A Palermo il Mec Museum, primo spazio culturale dedicato alla Rivoluzione Informatica

A Palermo il MEC MUSEUM è il primo museo in Sicilia interamente dedicato alla Rivoluzione Informatica. Spazio culturale unico nel suo genere, realizzato al piano nobile del palazzo cinquecentesco Castrone Santa Ninfa con vista impareggiabile sulla Cattedrale di Palermo. Il MEC MUSEUM nasce dalla visione e dalla creatività dell’architetto e imprenditore palermitano Giuseppe Forello, importante collezionista di macchine informatiche della Apple.

Palazzo Castrone Santa Ninfa, Palermo

Ad aprire il calendario culturale del MEC MUSEUM, la prima mostra in Sicilia dedicata proprio al fondatore della Apple e alle sue prodigiose macchine tecnologiche che hanno determinato quella rivoluzione informatica e digitale che ha cambiato il mondo e gli stili di vita di miliardi di persone.

L’esposizione realizzata al MEC MUSEUM Steve Jobs 1955-2011 – Why Join the Navy If You Can Be a Pirate? prende vita grazie alla collaborazione tra Giuseppe Forello e un altro imprenditore italiano, egualmente appassionato e competente di Information Technology, Marco Boglione, fondatore e presidente di BasicNet, primo Marketplace nel settore dell’abbigliamento.

Curata da Cecilia Botta, storica dell’informatica e curatrice di BasicGallery, archivio storico di BasicNet, la temporanea Steve Jobs 1955-2011 – Why Join the Navy If You Can Be a Pirate? è progettata dallo stesso Forello e dal concept designer Francesco Ferla.

La mostra è divisa in otto aree tematiche – Innovazione, Pirati, Seme e frutto, Apple Store, Prototipi, Pixar, Tempio e Competizione – che si snodano attraverso le sette sale del MEC MUSEUM, ripercorrendo la vita del fondatore della Apple e l’evoluzione dei suoi prodotti dal 1976 a oggi. Accanto a icone come il Lisa, il Next Cube e i Macintosh sono esposte le altre macchine informatiche che hanno cambiato per sempre il nostro modo di comunicare, lavorare e vivere. E, su tutte, il rarissimo Apple-1, primo computer creato da Steve Wozniak e Steve Jobs nel 1976, che lo stesso Forello ha definito il Santo Graal della Rivoluzione Informatica. Una rivoluzione tecnologico-digitale che Jobs, con la sua visione, ha trasformato nella più grande rivoluzione culturale di tutti i tempi: quella di rendere l’informazione accessibile a tutti.

Accanto alle macchine informatiche, a tracciare la storia di questa epopea sono gli stessi pionieri della Silicon Valley, che accompagnano il visitatore nell’intero percorso con una serie di video-interviste realizzate da 8-BIT Generation, la più grande library multimediale al mondo dedicata alla Rivoluzione Informatica. Lungo il percorso di visita della mostra sono esposti anche diversi prototipi, alcuni dei quali mai usciti in commercio; foto inedite di Steve Jobs; memorabilia tra cui pupazzi, diapositive, vinili, riviste. Chiude il percorso l’area del Tempio, sezione dedicata all’arte contemporanea e alla fotografia d’autore con un’installazione di Edoardo Dionea Cicconi e – alle pareti – una selezione di fotografie di Jean Pigozzi e Diana Walker.

Why Join the Navy If You Can Be a Pirate? è un viaggio che racconta l’opera e la grandezza di Steve Jobs e che si spinge ben oltre il mondo del digitale e della tecnologia. È la storia di un uomo che, con le sue intuizioni e i suoi prodotti, ha ridisegnato profondamente la nostra società, attivando quell’inarrestabile cascata di trasformazioni che caratterizza il nostro tempo e di cui, ancora, non percepiamo del tutto i confini e la vastità.

Il MEC MUSEUM osserva i seguenti orari di apertura: 9.30-17.30 con ultimo ingresso alle 17.00. Domenica ore 9.00-12.00 e 17.00-20.00. La giornata di chiusura è il lunedì. Sarà possibile anche prenotare le visite e le eventuali cene visitando il sito web della struttura: www.mecmuseum.it.

Il biglietto di ingresso ordinario è di 7 Euro; per studenti e giovani al di sotto dei 18 anni c’è il ridotto a 5 Euro. Previsto anche un ingresso cumulativo famiglie di 15 Euro (tre persone)

 

MEC MUSEUM, Corso Vittorio Emanuele, 452 – Palermo

 

U.S. (anche per la fotografia)

Age &Scarpelli Suite per Roma Sinfonietta

“La Commedia all’Italiana” è il titolo del concerto del Felix Trio che Roma Sinfonietta porta sabato 27 giugno 2020 al Teatro Tor Bella Monaca di via Bruno Cirino. Per soddisfare le richchieste del pubblio il concerto sara eseguito due volte nello stesso giorno, alle 17.30 e alle 21.00.

“Age&Scarpelli Suite” è un progetto musicale nato da un’idea del violoncellista Matteo Scarpelli, figlio di Furio, che vuole così celebrare il centenario della nascita del grande sceneggiatore, suo padre, protagonista indiscusso della cinematografia italiana, ed in particolare della cosiddetta commedia all’italiana, sempre insieme all’inseparabile Agenore Incrocci, più noto col nome d’arte Age. Il programma di questo originale concerto riunisce le musiche più belle dei grandi film della Commedia all’Italiana sceneggiati da Agenore Incrocci e Furio Scarpelli (conosciuti come Age&Scarpelli), che saranno suddivise in quattro Suites, ognuna delle quali composta da diverse colonne sonore arrangiate appositamente da Fabrizio Siciliano per il Felix Ensemble, costituito dal Felix Trio (Riccardo Bonaccini violino, Matte Scarpelli violoncello e Catia Capua pianoforte con l’aggiunta di Aedeo Ariano alla batteria e Maurizio Raimondo al contrabbasso).

Felix Piano Trio

‘La grande guerra’, ‘Sedotta e abbandonata’, ‘C’eravamo tanto amati’, ‘Riusciranno i nostri eroi’, ‘Signore e Signori’, ‘I soliti ignoti’, ‘La banda degli onesti’, ‘Il Postino’ sono solo alcuni dei film con la sceneggiatura di ‘Age&Scarpelli’, la cui musica è stata scritta da celebri compositori quali Nino Rota, Ennio Morricone, Armando Trovajoli, Alessandro Cicognini, Luis Bacalov, Carlo Rustichelli, Fiorenzo Carpi, Pietro Umiliani, Riz Ortolani e Angelo Francesco Lavagnino. Queste musiche ripercorrono un notevole spaccato non solo della musica italiana ma anche della storia del cinema, e in particolare della commedia all’italiana, un genere che Age & Scarpelli hanno creato.

Suonerà una formazione inusuale – diversa dalle abituali orchestre per le musiche da film – che alla struttura classica del trio pianoforte, violino e violoncello unisce contrabbasso e batteria per evidenziare le tinte di jazz, swing e bossa nova volute dall’arrangiatore e per dare unicità al progetto.

Age&Scarpelli

Saranno rigorosamente rispettate le regole per la prevenzione del coronavirus, come il distanziamento sociale e l’obbligo della mascherina.

I biglietti si possono acquistare al costo di € 10,00 (€ 7,50 per gli over 65; € 5,00 per gli studenti), prenotandoli telefonicamente allo 06 2010579 (dal lunedì al sabato dalle 11 alle 19.30).

Per questi due concerti valgono gli abbonamenti alla stagione concertistica dell’Università di Roma “Tor Vergata”, ma gli abbonati dovranno assolutamente prenotare il loro posto telefonando allo 06 2010579.

Mauro Mariani (anche per le fotografie)

Alla Galleria Nazionale dell’Umbria la prima mostra monografica dedicata a Taddeo Di Bartolo

Oltre al normale percorso di visita, alla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia si torna ad ammirare fino al 30 agosto prossimo, la prima ampia monografica dedicata a Taddeo di Bartolo (1362 ca. – 1422), una delle più significative presenze artistiche dell’epoca, in patria e non solo. Da vero e proprio maestro itinerante, infatti, egli trascorse buona parte della carriera spostandosi tra Toscana, Liguria, Umbria e Lazio al servizio di famiglie politicamente ed economicamente potenti, autorità pubbliche, grandi ordini religiosi e confraternite.

Curata da Gail E. Solberg, la più accreditata studiosa del pittore, la mostra presenta circa cento tavole del pittore senese, in grado di ricostruire l’intera sua parabola artistica, dalla fine degli anni ottanta del Trecento, fino al 1420-22, con prestiti provenienti da prestigiosi musei internazionali, quali il Musée des Beux-Arts di Nancy e il Szépmuvészeti Múzeum di Budapest, e con la decisiva collaborazione di enti e istituti italiani.

In un ambiente che ricrea l’interno di una chiesa francescana ad aula, è stato ricostruito l’imponente apparato figurativo della ormai smembrata pala di San Francesco al Prato di Perugia, della quale la Galleria Nazionale dell’Umbria conserva ben 13 elementi. A questi si

aggiungono le parti mancanti, finora individuate, come le sette tavole della predella raffiguranti Storie di san Francesco, conservate tra il Landesmuseum di Hannover (Germania) e il Kasteel Huis Berg a s’-Heerenberg (Paesi Bassi), e il piccolo San Sebastiano del Museo di Capodimonte a Napoli, che probabilmente decorava uno dei piloni della carpenteria.

Dal Palazzo Ducale di Gubbio giungono le otto tavolette, dipinte a tempera su fondo oro con figure di Santi, originariamente appartenute al polittico della chiesa eugubina di San Domenico. Questi lavori di Taddeo di Bartolo sono stati recentemente acquisiti dal MiBACT, che ha esercitato il diritto di prelazione riconoscendo in essi un eccezionale interesse storico-artistico, restituendoli così al patrimonio culturale della città.

La mostra documenta inoltre le altre tipologie di opere, come gli stendardi processionali o le piccole tavole di devozione privata, consentendo una ricostruzione quanto più completa del suo catalogo.

Si tratta quindi di una panoramica completa dell’arte di Taddeo, dalla prima opera firmata e datata – alla quale apparteneva l’Annunciazione del KODE Museum di Bergen (Norvegia) (1389) – fino alla Madonna Avvocata del Museo di Arte Sacra di Orte (VT), del 1420, passando attraverso prove capitali della sua carriera quali il polittico di Montepulciano, di cui si espongono le tre cuspidi, e l’imponente polittico della Pinacoteca di Volterra (PI).

L’importante attività di Taddeo di Bartolo come frescante è illustrata da una ricostruzione video in 3D dei murali di Palazzo Pubblico, parte di un ricco apparato multimediale che si ripropone di documentare i restauri e le indagini diagnostiche eseguiti in occasione della mostra, grazie al contributo della Galleria Nazionale dell’Umbria, e di illustrare l’altissima qualità tecnica e stilistica della produzione di questo grande maestro.

L’esposizione è accompagnata da un catalogo scientifico bilingue (italiano e inglese) edito da Silvana Editoriale, contenente saggi di Gail E. Solberg, Emanuele Zappasodi, Veruska Picchiarelli, Donal Cooper e Alberto Sartore, Machtelt Brüggen Israëls, Christa Gardner von Teuffel, Daniele Costantini, Cristina Tomassetti ed Emanuela Massa.

Com’è ormai consuetudine della Galleria, in occasione della mostra è stata realizzata anche una pubblicazione ad hoc per il pubblico dei più piccoli, una favola-racconto su Taddeo scritta da Carla Scagliosi, funzionario storico dell’arte della Galleria, illustrata dalla disegnatrice Chiara Galletti ed edita da Aguaplano.

 

Taddeo Di Bartolo, Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria (corso Pietro Vannucci, 19), fino al 30 agosto 2020

Informazioni: Tel. 075.58668436; gan-umb@beniculturali.it;

  

U.S. (anche per le foto di Marco Giugliarelli)

 

 

Il caso Simonino al Buonconsiglio

 

Prosegue l’iniziativa “Ti presento l’opera“, ogni settimana il museo presenta al pubblico un’opera delle collezioni, poco nota perché da tempo non esposta o rientrata dopo un intervento di restauro: un’ulteriore occasione per poter ammirare e riappropriarsi del patrimonio artistico locale. Ogni martedì alle 17.30 l’opera viene illustrata da un conservatore che accompagna i partecipanti nella sua lettura e nella sua storia.

Oggi alle 17.30, Laura Dal Prà parlerà del famoso caso Simonino.

Solo recentemente esposto al pubblico, il frammento d’affresco fa parte di uno dei più antichi cicli dedicati alla tragica vicenda di Simonino da Trento, il cui corpo senza vita fu ritrovato nel 1475 nei pressi delle case dove risiedeva la piccola comunità ebraica di Trento.

Prenotazione obbligatoria – posti limitati – on line o telefonando Servizi educativi del museo 0461 492811 (lun>ven 9>13 14>16)
tariffa 1,00 €.

 

 

 

La conquista dell’impero e le leggi razziali tra cinema e memoria

Mercoledì 24 giugno alle ore 16:00, in diretta streaming (https://www.facebook.com/archivioaamod/) sulla pagina ufficiale FB dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico andrà in onda la prima presentazione del numero Venti degli Annali AAMOD, pubblicato da Effigi edizioni. Il volume, dal titolo “La conquista dell’Impero e le leggi razziali tra cinema e memoria”, è stato realizzato in seguito all’omonima manifestazione svoltasi nel 2018 alla Casa del Cinema di Roma, promossa in collaborazione con l‘Istituto Luce Cinecittà.

Si tratta di un numero monografico, coordinato da Paola Scarnati e a cura di Carlo Felice Casula, Giovanni Spagnoletti e Alessandro Triulzi, incentrato sulla memoria del nostro passato coloniale, tuttora disattesa in Italia. Nel ricordo e studio di tali momenti della nostra storia – tra imprese e asprezze – si tenta di recuperarne gli aspetti intrinseci per poter analizzare in maniera più consapevole la stessa complessa società contemporanea e di coglierne le sfide offerte al nostro vivere e convivere.

Il volume, strutturato in due parti – vuole dare un contributo significativo tanto sulla fisionomia dell’impero italiano nell’Africa Orientale quanto sugli apparati e gli stilemi del consenso. Nella prima parte sono infatti indagate le stratificazioni della memoria e degli immaginari in Italia e nel Corno d’Africa, con documenti che indagano sugli ambigui rapporti tra generi, abitazioni di coloni e sudditi, scuola e rapporti sociali filtrati e diffusi da un forte razzismo istituzionale. Nella seconda parte sono invece analizzati i film di maggior successo del pubblico di allora, insieme ai sorvegliati documentari e cinegiornali dell’Istituto Luce risalenti agli anni Trenta e Quaranta del XX secolo, e alla rinnovata attenzione dell’attuale produzione del cinema documentario e di finzione su tali temi e fenomeni.

Il volume è stato realizzato con il contributo della Direzione Generale Biblioteche e Diritto d’Autore – Mibact.

Ad intervenire, introdotti da Aurora Palandrani dell’AAMOD, saranno i curatori Carlo Felice Casula, Giovanni Spagnoletti, Alessandro Triulzi e Mario Papalini delle Edizioni Effigi. L’incontro sarà coordinato da Vincenzo Vita, Presidente dell’Archivio.

 

Elisabetta Castiglioni

UNESCO. Appello al governo

Anche il Comune di Verona fra gli enti firmatari della richiesta d’aiuto rivolta dall’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale al Presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte, al ministro Dario Franceschini, al presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco Franco Bernabè e ad Antonio Decaro, presidente dell’ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani.

Sostegni economici ad hoc e una revisione dei criteri di erogazione delle risorse a disposizione degli Enti che gestiscono i siti del Patrimonio Mondiale Italiano.

Questi, in sintesi, i punti principali della richiesta d’aiuto con la quale i Comuni, nel cui territorio insiste un sito del Patrimonio Mondiale, oggi alle prese con le dure conseguenze economiche dell’emergenza Coronavirus, chiedono al Governo sostegni concreti contro la crisi.

Un appello, affinché possano continuare ad adempiere alle disposizioni della convenzione sulla protezione del Patrimonio Mondiale culturale e naturale adottata dall’Unesco nel 1972.

Fra le richieste, sottoscritte dall’assessore al Bilancio e Rapporti con UNESCO Francesca Toffali, anche la possibilità di attingere, quando disponibile, all’avanzo di amministrazione di parte libera e destinata, ma anche a quello vincolato, fornendo in questo modo, nei bilanci correnti dei Comuni, risorse sufficienti per coprire le mancate entrate nel periodo dell’emergenza, senza necessariamente prevedere ulteriori iniezioni di risorse. E, ancora, la possibilità di trattenere il gettito sull’Imposta Municipale Propria (IMU) destinato allo Stato e di stabilire una “soglia di solidarietà” al Fondo di Solidarietà Comunale oltre la quale bloccare il contributo dei singoli Comuni.

Inoltre, la riduzione delle somme da destinare al Fondo Crediti di dubbia esigibilità (FCDE); la predisposizione di norme nazionali che permettano ai singoli Comuni, nel cui territorio insiste un sito del Patrimonio Mondiale, di rientrare di eventuali disequilibri di bilancio in un tempo congruo con la situazione (ad esempio 10 anni) e contrastare, in questo modo, il rischio di commissariamento.

Un’attenzione particolare è rivolta a locatori e affittuari. Nell’appello di aiuto, infatti, è proposta una norma “blocca affitti”, che possa consentire la pace sociale tra locatori e locatari, dando certezza del diritto, evitando contenziosi e scongiurando, in contesti di pregio come quelli del Patrimonio Mondiale, azioni di speculazione finanziaria che snaturerebbero per sempre il volto dei nostri borghi e territori.

Infine, viene fatto presente che anche lo strumento del credito di imposta andrebbe potenziato per i locatori, estendendolo a tutto l’anno 2020 e allargandolo anche alle categorie catastali C/2(Magazzini e locali deposito), C/3 (Laboratori per arti e mestieri), D/2 (Alberghi e pensioni), A/10 Uffici e studi privati, oltre alle botteghe e negozi (C/1).

“I beni UNESCO sono patrimonio dell’umanità, la responsabilità della loro tutela è grande, ma nessuno è più in grado di onorarla – sottolinea l’assessore Toffali -. Ci troviamo a contrastare una crisi economico-sociale straordinaria, di cui è ancora difficile definirne i contorni e, soprattutto, la dimensione delle conseguenze. Il Comune di Verona, fra gli enti componenti del direttivo dell’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale, è tra i sostenitori di questa nuova ed importante richiesta di aiuto. Non si tratta di soluzioni differibili, ma di interventi urgenti, unica via possibile per dare ai Comuni le risorse necessarie per andare avanti. In altro modo, come per molti altri ambiti del servizio pubblico locale, come ben evidenziato nell’appello dell’associazione, non potremo garantire la salvaguardia dei beni Unesco. Si tratta di un valore storico-culturale che rende questo Paese unico al mondo e che, per questo, è responsabilità dell’intera Nazione preservare. Per far ripartire davvero il tessuto economico italiano, nazionale e locale, la volontà deve passare dalle parole ai fatti. Ci aspettiamo che da parte del Governo sia messo in atto un preciso programma di aiuto. Attendere non è davvero più possibile”.

 

Roberto Bolis

 

 

“Carousel” a Torino

Dal 17 settembre all’8 dicembre, CAMERA-Centro Italiano per la Fotografia- ospita «Carousel», un percorso all’interno dell’eclettica carriera di Paolo Ventura (Milano, 1968), uno degli artisti italiani più riconosciuti e apprezzati in Italia e all’estero. Dopo aver lavorato per anni come fotografo di moda, all’inizio degli anni Duemila si trasferisce a New York per dedicarsi alla propria ricerca artistica. Sin dalle sue prime opere Ventura unisce alla grande capacità manuale una particolare visione poetica del mondo, costruendo delle scenografie all’interno delle quali prendono vita brevi storie fiabesche e surreali, immortalate poi dalla macchina fotografica. Con «War Souvenir» (2005), rielaborazione delle atmosfere della Prima Guerra Mondiale attraverso piccoli set teatrali e burattini, ottiene i primi importanti riconoscimenti, come l’inserimento all’interno del documentario della BBC «The Genius of Photography» nel 2007. Dopo dieci anni negli Stati Uniti, rientra in Italia dove realizza alcuni dei suoi progetti più celebri, all’interno dei quali mescola fotografia, pittura, scultura e teatro, come ad esempio nella scenografia di «Pagliacci» di Ruggero Leoncavallo, frutto dell’importante collaborazione con il Teatro Regio di Torino, di cui CAMERA ha esposto alcuni lavori preparatori a gennaio del 2017.
In quest’occasione le sale del museo ospitano alcune delle opere più suggestive degli ultimi quindici anni, provenienti da svariate collezioni, oltre che dallo studio dell’artista, in un’assoluta commistione di linguaggi che comprende disegni, modellini, scenografie, maschere di cartapesta e costumi teatrali. Non si tratta, tuttavia, di un percorso lineare né di una retrospettiva, quanto piuttosto di una messa in scena di tutti i temi ricorrenti della sua poetica, fra i quali spiccano quello del doppio e della finzione. Le prime sale dello spazio espositivo torinese diventano quindi un’autentica full immersion nella poetica di Ventura, un vero e proprio ingresso all’officina dove nascono e si compongono le storie elaborate dall’artista. Un viaggio e un racconto, dunque, secondo quelli che sono i temi e le modalità espressive predilette da Ventura, rappresentante di una fotografia volutamente narrativa: non a caso, i testi che accompagneranno questo percorso saranno stesi e scritti direttamente dall’artista, che diviene la voce narrante della mostra.
La seconda metà dell’esposizione sarà invece dedicata interamente a due nuovi e inediti progetti: il primo è “Grazia Ricevuta”, rivisitazione affettuosamente ironica del tema dell’ex voto, che Ventura naturalmente rielabora a partire dalla manipolazione dell’immagine e dalla presenza costante della sua figura e di quella delle persone a lui vicine. Un ulteriore affondo nella cultura popolare, così amata e ben conosciuta da Ventura, una cultura che da sempre fornisce icone e tematiche al multiforme artista milanese. Il secondo lavoro inedito è l’esito della partecipazione di Ventura al programma “ICCD/Artisti in residenza”, avviato a partire dal 2017 dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione di Roma, ed esposto per la prima volta grazie alla collaborazione fra CAMERA e l’Istituto del MiBACT. Sulla scorta della riflessione sulla rappresentazione delle vicende risorgimentali, Ventura indaga il tema della guerra e della sua rappresentazione in fotografia, influenzata dalla difficile accettazione della modernità del mezzo fotografico in un paese fortemente legato alla tradizione come l’Italia del XIX secolo. Tutto questo attraverso il romanzesco rinvenimento di una serie di rare carte salate risalenti al periodo risorgimentale, nel corso della residenza romana dell’artista.

Conclude la mostra una grande e spettacolare installazione, che trasforma l’intero lungo corridoio di CAMERA nel palcoscenico sul quale appare e si sviluppa una città immaginaria, composta dalle tante architetture realizzate da Ventura nel corso degli anni, riassemblate e reinventate per questa occasione in un allestimento di grande suggestione.
Curata da Walter Guadagnini la mostra sarà accompagnata da un volume monografico, pubblicato da Silvana Editoriale, che ripercorre per la prima volta in modo esaustivo e organico tutte le tappe salienti della ricerca dell’artista.
CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia
Via delle Rosine 18, 10123 – Torino http://www.camera.to |camera@camera.to
Orari di apertura (Ultimo ingresso, 30 minuti prima della chiusura): dal lunedì alla domenica 11/19; martedì chiuso

S.E. (anche per l’immagine)

D’estate al Chiostro a Brescia

Il Centro Teatrale Bresciano presenta la rassegna estiva 2020 D’estate al Chiostro. Sette letture sceniche per ricominciare, un calendario di appuntamenti che, dopo questi lunghi mesi di lontananza, riprende il filo del dialogo con artisti e pubblico, per ritrovarsi insieme in quel luogo magico e simbolo di comunità che è il teatro.

Per questa particolare estate il Centro Teatrale Bresciano presenta, nello spazio raccolto e poetico del Chiostro del Monastero di

Elena Bucci e Marco Sgrosso (foto di Aleksandra Pawloff)

Santa Chiara, una rassegna di letture sceniche tenute da alcuni dei più grandi artisti della scena italiana, legati al CTB e alla città da lunga collaborazione e amicizia, e che saranno protagonisti delle produzioni dello Stabile bresciano della prossima Stagione.

Dal 16 luglio al 6 agosto, sempre alle ore 21.30, il Chiostro del Teatro Mina Mezzadri di Brescia (Contrada Santa Chiara 50/A) ospiterà sette appuntamenti animati da attori e attrici di immenso talento come Maria Paiato, Elena Bucci e Marco Sgrosso, Ludovica Modugno, Lucilla Giagnoni, Simone Cristicchi, Graziano Piazza e Viola Graziosi, Fausto Cabra.

Ludovica Modugno

Gli artisti chiamati dal CTB presenteranno alcuni pezzi per solisti o a due voci: coinvolgenti letture, nuove drammaturgie o elaborazioni originali di grandi testi letterari e teatrali che, grazie alla loro straordinaria bravura, prenderanno vita tra le arcate del chiostro illuminato dalle suggestive luci di Cesare Agoni, in sette serate teatrali dove protagonisti assoluti saranno la parola e l’ascolto.

Una rassegna ad alta temperatura culturale, concepita e realizzata nel rispetto di ogni misura di sicurezza per il pubblico, per riallacciare dopo la lunga pausa di questi mesi il rapporto unico e speciale tra spettatori e artisti, e per vivere l’estate in città in compagnia delle emozioni insostituibili del teatro.

Viola Graziosi

Fondamentale per la riuscita di questa iniziativa è il sostegno del Comune di Brescia cui va il più sentito ringraziamento del Centro Teatrale Bresciano, così come all’Università degli Studi di Brescia per la preziosa collaborazione e disponibilità.

S’inizia giovedì 16 luglio con la straordinaria Maria Paiato, protagonista di Una e una notte. Omaggio a Flaiano. Attrice di immenso talento, Maria Paiato è interprete di un omaggio a un grande maestro di scrittura e ironia, Ennio Flaiano,con un divertente assolo teatrale tratto dal romanzo breve Una e una notte. La lettura ripercorre una folle notte vissuta da Graziano, giovane aspirante giornalista, che vive in una caotica Roma degli anni ’60.

Elena Bucci e Marco Sgrosso sono i protagonisti dell’appuntamento di lunedì20 luglio, intitolato All’antica italiana. Storie di gente di teatro. La lettura, ispirata al libro Il teatro all’antica italiana di Sergio Tofano, racconta i misteri, le bellezze e le miserie del teatro prima del cinema e della televisione. Con magistrale talento e poesia, Elena Bucci e Marco Sgrosso ripercorrono i riti, le delusioni, le rivoluzioni di una comunità nomade e girovaga costituita da suggeritori, trovarobe, guitti, capocomici, primedonne, cantanti, brillanti, portaceste, ba­lie…

Graziano Piazza (foto di Maria Pia Ballarino)

L’altra verità. Diario di una diversa è il titolo dell’appuntamento di giovedì 23 luglio con Ludovica Modugno che presenta il racconto emozionante della vita di Alda Merini. Un viaggio attraverso una parabola umana e artistica unica, fatto di parole, poesia, leggerezza e ironia, caratteristiche che sempre illuminano le grandi intelligenze.

Simone Cristicchi

Lucilla Giagnoni è protagonista della lettura in programma lunedì 27 luglio,TERRA. Una carta dei diritti. Con l’inconfondibile stile cui ci ha abituati, l’attrice offrirà una meditazione teatrale intorno ai temi proposti dalla Carta della Terra – la dichiarazione di principi etici fondamentali per la costruzione di una società globale giusta, sostenibile e pacifica – messi in relazione con gli esempi di alcuni straordinari personaggi come Edipo, Antigone e San Francesco.

Giovedì 30 luglio andrà in scena tutto il talento di Simone Cristicchi in una serata dal titolo Li romani in Russia. Tratto dall’omonimo poema in versi di Elia Marcelli, il monologo racconta l’orrore della guerra attraverso la voce di chi l’ha vissuta in prima persona. Simone Cristicchi interpreterà una galleria di personaggi, raccontando con passione e coinvolgimento questa tragica epopea, in un monologo corale e commovente in cui trovano spazio anche momenti ironici e divertenti.

Fausto Cabra (foto di Umberto Favretto)

Lunedì 3 agosto Graziano Piazza e Viola Graziosi saranno interpreti di Shakespeare for dummies / Sogno di una notte di mezza estate, un inedito racconto delle meravigliose storie immaginate dal bardo, un viaggio tra gli amori intricati e incostanti di due mondi: quello del bosco fatato e quella corte del Duca di Atene.

Ultimo appuntamento, giovedì 6 agosto,Fausto Cabra e Mimosa Campironi presenteranno Il grande inquisitore. Una lettura Jazz. Fausto Cabra rilegge le vertiginose pagine sul Grande Inquisitore da I fratelli Karamazov. Al suo fianco, in un esperimento di improvvisazione e contaminazione tra le voci di numerosi strumenti e la parola, ci sarà la musicista Mimosa Campironi.

 

Veronica Verzeletti (anche per le fotografie)

Riaperta la Casa di Giulietta. Turisti in coda per accedere al celebre balcone

Ha riaperto ai turisti e alle visite il museo Casa di Giulietta. Si completa così il percorso museale che conduce al celebre balcone dopo che, esattamente una settimana fa, era tornato accessibile ai visitatori di tutto il mondo il cortile con la statua dell’eroina shakespeariana.

Sboarina e Briani aprono il portone della Casa di Giulietta

La Casa sarà aperta da martedì a domenica, dalle 11 alle 17, con nuove modalità di entrata per garantire la sicurezza dei visitatori e degli operatori. Il protocollo prevede che possano essere presenti contemporaneamente nel museo, al massimo 18 persone, l’accesso è consentito solo con mascherina e mantenendo la distanza di 1 metro tra i visitatori. Entrata e uscita dall’edificio sono separate.

Proprio per evitare inutili code, vista la possibilità che i biglietti si esauriscano velocemente, si consiglia di acquistare il ticket online su museiverona.com, prenotando anche l’orario di ingresso. L’ultimo ingresso prenotabile per la Casa è alle 16.30.

L’accesso al cortile è libero, seppur limitato a un massimo di 26 persone presenti contemporaneamente, con obbligo di indossare la mascherina. Il cortile rimarrà aperto tutti i giorni, dalle 11 alle 17, e all’esterno il servizio di vigilanza contingenterà gli ingressi, fornendo ai visitatori le indicazioni sui comportamenti da seguire.

“La settimana scorsa abbiamo aperto il cortile – ha detto il sindaco Federico Sboarina – oggi la Casa dando così ai tanti innamorati la possibilità di accedere al balcone. Anche oggi, come sabato scorso, c’è una coda consistente di turisti e questo è un bel segnale. È la risposta migliore alla promozione che stiamo facendo di Verona attraverso molti canali. La nota positiva è che la città comincia a ripopolarsi: lo vediamo dai dati degli ingressi in Arena, qui alla Casa di Giulietta e dai numeri delle presenza in città. Stiamo procedendo alla riapertura di tutti i luoghi di interesse nonostante la gestione non sia banale, visto che dobbiamo definire appositi protocolli per l’accesso ad ogni museo. Ma lo facciamo perché Verona è questa, con tante cose da vedere e i turisti che arrivano e hanno voglia di visitarla. Per questo stiamo lavorando senza sosta, con l’auspicio che quella che sta arrivando sia un’estate il più normale possibile”.

“È un grande sforzo quello che sta facendo l’Amministrazione comunale – ha detto l’assessore alla Cultura Francesca Briani – però pensiamo che ripartire dai luoghi della cultura, come la Casa di Giulietta, l’Arena e le biblioteche sia strategico per Verona. I numeri degli ingressi dei nostri monumenti rappresentano un segnale di ripartenza molto positivo: anche oggi in città c’è parecchia gente, le visite guidate che abbiamo riavviato da ieri sono state un grande successo e questo non può che farci piacere. Ricordo che anche per questo sito i protocolli sono stringenti, perciò il consiglio è quello di prenotare l’ingresso alla Casa di Giulietta acquistando il biglietto on line per evitare assembramenti e inutili code, soprattutto in vista di un ulteriore aumento delle presenze turistiche in città”.

 

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

A Parma Capitale Italiana della Cultura una nuova piattaforma e una app

Parma Capitale Italiana della Cultura non si è fermata e, in virtù della proroga del titolo anche per il 2021, ha lavorato sul suo palinsesto di iniziative – bruscamente interrotte a causa dell’emergenza sanitaria – rimodulato e arricchito di nuove riflessioni scaturite dal recente vissuto, che ha così profondamente mutato il nostro modo di vivere.

La cultura torna quindi a battere il tempo,riappropriandosi dei suoi spazi, consolidando il legame di Parma con il suo territorio e riprendendo a scandire, con rinnovato vigore, la vita della città. La rinascita non può prescindere dalla cultura: ne è testimonianza il ricco programma di eventi, spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche, concerti musicali, incontri con autori, performance di danza, laboratori per bambini, senza dimenticare i musei e le mostre ospitate nei luoghi culturali della città (www.parma2020.it).

Ma la ripartenza di Parma avviene anche sotto il segno dell’innovazione digitale: la Capitale della Cultura si presenta infatti a cittadini e turisti tecnologicamente all’avanguardia, grazie al lancio di una nuova piattaforma, una app, una carde un nuovo sito di networking per il volontariato, strumenti per coniugare cultura, tradizione e sguardo al futuro, fulcro del suo progetto di candidatura,che forniranno a cittadini e visitatori un modo nuovo di scoprire la città, con tantissimi vantaggi e una tecnologia di ultima generazione alla portata di tutti.

«Trasformiamo il dramma della pandemia in un’opportunità: non solo non abbiamo perso il programma di Parma Capitale della Cultura, ma utilizzeremo i mesi del 2020 per ampliare il calendario di appuntamenti verso il clou del prossimo anno» dichiara Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia-Romagna «Avevamo detto che non avremmo permesso al virus di cancellare questo riconoscimento e rinnovo il ringraziamento alle istituzioni, agli organizzatori, al Governo e al ministro Franceschini per aver prorogato al 2021 le iniziative di Parma Capitale. È una grande opportunità per la città e per tutto il territorio emiliano-romagnolo: utilizzeremo questo periodo per rendere questo evento ancora più speciale».

«Parma Capitale è tornata, ma a dire il vero non se n’è mai andata. L’emergenza vissuta ha cambiato parte dei nostri ritmi e delle nostre priorità, per questo avvertiamo oggi più che mai il bisogno di ripartire e di riprenderci quel che in questi mesi ci è stato improvvisamente tolto» commenta Federico Pizzarotti, Sindaco di Parma. «Per Parma Capitale non ci saranno cambiamenti progettuali, ma nuove idee e strumenti messi a disposizione dalla tecnologia. Ancora una volta, soprattutto oggi, siamo convinti che la cultura dovrà funzionare da collante nella società: ripartire dalla cultura per ripensare le città, l’Italia e il nostro mondo, in un momento difficile e in continua evoluzione».

«Parma Capitale Italiana della Cultura aveva costruito il suo discorso e ogni suo progetto a partire dal tema della rigenerazione del Tempo, chiedendosi come la cultura può trasformare il nostro vivere la memoria, il presente e le sfide che il futuro richiede» aggiunge Michele Guerra, Assessore alla Cultura del Comune di Parma «Mai come oggi, nel pieno della metamorfosi sociale, culturale ed economica che siamo stati costretti a fronteggiare, avvertiamo che è possibile ripartire da dove siamo stati interrotti. Nessuno stravolgimento di una linea progettuale che sa ancora parlarci con voce chiara e autorevole, ma nuovi strumenti che ci mettano in condizione di comprendere come debba essere la cultura, in tutte le sue forme, a favorire il riavvicinamento sociale e darci nuova consapevolezza rispetto ai tempi di vita che dobbiamo ricostruire».

 

Delos (anche per l’immagine)