Da oggi, 13 dicembre, ad OperaInCanto “L’opera delle filastrocche”

Non si ferma la stagione 2020 di OperaInCanto, il festival umbro giunto alla sua trentaduesima edizione. Tantissimi i problemi affrontati in questi mesi, ma i due spettacoli in cartellone, inizialmente programmati per novembre, andranno comunque in scena e saranno diffusi in streaming gratuito nei canali social e youtube dell’Associazione In Canto. Una scelta non facile, che l’Associazione ha operato assumendosi le responsabilità imposte da questa difficile situazione, ma anche tenendo fede a una missione che da oltre trenta anni svolge nel territorio, producendo concerti e spettacoli di teatro musicale.
I due titoli prescelti assumono quindi un significato ulteriore, il primo essendo rivolto al pubblico dei più piccoli, il secondo incentrato sul potere terapeutico della musica.

Si inizia celebrando il centenario di Gianni Rodari, con L’opera delle filastrocche, del 1983, con testo e musica di Virgilio Savona, musicista poliedrico attivo su diversi fronti oltre a quello, notissimo, del Quartetto Cetra. L’allestimento, curato da Graziano Sirci con i contributi video di Cristina Ducci, ambienta lo spettacolo in una classe, in cui i due bambini protagonisti e i loro compagni seguono una lezione proprio su Rodari. Un’opera leggera e divertente che sottolinea l’importanza del lavoro che quotidianamente si svolge nelle aule scolastiche. L’opera delle filastrocche, inserita nel calendario ufficiale delle celebrazioni per il centenario di Gianni Rodari, sarà cantata da Lucia Filaci e Adriano Meliffi. Il ruolo della maestra è affidato all’attrice Elisa Gabrielli. Con loro il Gruppo vocale e strumentale In Canto per la direzione di Lorenzo Rosati.

L’opera, registrata al Teatro Secci di Terni l’8 dicembre, sarà visibile nei canali Facebook, YouTube e nel sito dell’Associazione In Canto, a partire da domenica 13 dicembre alle ore 17,30. Dopo la “prima”, L’opera delle filastrocche resterà on-line a disposizione per un intero mese. In occasione della prima e in altre tre date (mercoledì 16 dicembre, lunedì 21 dicembre, martedì 12 gennaio, tutte alle 11) sarà a disposizione negli stessi canali una chatbox per chi volesse porre domande ai protagonisti dello spettacolo.

Debutta” invece il 15 gennaio alle ore 21 (e sarà disponibile sempre in streaming fino al 22 gennaio) “The man who mistook his wife for a hat” (L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello), opera che Michael Nyman, compositore tra i massimi dei nostri giorni, noto anche al grande pubblico per la collaborazione ai film di Peter Greenaway e per la fortunata colonna sonora del film “Lezioni di piano”, ha tratto nel 1986 dall’omonimo best-seller mondiale di Oliver Sacks (edito in Italia da Adelphi). Il titolo associa, quindi, la musica di uno dei più significativi compositori di oggi (l’inglese Nyman, classe 1944, è considerato uno dei padri della musica minimalista) e il testo del più celebre dei neurologi, al centro del quale c’è la curiosa vicenda del Dr.P, affetto da “agnosia visiva”, per il quale la musica rappresenta l’unica possibile via di salvezza. L’opera sarà registrata il 30 dicembre sempre al Teatro Secci di Terni. I ruoli principali sono affidati a Elisa Cenni, Federico Benetti e Roberto Jachini-Virgili. L’Ensemble In Canto sarà diretto da Fabio Maestri. La regia e l’impianto scenico sono di Carlo Fiorini.

Entrambe le opere vengono rappresentate per la prima volta in Umbria.

La Stagione 2020 di OperaInCanto è realizzata con il sostegno della Fondazione Carit e della Regione dell’Umbria, con il patrocinio del Comune di Terni, in collaborazione con l’Associazione 50&più della Provincia di Terni, Rodari100, IUC – Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma, festival di Nuova Consonanza, Roma Tre.

www.operaincanto.com / FB Associazione InCanto / youtube OperaInCanto Terni

Mauro Mariani (anche per la fotografia)

Il Teatro Carlo Felice di Genova su Rai 5 per la seconda settimana consecutiva

Da martedì 10 a venerdì 13 novembre, per la seconda settimana consecutiva, Rai 5 dedica la propria programmazione operistica al Teatro Carlo Felice di Genova. Quattro opere e un concerto sinfonico-corale, per un arco di tempo che va dal 2001 al 2011, con protagonisti grandi nomi del teatro d’opera e della musica classica: Lele Luzzati, Daniele Abbado, Jonathan Miller, Alberto Gazale, Daniela Dessì, Fabio Armiliato, Bruno Bartoletti, Gary Bertini e molti altri. Ecco il palinsesto completo:

Martedì 10 novembre, ore 10:00: W. A. Mozart, Il flauto magico (2011).

Con Andrea Mastroni, Blagoj Nacoski, Valdis Jansons, Naoyuki Okada, Zinovia Zafeiriadou, Eva Mei, Enrico Salsi, Sophie Gordeladze. Direttore: Johannes Wildner. Regia: Daniele Abbado, ripresa da Boris Stetka. Scene: Lele Luzzati. Costumi: Santuzza Calì.

Mercoledì 11 novembre, ore 10:00: G. Verdi, Nabucco (2004).

Con Alberto Gazale, Susan Neves, Yasu Nakajima, Orlin Anastassov, Annamaria Popescu, Alberto Rota, Sabrina Modena, Alessandro Cosentino. Direttore: Riccardo Frizza. Regia: Jonathan Miller. Scene e costumi: Isabella Bywater.

Mercoledì 11 novembre, ore 21:15: G. Puccini, Tosca (2010).

Con Daniela Dessì, Fabio Armiliato, Claudio Sgura, Nikolay Bikov, Paolo Maria Orecchia, Max De Angelis, Angelo Nardinocchi, Roberto Conti, Luca Arrigo. Direttore: Marco Boemi. Scene: Adolf Hohenstein.

Giovedì 12 novembre, ore 10:00: R. Leoncavallo, Pagliacci; P. Mascagni, Cavalleria rusticana (2007).

Con Svetla Vassileva, Salvatore Licitra, Alberto Gazale, Juan Francisco Gatell, Roberto De Candia, Susan Neves, Paola Gardina, Vittorio Vitelli, Ambra Vespasiani. Direttore: Bruno Bartoletti. Regia: Sebastiano Lo Monaco. Scene: Gianfranco Padovani. Costumi: Gianfranco Padovani, Giuseppe Avallone.

Venerdì 13 novembre, ore 10:00: W. A. Mozart, Messa in do minore per soli, coro e orchestra K. 427 (2001).

Con Annick Massis, Susana Poretsky, Jörg Schneider, Jochen Kupfer. Direttore: Gary Bertini.

 

Massimo Pastorelli

 

 

Rinviata a data da destinarsi “La vedova allegra” al Teatro Carlo Felice

La vedova allegra, in programma al Teatro Carlo Felice dal 27 novembre al 6 dicembre 2020, rimandata a data da destinarsi a causa del protrarsi dell’emergenza sanitaria

Alla luce del DPCM del 24 ottobre 2020, art. 1, comma 9, lettera m), concernente “la sospensione degli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto”, il Teatro Carlo Felice di Genova rinvia a data da destinarsi la messa in scena de La vedova allegra di Franz Lehár, prevista dal 27 novembre al 6 dicembre 2020.

La fondazione lirico-sinfonica genovese ha preso tale decisione al fine di salvaguardare lo spettacolo, non essendoci, al momento, a causa del protrarsi dell’emergenza sanitaria, le condizioni che permettano l’adeguata preparazione della nuova e importante produzione.

Entro il 6 dicembre i possessori di biglietto o di abbonamento potranno chiedere il rimborso scrivendo il proprio IBAN all’indirizzo e-mail voucher.biglietteria@carlofelice.it, allegando una foto o una scansione del titolo d’accesso.

 

Massimo Pastorelli

 

Annullamento spettacoli Teatro Carlo Felice di Genova

In ottemperanza al DPCM del 24 ottobre 2020, art. 1, comma 9, lettera m (“sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto”), il Teatro Carlo Felice di Genova annulla tutte le manifestazioni previste nel periodo di validità del suddetto decreto, ovvero dal 26 ottobre al 24 novembre 2020.

Tutti gli spettatori in possesso di biglietto o abbonamento per gli spettacoli programmati nel periodo in oggetto verranno rimborsati secondo procedure che saranno comunicate via e-mail e pubblicate sul sito e sulla pagina Facebook del Teatro.

Per qualunque informazione, si invita il gentile pubblico a chiamare i numeri: +39 010-5381.224/226; oppure a scrivere a: voucher.biglietteria@carlofelice.it

Massimo Pastorelli

Annullamento delle attività teatrali del CTB

A seguito del DPCM di sabato 24 ottobre 2020 che stabilisce la chiusura al pubblico dei luoghi di spettacolo, il Centro Teatrale Bresciano rende nota la cancellazione di tutte le attività organizzate dal CTB presso il Teatro Sociale e i Teatri del Circuito Teatrale Lombardo in programma fino a martedì 24 novembre 2020.

Risultano annullate le recite de:

La vedova Socrate, in scena al Teatro Sociale dal 27 ottobre all’8 novembre 2020;

La barbona e il pappagallo, in scena al Teatro Sociale il 7 novembre 2020;

Magnificat, in scena al Teatro Zanardelli di Gottolengo il 30 ottobre 2020, al Teatro Le Muse di Flero il 6 novembre e al Teatro Italia di Lonato il 7 novembre;

La scimmia, in scena al Teatro Le Muse di Flero, il 31 ottobre2020;

La signora Acqua, in scena alla Biblioteca Comunale di Lonato il 8 novembre 2020;

Gioàn Brera, in scena al Centro Culturale S. Giorgio di Dello il 13 novembre 2020 e all’Auditorium San Salvatore di Rodengo Saiano il 14 novembre 2020;

Bella scoperta, in scena al Teatro Comunale di Cellatica il 20 novembre 2020;

Diabou N’Dao, in scena all’ Auditorium G. Gaber di Castel Mella il 22 novembre 2020.

Risultano altresì sospese le recite di tournée degli spettacoli di produzione CTB programmate fino al 24 novembre compreso.

 

Al Teatro Modus otto spettacoli per celebrare la figura della donna

 

Un ciclo di otto incontri teatrali per celebrare le donne e il loro ruolo nella società. È questo l’obiettivo della rassegna ‘Tu Donna’, in programma al Teatro Modus, in piazza Orti di Spagna a San Zeno (Verona), a partire dal 23 ottobre.

Gli appuntamenti, in calendario fino al prossimo 16 aprile, sono proposti quest’anno come ponte ideale tra le ricorrenze del 25 novembre, ‘Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donna’ e dell’8 marzo, ‘Giornata internazionale della donna’. Una scelta voluta per non limitare la trattazione di certe tematiche alle sole date istituzionali, parlandone di più e in diverse occasioni.

Inoltre, per accrescere le opportunità di partecipazione del pubblico, tre degli otto spettacoli saranno proposti in doppia rappresentazione, sia alle ore 19 e che alle 21.15.

‘Tu donna’ è promossa da Teatro Modus, con il patrocinio dell’Assessorato alle Pari opportunità e della Consulta delle Associazioni Femminili del Comune di Verona.

“Una rassegna teatrale di alta qualità a cui sono molto legata – ha sottolineato l’assessore alle Pari opportunità Francesca Briani–, che nonostante le difficoltà del momento, torna ad offrire anche quest’anno un calendario di rappresentazioni importanti, con attori e testi di rilievo. Una proposta di spettacoli, tutti dedicati alla figura della donna, che si lega idealmente a due feste significative per il mondo femminile, quella del 25 novembre e dell’8 marzo. Un plauso alla direzione artistica di Teatro Modus che, nella massima sicurezza in tempi di Covid, porta avanti proposte artistico-culturali interessanti e sempre più legate alle realtà sociali del territorio”.

In cartellone: venerdì 23 ottobre, con inizio alle ore 20, lo spettacolo con cena ‘Racconti di Zafferan’ di Maria Pilar Pérez Aspa, fondatrice del Gruppo Atir di Milano. Sabato 21 novembre, ore 21.15, in occasione della ricorrenza del 25 novembre, arriva il teatro a l’Avogaria di Venezia con l’esilarante testo di Stefano Benni ‘Le Beatrici’. L’11 dicembre performance del gruppo Prototeatro di Montagnana in provincia di Padova, che propone lo spettacolo ‘Donne in Shakespeare’.

Il programma eventi prosegue nel 2021, con il primo appuntamento il 22 gennaio. In scena lo spettacolo ‘Tutta colpa di Eva’, scritto e diretto da Alberto Rizzi della compagnia veronese Ippogrifo Produzioni, proposto con doppia rappresentazione alle ore 19 e alle 21.15.

Duplice proposta teatrale, con spettacoli alle 19 e alle 21.15, anche per gli eventi del 5 febbraio, ‘Antigone, un rituale viaggio agli inferi’ del gruppo Theates guidato da Nevio Gambula e del 26 febbraio, ‘Why not?’ proposto dalla compagnia veronese Les Petits Pas di Katia Tubini.

Per la ricorrenza dell’8 marzo il Teatro Tascabile di Bergamo, nelle serate del 4 e 5 marzo alle 21.15, porta in scena lo spettacolo ‘Il principe dei gigli’.
Chiude la rassegna, il 16 aprile alle ore 21.15, l’attrice veneziana Michela Mocchiutti, con il suo ultimo lavoro ‘Della vita e del teatro’, che porta la firma del regista Mauro Avogadro.

Il programma completo è consultabile sul sito di modus modusverona.it.

Tutti gli eventi sono organizzati nel rispetto delle normative vigenti. È prevista la misurazione temperatura in ingresso, obbligo di mascherine, distanziamento poltrone in platea, distanziamento attori, areazione e igienizzazione di tutti gli ambienti prima di ciascuna replica, raccolta nomi e contatti ai fini rintracciabilità Covid. Inoltre, il Teatro Modus è dotato di sistema di estrazione meccanizzata dell’aria che assicura il ricambio totale dell’aria in platea in maniera continuativa durante la replica stessa.

Per motivi organizzativi è richiesta la prenotazione attraverso il sistema on line su modusverona.it. Per informazioni e possibile contattare il numero 340/5926978 o via mail a info@modusverona.it

Biglietto ridotto per soci e membri di associazioni e enti convenzionati (elenco su modusverona.it), tra cui tutte le associazioni facenti parte della Consulta delle Associazioni Femminili del Comune di Verona.

 

Roberto Bolis (anche per la fotografia della presentazione dell’evento)

“Troiane” interpreti della sofferenza umana

Vince il Venice Architecture Short Film Festival 2020 “Troiane” di Stefano Boeri, una commovente storia di alberi che rivivono grazie alla tragedia greca. Due anni fa, il 31 ottobre 2018, in una sola notte, 14 milioni di alberi sono stati abbattuti da una violenza inaudita di vento e pioggia e in Carnia ne sono caduti tantissimi. È stata una delle zone più colpite. 400 di quegli alberi sono diventati tronchi recuperati e inviati al teatro greco di Siracusa, dove sono stati protagonisti della scenografia dell’architetto Stefano Boeri per “Troiane” di Euripide. Quindi sono diventati silenti testimoni, resi eterni dalle parole, della tragedia subita dall’umanità. Ne è nato un cortometraggio diretto da Stefano Santamato e prodotto da Stefano Boeri-The Blink Fish, che ha vinto il prestigioso premio durante l’ultimo Festival del Cinema di Venezia. Il cortometraggio racconta, dal punto di vista degli alberi, il viaggio dal Friuli alla Sicilia, attraverso suoni e colori, con alternarsi di paesaggi, ripercorrendo le principali tappe della realizzazione della scenografia di “Troiane” (produzione INDA). La nota vicenda racconta la tragedia che segue agli eventi della guerra di Troia, quando le donne troiane, le donne dei vinti, vengono spartite tra i vincitori, mentre la città viene messa a ferro e fuoco. Quindi Boeri evoca la devastazione di Troia con la devastazione di Vaia, evento legato al cambiamento climatico. Entrambi eventi causati dall’uomo. Nel teatro greco di Siracusa, gli attori hanno vestito costumi di scena che li avvicinavano alle pietre, in modo che si fondessero con la storia, mentre il dolore accomunava vincitori e vinti: nessuna diversità di abiti, perché la guerra (follia umana) non ha vincitori.

TROIANE da Euripide, foto di scena del CTB di Masiar Pasquali

L’argomento è ripreso anche dal bel lavoro teatrale messo in scena dal CTB di Brescia con il suo “Troiane” diretto da Andrea Chiodi, con Elisabetta Pozzi, Graziano Piazza, Federica Fracassi, Valentina Bartolo e Alessia Spinelli.

TROIANE da Euripide, foto di scena del CTB di Masiar Pasquali

Una rappresentazione intensa che mette in parallelo, invece, la drammatica situazione vissuta dalle donne troiane del mito con le donne di oggi, chiuse in stereotipi, chiuse in casa davanti allo schermo di un computer e prigioniere del computer stesso quando rimangono donne oggetto. Tutta la storia narrata da Virgilio, fatta di uomini in lotta, è stata attribuita a Elena, donna bella e avvenente, capace di suscitare passioni e dolori, vittorie e sconfitte; di aguzzare l’ingegno e di travalicare ogni limite, ogni confine, pur di possederla. La sua colpa non esiste. Lei soltanto bella. E si può condannare la bellezza? Perché tutti la vogliono, quella bellezza che ammalia e tradisce, diventa un cavallo e colpisce al cuore? Un regalo al quale non si deve guardare in bocca, ma che sarebbe più prudente valutare per quello che è. Non ti aspetti il tradimento dagli amici, dalla vittoria che si rivela effimera, tanto come le immagini del monitor del pc o del proprio telefonino che svaniscono e non si pensa possano lasciare dietro di loro dolore e anche morte. Sempre se male utilizzati. Se si usa la natura sopra l’uomo e la tecnologia per assoggettarlo invece che servirlo.

TROIANE da Euripide, foto di scena del CTB di Masiar Pasquali

Tutti in sala hanno pensato alla stessa cosa: al lockdown fatto di divani, poltrone, letto e computer o qualsiasi altro sistema per continuare a fare parte della realtà al di fuori di sé, al di fuori delle proprie mura. Come il lavoro di Chiodi ha voluto infatti rappresentare. Mentre una parte dell’umanità soffriva e non si potevano salutare e seppellire i propri cari. Euripide ancora contemporaneo, ancora interprete della tragedia che colpisce gli uomini non importa quando e dove: i canoni restano universali. “… ci sentiamo come Cassandra, eppure continuiamo ad urlare: l’uomo dentro è bestia e angelo, testa e visceri e bisogna fidarsi che la parola si aggrappi da qualche parte e prima o poi diventi carne”, scrive Angela Demattè autrice dell’adattamento e della traduzione teatrali. Magistrale in scena la regina Ecuba che, nel vedere morti i suoi figli, ucciso il nipote, vendute le proprie figlie e lei stessa diventata schiava, sostiene che loro, le donne troiane, dovevano alzare la testa, andare oltre la tragedia, immaginare che ci sarebbe stato un futuro anche se il presente non prevedeva un domani. E il coraggio ha fatto progredire la storia portandola fino a noi. Noi che oggi, in Euripide, troviamo ancora i semi di quella determinazione che ci può portare oltre la tragedia che ancora non si è esaurita. Da vedere.

 

Alessia Biasiolo

“Fuoriusciti” di Brescia premiati

 

Il regista Piero Maccarinelli e gli attori Luigi Diberti e Antonello Fassari hanno ricevuto il Premio Franco Enriquez 2020 della città di Sirolo (An) per lo spettacolo Fuoriusciti di Giovanni Grasso, una produzione Centro Teatrale Bresciano,Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, ANELE Srl, con il contributo di Fondazione CRT, che ha debuttato in prima nazionale lo scorso 14 gennaio al Teatro Mina Mezzadri di Brescia nell’ambito della Stagione 2019-2020 del CTB A riveder le stelle.

Il Premio è promosso dal Centro Studi Franco Enriquez, attivo dal 1985 con sede a Sirolo, che svolge un’intensa attività di divulgazione attorno al teatro e allo spettacolo in genere, con particolare riferimento all’opera di Franco Enriquez.

“… sono l’avanguardia esemplificativa di una folta schiera, linfa per fortuna inesauribile di un mondo fatto da persone profonde e interiormente ricche di grandi valori”, è stato il commento al premio.

Piero Maccarinelli, Luigi Diberti e Antonello Fassari si sono distinti nella categoria “Teatro Contemporaneo di impegno sociale e civile”, rispettivamente quali miglior Regista e migliori Attori, con la seguente motivazione:

La storia immaginaria, ambientata a Brooklyn, di un confronto tra due grandi italiani “Fuoriusciti”, così Mussolini etichettava gli autoesuli. Giovanni Grasso, attraverso le lettere e gli scritti dei due personaggi, mette in luce due forti e diverse personalità, con due modi culturalmente opposti di intendere la politica e la società, ma con due modi molto simili di concepire il senso e il valore della libertà. Cattolico e credente uno, socialista e anticlericale l’altro, distanti ma vicini nel rispetto e nei valori, liberi nel pensiero e nelle idee. Maccarinelli ci restituisce, con una regia atemporale e filantropica, attraverso l’interpretazione di due grandi attori, Antonello Fassari, nel ruolo di Don Sturzo, e Luigi Diberti in quello di Gaetano Salvemini, uno spaccato di vita e di pensiero politico sani che ci riconduce inevitabilmente al contraddittorio comportamento dei nostri giorni, alle intolleranze, alle incomprensioni della politica malata e superficiale che ricadono inevitabilmente sui comportamenti di una società confusa e senza certezze.

La commissione del premio, che giunge quest’anno alla sua 16esima edizione, è composta da Paolo Larici Presidente, Andrea Bisicchia e i Consiglieri del Centro Studi Franco Enriquez: Carla Ceci, Patrizia Mazzoni, Federica Rinaldi, Gianna Tidei.

La danza protagonista dell’Estate Teatrale Veronese

Assoli e corpi a distanza, come prevedono le misure anti Covid, ma in un continuo dialogo tra spazio e musica. La settantaduesima edizione dell’Estate Teatrale Veronese, organizzata dal Comune di Verona, presenta nel cartellone 2020 cinque serate di danza.

Dall’8 al 19 settembre, saranno in scena artisti e compagnie veronesi conosciuti a livello nazionale. Ospite d’eccezione sarà Cristiana Morganti, miglior interprete dell’anno secondo la critica francese. Spettacoli unici dedicati soprattutto ai giovani. Ecco perché tutti gli under 26, così come allievi e insegnanti delle scuole di danza, avranno diritto alla tariffa speciale di 8 euro.

Ad aprire la sezione danza sarà martedì 8 settembre, in prima nazionale, Laura Corradi con Andrà tutto bene, nuova produzione di Ersilia Danza creata appositamente per il festival. Mercoledì 9 settembre sarà il momento di un focus sul percorso artistico di Camilla Monga e sull’indagine che sta portando avanti sul rapporto tra coreografia e composizioni musicali originali, con “Dire” e “Habitus”. Giovedì 10 sarà invece l’occasione per vedere, in un’unica serata, due lavori che sintetizzano la poliedricità dell’Associazione Zebra, delle coreografe Chiara Frigo e Silvia Gribaudi. Sul palco del Teatro Romano “Himalaya_Drumming” e “R.osa”. Lunedì 14 settembre serata a cura di BoxOffice Live che ha scelto di presentare “Reset” della Compagnia LPP Project diretta da Katia Tubini. Sabato 19 settembre, infine, Cristiana Morganti, con il sostegno della Pina Bausch Foundation Wuppertal, si esibirà in Moving with Pina. Un omaggio ad un autentico mito della danza contemporanea di tutti i tempi a 11 anni dalla sua scomparsa. Uno spettacolo che ha ricevuto i più importanti riconoscimenti internazionali. Proprio in questi giorni a Cristiana Morganti è stato conferito, tra l’altro, il 57° Premio del Syndicat professionnel de la Critique quale miglior interprete della stagione proprio grazie a questa performance.

“E’ il momento della danza. Verona vanta numerose scuole di prim’ordine e centinaia di allievi – ha spiegato l’assessore alla Cultura -. È bellissimo che ci sia questa grande attenzione e passione ma, allo stesso tempo, è importante che i nostri ragazzi imparino a conoscere quest’arte e si misurino con la visione dei tanti professionisti che i nostri contenitori culturali ospitano ogni anno. Ecco perché abbiamo voluto introdurre una tariffa speciale per le scuole di danza e per gli under 26. L’occasione di vedere riunite insieme in un unico programma alcune delle artiste e coreografe veronesi più attive e qualificate, non solo a livello nazionale ma anche internazionale, è un’opportunità per tutti i giovani danzatori per crescere artisticamente e sviluppare al meglio i propri talenti”.

“La danza al Teatro Romano è abituata alla spettacolarità dei grandi allestimenti e delle più prestigiose compagnie internazionali. Nell’impossibilità di accogliere questo tipo di proposte per la prima stagione post Covid – ha aggiunto il direttore artistico Carlo Mangolini – abbiamo scelto lavori intimi e di impianto fortemente contemporaneo, ma non per questo meno intensi ed emozionanti. Una sfida ancor più ambiziosa. Verona può contare su un eccellente livello artistico rappresentato da coreografe di diverse generazioni. Abbiamo poi l’onore di accogliere una grande interprete come Cristiana Morganti, che continua a tenere viva la memoria di Pina Bausch, musa ispiratrice di gran parte della danza contemporanea di oggi come di ieri”.
Informazioni e approfondimenti sul sito http://www.estateteatraleveronese.it.

 

Roberto Bolis

A “D’estate al Chiostro” Cabra e Campironi

D’estate al Chiostro. Sette letture sceniche per ricominciare la rassegna estiva del Centro Teatrale Brescianosi conclude questa settimana con l’ultimo degli appuntamenti che hanno visto alcuni dei più grandi artisti della scena teatrale italiana – legati al CTB e alla città da lunga collaborazione e amicizia, protagonisti delle produzioni dello Stabile bresciano della Stagione 2020-2021 Gli infiniti mondi – alternarsi sul palcoscenico allestito nel Chiostro Santa Chiara.

Giovedì 6 e venerdì 7 agosto, alle ore 21.30, il Chiostro del Teatro Mina Mezzadridi Brescia (Contrada Santa Chiara 50/A) ospiterà l’attore bresciano di caratura nazionale Fausto Cabra e la compositrice e musicista Mimosa Campironi, protagonisti dell’appuntamento intitolato Il grande inquisitore. Una lettura in jazz.

Fausto Cabra rilegge le vertiginose pagine sul Grande Inquisitore da I fratelli Karamazov. Al suo fianco, in un esperimento di improvvisazione e contaminazione tra le voci di numerosi strumenti e la parola, è la musicista Mimosa Campironi.

In questa indimenticabile parabola sul ritorno di Cristo in terra, riconosciuto e condannato a morte dalla Chiesa, è racchiusa una delle più alte meditazioni sulla libertà e sul rapporto tra fede e potere. Un duello tra due visioni del mondo che culmina nell’enigmatico, sconvolgente gesto finale di Cristo, in cui si racchiude tutta la sua sovrumana, insondabile e incompresa misericordia.

La rassegna estiva del Centro Teatrale Bresciano ha registrato il tutto esaurito in tutti gli appuntamenti.

Gli artisti hanno presentano pezzi per solisti o a due voci in coinvolgenti letture, con nuove drammaturgie o elaborazioni originali di grandi testi letterari e teatrali che, grazie alla loro straordinaria bravura, hanno preso vita tra le arcate del chiostro illuminato dalle suggestive luci di Cesare Agoni.

Una rassegna ad alta temperatura culturale, concepita e realizzata nel rispetto di ogni misura di sicurezza per il pubblico, pensata per riallacciare dopo la lunga pausa degliscorsi mesi il rapporto unico e speciale tra spettatori e artisti, e per vivere l’estate in città in compagnia delle emozioni insostituibili del teatro.

 

V.V. (anche per le fotografie)