e di grandi orchestre (London Philharmonic, Accademia Santa Cecilia di Roma, NHK Symphony Tokyo, Philharmonische Camerata Berlin e molte altre) collaborando con direttori del calibro di Vladimir Ashkenazy e Gianandrea Nosedae con artisti quali Giovanni Sollima e John Malkovich.

Biglietti: intero euro 15,00 – ridotti over 65 euro 10,00; ridotti per i dipendenti università di Tor Vergata euro 8,00 – studenti euro 5,00.

 

Mauro Mariani

 

 

Capalbio Libri

Si terrà dal 26 luglio al 3 agosto la tredicesima edizione di Capalbio Libri, il festival sul piacere di leggere ideato e diretto da Andrea Zagami, organizzato dall’agenzia di comunicazione integrata Zigzag in collaborazione con il Comune di Capalbio, e promosso dall’Associazione “Il piacere di leggere”. Appuntamento tutte le sere a partire dalle ore 19:00 in piazza Magenta, il cuore del castello medioevale di Capalbio, uno dei Borghi più belli d’Italia, con tanti nuovi personaggi per incontri e riflessioni su libri, lettori e scrittura.

Tra gli ospiti: Benedetta Cibrario, Brunello Cucinelli, Giuseppe Di Piazza, Andrea Kerbaker, Mauro Pandimiglio, Andrea Purgatori, Alberto Simone, Carlo G. Valli, Beatrice Venezi, Stefano Zenni.

 

Capalbio Libri ha il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Toscana e del Comune di Capalbio; ha il sostegno di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori.

 

Elisabetta Castiglioni (anche per la fotografia)

 

Estate tra teatro e musica a Forte Gisella

Teatro e musica tornano tra le mura di Forte Gisella a Santa Lucia di Verona. All’interno del compendio di via Mantovana i riflettori sono accesi: sul palcoscenico la prosa dialettale ma anche il musical, il tango argentino così come il rock.

Nel mese di luglio la Perdido jazz band proporrà un omaggio a Luis Armstrong. Seguiranno ArteFatto Teatro con “Un cabaret…di risate”; Lamacchi- Bassi con il concerto Fossati incontra De Andrè; la compagnia Renato Simoni con “Sarto per signora”. E poi ancora le compagnie Zero.it, Trapano Boss, Giorgio Totola, quest’ultima con “Tonin Bellagrazia”, Silvia Braga e Bruno Marini trio con “The beat generation”, la compagnia Tiraca e Ogm con “E pensare che c’era Gaber”.

Chiuderà il mese di luglio e aprirà agosto, Gtv Niù con “Per un litro di grappa?!”, in replica per quattro sere. Dal 10 agosto spazio alla musica con rock prog di Tony Pagliuga, con il tributo ai Genesis e con quello agli ELP. Seguirà il 14 agosto il concerto celtico e dal 15 al 18 agosto il Festival di Tango Argentino. Dal 23 agosto tornerà il teatro con la compagnia Einaudi Galilei e con ArteFatto Teatro che porterà in scena “L’erba del vicino”.

Il mese di settembre si aprirà con il musical Jesus Christ Superstar e proseguirà con “Aires de Buenos Aires” di Uep, per chiudersi con la compagnia Tabula Rasa. Tutte le serate iniziano alle ore 21.

La rassegna estiva è organizzata da Aics-Associazione italiana cultura e sport, insieme all’associazione Art&Salus, con il patrocinio del Comune di Verona.

“Un’iniziativa dalla duplice valenza culturale – ha detto l’assessore al Decentramento Marco Padovani -. Grazie a questa rassegna, infatti, sarà possibile godere di serate all’insegna del buon teatro, del divertimento e della musica, passando delle ore spensierate in compagnia. Inoltre, il pubblico potrà approfittare dell’occasione per visitare uno dei forti più belli di Verona”.

 

Roberto Bolis

Il Kouros ritrovato

Foto crediti di Associazione LapiS

Il torso del kouros di Lentini e la Testa Biscari, finalmente assemblati, sono in mostra a Catania nelle prestigiose sale del Museo Civico di Castello Ursino fino al 3 novembre 2019, seconda tappa dell’esposizione dopo l’inaugurazione palermitana.

L’iniziativa è promossa dalla Regione Siciliana, dal Comune di Catania – Assessorato alle Attività e beni culturali, dalla Fondazione Sicilia, in collaborazione con, Associazione Lapis, Siqilliya srl. L’organizzazione e la promozione sono state affidate a Civita Sicilia.

La “Testa apollinea” rinvenuta nel Settecento da Ignazio Paternò Castello principe di Biscari e conservata oggi nel Museo di Castello Ursino, si ricongiunge con il torso di efebo acefalo acquisito nel 1904 da Paolo Orsi e conservato nel Museo Archeologico Regionale di Siracusa che porta il suo nome.

Il Kouros, statua greca con funzione funeraria o votiva, raffigurante un giovane, era molto diffusa nel periodo arcaico e classico, tra il VII e il V secolo a.C.

Una nuova opera si aggiunge così alla statuaria della Sicilia greca: il Kouros di Leontinoi.

L’idea lanciata dal critico d’arte Vittorio Sgarbi e dal Sindaco di Catania, si è concretizzata grazie all’impegno dell’ex Assessore ai Beni Culturali della Regione Sebastiano Tusa che, con la Fondazione Sicilia, ne ha promosso l’intervento di restauro eseguito dalla ditta Siqilliya, presentandolo per la prima volta a Palermo nella Sala della Cavallerizza di Palazzo Branciforte.

La seconda tappa espositiva del progetto, appositamente ideata da Civita Sicilia per la sede di Castello Ursino, prevede un arricchimento e una rilettura del kouros attraverso un allestimento dalle forti suggestioni e soluzioni illuminotecniche originali.

Il progetto di valorizzazione del Kouros, curato da Sebastiano Tusa prima della prematura scomparsa, ha mirato a restituirne l’integrità, risolvendo la querelle che da anni impegna la comunità scientifica in supposizioni e ipotesi sull’effettiva pertinenza dei due reperti a unica statua di età arcaica.

Imprescindibile presupposto per l’iniziativa di ricongiungimento sono state le indagini petrografiche e geochimiche promosse dall’associazione LapiS (Lapidei Siciliani) già nel 2011, grazie alle quali si può affermare che entrambi gli elementi sono stati ricavati da uno stesso blocco di marmo, prelevato nell’isola greca di Paros.

La Sicilia non dispone di materiali lapidei paragonabili a un così pregevole marmo bianco a grana media, i blocchi di marmo pario venivano pertanto imbarcati nell’isola delle Cicladi per raggiungere i porti delle colonie siceliote dove li attendevano le botteghe di scultori dalle comuni radici culturali.

Per il ricongiungimento dei due reperti con sistemi reversibili si è utilizzato il foro già esistente alla base della testa, troncata nettamente nel Settecento, colmando “la brevissima lacuna” con una protesi in materiale plastico ad alta resistenza appositamente progettata e prototipata.

Un intervento di pulitura ha inoltre permesso la rimozione dei depositi e delle incrostazioni che occultavano la tonalità della superficie marmorea della parte posteriore e dei fianchi del torso, per un riequilibrio delle variazioni tonali che ne permette di apprezzarne pienamente i valori materici.

Dopo l’esposizione di Palermo e Catania, l’opera, seguendo il filo della ricerca di Sebastiano Tusa che considerava il ricongiungimento un vero e proprio nuovo ritrovamento archeologico, continuerà a essere concepita come una realtà unitaria, non più come due distinti reperti conservati in musei diversi.

Il kouros ritrovato sarà successivamente trasferito al Museo archeologico Paolo Orsi di Siracusa, dove un convegno internazionale concluderà l’evento.

 

Barbara Izzo (anche per la fotografia)

 

 

“Note in Villa 2019”

Ritorna l’estate e con essa torna la magia della musica in alcune delle ville del territorio del Comune di Castelnuovo del Garda, per ospitare i concerti dell’edizione 2019 di “NOTE IN VILLA“ organizzata dall’Associazione Culturale Amici della Musica del Lago di Garda, Direzione Artistica del M° Emir Saul, con il sostegno del Comune di Castelnuovo del Garda, degli sponsor ed il patrocinio della Regione Veneto e della Provincia. Dopo molte stagioni la rassegna è ormai una tradizione attesa, capace di coinvolgere il numeroso pubblico nelle sere d’estate, che si intrattiene oltre i concerti al buffet offerto da alcune Associazioni locali. Tutti i concerti hanno inizio alle ore 21.15.

Il programma prevede ancora i seguenti concerti:

4 LUGLIO 2019 PIAZZALE ESTERNO DIM TEATRO COMUNALE

DI CASTELNUOVO DEL GARDA Via S. Martino, 4 – Sandrà

TRIO MANZANA

“Nomads Rumba”

I Triomanzana esplorano con gusto moderno e frizzante le musiche popolari del mediterraneo, dalla rumba spagnola al flamenco, dalla musica greca al gipsy jazz. Il marchio di fabbrica di Alfredo Capozucca, Danieli Prolunghi (chitarre) e Lucas Dinarte Patricio (percussioni) è una perfetta alchimia tra melodie suadenti e arabeggianti e il ritmo vorticoso e coinvolgente tipico della rumba flamenca. Sono eseguite delle rielaborazioni di molti pezzi che hanno fatto la storia di questo genere musicale, ma anche pezzi di originale composizione, il tutto condito da ampi momenti di improvvisazione per un mix esplosivo!

11 LUGLIO 2019 PIAZZALE ESTERNO DIM TEATRO COMUNALE

DI CASTELNUOVO DEL GARDA Via S. Martino, 4 – Sandrà

BIG BAND RITMO SINFONICA “CITTA’ DI VERONA”

con DARIA TOFFALI

“Samba de Uma Nota Só

La Big-Band Ritmo-Sinfonica “Città di Verona”, diretta dal M° Marco Pasetto, propone un repertorio musicale dedicato alla musica brasiliana e, in particolare, alla bossa nova. Voce solista sarà Daria Toffali, cantante veronese di spiccata sensibilità e ottima interprete di questo genere musicale che cura da anni.

Nata negli anni ‘50 e portata al successo grazie al compositore Antonio Carlos Jobim, al poeta Vinicius De Moraes e a João Gilberto, uno dei suoi massimi interpreti, con le sue sonorità provenienti dal samba e dalla musica popolare brasiliana, la bossa nova conquistò l’America degli anni ‘60 per il suo stile nuovo e per il modo diverso di interpretare il samba classico attraverso un agilissimo gioco di ritardi e di mobilità degli accenti.

18 LUGLIO 2019 VILLA BORGOGNONI-TOMMASI Piazza della Repubblica, 14 – Sandrà

FUCINA CULTURALE MACHIAVELLI

“Il Trovatore” di Giuseppe Verdi

Ne “Il Trovatore” di Giuseppe Verdi, Fucina Culturale Machiavelli presenta l’opera rielaborata per l’occasione, con il soprano Annapaola Pinna, il tenore Tommaso Rossato e l’attrice Sabrina Carletti, accompagnati da un’orchestra d’archi, diretta dal M° Giancarlo Rizzi e con dei tagli di spartito che facciano godere appieno della magistrale musica di Verdi, senza penalizzarne la trama. Pensata per un pubblico eterogeneo, amanti dell’opera e profani, cittadini e turisti, l’opera è una riscrittura musicale e teatrale di Alessio Manega in chiave moderna per un’ora di pura magia, con la regia di Sara Meneghetti.

25 LUGLIO 2019 VILLA TANTINI Via Goito, 8 – Oliosi

“I.Q.B.L.” IN QUESTA BANDA DI LADRI

Cover band Antonello Venditti

Il gruppo “In questa banda di ladri” presenta un omaggio al grande cantautore romano Antonello Venditti, band alla quale l’artista, al concerto del 13 ottobre 2012 tenuto al Teatro Geox di Padova, ha tributato stima, amicizia e affetto. Cinque musicisti professionisti ed il frontman Angelo Sarro ripercorrono la carriera di Venditti, con i suoi più grandi successi dagli inizi fino ad oggi. Pregevole la presenza del sax che crea sonorità molto suggestive.

In caso di pioggia i concerti si terranno al DIM Teatro Comunale di Castelnuovo d/G Via San Martino, 4 (loc. Sandrà).

Biglietto € 9,00 – Ingresso gratuito per minorenni

 

Beatrice Zuin