La Notte delle Candele in polvere

Se lo scorso fine settimana in Andorra si è consumato con successo il primo atto della “Notte delle Candele”, manifestazione gemellata col celebre evento di Vallerano, nella Tuscia viterbese, un secondo episodio in ben tre giorni di programmazione avrà luogo il 5, 6 e 7 luglio al Castello di Santa Severa, spazio della Regione Lazio, gestito da LAZIOcrea in collaborazione con Comune di Santa Marinella e Coopculture.   L’iniziativa LA NOTTE DELLE CANDELE IN POLVERE, che anticipa la più celebre manifestazione dell’ultimo sabato di agosto, vedrà allestire le viuzze del borgo di ogni lume e scenografia, con eventi dal vivo, tra arte e musica. La manifestazione avrà luogo a partire dalle 20:00.

Dopo Pals in Catalunya e Ordino in Andorra, eventi curati da Daniele Raggi che hanno reso possibile l’internazionalizzazione del format più romantico dell’anno producendo un mix vincente di turismo, cultura e partecipazione attiva del pubblico, i visitatori potranno assaporare questa “Notte delle candele in polvere” anche godendo delle prelibatezze enogastronomiche locali proposte da numerosi street food. L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Notte delle Candele di Vallerano in collaborazione con Pyrgi eventi e Fabio Quartieri. Media partner sarà quest’anno Radio Italia Anni Sessanta.

Sono inoltre già aperte le prevendite su I-ticket per acquistare i biglietti de LA NOTTE DELLE CANDELE DI VALLERANO, in programma sabato 31 agosto: per il primo anno, infatti, data l’enorme e incontenibile affluenza degli scorsi anni, l’iniziativa sarà a numero chiuso. Come infatti afferma Maurizio Gregori, ideatore dell’evento, “si è deciso di limitare l’eccessiva partecipazione, che l’anno scorso ha registrato oltre le 15mila presenze, per permettere ai convenuti che si prenoteranno per tempo una migliore gestione di servizi, parcheggi ed aree dove ristorarsi e seguire da vicino e con la giusta attenzione le singole performance, pur continuando ad ammirare l’incanto degli scenari creativi realizzati dagli abitanti, che vedono utilizzare in tutto il borgo circa 100mila candele”.

Castello di Santa Severa. Ingresso: €10 (intero) – €5 (ridotto)

Elisabetta Castiglioni (anche per l’immagine)

 

“Athens – Return trip” al Sociale di Brescia

Athens return trip, foto Archivio Agora Coaching Project

“Athens – Return trip. Andata e ritorni tra Italia e Grecia verso una nuova visione d’Europa” è andato in scena al teatro Sociale di Brescia ieri sera, 3 luglio, seconda ed ultima tappa italiana dopo Reggio Emilia e prima di volare per Atene, dove la performance debutterà l’8 luglio prossimo.

La serata accosta gli esiti performativi di due workshop condotti da Patricia Apergi e Christos Papadopoulos, tra i più interessanti coreografi greci contemporanei, con brani scelti del repertorio creato per “Agora Coaching Project”, curato da Michele Merola ed Enrico Morelli, coreografi italiani di primo piano sulla scena nazionale e collaboratori di Fondazione Nazionale della Danza. Ad Apergi e Papadopoulos è stato chiesto di guidare un percorso formativo e creativo insieme a 30 giovanissimi e promettenti danzatori di nazionalità italo-greca, di età compresa tra i 17 e i 24 anni. L’attività fa parte di “Agora Coaching Project” (con MM Contemporary Dance Company – Retum Trip Educational e con il sostegno di Stavros Niarchos Foundation), progetto di perfezionamento della danza, con sede a Reggio Emilia, unico per le sue caratteristiche innovative nell’ambito della didattica della danza. Lo scopo dei workshop era superare le barriere culturali europee per creare un linguaggio nuovo, dinamico e univoco, comprensibile a tutti. Ne è nato uno spettacolo in grado di sottolineare la personalità di un gruppo di ragazzi e ragazze (le più numerose) che sembrano insensibili all’esterno, come i tanti ragazzi che girano con le cuffiette nelle orecchie e non sanno guardarsi attorno, come se la realtà fosse altro da sé o non esistesse se non nella sorpresa di trovarsela intorno. Eppure si muovono, in modo impercettibile, come un’idea che nasce; forse è il movimento intrinseco a se stessi, alla vita. O forse è il movimento indotto dalla cultura e dall’arte, che si fa sempre più chiaro vivo e possente. Oppure ancora rispondono ad un comando di non si sa chi, e svolgono le loro azioni come automi. Prendono possesso del loro corpo, del palcoscenico, della loro vita. La danza li unisce e parlano lo stesso linguaggio, non si sa da dove scaturito e da dove proviene, o forse loro lo sanno e anche noi che li guardiamo crescere, perché (forse) siamo ancora capaci di insegnare e trasmettere i fondamenti dai quali partire per trovare la propria strada. Che è la nostra, quella di tutti. E allora si comincia a camminare, tutti insieme, e si va ad occupare lo spazio che è di tutti e che tutti devono avere, in un turbine che diventa frenetico, ma sempre ordinato, con regole che permettono a tutti di stare insieme senza confini, senza differenze. Molto bella la prima parte dello spettacolo che dimostra l’alto livello performativo raggiunto dai danzatori, con movenze apparentemente semplici eppure di alta scuola. Lasciando poi lo spazio al viaggio vero e proprio, con tanto di zainetto sulle spalle. Molto bello che non ci sia altro che quello (il viaggio) e i danzatori con le solite scarpe di tutti i giorni, i vestiti comuni, i capelli lungi e sciolti o corti o raccolti. Gli occhi persi nella novità del vivere e del voler scoprire. La danza che unisce e che diventa motivo di conoscenza di sé così profonda da diventare difficile da esternare, una strada da trovare, una meta verso cui andare e verso cui si va, indipendentemente dal fatto che a volte si venga frustrati nelle proprie aspettative e che si collassi, o si perisca, nel viaggio, nella ricerca. Stramazzano a terra alcuni danzatori, forse morti, forse stanchi, forse arrivati, ma gli altri proseguono, continuano a perseverare e preservare la vita e i contenuti di un’umanità che spesso si perde nel particolare senza considerare la necessità del tutto. Un ottimo lavoro, molto ben fatto e ben riuscito, capace di sottolineare studio e lavoro della danza e del corpo, ma anche l’impegno che, grazie alla cultura, dev’essere di tutti a ricercare la profondità dell’essere. Il proprio e l’universale.

Il CTB, Teatro Stabile di Brescia, ha accolto la proposta di “Athens – Return trip. Andata e ritorni tra Italia e Grecia verso una nuova visione d’Europa” ed ha offerto al suo pubblico, nell’ambito della rassegna “Un salto nel mito” davvero un’interessante pausa di riflessione.

 

Alessia Biasiolo

 

 

 

 

 

Il meglio di George Gershwin con il pianista Giuseppe Andaloro

La stagione estiva di Roma Sinfonietta in collaborazione con l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” prosegue oggi, giovedì 4 luglio, alle 21 alla Casa del Jazz (Via di Porta Ardeatina 55, Roma) con un concerto dell’Orchestra Roma Sinfonietta diretta da Gabriele Bonolis e la partecipazione straordinaria del pianista Giuseppe Andaloro.

Il programma è interamente dedicato a George Gershwin. Si ascolterà una selezione dell’opera Porgy and Bess, in cui Gershwin realizzò una straordinaria sintesi di musica popolare e colta, rielaborando genialmente diversi generi musicali, come il blues, lo spiritual e il jazz. Nato da una famiglia russa di origine ebraiche stabilitasi da pochissimo a Brooklyn, Gershwin fu il primo compositore d’oltre oceano a superare la soggezione nei confronti della musica colta europea e a creare un’opera inconfondibilmente americana.

Al centro del concerto sta la Rapsodia in Blue per pianoforte e orchestra, un vero caleidoscopio musicale, che riflette la molteplicità delle culture che convivevano nelle metropoli americane degli anni Venti: con le sue melodie e i suoi ritmi che richiamano la musica afroamericano, la Rapsodia in Blu rappresenta il momento in cui le porte delle sale da concerto si aprirono alle suggestioni del jazz e fu un enorme successo fin dalla prima esecuzione, a New York nel 1942. Allora stava al pianoforte il compositore stesso, ora invece l’eseguirà Giuseppe Andaloro, uno dei più apprezzati pianisti italiani, che suona regolarmente in prestigiose sale e con grandi orchestre in Italia e all’estero.

Insieme a queste pagine celeberrime, il concerto metterà in evidenza tre Preludes e cinque Songs di Gershwin, brani di minori dimensioni ma non meno affascinanti: queste musiche meno costruite e più spontanee hanno un fascino immediato e irresistibile, venivano trasmesse in continuazione da tutte le radio americane e i loro spartiti vennero venduti in milioni di copie.

Gabriele Bonolis, per anni collaboratore di Ennio Morricone, svolge un’importante attività personale come direttore d’orchestra con prestigiose orchestre e teatri in Italiae all’estero, tra cui Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, Orchestra Sinfonica “G. Verdi” di Milano, Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, Festival Spoleto 2 Mondi , Orchestra Sinfonica Nazionale Ceca, Opera di Stato di Dresda.

Giuseppe Andaloro svolge sin da giovanissimo un’appassionata e intense attività concertistica ospite di importanti festival (tra cui Salisburgo, Spoleto 2Mondi, Festival Arturo Benedetti Michelangeli di Brescia e Bergamo) e di grandi orchestre (London Philharmonic, Accademia Santa Cecilia di Roma, NHK Symphony Tokyo, Philharmonische Camerata Berlin e molte altre) collaborando con direttori del calibro di Vladimir Ashkenazy e Gianandrea Nosedae con artisti quali Giovanni Sollima e John Malkovich.

Biglietti: intero euro 15,00 – ridotti over 65 euro 10,00; ridotti per i dipendenti università di Tor Vergata euro 8,00 – studenti euro 5,00.

 

Mauro Mariani

 

 

Capalbio Libri

Si terrà dal 26 luglio al 3 agosto la tredicesima edizione di Capalbio Libri, il festival sul piacere di leggere ideato e diretto da Andrea Zagami, organizzato dall’agenzia di comunicazione integrata Zigzag in collaborazione con il Comune di Capalbio, e promosso dall’Associazione “Il piacere di leggere”. Appuntamento tutte le sere a partire dalle ore 19:00 in piazza Magenta, il cuore del castello medioevale di Capalbio, uno dei Borghi più belli d’Italia, con tanti nuovi personaggi per incontri e riflessioni su libri, lettori e scrittura.

Tra gli ospiti: Benedetta Cibrario, Brunello Cucinelli, Giuseppe Di Piazza, Andrea Kerbaker, Mauro Pandimiglio, Andrea Purgatori, Alberto Simone, Carlo G. Valli, Beatrice Venezi, Stefano Zenni.

 

Capalbio Libri ha il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Toscana e del Comune di Capalbio; ha il sostegno di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori.

 

Elisabetta Castiglioni (anche per la fotografia)

 

Estate tra teatro e musica a Forte Gisella

Teatro e musica tornano tra le mura di Forte Gisella a Santa Lucia di Verona. All’interno del compendio di via Mantovana i riflettori sono accesi: sul palcoscenico la prosa dialettale ma anche il musical, il tango argentino così come il rock.

Nel mese di luglio la Perdido jazz band proporrà un omaggio a Luis Armstrong. Seguiranno ArteFatto Teatro con “Un cabaret…di risate”; Lamacchi- Bassi con il concerto Fossati incontra De Andrè; la compagnia Renato Simoni con “Sarto per signora”. E poi ancora le compagnie Zero.it, Trapano Boss, Giorgio Totola, quest’ultima con “Tonin Bellagrazia”, Silvia Braga e Bruno Marini trio con “The beat generation”, la compagnia Tiraca e Ogm con “E pensare che c’era Gaber”.

Chiuderà il mese di luglio e aprirà agosto, Gtv Niù con “Per un litro di grappa?!”, in replica per quattro sere. Dal 10 agosto spazio alla musica con rock prog di Tony Pagliuga, con il tributo ai Genesis e con quello agli ELP. Seguirà il 14 agosto il concerto celtico e dal 15 al 18 agosto il Festival di Tango Argentino. Dal 23 agosto tornerà il teatro con la compagnia Einaudi Galilei e con ArteFatto Teatro che porterà in scena “L’erba del vicino”.

Il mese di settembre si aprirà con il musical Jesus Christ Superstar e proseguirà con “Aires de Buenos Aires” di Uep, per chiudersi con la compagnia Tabula Rasa. Tutte le serate iniziano alle ore 21.

La rassegna estiva è organizzata da Aics-Associazione italiana cultura e sport, insieme all’associazione Art&Salus, con il patrocinio del Comune di Verona.

“Un’iniziativa dalla duplice valenza culturale – ha detto l’assessore al Decentramento Marco Padovani -. Grazie a questa rassegna, infatti, sarà possibile godere di serate all’insegna del buon teatro, del divertimento e della musica, passando delle ore spensierate in compagnia. Inoltre, il pubblico potrà approfittare dell’occasione per visitare uno dei forti più belli di Verona”.

 

Roberto Bolis

Il Kouros ritrovato

Foto crediti di Associazione LapiS

Il torso del kouros di Lentini e la Testa Biscari, finalmente assemblati, sono in mostra a Catania nelle prestigiose sale del Museo Civico di Castello Ursino fino al 3 novembre 2019, seconda tappa dell’esposizione dopo l’inaugurazione palermitana.

L’iniziativa è promossa dalla Regione Siciliana, dal Comune di Catania – Assessorato alle Attività e beni culturali, dalla Fondazione Sicilia, in collaborazione con, Associazione Lapis, Siqilliya srl. L’organizzazione e la promozione sono state affidate a Civita Sicilia.

La “Testa apollinea” rinvenuta nel Settecento da Ignazio Paternò Castello principe di Biscari e conservata oggi nel Museo di Castello Ursino, si ricongiunge con il torso di efebo acefalo acquisito nel 1904 da Paolo Orsi e conservato nel Museo Archeologico Regionale di Siracusa che porta il suo nome.

Il Kouros, statua greca con funzione funeraria o votiva, raffigurante un giovane, era molto diffusa nel periodo arcaico e classico, tra il VII e il V secolo a.C.

Una nuova opera si aggiunge così alla statuaria della Sicilia greca: il Kouros di Leontinoi.

L’idea lanciata dal critico d’arte Vittorio Sgarbi e dal Sindaco di Catania, si è concretizzata grazie all’impegno dell’ex Assessore ai Beni Culturali della Regione Sebastiano Tusa che, con la Fondazione Sicilia, ne ha promosso l’intervento di restauro eseguito dalla ditta Siqilliya, presentandolo per la prima volta a Palermo nella Sala della Cavallerizza di Palazzo Branciforte.

La seconda tappa espositiva del progetto, appositamente ideata da Civita Sicilia per la sede di Castello Ursino, prevede un arricchimento e una rilettura del kouros attraverso un allestimento dalle forti suggestioni e soluzioni illuminotecniche originali.

Il progetto di valorizzazione del Kouros, curato da Sebastiano Tusa prima della prematura scomparsa, ha mirato a restituirne l’integrità, risolvendo la querelle che da anni impegna la comunità scientifica in supposizioni e ipotesi sull’effettiva pertinenza dei due reperti a unica statua di età arcaica.

Imprescindibile presupposto per l’iniziativa di ricongiungimento sono state le indagini petrografiche e geochimiche promosse dall’associazione LapiS (Lapidei Siciliani) già nel 2011, grazie alle quali si può affermare che entrambi gli elementi sono stati ricavati da uno stesso blocco di marmo, prelevato nell’isola greca di Paros.

La Sicilia non dispone di materiali lapidei paragonabili a un così pregevole marmo bianco a grana media, i blocchi di marmo pario venivano pertanto imbarcati nell’isola delle Cicladi per raggiungere i porti delle colonie siceliote dove li attendevano le botteghe di scultori dalle comuni radici culturali.

Per il ricongiungimento dei due reperti con sistemi reversibili si è utilizzato il foro già esistente alla base della testa, troncata nettamente nel Settecento, colmando “la brevissima lacuna” con una protesi in materiale plastico ad alta resistenza appositamente progettata e prototipata.

Un intervento di pulitura ha inoltre permesso la rimozione dei depositi e delle incrostazioni che occultavano la tonalità della superficie marmorea della parte posteriore e dei fianchi del torso, per un riequilibrio delle variazioni tonali che ne permette di apprezzarne pienamente i valori materici.

Dopo l’esposizione di Palermo e Catania, l’opera, seguendo il filo della ricerca di Sebastiano Tusa che considerava il ricongiungimento un vero e proprio nuovo ritrovamento archeologico, continuerà a essere concepita come una realtà unitaria, non più come due distinti reperti conservati in musei diversi.

Il kouros ritrovato sarà successivamente trasferito al Museo archeologico Paolo Orsi di Siracusa, dove un convegno internazionale concluderà l’evento.

 

Barbara Izzo (anche per la fotografia)

 

 

“Note in Villa 2019”

Ritorna l’estate e con essa torna la magia della musica in alcune delle ville del territorio del Comune di Castelnuovo del Garda, per ospitare i concerti dell’edizione 2019 di “NOTE IN VILLA“ organizzata dall’Associazione Culturale Amici della Musica del Lago di Garda, Direzione Artistica del M° Emir Saul, con il sostegno del Comune di Castelnuovo del Garda, degli sponsor ed il patrocinio della Regione Veneto e della Provincia. Dopo molte stagioni la rassegna è ormai una tradizione attesa, capace di coinvolgere il numeroso pubblico nelle sere d’estate, che si intrattiene oltre i concerti al buffet offerto da alcune Associazioni locali. Tutti i concerti hanno inizio alle ore 21.15.

Il programma prevede ancora i seguenti concerti:

4 LUGLIO 2019 PIAZZALE ESTERNO DIM TEATRO COMUNALE

DI CASTELNUOVO DEL GARDA Via S. Martino, 4 – Sandrà

TRIO MANZANA

“Nomads Rumba”

I Triomanzana esplorano con gusto moderno e frizzante le musiche popolari del mediterraneo, dalla rumba spagnola al flamenco, dalla musica greca al gipsy jazz. Il marchio di fabbrica di Alfredo Capozucca, Danieli Prolunghi (chitarre) e Lucas Dinarte Patricio (percussioni) è una perfetta alchimia tra melodie suadenti e arabeggianti e il ritmo vorticoso e coinvolgente tipico della rumba flamenca. Sono eseguite delle rielaborazioni di molti pezzi che hanno fatto la storia di questo genere musicale, ma anche pezzi di originale composizione, il tutto condito da ampi momenti di improvvisazione per un mix esplosivo!

11 LUGLIO 2019 PIAZZALE ESTERNO DIM TEATRO COMUNALE

DI CASTELNUOVO DEL GARDA Via S. Martino, 4 – Sandrà

BIG BAND RITMO SINFONICA “CITTA’ DI VERONA”

con DARIA TOFFALI

“Samba de Uma Nota Só

La Big-Band Ritmo-Sinfonica “Città di Verona”, diretta dal M° Marco Pasetto, propone un repertorio musicale dedicato alla musica brasiliana e, in particolare, alla bossa nova. Voce solista sarà Daria Toffali, cantante veronese di spiccata sensibilità e ottima interprete di questo genere musicale che cura da anni.

Nata negli anni ‘50 e portata al successo grazie al compositore Antonio Carlos Jobim, al poeta Vinicius De Moraes e a João Gilberto, uno dei suoi massimi interpreti, con le sue sonorità provenienti dal samba e dalla musica popolare brasiliana, la bossa nova conquistò l’America degli anni ‘60 per il suo stile nuovo e per il modo diverso di interpretare il samba classico attraverso un agilissimo gioco di ritardi e di mobilità degli accenti.

18 LUGLIO 2019 VILLA BORGOGNONI-TOMMASI Piazza della Repubblica, 14 – Sandrà

FUCINA CULTURALE MACHIAVELLI

“Il Trovatore” di Giuseppe Verdi

Ne “Il Trovatore” di Giuseppe Verdi, Fucina Culturale Machiavelli presenta l’opera rielaborata per l’occasione, con il soprano Annapaola Pinna, il tenore Tommaso Rossato e l’attrice Sabrina Carletti, accompagnati da un’orchestra d’archi, diretta dal M° Giancarlo Rizzi e con dei tagli di spartito che facciano godere appieno della magistrale musica di Verdi, senza penalizzarne la trama. Pensata per un pubblico eterogeneo, amanti dell’opera e profani, cittadini e turisti, l’opera è una riscrittura musicale e teatrale di Alessio Manega in chiave moderna per un’ora di pura magia, con la regia di Sara Meneghetti.

25 LUGLIO 2019 VILLA TANTINI Via Goito, 8 – Oliosi

“I.Q.B.L.” IN QUESTA BANDA DI LADRI

Cover band Antonello Venditti

Il gruppo “In questa banda di ladri” presenta un omaggio al grande cantautore romano Antonello Venditti, band alla quale l’artista, al concerto del 13 ottobre 2012 tenuto al Teatro Geox di Padova, ha tributato stima, amicizia e affetto. Cinque musicisti professionisti ed il frontman Angelo Sarro ripercorrono la carriera di Venditti, con i suoi più grandi successi dagli inizi fino ad oggi. Pregevole la presenza del sax che crea sonorità molto suggestive.

In caso di pioggia i concerti si terranno al DIM Teatro Comunale di Castelnuovo d/G Via San Martino, 4 (loc. Sandrà).

Biglietto € 9,00 – Ingresso gratuito per minorenni

 

Beatrice Zuin

 

Photology Air 2019: Prelude To Preservaction

Gianfranco Gorgoni a Photology

Photology, che già dal 2012 ha intrapreso un’intensa attività di diffusione delle arti fotografiche nel territorio siciliano di sud-est, è orgogliosa di presentare l’edizione 2019/2020 di Photology AIR (Art In Ruins), il primo parco per l’arte contemporanea fotografica in Sicilia aperto nel 2018 all’interno dei trenta ettari della splendida Tenuta Busulmone, a Noto.

Traendo ispirazione dal tema delle “rovine” come sinonimo di modernizzazione, le mostre vengono allestite negli spazi restaurati en plein air di un convento ottocentesco e lungo i tanti percorsi naturali che si trovano all’interno della tenuta.

La scelta curatoriale per il biennio 2019/2020 è ricaduta su un tema sempre più attuale, la “coscienza ambientale”, e il titolo “PRESERVACTION ne è diventato l’esplicito manifesto.

In particolare, le attività di Photology AIR che verranno presentate nel 2019 con il titolo “PRELUDE TO PRESERVACTION, per poi svilupparsi nel 2020 sotto il nome di “PRESERVACTION NOW!”, offrono ai visitatori la possibilità di confrontarsi con opere eterogenee che vogliono invitare a riflettere sulla rappresentazione artistica della natura come via di preservazione e tutela, perché la Natura è lei stessa un’opera d’arte.

Il progetto “LAND ART IN AMERICA” (fino al 03.11 2019) – introdotto dalla grande scultura site specific The world is yours del tedesco Georg Reinking in ferro forgiato formata da dodici elementi per una dimensione totale di 310x140cm – propone una serie di celebri lavori del fotografo italiano Gianfranco Gorgoni esposti tra le rovine del convento ottocentesco: opere fotografiche di grande formato realizzate a partire dalla fine degli anni Sessanta, in collaborazione con i grandi maestri della Land Art americana come Christo, Walter De Maria, Michael Heizer, Nancy Holt, Richard Serra, Robert Smithson, fino ai più recenti lavori con Ugo Rondinone.

L’allestimento prevede un dialogo tra gli spazi interni ed esterni del rudere, per cui Gorgoni presenta opere innovative, pensate e prodotte per essere stampate su alluminio e sottoposte a speciali trattamenti da esterno.

Photology apre al pubblico anche “BELVEDERE COLLECTORS–Project Room with a View”, l’unica zona espositiva coperta di Photology AIR pensata per i collezionisti e gli amanti della fotoarte.

Il nuovo spazio presenta non solo una selezione di opere originali con soggetti naturalistici di artisti di fama internazionale e un esclusivo art bookshop con libri rari, ma anche la possibilità di trovare una serie limitate di prodotti a chilometro zero provenienti dal territorio di Noto.

Gli artisti scelti per questa prima edizione sono: Gian Paolo Barbieri, Angelo Candiano, Mario Giacomelli, Jack Pierson.

La zona Belvedere gode dal secondo piano della struttura espositiva di un’incredibile vista a sud verso la Riserva Naturale di Vendicari.

Il progetto EDUCATIONAL PROJECT: KIDS IN ACTION (Settembre 2019 – Settembre 2020), che verrà realizzato in collaborazione con il Comune di Noto e Legambiente, ha il fine di sensibilizzare ed educare le giovani generazioni alla tutela e alla pulizia dell’ambiente circostante attraverso laboratori didattici ad hoc.

Gruppi di ragazzi scelti tra gli 8 e 12 anni verranno accompagnati nel territorio del Comune di Noto con l’obbiettivo di ripulire l’ambiente naturale dai rifiuti abbandonati.

Il cleaning project servirà infine per utilizzare i materiali raccolti come elementi per laboratori artistici, seguendo le orme di artisti affermati come Damien Hirst, KCHO, Micheal Fliri.

Le creazioni saranno esposte nel corso della stagione 2020 (9 Aprile-27 Settembre 2020) in un percorso esclusivo e premiate da una giuria selezionata.

NOTO, fiore all’occhiello dell’arte e della cultura siciliana, è uno splendido esempio di architettura barocca di fine Settecento che domina la valle del fiume Asinaro con vista sul Mar Ionio a est e Mediterraneo a sud. Il suo centro storico è stato dichiarato nel 2002 Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO insieme con le altre città tardo barocche della Val di Noto. Dopo la ricostruzione in seguito al terremoto del 1693, Noto è divenuta una delle città d’arte più visitate del nostro paese, meta di un turismo sempre crescente, tanto da registrare un incremento medio annuo di visitatori intorno al 5% dal 2010, soprattutto internazionali.

 

PHOTOLOGY AIR 2019-2020

TENUTA BUSULMONE

Contrada Busulmone, Noto (Siracusa)

Fino al 3 Novembre 2019

 

De Angelis (anche per la fotografia)

 

Teatro nei Cortili 2019

Il grande teatro amatoriale torna ad animare l’estate veronese. Con 207 spettacoli e 26 compagnie coinvolte, è ripartita nel cortile dell’Arsenale, nel chiostro di S. Maria in Organo e in quello di Santa Eufemia, la ricca rassegna dei ‘Teatro nei cortili’, che si concluderà il 7 settembre.

Il cartellone, come sempre molto eterogeneo, comprende opere di autore italiano e straniero, con scritture originali e adattamenti da testi famosi. Durante la rassegna, al di là di alcune scelte teatrali particolarmente impegnative, si intervalleranno sul palco commedie ironiche su temi attuali che vanno dal sociale alla dimensione esistenziale.

“Una proposta culturale apprezzata e riconosciuta a livello nazionale – sottolinea l’assessore alla Cultura Francesca Briani –, da sempre sostenuta dall’impegno e dall’entusiasmo delle compagnie amatoriali cittadine. Un coinvolgimento che, da quest’anno, ha riguardato anche la parte organizzativa della rassegna, con l’individuazione di tre compagnie capofila, Estravagario, Armathan e ArteFatto Teatro, che si sono affiancate al Comune nella preparazione della manifestazione. Un bel gioco di squadra, che ha portato alla realizzazione di una nuova straordinaria rassegna di teatro estivo”.

 

Roberto Bolis

 

“Titans” al Sociale di Brescia per “Un salto nel mito!”

foto di scena di TITANS (foto di Julian Mommert) 

La Stagione estiva del Centro Teatrale Bresciano si è aperta con l’unica data italiana del lavoro del coreografo greco Euripides Laskaridis “Titans”, apertura del cartellone dedicata proprio al mito greco, rassegna dal titolo “Un salto nel mito!”, fino al 14 luglio in città. La collaborazione tra CTB e Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto, con Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, ha permesso questo incontro con un mago della trasfigurazione, del comico, del performativo. In apertura della performance, un intervento di Andrea Scartabellati.

In scena, poi, un’ora di attività performativa non proprio apprezzata da tutti (alcuni spettatori hanno lasciato il teatro), perché a volte le persone preferiscono dire che l’opera non si fa capire, piuttosto che dire di avere capito tutto mentendo. In realtà, ho trovato “Titans” interessante per lo spaccato sulla persona nel suo essere normale, sulla follia che accomuna gente normale e gente davvero folle, in un vivere quotidiano spesso alienante, soprattutto nella società sola, o nelle sole persone, che hanno abdicato alla propria formazione personale fatta di studio, di mito, di Epica, di Letteratura, di Filosofia, e di cercare di capire almeno il proprio presente, se non il presente universale.

Euripides Laskaridis e Dimitris Matsoukas sono stati in grado di diventare ombre e di esserlo, di diventare protagonisti e di esserlo, pur in una trama onirica in bilico costante tra detto e nascosto, normale e folle, danza ed esperienza quotidiana, vero e falso, dove il gioco di luci e ombre lasciava le ombre padrone del tutto. A cercarsi trovandosi e non trovandosi, perdendosi dentro se stessi, anche soltanto cercando di guardarsi in uno specchio, vestendosi e mettendosi il rossetto. Varie le movenze circensi, ad unire un’arte insita nelle persone, e quindi nel pubblico, che ha riso dell’uomo vestito da donna, degli stereotipi legati alla creazione (dell’opera, dell’opera d’arte, del figlio), mentre si spera di potersi meritare di dondolare su un’altalena che si nega, che vive, che è lì, ma potrebbe anche non esserlo. Luci che si spengono e accendono come si spengono e accendono le illuminazioni (le idee, le filosofie, i buoni propositi) e che accecano, perché i due performer rivolgono fari contro la platea cercando di confonderla, di nascondervisi dietro, mentre il pubblico attento non si è perso nulla. Neanche dietro gli sbuffi di vapore del ferro da stiro, mentre piante rigogliose prolificano soltanto per un goccio d’acqua. Difficile lavoro, capace di annoiare, nauseare, spazientire, affascinare: come la vita di tutti i giorni e come la follia degli emarginati, che siamo tutti noi, sempre, quando rinunciamo a capire e a sapere chi siamo.

Un’opera che ha una fine e che non ne ha nessuna, perché le ombre sono rimaste lì, in teatro, ad impossessarsi del pensiero e del tempo; a tratti, infatti, sono apparse di sembianze anticamente greche (a sottolineare il ruolo della Storia da approfondire e comprendere perché sia davvero “Maestra di vita”), a volte così normali che, forse, a recitare/danzare siamo soltanto stati noi.

 

Alessia Biasiolo

(fotografia da V.V.)