Il grande Family Show di Erix Logan&Sara Maya a Brescia

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 L’illusionista bresciano di fama internazionale Erix Logan, insieme alla sua inseparabile partner, la cantante attrice Sara Maya, vi invitano a scoprire la Magia da una nuova prospettiva. Insieme a tanta Magia, divertimento interattivo adatto a tutte le età e condivisioni di pensieri si troveranno venerdì 6 gennaio 2017 alle ore 16.00 al Teatro Sociale di Brescia (Via Felice Cavallotti, 20). Un Family Show nel senso più profondo del termine, perché sarà come trovarsi in un grande salotto insieme a tanti amici vecchi e nuovi ed un Mago a fare da anfitrione.

Vincitore di Mandrake d’Or, il celebre illusionista italo-canadese ha creato un linguaggio personalissimo che attinge alla tradizione innestandovi altri elementi performativi e una tecnologia “piegata“ all’illusionismo. Danza, mimo, canto, musica: ogni numero diventa un mix originale e irresistibile di elementi che crea una nuova forma di intrattenimento. è uno show complesso con grandi apparati magici che, oltre a offrire una commistione di generi artistici, ha anche una precisa spina dorsale». Frutto di un lavoro di preparazione iniziato nel 2000, “The Magic”, fra dj-set, beat-box, breaker e rapper oltre alle opere del pittore surrealista Jim Warren che prendono vita sul palco grazie all’illusionismo.

Per l’occasione si proporranno al pubblico due illusioni inedite.

 

Silvia Vittoriano

Evento dell’ultimo dell’anno sold out al Sociale di Brescia

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Ad arricchire il programma “LUCI SULLA CITTA”, il CTB Centro Teatrale Bresciano propone per l’ultimo dell’anno, al Teatro Sociale di Brescia, lo spettacolo “Il maschio inutile” di e con la Banda Osiris, insieme a Telmo Pievani e Federico Taddia, il più strampalato e ironico gruppo teatral-musicale italiano, che si terrà al Teatro Sociale alle ore 21.30.

Nello spettacolo “Il maschio inutile” i quattro uomini della Banda Osiris decidono per la prima volta di costituire un gruppo di auto-aiuto. Aiutati da un narratore di storie come Taddia e uno scienziato dell’evoluzione come Pievani, attraversano i gironi infernali della mascolinità. E’ una terapia d’urto, una catarsi.

Uno spettacolo all’insegna di ironia, scienza, piacevolezza, un’analisi esilarante della condizione maschile contemporanea tra parodie, cantate pop rock e d’operetta, improbabili lezioni di anatomia, testimonianze “scientifiche” e talk show. Ironici, imprevedibili, dissacratori.

Al termine, un brindisi per tutti.

Silvia Vittoriano

(anche per i credit fotografici)

 

 

Le avventure dell’ingegnoso ed errante cavaliere don Chisciotte della Mancha a teatro

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In occasione dei 400 anni dalla morte di Miguel de Cervantes e dopo il grande successo ottenuto la scorsa stagione, il CTB ripropone al teatro Sociale di Brescia il fortunato percorso di spettacolo dedicato a Don Chisciotte, figura emblematica della letteratura di ogni tempo, un eroe alla ricerca della sua identità che cavalca i secoli e giunge fino ai giorni nostri saldamente in sella al suo fido destriero Ronzinante.

I piccoli spettatori seguiranno da lunedì 12 a venerdì 16 prossimi, in quattro repliche (ore 9.00/10.30/12.00/14.30) e sabato 17 in due repliche (9.30/11.00); sabato 17 dicembre anche per le famiglie in prima replica alle ore 15.00 e in seconda replica alle ore 16.45; da lunedì 19 a mercoledì 21 dicembre ancora in quattro repliche (alle ore 9.00/10.30/12.00/14.30), Don Chisciotte e il suo fedele scudiero Sancho Panza nelle più errabonde e tragicomiche avventure, all’inseguimento dell’amore per Dulcinea e della speranza in un mondo più giusto e più nobile.

Ogni piccolo spettatore verrà nominato governatore di un’isola tutta sua dove coltivare la propria fantasia e far crescere l’immaginazione.

Don Chisciotte non è un super eroe, ma un eroe tragicomico, forse un perdente, ma con molto da insegnare ai suoi spettatori. Un eroe fedele ai propri sogni, ideali e progetti, che combatte con ogni sorta di avversità, mettendosi al servizio dei più deboli. Attraverso di lui i bambini impareranno come l´immaginazione, può superare talvolta la realtà.

In teatro, luogo per eccellenza dell’immaginazione, i bambini della scuola primaria di primo e secondo grado, accompagnati dal simpatico servo Sancho Panza e da altri personaggi minori, potranno intraprendere un viaggio fisico all’interno degli spazi del Sociale e, contemporaneamente, conoscere i personaggi che ricoprono spesso a loro volta, nel racconto, il ruolo di attori.

Biglietto di ingresso a euro 3,00 con prenotazione obbligatoria al tel. 030 2928616.

Silvia Vittoriano (anche per la foto)

“La traviata” al Teatro Carlo Felice di Genova

Da giovedì 15 dicembre alle ore 20.30, al Teatro Carlo Felice, va in scena “La traviata”, melodramma in tre atti di Giuseppe Verdi, su libretto di Francesco Maria Piave, capolavoro drammaturgico tratto dal dramma La dame aux camélias di Alexandre Dumas figlio, a dirigerla sarà la bacchetta di Massimo Zanetti che si alternerà con Alvise Casellati.

Il Carlo Felice propone un proprio nuovo allestimento con la regia di Giorgio Gallione, che, parallelamente alla sua trentennale attività di direttore artistico del Teatro dell’Archivolto di Genova, ha realizzato numerose regie di opere liriche, spaziando dai titoli di repertorio a quelli contemporanei, le scene e i costumi sono firmate da Guido Fiorato.

E’ proprio con Fiorato, spiega Gallione “che abbiamo pensato di ambientare l’opera in un luogo stilizzato, antirealistico, simbolico, sterile, dove dominano vetro e ghiaccio, virato in un bianco e nero “ferito”, solo talvolta, dal rosso del sangue e della vita che, comunque, pulsa.

Forse Violetta muore già nel preludio e l’opera è tutto un allucinato flash back visionario e spettrale. Siamo, anche nei momenti di gioia, imprigionati in una sorta di perenne moritat dove, grazie alla musica di Verdi, il dolore è trasfigurato in modo sublime, ma dove la speranza è assente e la vita rischia di essere nient’altro che una tragica carnevalata”

Nel cast spiccano i nomi di Desirée Rancatore, nel ruolo di Violetta Valéry; il ruolo di Alfredo Germont sarà affidato a Giuseppe Filianoti, mentre Giorgio Germont sarà interpretato da Vladimir Stoyanov. Completano il cast Didier Pieri (Gastone), Paolo Orecchia (Barone), Stefano Marchisio (Marchese), Manrico Signorini (Dottor Grenvil).

Nella Traviata di Verdi e Piave non ci sono re, regine, intrighi di corte o monumentali scenografie pseudostoriche. La protagonista, Violetta Valery, non è una figura nobile, è una donna di facili costumi. Il coro è un’incarnazione di quella stessa società a cui apparteneva il pubblico che il 6 marzo del 1853 andò al Teatro La Fenice di Venezia per assistere alla prima. E la vicenda non è un’invenzione letteraria, ma è ispirata a fatti realmente accaduti nella Parigi di una decina d’anni prima, così come li aveva raccontati Alexandre Dumas figlio nel romanzo La signora delle camelie. Portare la contemporaneità in scena non è mai stato facile, oggi come ai tempi di Giuseppe Verdi. La censura si scandalizzò già a partire dal titolo, che propose di sostituire con Amore e morte, imponendo, in più, una retrodatazione settecentesca, in modo che il pubblico non si sentisse chiamato in causa in prima persona. Le precauzioni censorie, però, non servirono a granché: la prima di Traviata fu un diluvio di fischi e proteste e rimarrà una della “cadute” più clamorose nella storia del teatro d’opera.

Se il soggetto era troppo scabroso per i melomani di allora, la musica non era meno spiazzante. L’audacia della trama mise in moto la creatività di Verdi che, sull’onda di quanto appena sperimentato con Rigoletto, si lanciò in un’altra avventura musicalmente innovativa. Il Preludio a sipario chiuso, ad esempio, non è solo una sintesi dei temi conduttori che si ascolteranno in seguito (quello della morte di Violetta e quello del suo amore per Alfredo). A questa prassi consolidata Verdi dà un significato emotivo nuovo, come se rappresentare fin dall’inizio l’umanità della protagonista, prima ancora che entri in scena, fosse più importante che rispettare i canoni operistici. Le tante anime della personalità di Violetta – spensierata cocotte nel primo atto, compagna fedele di Alfredo nel secondo, capro espiatorio del perbenismo borghese nel terzo – hanno inoltre portato Verdi a tre trattamenti vocali differenti, per i quali, come è noto, occorre una interprete di grande elasticità. E poi, il vero miracolo dell’opera: da un libretto in cui i personaggi si esprimono più in prosa che in poesia, Verdi estrae le sue melodie più cantabili, come nel lungo dialogo in cui il padre di Alfredo, Giorgio Germont, costringe Violetta a rinunciare all’amore per il figlio in nome dell’onore della famiglia: la musica, in questa scena memorabile, porta a galla le emozioni nascoste dietro le parole. E così Verdi dimostra una volta per tutte, modernissimo, che una situazione prosaica può essere fonte di poesia non meno di un mito.

 

Marina Chiappa

Regala il Teatro a Brescia

A partire dal 1° dicembre e fino al 31 dicembre 2016 saranno in vendita alla biglietteria del Teatro Sociale di Brescia (Via Felice Cavallotti, 20) gli abbonamenti CARTA REGALO. Un regalo utile, innovativo, adatto a chi ama il teatro o a chi potrebbe scoprire, grazie a questo regalo, un mondo nuovo e affascinante.

L’abbonamento a 3 spettacoli comprende:

1 produzione del CTB Centro teatrale Bresciano

2 a scelta tra tutti gli spettacoli in cartellone ad eccezione de “IL MASCHIO INUTILE”. PREZZO UNICO 33,00

L’abbonamento a 2 spettacoli comprende:

1 produzione del CTB Centro Teatrale Bresciano

1 a scelta tra tutti gli spettacoli in cartellone ad eccezione de “IL MASCHIO INUTILE”. PREZZO UNICO 25,00

Le carte regalo sono in vendita ALLA BIGLIETTERIA DEL TEATRO SOCIALE, Via Felice Cavallotti, 20 a Brescia – tel. 030 2808600

biglietteria@centroteatralebresciano.it

SEDE PIAZZA LOGGIA Nuovo punto vendita nella sede del CTB in Piazza della Loggia, 6 – da martedì a venerdì dalle 10.00 alle 13.00 – Tel. 030 2928609 (esclusi sabato e festivi)

ON-LINE in tutti i punti vendita del circuito Vivaticket.it

LIBRERIA SERRA TARANTOLA Via F.lli Porcellaga, 4 – Brescia · Tel. 030290171 Orari: 9.15 – 12.15 /15.30 – 19.00 (lunedì mattina e domenica chiuso)

Silvia Vittoriano

La verità nei sonagli di un berretto

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Andrà in scena ancora oggi pomeriggio, alle ore 15.30, al Teatro Sociale di Brescia, “Il berretto a sonagli” di Luigi Pirandello, adattato da Valter Malosti per il Teatro di Dioniso e con il sostegno del Sistema Teatro di Torino. Una delle commedie più amate del genio di Girgenti e, ancora una volta, la commedia sulla verità e la convenienza o meno di dirla. Perché chi dice la verità viene passato per pazzo, legato, rinchiuso, come il matto più matto della città e di tutti i tempi. La verità deve restare nascosta, conosciuta da tutti eppure negata, edulcorata, semplificata come si fa con i bambini quando si deve spiegare loro un concetto da grandi. Ecco in scena, anche regista, Valter Malosti stesso nel ruolo di Ciampa, il fedele servitore dedito al suo padrone che, per l’interpretazione di Malosti, non è il succube arrendevole alla tragicità dei fatti, bensì colui che si ribella e che mette in atto una sua personale guerra alle convenzioni, interpretando il reale con il metro del suo adattamento. Scritta in dialetto siciliano, la commedia “A birritta ccu ‘i ciancianeddi” viene recitata ancora nella commedia del Teatro di Dioniso in siciliano, per lasciarle la musicalità e la tragicità comica che il dialetto rende vividamente. Bravissima Roberta Caronia nella parte della moglie tradita che, è vero, assolutamente ed eccessivamente gelosa, crede alle parole della malvagia pettegola del paese, e ordisce una trama per smascherare l’adultero. La tresca è con la moglie di Ciampa, bella, giovane, ma rozza, popolana e ben segregata in casa da Ciampa stesso. Il quale si comporta da bravo marito, chiude casa bene a chiave con tanto di catenaccio e se, come gli viene fatto notare, lascia aperta la comoda finestra, beh, questo le convenzioni non lo prevedono. Si dice di chiudere dentro casa a chiave la moglie e tanto fa, indifferente al fatto che tutto il paese chiacchiera sulle corna che la moglie gli mette proprio con il suo padrone il quale, tra l’altro, ha le chiavi del catenaccio.

3_berretto_a_sonagli_caronia_malosti_ph_le_peraRecitato originariamente da Angelo Musco, attore di grande successo, il testo in dialetto siciliano originario di Pirandello, del 1916, non fu mai pubblicato, fino alla versione ritrovata nel 1965 e pubblicata solo nel 1988. Di grande successo attuale, molto applaudita al Teatro Sociale di Brescia con ripetute uscite degli attori, la commedia assume tinte fosche, grottesche e spassosissime quando si incontrano il Delegato, che si deve preoccupare di redigere il verbale necessario all’arresto del traditore e della sua amante; la madre di questa, il fratello, la serva e lei stessa, ben presto in preda ad una crisi isterica. Infatti, il marito è stato arrestato quasi in flagranza di reato, ma le fanno tutti notare che non avrebbe dovuto creare lo scandalo che l’avrebbe liberata dall’ossessione di essere tradita, le avrebbe autorizzato la separazione e le avrebbe garantito una vita dignitosa con i soldi del mantenimento che il marito le avrebbe dovuto a vita. Se non ché, l’arresto non l’aveva messo in atto il Delegato, siciliano e rispettoso della tradizione non scritta di comportamento, ma un suo sottoposto “calabrese”. Il calabro, ignaro che a volte è meglio sistemare un po’ la verità, aveva permesso di palesare una realtà a tutti ben nota, ma che doveva necessariamente essere taciuta. Inutile ripetere che le convenzioni volevano la donna sempre “al suo posto”, ma in realtà non è di lei che si parla. È di Ciampa, il quale, scoperto che avevano arrestato anche sue moglie, si chiede perché lui, poveraccio, dovesse subire tutto questo. Lui che non era ricco, che avrebbe dovuto vivere in un paese sbeffeggiato per sempre, non era stato preso in considerazione da nessuno. Tutti a pensare al signore e alla signora, al processo, alla sistemazione dei propri fatti e lui? “Becco” per sempre. Insomma, la verità resa ufficiale doveva per forza prendere un’altra strada, quella molto amata da Pirandello: la follia. Solo la pazzia permette agli esseri umani di esprimersi come desiderano e credono giusto, altrimenti vengono additati al pubblico ludibrio e finiscono la vita sociale per sempre. Il mite e saggio Ciampa, sottolinea come si poteva risolvere il misfatto parlandone, chiarendo l’equivoco oppure anche l’adulterio tra di loro, in faccia, non tramando dietro le spalle. Forse ci sarebbe stata un’altra soluzione, lui avrebbe preso moglie e bagagli e se ne sarebbe andato, avrebbe chiuso meglio a chiave il catenaccio, insomma, avrebbe potuto salvare l’onore senza per questo lasciare la sua signora nel dolore dell’essere tradita. Ma così, adesso? Cosa si sarebbe potuto fare per rendere la verità più docile se non ricoverare per pazzia proprio la vittima di tutta la tragicommedia?

Personaggi riusciti, perfettamente diretti, dalle movenze che sottolineavano tanto quanto il dialetto siciliano della recitazione, caratteri e formalismi (con Malosti e Caronia, in scena Paola Pace, Vito Di Bella, Paolo Giangrasso, Cristina Arnone e Federica Quartana), su e giù per le interessanti scene di Carmelo Giammello. Giammello ha interpretato altrettanto bene di Malosti Pirandello, coprendo le pareti di specchi riflettenti in modo impreciso, a volte distorto, le persone di passaggio davanti a loro e, guarda caso, raramente propense a specchiarsi. Molto belli anche i costumi di Alessio Rosati, adatti alle scene di frenesia e di agitazione della brava Roberta Caronia, sotto le luci di Francesco Dell’Elba, fino al sacro cuore dell’abito della serva che non smetteva mai di ricordare come si dovesse essere timorati di Dio, lasciando che il marito avesse le sue scappatelle! Assolutamente da non perdere.

Foto di scena di Tommaso Le Pera.

Alessia Biasiolo

 

 

 

 

A Elena Bucci il premio Eleonora Duse

immagine-elenaIl Centro Teatrale Bresciano è lieto di comunicare che il Premio Eleonora Duse 2016 è stato assegnato ad Elena Bucci.

Il prestigioso Premio, ideato nel 1986, è l’unico in Italia riservato all’attrice di teatro che si è distinta particolarmente nel corso della stagione di prosa in uno o più spettacoli in Italia o all’estero.

Il nome di Elena Buccisi aggiunge alle attrici premiate nelle precedenti edizioni, tra cui Mariangela Melato, Franca Valeri, Ilaria Occhini, Maddalena Crippa, Alida Valli, Anna Proclemer, Milena Vukotic, Rossella Falk, Elisabetta Pozzi, Laura Marinoni, Anna Bonaiuto, Maria Paiato, Federica Fracassi, Galatea Ranzi, Ermanna Montanari, Sonia Bergamasco ed Emma Dante.

Tale riconoscimento è motivo di particolare orgoglio per il Centro Teatrale Bresciano, che si onora di collaborare ininterrottamente con Elena Bucci dal 2005.

Nel corso di questo decennio sono stati numerosi gli spettacoli prodotti dal CTB che Elena Bucci ha ideato e interpretato, con la collaborazione artistica de Le belle bandiere.

Spettacoli che hanno sposato il rigore dell’indagine culturale con la più profonda passione per l’arte teatrale, vissuta senza risparmio di energie e con la più grande generosità umana ed artistica: qualità che da sempre contraddistinguono Elena Bucci.

Ricordiamo le produzioni CTB di cui Elena Bucci ha curato la regia e l’interpretazione: Macbeth (stagione 2006/2007), HeddaGabler (stagione 2007/2008), Juana de La Cruz o le insidie della fede (stagione 2008/2009), L’amante (stagione 2009/2010), La locandiera (stagione 2009/2010, ripresa in tournée internazionale nella Stagione 2015/2016), Antigone (stagione 2011/2012) Mythos (stagione 2012/2013), progetto giovani), Tartufo (stagione 2013/2014, progetto giovani), Svenimenti. Un vaudeville (stagione 2014/2015), La canzone di Giasone e Medea (stagione 2015/2016) e da ultimo Le relazioni pericolose, al debutto nazionale martedì 19 aprile 2017 al Teatro Santa Chiara Mina Mezzadri di Brescia.

Elena Bucci è una delle artiste più sensibili e complete della scena teatrale italiana. Inizia la sua carriera artistica nel Teatro di Leo, la Compagnia di Leo De Berardinis, partecipando alla realizzazione di spettacoli rimasti nella memoria e nella storia del Teatro italiano contemporaneo (Amleto, Il ritorno di Scaramouche, King Lear n.1, Lear Opera).

Nel 1993 fonda con Marco Sgrosso la compagnia Le belle bandiere con la quale produce, dirige e interpreta svariati spettacoli e progetti teatrali.

Tra le numerose collaborazioni si annoverano quella con Mario Martone in Edipo a Colono, Claudio Morganti in Riccardo III e Le Regine, Valter Malosti in Il Giardino dei ciliegi, Ivano Marescotti in Il migliore dei mondi possibili e Il silenzio anatomico, Vetrano e Randisi in Le smanie per la villeggiatura.

Si dedica anche alla scrittura di progetti teatrali che interpreta e di cui cura la regia. Ricordiamo gli spettacoli Non sentire il male – dedicato a Eleonora Duse, Autobiografie di ignoti – Barnum, La Paura ovvero essere pronti è tutto, Bambini – azione di teatro, pittura e luce, In canto e in veglia (premio I teatri del Sacro 2013), Bimba – inseguendo Laura Betti, Colloqui con la Cattiva Dea.

Insieme a Marco Sgrosso fonda un laboratorio teatrale permanente con sede nella città natale di lei, Russi. Qui creano rassegne e progetti per la comunicazione tra le arti (La Città del Sonno, Sonhos-Smemorantes, Smemorantide), la diffusione del teatro il recupero di spazi abbandonati attraverso azioni teatrali, contribuendo alla riapertura del Teatro Comunale, di chiese, palazzi e di luoghi di lavoro dismessi.

Si occupa anche di formazione presso scuole e accademie e cura progetti speciali di trasmissione dell’arte teatrale.

 

S.V.

 

Laboratori teatrali a Brescia con Decameron

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Anche quest’anno torna il corso “Stage sui linguaggi teatrali – “DECAMERON Che cosa faresti alla fine del mondo?”, riservato ai docenti delle scuole di ogni ordine e grado promosso e organizzato dal CTB Centro Teatrale Bresciano per la stagione 2016/2017 e condotto da Lucilla Giagnoni, attrice, regista e autrice.

Il corso proseguirà fino al 29 settembre 2016 e tutti gli incontri si terranno dalle ore 15.00 alle ore 18.30.

Di seguito le date e le modalità:

Teatro Sociale – Via Felice Cavallotti,20 – Brescia

Lunedì 12 settembre 2016

Martedì 13 settembre 2016

Mercoledì 14 settembre 2016

 

Teatro Santa Chiara Mina Mezzadri – C.da S.Chiara 50/A

Martedì 20 settembre 2016

Mercoledì 21 settembre 2016

Giovedì 22 settembre 2016

 

Teatro Sociale – Via Felice Cavallotti,20 – Brescia

Lunedì 26 settembre 2016

Giovedì 29 settembre 2016

Il corso si propone di far sperimentare ai partecipanti alcuni degli elementi fondamentali delle tecniche della narrazione e per estensione della comunicazione riguardanti il movimento corporeo, la voce, per comprendere quali sono i passaggi fondamentali attraverso cui un testo si vivifica nel corpo dell’attore-narratore.

INFO:

CTB Centro Teatrale Bresciano

 

Silvia Vittoriano

“Romeo e Giulietta” al Teatro Romano di Verona

Proseguono gli spettacoli della 68a Estate Teatrale Veronese al Teatro Romano. Per la prosa, dopo l’intenso dramma storico Giulio Cesare a firma di Àlex Rigola (con un appassionato Michele Riondino nel ruolo di Marco Antonio) e la divertentissima commedia Come vi piace per la regia di Leo Muscato, la sezione prosa del 68° Festival shakespeariano si chiude con un’attesissima grande proposta. Martedì 19 luglio alle 21.15 debutta, in prima nazionale, la celebre tragedia Romeo e Giulietta (con repliche il 20-21-22-23 luglio alla stessa ora), diretta da Andrea Baracco. Lo spettacolo, prodotto da Khora.teatro e dal Teatro Stabile d’Abruzzo in collaborazione con l’Estate Teatrale Veronese, avrà per protagonisti attori di grande calibro: Lucia Lavia (Giulietta), Antonio Folletto (Romeo) e Alessandro Preziosi nella parte di Mercuzio. Gli altri interpreti sono Gabriele Portoghese, Elisa Di Eusanio, Dario Iubatti, Mauro Conte, Laurence Mazzoni, Giacomo Vezzani, Woody Neri, Roberta Zanardo, Roberto Manzi e Alessia Pellegrino. La scenografia è di Marta Crisolini Malatesta, i costumi di Irene Monti, le luci di Pietro Sperduti, mentre le musiche sono di Giacomo Vezzani.

Romeo e Giulietta è certamente la tragedia più conosciuta e amata di Shakespeare, assurta ad archetipo dell’amore assoluto ma contrastato, che ha per estrema conseguenza la morte. Tragedia romantica, ma anche, nella visione del regista Andrea Baracco, tragedia borghese e generazionale. Nei vorticosi quattro giorni in cui si svolgono le vicende non assistiamo solo all’evolversi dell’amore fra Giulietta (che, da bambina, diventa donna matura) e Romeo (prima innamorato cortese, poi vendicatore), ma a un feroce antagonismo sociale tra le famiglie di Verona, preoccupate solo di esibire la propria posizione e di mantenere i propri privilegi, a scapito delle altre casate e degli stessi figli. E poi c’è l’ostilità tra i personaggi che sfocia nella violenza e alla fine nella morte: una tematica che domina gli avvenimenti, contendendosi il primato con l’amore, che, sebbene più manifesto, appare quasi motore secondario. Il conflitto che percorre tutta la vicenda è anche (e soprattutto) tra padri e figli, tra un universo adulto (spesso ingessato, immobile in teche-case-vetrine dove i personaggi sembrano manichini) che osserva impassibile e uno adolescenziale che rincorre con violenza passioni, tragedie, inquietudini. È proprio quest’ultimo a soccombere, ad acquietarsi infine nell’immobilismo della morte, mentre gli adulti non possono fare altro che piangere gli eredi scomparsi.

Dopo il debutto di martedì, mercoledì 20 alle 17.30 il regista e gli attori incontreranno il pubblico presso la Biblioteca Civica di via Cappello. L’ingresso è libero.

Enrico Pieruccini

Brescia si racconta a teatro

Nella meravigliosa cornice del cinquecentesco Palazzo Martinengo delle Palle, a Brescia, pur se bisognosa di rémìse én form, anche quest’anno, e fino a stasera, lo spettacolo teatrale “Autoritratti in viaggio. BS 016”. Un lavoro corale interessante, adatto anche a coloro che non amano il teatro dei posti fissi in sala: in questo caso, si ruotano le stanze fisiche e della rappresentazione, al massimo ogni 15 minuti. Ci si muove, si sceglie la propria trama, si sceglie di ascoltare il racconto della provincia di Brescia, con i suoi gioielli spesso nascosti, con le sue miserie che diventano ricchezze di cultura, con i suoi vizi e molte virtù. Che i bresciani si raccontino non è punto facile, pertanto lo spettacolo merita di esser visto, muniti di ventagli perché i palazzi storici non hanno aria condizionata e bisogna chiudere le finestre per ragioni sceniche. In ogni caso, sopportabile il sacrificio per lo spasso di ascoltare la “confessione” del sindaco di Montisola (interpretato da Silvia Quarantini) che racconta nel lavoro teatrale come non dormirà per i dieci giorni che lo condurranno alla fine dell’avventura di The Floating Piers, con l’Asl che gli sta con il fiato sul collo, gli isolani che lo odiano per il cumulo di persone che giornalmente invadono Montisola, con l’incubo dell’arrivo della sarneghera, la tempesta di pioggia e vento tipica del lago d’Iseo e che spaventa ovunque si diriga. L’insonnia di un uomo che ha scelto di ospitare un artista di fama mondiale per l’idea di vedere Montisola patrimonio Unesco, ricca di turismo bello e continuativo, ma ovviamente incompreso dai contemporanei. Bella anche l’idea di fare interpretare uomini da donne e donne da uomini, come la popolana di Remedello (Alberto Ornofrietti) che, dopo cinque anni di “morose”, sposa un bagosso, un abitante di Bagolino, e diventa “mamma” di uno dei formaggi più tipici e più buoni della provincia. Lo coccola, lo spurga, lo segue come un neonato, rinunciando alle sue vacanze, alla sua libertà, perché sia buono il suo prodotto, fatto con il latte delle vacche che hanno un nome, come le due figlie. Interessante il racconto di Alessandro Quattro, per la Valcamonica, che nella pièce è l’interprete di Gesù nella famosa Santa Crus, la Via Crucis che si tiene a Cerveno ogni dieci anni. Lui è solo un fruttivendolo, ma ha impersonato il Gesù della Passione per ben cinque edizioni, trasmettendo l’amore per un ruolo che lo “prende”, come prende il resto del paese. Se non sei di Cerveno non puoi capire appieno, dice l’attore, e forse è proprio vero. Poi c’è Gardone Riviera (interprete Anna Teotti) con la storia del giardino botanico Heller, oppure Lumezzane con l’osservatorio Serafino Zani (“Dalle stalle alle stelle”, interprete Abderrahim el Hadiri). Convincente, ma meno pregnante “Gli occhi di Mina” per la città (interprete Monica Ceccardi), così come la Bassa Bresciana de “Il mulino parlante” con Antonio Palazzo, pur se gli spunti sono interessanti. Certo, il percorso si poteva arricchire ancora, con la fiaba di Vanessa Ferrari, la ginnasta bresciana per eccellenza, oppure con un monologo dedicato alle donne delle bollicine di Franciacorta, oppure con il fuoco del maglio di Bienno, o le barche di Iseo legate a quelle lagunari venete. Insomma, un mondo da scoprire soprattutto per i bresciani che, in tanti, hanno affollato le stanze dell’ex Corte d’Appello e Procura generale della Repubblica per un’estate all’insegna di un percorso da fare poi dal vero. Stasera l’ultimo appuntamento, dalle ore 21.00.

Lo spettacolo è una produzione CTB.

 

Alessia Biasiolo