Lunedì 30 maggio Concerto Sinfonico al Teatro Carlo Felice. Direttore Pietro Borgonovo

La Stagione Sinfonica 2016 del Teatro Carlo Felice di Genova prosegue lunedì 30 maggio con un grande appuntamento di musica sinfonica in collaborazione con GOG.

La giornata di lunedì sarà infatti articolata in due concerti, il primo alle ore 16.00 e il secondo alle ore 21.00, con due differenti programmi interamente dedicati a Maurice Ravel e alla sua monumentale opera di trascrittore di composizioni pianistiche proprie o di altri autori.

Sul podio, Pietro Borgonovo, che dirigerà l’Orchestra del Teatro Carlo Felice, alla quale saranno affiancate due straordinarie pianiste, Mariangela Vacatello e Valentina Lisitsa, che eseguiranno prima il brano in versione originale per pianoforte solo o per pianoforte a quattro mani, a cui farà seguito immediatamente la trascrizione per orchestra.

Al termine del primo concerto la Signora Valentina Lisitsa sarà disponibile ad incontrare il pubblico e a rilasciare autografi.

Alle ore 20,00, presso la Sala Paganini del Teatro Carlo Felice, si terrà una breve conferenza introduttiva al secondo concerto con il M° Pietro Borgonovo a cura dell’Associazione Teatro Carlo Felice.

Ravel: dal pianoforte all’orchestra

in collaborazione con GOG

Direttore

Pietro Borgonovo

Pianoforte

Mariangela Vacatello

Pianoforte

Valentina Lisitsa

 

Maurice Ravel

Alborada del gracioso

Pavane pour une enfantedéfunte

Ma mère l’Oye

La Valse

 

ore 21.00

 

Modest Musorgskij

Quadri di una esposizione

 

Maurice Ravel

Bolero

 

Orchestra del Teatro Carlo Felice

 

Marina Chiappa

Rumor festival a Verona

Rumors Festival, rassegna dedicata alla voce e alla vocalità, torna per il quarto anno al Teatro Romano di Verona sotto la direzione artistica di Elisabetta Fadini e nell’ambito dell’Estate Teatrale Veronese. Rumors Festival ha come sponsor Air Dolomiti e si avvale del contributo di Amia.

Il festival si aprirà il 2 giugno con il concerto di Rufus Wainwright, proseguirà il 17 giugno con Jack Savoretti e si concluderà il 18 giugno con Neri Marcorè.

Rufus Wainwright, celebrato cantautore canadese e definito da Elton John “il più grande compositore sul pianeta”, ha conquistato popolarità internazionale a partire dal 1998 con la colonna sonora di Shrek e nei tour di Tori Amos e Sting. Profondo ammiratore e conoscitore dell’opera lirica, traspone tale passione nelle sue composizioni, mescolando testi sentimentali e melodrammatici con arrangiamenti complessi e teatrali.

Il 2 giugno, sul palcoscenico del Teatro Romano, Rufus Wainwright presenterà il nuovo spettacolo Intimate Judy che, a distanza di dieci anni dalla sua ultima performance del Judy Garland Show alla Carnegie Hall, ne vedrà l’esecuzione di alcuni brani, insieme a sonetti di Shakespeare musicati in occasione dell’uscita del disco Take All My Loves – Shakespeare Sonnets per Deutsche Grammophon il 22 aprile 2016 e ai suoi più celebri brani pop.  Rufus sarà sul palco accompagnato da un pianista.

In occasione del concerto, la città di Verona consegnerà a Rufus Wainwright un riconoscimento ufficiale per il suo ultimo lavoro dedicato ai sonetti di William Shakespeare e per il suo impegno nella diffusione dell’arte e della cultura nel mondo.

Il 17 giugno salirà sul palco del Teatro Romano il cantautore italo-inglese Jack Savoretti che presenterà le atmosfere e i suoni del suo ultimo disco Written in Scars new version. Un album che ha svelato nuovi aspetti della produzione artistica e della nuova direzione intrapresa dal cantautore, testimoniata da Back where I belong (brano entrato in rotazione su tutte le radio italiane e nella playlist della BBC) e dalla ballad Catapult, dove gli strumenti si aggiungono a ogni strofa e l’emotività cresce progressivamente.

Jack Savoretti (voce e chitarra), sarà accompagnato sul palco da Pedro Vitor Vieira De Souza (chitarra), John Bird (basso), Henry Bowers-Broadbent (tastiere), Jesper Lind (batteria).

Il 18 giugno Neri Marcorè porterà, per la prima volta a Verona, il suo spettacolo Come una specie di sorriso, un emozionante omaggio a Fabrizio De André.

“Come una specie di sorriso” è il verso di una delle canzoni più amate di Fabrizio De André, Il pescatore, ma è anche il titolo che Neri Marcorè ha scelto per questo nuovo spettacolo, dedicato al repertorio più e meno noto di Fabrizio de André riarrangiato da Stefano Cabrera. In scaletta le canzoni che Neri Marcorè più ama di Faber, o meglio una sua personale selezione.

Neri Marcorè, poliedrico artista noto al grande pubblico principalmente come attore e comico, si rivela in questo concerto-omaggio anche brillante cantante e ottimo chitarrista; un’interpretazione efficace ed emozionante, molto rispettosa dell’opera di De André.

In scena con Neri Marcorè il GnuQuartet e due voci femminili.

I componenti del GnuQuartet sono Stefano Cabrera (arrangiamenti e violoncello), Roberto Izzo (violino), Francesca Rapetti (flauto traverso) e Raffaele Rebaudengo (viola).Il quartetto ha caratterizzato i progetti di grandi artisti quali Subsonica, Afterhours, PFM, Gino Paoli, Niccolò Fabi, Daniele Silvestri, Motel Connection e molti altri che hanno richiesto la loro collaborazione. Con questi contributi, il gruppo si è guadagnato l’attenzione e l’apprezzamento del pubblico e della critica fin dagli inizi della loro carriera.

 

Eventi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La grande pianista Maria João Pires stasera a Roma

Maria Joao Pires Credit Felix Broede

 

Concerto straordinario fuori abbonamento di Maria João Pires alla IUC nell’Aula Magna della Sapienza Università di Roma, stasera, martedì 3 maggio, alle 20.30.

Maria João Pires è una delle più illustri pianiste dei nostri anni, particolarmente apprezzata per le sue interpretazioni di Bach, Mozart, Beethoven, Schubert, Schumann e Chopin. Di lei The Telegraph ha scritto che è la pianista che “suona per cambiare il mondo”.

Ha suonato con altri grandi musicisti, come Claudio Abbado, Riccardo Chailly, Daniel Harding,  André Previn e Mstislav Rostropovich, e inciso numerosissimi dischi per le più importanti case discografiche.

Questo suo concerto rientra nel “Partitura Project”, che vede la Pires esibirsi con alcuni dei suoi allievi nelle stagioni delle maggiori istituzioni musicali del mondo, nell’ottica di creare una dinamica reciproca fra artisti di diverse generazioni. “Questo progetto – ha detto – è la naturale continuazione della mia ricerca e
una delle possibili risposte a ciò che mi sta più a cuore, ovvero il
futuro della musica classica e di coloro che la portano avanti”. Infatti dagli Anni Settanta, la famosa pianista portoghese si è dedicata ad una profonda riflessione sull’arte e sulle sue ricadute a livello sociale ed educativo e si è adoperata per diffondere metodi di insegnamento innovativi incentrati sulle peculiarità dell’individuo, in contrasto con le logiche di un mondo sempre più globalizzato e teso alla competizione. Il suo “Partitura Project” vuole proporre un’alternativa ai meccanismi dello star-system e dimostrare che il dialogo tra artisti di diverse generazioni e la condivisione del palcoscenico sono le strade da percorrere per rinnovare il rituale del concerto e renderlo un’esperienza di elevazione culturale collettiva.

La Pires coinvolge in questo progetto alcuni selezionati giovani pianisti, che vengono da tutto il mondo per studiare con lei, invitandoli a condividere una serie di concerti. Questa volta sul palco dell’Aula Magna della Sapienza ad alternarsi alla Pires sarà Kaito Kobayashi, un giovane e promettente pianista giapponese che si sta perfezionando con lei. La Pires lo ha definito “un talento intatto e sublime”.

Sono in programma quattro delle più belle sonate di Wolfgang Amadeus Mozart e Ludwig van Beethoven. La Pires aprirà e chiuderà il concerto con le due ultime Sonate di Beethoven, la Sonata in la bemolle maggiore op. 110 e la Sonata n. 32 in do minore op. 111, mentre Kobayashi eseguirà la Sonata n. 12 in la bemolle maggiore op. 26 di Beethoven e la Sonata in la minore K. 310 di Mozart.

 

Mauro Mariani

 

 

Giovedì 5 maggio Concerto Sinfonico al Teatro Carlo Felice. Direttore René Bosc

La Stagione Sinfonica 2016 del Teatro Carlo Felice prosegue giovedì 5 maggio alle ore 20.30 con il dodicesimo concerto sinfonico.

Sul podio, a dirigere i Solisti dell’Orchestra del Carlo Felice, sarà la bacchetta di René Bosc, uno dei migliori direttori e compositori contemporanei francesi, responsabile, tra l’altro, della programmazione di musica contemporanea di Radio France di Parigi e Direttore musicale dell’Ensemble dell’Istituto Straninsky dell’omonima Fondazione di Ginevra, della quale verrà nominato Direttore nel prossimo settembre 2016.

Il programma della serata sarà un vero e proprio omaggio a Igor Stravinsky, con l’esecuzione dei Tre pezzi per clarinetto solo interpretati da Valeria Serangeli, ai quali cui seguirà e l’Ottetto per strumenti a fiato, eseguito da Francesco Loi al flauto, Valeria Serangeli al clarinetto, Luigi Tedone e Mauro Calligaris al fagotto, Paolo Amedeo Paravagna e Flavio Bergamasco alla tromba, Davide Masenga e Francesco Tritto al trombone.

A conclusione della serata, L’Histoire du Soldat, il  capolavoro di Stravinsky su testo di Charles-Ferdinand Ramuz, musicato dall’autore in uno spirito di autentica modernità, eseguito per la prima volta a Losanna nel 1917 sotto la direzione di Ernest Ansermet. Un’opera da “recitare, suonare e danzare”, una favola esemplare e divertente che, sposando la farsa alla tragedia, sembra anticipare l’impasse in cui si trova oggi la società: emblematica, infatti, la figura del Soldato ignorante che, irretito dal Diavolo, cede il suo violino (ovvero l’anima) in cambio di una ricchezza illimitata.

Sarà il musicattore Luigi Maio che porterà in scena il capolavoro stravinskyano, rappresentandolo in chiave trasformistica e con molta fedeltà alla volontà originaria degli autori, in una edizione che ha ricevuto il Premio dei Critici di Teatro e le lodi di Marie Stravinsky, bisnipote del grande compositore e presidente della Fondazione Igor Stravinsky di Ginevra, di cui Luigi Maio è ora rappresentante in Italia. Intrecciando note e parole in un pirotecnico fuoco di fila, Maio interpreterà  i ruoli del Soldato, del Diavolo, del Narratore e della Principessa, esaltando il tema del “Doppio” alla Jekyll & Hyde.

Giovedì 5 maggio 2016 ore 20.30

dodicesimo concerto in abbonamento

Omaggio a Igor Stravinsky

Direttore

RENÉ BOSC

Musicattore

LUIGI MAIO

 

Igor Stravinsky

Tre pezzi per clarinetto solo

Clarinetto VALERIA SERANGELI

 

Ottetto per strumenti a fiato

Flauto Francesco Loi

Clarinetto Valeria Serangeli

Fagotto Luigi Tedone

Fagotto Mauro Calligaris

Tromba Paolo Amadeo Paravagna

Tromba Flavio Bergamasco

Trombone Davide Masenga

Trombone Francesco Tritto

 

L’histoire du soldat

Clarinetto Corrado Orlando

Violino Elisabetta Garetti

Contrabbasso Elio Veniali

Fagotto Luigi Tedone

Cornetta Paolo Amedeo Paravagna

Trombone Davide Masenga

Percussioni Lorenzo Malacrida

 

Orchestra Teatro Carlo Felice

 

Marina Chiappa

 

Salvatore Accardo al Teatro Carlo Felice per l’Istituto Gaslini

Giovedì 21 aprile alle ore 20.30 la prestigiosa cornice del Teatro Carlo Felice di Genova ospiterà un importante evento benefico a favore dell’Istituto Giannina Gaslini con un concerto straordinario dell’Orchestra da Camera Italiana diretta dal grande violinista Salvatore Accardo, con un programma che prevede l’esecuzione di famose pagine per violino e orchestra d’archi di J. S. Bach, Pablo de Sarasate e P.I. Čajkovskij.

“E’ questa un’importante occasione non solo per la raccolta di fondi per il nostro Istituto – ha commentato Pietro Pongiglione, presidente del Gaslini – ma anche una preziosa opportunità di comunicazione e di relazione con istituzioni, mondo economico, culturale e media. Siamo certi che la città risponderà all’invito e saprà, come sempre, essere vicina al suo ospedale per bambini. Ringrazio di cuore il Maestro Accardo per la sua generosità e sensibilità. Sono felice e orgoglioso di poterlo ascoltare e incontrare in questa bellissima occasione”.

Nascere pretermine oggi offre speranze di vita impensabili fino a solo 20 anni fa: il monitoraggio dell’encefalo nei prematuri nati a poco più di 23 settimane permette di individuare tutte le accortezze assistenziali, nutrizionali e farmacologiche necessarie per far maturare questo meraviglioso e complesso organo fuori dal grembo materno.

L’incasso della serata contribuirà a dotare il reparto di Patologia e Terapia Intensiva Neonatale di due monitor per il rilevamento della anidride carbonica con metodo non invasivo, e una sonda particolare che permetterà lo studio dei flussi cerebrali nei neonati prematuri.

Sul sito http://www.gaslinionlus.it nei giorni successivi al Concerto verranno comunicati, per trasparenza, i dati economici della serata.

 

Marina Chiappa

Mamboo e il sound desertico padano

 Mamboo copertina

 “La provincia è il terreno più fertile per storie interessanti. E’ il set paradossalmente più esotico per raccontare personaggi e vicende. In particolare la zona della bassa veneta, il delta del Po, sono terre ricche di fascino, in cui il silenzio e la nebbia fanno intravedere brandelli di storie tutte da raccontare. E da musicare ovviamente”. Il “sound desertico padano”, storie di provincia tra balera e mariachi, folk italiano e latin-jazz, surf rock e liscio, nel terzo album dei veronesi Peluqueria Hernandez, pubblicato da Kutmusic e disponibile in digitale su tutte le piattaforme (Spotify, iTunes, Amazon etc.).

Nati nel 2004 da un’idea di Mauro Marchesi, autore di fumetti e chitarrista, Peluqueria Hernandez è un nome di spicco nel panorama della musica indipendente italiana: un settetto composto da personalità diverse per età, provenienza, gusti strumentali ed esperienze musicali, che si nutre proprio di questa eterogeneità per esplorare in musica storie di provincia tra la bassa padana e il deserto americano. Due album all’attivo (Peluqueria Hernandez del 2007 e Amaresque del 2011), un occhio al culto del vinile e dell’alta fedeltà, un altro alle novità offerte dal digitale, i Peluqueria Hernandez si nutrono di Morricone e Les Baxter, surf music e exotica-lounge, senza limiti di alcun tipo, come sottolinea Marchesi: “Per anni mi sono chiesto come sarebbe un film di Tarantino realizzato dagli studi Hanna e Barbera. Per me la cosa è partita con Paris Texas di Wim Wenders, è dal 1984 che gravito intorno a questo mondo desertico e con il mio lavoro ho in parte sublimato l’universo narrativo che mi covava dentro. Peluqueria Hernandez è nata per questo motivo: dare un suono alle mie storie. Cerchiamo di far coesistere in maniera armoniosa, attraverso i nostri suoni, elementi musicali molto distanti come prog rock, liscio e jazz. Se non ti poni limiti non ne hai”.

Mamboo è stato preceduto dal singolo Tinto Bruna non avrai il mio scalpo (con Giuliana Bergamaschi) e dalla deliziosa partecipazione al surreale Peluqueria Hernandez – Il film (diretto da Holden Rivarossi). Rispetto ai precedenti album, Mamboo ha “una maggiore cura negli arrangiamenti, una formazione più ricca di suoni: abbiamo una tromba e un sax in più. Anche le chitarre sono più variegate con suoni elettrici, acustici e una slide guitar nuova fiammante. Poi c’è la voce della Bergamaschi a impreziosire due brani: insomma un lavoro più corale, frutto della passione per gli arrangiamenti ricercati e il lavoro in studio di registrazione. In Mamboo la miscela è forse più a fuoco rispetto ai primi due”. Come bonus track una travolgente Tequila dei The Champs, registrata dal vivo insieme all’inconfondibile trombone di Mauro Ottolini.

 

Peluqueria Hernandez personnel:

Roberto Lanciai (sax baritono, cori)

Mauro Marchesi (chitarra solista, mellotron, tapes, cori)

Luca Pighi (percussioni, batteria, voci)

Juri Romeo (basso, sax contralto, cori)

Gigi Sabelli (batteria, percussioni, fischio, cori)

Joyello Triolo (chitarre ritmiche, theremin, spinetta, basso, voce)

Roberto Zantedeschi (tromba, flicorno, cori)

 

D.Z.

Trent’anni per gli ottoni più famosi al mondo e quattrocento anni dalla morte di Shakespeare

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Il London Brass, l’ensemble di ottoni più famoso al mondo festeggia nel 2016 i suoi trenta anni di attività con una tournée che fa tappa anche a Roma, nell’Aula Magna della sapienza Università di Roma per la IUC, sabato 16 aprile alle 17.30.

I membri di questo versatile ed eclettico gruppo sono degli straordinari virtuosi, che assemblano con la sapienza di un alchimista varie esperienze musicali, classiche, jazz e pop, con un repertorio che spazia dalla musica veneziana di Giovanni Gabrieli a Freddie Mercury.

Il programma proposto in questa occasione comprende, oltre a brani della tradizione jazz e classica rivisitati per brass band, anche musiche del periodo shakespeariano o comunque legate all’opera del drammaturgo inglese, per le celebrazioni dei 400 anni dalla morte di Shakespeare. Il concerto si apre con una selezione di arie e danze di John Dowland, tra i più importanti compositori e liutisti inglesi dell’ “età dell’oro” che fiorì intorno alla corte di Elisabetta I e fu amico di Shakespeare, forse anche per al comune appartenenza alla chiesa cattolica. Secondo Bruce Pattison, uno dei massimi esperti dei rapporti tra musica e letteratura inglese, la musica di Dowland è di tale livello da poter essere “accostata senza imbarazzo a Shakespeare”. Ad arricchire l’omaggio a Shakespeare è lo Scherzo da “Sogno d’una notte di mezza estate” di Felix Mendelssohn, che si avvicinò a Shakespeare giovanissimo, spronato da Goethe. Anche il canto inglese “Greensleeves”, tra le musiche tradizionali più conosciute e diffuse in contesti e epoche differenti, riporta a Shakespeare, che lo citae per due volte nella commedia “Le allegre comari di Windsor”.

Il programma comprende inoltre alcuni dei maggiori compositori del Sei e Settecento: di Giovanni Gabrieli la “Sonata Pian e Forte”, di Johann Sebastian Bach il corale “Herz Und Mund Und Tat Und Leben” e di Antonio Vivaldi il Concerto “L’ Inverno” da “Le Stagioni”. A conclusione del concerto il London Brass suonerà alcuni classici del Novecento, dalle “Variazioni su un tema di Paganini” di Witold Lutoslawski a “Caravan” di Duke Ellington, “Lush Life” di Billy Strayhorn e “La carioca” di Vincent Youmans, per finire con “Surprise Variations di Paul Hart.

Il London Brass si è esibito nelle più importanti sale da concerto del mondo tra cui Lincoln Center di New York, Suntory Hall di Tokyo, Royal Albert Hall (BBC Proms) di Londra, Teatro alla Scala di Milano. Nel 2002, in occasione della celebrazione del “Queen’s Jubilee”, ha suonato, in diretta radiofonica mondiale, dalla St. Paul Cathedral di Londra.

Fondato nel 1986 da alcuni dei membri dello storico Philip Jones Brass Ensemble, a metà degli anni novanta il gruppo ha inserito nel proprio organico due musicisti jazz (tromba e trombone), aprendosi così a nuove sonorità, pur mantenendo sempre le sue solide radici classiche. Grazie a questa apertura, compositori come Django Bates, Mike Gibbs, Mark Anthony Turnage, Michael Nyman e Richard Rodney Bennett hanno scritto nuovi lavori per l’ensemble.

 

Mauro Mariani

 

 

Bennato vince il premio Amnesty International Italia 2016

“Pronti a salpare” di Edoardo Bennato è il brano vincitore della XIV edizione del Premio Amnesty International Italia, indetto nel 2003 dall’organizzazione per i diritti umani e dall’associazione culturale Voci per la Libertà per premiare il migliore brano sui diritti umani pubblicato nel corso dell’anno precedente.  La premiazione avrà luogo sul palco di Rosolina Mare (Rovigo) domenica 17 luglio, nel corso della serata finale della XIX edizione di Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty, festival che inizierà il 14 luglio e proporrà anche il concorso dedicato agli emergenti, il cui bando rimane aperto fino al 30 aprile. Informato del premio, Edoardo Bennato ha dichiarato: “Avevo in mente questa frase, ‘Pronti a salpare’, molto prima di sapere che ne avrei scritto una canzone che avrebbe dato addirittura titolo a tutto un nuovo album. Pensavo: ‘Pronti a salpare’ non è dedicato a chi scappa dall’inferno della miseria, delle guerre, delle carestie. Loro sono ovviamente sempre ‘pronti a salpare’. Ma è dedicato al cosiddetto ‘mondo occidentale’, il mondo del benessere, della pace, dell’abbondanza, che deve e sottolineo deve, essere pronto a salpare, a cambiare modo di pensare. Non è buonismo spicciolo. Non abbiamo altra scelta e non serve chiudere le frontiere o alzare muri. L’umanità da sempre è in cammino: un concetto che non si può fermare. Dunque siamo noi, volenti o nolenti, a dover essere ‘pronti a salpare’!” Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia, ha commentato: “Non è sorprendente che la canzone vincitrice del premio sia, quest’anno, una canzone che parla di chi – anche in questo momento – sta attraversando il mare in cerca di rifugio e sicurezza; di chi sta fuggendo dagli orrori di una guerra che ha distrutto la vita di migliaia di persone: non solo di coloro che l’hanno persa definitivamente, ma anche di coloro che sono costretti a ricominciare tutto, in una terra straniera che spesso non li vuole e fa di tutto per ricacciarli indietro. Edoardo Bennato, con le sue parole e la sua musica, ci aiuta a fare conoscere questa tragedia e i suoi protagonisti: uomini, donne e bambini che meritano la nostra solidarietà di essere umani. Ma formula anche un auspicio: che ‘Pronti a salpare’, pronti a cambiare il proprio modo di vedere le persone che arrivano sulle nostre coste, siano i nostri concittadini, gli abitanti della ricca (e non più tanto generosa) Europa. Noi, quell’auspicio, non possiamo che condividerlo” Nelle scorse edizioni il premio è stato assegnato a “Il mio nemico” di Daniele Silvestri, “Pane e coraggio” di Ivano Fossati, “Ebano” dei Modena City Ramblers, “Rwanda” di Paola Turci, “Occhiali rotti” di Samuele Bersani, “Canenero” dei Subsonica, “Lettere di soldati” di Vinicio Capossela, “Mio zio” di Carmen Consoli, “Genova brucia” di Simone Cristicchi, “Non è un film” di Fiorella Mannoia, Frankie HI-NRG, “Gerardo Nuvola ‘e povere” di Enzo Avitabile e Francesco Guccini, “Atto di forza” di Francesco e Max Gazzé e “Scendi giù” di Mannarino. Amnesty International Italia e Voci per la Libertà ringraziano gli altri nove candidati che nel 2015 hanno scelto, attraverso la loro musica, di dare voce e sostegno ai diritti umani: 99 Posse con “87 ore”, Alex Britti con “Perché?”, Luca Bussoletti con “Povero drago”, Carmen Consoli con “La notte più lunga”, Emma Marrone con “Per questo paese”, Il Muro del canto con “Figli come noi”, Nomadi con “Io come te”, Piotta (feat. Modena City Ramblers) con “Barbara” e The Sun con “Le case di Mosul”.

Amnesty International Italia

 

Prima di “Hanjo” di Marcello Panni, opera ispirata a un testo di Mishima

Marcello PanniPrima assoluta della nuova versione di “Hanjo”, opera in un atto di Marcello Panni, ispirata a un lavoro di Yukio Mishima, che a sua volta si era ispirato a un dramma del teatro Nō giapponese, molto conosciuto in Giappone: avrà la direzione d’orchestra di Carlo Boccadoro e la regia di Cesare Scarton e sarà rappresentata mercoledì 6 aprile alle 18.00 all’Auditorium “Ennio Morricone” dell’Università di Roma “Tor Vergata” (Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1) per la stagione dell’Associazione Roma Sinfonietta.

La prima versione di Hanjo è andata in scena nel 1994 con la regia di Bob Wilson al Maggio Musicale Fiorentino (Teatro alla Pergola) ed è stata ripresa nel 1995 in Francia.

Con  questa nuova versione del 2016, Marcello Panni ha inteso riportare l’opera al carattere sobrio ed essenziale del teatro Nō. Senza cambiare nemmeno una nota alla linea vocale, ha riscritto l’orchestrazione, riducendola ad un piccolo ensemble di soli sei esecutori, collocati sulla scena o a lato dei cantanti. Nella stessa direzione di consonanza con lo spirito originario del teatro giapponese va il semplice ma suggestivo allestimento scenico, con la regia perfettamente calibrata di Cesare Scarton e le eleganti scene disegnate da Isabella Ducrot.

Il testo di Yukio Mishima è imperniato su una donna in attesa  del suo amante scomparso. Questa storia di una giovane geisha che impazzisce nell’attesa del ritorno del suo uomo non può non ricordare agli amanti del melodramma la Madama Butterfly  di Puccini, ben nota anche a Mishima, che però la ha modificata profondamente e attualizzata con l’inserimento di un’equivoca pittrice, protettrice e innamorata della geisha.

I tre interpreti sono il soprano Sabrina Cortese nelle vesti della giovane geisha Hanako, il contralto Martina Belli in quelle di Jitsuko,  pittrice nubile di mezza età, e il basso Antonio Pirozzi in quelle del giovane amante Yoshio.

L’Ensemble Musica d’Oggi è diretto da Carlo Boccadoro, direttore d’orchestra e compositore (nonché scrittore e poeta, pubblicato da Einaudi) tra i più noti ed attivi in campo nazionale e internazionale. Le sue composizioni sono eseguite in Europa, America ed Asia da illustri orchestre quali la Filarmonica della Scala e il Gewandhaus di Lipsia e in sale prestigiose. A Milano ha fondato e dirige Sentieri Selvaggi, un gruppo strumentale che svolge una propria stagione concertistica dedicata alla musica contemporanea.

Una collaborazione tra Roma Sinfonietta, Università Roma 2, Istituto di Cultura Giapponese, Nuova Consonanza e Università Roma 3.

 

Mauro Mariani

 

 

 

Per la prima volta a Roma Andrei Ionita, violoncellista vincitore del Concorso Čajkovskij

Andrei Ionita (c) Sebastian Rosenberg ridotta

 

Andrei Ionita è nato a Bucarest nel 1994, quindi  aveva solo ventuno anni quando nel 2015 ha vinto il Concorso Internazionale Čajkovskij di Mosca, sezione violoncello. Già si era aggiudicato altri premi internazionali e aveva collaborato con illustri musicisti molto più anziani di lui, come Valeri Gergiev, Gidon Kremer e Christian Tetzlaff. In questa stagione debutterà con grandi orchestre come la Filarmonica di San Pietroburgo, la Deutsches Symphonie-Orchester di Berlino e la Filarmonica “George Enescu” di Bucarest. Inoltre suonerà a Londra, Monaco di Baviera e al festival di Baden Baden. Suona un violoncello di Giovanni Battista Rogeri del 1671, messo a sua disposizone da una fondazione tedesca.

Sabato 2 aprile alle 17.30 farà il suo debutto romano all’Aula Magna della Sapienza (piazzale Aldo Moro 5) per la stagione della IUC – Istituzione Universitaria dei Concerti. Con lui suonerà la pianista giapponese Naoko Sonoda, che svolge una brillante carriera solistica ed è particolarmente apprezzata come accompagnatrice, vincendo in questa veste importanti concorsi in Germania, Polonia e Russia.

Ben sei sono gli autori in programma, che daranno un panorama completo delle possibilità di questa nuovissima star del concertismo internazionale. Dopo la Sonata in re maggiore di Pietro Antonio Locatelli, uno degli ultimi grandi esponenti del periodo barocco, Andrei Ionita passerà a uno degli ultimi grandi romantici col Pezzo Capriccioso in si minore di Piötr Ilic Čajkovskij.

Seguono due dei massimi capolavori del repertorio violoncellistico. Prima la Sonata n. 1 in re minore di Claude Debussy del 1915, che fa parte di un gruppo di tre Sonate per strumenti diversi ed è una delle ultime opere del compositore francese. E dopo la Sonata in fa maggiore n. 2 op. 99 di Johannes Brahms, superba opera della piena maturità, che ha il suo fulcro nell’Adagio affettuoso, un momento di grandissima intensità, che rivela il grande feeling del compositore amburghese per questo strumento. In conclusione le Variazioni sul “Mosé”, per le quali Nicolò Paganini si ispirò al sublime finale del Mosè di Rossini: ovviamente Paganini le aveva scritte per violino, ma il violoncello si adatta ancora meglio a una melodia pensata orignariamente per una voce di basso.

 

Mauro Mariani