Pinchas Zukerman e la Camerata Salzburg alla Sapienza di Roma

pinchas-zukerman-by-cheryl-mazak-ridottaLa serie dei concerti del sabato pomeriggio della IUC nell’Aula Magna della Sapienza sarà inaugurata il 15 ottobre alle 17.30 da Pinchas Zukerman, nella duplice veste di violinista e di direttore della Camerata Salzburg.

Pinchas Zukerman è uno dei più insigni violinisti dei nostri giorni e da quattro decenni meraviglia il pubblico con il livello indefettibilmente altissimo delle sue esecuzioni, caratterizzate da tecnica infallibile e stile nobile ed elegante. Tra i tanti riconoscimenti ricevuti nella sua gloriosa carriera artistica spiccano le ben ventuno candidature e le due vittorie ai Grammy Awards. Nato a Tel Aviv sessantotto anni fa, si recò in America su invito di Isaac Stern, che lo scoprì quando era giovanissimo, e lì ha concluso i suoi studi e ha poi insegnato a sua volta nei più prestigiosi istituti musicali, conciliando sempre gli impegni concertistici con la passione per l’insegnamento. Come violinista ha collaborato con i più grandi direttori, quali Leonard Bernstein, Lorin Maazel, Zubin Mehta, Daniel Barenboim e Wolfgang Sawallisch. Da qualche anno ha intrapreso egli stesso l’attività di direttore d’orchestra, anche qui con esito eccellente, salendo sul podio di importanti orchestre, tra cui Royal Philharmonic Orchestra di Londra, Berliner Philharmoniker, Israel Philharmonic Orchestra, Orchestra del Teatro Mariinsky di San Pietroburgo, Orchestra Filarmonica Ceca, Bayerische Rundfunk Sinfonieorchester di Monaco.

Zukerman torna a Roma dopo molti anni, insieme alla Camerata Salzburg. Fondata nel 1952 nella città natale di Mozart, questa orchestra da camera è da oltre mezzo secolo tra i protagonisti del più prestigioso festival musicale del mondo intero – naturalmente quello di Salisburgo – e si è fatta conoscere ovunque con le tournée e con oltre sessanta incisioni. Ha collaborato con tantissimi dei più grandi musicisti della nostra epoca, tra cui Anne-Sophie Mutter, Patricia Kopatschinskaja, Alexander Lonquich, Fazil Say, Andras Schiff, Dietrich Fischer-Dieskau, Heinz Holliger, Aurèle Nicolet… ma è impossibile ricordarli tutti.

Al centro del concerto sta la musica del più celebre figlio di Salisburgo, Wolfgang Amadeus Mozart, di cui Zukerman eseguirà il Concerto n. 5 in la maggiore K 219 “Alla Turca”, il più popolare tra quelli per violino e orchestra da lui composti: un brano che, senza perdere nulla dell’eleganza mozartiana, si abbandona a melodie trascinanti e ritmi vivaci, per non parlare dei colori esotici del finale, che si ispira molto liberamente alla musica dei giannizzeri, cosa che gli ha procurato il titolo “alla turca”. Inoltre Inoltre il raro e bellissimo Rondò in do maggiore K 373, l’ultima composizione di Mozart per violino e orchestra, scritta nel 1781 per il violinista napoletano Antonio Brunetti, che allora era una celebrità in Austria.

Aprono e chiudono il concerto due autori russi: Igor Stravinskij, con il Concerto in re del 1947, che appartiene al suo periodo neoclassico e che ha fornito al garnde coreografo americano Jerome Robbins la musica per il balletto The cage, e Pjotr Ilich Ciajkovskij con la Serenata in do maggiore op. 48, composta in un periodo di grave crisi personale, che però non si avverte assolutamente in questa musica leggera, elegante, gioiosa e piena di vita (credits per la foto Cheryl Mazak).

Mauro Mariani

 

 

A Bertinoro una cena speciale per celebrare i migliori “Vini del Tribuno”

Ca’ de Bè, Ca’ de Vèn e Osteria di Piazza Nuova. Queste le Enoteche del Consorzio – location veramente uniche – che ospiteranno le 3 cene speciali, aperte al pubblico, organizzate per celebrare i vini premiati al concorso enologico “Vino del Tribuno 2016”, svoltosi la scorsa primavera.

Organizzate dal Consorzio Vini di Romagna e dal Tribunato di Romagna, le cene sono in programma il 19 ottobre a Bertinoro (ore 20), il 9 novembre a Ravenna e il 23 novembre a Bagnacavallo.

In ognuno dei mercoledì delle cene, saranno in degustazione ben 10 differenti vini premiati al Concorso, abbinati a 5 portate studiate appositamente per esaltare l’abbinamento cibo/vino.

Parteciperanno agli appuntamenti anche i produttori dei vini in degustazione nella serata, per un interessante confronto con chi, da anni, lavora con passione e tenacia per elevare la qualità dei vini romagnoli e il valore del nostro territorio.

Il menù della serata di Bertinoro prevede: Focaccia allo Squacquerone di Romagna DOP “Mambelli” con lonzino di Mora Romagnola abbinato a Pignoletto DOC sottozona Colli d’Imola 2015 di Assirelli Vittorio – Dozza (BO) e Manzoni Bianco Rubicone IGT 2015 “Due Pievi” di Fondo Ca’ Vecja – Imola (BO); Sformatino di patate ai porcini con fonduta al pecorino scoparolo abbinato a Romagna Albana DOCG secco 2015 “Poderi delle Rose” di Agrintesa – Faenza (RA) e Bianco Rubicone IGT 2015 “Clemente I” di Enio Ottaviani – San Giovanni in Marignano (RN); Cappelletti al ragù classico abbinati a Romagna Sangiovese Superiore Riserva DOC 2011 “Le Armi” di Palazzona di Maggio – Ozzano Emilia (BO) e Romagna Sangiovese Riserva DOC Bertinoro 2013 “Bron e Ruseval” di Celli – Bertinoro (FC); Stinco di vitello arrosto con panache di verdure abbinato a Romagna Sangiovese Superiore Riserva DOC 2012 di Le Siepi di San Giovanni – Fontanelice (BO) e Ravenna Rosso IGT 2010 Burson etichetta nera di Randi – Fusignano (RA); Sfogliatina con crema chantilly e castagne con riduzione di Albana dolce abbinato a Romagna Albana DOCG dolce 2015 di Stefano Zavalloni – Cesena (FC) e Romagna Albana Spumante DOC 2015 “Tratti d’oro” della Cantina Forlì Predappio – Forlì (FC).

Fra i dieci vini proposti per la serata, merita una particolare menzione il Romagna Sangiovese Superiore Riserva DOC 2012 di Le Siepi di San Giovanni – Fontanelice (BO) che al concorso “Vino del Tribuno” 2016 si è aggiudicato la prestigiosa “Targa del Tribunato”, per aver ottenuto il punteggio assoluto più alto, e il premio speciale “Il TRIBUNO CHE ACCOMPAGNA!”, avendo ottenuto il punteggio massimo nelle categorie dalla 4 alla 12, a indicare la particolare attitudine in accompagnamento del pasto.

Per informazioni e prenotazioni: Ca’ de Bè tel. Tel 0543 444435 / 342 3511496

Il costo della cena è di 30 Euro

 

 

Pierluigi Papi

 

 

Maurizio Bonora a Palazzo Schifanoia di Ferrara

schifanoia-ricostruzione-affrescosalonedeimesi-bymauriziobonoraStasera, dalle 19 alle 20.30, a Palazzo Schifanoia (via Scandiana 23) di Ferrara sarà in mostra in anteprima – con ingresso gratuito per un massimo di 70 persone – la ricostruzione realizzata dall’artista Maurizio Bonora della scena dipinta che dà l’avvio all’intero ciclo decorativo del Salone dei Mesi di Palazzo Schifanoia.

In quest’occasione è prevista una conversazione con l’artista all’interno dell’antica delizia estense. Bonora illustrerà le tecniche del mestiere pittorico che gli hanno consentito di ricostruire le porzioni figurative mancanti ed entrerà nel merito delle caratteristiche delle decorazioni scomparse, da lui approfondite in anni di studio.

Per ragioni di sicurezza connesse alla capienza del Salone (massimo 70 persone), verrà consentito l’ingresso solo a chi sarà munito del biglietto gratuito, distribuito oggi stesso dal personale del Museo a partire dalle 18.30 secondo l’ordine di arrivo.

L’evento fa parte del “Laboratorio Schifanoia: studi e nuove Ricostruzioni. Continuazione della ricostruzione di parte delle pitture parietali del lato meridionale del Salone dei Mesi da parte di Maurizio Bonora”, visitabile a partire dal 14 ottobre 2016 negli orari di apertura a Palazzo Schifanoia, via Scandiana 23 a Ferrara.

 

Alessandro Zangara

 

Hostaria, il Festival del Vino a Verona

Si terrà da venerdì 14 a domenica 16 ottobre la seconda edizione di “Hostaria”, il festival del vino di Verona che animerà il centro storico con un fine settimana ricco di attività ed eventi. Il festival è organizzato dall’associazione Culturale “Hostaria Verona” in collaborazione con il Comune di Verona e con il supporto di Amia, Agsm, Acque Veronesi ed Atv. L’evento è stato presentato a palazzo Barbieri dal Sindaco Flavio Tosi e dall’assessore al Tempo libero Alberto Bozza. Presenti, oltre agli organizzatori Leonardo Rebonato ed Enrico Garnero, il presidente dell’associazione culturale Hostaria Verona Alessandro Medici, il presidente di Agec Massimo Galli Righi e il direttore Maria Cristina Motta, il responsabile di area della Banca Popolare Piergiorgio Zingarlini, il direttore di Aci Verona Riccardo Cuomo, il direttore del Consorzio Monte Veronese Paola Giagulli, il presidente dell’associazione River Tommaso Ferrari e il nipote di Francesco Conz, al quale sarà dedicata questa edizione della manifestazione, Nicola Viviani. “Dopo la bella e ben riuscita sperimentazione dello scorso anno – ha sottolineato il Sindaco Tosi – l’evento si ripropone ampliato e arricchito da nuove proposte, continuando a coinvolgere tutto il centro storico, compresi alcuni luoghi significativi ma spesso penalizzati in quanto decentrati come piazza San Zeno. Sarà una festa delle eccellenze del territorio che unirà l’enogastronomia ad appuntamenti culturali, aiutando l’economia della città in un periodo dell’anno in cui di solito il turismo tende a calare”. “Una manifestazione di elevata qualità che – ha dichiarato l’assessore Bozza – già nella sua prima edizione ha saputo conquistare il consenso di tanti cittadini e turisti e che quest’anno vedrà la concomitanza con altri grandi eventi: il Rally Due Valli e ArtVerona. Un ringraziamento va a tutti gli organizzatori che con il loro lavoro hanno saputo coinvolgere le realtà economiche e istituzionali al fine di far fruttare il potenziale cittadino”. Durante le tre giornate i partecipanti potranno assaporare i vini delle migliori cantine veronesi provenienti dalle zone di produzione del Valpolicella, del Custoza, del Bardolino, del Lugana, del Soave e del Durello. Nel percorso, inoltre, sarà possibile gustare le particolarità della gastronomia veronese, con la proposta di assaggi di risotto all’isolana, tortellini di Valeggio e formaggio Monte Veronese. In piazza Bra sarà riproposto il villaggio del Monte Veronese, con un ricco calendario di attività per giovani casari e degustazioni guidate. Durante il Festival saranno coinvolti i ristoranti e le osterie dell’intera provincia di Verona, che per tutto il mese di ottobre proporranno menù tipici accompagnati dai vini delle cantine aderenti in un progetto ad ampio raggio denominato #100MenùDi Hostaria. Molti gli eventi collaterali in programmazione (con conferenze tematiche, esposizioni ed istallazioni di arte moderna, improvvisazioni musicali) tra i quali l’incontro con Tania Cagnotto, Carlo Vanoni e Enrico Ruggeri. Sabato 15 ottobre, inoltre, dopo la chiusura del festival, alla Dogana Veneta Vecchia la festa proseguirà con la serata curata dall’Associazione River e dal Canoa Club. Grazie ad una speciale convenzione con Atv, durante i giorni del festival il pubblico, aggiungendo un euro al costo della prevendita, potrà usufruire del servizio pubblico in tutta la città e la provincia. Il costo del biglietto è di 20 euro, scontato a 15 euro se acquistato in prevendita, e comprende un massimo di 10 degustazioni più il bicchiere celebrativo. L’acquisto del biglietto è possibile tramite la APP ufficiale Hostaria Verona, sul sito del Festival e da Verona Box Office – via Pallone, 16. Tutte le informazioni sul sito http://www.hostariaverona.com. E’ inoltre possibile acquistare l’abbonamento per tutti 3 i giorni del Festival al costo di 30 euro e da quest’anno anche un particolare biglietto di coppia al costo di 20 euro che prevede un esclusivo invito, in collaborazione con Agec, ad una visita alla Torre dei Lamberti.

 

Roberto Bolis

Simposio su tecniche antiterrorismo a Verona

Si terrà dal 17 al 28 ottobre a Verona “Law Enforcement Tactical Ops and Swat Team Tactics – Simposio comparato USA-Italia su tecniche e tattiche di antiterrorismo ed emergenza sanitaria applicate dalle Forze di Polizia”. L’evento, organizzato dall’International Police Association esecutivo locale di Verona – I.P.A., in collaborazione con il Gruppo Interforze ed il patrocinio del Comune di Verona, è stato presentato dall’assessore ai Rapporti patrimoniali con le associazioni Edoardo Lana insieme al presidente dell’I.P.A. Cataldo Russo. “Un appuntamento formativo – spiega Lana – che punta ad accrescere le capacità d’intervento degli uomini delle Forze di Polizia in situazioni di emergenza, che mettono a rischio l’incolumità dei cittadini e la loro”.

Il simposio, organizzato per gli associati I.P.A. appartenenti alle Forze di Polizia, si articola in più giornate pratiche che prevedono: dal 17 al 20 ottobre, al Movieland di Lazise, una sessione dedicata alle dimostrazioni pratiche per interventi all’interno di centri urbani con presenza anche di ostaggi; dal 22 al 23 ottobre, a Vicenza, una sessione dedicata alla dimostrazione di interventi e bonifica di zone degradate ed edifici abbandonati; dal 25 al 28 ottobre, al poligono di Caprino, una sessione dedicata al tiro operativo rapido e dinamico con armi da fuoco.

Programmato nella giornata di lunedì 24 ottobre, dalle 9 alle 18, al Cineteatro Peroni di San Martino Buon Albergo, un seminario in cui saranno illustrate: tecniche di bonifiche ambientali, di fermo e controllo in sicurezza di veicoli, di antiterrorismo, autosoccorso sanitario da adottare in caso di ferite da armi da fuoco, da taglio, da ustioni e da agenti chimici e biologici, tecniche di respirazione e controllo dello stress.

Per informazioni è possibile contattare l’International Police Association – Sezione Italiana – 5ª Delegazione Regionale Veneto, al numero 0458078447

 

Roberto Bolis

“Picasso” a Verona dal 15 ottobre

presentazione_mostra_picassoUn’opera per ogni anno della vita di Pablo Picasso nell’arco temporale che va dal 1906 fino all’inizio degli anni ‘70: questa la novità assoluta della grande mostra che aprirà ad AMO Arena Museo Opera di Verona il 15 ottobre. Dopo anni dall’ultima retrospettiva milanese dedicata al più eclettico degli artisti del Novecento, tornano per la prima volta in Italia 90 opere tra le quali Nudo seduto (da Les Demoiselles d’Avignon del 1907), Il Bacio (la piccola e struggente tela del 1931) e La Femme qui pleure e il Portrait de Marie-Thérèse entrambe del 1937, solo per citare alcuni dei capolavori tra i molti concessi in prestito dal Musée national Picasso – Parigi. Opere di pittura, scultura e arti grafiche creano un percorso capace di raccontare la metamorfosi a cui l’artista sottopone la rappresentazione del corpo umano, mentre la sua arte attraversa le fasi del pre-cubismo, del Cubismo, l’età Classica e il Surrealismo, fino a giungere agli anni del dopoguerra, superando le barriere e le categorie di “ritratto” e “scena di genere” per giungere sempre a un nuovo concetto di “figura”: quella che rese Picasso costruttore e distruttore al tempo stesso di un’arte solo sua, dal fascino inesauribile. L’evento è stato presentato a palazzo Barberi dal Sindaco Flavio Tosi; presenti il direttore di AMO Francesco Girondini, il presidente di AGSM Fabio Venturi e Iole Siena e Sergio Gaddi per Arthemisia Group. «Un’occasione irripetibile che la città ha saputo cogliere, grazie ad Arthemisia Group e alla collaborazione con il Museo Picasso di Parigi, che ha scelto Verona per ripercorrere la vita di uno dei più grandi interpreti/artisti del Novecento, attraverso la selezione di 90 opere fra i suoi capolavori» – commenta il Sindaco Flavio Tosi. «Grazie a questa esposizione» – prosegue il Sindaco -, «Verona riconferma dunque la sua statura internazionale di città europea dell’arte e della cultura. Siamo certi che questa grande mostra, oltre ad attrarre un altissimo numero di visitatori, saprà consolidare il prestigio e la fama di Verona, valorizzando ulteriormente la ricchezza artistica e monumentale della nostra città. Questo evento, infine, è la dimostrazione che il sistema-cultura di una città come la nostra, che racconta i suoi duemila anni di storia in ogni angolo di chiesa, piazza e museo, è in grado di intrattenere relazioni proficue con i più grandi centri culturali del mondo e di offrire al pubblico prodotti di altissimo livello artistico. Ci aspettiamo numeri di visitatori molto alti, visto che sarà una delle più belle mostre presenti in Italia nel periodo invernale”. «Sono trascorsi più di venticinque anni, era il 1990, dall’ultima mostra veronese interamente dedicata a quel genio dell’arte che è stato Pablo Picasso e che oggi ritorna a Palazzo Forti, all’Arena Museo Opera in una grande esposizione dal titolo “Picasso – Figure 1906-1971”» – commenta Francesco Girondini direttore di AMO Arena Museo Opera di Verona. «La mostra di allora, “Picasso in Italia”, fu realizzata grazie all’intuizione, e alla costante ricerca critica, del compianto direttore della Galleria d’Arte Moderna di Verona, Giorgio Cortenova. L’attuale esposizione è stata invece resa possibile grazie alla fattiva collaborazione avviata con la società Arthemisia Group e riafferma, se ancora ce ne fosse bisogno, il ruolo centrale assunto da AMO nella produzione di mostre di alto livello nell’ambito di una programmazione iniziata con la retrospettiva dell’artista Tamara de Lempicka e proseguita con la mostra dedicata a Maria Callas». «Il Gruppo Agsm ha deciso di sostenere, dopo la bellissima mostra su Maria Callas, anche l’esposizione ad AMO di Pablo Picasso» – commenta Fabio Venturi, presidente del Gruppo Agsm – «e ne vado molto orgoglioso. La cultura, in questo caso sotto forma di pittura e addirittura con un nome così importante come quello di Picasso, è un valore aggiunto che la nostra società vuole offrire al territorio. Noi non pensiamo solo ai profitti ma vogliamo regalare a Verona delle opportunità di crescita e di approfondimento con questi importanti eventi. E poi speriamo che il nome di un pittore prestigioso come Picasso possa richiamare nella nostra città un ampio numero di appassionati e non, così da rendere Verona conosciuta non solo per le meraviglie storiche e architettoniche che offre ma anche per le sue possibilità culturali».

Con il patrocinio del Comune di Verona, la mostra Picasso. Figure (1906-1971) è organizzata da Arthemisia Group in collaborazione con il Musée national Picasso – Parigi ed è curata da Emilie Bouvard, conservatrice del Musée national Picasso – Parigi. La mostra vede il fondamentale contributo del Gruppo AGSM main sponsor dell’iniziativa.

LA MOSTRA Il viaggio nel processo creativo picassiano, attraverso le sei sezioni di mostra, porta a scoprire il perché delle produzioni in serie e del riprendere sempre lo stesso soggetto da parte del Maestro, per riprodurlo nel corso degli anni (e cavalcando le diverse epoche e stili) al fine di raccontare quanto fosse ossessivo per lui il ripetersi, nelle proprie creazioni, della figura umana e dei ritratti. Tra foto e filmati d’epoca che accompagnano il visitatore alla scoperta del vissuto dell’artista, la mostra abbraccia l’arco temporale della sua produzione che va dal 1906 fino agli anni inizi degli anni ‘70 e racconta – oltre all’entourage intellettuale e letterario e agli studi sul movimento – anche la ricerca durante il primo dopoguerra di un nuovo primitivismo attraverso il disegno infantile, le fonti preistoriche e quel desiderio di liberarsi dalle forme che durerà fino agli anni ‘40.

Orario apertura Lunedì dalle 14.30 alle 19.30 Dal martedì a Domenica dalle 9.30 alle 19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)

Roberto Bolis

Premi Amnesty al Giffoni

Nel corso della 46esima edizione del Giffoni Film Festival una giuria composta da attivisti campani di Amnesty International ha selezionato i film che hanno meglio rappresentato il tema dei diritti umani. Il Premio Amnesty 2016 al Giffoni Film Festival è stato assegnato a “Dreaming of Denmark” di Michael Graversen con la seguente motivazione: “Per la capacità e la discrezione con cui il regista ha raccontato una storia che ci rende consapevoli delle difficoltà di essere un richiedente asilo nell’Europa di oggi. Per aver saputo esprimere compiutamente il desiderio di una vita normale dei tanti ragazzi che con grande coraggio ed estrema difficoltà arrivano in Europa e si vedono respinti a causa di una burocrazia ottusa che non tiene conto dei diritti dei minori una volta diventati adulti. Per la scelta di narrare una storia vera, nella quale è facile immedesimarsi e provare le stesse forti emozioni del protagonista.” La giuria ha voluto dedicare il premio a Wasiullah, il ragazzo protagonista del film, nella speranza che un giorno possa esaudire tutti i sogni della sua vita. La settima edizione del Premio Amnesty Corto 2016 ha visto vincitore il film di animazione “Ploty” di Natalia Krawczuk. Questa la motivazione del premio: “Per aver posto l’accento sul tema del diritto alla libertà e sulle conseguenze che la sua limitazione comporta in un momento storico come questo in cui si ergono sempre più barriere. Le barriere, come i confini, impediscono di conoscere realmente chi vediamo diverso, anche soltanto per adesione a un pensiero omologato e spesso indotto da strumentali politiche di massa. Tuttavia, una volta rimossi i ‘recinti’ che danno il titolo all’opera, ci si rende conto che la diversità è essenzialmente fittizia, figlia di una società incattivita dalla politica della paura e contraria all’idea dell’accoglienza. Una società pronta a implodere sotto il peso della propria chiusura.” Durante il Giffoni Film Festival, Amnesty International Italia ha invitato giurate e giurati a partecipare alle iniziative dell’azione “Canali sicuri per i rifugiati” attraverso attività di gioco e sensibilizzazione sulla tematica. Nelle precedenti edizioni, il premio Amnesty Giffoni Film Festival è stato assegnato a “The Wooden Camera” di Ntshaveni Wa Curuli (2004), “Innocent Voices” di Luis Mandoki (2005), “Zozo” di Josef Fares (2006), “Rosso Malpelo” di Pasquale Scimeca (2007), “Heart of Fire” di Luigi Falorni (2008), “Skin” di Anthony Fabian (2009), “The story of me” di Luiz Villaça (2010), “Lost in Africa” di Vibeke Muasya (2011), “Stay” di Lourens Blok (2012), “Mike says goodbye!” di Maria Peters (2013), “Lucky Devils” di Verena Endtner (2014) e “Fatima” di Philippe Faucon (2015). Nelle scorse edizioni il premio Amnesty Corto Giffoni Film Festival è stato assegnato a “DisAbili” di Angelo Cretella (2010), “Hai in mano il tuo futuro” di Enrico Maria Artale (2011), “Heimatland” di Loretta Arnold, Andrea Schneider, Marius Portmann e Fabio Friedli (2012), “Hollow Land” di Uri Kranot e Michelle Kranot (2013), “Feathers” di Adriano Giotti (2014) e “Beach Flags” di Sarah Saidan (2015).
Amnesty International Italia

Tamini. Un vecchio leone e il suo cammino

Il cammino del vecchio leone. Così viene definito il percorso di vita di Carlo Tamini, creatore nel 1916 di un’eccellenza italiana: un’officina che in soli dieci anni divenne la Tamini Costruzioni Elettromeccaniche. Passato indenne, o quasi, attraverso due guerre, Tamini ha molto da raccontare con la sua storia fatta d’amore e di lavoro, amore per il lavoro e lavoro per amore di creare un’industria che fosse molto più del guadagno. Oggi che si guarda al momento e al particolare, perdendo il più delle volte la visione d’insieme di un progetto e di un perché che possano avere un senso per l’oggi e per il futuro, sia per sé che per altri in un contesto di società dai problemi e dai successi condivisi, Tamini può diventare un punto di riferimento. Ecco allora storia industriale, con i big dell’acciaio come Riva e Lucchini, oppure altri grandi dell’imprenditoria come Olivetti, ma anche familiare e non sempre semplice e lineare; storia di interessi anche extralavorativi, dallo sport all’arte, fino agli scavi archeologici dell’erede Luciano che, con carattere deciso, mantiene il suo ufficio di presidente nella palazzina di Melegnano. Insomma, una storia italiana da cui imparare idee e coraggio, determinazione e creatività. Scritta con l’esperienza giornalistica di Erika Dellacasa, per anni nella redazione di “Globo”, dell’agenzia di stampa “Adnkronos, poi de “il Secolo XIX” e “Corriere della Sera”, fino al suo bel libro su un’altra dinastia imprenditoriale italiana “I Costa”.

Il racconto più interessante riguarda gli anni dei conflitti sindacali, oppure delle forniture di trasformatori per l’industria bresciana, come alle Acciaierie Stefana o all’Alfa Acciai. In questo, il rinnovamento dei trasformatori da forno che ebbero un’evoluzione ininterrotta nel tempo per alimentare forni sempre più grossi allo scopo di aumentare la produzione riducendo i consumi, soprattutto di energia elettrica. La storia dell’energia e dell’industria in Italia si ripercorre pertanto nel libro, ed è interessante leggere anche tra le righe come si è andati perdendo pietre miliari dell’industria nazionale. Arriviamo poi al 2013, quando una società di Tamini riceve il prestigioso premio International Utility Award dell’Edison Electric Institute di Washington, incoronandola tra le migliori utility europee per rendimento totale del titolo in tre anni, gli ultimi tre anni, e si parla di anni di crisi estrema. Infatti, ebbe un rendimento del 24per cento contro performance medie del settore negative. La “Tamini” resterà italiana, pur se le notizie parlavano già di acquisto da parte estera. Poi la chiusura del lungo racconto, arricchito anche da immagini e copie di documenti, è un cammino di altra natura, per le vie di un pellegrinaggio a Santiago. Come per dire che per trovare noi stessi, nel lavoro, nella vita, dentro di noi, dobbiamo comunque camminare.

Da leggere.

 

Erika Dellacasa: “Il cammino del vecchio leone”, Marsilio, Venezia, 2016.

 

Alessia Biasiolo

 

Giovanni Dal Ponte. Protagonista dell’Umanesimo tardogotico

fig-1-giovanni-dal-ponteLa grande mostra del 2016 della Galleria dell’Accademia di Firenze, voluta dal nuovo direttore del museo, Cecilie Hollberg,è ormai da mesi in fase di intenso studio e preparazione.

Si tratta della prima rassegna monografica dedicata al pittore fiorentino Giovanni di Marco (1385-1437), più noto con il soprannome di Giovanni dal Ponte, dovuto all’ubicazione della sua bottega in Piazza di Santo Stefano al Ponte a Firenze.

Nell’ambito degli studi sulla pittura fiorentina del cruciale momento di passaggio tra la cultura tardogotica e quella rinascimentale era attesa da tempo una mostra come questa, in grado di offrire un bilancio critico aggiornato sull’attività di questo protagonista di primo piano nel panorama artistico fiorentino del primo quarto del secolo XV.

Giovanni dal Ponte fu dotato di un linguaggio al tempo stesso assai individuale ed estroso, nonché aggiornato sull’attività dei maggiori artisti operanti in quel tempo nel capoluogo toscano: da Lorenzo Ghiberti, Lorenzo Monaco e Gherardo Starnina, a Masolino e al Beato Angelico e Paolo Uccello, a Masaccio. Tutti questi artisti di altissimo livello saranno presenti in mostra per illustrare l’ambiente artistico in cui si svolse la formazione del pittore.

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La produzione di Giovanni dal Ponte sarà accuratamente documentata in ogni fase del suo percorso artistico non soltanto grazie ai prestiti ottenuti dall’Italia, ma in particolare per le numerose opere che giungeranno dall’estero.

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Sono davvero in numero ragguardevole le prestigiose istituzioni museali di varie parti del mondo che hanno voluto assicurare la loro partecipazione all’iniziativa della Galleria dell’Accademia di Firenze, soprattutto considerandola comprensibile e ben nota difficoltà a concedere i preziosi e assai fragili dipinti di quest’epoca. Tra le altre, si possono ricordare la National Gallery di Londra, il Museo del Prado a Madrid,il Museum of Art di Filadelfia, il Fogg Art Museum di Cambridge (U.S.A.), o il Museo Jacquemart-André di Parigi.Da quest’ultimo giungerà un importante e raro cassone dipinto, ancora integro nella sua struttura originale, che sarà restaurato per l’occasione. Preme rimarcare in maniera particolare i numerosi e importanti restauri che saranno portati a termine in previsione dell’esposizione e che ne costituiranno un ulteriore punto di merito oltre a rappresentare un contributo non marginale sul versante fondamentale della tutela e della conservazione.

Il progetto scientifico, così come la cura della mostra e del catalogo a corredo,si devono ad Angelo Tartuferi, responsabile del settore dipinti dal Duecento al Quattrocento della Galleria dell’Accademia di Firenze e grande conoscitore dell’argomento,e Lorenzo Sbaraglio del Polo museale regionale della Toscana,che ha approfondito in anni recenti lo studio delle opere di Giovanni dal Ponte.

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Il catalogo della mostra, edito da Giunti, offrirà, tra l’altro, un repertorio completo dei dipinti oggi riferibili al pittore e un regesto di tutti i documenti sin qui noti che lo riguardano. Grazie agli studi e alle indagini di archivio svolte per l’occasione emergeranno numerose e importanti novità rispetto alla provenienza originale di alcune opere-chiave dell’artista, con riflessi importanti anche sulle datazioni.

Giovanni dal Ponte (1385-1437)

Protagonista dell’Umanesimo tardogotico

Galleria dell’Accademia di Firenze

22 novembre 2016 – 12 marzo 2017

 

Uf. St. (anche per credits foto)

 

Villa Pullè a Verona. Siglato l’accordo

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Il presidente dell’Inps Tito Boeri e il Sindaco di Verona Flavio Tosi hanno sottoscritto a palazzo Barbieri il Protocollo di Intesa istituzionale per il recupero, la valorizzazione e il riuso funzionale di Villa Pullè. Presenti l’assessore all’Istruzione e Politiche giovanili Alberto Benetti, delegato alla trattativa con l’Inps e il presidente della terza circoscrizione Massimo Paci. “Un’operazione di permuta – dichiara il Sindaco Tosi – che consentirà di valorizzare, con la complessiva riqualificazione della Villa, un importante immobile di pregio e di restituire, con la sistemazione del parco, una bellissima area verde alla cittadinanza. Una decisione che conviene a Verona e agli interessi dell’intero Paese – sottolinea il Sindaco – di cui è doveroso ringraziare il presidente Boeri che, fra le sempre mille complicazioni burocratiche, è stato in grado di portare a risoluzione con rapidità un’operazione che rischiava di trascinarsi per anni”. “Grazie all’accordo – precisa l’assessore Benetti – diverrà del Comune l’area del parco prospiciente alla piazza del Chievo che, a seguito dell’abbattimento dell’attuale muro di cinta, potrà finalmente divenire spazio verde pubblico a servizio della cittadinanza. Inoltre – conclude Benetti – sarà posto un vincolo d’uso sulla Villa e sul restante parco di proprietà dell’Inps, in modo da consentire, in alcune occasioni dell’anno, la futura accessibilità degli spazi privati anche da parte dei cittadini”.

“Un accordo positivo per il Comune di Verona e anche per l’Inps – commenta il presidente Boeri – che rientra nell’ambito di un piano più generale di dismissioni di beni di proprietà dell’istituto. Villa Pullè era abbandonata al degrado da troppi anni: non potevamo più permettere che un immobile di grande pregio continuasse ad offrire un’immagine negativa in un’area tanto importante, ed in piena espansione, della città. Con questa permuta, la cittadinanza avrà a disposizione un’ampia area verde attigua alla piazza del quartiere e, in futuro, la Villa potrà essere aperta ai cittadini in alcuni giorni dell’anno. Abbiamo scelto infatti di garantirne la valorizzazione attraverso una serie di possibilità aperte, in linea con il valore storico e artistico della Villa: poi dipenderà, naturalmente, dall’interesse manifestato dai privati, nell’ambito del piano di dismissioni. Siamo convinti che, in un periodo di grandi ristrettezze per i bilanci degli enti pubblici, l’unica strada possibile per la valorizzazione degli immobili di pregio sia la sinergia fra pubblico e privato”.

L’accordo sottoscritto prevede la permuta fra Comune e Inps di aree del parco di identica superficie (circa 10 mila mq), in modo da lasciare al Comune il pieno possesso dell’area verde a ridosso di piazza Chievo, attualmente di proprietà dell’Inps, destinata a verde pubblico; Inps avrà in cambio analoga area comunale del Parco interno, che sarà destinata a verde privato. L’intesa prevede anche la definizione del progetto di una doppia recinzione sul fronte principale della villa: una (aperta) verso piazza Chievo e l’altra (chiusa) tra il verde pubblico e la villa stessa; progetto da concordare con il Comune di Verona e da assoggettare all’approvazione della Soprintendenza. La recinzione dovrà soddisfare sia l’esigenza del Comune di avere la massima apertura tra piazza Chievo e l’area a verde pubblico, sia l’esigenza dell’Inps di avere un’efficace delimitazione della proprietà privata. Villa Marioni Pullè, di proprietà dell’Inps, verrà valorizzata urbanisticamente attribuendole tutte le destinazioni d’uso che, pur compatibili con il suo valore storico, le consentano di essere appetibile sul mercato immobiliare, in modo da garantirne il restauro e la corretta manutenzione nel tempo con fondi privati. Un successivo accordo di programma potrà quindi attribuire a Villa Marioni Pullè, mediante intervento edilizio diretto, le seguenti destinazioni: residenziale, commerciale, direzionale, turistico ricettiva.

Entro 30 giorni dalla sottoscrizione del presente accordo, Inps e Comune di Verona costituiranno un tavolo tecnico operativo, presieduto dal rappresentante designato dal Comune, per la predisposizione dell’accordo di programma. L’Inps concederà a favore del Comune di Verona l’iscrizione di un vincolo d’uso a carico dell’eventuale privato acquirente o concessionario della Villa, con l’obbligo a lasciare una certa quantità di uso pubblico del complesso immobiliare: libero accesso della cittadinanza al Parco privato per una giornata al mese; uso gratuito di una sala interna di rappresentanza al Comune per almeno sei eventi l’anno.

 

Roberto Bolis