28 maggio 1974/2020

Ricorre oggi l’anniversario della strage terroristica ricordata come strage di Piazza della Loggia, avvenuta a Brescia nel 1974. La città si stringe intorno alla Piazza che ne costituisce il simbolo e, rispettando le direttive in tempi pandemici, ricorda l’efferato episodio, le otto vittime e i 102 feriti anche oggi. Una bomba posizionata in un cestino presso una colonna dei Portici Dieci Giornate durante un comizio sindacale, esplosa poco dopo le 10 del mattino, ha messo la città nell’elenco di obiettivi della “strategia della tensione” per la quale è stato lungo l’iter per conoscerne i responsabili.

Anche se non sarà possibile per tutti partecipare, i bresciani saranno tutti lì, come ogni anno, con la mente e con il cuore.

 

 

“Ottocento” online a “Il posto delle fragole”

Il posto delle fragole programmato dal CTB di Brescia prosegue questa settimana con uno spettacolo molto amato dal pubblico di Brescia, prodotto dal CTB nella Stagione 2017-2018. Dalle ore 10 alle 24 di domani, venerdì 29 maggio e, in replica, sabato 30, sarà disponibile gratuitamente sul sito del Centro Teatrale Bresciano la registrazione di Ottocento che vede il progetto, l’elaborazione drammaturgica, la regia e l’interpretazione di Elena Bucci e Marco Sgrosso; il disegno luci è di Loredana Oddone, la drammaturgia del suono di Raffaele Bassetti.

 

Cosa suggerisce all’immaginario di oggi la parola Ottocento e quanto invece si può scoprire di nuovo, viaggiando con la macchina del tempo del Teatro, di un periodo che seppe raccontare con incredibile lucidità gli esseri umani e il mondo? Da Anna Karenina a Madame Bovary, da Dostoevskij a Mary Shelley, dalle sorelle Bronte a Dumas e Mann… Elena Bucci e Marco Sgrosso rendono un omaggio appassionato e inquieto alla letteratura e alle arti di un secolo le cui ricchezze e contraddizioni emanano un fascino talmente forte da nutrire ancora il nostro presente.

 

 

 

 

Giuseppe Albanese in streaming il 25 maggio

Torna per Visioninmusica, ma stavolta in diretta streaming dalla sua abitazione, il pianista Giuseppe Albanese, protagonista del prossimo “Live at Home” lunedì 25 maggio alle ore 19:00 (link per seguire la diretta:

https://youtu.be/73Y6XGs2GQk) per una performance ad hoc sul canale YouTube dell’Associazione. L’artista interpreterà, nello specifico, i seguenti brani: “Valzer Triste” di Alfonso Rendano; “Rustle of Spring” di Christian Sinding; “The Man I Love” di George Gershwin (nell’arrangiamento di E. Wild);  “Clair de Lune” di Claude Debussy e “Pas de deux” di Piotr I. Tchaikovsky, nell’arrangiamento di M. Pletnev.

Durante l’esibizione verranno date le indicazioni per continuare a contribuire volontariamente con donazioni a favore dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni, città natale di Visioninmusica, a sostegno del diritto alle migliori cure per i pazienti colpiti da Covid-19 nel contesto di una sicurezza sanitaria di interesse generale. Info e modalità per donare al seguente link: https://www.aospterni.it/pagine/donazioni

Le performance “Live at Home”, sempre in programma alle ore 19:00, prevedono prossimamente le partecipazioni di: Livio Minafra (28 maggio); Irene Jalenti (1 giugno); Jean-Philippe Koch (4 giugno); Nadimop (8 giugno); Federico Mondelci/Paolo Biondi (11 giugno) e Rebel Bit (15 giugno).

Tutti i live saranno accessibili in diretta streaming sul canale YouTube di Visioninmusica. Sarà inoltre disponibile il link alla pagina del concerto in diretta sulle pagine Facebook, Instagram e Twitter ufficiali del festival.

Visioninmusica “Live at Home” fa parte di “JIP ON STREAMING”, il primo festival nazionale di jazz sul web, lanciato da Jazz Italian Platform.
Visioninmusica è socio fondatore di Jazz Italian Platform (JIP), associazione nazionale di promoter, assieme a Umbria Jazz, Bologna Jazz Festival, Jazz in Sardegna, Jazz Network, Pomigliano Jazz, Saint Louis College of Music, Veneto Jazz. JIP condivide sulle sue pagine social tutte le iniziative dei propri associati.

Dall’uscita del suo primo album “Fantasia” – con musiche di Beethoven, Schubert e Schumann (Deutsche Grammophon, 2014) – Giuseppe Albanese diventa in breve tempo tra i pianisti più richiesti della sua generazione. Nel 2015, ancora su etichetta DG, incide “Après une lecture de Liszt”: un disco interamente dedicato al compositore ungherese.

Albanese è stato invitato per recital e concerti con orchestra da autorevoli enti internazionali tra i quali ricordiamo il Metropolitan Museum, la Rockefeller University e la Steinway Hall di New York, la Konzerthaus di Berlino, il Mozarteum di Salisburgo, la St Martin-in-the-Fields e la Steinway Hall di Londra, la Salle Cortot di Parigi, la Filarmonica di San Pietroburgo ecc. Ha collaborato con direttori del calibro di Daniel Oren, Jeffrey Tate, Jonathan Webb, Lawrence Foster, Will Humburg, Dmitri Jurowski ecc.

In Italia ha suonato nelle più importanti stagioni concertistiche (incluse quelle dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e della RAI di Torino) e nei maggiori teatri. Negli ultimi tempi si è distinto per essere stato invitato a suonare in ben undici delle tredici Fondazioni Liriche italiane: il Petruzzelli di Bari, il Comunale di Bologna, il Lirico di Cagliari, il Maggio Musicale Fiorentino, il Carlo Felice di Genova, il San Carlo di Napoli, il Massimo di Palermo, il Teatro dell’Opera di Roma, il Verdi di Trieste, la Fenice di Venezia, l’Arena di Verona.

Albanese è laureato in Filosofia con lode e dignità di stampa per la sua tesi. Attualmente insegna pianoforte al Conservatorio Tartini di Trieste.

 

Elisabetta Castiglioni (anche per la fotografia di Francesco Bondi)

La conquista dell’Impero e le leggi razziali tra cinema e memoria

1938, Diversi, Giorgio Treves

Il numero Venti degli Annali AAMOD è in uscita con un nuovo approfondimento tematico: sul catalogo online di Effigi edizioni è disponibile (e in libreria dai primi di settembre) la pubblicazione del volume “La conquista dell’Impero e le leggi razziali tra cinema e memoria”, realizzato in seguito all’omonima manifestazione svoltasi nel 2018 alla Casa del Cinema di Roma.

Si tratta di un numero monografico, coordinato da Paola Scarnati e a cura di Carlo Felice Casula, Giovanni Spagnoletti e Alessandro Triulzi, incentrato sulla memoria del nostro passato coloniale, tuttora disattesa in Italia. Nel ricordo e studio di tali momenti della nostra storia – tra imprese e asprezze – si tenta di recuperarne gli aspetti intrinseci per poter analizzare in maniera più consapevole la stessa complessa società contemporanea e di coglierne le sfide offerte al nostro vivere e convivere.

Il volume, strutturato in due parti – vuole dare un contributo significativo tanto sulla fisionomia dell’impero italiano nell’Africa Orientale quanto sugli apparati e gli stilemi del consenso. Nella prima parte sono infatti indagate le stratificazioni della memoria e degli immaginari in Italia e nel Corno d’Africa, con documenti che indagano sugli ambigui rapporti tra generi, abitazioni di coloni e sudditi, scuola e rapporti sociali filtrati e diffusi da un forte razzismo istituzionale. Nella seconda parte sono invece analizzati i film di maggior successo del pubblico di allora, insieme ai sorvegliati documentari e cinegiornali dell’Istituto Luce risalenti agli anni Trenta e Quaranta del XX secolo, e alla rinnovata attenzione dell’attuale produzione del cinema documentario e di finzione su tali temi e fenomeni.

Il volume è stato realizzato con il contributo della Direzione Generale Biblioteche e Diritto d’Autore – Mibact.

 

Elisabetta Castiglioni (anche per l’immagine)

 

 

“Maria Stuarda” di Donizetti martedì 26 maggio sui canali social del Teatro Carlo Felice

Le “tre regine” Tudor di Donizetti, ovvero le opere Anna Bolena (1830), Maria Stuarda (1835) e Roberto Devereux (1837). Un trilogia pressoché dimentica per quasi un secolo e mezzo e riscoperta solo nella seconda metà del Novecento, durante la cosiddetta “Donizetti Renaissance”, di cui rappresenta una delle riscoperte più importanti. Perché – oggi lo sappiamo – il trittico è un vertice, innanzi tutto di vocalità femminile, di belcanto sopranile “regale”.

Martedì 26 maggio, alle ore 20:00, i canali social del Teatro Carlo Felice trasmetteranno il secondo capitolo della trilogia, Maria Stuarda, andata in scena (per la prima volta a Genova) nella Stagione 2016/17 con la regia di Alfonso Antoniozzi, le scene di Monica Manganelli, i costumi di Gianluca Falaschi e le luci di Luciano Novelli. Un allestimento essenziale, curatissimo nei minimi dettagli, costituito – come spiegò all’epoca Monica Manganelli – da «una scenografia astratta, fatta di pochi elementi, ma che suggeriscono l’universalità della vicenda. Materie, colori e forme, nella loro ricercata essenzialità, alludono all’atmosfera di un periodo storico preciso e allo stesso tempo alla profondità dei personaggi che lo vivono.»

L’appuntamento fa parte di#musicalmenteinsieme, il ciclo di opere, trasmesse in streaming ogni martedì, con cui la Fondazione lirico-sinfonica genovese tiene vivo il rapporto con il proprio pubblico fin dall’inizio dell’emergenza coronavirus.Interpreti: Elena Mosuc (Maria Stuarda), Silvia TroSantafé (Elisabetta), Celso Albelo (Roberto), Andrea Concetti (Giorgio Talbot), Stefano Antonucci (Lord Guglielmo Cecil), Alessandra Palomba (Anna Kennedy). Direttore d’orchestra, Andriy Yurkevych. Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice, Maestro del Coro Franco Sebastiani. Verrà trasmessa la “prima” del 17 maggio del 2017.

Su:

https://www.streamingcarlofelice.com/

https://www.facebook.com/TeatroCarloFelice/

https://www.facebook.com/TeatroCarloFelice/

https://www.youtube.com/user/TeatroCarloFelice

 

Massimo Pastorelli

Prosegue la web serie CTB

Prosegue il viaggio di BS020 HOME THEATER. Le voci da dentro la web serie del Centro Teatrale Bresciano che porta sul palcoscenico virtuale creato dal CTB una galleria di brevi ritratti di personaggi noti o sconosciuti del territorio bresciano che attraversa i secoli e i luoghi, per raccontare le virtù di tenacia, umanità, resistenza, e creatività che sono i tratti distintivi della comunità del territorio.

I prossimi imperdibili appuntamenti vedono Franca Penone protagonista di Ines tiene il tempo, storia di una donna del vecchio Carmine – quartiere storico della città di Brescia – proprietaria di un’osteria, teatro di vite ed esperienze che s’intrecciano tra loro: la puntata sarà online dalle ore 18 di lunedì 25 maggio. Mercoledì 27, invece, sarà Francesco Sferrazza Papa a impersonare Redento Peroni, vittima e testimone dei tragici fatti di Piazza della Loggia del 1974: una puntata che si lega alla ricorrenza dell’anniversario della strage di giovedì 28 maggio. Infine, sabato 30 maggio, Abderrahim El Hadiri sarà in Zani, osservatorio astronomico, storia di un grande industriale lumezzanese con la passione per le stelle.

A introdurre gli appuntamenti con le sue oramai sempre più sorprendenti cornici, l’artista cui il CTB ha affidato la cura del progetto: Fausto Cabra. Dai suoi fortunati BS015 e BS016Autoritrattiinviaggio ed EvolutionCityShow – prodotti dal CTB –nasce il progetto Bs020 Home Theater, un ulteriore tassello alla lunga e intensa collaborazione intrapresa dall’artista con lo Stabile bresciano.

“Il secondo figlio di Dio” online

Prosegue la rassegna virtuale del Centro Teatrale Bresciano Il posto delle fragole con il sesto appuntamento: Il secondo figlio di Dio. Il CTB spalanca i suoi archivi per condividere con il pubblico un fitto calendario di appuntamenti che propongono le riprese integrali – gratuitamente visibili sul sito del CTB – di alcuni tra i più amati spettacoli di produzione che hanno fatto la storia dello Stabile nell’ultimo decennio.

La prossima settimana sarà il magnetico Simone Cristicchi a prendere la scena virtuale immaginata dal CTB. Dalle ore 10 alle 24 di martedì 26 maggio e, in replica, mercoledì 27, sarà disponibile gratuitamente sul sito del Centro Teatrale Bresciano la registrazione de Il secondo figlio di Dio scritto da Manfredi Rutelli e dallo stesso Cristicchi con la regia di Antonio Calenda e l’interpretazione di Simone Cristicchi. Le musiche originali sono di Simone Cristicchi e Valter Sivilotti, le scene e i costumi di Domenico Franchi, il disegno luci di Cesare Agoni, il progetto sonoro di Andrea Balducci.

Tra canto e narrazione Simone Cristicchi racconta la storia incredibile, ma realmente accaduta, di David Lazzaretti, un carrettiere toscano che nel 1878 fonda una comunità cristiana dai tratti socialisti e che si ispira ai Vangeli delle origini. David predica l’uguaglianza, la giustizia sociale e la solidarietà, dice di essere il secondo figlio di Dio: ha migliaia di seguaci, che lo chiamano il “Cristo dell’Amiata”. Un’utopia rivoluzionaria, che fu travolta da un colpo di pistola. Una storia che se non te la raccontano, non la sai. La storia di un’idea. La storia di un sogno.

V.V. (anche per la fotografia di Tommaso Le Pera)

 

“Historical Castle Parks- HICAPS” a Ferrara

Con la riunione finale di lunedì 18 maggio si è concluso il progetto “Historical Castle Parks- HICAPS”, progetto finanziato dal programma comunitario Interreg Central Europe e dedicato all’individuazione e valorizzazione di nuovi modelli di gestione dei parchi storico naturalistici siti in varie parti d’Europa: dalla Slovenia, alla Polonia, alla Croazia e all’Italia. Dopo due anni e mezzo di lavoro i diversi partner hanno così potuto tirare le fila degli interventi transnazionali e delle azioni pilota a livello locale.

Il progetto ha permesso alla città di Ferrara di poter arricchire la propria offerta turistica proponendo a cittadini e visitatori un percorso di valorizzazione della portata storica, architettonica e naturalistica dei 9 km del parco lineare delle Mura Estensi.

Il meeting finale si è tenuto in online conference, modalità che ha sostituito il tradizionale meeting in presenza nel pieno rispetto delle prescrizioni nazionali e internazionali di contenimento dell’emergenza sanitaria Covid – 19. ll Comune di Ferrara ha presentato i risultati di progetto (installazione di nuova cartellonistica turistica, realizzazione del Piano di azione locale), già illustrati il 23 gennaio scorso agli addetti ai lavori e alla cittadinanza nel contesto del meeting regionale organizzato a Teatro OFF – stakeholder fondamentale sin dai primi passi del progetto e soggetto organizzatore dell’iniziativa di lancio del progetto pilota nell’ottobre 2019.

In quell’occasione l’architetto Roberto Meschini della società Tryeco 2.0 s.r.l ha tenuto una lezione di approfondimento storico architettonico del bene e la dottoressa Carla Corazza ha illustrato due tesi di laurea, risultato degli studi svolti all’interno del progetto, con focus sulla biodiversità del Parco.

Riuscire a concludere le attività di progetto e realizzare entro i termini previsti un piano di azione locale che metta a sistema tutti gli interventi di consolidamento e ammodernamento del parco monumentale delle Mura è motivo di grande soddisfazione per l’Amministrazione che, nonostante le difficoltà oggettive, ha continuato a lavorare sul progetto dedicando uno staff trasversale degli uffici comunali.

Il meeting ha avuto anche un significato simbolico perché si è tenuto al terzo giorno di riapertura del parco, dopo il lungo stop imposto dal lockdown.
Oggi il parco si ripopola, sempre nel rispetto del distanziamento sociale, rifiorisce e si prepara ai grandi interventi del prossimo biennio, tra cui spiccano i lavori di restauro e la nuova illuminazione architetturale. Ferrara rinasce, grazie all’impegno di tutti.

 

Alessandro Zangara

Parma sarà Capitale Italiana della Cultura anche nel 2021

È ufficiale: Parma sarà Capitale Italiana della Cultura anche nel 2021. Lo ha stabilito il Decreto Rilancio approvato dal Governo mercoledì 13 maggio accogliendo la richiesta fatta a gran voce nei mesi scorsi dalla città e dalla regione e sostenuta da moltissime città italiane in corsa a loro volta per il titolo.

L’emergenza sanitaria ha sospeso tutte le attività legate alla nomina, rischiando così di vanificare il lavoro e gli investimenti fatti per rendere questo anno eccezionale. Ma Parma non si è mai arresa.

«Quando tutto è o pare perduto semplicemente bisogna mettersi all’opera e ricominciare dall’inizio. È quel che faremo dopo la splendida notizia arrivata dal governo.» Dichiara il sindaco di Parma Federico Pizzarotti. «Parma Capitale Italiana della Cultura 2021 rappresenta una decisione giusta e lungimirante: la città e la sua gente hanno lavorato tanto per creare un anno della cultura all’altezza delle aspettative del Paese, avevamo una gran voglia di dimostrare tutto il potenziale di Parma. Ce l’abbiamo tuttora: nel 2021 torneremo ancora più forti. La cultura continuerà a battere il tempo e a essere metronomo della nostra crescita.»

L’anno da Capitale Italiana della Cultura rappresenta una grandissima opportunità per tutto il territorio circostante, come dimostra il sodalizio con Piacenza e Reggio Emilia, che ha dato vita a Emilia2020, soprattutto per quei settori – cultura e turismo – che rappresentano la vera forza del paese e che si ritrovano in questo momento a pagare un prezzo altissimo.

La decisione del Governo, in primis del Ministro Dario Franceschini, sulla quale Parma è sempre stata fiduciosa, dimostra che dalla cultura può davvero partire la rinascita dei territori riportando quelle esperienze e quel desiderio di condivisione di cui, al termine di questo periodo di privazioni, ci troveremo più affamati che mai.

«Il prolungamento di Parma 2020 al 2021 rappresenta una sfida culturale e gestionale» afferma l’Assessore alla Cultura del Comune di Parma Michele Guerra «cui ci accostiamo con lo stesso entusiasmo che ha fin qui accompagnato l’avventura di Capitale Italiana della Cultura. Il tema del Tempo, oggi sospeso, recluso, iperconnesso, rimane il filo rosso di un programma che sarà in grado di parlare anche al passaggio storico che stiamo vivendo. Avremo infatti la responsabilità di sostenere la nostra proposta culturale in questo periodo di impensati mutamenti comportamentali e di grandi incertezze e dovremo dimostrare, con ancora più forza, che è dai territori della cultura che può muovere i suoi primi passi il pensiero di una nuova vita comunitaria.»

Parma dunque è pronta a ripartire riprendendo il cammino iniziato, raddoppiando gli sforzi per portare a compimento quello che ancora si potrà fare nel 2020 e soprattutto preparando un nuovo anno, il 2021, da grande Capitale Italiana della Cultura.

 

Delos

 

 

“Elena” a teatro con “Il posto delle fragole”

Con Il posto delle fragole il Centro Teatrale Bresciano spalanca gli armadi dei suoi archivi per condividere con il pubblico le riprese integrali – gratuitamente visibili sul sito del CTB – di alcuni tra i più amati spettacoli di produzione che hanno fatto la storia dello Stabile nell’ultimo decennio.

La proposta prosegue con la straordinaria Elisabetta Pozzi, protagonista del quinto appuntamento. Dalle ore 10 alle 24 di venerdì 22 maggio e, in replica, sabato 23, sarà disponibile gratuitamente sul sito del Centro Teatrale Bresciano la registrazione di Elena di Ghiannis Ritsos, con la regia di Andrea Chiodi e l’interpretazione di Elisabetta Pozzi; i costumi sono di Ilaria Ariemme, le musiche di Daniele D’Angelo.

Chi non è rimasto affascinato dalla figura di Elena, una delle più̀ belle donne dell’antichità? Per lei si scatenò una sanguinosa guerra durata dieci anni. Eppure, un’altra Elena si scopre ai nostri occhi nel magnifico monologo lirico di Ghiannis Ritsos. Lontana dell’immagine che la tradizione ci ha donato, questa Elena magistralmente interpretata da Elisabetta Pozzi è una donna la cui proverbiale e formidabile bellezza è ormai svanita da tempo, e che valuta la propria esistenza con disincanto e ironia, e forse anche un pizzico di rimpianto. Tra un bicchiere di whisky e una sigaretta Elena si confida, torna con il pensiero a ciò che è stato, ad una vita ormai lontanissima di glorie ed onori.

 

Veronica Verzeletti