Rievocazione storica a Verona, protagonista la principessa Sissi

Si terrà sabato 23 aprile dalle ore 17, con partenza dall’ex Arsenale di Verona, la “Rievocazione storica della visita a Verona della principessa d’Austria Sissi”, organizzata dall’associazione culturale Amici del Teatro con il patrocinio del Comune di Verona e della Regione Veneto. L’evento è stato presentato all’hotel Due Torri dal consigliere incaricato alla Cultura Antonia Pavesi insieme ad Alessandro Bravi presidente dell’Associazione culturale Amici del Teatro. Presenti il presidente di Agsm Energia Giuseppe Stoppato e Roberto Bussola di Banca Mediolanum spa, due dei main sponsor dell’evento. “Un’ occasione – spiega Pavesi – per rinnovare i ricordi di un personaggio molto amato e del gran ballo che la nobiltà veronese e veneta diede in occasione della visita in città dell’imperatrice d’Austria Elisabetta di Baviera. Una bella proposta storico-culturale per la città, giunta quest’anno alla sua seconda edizione, frutto di una fattiva collaborazione tra il Comune ed alcune realtà economiche della città”.

Il programma della giornata prevede, alle 17, inizio sfilata di carrozze d’epoca che dall’ex Arsenale, con passaggio su ponte Castelvecchio, giungerà in piazza Bra dove si svolgerà la prima esibizione di danze ottocentesche, tratte da “Scene da un ballo a palazzo”. Successivamente, il corteo proseguirà lungo Corso Portoni Borsari, per arrivare in piazza delle Erbe e continuare per via Cairoli, piazza Viviani, lungadige Rubele, Sottoriva, via Ponte Pietra, via Massalongo, Corso Santa Anastasia, vicolo Cappelletta, Arche Scaligere fino alla piazza dei Signori, dove si terrà la cerimonia conclusiva dell’omaggio all’Imperatrice da parte della nobiltà veneta, con tutti i gruppi di danza partecipanti. Alle 18, all’hotel Due Torri, incontro con Licia Campi Pezzi, autrice delle due monografie dedicate agli Asburgo: “Sissi: la Regina delle Dolomiti” e “Francesco Giuseppe. Una dinastia al tramonto”. A seguire, alle 20, cena con il ballo in costume ottocentesco accompagnata da musiche del periodo. Ingresso a pagamento con prenotazione. Per informazioni Associazione culturale Amici del Teatro: cell. 333 6455859 – mail amteatro@tin.it.

Gli appuntamenti proseguono domenica 24 aprile, in piazza dei Signori alle ore 17, con musiche e danze in costume tirolese della banda musicale ed il gruppo di Danze VTG Gries di Bolzano.

 

Roberto Bolis

Elisabetta di Baviera

La figura di Francesco Giuseppe, una delle pietre miliari nella politica europea a cavallo tra ‘800 e ‘900, non può essere compresa senza accennare alla bellissima moglie Elisabetta di Wittelsbach o di Baviera, conosciuta come principessa Sissi, ispiratrice di pittori, registi cinematografici e teatrali, presente nella fantasia di molte giovinette per decenni. Elisabetta era di Monaco di Baviera, nata la vigilia di Natale del 1837, figlia di Ludovica di Baviera, del ramo principale della famiglia reale: era infatti zia dell’imperatore. Nel 1853, la madre di Elisabetta e la zia stavano trattando un matrimonio. La figlia più grande di Ludovica, Elena, avrebbe dovuto sposare il giovane imperatore Francesco Giuseppe, dal momento che era opportuno rafforzare la parte tedesca dell’impero. Durante la festa di compleanno di Francesco Giuseppe, nell’agosto di quell’anno, proprio come vuole la più romantica tradizione degli incontri amorosi, i due ragazzi avrebbero dovuto conoscersi per poi concordare il matrimonio. Alla festa avrebbe preso parte anche la triste Elisabetta, che si struggeva per l’amore di un giovane morto da poco, ma che era promessa sposa al fratello più giovane dell’imperatore. Occasione propizia per distrarsi e incontrare il futuro marito. Tuttavia, Francesco Giuseppe appena vide Elisabetta se ne innamorò e non ci fu nulla da fare: il suo volto illuminato dichiarava apertamente il suo amore, che infatti egli dichiarò per tutta la vita alla moglie malgrado il suo comportamento spesso libertino. Si sposarono il 24 aprile 1854 a Vienna. La vita di corte non fu felice per la donna, tuttavia inizialmente rimase molto vicina al marito, soprattutto quando si rese conto che l’Austria non era affatto amata dalle popolazioni ad essa assoggettate, anche se per Elisabetta I ci furono quasi sempre entusiastiche acclamazioni. In breve tempo, la vita di corte divenne insopportabile per Elisabetta che andò a vivere a Madeira per curarsi. Dopo il suicidio del figlio, Elisabetta vestiva sempre di lutto stretto, con il viso celato da una veletta; decise di raggiungere Ginevra in gran segreto, quindi il 10 settembre 1898, mentre si recava a prendere un battello, venne pugnalata dall’anarchico italiano Luigi Lucheni che si era informato sulla sua identità, la sua presenza in Svizzera e il suo modo di vestire. Dapprima ignara della gravità delle ferite, l’imperatrice morì un’ora dopo la pugnalata, nella sua camera d’albergo dove era stata precipitosamente portata dalla dama di compagnia.

 

A.B.