Workshop Eurasia 2015 a Roma

Approfondire le politiche istituzionali e le strategie delle imprese finalizzate a creare opportunità di partnership con gli operatori economici dei paesi asiatici, a fronte dei nuovi trend di sviluppo sociale ed economico e delle nuove sfide poste dalla crescente urbanizzazione: questi sono gli obiettivi di Workshop Eurasia, iniziativa pluriennale di promozione internazionale nata sotto gli auspici del Ministero degli Affari Esteri e avviata congiuntamente da AGI (Agenzia Giornalistica Italia/Gruppo Eni), Unindustria Lazio e Fondazione Terzo Pilastro, che si avvia alla sua seconda edizione. Lunedì 22 e martedì 23 giugno, a Roma, presso il Palazzo della Camera di Commercio avranno luogo, in collaborazione con la Regione Lazio e la Camera di Commercio Italiana a Singapore, tre sessioni tematiche e tre focus di approfondimento.

L’iniziativa prende quest’anno spunto da alcuni significativi dati emersi in relazione al mercato asiatico, tra cui il previsto incremento oltre il 7% dell’export italiano nel triennio 2015-2018; la crescita in Cina di una classe di nuovi consumatori che cerca il “made in Italy” come garanzia di qualità; l’abbattimento delle dogane dei paesi Asean a fine 2015 (un mercato unico con oltre 600 mln di consumatori e un PIL aggregato di oltre 2.300 mld $); il grande piano per le infrastrutture che sta partendo in Cina e nei Paesi Asean (finanziato da organismi multilaterali a cui aderisce anche l’Italia, quali l’Asian Infrastructure Investment bank, l’Asian Development Bank, l’Asean Infrastructure Fund).

Con queste premesse e a tale proposito, gli obiettivi degli incontri, legati al commercio, agli industriali e alle imprese, intendono rafforzare la cooperazione tra Italia ed i paesi dell’Estremo Oriente, presentando i trend di crescita dei Paesi asiatici, con uno speciale riguardo alle opportunità per l’industria agroalimentare italiana, i modelli per favorire l’attrazione di investimenti in Italia, l’apertura del mercato asiatico delle infrastrutture e lo sviluppo di collaborazioni con reti internazionali permanenti, Regioni e grandi aree Urbane come quelle di Tianjin e Chongqing.

I lavori saranno aperti dal Sottosegretario agli Affari Esteri, Sen. Benedetto della Vedova e chiusi dal console Italiano a Chongqing Sergio Maffettone.

Tra i relatori presenti si segnalano le partecipazioni di: Mme Yu Lu, Vice Presidente della Camera Agroalimentare Cinese, che in seguito al suo intervento sulle possibili integrazioni tra le aziende italiane e le preferenze dei nuovi consumatori cinesi (l’utilizzo dell’affermatissimo e-commerce in Asia sarà uno degli argomenti trattati) incontrerà delegazioni di produttori agroalimentari italiani per aprire nuove relazioni commerciali; Mr Zhu Zhenmin, Managing Director di Genertech (agenzia di stato cinese), che indicherà le strategie da seguire per attrarre capitali dalla Cina; Saby Mitra, Capo Economista dell’Asian Development Bank, che presenterà il piano di infrastrutture finanziato dalla ADB e di come sarà possibile partecipare alle gare internazionali; Li Guotian, Direttore dell’Agenzia per il Commercio Estero di Chongqing (oltre 30 milioni di abitanti, snodo logistico della Cina continentale) che parteciperà al Workshop per inizializzare una collaborazione stabile nel settore del Trading. 

IL PROGRAMMA

Lunedi 22 giugno Sala del Tempio di Adriano, Piazza di Pietra 9.30 // Accoglienza Giancarlo Cremonesi Presidente Camera di Commercio di Roma 9.45 // Apertura Guido Fabiani Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Lazio Benedetto Della Vedova Sottosegretario Ministero Italiano degli Affari Esteri 10.30 // PRIMA SESSIONE UNA PANORAMICA DI MODELLI DI SVILUPPO DIVERSI Presidente: Eugenio Occorsio Giornalista economico Ferdinando Nelli Feroci Presidente Simest / Presidente Istituto Internazionale per gli affari Quadro e prospettive degli accordi internazionali per la liberalizzazione del commercio nell’area eurasiatica Lim Hong Hin Vice segretario generale Asean Prospettive del mercato comune Asean Li Zhen Vice Direttore Divisione Cooperazione economica estera Commissione Commerciale Shanghai La crescita dell’economia cinese: la debolezza e punti di forza Tetsuro Fukunaga Direttore Esecutivo JMC – Giappone Macchine Centro per il Commercio e gli Investimenti, Ufficio di Bruxelles Abenomics e la ripresa dell’economia giapponese Riccardo Maria Monti Presidente Trade Agency Italiana Il Made in Italy e nuovi consumatori asiatici Li Guotian Vice Direttore Chongqing commercio estero e Commissione Economica Il modello di Chongqing come un area urbana in rapido sviluppo 12.30 // FOCUS: L’AGROALIMENTARE ITALIANO E I NUOVI MERCATI ASIATICI Paolo De Castro Presidente Commissione Agricoltura European Parlament Il mercato alimentare italiano e i crescenti mercati asiatici Yu Lu Vice presidente prodotti alimentari importati Camera di Commercio della Cina Il mercato alimentare interno cinese e le potenzialità per i prodotti italiani 13.30 // Light Lunch 15.00 // SECONDA SESSIONE INVESTIMENTI E INFRASTRUTTURE Presidente: Attilio Tranquilli Vice Presidente Unindustria Lazio Massimo D’Aiuto Ceo Simest Il quadro complessivo degli investimenti italiani nei mercati asiatici Marco Nicolini Partner Law Firm Chiomenti Investimenti cinesi in Italia: un paio di fattori chiave e temi Zhu Zhenmin General Manager Italia Cina General Technology Tenere Trend di investimenti cinesi in Italia, strategie e metodi Peter Franz Gontha Ambasciatore di Indonesia in Polonia Il prossimo decennio Indonesia – Asean contro Global Trade: opportunità per gli investimenti e le sfide delle infrastrutture Saby Mitra Chief Economist Banca asiatica di sviluppo Infrastrutture asiatici e opportunità. La prospettiva ADB Chang-Hee Yim Managing Director dell’ufficio POSCO Europa La connettività tra POSCO e Eurasia Zhang Dengwen Presidente Xiyong Euro Brand Center Il commercio on line nel mercato cinese, una opportunità di investimento Alice M.K. Choi Vice Rappresentante per Hong Kong Ufficio Economico Europa Hong Kong come la porta d’ingresso per le imprese italiane in Cina e in Asia Alfredo Ingletti Vice Presidente OICE Il know-how italiano nel settore asiatico delle infrastrutture 17.45 // Osservazioni conclusive Federico Donato Presidente Camera di Commercio Italiana a Singapore.

Martedì 23 giugno Sala del Consiglio della Camera di Commercio, Via de Burrò 147 9.30 // TERZA SESSIONE NUOVE PROPOSTE CULTURALI LUNGO LE STRADE DELLA SETA Presidente: Francesco Marcolini Coordinatore Workshop Eurasia 2015 Keynote Speaker Emmanuele F.M. Emanuele Presidente Fondazione Terzo Pilastro Gianni Di Giovanni Ceo Agenzia Giornalistica Italia – Agi Una nuova piattaforma per condividere le informazioni Riccardo Tozzi Presidente Anica La co-produzione di film con partner asiatici Zhang Jianda Consigliere Culturale P.R. della Cina in Italia La cooperazione culturale tra Italia e Cina, iniziative e prospettive 11.00 // FOCUS: CINA – ITALIA BUONE PRATICHE: TIANJIN An Limin Vice Direttore di Tianjin NDRC – Commissione sviluppo nazionale Riforme Luigi Campitelli Direttore Generale Internazionalizzazione Lazio Innova La Cooperazione tra Cina ed Europa: Lazio-Tianjin come un esempio transregionale di successo 12.00 // FOCUS: PROSPETTIVE CINA – ITALIA: Chongqing Li Guotian Vice Direttore Chongqing commercio estero e della Commissione Economica Chongqing – il più aperto Inland nell’Economia della Cina Zhang Dengwen Presidente Xiyong Euro Brand Center Opportunità commerciali a Chongqing e transfrontaliera e-commerce 13.00 // Osservazioni conclusive Sergio Maffettone Console italiano Ministero degli Affari Esteri a Chongqing.

È d’obbligo la registrazione per poter accedere all’evento.

 

Elisabetta Castiglioni

 

Malala scelta per un tema alla maturità. Il commento di Amnesty International

“Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo”: “É giusto e importante che queste belle parole di Malala Yousafzai siano state proposte ai ragazzi che affrontano l’esame di maturità” – ha dichiarato Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia. In un momento storico nel quale scuole e università sono attaccate da gruppi estremistici (come al-Shabab, il gruppo responsabile della strage nell’università keniota di Garissa o Boko haram in Nigeria), che calpestano i diritti umani e ancor prima li ignorano, Malala offre al contrario un esempio di intelligenza e coraggio che ha ispirato milioni di persone in tutto il mondo e che è stato meritatamente riconosciuto con il Premio Nobel per la Pace nel 2014. Noi appoggiamo e appoggeremo sempre la sua semplice richiesta di soddisfare ovunque il diritto umano fondamentale all’istruzione, che è l’antidoto più potente contro il fanatismo, la discriminazione e l’ingiustizia” ha aggiunto Marchesi.

A Malala Yousafzai è stato conferito il più alto riconoscimento di Amnesty International, il premio Ambasciatore della coscienza, nel 2013.

Amnesty International Italia ha dedicato a Malala e al suo impegno per i diritti umani il libro “Il cammino dei diritti” (edizioni Fatatrac) in cui sono raccontate venti date che hanno rappresentato un passo avanti nell’affermazione dei diritti umani.

Amnesty International Italia

Dialetti da tutta Italia per “La Leonessa. Città di Brescia”

Alla sedicesima edizione del Premio, ancora una volta molte e interessanti le poesie dialettali premiate giunte da tutta la Penisola.

Il primo premio è stato assegnato alla poesia L’è mìia gnamò en ciòot fis, di Maria Grazia Frassi (Robecco d’Oglio, Cremona), seguita da La traversa de me nona, di Laura Fasson e, al terzo posto, Aribandus di Nerina Poggese.

Interessanti anche i testi delle segnalate che sono state Coriandoli de sole, di Ines Scarparolo; Són sempre quél, dapartuto, di Fiorello Volpe; Onge de veludo, di Anna Maria Lavarini; A vecchierella, di Angelo Canino; La nòtt de Natal, di Alberico Contursi; Puesia, di Renato Arosio.

Secondo Maria Grazia Frassi: “Si è giovani e si pensa solo a vivere; si ironizza alle ripetitive preoccupazioni degli anziani. Poi il tempo passa. Si incomincia a capire che la vita ha un percorso vario per ognuno, ma già calpestato dagli avi nell’essenziale. In questi versi però c’è l’invito a non lasciarsi sopraffare dalle ansie per il futuro e ad assaporare le piccole, spesso piccolissime gioie che, ad ogni età, la vita può regalare”.

Le fa eco Nerina Poggese: “La vita non è un gioco in cui si può chiedere aribandus, una pausa quando siamo senza fiato. E’ la vita che conduce, che nasconde i sogni sfidandoci a ritrovarli, che colpisce le speranze con un colpo di lippa all’improvviso buttandole a terra. Ma il poeta non vuole arrendersi e seppur con pelle e pensieri feriti vuol calciare lui l’ultimo goal contro il destino e se non potrà vincere desidera almeno fare pari”.

In mezzo, i coriandoli di sole che illuminano il volto e la vita, portando a guardare in alto, dove una Luce rischiara sempre anche i momenti più bui. Che magari sono quelli di coloro che attraversano il canale di Sicilia, per cui il pensiero del Poeta è andato a tutti quei genitori che erano davanti al televisore e hanno spiegato ai propri figli cosa stava accadendo, ma che inevitabilmente, dopo pochi mesi, li porteranno al mare senza più pensare che in fondo l’acqua è sempre la stessa.

E se la vita ci prende per mano e ci conduce dove vuole lei, a volte correndo troppo quando siamo felici oppure incedendo troppo piano nella sofferenza, “ogni giorno ci accarezza con le sue unghie di velluto lasciando sul viso, segni seppur leggieri”. Per tutti questi motivi nasce la Poesia, momento in cui si fissano parole ed emozioni, capace di portare dalla carta al cuore, con il suo volo leggero.

 

 

 

 

 

The War is not Over

Mike 3rd_Benny Greb_Alberto Stocco“100 anni fa l’Italia entrava nella sanguinosa Prima Guerra Mondiale. 100 anni dopo The War Is Not Over omaggia la memoria di tutte le vittime delle guerre, dalla Prima Guerra Mondiale a tutti i conflitti che l’umanità ha permesso e permette ancora, non accorgendosi della vergognosa manipolazione alla quale viene assoggettata. The War Is Not Over è un disco di passione e di riflessione. Vuole invitare ad analizzare le cose in profondità, ad andare oltre la superficiale analisi, l’amato uso da parte di molti delle scorciatoie del cervello. The War Is Not Over vuole dare emozioni, trasportare in visioni”. A soli sette mesi dal suo debutto solista In The Woods, apprezzato dalla stampa specializzata e promosso con un tour di concerti partito dalla Biennale di Venezia 2014, Mike 3rd torna con un’opera a lui molto cara. Un progetto speciale che è uscito esattamente a cento anni di distanza dall’entrata in guerra dell’Italia: il 24 maggio 2015, The War Is Not Over non celebra conflitti nè proclama proteste ma omaggia – in maniera commossa, sentita, partecipe – le vittime di tutte le guerre, passate e presenti. Realizzato tra la fine del 2014 e la metà del 2015, pubblicato con il Patrocinio della Regione Veneto e del Comune di Carmignano Di Brenta (PD), distribuito in tutti gli store digitali (Bandcamp, iTunes, Spotify etc.) proprio a partire da domenica 24 maggio scorso, The War Is Not Over è la summa delle ambizioni artistiche e delle suggestioni musicali che Mike 3rd nutre da tempo. Il musicista e produttore prosegue nel suo itinerario all’insegna di un rock moderno, elettrico, sofisticato ma grintoso, raffinato nelle soluzioni e ingegnoso nelle scelte di arrangiamento. Gli amanti di Hypnoise, Tunatones e ExKGB (le band che ha fondato e in cui ha militato) troveranno la stessa vitalità, la medesima ricerca di un’indipendenza artistica reale, concreta. Chi ha scoperto Mike 3rd con In The Woods troverà l’inconfondibile e fragrante sound analogico, figlio di un percorso produttivo ormai rodato nel Prosdocimi Recording Studio e di un’abituale collaborazione con grandi nomi italiani e stranieri. Anche questa volta, a fianco di Mike 3rd troviamo musicisti straordinari: Tony Levin e Pat Mastelotto, che hanno legato la loro statura artistica a nomi come John Lennon, Pink Floyd, Peter Gabriel, King Crimson e numerosissimi altri, hanno in comune con Mike 3rd una lunga amicizia e una partnership consueta. Con loro Benny Greb, batterista tedesco tra i più ammirati al mondo, e un team di eccellenti talenti italiani come Iarin Munari, Alberto Stocco, Andrea Tombesi, Roberta Canzian, Filippo Galvanelli e Sofia Borgo.

The War Is Not Over coverCoinvolto nel disco l’immancabile Ronan Chris Murphy: il noto producer californiano ha lavorato a stretto contatto con Mike, tanto che che “quando ha ascoltato le registrazioni il giorno dopo essere arrivato in Italia è rimasto impressionato, ha subito detto che questo è il miglior lavoro di engineering che abbia mai realizzato”. Secondo Mike e Ronan, un disco contro ogni guerra deve combattere la sua “guerra pacifica” contro il Loudness War, come spiega l’autore: “Ronan sostiene che The War Is Not Over ha un suono glorioso proprio di pietre miliari come The Dark Side of the Moon e il White Album beatlesiano, per citarne due registrati su profumato nastro analogico. Abbiamo voluto confrontare un estratto con Vertigo degli U2 (da How to Dismantle an Atomic Bomb): ovviamente è stato necessario un “level matching” che tra l’altro i servizi di streaming hanno iniziato ad implementare, e nel confronto The War Is Not Over ci ha colpito profondamente per la profondità, la ricchezza, la corposità, lo spazio tra gli strumenti. La guerra pacifica contro il “Loudness war” ha segnato un altro punto a favore”. Ventuno brani intervallati da dieci marce, un’idea di ‘passeggiata sonora’ ispirata ai celeberrimi Quadri di un’esposizione di Mussorgskji e agli sforzi a favore della pace di John Lennon e Yoko Ono, un sound rock corposo e diretto, una figura artistica, quella di Mike 3rd, circondata da numerosi strumenti vintage e da una squadra di musicisti appassionati e vogliosi di partecipare. Contro ogni guerra.

D.Z.

From a Distance: il secondo album dei Not a Good Sign!

Fading Records pubblica il nuovo lavoro della formazione milanese, apprezzata in tutto il mondo per la rilettura dinamica e accattivante della tradizione prog-rock, tra temi distopici e graffiante rock di frontiera.

“Per ogni band il secondo album rappresenta un grande traguardo e soprattutto il momento in cui si mettono a fuoco esperienze e visioni: ci aspettiamo di poter appagare tutti coloro che hanno apprezzato il primo e di riuscire a conquistare altro pubblico, anche non strettamente prog”. Sono orgogliosi, soddisfatti e speranzosi i Not a Good Sign, giunti finalmente al traguardo del secondo disco: è From a Distance, attesissimo sequel del debutto omonimo del 2013. Pubblicato nuovamente da Fading Records/AltrOck, etichetta nostrana tra le più apprezzate all’estero per la qualità della scuderia e l’innovazione di tante proposte, From a Distance è un lavoro di svolta, che conferma le conquiste del precedente e presenta nuovi sviluppi e soluzioni. La formazione milanese, nata nel 2011 per volontà di Paolo ‘Ske’ Botta e Francesco Zago di Yugen insieme al produttore Marcello Marinone, arriva al nuovo album con una formazione rinnovata e in occasione del concerto/festa del 28 febbraio, ha presentato al pubblico il nuovo chitarrista Gian Marco Trevisan, che ha sostituito il dimissionario Zago, uscito dalla band dopo la realizzazione di From a Distance.

A differenza dei classici del genere e di numerosi dischi di area new progressive, From a Distance non predilige le lunghe suite ma si struttura su dieci brani di media durata, caratterizzati da un accattivante incontro di varie anime, dal respiro melodico alla spinta graffiante dell’hard rock. Uno dei principali motivi di distinzione dei Not a Good Sign riguarda l’interpretazione del linguaggio prog-rock, spesso accusato di passatismo e di incapacità di rinnovarsi, rispetto al quale la band dà una propria lettura: “Non riusciamo a considerare Not a Good Sign completamente come un figlio della modernità, ci sono troppi riferimenti timbrici/compositivi alla stagione d’oro del prog ’70 e non solo. D’altro canto, ci sono altrettanti aspetti musicali e di produzione che sono molto vicini a delle esperienze più moderne, a volte persino distanti dal rock. La nostra freschezza risiede nell’onestà dell’approccio, da un lato figlio del proprio tempo, dall’altro memore e portatore di memoria di una stagione musicale indimenticabile”.

Insieme al quintetto compaiono il maestro Maurizio Fasoli (Yugen) al pianoforte, Eleonora Grampa al corno inglese/oboe e Jacopo Costa al vibrafono/glockenspiel: “In From a Distance la band è più matura e consapevole, la visione artistica più chiara e intellegibile. C’è una maggiore ricerca melodica e timbrica, ancor più evidenziati i giochi di luce e colore. Questi timbri degli strumenti ospiti impreziosiscono il sound e diventano in qualche occasione addirittura protagonisti assoluti”. Per l’occasione i Not a Good Sign hanno anche realizzato un video per il brano Flying Over Cities, un contributo visivo che sottolinea e rafforza il contrasto tra il testo distopico e il clima musicale dinamico e scattante.

Il 20 agosto l’album verrà presentato al Crescendo Festival di S. Palais sur Mer, Francia.

D.Z.

 

 

“Tempo lungo” di Melega

Venne chiamato Gianluigi, come il nonno morto di influenza Spagnola nel 1919, detto poi Luisin o Gigi o Giangi, Giangiòn, Bigio. In America veniva chiamato Gaianluki e in altri modi per noi ridicoli. La famiglia era originaria di Bologna, ma il suo polo di vita è stata Milano. “Sono come uno che sia tornato da un grande viaggio e sia ora solo nella sua stanza, coi ricordi di quel che è stato e non tutto viene alla mente come era…”. Particolareggiata è invece la descrizione di Milano come la vedeva da bambino. Una vita intensa che ha attraversato tutta la storia d’Italia come l’abbiamo ora, con il referendum per la repubblica o la monarchia, il voto alle donne, le bevute di slivowitz. La grappa fatta con le more di gelso, anche se gli esperti sanno non esser grappa, ma che per tutti si chiamava così, sia che derivasse da frutta o da vinacce, bastava fosse un liquido uscito da un alambicco. Oggetto misterioso e magico allo stesso tempo. E poi le redazioni giornalistiche, la cronaca, i primi esperimenti di stile. Un libro spesso come un racconto del nonno, e cadenzato, come i ricordi che ci si può permettere di ricordare con un sorriso. La Chiesa senza Vangelo, dove il numero delle uova raccolte dal prete nella cerca autunnale era importante più d’altro. Con i peccati rimessi a carrettate, sempre gli stessi, sempre alle date di Pasqua e Natale; una Chiesa in cui cercavano di fare del proprio meglio, “Dove non succedevano puttanate” e “se qualcuno ti fregava, il prete era sempre dalla parte dei fregati”. Poi nell’Azione Cattolica, dove qualcuno cercava di crearsi feudi di potere sulle anime, tra messe e ribelli impuniti. Quindi un andare e venire della memoria e dei fatti che diventa uno dei punti di forza del romanzo-saggio di vita vissuta-autobiografia di un uomo e di un Paese intero. Giornalista a “il Giorno”, pittori, viaggi, Pomedo dove anche alcuni fascisti andarono a “cambiare aria” intorno al 25 aprile di settant’anni fa. Poi tornano davanti agli occhi gli epurati che vivevano in miseria; i tram vuoti perché la gente non aveva i soldi per pagare il biglietto. Risparmi bruciati dall’inflazione, carta rigenerata giallastra di manifesti pubblicizzanti il prestito della ricostruzione, e alcune donne della vita con i propri sogni e i sentimenti reali della quotidianità. Interessante il confronto con oggi: “I giornali apparivano come bollettini di peste”, non lasciavano spazio ai morti violenti. “Nei giornali non c’era posto per i delitti: ma se tutti i morti di morte violenta di quel periodo risorgessero e marciassero insieme, uno spaventoso esercito apparirebbe sui campi di Lombardia”. Gli ebrei tornavano, ma chi aveva avuto in custodia i loro beni giurava li avessero rubati i tedeschi. “I reduci dai campi di concentramento flottavano dal Brennero come un perenne ricordo, uno spettrale ammonimento di quel che era passato”. E poi gli amori, le donne, Barbara che lo accusa di risucchiarla come forse aveva fatto con tutto e tutti per tutta la vita. Le idee prese a prestito oppure utilizzate dagli altri, ma rielaborate in chiave personale come le impressioni, le immagini, i ricordi appunto. Un Paese che si costruiva come la personalità del giornalista, tra viaggi, commenti, luoghi comuni e rarità. Un libro dal tono coinvolgente, che non si può smettere di leggere.

Gianluigi Melega: “Tempo lungo. Autobiografia del boom”, Marsilio, 2014.

Alessia Biasiolo

La scultrice austriaca Helga Vockenhuber a Pienza

Pienza, nel cuore della Val d’Orcia, uno tra i luoghi toscani di più intensa poetica bellezza, accoglie tra le sue mura, in piazza Pio II, e all’interno di Palazzo Piccolomini una personale dell’artista austriaca contemporanea Helga Vockenhuber, fino al 30 agosto prossimo.

L’artista, che si esprime prevalentemente con sculture di grandi dimensioni, in bronzo, ha scelto da tempo Pietrasanta per la realizzazione delle sue opere, sempre in Toscana, patria adottiva di molti artisti contemporanei che prediligono il bronzo quale materia creativa, poiché vi trovano le più prestigiose fonderie al mondo per la realizzazione dei loro progetti artistici. Proprio nel centro di Pietrasanta espone nel 2013 sotto il titolo L’anima trovata; da lì ha preso avvio il progetto di una mostra itinerante, promossa anche dallo stesso comune di Pietrasanta, che toccherà più città italiane ed europee ad iniziare da Pienza per poi passare a Firenze – prima dal 5 settembre al 22 novembre prossimi nel Giardino di Villa Bardini e subito dopo dal 27 novembre al 15 dicembre 2015 a Palazzo Medici Riccardi -, Venezia e Vienna.

Pietrasanta e Pienza, oltre ad essere ambedue cittadine toscane ed essere accomunate da questo medesimo progetto espositivo, condividono i principi alla base della loro storica fondazione e progettazione urbanistico – architettonica: la prima di origine medievale, la seconda rinascimentale, frutto di un’idea dell’architetto Bernardo Rossellino ed emblema della “città ideale”, ma ambedue votate a perseguire una scansione di spazi e volumi in perfetto equilibrio, alla ricerca di quell’armonia che consenta all’uomo, centro dell’universo, di riappropriarsi dei propri spazi sociali, fisici ed interiori. E proprio al concetto di armonia si riferisce, e non solo nel titolo, anche questa mostra della Vockenhuber, un’armonia evocata che riconduca l’uomo, attraverso la percezione della bellezza dei luoghi che l’accolgono e la severa imponenza delle sue opere, ad un contatto con la propria interiorità e con quella intensa spiritualità che l’artista manifesta di abitare e perseguire. Le opere in mostra sono mezzi busti monumentali la cui intensa espressività prorompe paradossalmente dall’immobilismo dei volti, con le palpebre e le labbra docilmente chiuse in uno stato di inattività che ci richiama a quella interiorità di ognuno, luogo dello spirito e unico lido di pace, che sembra ammonire la cultura dei nostri tempi tendente al solo edonismo materialistico, supportato da quella tecnologia mediatica che tutto appiattisce e svuota di vera umanità.

Il progetto della mostra Il Dono dell’Armonia, curata da Giuseppe Cordoni e con il coordinamento generale di Patrizia Cerri, si fonda infatti sull’idea di un dialogo tra la scultura e l’architettura che la circonda ed è stata concepita come itinerante, proprio per affermare, in un momento di profondo degrado estetico urbano, quale sia stato e quale potrebbe tornare ad essere il connubio un tempo perseguito fra architettura e scultura e quale sia il potenziale di poesia che da esso può irradiarsi. In ciascun contesto espositivo architettonico – ambientale di questa mostra itinerante (Pietrasanta, Pienza, Firenze, Venezia) le opere bronzee di Helga instaurano un confronto e al tempo stesso un colloquio fra passato e presente; una rappresentazione teatrale scolpita, come un ponte gettato fra spazio e tempo, fra mondo terreno e mondo spirituale, fra la stabilità delle forme architettoniche e la fluidità degli stati d’animo. Sono questi i “dialoghi interiori” che ci suggeriscono i suoi grandi volti scolpiti .

L’inserimento inatteso di queste opere contemporanee ne rompe la visione acquisita, tornando ad esaltarne, per contrasto, la forza originaria. Queste“nuove” opere del nostro tempo vi aggiungono la grazia del loro dono. Dono su dono, dunque; secondo quel prodigio che vuole il tesoro poetico d’ogni opera d’arte come un pane che si moltiplica inesauribile e condivisibile e che genera gratitudine e Amore. Il misticismo di cui le opere della scultrice Helga Vockenhuber sono ammantate è frutto dell’amore sincero che ella pone nel suo fare. Alla specifica valenza estetica che ognuna di essa possiede infatti si aggiunge una sacralità intrinseca che accompagna l’artista dal concepimento dell’idea primigenia alla sua fusione in bronzo dopo averne modellato l’argilla e poi la cera.

Nel percorso espositivo di “Il Dono dell’Armonia” ogni opera monumentale entra nel contesto architettonico prescelto di questo lungo percorso, come una presenza-personaggio-emblema che ne connota il dispiegarsi come d’una sacra rappresentazione.

Il dono dell’Armonia è il titolo di questa mostra itinerante ed è ciò che ci lascia l’Artista, un messaggio che travalica il tempo e lo spazio e ci porta un eterno invito al percorso di pace e speranza che continuamente si rinnova.

 

Barbara Izzo e Arianna Diana

Tener-a-mente al Vittoriale di Gardone Riviera

Si avvicina a grandi passi l’inizio ufficiale del V Festival del Vittoriale “Tener-a-mente” (27 giugno – 8 agosto), affidato dal presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani Giordano Bruno Guerri a Ripens’arti, sotto la direzione artistica di Viola Costa, sostenuta dal Comune di Gardone Riviera con il patrocinio della Regione Lombardia e dei Comuni di Brescia, Salò e Toscolano Maderno.

Tratto distintivo dell’edizione di quest’anno sono le collaborazioni e i progetti speciali. Primo in ordine cronologico, il video del primo singolo del nuovo album di Mario Biondi, “Love is a Temple”: l’artista ha scelto di girarlo interamente all’interno del Vittoriale degli Italiani, per la prima volta concesso per la realizzazione di un videoclip musicale. Il crooner nostrano, reduce dal doppio disco di platino per l’album natalizio “Mario Christmas” e dal successo del tour teatrale, calcherà il palco del Festival il 12 luglio, per presentare i brani del nuovo album “Beyond” – entrato direttamente al primo posto della classifica dei dischi più venduti – e i suoi più grandi successi, in un viaggio tra sonorità soul e funky.

Verrà presentato in anteprima al pubblico dello spettacolo del 4 luglio l’inedito scritto da Morgan e ispirato al profondo legame tra l’estetica dannunziana e l’Oriente. Il brano, frutto della collaborazione del Festival con la II edizione di “D’Annunzio e i Giardini di Pan”, verrà poi diffuso dal 13 settembre nel parco del Vittoriale, nell’ambito della mostra “Inezie squisitissime. Nutrire la mente e il corpo tra Oriente e Occidente”, attraverso grandi corni acustici, progettati da artisti e designer internazionali.

Ma è soprattutto con un progetto speciale che il Festival aprirà i battenti in anticipo, e a sorpresa, sabato 13 giugno: nella corte di Palazzo Martinengo Colleoni, in collaborazione con Brend, come preview Tener-a-mente renderà omaggio a Piero Ciampi. Verrà proiettato il film di Ezio Alovisi “ADIUS – Piero Ciampi e altre storie“, un poetico e creativo tributo al musicista livornese e al mondo del cantautorato italiano degli anni ’70, con la Banda Osiris che introduce in un teatro abbandonato in cui si intrecciano racconti di oggi, testimonianze e immagini d’epoca: da Gino Paoli a Nada Malanima, da Francesco Guccini a Lydia Mancinelli, fino a due giovanissimi Venditti e De Gregori, che appaiono in un filmato di repertorio barbuto e nero uno, l’altro biondo e angelico.

«Piero Ciampi è un’icona, personaggio travagliato e a suo modo onesto fino allo sfascio di sé. Ma poeta, assoluto. E questo bel film-documentario è anche un omaggio a una statura artistica trasversale e a un’eleganza d’altri tempi, quella appunto dei grandi cantautori degli anni ’70, cui il Festival si inchina», commenta Viola Costa, direttrice artistica di Tener-a-mente. «Speriamo di vedere radunarsi tanto del pubblico che ci segue ormai con affezionata fedeltà e che, crediamo, in questo spaccato di esistenza e poesia possa trovare, come  noi, una boccata di aria buona». L’appuntamento, a ingresso gratuito, è per le ore 21.30 in via Moretto n.78, a Brescia.

Anche la location scelta per la proiezione – il palazzo dell’ex tribunale, oggi sede di Brend – è un luogo che Viola Costa definisce “iconico”, per l’edizione di quest’anno.

Un’edizione che ha stretto un’alleanza sempre più forte con la città di Brescia, dove, grazie alla collaborazione con l’Ufficio Marketing del Comune, ha scelto di essere protagonista con uno speciale omaggio al rapporto tra d’Annunzio e l’automobile, in occasione della Notte Bianca delle Mille Miglia, e un inedito, importante appuntamento in programma per l’autunno.

Ancor più, aprire a Brend ricorda e rafforza il dialogo che il Festival ha avviato con Together – Brescia x Expo 2015 e il suo direttore artistico Paolo Dalla Sega, dalla collaborazione con il quale nasceranno alcune importanti iniziative che verranno presentate a Milano, a Expo, nella giornata di protagonismo del 22 luglio.

Ma non sono solo artistici i progetti speciali che caratterizzano l’edizione 2015 di Tener-a-mente: oltre all’AbbaiaVate (cui è dedicato uno specifico comunicato allegato), una menzione particolare merita un’altra iniziativa nata in ossequio alla modernità, al rigore e al raffinato genio creativo del padrone di casa. E’ la CinguettArea: una sezione dell’area stampa riservata a twittatori esperti e compulsivi. Gli accrediti saranno concessi a veri e propri “professionisti” del social più amato del momento e consentiranno al pubblico delle 10 poltrone dedicate di assistere allo spettacolo “cinguettando” tutta la sera i propri commenti in diretta, in condivisione con i propri seguaci.

«Il potere moltiplicatore di Twitter è impressionante, così come la forza creatrice di certi social, in grado di plasmare un nuovo linguaggio e una nuova sintassi. Tutto ciò sarebbe piaciuto moltissimo al Vate, che ben conosceva il potere seduttivo e creatore della lingua italiana. E’ grazie a lui che oggi possiamo mangiare un “tramezzino” e non un “sandwich”, andare alla “Rinascente” o difendere i “Beni Culturali”. Ed è grazie a lui che Tener-a-mente non ha una “Twitter zone”, ma una “CinguettArea”», precisa Viola Costa.

Il già noto programma musicale del Festival si aprirà il 27 giugno con l’attesissimo concerto di Paolo Conte, che torna al Vittoriale dopo il trionfo dello scorso anno, presentando il suo ultimo album Snob.

Toccherà poi ai Counting Crows (1 luglio), la band di San Francisco che ha scelto Gardone come prima tappa italiana del proprio tour.

Il 4 luglio presenterà il suo libro autobiografico Morgan, protagonista di uno spettacolo teatrale e musicale (“Il Libro di Morgan dal vivo”) che combina la parola a differenti linguaggi artistici, con brani del suo repertorio ma anche grandi classici d’autore, accompagnato ogni volta da differenti ospiti musicali.

Il 5 luglio, per gli amanti della cultura britannica, il concerto di Paul Weller, storico frontman di The Jam e Style Council. Una preziosa occasione per i fan di ascoltare, per la prima volta live, i brani del suo dodicesimo album in studio Saturn’s Pattern, uscito l’11 maggio.

Tornano al Vittoriale la voce calda, profonda e sensuale di Mario Biondi il 12 luglio e le note travolgenti della Wedding & Funeral Band (fiati, percussioni e voci bulgare) e di Goran Bregovic il 16 luglio, impegnati in una performance dal titolo eloquente: If you don’t go crazy you’re not normal! (Chi non diventa pazzo non è normale!).

Il 21 luglio arriva Per la prima volta all’anfiteatro gardesano Franco Battiato, che aprirà il suo Short Summer Tour accompagnato dall’Ensemble Symphony Orchestra.

Letteralmente prese d’assalto le prevendite per il concerto della poetessa maledetta Patti Smith (28 luglio), che dopo il successo del 2012 (oltre 300 persone in overbooking) torna al Vittoriale per celebrare i 40 anni del suo album d’esordio Horses.

Il John Butler Trio (5 agosto) sarà l’ultimo ospite musicale a calcare la scena dell’anfiteatro. Il concerto della band australiana – che ha scelto il Vittoriale come prima delle due date italiane, dopo l’enorme successo dei live dello scorso anno nel nostro Paese – sarà aperto dal cantautore Stu Larsen, che si esibirà nel suo “Vagabond” (Nettwerk Records/Warner, 2014), album che costituisce l’esordio di Stu Larsen in una casa discografica, prodotto dall’amico e collega Passenger (al secolo Mike Rosenberg), stella nascente dell’indie, di cui Larsen ha spesso aperto i concerti negli ultimi tre anni.

Riconfermata anche la formula del Tener-a-mente Oltre (31 luglio, 1 e 2 agosto), la “rassegna nella rassegna”, ambientata al Laghetto delle Danze, in cui si esibiranno Skúli Sverrisson e Óskar Guðjónsson (31 luglio), un duo tra i più apprezzati della scena nordica contemporanea; Hauschka (1 agosto), compositore e pianista tedesco, maestro del “piano preparato”, fresco del grande successo riscosso al concerto inaugurale di Piano Milano City, nel ruolo che lo scorso anno fu di Ludovico Einaudi; e infine Arto Lindsay (2 agosto), poliedrico cantautore–produttore–cantante–chitarrista, che si è costruito una reputazione internazionale come artista tanto interessante quanto dinamico, collezionando le collaborazioni più disparate, da Brian Eno a Laurie Anderson, da David Byrne a John Zorne.

E sarà ancora il Laghetto delle Danze a ospitare i due momenti teatrali della rassegna. Il 19 luglio Alessandro Preziosi renderà omaggio al padrone di casa con “Il Piacere di chiamarsi Gabriele d’Annunzio”: una selezione di brani tratti dagli archivi della Fondazione, che tracciano un ritratto del d’Annunzio dandy degli anni d’oro di Roma e di Napoli, quando il giovane e brillante poeta spendeva denaro con generosità, frequentava i circoli letterari e raccontava le feste, le donne e l’arte.

Il 26 luglio sarà la volte delle Storie e Controstorie – Racconti d’Estate di Ascanio Celestini, Fiabe per adulti che volevano essere bambini cattivi.

Chiude il Festival la danza, rappresentata quest’anno dal Sofia Ballet (8 agosto). La compagnia porterà in scena La Bella Addormentata con 40 elementi, scenografie e costumi curati con dovizia di particolari.

Il botteghino ha già registrato dati di prevendita molto positivi, con il 20% di biglietti venduti in più, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, in 22 Paesi al mondo, dall’Australia al Brasile, fino agli Emirati Arabi. Molti gli spettacoli già vicini al sold out, tra cui Paolo Conte, Mario Biondi, Franco Battiato, Patti Smith, Paul Weller, Goran Bregovic, Counting Crows, John Butler Trio.

I biglietti di tutti gli spettacoli del Festival sono disponibili sul sito http://www.anfiteatrodelvittoriale.it, presso tutte le filiali della BCC del Garda, partner tecnico della manifestazione, e nei tradizionali punti di prevendita sul territorio. La biglietteria del teatro è aperta tutti i giorni, sabato e domenica inclusi, con orario continuato dalle 10 alle 18.

 

Marco Guerini

Il cinema va in cantina e diventa Divino!

Cinemadivino” è il titolo della rassegna itinerante eno-gastro-cinematografica che per tutta l’estate 2015 (luglio, agosto, fino ai primi di settembre) porterà i migliori film della stagione appena trascorsa, e alcuni dei migliori film di sempre, direttamente nelle cantine di ben 15 regioni d’Italia.

Arene all’aperto, spiagge, piazze di tutta la nostra penisola sono solite ospitare proiezioni all’aperto durante i mesi più caldi dell’anno. Solo “Cinemadivino”, però, porta il cinema direttamente nelle aie e nei cortili delle aziende vitivinicole italiane.

In molti casi, quindi, i film saranno gli stessi che il pubblico potrebbe vedere anche in altri luoghi, ma il fascino e il “gusto” di vederli mentre si sorseggia anche un buon calice di vino degustando qualche piatto tipico regionale immersi nelle vigne è sicuramente un plus che solo “Cinemadivino” può dare.

Una serata di “Cinemadivino”, infatti, non propone solamente il film, ma una vera e propria esperienza di convivialità: si parte, per chi lo desidera, con la visita guidata della cantina e la conoscenza dei produttori; si prosegue cenando direttamente nell’azienda o grazie alla presenza del Food Truck di Cinemadivino (il furgone viaggiante che poterà nelle cantine lo “street food” di qualità); si continua con la degustazione di tre calici dei vini dell’azienda e, infine, sotto un cielo stellato si assiste alla proiezione cinematografica. Nel corso di alcune serate sarà inoltre possibile incontrare registi e attori che introdurranno i loro lavori.

Emilia Romagna (dove la rassegna è nata oltre 10 anni fa), Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Liguria, Veneto, Marche, Abruzzo, Umbria, Toscana, Sardegna, Campania, Basilicata, Puglia, Molise, Lombardia sono le regioni coinvolte in questa rassegna itinerante.

Il cartellone di “Cinemadivino” proporrà (solo per fare alcuni titoli) i migliori film della stagione, da “Birdman” a “Whiplash” ad “American Sniper”; le commedie italiane come “Noi e la Giulia”, “Confusi e Felici”, “Il racconto dei racconti”; ma anche film cult come “Soul kitchen” e “Jesus Christ super star”; senza dimenticare film a carattere enogastronomico come “Chef – la ricetta perfetta”, “Amore, cucina e curry”, “Barolo Boys”.

«Da 12 anni “Cinemadivino” anima le serate romagnole e da 5 anni è uscito dal nido e ha cominciato a raccontare il vino e il territorio in giro per l’Italia – spiega Carlo Catani, Presidente di Cinemadivino srl – Lo scopo della rassegna è sempre stato proprio quello di raccontare il lavoro dei produttori di vino italiano, attraverso un abbinamento originale, ormai consolidato, quello magico del cinema e quello unico del paesaggio. Dalla prima pionieristica edizione che ha visto la partecipazione di sole tre cantine con un pubblico di 120 persone, quest’anno raggiungeremo oltre 100 cantine in 15 regioni italiane, contando di coinvolgere circa 20.000 persone. L’Edizione 2015 si è arricchita d’importanti regioni vitivinicole, come il Friuli Venezia Giulia e il Veneto, a cui si aggiunge la Liguria, un territorio poco conosciuto per la produzione di vino ma che ci sorprenderà. Il nostro sogno è raggiungere tutte le regioni d’Italia, un passo per volta, consolidando il rapporto con i territori e con le persone, facendo conoscere a un pubblico sempre più vasto un modo diverso di vivere il cinema, nei luoghi meno attesi, a contatto con persone uniche e vivere per una sera l’amore per la nostra terra e magari farla vivere anche agli amici di passaggio».

 

Pierluigi Papi

La Stagione Sinfonica 2015-2016 del Teatro Carlo Felice

La Fondazione Teatro Carlo Felice ha presentato tutti gli appuntamenti della Stagione Sinfonica 2015–2016 con un prestigioso e dettagliato calendario.

Una stagione ricca di pagine esaltanti per le nostre compagini artistiche, dirette da bacchette di valore assoluto e con la partecipazione di grandi solisti, con novità e particolarità che rendono unica l’offerta artistica di questo Cartellone.

Sedici appuntamenti, all’interno dei quali spicca il ritorno del M° Fabio Luisi, direttore onorario del Teatro, e del M° Andrea Battistoni, direttore residente. Tra i solisti, alcuni nomi tra i più importanti del concertismo internazionale: i violinisti Paolo Morena, In Mo Yang, Sergej Krylov e l’attesissimo ritorno di David Garrett, il pianista genovese Andrea Bacchetti e Mariangela Vacatello.

Di rilievo la politica dei prezzi della prossima Stagione Sinfonica 2015/2016, nella quale sarà possibile sottoscrivere l’abbonamento all’intera Stagione concertistica a soli 230 euro.

Invariati i costi dei singoli biglietti: 25 euro (escluso Capodanno ed il concerto del 30 maggio in collaborazione con GOG) e 10 euro per i giovani under 26.

L’obiettivo fondamentale diventa avvicinare alla cultura musicale anche coloro che per motivi economici possono restarne esclusi.

 

STAGIONE SINFONICA 2015 – 2016

venerdì 30 ottobre 2015 ore 20.30

Andrea Battistoni Direttore

Musiche di Benjamin Britten , Leonard Bernstein

venerdì 6 novembre 2015 ore 20.30

Lü Jia Direttore

Paolo Morena

Violino

Musiche di Luis Bacalov, Antonín Dvořák

venerdì 20 novembre 2015 ore 20.30

Jonathan Webb Direttore

Musiche di Arnold Schönberg, Benjamin Britten e Ralph Vaughan Williams

venerdì 27 novembre 2015 ore 20.30

Fabio Luisi Direttore

Andrea Bacchetti

Pianoforte

Musiche di Wolfgang Amadeus Mozart e Gustav Mahler

sabato 19 dicembre 2015 ore 20.30

Fabio Luisi Direttore

Musica di Gustav Mahler

venerdì 1 gennaio 2016 ore 16.00

Marcello Rota Direttore

Musiche di Nino Rota

venerdì 5 febbraio 2016 ore 20.30

Christoph Poppen Direttore

Musiche di Wolfgang Amadeus Mozart e Sergej Prokof’ev

venerdì 26 febbraio 2016 ore 20.30

Alpesh Chauhan Direttore

In Mo Yang Violino (Vincitore 54° Premio Paganini)

Musiche di Camille Saint-Saëns e Manuel de Falla 

 

venerdì 4 marzo 2016 ore 20.30

Daniel Smith Direttore

Sergej Krylov Violino

Musiche di Niccolò Paganini e Maurice Ravel

venerdì 18 marzo 2016 ore 20.30

Stanislav Kochanovsky Direttore

Musiche di Franz Joseph Hadyn, Johannes Brahms e Edward Elgar

giovedì 14 aprile 2016 ore 20.30

Andrea Battistoni Direttore

David Garrett Violino

Musiche di Marco Lombardi

Delle acque

per orchestra e voce recitante

su testi tratti dai Codici di Leonardo da Vinci

(prima esecuzione assoluta – commissione Teatro Carlo Felice)

Pëtr Il’ič Čajkovskij 

giovedì 5 maggio 2016 ore 20.30

Omaggio a Igor Stravinskij

René Bosc Direttore

Luigi Maio Musicattore

Musiche di Igor Stravinskij

 

lunedì 30 maggio 2016 ore 16.30 e ore 21.00

Ravel: dal pianoforte all’orchestra

in collaborazione con GOG

Pietro Borgonovo Direttore

Mariangela Vacatello Pianoforte

Alexander Romanovsky Pianoforte

Ore 16.30

Musiche di Maurice Ravel

Ore 21.00

Modest Musorgskij e Maurice Ravel

 

domenica 12 giugno 2016 ore 20.30

Bel Canto Gala

Francesco Ivan Ciampa Direttore

Diana Damrau Soprano

Nicolas Testé Basso

Musiche di Giuseppe Verdi, Vincenzo Bellini e Gaetano Donizetti

venerdì 1 luglio 2016 ore 20.30

Roman Brogli Sacher Direttore

Signum Sassophone Quartet

Musiche di Dmitrij Šostakovič, Philipp Glass e George Gershwin

 

Marina Chiappa