Tornano a Verona i quadri rubati a Castelvecchio

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Sono arrivate a Verona il 21 dicembre scorso, le 17 opere trafugate dal Museo di Castelvecchio il 19 novembre 2015 e ritrovate in Ucraina lo scorso 11 maggio. I quadri sono arrivati all’aeroporto Catullo direttamente da Kiev, accompagnati dal Sindaco Flavio Tosi e dal Ministro per i Beni e delle Attività culturali Dario Franceschini, insieme alle Forze dell’Ordine e al conservatore della pinacoteca del Museo di Castelvecchio Ettore Napione.

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“Questo è un momento di grande felicità per tutti i veronesi – ha detto Tosi – la restituzione delle opere d’arte è un avvenimento importantissimo per la nostra città, ma anche la chiusura di una vicenda che è sembrata infinita per chi ha seguito da vicino la dinamica di quanto successo, ma che rispetto ad altre vicende simili si è conclusa in tempi abbastanza rapidi. Doverosi in questo momento, per la splendida e fattiva cooperazione, sono i ringraziamenti al Governo ucraino, e quindi al Premier Poroshenko, al nostro Governo attuale e precedente, al Ministro Franceschini che si è messo a disposizione immediatamente. Un grazie a tutte le Forze dell’Ordine, per il lavoro fatto, e alla Magistratura, per aver dato condanne esemplari che rendono la misura del reato perpetrato. Accogliamo amorevolmente, come fossero dei figli, tutti i nostri quadri che ora torneranno a Castelvecchio”.

L’indomani, 22 dicembre, è iniziato il riallestimento delle 17 opere trafugate. “Con immensa gioia – ha detto Tosi – restituiamo oggi alla città le opere d’arte che ieri sera, a causa di ritardi rispetto al programma, non abbiamo potuto mostrare. Da domani mattina, per un mese, tutti potranno entrare a Castelvecchio con 1 euro e vedere i dipinti, oltre al museo stesso.

Un’occasione imperdibile non solo per guardare da vicino queste opere che da più di un anno aspettavamo di poter rivedere, ma anche per riscoprire questo bellissimo spazio espositivo. Come chiesto dal Governo ucraino al Ministro per i Beni e le Attività culturali Dario Franceschini, inseriremo nelle nostre audioguide la lingua ucraina e, ben volentieri, accoglieremo le opere che hanno chiesto di poterci prestare per ricambiare la mostra che hanno potuto allestire a Kiev, su nostra concessione, con i quadri trafugati. Rinnovo i più sentiti ringraziamenti a tutti coloro che, in maniera differente, hanno sostenuto, creduto e voluto il rientro delle tele, aiutando a vari livelli il buon esito dell’operazione”.

“Tutti i dipinti – ha spiegato Bolla – saranno esposti per un mese e poi a gruppi verranno restaurati, al fine di porre rimedio ai danni subiti: graffi, strappi e ritagli che per fortuna dovrebbero essere facilmente recuperabili. Un grazie alla Soprintendenza di Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, che ci sta aiutando con l’allestimento dell’esposizione e che si è già messa a disposizione per il restauro di un gruppo di opere, agli Amici dei Musei d’Arte e all’Accademia di Belle Arti per il sostegno che non hanno mai fatto mancare. Nella drammaticità di quanto successo l’intera città ha dimostrato di sapersi unire e si è mobilitata per riavere i quadri, portando avanti anche una grande campagna di sensibilizzazione nei confronti del patrimonio culturale cittadino e del Museo di Castelvecchio”.

“Alcune delle opere … saranno in esposizione alle Gallerie degli Uffizi a Firenze all’interno della mostra “La tutela tricolore”, dedicata ai Carabinieri del Nucleo per la Protezione del Patrimonio”. Lo annuncia il Sindaco Flavio Tosi che, precisa: “le opere prestate saranno esposte a Firenze solo per le ultime settimane della mostra, in programmazione fino al 14 febbraio 2017. La richiesta è pervenuta direttamente dal Ministro Franceschini e dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Artistico, impegnato in prima linea, insieme alle diverse Forze dell’Ordine coinvolte e alla Magistratura, nelle indagini, nel ritrovamento e nella restituzione all’Italia delle 17 opere rubate dal Museo di Castelvecchio nel novembre del 2015”.

Roberto Bolis

(anche per i credit fotografici)

AUGURI per un SANTO NATALE

La Redazione di lemienotizie.com augura un sereno, santo Natale a tutti i lettori.

Il Natale che unisce, che è la luce e la Luce

che insegna l’amore e il rispetto,

la pace e la pazienza;

che porta i popoli verso una capanna e

fa in modo che i pastori,

umili e abituati alle avversità della vita,

diventino protagonisti.

E’ una scena di serena tranquillità,

che fa dimenticare i problemi

anche solo per un giorno.

Nessuno ha il diritto di cancellare

la serenità,

la festa della luce.

Soprattutto la nostra stanchezza

non deve lasciare prevalere

l’odio in noi e negli altri.

BUON NATALE!

La Madonna della Misericordia esposta in Sala Alessi a Milano fino all’8 gennaio 2017

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Anche quest’anno il Comune di Milano rinnova il tradizionale appuntamento natalizio con la grande arte a Palazzo Marino: fino all’8 gennaio 2017, in Sala Alessi si potrà ammirare uno dei massimi capolavori del Rinascimento, la Madonna della Misericordia di Piero della Francesca, pala centrale dell’omonimo polittico conservato al Museo Civico di Sansepolcro, città natale del Maestro toscano.

Molte sono le ragioni che rendono questo appuntamento denso di significati.

Innanzitutto il valore assoluto dell’opera che è uno dei capisaldi del Rinascimento italiano oltre ad essere la prima opera documentata di Piero della Francesca. Si tratta in effetti dello scomparto centrale del polittico della Misericordia, realizzato da Piero per la Confraternita della Misericordia di Sansepolcro tra il 1445 e il 1472. Una recente e impegnativa campagna di restauro ha riportato il polittico, oggi ricostruito nel Museo Civico di Sansepolcro nel suo assetto originario, prima che venisse smembrato nel XVII secolo.

Inoltre, la Madonna della Misericordia – nella classica rappresentazione della Vergine Maria che apre il mantello per dare riparo ai fedeli secondo la tradizione medievale della “protezione del mantello” –  corona anche a livello iconografico la conclusione dell’Anno dedicato al Giubileo della Misericordia.

Allo stesso tempo l’opera è emblematica della modernità della ricerca artistica che, per lo studio della prospettiva e della Divina proporzione, fa di Piero della Francesca un “gigante” del Rinascimento italiano.

La scelta del Comune si è orientata anche per quest’anno su un grande capolavoro proveniente da una piccola città, da quell’Italia cosiddetta minore che è scrigno di tesori straordinari e mai abbastanza conosciuti. Proveniva infatti da Fermo l’Adorazione dei Pastori di Rubens, protagonista dell’esposizione delle scorse festività natalizie, mentre l’opera di quest’anno arriva da Sansepolcro, la città che ha dato i natali a Piero della Francesca e a Luca Pacioli, di cui il prossimo anno ricorreranno i 500 anni della morte.

“In quest’anno dedicato dal Santo Padre alla Misericordia – dichiara il sindaco di Milano Giuseppe Sala – Milano ospita la “Madonna della Misericordia” di Piero della Francesca, un’occasione per tutti i milanesi di godere di un meraviglioso dipinto e anche di avviare una riflessione che ci avvicina alla visita di papa Francesco a Milano del prossimo 25 marzo. La presenza a Palazzo Marino della prima opera di Piero della Francesca permetterà ai milanesi di seguire un percorso ideale sulle tracce del Maestro che, passando per le Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo e il Poldi Pezzoli, li porterà a Brera, dove è custodito un altro grande capolavoro dell’artista. Questa opportunità nasce dalla collaborazione con Sansepolcro, la patria di Piero della Francesca, che presta a Milano l’opera prima del Maestro e che ospiterà dal 7 febbraio l’opera “Ragazzo morso da un ramarro” del Caravaggio. Un altro episodio, dopo la collaborazione con Fermo dello scorso anno, per affermare l’importanza della collaborazione tra i territori italiani per valorizzare il nostro inestimabile patrimonio artistico”

“Sansepolcro e Milano – afferma il sindaco di Sansepolcro Mauro Cornioli – una lunga storia che si riannoda. La città di Sansepolcro diventa partner del comune di Milano per la promozione del patrimonio artistico e culturale della nostra città.  Oggi Milano è l’unica città italiana che parla al mondo, l’accordo con Milano va nella direzione di aprire e divulgare il nostro patrimonio artistico ad un pubblico più vasto e internazionale: mostre, scambi di opere e altre sinergie culturali sono alla base di questa operazione che darà un impulso importante al nostro turismo”

Durante il periodo dell’esposizione della Madonna della Misericordia milanesi e turisti avranno inoltre l’opportunità di ammirare, a poche centinaia di metri da Palazzo Marino, altro capolavoro di Piero della Francesca: la celeberrima Sacra Conversazione, esposta nella Pinacoteca di Brera. Si tratta delle due testimonianze fondamentali ed estreme della rivoluzionaria e modernissima ricerca artistica del Maestro, fondata sulla costruzione geometrica e prospettica dello spazio.

Il percorso ideale legato a Piero della Francesca prosegue fino al Museo Poldi Pezzoli, in via Manzoni, che conserva una delle quattro tavole dello splendido Polittico Agostiniano realizzato dall’artista a Sansepolcro tra il 1454 ed il 1469: quella che raffigura San Nicola da Tolentino.

Nel segno della prospettiva si sviluppa ulteriormente il percorso che dal Rinascimento giunge fino al Secolo dei Lumi, e cioè alla ricerca sullo spazio e sulla sua rappresentazione attraverso la veduta che è protagonista della mostra Bellotto e Canaletto. Lo stupore e la luce, dal 25 novembre 2016 al 5 marzo 2017 alle Gallerie d’Italia di Intesa San Paolo, nella stessa Piazza Scala.

La presenza della Pala della Misericordia a Milano avvia un’importante collaborazione fra le due città, che si sviluppa proprio a partire da un patrimonio artistico condiviso, all’insegna di Piero della Francesca.

Un collegamento, quello tra le due città, non solo ideale, poiché dopo il rientro della Madonna della Misericordia a Sansepolcro, la collaborazione proseguirà con la ‘visita’ a Sansepolcro di un illustre artista milanese, Caravaggio: il celeberrimo “Ragazzo morso da un ramarro”, infatti, grazie alla disponibilità della Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi, sarà dal 7 febbraio esposto nella cittadina toscana in occasione della mostra “Nel segno di Roberto Longhi”.

Lo scambio tra Milano e Sansepolcro avvierà anche una speciale collaborazione tra le due città che in vista del 19 giugno 2017, cinquecentesimo anniversario della morte di Luca Pacioli, si consoliderà in una mostra in terra toscana che sarà incentrata sul legame tra Luca e Leonardo: grazie alla collaborazione tra le due città, tale mostra potrà contare su alcuni pezzi originali ed esclusivi come, ad esempio, la Testa di Leda di Leonardo da Vinci (proveniente dalle collezioni civiche del Castello Sforzesco) e un dipinto di Giampietrino con a tergo la raffigurazione di un poliedro platonico disegnato da Leonardo per il “De divina proportione” (concesso dal Museo Poldi Pezzoli).

Curata da Andrea Di Lorenzo, la mostra di Piero a Palazzo Marino è promossa dal Comune di Milano, con il coordinamento di Palazzo Reale, in collaborazione con la Città di Sansepolcro, grazie al supporto di Intesa Sanpaolo e della propria sede museale milanese le Gallerie d’Italia e con il sostegno di Rinascente e l’organizzazione di Civita; sarà corredata da un catalogo scientifico a carattere divulgativo e da un allestimento che valorizzerà il significato profondo ed emblematico della Madonna della Misericordia.

Milano, Palazzo Marino, Sala Alessi, Piazza della Scala 2, fino all’8 gennaio 2017. Ingresso libero tutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 20.00 (ultimo ingresso alle ore 19.30); Giovedì dalle ore  9.30 alle ore 22.30 (ultimo ingresso alle ore 22.00). Chiusure anticipate 24 e 31 dicembre chiusura ore 18.00 (ultimo ingresso alle ore 17.30). Festività 25 dicembre, 1 e 6 gennaio aperti dalle ore 9.30 alle ore 20.00 (ultimo ingresso alle ore 19.30).

 

 Ombretta Roverselli

 

Valorizzazione dell’ex Arsenale di Verona

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La Giunta comunale ha approvato il progetto di recupero e valorizzazione dell’ex Arsenale di Verona, licenziandolo per il Consiglio comunale, che dovrà approvarlo a sua volta, dichiarandone il pubblico interesse.

Il Progetto, stimato in 45 milioni di euro, verrà realizzato utilizzando un modello di partnership Pubblico-Privata, secondo lo schema della Finanza di Progetto, con una durata della concessione pari a 50 anni.

Il Concessionario dovrà provvedere a sviluppare la progettazione definitiva ed esecutiva degli interventi, che verrà verificata e condivisa con l’Amministrazione e la Soprintendenza in via preventiva. Dovrà inoltre eseguire i lavori di bonifica, di recupero e riqualificazione dell’intero complesso, utilizzando il contributo pubblico disponibile, pari a 14.450.000 euro, nel rispetto del limite del 30% di cui al Nuovo Codice dei Contratti.

L’avvio dei lavori di riqualificazione è ipotizzato nel mese di ottobre 2018; ma già ad un anno dall’avvio dei lavori, ad ottobre 2019, si prevede la consegna all’Amministrazione comunale degli edifici ad utilizzo diretto da parte del Comune, adibiti a Spazi Museali e Scuola per l’Infanzia e Nido.

L’avvio della gestione dell’intero complesso è ipotizzata a partire dal gennaio 2021.

Il Progetto

Esistono luoghi nelle città che hanno una storia di relazione tra il proprio “paesaggio” e l’uso di questo da parte dell’uomo. Spesso sono stati protetti perché presidiati da funzioni che ne hanno salvaguardato la dimensione spaziale e i vuoti che spesso li caratterizzano. L’Arsenale di Verona è uno di questi.

Il suo recupero vuole affermare l’Importanza pubblica per la città sia per  la valorizzazione delle volumetrie esistenti sia per quella degli spazi esterni dell’Arsenale, proponendo di costruire un sistema di sequenze di spazi pubblici (giardini, boulevard, corti, ecc.) che trovano al centro dell’Arsenale, identificandosi con esso, la realizzazione di un Parco dell’Arte Contemporanea.

La volontà della proposta è quella di trasformare l’Arsenale in un luogo di destinazione e non un luogo di solo attraversamento. Un luogo dove sia possibile incontrare l’arte contemporanea in dialogo con le migliori esperienze europee (la Reggia di Versailles, la Reggia di Venaria Reale, il Mamo de l’Unitè d’Habitation di Marsiglia, i Kensington Gardens della Serpentine Gallery, ecc.) .

L’azione fondativa di questa proposta si basa sulla realizzazione di una pensilina/copertura nella corte centrale, opera d’arte essa stessa, concepita  secondo una sequenza di profili che rimandano ad alcuni profili compositivi dell’Arsenale (il timpano di ingresso) e si piega, seguendo una geometria variabile e asimmetrica, come un foglio che varia nella sua natura, da completamente trasparente  a parzialmente coperta, attraverso inserti differenti come foglie di ceramica e losanghe di vetro.

Un tappeto di foglie leggero, sostenuto da elementi puntuali si distende sopra un sistema di folies, atte ad ospitare funzioni pubbliche di servizio per il parco,  e sostiene un percorso che si muove longitudinalmente e trasversalmente a quote differenti creando una promenade percettiva sull’Arsenale, sul parco, sulla città, volgendo lo sguardo finale sul fiume e la città storica.

I movimenti delle persone saranno lenti (rampe) e veloci (scale) , sincopati (passerelle) e variabili (cambi di direzione), individuali (point d’appel)  e collettivi (il prato). Il tutto si potrà collegare con i percorsi delle mura e costituire un nuovo modo di scoprire e conoscere la città.

L’Arsenale diventerà il Parco d’Arte Contemporanea di Verona, e saprà così essere un luogo di riferimento per gli eventi e la cultura, creando dei momenti di incontro di richiamo internazionale. Saprà essere un luogo per la città di Verona, un nuovo importante spazio pubblico articolato tra le funzioni e gli spazi all’aperto e in diretta connessione con la città storica.

Le funzioni

Funzioni principali: attività museali, espositive, congressuali, culturali, formative e ricreative;

Funzioni complementari: attività commerciali, esercizi pubblici e servizi direzionali.

Palazzina di Comando (Edificio 1)

Il progetto prevede: al piano terra un piccolo auditorium di circa 450 posti, due sale grandi e tre sale piccole per attività congressuali, un’area bookshop, una caffetteria con ristorante; al piano primo spazi per attività espositive ed eventi speciali (il salone d’onore con 100 posti, il salone delle colonne, un altro grande salone e due sale più piccole.

Corte Centrale (Edifici 2 e 3)

La Corte Centrale viene valorizzata come piazza-giardino parzialmente coperta che si offre come spazio speciale per eventi culturali all’aperto per l’Arte Contemporanea. La nuova architettura di vetro diventerà l’elemento qualificante della Corte Centrale per far diventare l’Arsenale una “destinazione”, un grande attrattore nella città antica. Gli edifici 2 e 3 ospiteranno spazi per piccole attività commerciali ed esercizi pubblici (caffetterie e ristoranti).

Corte Est (Edifici 20, 21, 22 e 23-24)

La Corte Est ospiterà una Scuola per l’Infanzia costituita da un Nido per 20 bambini (parte nord Edificio 20) e da una Materna per 60 bambini (Edificio 21) e spazi per attività culturali ed espositive (Edificio 20 – parte rimanente) e negli altri corpi di fabbrica (Edifici 22 e 23-24) attività ricreative e socio-culturali: l’idea è quella di realizzare “la città dei bambini e dei ragazzi”. Una parte dell’edificio 23-24 e l’edificio 22 saranno destinati a servizi di bar-ristorazione ed attività commerciali integrati.

I volumi interni alla corte saranno demoliti e al centro dello spazio verde sorgerà un padiglione di legno e vetro.

Corte Ovest (Edifici 10, 11, 12 e 13)

La Corte Ovest sarà dedicata a spazi museali per il Museo di Scienze Naturali (Edificio 12); Gli edifici 10, 11 e 13 ospiteranno attività complementari (servizi direzionali).

Gli spazi aperti

Tutti i cortili interni alle mura dell’Arsenale saranno riqualificati come spazi verdi: un grande parco pubblico, che potrà ospitare eventi estemporanei come concerti, feste, mostre e mercatini, come ulteriore offerta di occasioni culturali ed eventi per la città.

 

Roberto Bolis

“La Grappa: tradizione di ieri, sfida di oggi, tesoro di domani”. L’intervento di Renato Hagman

“La Grappa: tradizione di ieri, sfida di oggi, tesoro di domani”

Brescia, 25 novembre 2016

Renato Hagman, Socio Fondatore di A.D.I.D.

e Governatore della Delegazione di Brescia

Gentili Signori e Gentili Signore, Autorità, Relatori, Ospiti di questo primo nostro Convegno.

Nel ringraziarvi a nome della Delegazione che rappresento, dell’Organizzazione e di A.D.I.D. tutta, è con una certa emozione che sono a ricordare l’importante anniversario dei quindici anni di fondazione dell’Associazione.

Un gruppo di amici, sommelier professionisti e non, addestrati dall’A.N.A.G., con la passione per lo studio, l’approfondimento e il perfezionamento dei distillati, ha creato una compagine che ho visto crescere e cercare sempre di trovare la strada migliore per sviluppare l’insegnamento e promuovere il bere consapevole.

Oggi, che sono nel nuovo Consiglio nazionale, vedo ancora passione e desiderio di proseguire sulla strada che abbiamo tracciato 15 anni fa, nel tentativo di formare sempre, per non lasciare alla moda del momento quel lungo lavoro di secoli che è la creazione di un distillato nel bicchiere.

Come degustatore tecnico in genere, formato a corsi e a panel di studio e di confronto su molti prodotti, so quanto tutto questo porti a sempre più qualità al bicchiere e al palato e sempre più sapere da trasmettere alle nuove generazioni, come consapevolezza di essere depositari di una e più tradizioni che rappresentano i nostri padri, i secoli di storia che ci hanno preceduto.

La grappa di cui parliamo oggi è il pilastro della nostra Associazione che ha saputo più volte rivalutarla e cercare di spiegarla anche a chi ha dimostrato di saperne già tutto.

Per noi degustatori è sempre difficile parlare di grappa. Si vanno a toccare corde emotive profonde: la grappa del nonno, quella fatta con le ciliegie, con il vino poco buono, con le vinacce ormai senza corpo perché troppo stressate e sfruttate. Insomma, una vasta serie di preconcetti, di credenze e anche di pregiudizi che ci faticano le lezioni o le degustazioni.

Negli ultimi anni, con le degustazioni e i pasteggi organizzati dalla Delegazione che rappresento, abbiamo più volte sottolineato come sdoganare la grappa risciacquino del caffè, oppure abbiamo proposto abbinamenti della grappa con il cibo: dalla carne al pesce ai salumi alla pizza, sempre con ottimi risultati. Eppure le credenze faticano a scomparire.

Si accetta bene il rum, il cognac, il whisky, ma la grappa…

È sempre percepita come un alcolico di serie B, ad andare bene.

Addirittura non è un distillato, è “quella roba lì” che serve un po’ per digerire, un po’ per correggere il caffè appunto, che fa venire il mal di testa e il mal di stomaco, ma si deve bere per farsi vedere che non si è “donnette”.

Intanto sottolineiamo la realtà provata che le donne sono le migliori degustatrici, quindi sfatiamo il discorso del dimostrare una virilità bevendo, male, trangugiando un bicchierino di qualcosa che non si neanche bene cosa sia.

Poi ribadiamo che lo spessore di una persona lo si dimostra dalla sua capacità di sapere che tutto ciò che si introduce nel proprio organismo ha un valore, permette all’organismo di funzionare bene oppure lo danneggia, costringendolo a lunghi processi digestivi nel tentativo di eliminare quelle tossine che possono essere state ingerite anche bevendo il famoso “grappino”. Che è sempre un “grappino” per intendere il bicchierino di fine pasto, pazienza se è un brandy o un cognac o un Porto.

Superare la diffidenza, le credenze, è difficile e l’unico modo è stupire, incantare e convincere.

Ben lo sanno i nostri produttori che dedicano passione e tempo a perfezionare i loro prodotti, rispettando tradizione e disciplinari, ma formandosi all’arte del mastro distillatore che è un concentrato di sapienza. Senza la quale si perde il contatto con la natura che ci dà i prodotti primari e il cui rispetto è fondamentale per poter ottenere sempre più un messaggio di quanto si può sempre ricavare dando alla natura, alla terra, al vitigno, amore e rispetto.

Il nostro lavoro associativo, volto soprattutto alla formazione, deve ottenere pertanto la fiducia di coloro che ci incontrano, affinché sappiano che siamo depositari non solo delle tecniche, quanto della trasmissione di quelle sensazioni che la grappa può dare.

Il percorso sensoriale, infatti, è sempre più fondamentale, sempre più ricercato e sempre più un metodo valido per avvicinare le persone all’arte di “ascoltare” i propri sensi, imparare a fidarsene, cercare di sapere assaporare ciò che si mette in bocca, iniziando a capire che il cibo e le bevande sono anche una scoperta di sé e dell’immenso e affascinante mondo dello studio e della produzione di filiera, non soltanto un riempirsi la pancia e via, come spesso siamo costretti a fare, almeno in gran parte della nostra giornata.

A.D.I.D. non svezza al bere i neofiti, quanto spiega e insegna cosa si beve.

Il senso di questo convegno è sia sottolineare il nostro impegno formativo e teorico, sia lanciare un messaggio agli addetti del settore.

L’esperienza della Delegazione in tema di proporre i distillati, la grappa soprattutto, non a fine pasto, aiutati anche dalla paura (che adesso sta comunque sempre più diminuendo) di perdere i punti della patente, ha ottenuto ottimi risultati, ma molto c’è ancora da fare soprattutto tra gli addetti della ristorazione e dei bar.

La disinformazione di molti gestori soprattutto dei bar è alta. Non tutti hanno alle spalle una formazione, oppure, e parlo da capo barman, pensano che la stessa sia finita e completa dopo avere superato un corso.

Invece, la formazione deve essere continua e non deve rimanere un attestato da appendere al muro. Ogni attestato è l’inizio di un percorso che si fa sempre più affascinante quanto più lo si continua.

E, tasto dolente, si deve tradurre nella volontà di diventare tramiti di qualità.

Non si può pensare di fare solo soldi. Si deve pensare a vendere qualità.

Se il cliente chiede il caffè corretto, non è che A.D.I.D. sconsiglia di venderglielo, ma propone di iniziare a fare capire che il valore aggiunto è la grappa servita a parte, ad esempio.

Sapere e dire che c’è la “grappa” del bottiglione con un bel cappello da alpino che riporta su un’etichetta illeggibile “prodotto a base di grappa”, magari per l’1per cento su un restante di alcol etilico, non tossico ma di certo non di qualità (e io sono un alpino, per cui mi sento offeso quando si usa il nostro glorioso cappello su un’etichetta di un liquido che di grappa non ha proprio niente), e ci sono le grappe serie, buone al palato, capaci di sprigionare sensazioni piacevoli. Non bruciano lo stomaco, non creano il cerchio alla testa: se ne beve una quantità minore, ma di qualità, con il piacere di certo decuplicato.

Si parla solo di bere? Assolutamente no. La formazione è volta a partire dalle sensazioni olfattive, con la capacità di discernere sempre più, suggerendo di prestare maggiore attenzione a quanto ci circonda, fatto di odori e sensazioni correlate. Poi invitiamo ad osservare, anche ad osservare i luoghi di provenienza, così come le etichette, i posti di conservazione e le modalità di servizio, fondamentali per avere il meglio da ogni distillato.

La scuola di A.D.I.D. è quindi un continuo suggerimento a conoscersi, scegliere i propri prodotti e il proprio “stile”, mi permetto di definirlo così, nel selezionare e nello scegliere i distillati.

Noi spesso suggeriamo gli abbinamenti con i cibi, i fingher food, gli aperitivi, modo per incuriosire, sì, ma incuriosire alla ricerca del buono e dell’alta qualità italiana.

L’Italia che ha la grappa, l’acqua di vita, nelle sue tradizioni, fatte di gente umile, dimenticata, che aveva quell’unica ricchezza di una boccetta di vetro con il prezioso nettare, a volte l’unica medicina a disposizione.

In fondo, è a quella gente che mi sento di dedicare A.D.I.D. e il convegno odierno, perché sono tutte persone anonime, delle quali non è rimasto nient’altro che ciò che sono riusciti a trasmetterci e che noi di A.D.I.D., nel nostro piccolo, cerchiamo di omaggiare servendo la qualità e la passione nella nostra attività associativo-professionale.

Ringraziandovi ancora per essere con noi a festeggiare questo importante compleanno, vi ricordo che domani inaugureremo il Museo del Distillato, segno della presenza A.D.I.D. a Brescia che le ha dato i natali.

Successo per il convegno A.D.I.D. a Brescia

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Il convegno: “La Grappa: tradizione di ieri, sfida di oggi, tesoro di domani” tenutosi a Brescia ieri, 25 novembre, organizzato da A.D.I.D. Brescia con l’egida di A.D.I.D. nazionale, ha avuto pieno successo. Già apprezzato per il concetto e l’organizzazione, con la partecipazione di tutti i relatori, alcuni dei quali giunti a Brescia malgrado le pessime condizioni del tempo, e soprattutto delle strade, a causa di esondazioni di fiumi, è stato dimostrato come l’Associazione Degustatori di Distillati sappia catalizzare intorno a sé chi è disposto a fare squadra. Questo, in sintesi, anche l’intervento dell’Assessore di Regione Lombardia Mauro Parolini, che ha sottolineato come le istituzioni debbano ascoltare le esigenze del territorio ed essere capaci di convergerle affinché un ambito tragga aiuto e beneficio all’altro, restituendoglielo. Lavorando in team appunto.

I distillatori operano al meglio e questo rende alla natura almeno una parte di quanto la natura stessa dà all’uomo; ciò porta un forte beneficio al territorio in termini di lavoro, di possibilità di sviluppo turistico, di attrattiva del territorio stesso per la sua offerta complessiva. Pertanto l’intervento puntuale ed esaustivo dell’Assessore ha proprio sottolineato un ambito e un politica regionali che, in piccolo ma laboriosamente, è quanto la Delegazione di Brescia di A.D.I.D fa da alcuni anni, grazie soprattutto al Governatore Renato Hagman, perché l’Associazione non sia soltanto un veicolo di degustazioni gratuite di distillati o un promoter aziendale, ma compia veramente il suo lavoro associativo, proponendo ai soci cultura, approfondimento, professionalizzazione che parte sì da una passione, ma che deve cercare di istruirsi per trasmettere quei valori che la bottiglia stessa del distillato, e della grappa in questo caso, racchiude.

Durante il convegno, due emozionanti momenti: la consegna del riconoscimento ai soci fondatori e della targa alle Delegazioni A.D.I.D. per commemorare i quindici anni della fondazione.

sam_4002Altrettanto interessante l’intervento dell’assessore comunale alla Sicurezza Valter Mucchetti che ha sottolineato come il lavoro comunale in favore delle buone prassi, soprattutto dei giovani in questo caso ma non solo, non sia in dissonanza con l’attività di A.D.I.D.: entrambe sono volte al bere consapevole, se si beve, per fare comprendere come si possa apprezzare un prodotto buono, di qualità preferibilmente, senza per questo causare danni a sé e al prossimo. L’impegno ad istruire in questo senso, che il Comune dimostrava proprio nella tarda mattinata dello stesso giorno con un corso a studenti, non è volto a moralizzare comportamenti, ma a far sì che un piacere non diventi un problemi sociale come si vede spesso, purtroppo. L’apprezzamento dell’amministrazione comunale per l’attività cittadina di A.D.I.D. è stato dimostrato anche con la concessione del patrocinio all’iniziativa e avendo messo a disposizione lo splendido palazzo Martinengo Delle Palle, sede centrale e bellissima per un convegno che meritava attenzione istituzionale e non solo.

Presenti i rappresentanti della Camera di Commercio di Brescia (che ha patrocinato l’evento), di A2A, di Arthob, del Vescovo di Brescia, delle scuole d’indirizzo alberghiero cittadine. Presenti gli studenti del corso per Addetti di Sala e Bar e alcuni docenti dell’Agenzia Formativa “don Angelo Tedoldi” di Lumezzane, sia come fruitori del convegno che, alcuni di loro, per il servizio alla pausa caffè che ha visto partner il caffè Agust, Gandola e Pasticceria Camera.

(segue)

 

La Grappa diventa arte

Nell’ambito del convegno “La Grappa: tradizione di ieri, sfida di oggi, tesoro di domani” che si terrà a Brescia il prossimo 25 novembre dalle ore 9 alle ore 12.30 (palazzo Martinengo Delle Palle, Via San Martino della Battaglia 18), verrà inaugurata la mostra di Ivo Compagnoni “La Grappa diventa arte”. Tra le opere realizzate appositamente dall’artista per questa mostra, spicca un quadro regalato ad A.D.I.D. Brescia, che verrà esposto nel Museo del Distillato che la Delegazione bresciana dell’Associazione ha realizzato.

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“La dimensione artistica di Ivo Compagnoni si misura dallo spessore del suo tessuto strutturale, la trama dell’immaginario che porta alla realizzazione delle sue opere. Oscillanti tra la stilizzazione pittorica e un’originale costruzione scultorea, le opere di Ivo Compagnoni si differenziano da altre produzioni contemporanee per la strutturazione onirica che sta alla base del disegno su tela, quello che poi viene operativamente sviluppato sul quadro finito. Sulla tela, o su ogni altro supporto tecnico, anche per le opere di sintesi scultorea, si nota la traccia precisa di un disegno mentale che travalica il detto e il vissuto, per accaparrarsi di pezzetti di vita fissati sul supporto a mo’ di appunto, ma anche di ritaglio sul quale trovare una giustificazione esistenziale, un percorso a questo nostro contemporaneo incedere. Attraverso gli anni, passando dal figurativo puro ad un astrattismo personalizzato tanto da diventare artistico appieno, senza tralasciare tracce di cubismo, dadaismo e di divisionismo in alcune pieghe del suo discorso, per poi diventare post contemporaneo nell’utilizzo di materiali di riciclo e di recupero, poveri soltanto per il normale intendere, Ivo rimane carico di emozioni e di storie da raccontare, con un sorriso che emerge dal profondo. E infonde nella tela colore, immagini, sguardi.

I pertugi sono indagati e mai giudicati, il cammino segnato con precisione che si affina opera dopo opera; eppure non c’è senso di superiorità, non c’è prevaricazione, e nemmeno senso di educazione imposta all’osservatore.

Chi appende al proprio muro un’opera di Compagnoni, infatti, si appropria esattamente di una parte di sé appresa grazie all’artista, all’arte che diventa sempre più pulita e sicura, con modalità tanto più scarne quanto più sono articolate le ricerche che le sottendono. Il pittore diventa padrone del pennello, l’artista è un tutt’uno con la sinopia e il lavoro finito è la fine di un grande regalo al tempo presente.

Ivo Compagnoni fotografa il reale come pochi e lo rimanda ricco di una luce intrinseca dalla quale abbiamo davvero molto da imparare”.

 

Alessia Biasiolo

 

 

 

 

Una poesia per “Versi Distillati” entro il 31 ottobre

C’è tempo ancora fino al 31 ottobre prossimo per inviare le poesie alla decima edizione del concorso

“VERSI DISTILLATI

indetto dall’Associazione Degustatori Italiani Grappa e Distillati in collaborazione con Associazione “Sidus”

Rivolto ai Poeti di tutta Italia, il Premio, nell’importante edizione dei dieci anni, celebra anche i quindici anni di fondazione di A.D.I.D.

L’Associazione è stata fondata a Brescia da otto amatori dei distillati, e della grappa in modo particolare.

Il premio di Poesia, infatti, si articola in tre sezioni delle quali una è dedicata esclusivamente alla grappa, il distillato nazionale.

Il primo premio di questa sezione è intitolato, da alcuni anni, alla memoria del socio A.D.I.D. Peppino Andreoli, fondatore con la moglie Maddalena delle Distillerie Peroni di Gussago.

Le altre sezioni sono “La Poesia del Decennale”, “Una Poesia per A.D.I.D.”e “Una lirica per un distillato”.

Il bando completo si trova su adidbrescia.com, oppure si possono richiedere informazioni scrivendo a associazionesidus@libero.it

 

 

 

Maurizio Bonora a Palazzo Schifanoia di Ferrara

schifanoia-ricostruzione-affrescosalonedeimesi-bymauriziobonoraStasera, dalle 19 alle 20.30, a Palazzo Schifanoia (via Scandiana 23) di Ferrara sarà in mostra in anteprima – con ingresso gratuito per un massimo di 70 persone – la ricostruzione realizzata dall’artista Maurizio Bonora della scena dipinta che dà l’avvio all’intero ciclo decorativo del Salone dei Mesi di Palazzo Schifanoia.

In quest’occasione è prevista una conversazione con l’artista all’interno dell’antica delizia estense. Bonora illustrerà le tecniche del mestiere pittorico che gli hanno consentito di ricostruire le porzioni figurative mancanti ed entrerà nel merito delle caratteristiche delle decorazioni scomparse, da lui approfondite in anni di studio.

Per ragioni di sicurezza connesse alla capienza del Salone (massimo 70 persone), verrà consentito l’ingresso solo a chi sarà munito del biglietto gratuito, distribuito oggi stesso dal personale del Museo a partire dalle 18.30 secondo l’ordine di arrivo.

L’evento fa parte del “Laboratorio Schifanoia: studi e nuove Ricostruzioni. Continuazione della ricostruzione di parte delle pitture parietali del lato meridionale del Salone dei Mesi da parte di Maurizio Bonora”, visitabile a partire dal 14 ottobre 2016 negli orari di apertura a Palazzo Schifanoia, via Scandiana 23 a Ferrara.

 

Alessandro Zangara

 

Villa Pullè a Verona. Siglato l’accordo

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Il presidente dell’Inps Tito Boeri e il Sindaco di Verona Flavio Tosi hanno sottoscritto a palazzo Barbieri il Protocollo di Intesa istituzionale per il recupero, la valorizzazione e il riuso funzionale di Villa Pullè. Presenti l’assessore all’Istruzione e Politiche giovanili Alberto Benetti, delegato alla trattativa con l’Inps e il presidente della terza circoscrizione Massimo Paci. “Un’operazione di permuta – dichiara il Sindaco Tosi – che consentirà di valorizzare, con la complessiva riqualificazione della Villa, un importante immobile di pregio e di restituire, con la sistemazione del parco, una bellissima area verde alla cittadinanza. Una decisione che conviene a Verona e agli interessi dell’intero Paese – sottolinea il Sindaco – di cui è doveroso ringraziare il presidente Boeri che, fra le sempre mille complicazioni burocratiche, è stato in grado di portare a risoluzione con rapidità un’operazione che rischiava di trascinarsi per anni”. “Grazie all’accordo – precisa l’assessore Benetti – diverrà del Comune l’area del parco prospiciente alla piazza del Chievo che, a seguito dell’abbattimento dell’attuale muro di cinta, potrà finalmente divenire spazio verde pubblico a servizio della cittadinanza. Inoltre – conclude Benetti – sarà posto un vincolo d’uso sulla Villa e sul restante parco di proprietà dell’Inps, in modo da consentire, in alcune occasioni dell’anno, la futura accessibilità degli spazi privati anche da parte dei cittadini”.

“Un accordo positivo per il Comune di Verona e anche per l’Inps – commenta il presidente Boeri – che rientra nell’ambito di un piano più generale di dismissioni di beni di proprietà dell’istituto. Villa Pullè era abbandonata al degrado da troppi anni: non potevamo più permettere che un immobile di grande pregio continuasse ad offrire un’immagine negativa in un’area tanto importante, ed in piena espansione, della città. Con questa permuta, la cittadinanza avrà a disposizione un’ampia area verde attigua alla piazza del quartiere e, in futuro, la Villa potrà essere aperta ai cittadini in alcuni giorni dell’anno. Abbiamo scelto infatti di garantirne la valorizzazione attraverso una serie di possibilità aperte, in linea con il valore storico e artistico della Villa: poi dipenderà, naturalmente, dall’interesse manifestato dai privati, nell’ambito del piano di dismissioni. Siamo convinti che, in un periodo di grandi ristrettezze per i bilanci degli enti pubblici, l’unica strada possibile per la valorizzazione degli immobili di pregio sia la sinergia fra pubblico e privato”.

L’accordo sottoscritto prevede la permuta fra Comune e Inps di aree del parco di identica superficie (circa 10 mila mq), in modo da lasciare al Comune il pieno possesso dell’area verde a ridosso di piazza Chievo, attualmente di proprietà dell’Inps, destinata a verde pubblico; Inps avrà in cambio analoga area comunale del Parco interno, che sarà destinata a verde privato. L’intesa prevede anche la definizione del progetto di una doppia recinzione sul fronte principale della villa: una (aperta) verso piazza Chievo e l’altra (chiusa) tra il verde pubblico e la villa stessa; progetto da concordare con il Comune di Verona e da assoggettare all’approvazione della Soprintendenza. La recinzione dovrà soddisfare sia l’esigenza del Comune di avere la massima apertura tra piazza Chievo e l’area a verde pubblico, sia l’esigenza dell’Inps di avere un’efficace delimitazione della proprietà privata. Villa Marioni Pullè, di proprietà dell’Inps, verrà valorizzata urbanisticamente attribuendole tutte le destinazioni d’uso che, pur compatibili con il suo valore storico, le consentano di essere appetibile sul mercato immobiliare, in modo da garantirne il restauro e la corretta manutenzione nel tempo con fondi privati. Un successivo accordo di programma potrà quindi attribuire a Villa Marioni Pullè, mediante intervento edilizio diretto, le seguenti destinazioni: residenziale, commerciale, direzionale, turistico ricettiva.

Entro 30 giorni dalla sottoscrizione del presente accordo, Inps e Comune di Verona costituiranno un tavolo tecnico operativo, presieduto dal rappresentante designato dal Comune, per la predisposizione dell’accordo di programma. L’Inps concederà a favore del Comune di Verona l’iscrizione di un vincolo d’uso a carico dell’eventuale privato acquirente o concessionario della Villa, con l’obbligo a lasciare una certa quantità di uso pubblico del complesso immobiliare: libero accesso della cittadinanza al Parco privato per una giornata al mese; uso gratuito di una sala interna di rappresentanza al Comune per almeno sei eventi l’anno.

 

Roberto Bolis