Riaperto a Verona il Museo Archeologico al Teatro Romano

Sindaco_in_un_momento_della_visita museo archeologicoÈ stato riaperto al pubblico lo scorso 28 maggio il Museo Archeologico al Teatro Romano, totalmente rinnovato ed ampliato. A pochi mesi dal recente riallestimento del Museo degli Affreschi un altro importante appuntamento per la città.

L’edificio del Museo sorge dal XV secolo, come convento dei Gesuati, sul fianco del colle di San Pietro a picco sopra il Teatro Romano; a questo è strettamente collegato avendo inglobato alcune parti del complesso architettonico antico. Questa particolarissima collocazione costituisce un elemento fondamentale ed eccezionale della visita all’intero complesso: lo splendido panorama del teatro e della città dall’alto consente infatti di mettere immediatamente in relazione ciò che è esposto nel Museo con il contesto esterno.

Il recente ampliamento e il riallestimento delle sale espositive sono stati realizzati proprio sulla base di uno stretto dialogo con l’intero contesto.

Ciò che veronesi e turisti possono ora finalmente ammirare è un Museo Archeologico di impronta internazionale, ricco non solo di reperti di notevolissimo valore, ma anche di apparati illustrativi adeguati, elegante e innovativo. La visione spettacolare che dal nuovo Museo si gode sull’Adige e sulla città, l’essere dentro il Teatro Romano, la suggestione dei luoghi, la bellezza e l’importanza dei reperti esposti e l’eleganza e funzionalità dell’allestimento, sono fattori che sicuramente faranno del nuovo Museo Archeologico al teatro romano una delle mete imperdibili di Verona.

Il percorso museale

L’accesso al rinnovato Museo Archeologico al Teatro Romano avviene dal rinascimentale palazzetto Fontana sorto sulla struttura scenica del teatro. L’edificio, interamente restaurato, prevede due piani dedicati alla didattica con un allestimento che permette anche attività di laboratorio per le scolaresche.

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Una volta usciti da palazzo Fontana e attraversato il teatro romano, si può scegliere di raggiungere le sale espositive con un ascensore o con una panoramica scalinata che costeggia il teatro (percorso richiesto a scuole e gruppi).

Il percorso museale attraversa tre piani espositivi. Il primo, situato al quinto livello dell’ex convento, è uno spazio quadrato che si affaccia sul Chiostro dei Gesuati; il secondo corrisponde al piano sottostante e si compone del nuovo cortile coperto, dell’ex-refettorio e di una serie di stanze minori tra cui tre celle monastiche; il terzo, ancora inferiore, è costituito dalla sala delle iscrizioni (già portineria del convento).

La struttura del complesso permette percorsi differenti, ma quello privilegiato inizia dal piano superiore del convento, con una sintetica introduzione alla Verona romana e alle residenze che vi si trovavano, spesso dotate di arredi lussuosi, come la pregiata fontanella in marmo ornata da teste di Tritoni. I visitatori sono via via condotti nella quotidianità della Verona di due millenni orsono, illustrata nelle sezioni: “Abitare a Verona”, “Le necropoli”, e “Gli edifici pubblici”. In questa ultima sezione sono descritti gli edifici di maggior importanza dell’epoca romana veronese. “L’Arco dei Gavi” e “L’Anfiteatro romano” (Arena), rappresentati da due straordinari plastici rispettivamente ottocentesco e settecentesco accompagnati da varia documentazione.

Completa la sezione dedicata agli edifici pubblici la presentazione de “Il Teatro romano” nei suoi vari aspetti: la struttura architettonica, i documenti sugli spettacoli e i reperti dagli scavi, le sculture che celebravano personaggi eminenti; poi la grande varietà di raffinate sculture decorative, destinate in parte alla sospensione in parte a integrare l’architettura. Conclude il percorso al piano superiore una sezione dedicata al Santuario di Iside e Serapide luogo di culto situato nella zona del complesso teatrale dove erano venerate le due divinità di origine egizia.

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Scendendo al piano sottostante, attraverso la curva dell’elegante scalone in pietra che ricalca in parte un percorso romano, si entra nel nuovo cortile coperto, dove si ammirano sculture in pietra e bronzo che ornavano i luoghi pubblici della città. Le troviamo all’interno delle grandi vetrine passanti che dividono la corte coperta dalla sala affacciata sul teatro. Si entra quindi nel refettorio, dedicato alle grandi sculture romane rinvenute a Verona, per poi accedere alla sezione riservata alla “Scultura di collezione” testimonianza del gusto, della passione per l’antico e dell’amore per la propria città di personaggi veronesi eminenti, come i Giusti, Jacopo Muselli, Gaetano Pinali. Sul corridoio di collegamento si aprono tre celle monastiche in cui sono esposti oggetti di piccole dimensioni, provenienti dal territorio e di collezione: bronzetti preromani e romani, di grande valore scientifico per lo studio dei culti antichi e per la conoscenza degli arredi delle domus (il Museo possiede una raccolta di bronzi fra le maggiori dell’Italia settentrionale); oggetti legati alla vita quotidiana, come vetri dai meravigliosi colori, lucerne, recipienti.

Una sezione della sala verso il teatro è destinata alle esposizioni temporanee e in occasione della riapertura al pubblico è presentata la mostra L’Egitto a Verona. La visita prosegue nel chiostro del Museo dove sono state risistemate iscrizioni e stele, con numerosi esempi di scultura funeraria, opera di botteghe di lapicidi che in epoca romana lavoravano il calcare locale, tratto dalle cave site in Valpolicella. Dal chiostro si entra nella chiesa del convento (con affreschi e un pregevole soffitto ligneo cinquecentesco), che ospita la sezione dedicata ai mosaici, in bianco e nero e policromi, da Verona e dai dintorni. Dalla chiesa si passa alla Grande Terrazza, riaperta al pubblico nel 2002 con un allestimento che è rimasto invariato; vi sono esposte, all’aperto, lapidi funerarie (nell’area verso il colle) ed elementi architettonici (nell’area verso il teatro), a integrazione di quanto visto all’interno del Museo. La visita termina con la sala al piano inferiore, che accoglie are e lapidi dedicate agli dei romani venerati nel Veronese ed elementi architettonici di grande raffinatezza.

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L’intervento di restauro e ampliamento

Il nuovo Museo Archeologico è situato in un edificio che ingloba parte dei resti del teatro romano ed è quindi frutto di sovrapposizioni e riedificazioni andate stratificandosi nei secoli. I livelli  dell’edificio si dilatano progressivamente salendo di quota occupando, via via, superfici sempre più consistenti dell’invaso conico del colle. L’intervento sul complesso è stato preceduto da un’intensa attività diagnostica ed è stato volto ad assicurarne la statica, oltre che ad ampliare le superfici espositive.

Il nuovo allestimento

Data l’estrema eterogeneità dei reperti esposti, dalla grande statuaria a testimonianze importanti ma minute, nel progetto di allestimento si è scelto di non interferire con la loro lettura utilizzando per ampi fondali e grandi basi il bianco e il grigio chiaro. Per la grafica e per alcuni supporti puntuali, ispirandosi ai colori dei tetti veronesi dei quali si può godere una vista spettacolare dalle finestre del museo, è utilizzato il colore rosso mattone associato al più contemporaneo rosso “ciliegia” per alcuni testi.

Come per i colori anche per i materiali si è percorsa la linea della semplicità e pulizia utilizzando legno laccato e per l’interno delle vetrine esclusivamente acciaio verniciato e cristallo.

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Il progetto di riqualificazione dell’area del Colle di San Pietro

Il progetto di riqualificazione complessiva di questa vasta area verde, ricchissima di testimonianze archeologiche e storiche, è un impegno che vede unite l’Amministrazione Comunale e la Fondazione Cariverona. La scelta è stata dettata dalla volontà di uniformare gli interventi nel più ampio e articolato obiettivo di rivitalizzazione del colle di San Pietro attraverso l’attivazione di una serie di funzioni culturali in sinergia tra pubblico e privato e di interventi complessi per il recupero e l’ammodernamento delle strutture esistenti, tale da rendere il Museo Archeologico al Teatro Romano in linea con gli standard internazionali.

Nel progetto complessivo rientra anche la rifunzionalizzazione della ex Caserma di San Pietro che prevede l’inserimento di un ascensore (ex funicolare) per agevolare la salita al colle.

La spesa per la parte del grande progetto relativa al Museo Archeologico è stata di poco inferiore ai 5 milioni di euro, coperti da un contributo regionale di € 3.499.860, mentre Fondazione Cariverona si è fatta carico della maggior parte dei costi restanti (€ 1.199.940,00) e ha designato alla redazione della progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva dell’intervento lo Studio Grisdainese di Padova, professionisti già incaricati del nuovo polo museale a Castel San Pietro, fornendo all’amministrazione il progetto per l’appalto. L’Amministrazione Comunale ha integrato il finanziamento per la parte mancante (€ 300.000), elaborato il programma museologico dell’intervento, coordinato tutte le conseguenti procedure tecnico-amministrative, ivi compresa la Direzione Lavori, e fornito il progetto scientifico per l’allestimento, oltre all’assistenza in ogni fase del complesso intervento, che ha comportato fra l’altro lo svuotamento di quasi tutto il Museo, effettuato nel 2013.

Museo Archeologico al Teatro Romano, Regaste Redentore, 2 – Verona

tel. +39 045 8062611 museoarcheologico@comune.verona.it; ww.museoarcheologicoverona.it

Orari

lunedì 13,30 – 19,30

da martedì a domenica 8,30 – 19,30

la biglietteria chiude alle ore 18.45

Biglietti

biglietto intero euro 4,50

biglietto ridotto euro 3,00:

biglietto ridotto scuole euro 1,00:

ingresso gratuito:

Fino al 30 giugno 2016 per festeggiare la riapertura del Museo tariffa unica euro 1,00.

Roberto Bolis (che ha fornito anche le fotografie)

 

Dario Fo ha presentato a Verona il Museo Archivio Laboratorio

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E’ stato presentato nella sala convegni del Palazzo della Gran Guardia di Verona, dal premio Nobel Dario Fo, il nuovo Museo Archivio Laboratorio Franca Rame-Dario Fo, che ripercorre oltre sessant’anni di storia del teatro e della cultura italiana. Presente per l’occasione il Sindaco Flavio Tosi, che ha sottolineato “la soddisfazione per la città di Verona di ospitare lo spazio espositivo di un artista come Dario Fo, una figura eclettica e geniale, unica nel panorama culturale italiano. Un grande regalo offerto al mondo, ricco d’arte, cultura e, soprattutto, della storia di un’importante parte della mondo teatro italiano”.

Inaugurato lo scorso 23 marzo alla presenza dell’onorevole Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, l’Archivio Rame-Fo, ospitato negli spazi dell’Archivio di Stato di Verona, costituisce un patrimonio di straordinaria rilevanza, composto da copioni, manoscritti, stesure progressive dei lavori svolti, disegni, dipinti, bozzetti, manifesti, libri, articoli, costumi, pupazzi, marionette, scenografie, locandine e fotografie di scena. Per valore artistico e ricchezza dei contenuti, il Museo Archivio è stato riconosciuto patrimonio culturale della storia italiana e dichiarato, nel 2015, “d’interesse storico particolarmente importante” da parte del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. In occasione dell’inaugurazione è stata allestita una mostra, che presenta le opere pittoriche di Dario Fo, oltre a manufatti artistici e arredi di scena.

Durante la presentazione, il premio Nobel Fo ha illustrato alle istituzioni culturali cittadine e al pubblico le finalità del MusAlab che, come egli stesso ha affermato, perseguono “… un’arte diffusa che arrivi ad aprire le porte di ogni città, usando il teatro e lo spettacolo per l’incontro e la conoscenza”. Il patrimonio artistico MusAlab Franca Rame-Dario Fo è anche centro internazionale di studi su arte e spettacolo.

Il MusAlab è visitabile da lunedì a venerdì dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 14 alle 17; sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 19.

Informazioni: Archivio di Stato di Verona, via Santa Teresa 12 , tel 045-594580; archivioctfr@francarame.it; as-vr@beniculturali.it

Roberto Bolis

 

Rievocazione storica a Verona, protagonista la principessa Sissi

Si terrà sabato 23 aprile dalle ore 17, con partenza dall’ex Arsenale di Verona, la “Rievocazione storica della visita a Verona della principessa d’Austria Sissi”, organizzata dall’associazione culturale Amici del Teatro con il patrocinio del Comune di Verona e della Regione Veneto. L’evento è stato presentato all’hotel Due Torri dal consigliere incaricato alla Cultura Antonia Pavesi insieme ad Alessandro Bravi presidente dell’Associazione culturale Amici del Teatro. Presenti il presidente di Agsm Energia Giuseppe Stoppato e Roberto Bussola di Banca Mediolanum spa, due dei main sponsor dell’evento. “Un’ occasione – spiega Pavesi – per rinnovare i ricordi di un personaggio molto amato e del gran ballo che la nobiltà veronese e veneta diede in occasione della visita in città dell’imperatrice d’Austria Elisabetta di Baviera. Una bella proposta storico-culturale per la città, giunta quest’anno alla sua seconda edizione, frutto di una fattiva collaborazione tra il Comune ed alcune realtà economiche della città”.

Il programma della giornata prevede, alle 17, inizio sfilata di carrozze d’epoca che dall’ex Arsenale, con passaggio su ponte Castelvecchio, giungerà in piazza Bra dove si svolgerà la prima esibizione di danze ottocentesche, tratte da “Scene da un ballo a palazzo”. Successivamente, il corteo proseguirà lungo Corso Portoni Borsari, per arrivare in piazza delle Erbe e continuare per via Cairoli, piazza Viviani, lungadige Rubele, Sottoriva, via Ponte Pietra, via Massalongo, Corso Santa Anastasia, vicolo Cappelletta, Arche Scaligere fino alla piazza dei Signori, dove si terrà la cerimonia conclusiva dell’omaggio all’Imperatrice da parte della nobiltà veneta, con tutti i gruppi di danza partecipanti. Alle 18, all’hotel Due Torri, incontro con Licia Campi Pezzi, autrice delle due monografie dedicate agli Asburgo: “Sissi: la Regina delle Dolomiti” e “Francesco Giuseppe. Una dinastia al tramonto”. A seguire, alle 20, cena con il ballo in costume ottocentesco accompagnata da musiche del periodo. Ingresso a pagamento con prenotazione. Per informazioni Associazione culturale Amici del Teatro: cell. 333 6455859 – mail amteatro@tin.it.

Gli appuntamenti proseguono domenica 24 aprile, in piazza dei Signori alle ore 17, con musiche e danze in costume tirolese della banda musicale ed il gruppo di Danze VTG Gries di Bolzano.

 

Roberto Bolis

Arsenale Vintage World a Verona

Si svolgerà all’interno dell’ex Arsenale, da venerdì 15 a domenica 17 aprile, l’undicesima edizione della manifestazione “Arsenale Vintage World”, la mostra mercato dedicata alla moda, al design ed al vintage lifestyle con incontri, workshop, live performance, raduni, street-food e concerti dal vivo. La manifestazione, dedicata quest’anno al tema del viaggio, è organizzata dall’associazione culturale RetròBottega in collaborazione con il Comune di Verona. L’iniziativa, alla quale aderiscono circa una cinquantina di espositori vintage e remake, selezionati tra i migliori in Italia, con abiti, oggetti, accessori, modernariato, vinili e strumenti musicali, tatoo, motori ed accessori moto special, è stata presentata dall’assessore al Tempo libero Alberto Bozza, insieme ad Alessandra Biti, organizzatrice dell’evento e presidente di Studioventisette, e ad Alessandro Formenti, direttore artistico di Arsenale Vitage World e presidente dell’associazione Retròbottega. Presenti Luigi Licci, proprietario della libreria Gulliver, e Sara Barbieri e Stefania Berlasso referenti rispettivamente della parte di mercato vintage e degli eventi correlati. “Si tratta di un appuntamento unico nel suo genere – ha detto Bozza – per questo ringrazio gli organizzatori che di anno in anno fanno crescere non solo la manifestazione, arricchendola di nuovi elementi, ma anche il ritorno di immagine per la città di Verona, dimostrando che l’Arsenale è un luogo polivalente, dove le eccellenze possono trovare la giusta collocazione”. Il programma dell’iniziativa prevede, oltre alla mostra-mercato e alla presenza di 6 food truck che proporranno street-food, un ricco programma di eventi, concerti e workshop. Si inizierà venerdì 15 aprile, con una serata dedicata ai Beatles. Sabato 16 aprile, si terranno, alle 11.30, lo spettacolo “Viaggiando nella magia”, con il mago Federico Betti; alle 15.30 l’incontro intervista “Il kit del viaggiatore” con Michele Bottazzo di L’Angolo dell’Avventura; alle ore 18 “Diario di bordo, un viaggio sotto la pelle” sulla storia del tatuaggio; alle 19 “Tiki time” alla scoperta dei cocktail esotici.

Domenica 17 aprile, alle ore 11.30, “Viaggio nel matrimonio vintage: gli anni 50”; alle ore 16.30, in esclusiva per l’Italia, l’intervista-racconto “I viaggi di Jupiter” con Ted Simon, biker, giornalista e viaggiatore che dialogherà con Roberto Parodi del programma televisivo “Born to ride”; l’evento è a cura della Libreria Gulliver.

Saranno presenti set fotografici a disposizione per il pubblico per farsi fotografare in perfetto vintage style, corner per trucco e acconciature a tema e barber shop per le barbe maschili.

I concerti serali vedranno sul palco la Magical Mystery Band con Revolver, passando poi alle sonorità Swing e Roll Circus di Slick Steve & the Gangster, con acrobatiche performance di giocoleria, per finire al soul vintage di Vittoria e i Gorilla, che durante tutta la domenica renderanno omaggio ai grandi Ray Charles, Etta James, Otis Redding, oltre agli immancabili dj-set vintage di Dj Profeta. L’ingresso alla manifestazione, aperta dalle ore 18 alle 24 il venerdì, dalle 11 alle 24 il sabato e dalle 11 alle 22 la domenica, è di 5 euro a persona.

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Quattrocento anni dalla morte di Cervantes celebrati a Verona

L’Istituto Internazionale per l’Opera e la Poesia, in collaborazione con l’Associazione Culturale Italo Spagnola, organizza dal 17 febbraio al 27 aprile nel veronese una serie di eventi per ricordare Miguel de Cervantes a quattrocento anni dalla sua morte.

L’iniziativa, promossa dal Comune di Verona e dal ViceConsolato di Spagna, è stata presentata dal consigliere incaricato alla Cultura Antonia Pavesi insieme al viceconsole onorario di Spagna a Verona Stefano Dindo, al presidente del Comitato Scientifico dell’Istituto Internazionale per l’Opera e la Poesia Gianfranco de Bosio e al presidente dell’Associazione Culturale italo Spagnola Anna Altarriba Cabré.

La manifestazione è intitolata “En un lugar del Véneto…”, trasposizione geografica dell’incipit del Don Chisciotte “En un lugar de la Mancha…”, e propone un viaggio nell’opera di Cervantes attraverso i cinque sensi. “Si tratta dell’evento più importante ed articolato proposto in Italia per ricordare la figura di Cervantes – ha detto Pavesi – che, grazie all’originalità del tema scelto, il viaggio tra i cinque sensi, sarà in grado di attirare l’interesse di molte persone, sia tra i cittadini veronesi che tra i turisti. Un doveroso omaggio ad una figura di spicco della cultura non solo spagnola ma mondiale, che si accosta perfettamente alle iniziative per i quattrocento anni dalla morte di Shakespeare”.

La manifestazione verrà inaugurata ufficialmente mercoledì 17 febbraio alle 18 alla Società Letteraria con la conferenza dal titolo “Italia entre las páginas del Quijote”, l’Italia nelle pagine del Don Chisciotte; martedì 23 febbraio alle 21 all’Hotel Leopardi, si analizzerà la figura di Don Chisciotte.

Il primo dei filoni, dedicati alla vista si aprirà con la proiezione del film “Don Quichotte” (1933, regia di Georg Wilhelm Pabst) martedì 1 marzo alle 17.30 nella sala Farinati della Biblioteca Civica mentre giovedì 17 marzo alle 17.30, sempre nella sala Farinati, verrà proiettato il secondo film incentrato sulla figura del celebre personaggio cervantiano “Don Quijote” (1957 -1992, regia di Orson Welles, montaggio di Jesus Franco).

Giovedì 14 aprile alle 19.30 al ViceConsolato di Spagna la Compañia Equivel si esibirà in uno spettacolo di balli in costume dell’epoca di Cervantes dal titolo “Estampas Cervantinas”.

Il secondo filone, incentrato intorno al senso dell’udito, si aprirà martedì 15 marzo alle 17.30 alla sala Farinati della Biblioteca Civica, con la lettura di una serie di brani selezionati dall’opera di Cervantes: “Coloquio de los perros – Il dialogo dei cani”, una delle dodici “Novelas ejemplares” pubblicate da Cervantes nel 1613. Nell’occasione sarà proiettata la collezione pittorica, dedicata interamente a questo racconto, della pittrice spagnola Sofía Gandarias, recentemente scomparsa e alla quale l’Istituto Internazionale per l’Opera e la Poesia dedica interamente questa giornata.

Lunedì 18 aprile alle 18, nell’Auditorium del Conservatorio di Verona, Michela Forgione terrà una conferenza sul personaggio di nella musica Don Chisciotte. Per il filone dedicato al tatto lunedì 28 marzo alle 21 presso la sala Guardini della parrocchia San Nicolò, Don Marco Campedelli proporrà uno spettacolo di burattini ispirato al “Don Chisciotte – Riflessioni su Don Chisciotte per bambini ed adulti”.

Per l’ultimo filone, dedicato ai sensi del gusto e del’olfatto, venerdì 15 aprile alle 19.30 nel negozio Quality Living, María del Pilar Pérez Aspa proporrà “Letteratura ai fornelli”, un incontro che unisce la lettura con la realizzazione e la degustazione dei cibi e dei piatti dell’epoca di Cervantes, il cosiddetto “Siglo de Oro” (evento a pagamento con prenotazione obbligatoria).

Infine, mercoledì 27 aprile alle 18 all’Accademia di Agricoltura Scienze e si terrà l’incontro dal titolo “Il vino nelle opere di Miguel de Cervantes” con degustazione di vini offerti da Masi Agricola.

Ulteriori informazioni sono disponibili al numero 045/8078547 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13.

 

Roberto Bolis

Restaurata “La conversione di San Paolo” a Verona

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Il consigliere incaricato alla Cultura del Comune di Verona, Antonia Pavesi, è intervenuta questa mattina al Museo di Castelvecchio, alla presentazione del restauro conservativo eseguito dalla Soprintendenza Belle arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza dell’olio su tavola raffigurante “La Conversione di San Paolo” del sec. XVI. Presenti il Soprintendente Fabrizio Magani e la direttrice dei Musei Civici Margherita Bolla. La tavola, di Giulio Licinio, entrata a far parte della collezione museale nel 1871 con il lascito di Cesare Bernasconi, era stata danneggiata dai rapinatori durante il furto al Museo del 19 novembre scorso. “Un ringraziamento alla Soprintendenza – ha detto Pavesi – sia per la sollecita collaborazione che per l’ottimo restauro eseguito, che ha consentito di restituire integralmente l’opera alla città, ancora segnata dalla rapina dello scorso novembre”.  I  due frammenti strappati nel tentativo di rimuovere il dipinto dal muro sono stati portati nel laboratorio di restauro della Soprintendenza per le operazioni preliminari; non presentando parti mancanti, si è provveduto al restauro al Museo di Castelvecchio con il riposizionamento dei frammenti sulla tavola, la stuccatura e l’integrazione pittorica dei lembi di giunzione.

Roberto Bolis

Mercatini di Natale a Verona

Da ieri, venerdì 20 novembre, a domenica 27 dicembre Piazza dei Signori e Cortile Mercato Vecchio ospitano, per l’ottavo anno consecutivo, i Mercatini di Natale a Verona, contrassegnati ancora una volta dalle caratteristiche casette in legno del “Christkindlmarkt” (mercatini di Natale di Norimberga). L’iniziativa, che è promossa dal Comitato per Verona (che vede Confcommercio As.co. Verona e Confesercenti Verona in prima linea) in collaborazione con il Comune, è stata presentata a palazzo Barbieri dall’assessore alle Attività economiche e Turismo Marco Ambrosini insieme al presidente del Comitato per Verona Luciano Corsi. Presenti il direttore di Confesercenti Fabrizio Tonini, il vicepresidente di Confcommercio Verona Paolo Artelio, i rappresentanti delle associazioni di volontariato, che esporranno i propri stand all’interno dei Mercatini.

“L’inaugurazione ufficiale si terrà sabato 21 alle 10 in piazza dei Signori -spiega Ambrosini- con l’accensione dell’Albero di Natale presente nella piazza, ma già da venerdì pomeriggio i Mercatini di Natale inizieranno l’attività con l’arrivo dei primi espositori. Inoltre da venerdì 4 dicembre prenderà il via anche il progetto “Verona si veste di luce”, con l’accensione delle luminarie nelle vie e nelle piazze del centro, per offrire alle migliaia di visitatori, che contiamo di confermare anche quest’anno, la magica atmosfera delle feste natalizie nella nostra città. Ringrazio il Comitato per Verona, e i suoi collaboratori, per l’impegno profuso nel migliorare anno dopo anno questa iniziativa”.

“Oltre 60 espositori, alcuni di spessore internazionale, proporranno prodotti tipici tradizionali artigianali -spiega Corsi- come addobbi in vetro, legno e ceramica, oltre alle consuete specialità gastronomiche e ai dolci natalizi. Per garantire la massima qualità all’evento e tutelare gli imprenditori che hanno aderito, gli stand proporranno prodotti rigorosamente diversificati, mentre la loro suddivisione tra le due piazze è stata pensata per distinguere le produzioni internazionali da quelle locali, valorizzate al meglio”. Nell’edizione 2014 sono stati circa un milione i visitatori che hanno visitato i Mercatini, rendendo di fatto Verona una delle capitali del Natale in Italia e generando un importante indotto per l’economia scaligera. Gli organizzatori, in questi mesi, hanno già ricevuto numerose richieste per visite guidate, a testimonianza dell’appeal dell’evento su scala internazionale. La manifestazione di Piazza dei Signori e Cortile Mercato Vecchio beneficia inoltre della collaborazione di Agsm, di Amia e dell’amichevole rapporto con Norimberga. L’evento rientra nel progetto “Natale a Verona e provincia”, la kermesse di appuntamenti e manifestazioni che registra quest’anno la partecipazione di un nutrito elenco di istituzioni, organizzazioni di categoria e importanti imprese, con oltre 1.200 aziende del territorio complessivamente coinvolte.

Roberto Bolis

 

“Dirty Dancing – The classic story on stage” in Arena

Si terrà nell’Arena di Verona, lunedì 10 agosto, alle ore 21, il musical “Dirty dancing – The classic story on stage”, prodotto in Italia da Wizard production e promosso da Show Bees in collaborazione con Eventi. Lo spettacolo, nella nuova edizione italiana che diventerà l’allestimento internazionale, è stato presentato dal consigliere comunale incaricato alla Cultura Antonia Pavesi. Presenti il produttore Massimo Fregnani, il regista Federico Bellone, il responsabile di Eventi Ivano Massignan e gli attori protagonisti Sara Santostasi e Gabrio Gentilini.

“Un musical che non ha bisogno di presentazioni – ha detto Pavesi – perché tratto da uno dei film più amati di sempre. Uno spettacolo che andrà a completare il quadro delle proposte culturali e musicali offerto dalla nostra città”. Il musical vedrà, oltre ad una nuova regia, anche le nuove coreografie di Gillian Bruce e le nuove scenografie di Roberto Comotti, professore emerito dell’Accademia delle Belle Arti di Brera. Nell’adattamento italiano i dialoghi sono stati tradotti da Alice Mistroni, mentre le canzoni sono cantate dal vivo in lingua originale, grazie all’accompagnamento di una piccola orchestra. Il musical è stato al Barclays Teatro Nazionale di Milano e sarà a Bolgheri, a Cattolica, a Verona e infine a Roma al Gran Teatro.

Roberto Bolis

 

 

“Buio Reale” di Bagnoli alla Casa di Giulietta di Verona

Fino al 20 settembre 2015 la Casa di Giulietta di Verona ospiterà la mostra fotografica Buio Reale di Riccardo Bagnoli. Sono esposti circa trenta scatti del fotografo nelle sale dell’edificio di origine medievale dove una fortunata ricostruzione degli anni Trenta ha immaginato uno spazio quale teatro ai momenti più suggestivi della storia d’amore di Giulietta e Romeo. La mostra, prodotta da Wolf & Biderman,  è promossa dal Comune di Verona, Direzione Musei d’Arte e Monumenti, in collaborazione con LeoncinoHotels e The Gentleman of Verona Grand Relais.

Uno sfondo completamente nero. Dal buio, emergono i volti di personaggi reali: re, regine, cortigiane o uomini di fede. Quello che li lega è l’intensità dello sguardo e la forza dei sentimenti che i loro volti esprimono. Così Riccardo Bagnoli sceglie di portare letteralmente alla luce una corte contemporanea che nei volti dei suoi protagonisti cela le trame di gesta e di sentimenti senza tempo. Se l’illuminazione e le pose richiamano alla mente le opere pittoriche, il lavoro del fotografo fiorentino non è mai però imitativo. Lo spettatore si accorge immediatamente di essere parte attiva in un gioco in cui uomini e donne contemporanei assumono per “gioco” una parte, pur mantenendo tutte le caratteristiche della loro personalità. E’ l’atteggiamento o un dettaglio dell’abito che suggeriscono, ma non affermano, chi potrebbe essere quel personaggio. Una giovane bionda e certo innamorata potrebbe essere Giulietta, quel ragazzo bruno dai grandi occhi castani è probabilmente Romeo, quell’uomo dai capelli brizzolati e dal collo circondato di pelliccia è sicuramente il Principe o forse no. L’arte sapiente di Riccardo Bagnoli invita al coinvolgimento dello spettatore sia per la forza delle immagini, sia per la dimensione ludica che facilmente si percepisce.

Quale luogo migliore della Casa di Giulietta, amata e frequentata soprattutto da un pubblico giovane, al di là del dato anagrafico, per ospitare la mostra fotografica Buio Reale di Riccardo Bagnoli?

Citando Henri Cartier Bresson, in ogni istantanea si coglie una continua esplorazione che vuole conservare la “scintilla di vita”. Lo spettatore tende ad interpretare l’immagine in base alla propria esperienza e per questo motivo il fotografo deve innanzitutto mobilitare la sua proiezione. Questo è quanto accade osservando i ritratti nel “Buio” godendone la luce “Reale”.

Per dialogare ulteriormente con i visitatori, nell’allestimento è previsto, a partire dal mese di luglio, che il pubblico possa ricevere sui propri account dei contenuti aggiuntivi sulla Casa di Giulietta, sull’opera di Riccardo Bagnoli e sulle foto presenti in mostra attraverso un piccolo cuore con all’interno un chip NFC, che si attiverà sui totem distribuiti all’interno della Casa. È questa una modalità innovativa di interagire con i contenuti della mostra cercando di interpretare le preferenze dei visitatori e soprattutto cercando di adeguarsi agli strumenti della contemporaneità. Sarà anche possibile connettersi attraverso un sito: http://www.homeofj.com

Riccardo Bagnoli nasce a Firenze nel 1963. Lavorando prima come fotografo di moda, e affermandosi poi nel campo della pubblicità, Riccardo Bagnoli diventa uno dei maggiori fotografi di Adv a livello internazionale, tanto che il museo del Louvre custodisce quattro sue opere nel padiglione dedicato all’advertising. Oltre a dedicarsi al mondo della pubblicità, per cui ha vinto alcuni tra i più importanti premi come il Leone d’Oro a Cannes, da sempre intraprende un percorso personale che lo ha portato nel 1996 a una prima mostra di immagini in bianco e nero intitolata “During”. Nel 2001 la rivista Photo gli commissiona una serie di ritratti per una mostra che prenderà il nome di “Heroes”. Dalla collaborazione nel 2008 con il mensile Panorama First nascono le foto per la retrospettiva “Writers”: quindici ritratti di scrittori italiani immortalati nei propri luoghi del pensiero. Nel 2009 partecipa alla Biennale di Venezia con la mostra “The Warriors-I guerrieri”, in collaborazione con l’artista Sandro Chia. Venti guerrieri, copie in terracotta di quelli conservati nel Museo di Xi’an, vengono reinterpretati dal colore di Sandro Chia e dagli scatti di Riccardo Bagnoli che, astraendo le sculture dal loro territorio, ha immaginato nuovi paesaggi, ricercando spazi narrativi a tratti ironici e a tratti lirici, dove questo esercito del colore ha trovato una nuova dimensione. Nel 2013 inaugura una mostra personale alla Fondazione BipielleArte Lodi, dove espone quattro lavori: “Uno”, “Tredici”, “Buio reale”, “Passato prossimo”, realizzati dal 2009 al 2013. E ancora, l’esposizione alla Fondazione Biffi di Piacenza nell’aprile 2014 con il lavoro dedicato al paesaggio e alla montagna. E’ su questo tema delle montagne, imperiose e lontane, spoglie e irraggiungibili, che Bagnoli continua il suo percorso artistico puntando lo sguardo verso quella linea sottile che divide il reale dall’irreale.

Buio Reale di Riccardo Bagnoli

Casa di Giulietta, Verona Via Cappello 23, da martedì a domenica 8,30-19,30 – lunedì 13,30-19,30. Fino al 20 settembre 2015

biglietti: Intero € 6.00 – Ridotto € 4.50 (gruppi min. 15 persone, studenti da 14 a 30 anni e over 60) – € 1.00 (Scolaresche e ragazzi da 8 a 13 anni ) – € 1.00 la 1° domenica del mese per tutti (da gennaio a maggio e da ottobre a dicembre) – Gratis per i possessori di Verona Card.

 

Roberto Bolis

 

 

 

 

Arche Scaligere di Verona aperte tutta l’estate

Anche quest’anno, grazie ad una convenzione fra il Comune di Verona e Legambiente, le Arche Scaligere saranno aperte al pubblico durante il periodo estivo, fino a domenica 27 settembre. A garantire l’apertura e un punto informazioni sul monumento, uno fra i più importanti esempi di arte gotica in Italia, saranno i volontari dell’associazione Legambiente Verona. Le Arche Scaligere saranno visitabili da martedì a domenica dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 18; giorno di chiusura lunedì. Il prezzo del biglietto è di 1 euro; l’ingresso è gratuito per i possessori della Verona Card. L’ingresso nel recinto delle tombe monumentali della famiglia Della Scala, che esercitò la signoria su Verona dal 1277 al 1387, consente al visitatore un punto di vista inedito sulla bellezza gotica delle grandi arche di Mastino II della Scala (morto nel 1351) e del figlio Cansignorio della Scala (morto nel 1375), e sui significati delle sculture che le compongono, figure che glorificano i defunti della dinastia, raccontando la loro accoglienza privilegiata nel paradiso cristiano. Le statue equestri sulla sommità delle architetture troncopiramidali trasfigurano i signori di Verona in cavalieri mistici a protezione della città. Nel recinto si possono ammirare anche i sarcofagi degli scaligeri più antichi, arche semplici, ornate di stemmi. Si distingue la tomba attribuita a Bartolomeo della Scala, con lo stemma a forma di scudo ornato dell’aquila imperiale che sormonta una scala: si tratta dello stemma scaligero più vicino a quello descritto da Dante Alighieri nel canto XVII del Paradiso. Sul retro dell’abside di Santa Maria Antica si trova la prima tomba di Cangrande I della Scala, morto nel 1329: lo scaligero è raffigurato a cavallo tra Maria Maddalena e Giacomo apostolo, i santi celebrati nel giorno della morte del condottiero (22 luglio) e della sua sepoltura (24 luglio). L’arca funebre definitiva di Cangrande fu commissionata dal nipote, Mastino II della Scala, tra gli anni trenta e quaranta del Trecento sopra la porta della chiesa di Santa Maria Antica, in una posizione di assoluto privilegio. Applicata alla parete della sacrestia di Santa Maria Antica vi è la tomba monumentale di Giovanni della Scala, cugino di Mastino II, proveniente dalla chiesa di San Fermo al Ponte, trasferita nel recinto delle Arche Scaligere nel 1831. L’arca di Cansignorio della Scala è stata restaurata tra il 2006 e il 2011 a cura della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Ambientali delle province di Verona Vicenza e Rovigo. Questo intervento ha consentito di apprezzare la bellezza dei marmi scolpiti e le tracce del colore presenti sulle statue. Di recente, grazie a una sponsorizzazione del gruppo Louis Vuitton, sono state realizzate le copie delle quattro statue del recinto che erano state tolte dai pilastri e musealizzate per ragioni conservative nel 1967. Le statue rappresentano figure allegoriche femminili: la Temperanza e la Giustizia (effigiata come Giuditta con la testa di Oloferne) su via Arche Scaligere; e le personificazioni di Verona e di Vicenza, le due città dell’ultimo regno scaligero, su via santa Maria Antica.

Roberto Bolis