WINE2WINE 2016: focus sul mercato tedesco

Guarda con attenzione alla Germania e alle sue potenzialità di mercato la prossima edizione di wine2wine, in calendario alla fiera di Verona il 6 e il 7 dicembre prossimi. Il Forum sul business del vino, ideato e organizzato da Veronafiere-Vinitaly, in collaborazione con Unione Italiana Vini, Federvini e Ice – Agenzia, analizza anche le potenzialità dello storytelling e le dinamiche di esportazione nei Paesi soggetti a monopolio come la Svezia.

Tra i top speaker dell’edizione 2016 hanno già confermato la loro presenza Hermann Pilz, Jonas Rojerman e Felicity Carter. Ad aprire la sessione plenaria, che detta il focus dell’intera edizione, Hermann Pilz, direttore di Weinwirtschaft – una tra le più affidabili e riconosciute riviste tedesche per gli operatori di settore –, chiamato a fare il punto sul secondo mercato per l’export delle cantine italiane. Nel 2015, la Germania ha importato infatti 5,5 milioni di ettolitri per un controvalore superiore a 960 mila euro (Fonte UIV-ISMEA).

Una delle novità 2016, di cui si sta perfezionando il programma, il Fake Tender dedicato al mercato svedese dove vige il monopolio di Stato. Jonas Rojerman, capo del controllo qualità di Systembolaget, azienda pubblica che detiene in Svezia il monopolio della vendita di bevande con gradazione alcolica superiore a 3,5%, sarà a disposizione dei produttori italiani per aiutarli a comprendere le procedure di selezione per la vendita dei vini in loco.

Come nelle scorse edizioni, wine2wine riserva alcune sessioni al tema della comunicazione e della reputazione nel mondo del web. In particolare Felicity Carter – redattore capo della Meininger Wine Business International, rivista di taglio internazionale in lingua inglese sul business del vino – focalizza l’attenzione sullo storytelling, l’importanza di raccontarsi on line e gli effetti che questa attività può regalare alle aziende che ne sanno fare buon uso.

Wine2wine è nato con l’obiettivo di essere un evento formativo rivolto ai protagonisti del mondo del vino. La partecipazione è a pagamento. 

Tariffe e agevolazioni

Iscrizioni entro il 30 settembre > 195 euro +IVA

Iscrizioni da 1 ottobre > 295 euro +IVA per la prima registrazione e 195 euro +IVA per ulteriori partecipanti della stessa azienda

Altre info sul sito dedicato.

 

Veronafiere

 

Sfida stellare al Val di Fassa Bike 2016

i012764-val-di-fassa-bike-settembre

Un parterre ricco di campioni nazionali e internazionali renderà ancora più avvincente ed entusiasmante la 9° edizione della Val di Fassa Bike in programma domenica 11 settembre a Moena, in Val di Fassa. In campo maschile c’è grande fermento per l’arrivo del campione del mondo marathon Tiago Ferreira e del vincitore dell’edizione 2015 Leonardo Paez, ma dopo le conferme di Periklis Ilias, Philip Handl, Alexander Laugesen, Pietro Sarai, Andrea Dei Tos, Marzio Deho, Tony Longo, Massimo De Bertolis e Pilley Morgan, numerose altre stelle della mountain bike hanno risposto alla chiamata della Val di Fassa Bike. Nomi di calibro internazionale e possibili candidati alla vittoria come Jhonatan Botero Villegas, autore di un fantastico 5° posto alle Olimpiadi di Rio, il campione marathon russo Alexey Medvedev, il campione ceco Under 23 Jan Vastl, il colombiano Diego Alfonso Arias Cuervo, il tedesco Andreas Kleiber, il giovane danese Alexander Laugesen. Davvero folta anche la rappresentanza italiana con Samuele Porro, Martino Fruet, Gerhard Kerschbaumer, Francesco Casagrande, Johnny Cattaneo, Daniele Mensi, Luca Ronchi, Adriano Caratide, Enrico Franzoi, Andrea Righettini, Vittorio Oliva, e Cristian Cominelli. Tra le donne, graditissimo ritorno della portacolori austriaca Christina Kollman che proverà a difendere il titolo conquistato lo scorso anno dall’agguerrita concorrenza di Elena Gadoni, Maria Cristina Nisi, Mara Fumagalli e Costanza Fasolis. Una start-list stellare, i team più forti del mondo si daranno battaglia sull’inedito percorso della Val di Fassa Bike, che, sicuramente saprà far emergere l’atleta più completo. Ad affermarlo sono le decine e decine di bikers che lo hanno testato giungendo al termine esaltati ed euforici. Il nuovo tracciato fa scorrere l’adrenalina nelle vene e viene definito “il più bello della storia di Moena”, una gratificazione enorme per il Comitato Organizzatore dopo l’immenso impegno profuso per realizzarlo proprio con l’obiettivo di creare qualche cosa che potesse veramente far divertire i veri appassionati della mountain bike. Una gara dura ma accessibile a tutti, con diversi single track, salite tecniche, discese spettacolari e tutto intorno il panorama mozzafiato della Val di Fassa. VAL DI FASSA BIKE BOYS 2016 Come da tradizione, grazie alla collaborazione con la società sportiva 3esse-Soraga, anche quest’anno, la ASD Val di Fassa Sport Events ha organizzato una gara dedicata solo a bambini e ragazzi: la Val di Fassa Bike Boys che avrà luogo sabato 10 settembre a Soraga di Fassa, presso il parco “Vischia de Sach”. Sono previste diverse categorie dai 0 ai 16 anni con pacco gara e premiazione finale dei primi tre classificati per ogni categoria. Maggiori info su www.valdifassabike.it Inoltre, domenica 11 settembre, durante la Val di Fassa Bike, dalle ore 10.30 fino alle 12.30 intrattenimento per bambini nello spazio riservato vicino all’arrivo, ed estrazione di una 1 fat bike bimbo/a. Le eventuali offerte libere saranno totalmente devolute alle popolazioni di Amatrice e delle zone colpite dal sisma.

ATC

Pacchetto latte U.E.

In attesa che siano operativi gli strumenti del Pacchetto Latte anticrisi adottato da Bruxelles, con la dote complessiva di 500 milioni di euro (dei quali 350 nella disponibilità degli Stati Membri e 150 a sostegno della riduzione volontaria delle consegne di latte), gli allevatori italiani chiedono che venga costituita una Organizzazione comune di mercato (Ocm Latte) per sostenere l’export nei Paesi terzi e che il contenimento volontario della produzione lattiera tenga conto dello stato di autoapprovvigionamento dei singoli Paesi dell’Unione europea.

È quanto emerge da un sondaggio realizzato da Fieragricola – rassegna internazionale dedicata al comparto primario, in programma a Veronafiere dal 31 gennaio al 3 febbraio 2018 – al quale hanno risposto 480 tra allevatori e trasformatori.

In particolare, sarebbero favorevoli alla predisposizione di una Ocm Latte per l’internazionalizzazione nei Paesi terzi il 43,8% degli interessati, seguiti dal 39,6% di quanti chiedono all’Ue di pianificare una riduzione della produzione basata sul reale autoapprovvigionamento. Questo significherebbe che a ridurre maggiormente la produzione lattiera sarebbero le aree del Nord Europa, le Repubbliche Baltiche e Paesi come l’Irlanda, tutti ampiamenti alle prese con un surplus rispetto alle necessità interne. L’Italia, la cui produzione si colloca al di sotto del 75% del fabbisogno interno, non sarebbe pertanto costretta a diminuire le consegne di latte, così come quasi tutto il Sud Europa, essenzialmente deficitario.

Il 22,9% delle risposte è in linea con quanto disposto dalla Commissione europea, cioè di un piano di riduzione volontaria, ai sensi dell’articolo 222 del Trattato sul funzionamento dell’Ue fra tutti i Paesi comunitari.

Spostando l’attenzione sulle richieste degli allevatori al Governo, tenuto conto che l’Italia riceverà 20,9 milioni dei 350 milioni del Pacchetto Latte destinati direttamente agli Stati Membri, le risposte al sondaggio si schierano per il rafforzamento della promozione delle Dop casearie (58,3%), per il sostegno all’export nei Paesi terzi (47,9%), per definire incentivi all’innovazione (27,1%) e per rafforzare le organizzazione di produttori (20,8 per cento). La produzione di formaggi a denominazione di origine protetta, in particolare, costituisce un valore aggiunto notevole per il latte italiano e assicura una tipicità particolarmente apprezzata sui mercati domestico e internazionale.

 

Veronafiere                         

 

Laboratori teatrali a Brescia con Decameron

 chimera-l-giagnoni

 

Anche quest’anno torna il corso “Stage sui linguaggi teatrali – “DECAMERON Che cosa faresti alla fine del mondo?”, riservato ai docenti delle scuole di ogni ordine e grado promosso e organizzato dal CTB Centro Teatrale Bresciano per la stagione 2016/2017 e condotto da Lucilla Giagnoni, attrice, regista e autrice.

Il corso proseguirà fino al 29 settembre 2016 e tutti gli incontri si terranno dalle ore 15.00 alle ore 18.30.

Di seguito le date e le modalità:

Teatro Sociale – Via Felice Cavallotti,20 – Brescia

Lunedì 12 settembre 2016

Martedì 13 settembre 2016

Mercoledì 14 settembre 2016

 

Teatro Santa Chiara Mina Mezzadri – C.da S.Chiara 50/A

Martedì 20 settembre 2016

Mercoledì 21 settembre 2016

Giovedì 22 settembre 2016

 

Teatro Sociale – Via Felice Cavallotti,20 – Brescia

Lunedì 26 settembre 2016

Giovedì 29 settembre 2016

Il corso si propone di far sperimentare ai partecipanti alcuni degli elementi fondamentali delle tecniche della narrazione e per estensione della comunicazione riguardanti il movimento corporeo, la voce, per comprendere quali sono i passaggi fondamentali attraverso cui un testo si vivifica nel corpo dell’attore-narratore.

INFO:

CTB Centro Teatrale Bresciano

 

Silvia Vittoriano

“La Via Geometrica. Da Scaccomatto agli Scacchi di Leonardo da Vinci” di Franco Rocco. Alla presentazione Vittorio Sgarbi

Ma Leonardo da Vinci giocava a scacchi?

Il critico d’arte Vittorio Sgarbi ne parla domani, giovedì 8 settembre alle ore 18.30, presso lo Spazio Espositivo PwC Milano di viale Monte Rosa 91 in occasione dell’inaugurazione della mostra di Franco RoccoLa Via Geometrica. Da Scaccomatto agli Scacchi di Leonardo” (8-30 settembre).

 

1-5-scacchiera_cristallo-3

La mostra parte dalla riedizione del libro dell’architetto Franco Rocco “Leonardo e Luca Pacioli. L’evidenza” (Editore Due Torri, Bologna) che, partendo da una approfondita analisi del Manoscritto riconosciuto come preparatorio del De Ludo Scachorum o Schifanoia del famoso matematico Frà Luca Pacioli, dimostra l’indiscutibile contributo di Leonardo da Vinci alla sua stesura e nell’evoluzione del gioco degli scacchi.

Il lavoro editoriale di Franco Rocco nasce infatti dal ritrovamento a Gorizia, fra i fondi storici della biblioteca del conte Guglielmo Coronini Cronberg, proprio del manoscritto sopra citato, databile con sicurezza fra il 1497 e il 1508.

In particolare Franco Rocco evidenzia l’aspetto inedito dei pezzi rappresentati sul Manoscritto rispetto a quelli su altri documenti dell’epoca, e dimostra come in molte pagine i tratti grafici di Leonardo da Vinci siano inconfondibili.

Afferma Vittorio Sgarbi: “Sono anni importanti, quelli rinascimentali che portano alla fine del Quattrocento, anche per la storia degli scacchi, come ci informa Rocco: il gioco medievale si stava modernizzando nella forma detta “alla rabiosa”, prevedendo il cambio di alcune regole fondamentali. Il manoscritto di Gorizia prende atto proprio di questa evoluzione, presentando il gioco secondo due varianti, la vecchia e l’aggiornata. Fra le nuove regole c’è anche la possibilità dell’arrocco, che limita i margini di manovra della regina, fino a quel momento troppo superiori rispetto a quelli delle altre pedine. E’ Leonardo, riferisce Rocco, il primo ad alludere alla mossa scacchistica nel modo in cui normalmente la intendiamo, attraverso la soluzione di un rebus che compare nel grande foglio 12692 di Windsor (1487-90 ca.)”.

8v-9r-7

In particolare, scrive Franco Rocco, negli antichi trattati le posizione dei pezzi sulle scacchiere erano indicate con il loro nome o con figure soltanto accennate, mentre nel Manoscritto pacioliano sulle scacchiere sono rappresentati pezzi veri dalle forme chiaramente distinguibili le une dalle altre, caratterizzate da proporzioni  perfette, pezzi di un design ricercato ed elegante mai visto prima.

Inoltre sulle 96 pagine del manoscritto, suddivise in 5 fascicoli, i pezzi sono disegnati in due maniere differenti: su 48 pagine tutte le figure hanno il contorno ben delineato e spesso ma non sempre sono colorate, mentre sulle altre 48 pagine le figure dei pezzi sono definite con la sola stesura del colore e sono senza contorno.

Franco Rocco dimostra infine come dei 114 problemi scacchistici presentati nel Manoscritto Leonardo ne abbia illustrati 58, dei quali ben 24 inediti, inventanti per il manoscritto, tutti da giocare con le nuove regole “a la rabiosa”, ovvero quelle ancora oggi in uso con la regina in grado di muoversi sulla scacchiera in ogni direzione.

La mostra milanese pone anche l’attenzione sul metodo con il quale Franco Rocco  ha affrontato lo studio del Manoscritto, mettendo in evidenza il suo gioco di scacchi Scaccomatto, nel quale i pezzi neri in bronzo e i pezzi bianchi in bronzo argentato possono essere ricomposti secondo uno schema di incastri in due cubi che racchiudono tutte le 32 pedine del gioco.

L’esposizione è inoltre arricchita da una sezione video che, in realtà virtuale, presenta il minuzioso lavoro di ricerca sul De Ludo Scachorum, lo scomponimento e ricomponimento tridimensionale del cubo Scaccomatto, e un’altra opera fondamentale del lavoro di Franco Rocco: La Via di Colombo, una sfera composta da trentasette parti in legno e bronzo che può essere smontata lasciandosi guidare dalla simbologia incisa sulla sua superficie come addentrandosi in un labirinto.

La mostra è completata da due sculture in bronzo a cera persa: Giano e La Parola e il Gesto, sul tema della natura messa a rischio dal gesto dell’uomo.

********************

FRANCO ROCCO

La via geometrica. Da Scaccomatto agli scacchi di Leonardo da Vinci

 

Spazio Espositivo PwC Milano

Via Monte Rosa 91, Milano

8-30 settembre 2016

Ingresso libero

Orari di apertura:

tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00

 

De Angelis

I gelatieri zoldani al Salone del Gusto di Torino

I012768-maestro-gelatiere_val-di-zoldoDal 22 al 26 settembre a Torino, tra gli ospiti della Compagnia Gelatieri a Terra Madre Salone del Gusto 2016, ci saranno anche i Maestri gelatieri della Val di Zoldo che racconteranno e mostreranno dal vivo come veniva prodotto il gelato alla fine dell’800, con mantecatori azionati a mano e raffreddati a ghiaccio e sale.

Turisti e professionisti del settore provenienti da oltre 160 paesi nel mondo potranno così conoscere la maestria e l’arte degli artigiani del gusto della valle zoldana, una tradizione che si tramanda da oltre due secoli tra i massicci dolomitici del Pelmo e del Civetta in provincia di Belluno. L’incontro con i gelatieri avverrà presso la “Via del Gelato” e venerdì 23 settembre, quando sfileranno per le strade del centro di Torino.

La peculiarità del Gelato Zoldano consiste nell’essere preparato con materie prime genuine e fresche. Il gusto principe è la Crema all’uovo aromatizzata con bacche di vaniglia e scorze di limone, seguendo una ricetta che prevede l’uso di latte fresco, panna fresca, uova fresche e zucchero. La presenza delle uova in quasi tutti i gusti è poi una delle caratteristiche del Gelato Zoldano, che non prevedeva l’uso di alcun tipo di addensante o di altri emulsionanti al di fuori della lecitina naturalmente presente nel tuorlo.

I012769-crema-uovo

LA PRODUZIONE DEL GELATO CON I MANTECATORI DELL’800 Prima dell’avvento dell’energia elettrica e dei sistemi di refrigerazione, venivano utilizzati mantecatori manuali (le macchine per produrre il gelato) azionati dalla forza dell’uomo. Il gelato è infatti una miscela liquida che, opportunamente raffreddata e contemporaneamente agitata per incorporare aria, diventa cremosa e non si trasforma in ghiaccio perchè contiene un anticongelante naturale rappresentato dagli zuccheri presenti nella ricetta. Il freddo necessario per il congelamento veniva dato da una miscela eutettica formata da ghiaccio e sale (raggiunge la temperatura di -24°/-25°), che veniva posta in una intercapedine all’interno dalla mastella di legno che costituiva la base del mantecatore.

ATc

“Coloriamo Verona”, concorso per writers. Domande entro il 15 settembre

L’Amministrazione comunale, in collaborazione con Rfi SpA Direzione Territoriale Produzione Verona, promuove la quarta edizione del concorso Writers-Street art “Coloriamo Verona”, per la presentazione di idee e progetti finalizzati alla riqualificazione estetica di alcuni luoghi cittadini. Quest’anno gli spazio individuati da dipingere saranno, come per lo scorso anno, ulteriori tre tratti del muro di cinta dell’ex Scalo merci di stradone Santa Lucia, per circa 300 metri complessivi.

Scopo del concorso è dare spazio alla creatività e all’espressione artistica dei giovani writers veronesi in spazi idonei, educando al pieno rispetto della proprietà altrui e del patrimonio storico-artistico-monumentale cittadino e, nel contempo, migliorando esteticamente i luoghi della città bisognosi di intervento. Una commissione sceglierà tra i progetti pervenuti i tre vincitori, ai quali verrà assegnato un premio di 3.000 euro ciascuno (al lordo delle ritenute di legge), comprensivo delle spese per l’acquisto dei colori e materiali necessari. Per partecipare al concorso è necessario inviare la domanda di adesione e il bozzetto in scala dell’opera entro il 15 settembre al seguente indirizzo: Comune di Verona, Direzione Generale, piazza Bra 1, 37121 VERONA . Tutte le informazioni utili -bando di concorso, domanda di partecipazione, fotografie e planimetrie dei luoghi individuati- possono essere reperite sul portale http://www.comune.verona.it, alla pagina Direzione Generale-comunicazioni e avvisi.

Nelle precedenti edizioni del concorso le opere grafiche vincitrici sono state realizzate nel territorio della 5^ Circoscrizione, nei sottopassi ciclopedonali di viale Piave, in un tratto di muro dell’ex Scalo merci di stradone Santa Lucia; sulle pareti del cavalcavia ferroviario di Corso Milano–Croce Bianca; sul fianco sud dell’edificio Agec di piazza Brodolini 1.

 

 

Roberto Bolis

 

 

Da oggi al 9 settembre a Melbourne Sol d’Oro Emisfero Sud 2016

Il primo albero di ulivo fu piantato nel giardino botanico di Sydney nel 1800. Da allora, l’Australia è diventata terra di produzione e consumo di olio extravergine, con uno sviluppo più convinto e deciso dagli Anni Sessanta del secolo scorso.

Ed è proprio il sesto paese al mondo per estensione e il primo dell’Oceania ad ospitare da oggi 5 al 9 settembre a Melbourne l’edizione 2016 di Sol d’Oro Emisfero Sud, la competizione che Veronafiere dedica agli oli extravergine di oliva prodotti nei Paesi a sud dell’equatore, che potranno partecipare con due etichette differenti.

Nato nel 2014 dallo sdoppiamento di Sol d’Oro, il più importante concorso mondiale dedicato agli oli extravergine di qualità, come evento itinerante tra i Paesi nuovi produttori (Argentina, Cile, Peru, Brasile, Uruguay, Australia, Nuova Zelanda e Sudafrica) e in contro stagione rispetto al bacino del Mediterraneo dove invece l’olivicoltura è diffusa da millenni, Sol d’Oro Emisfero Sud è stato ospitato nelle due prime edizioni da Cile e Sudafrica.

Sponsor e sostenitore dell’iniziativa in Australia è il Governo del Victoria (Vic Gov), che vede in Sol d’Oro Emisfero Sud un incentivo alla crescita qualitativa del settore dell’olio d’oliva locale e la sua promozione a livello internazionale. Proprio alle opportunità di mercato sono dedicati due focus economici in programma nella giornata conclusiva dei lavori, dopo la proclamazione dei vincitori e la degustazione guidata degli oli premiati.

L’evento si svolge con il patrocinio del Consolato Italiano ed è organizzato con la collaborazione della Camera di Commercio Italiana a Melbourne.

La giuria, composta da panelist internazionali e guidata da Marino Giorgetti, capo panel di Sol d’Oro fin dalla prima edizione del 2002 allo scopo di mantenere l’uniformità e il rigore di giudizio che da sempre caratterizzano la competizione, assegnerà i premi attraverso selezioni successive degli oli, in modalità “blind tasting”. Tre le categorie in concorso: fruttato leggero, fruttato medio, fruttato intenso.

Gli oli vincitori di Sol d’Oro Emisfero Sud potranno fregiarsi del “bollino di qualità” Sol d’Oro, Sol d’Argento e Sol di Bronzo; inoltre insieme a quelli di Sol d’Oro Emisfero Nord in programma a febbraio 2017, saranno presentati ai buyer internazionali all’interno dell’Oil Bar durante la prossima edizione di Sol&Agrifood – Salone internazionale dell’agroalimentare di qualità (9-12 aprile 2017) e inseriti nella guida «Le stelle del Sol d’Oro» edita annualmente da Veronafiere e distribuita ai buyer e giornalisti provenienti da tutto il mondo.

Veronafiere, attivo dal 1898, è oggi il primo organizzatore diretto di manifestazioni in Italia e secondo per fatturato, e ai vertici in Europa. È leader nel settore agricolo e agroalimentare in Italia, con una quota delle manifestazioni fieristiche relative al comparto pari al 45%. Nel corso degli anni ha sviluppato nuove aree di interesse quali l’edilizia, le costruzioni e i trasporti, l’arredamento, lo sport, il turismo, la formazione universitaria e professionale. Tra le principali fiere internazionali realizzate da Veronafiere ci sono Vinitaly, il più grande Salone al mondo dedicato al vino, e Sol&Agrifood (Salone internazionale dell’agroalimentare di qualità con un’ampia sezione dedicata all’olio extravergine di oliva) ed Enolitech (Salone Internazionale delle tecniche per la viticoltura, l’enologia e delle tecnologie olivicole ed olearie), che si svolgono in contemporanea ogni anno tra marzo e aprile. L’ultima edizione di Sol&Agrifood è stata visitata da 56.000 visitatori professionali, dei quali il 25% esteri da 82 Paesi.

Sol d’Oro è il concorso oleario internazionale più importante al mondo. L’impegno di Veronafiere in nome della qualità inizia nei primi anni ‘90 con il Leone d’Oro e prosegue dal 2002 con Sol d’Oro. Nel 2014 le edizioni di Sol d’Oro diventano due: Sol d’Oro Emisfero Nord, a Verona a febbraio come anteprima di Sol&Agrifood, e Sol d’Oro Emisfero Sud, itinerante tra i Paesi produttori dell’emisfero australe. Obiettivi del concorso sono la valorizzazione dei migliori oli extravergine e la promozione del miglioramento della qualità nella produzione.

 

Veronafiere

 

 

Grandi parapendio e deltaplano

Dai campionati europei di parapendio i piloti della nazionale italiana tornano con una medaglia d’argento nell’individuale maschile, grazie a Joachim Oberhauser, pilota di Termeno (Bolzano), e quella di bronzo a squadre. Se per l’Italia è stato un successo, per la Francia ed i piloti francesi il 14th European Paragliding Championship è stato un trionfo: tutte loro le medaglie d’oro e pure l’argento femminile! E’ Honorin Hamard il nuovo Roi Soleil del parapendio, seguito da Joachim Oberhauser e dallo spagnolo Xevi Bonet Dalmau; la regina si chiama Seiko Fukuoka Naville, pilota d’origine nipponica trapiantata oltralpe, seguita dalla connazionale Laurie Genovese e da Klaudia Bulgakow (Polonia). Classifica a squadre: Francia, Germania, Italia, Spagna. La gara è stata ospitata nella cittadina di Krushevo in Macedonia. Delle dieci giornate di volo in programma ne sono state volate nove da 150 piloti in rappresentanza di 30 nazioni, compresa l’agguerrita pattuglia di 19 donne. Tra i 72 ed i 115 chilometri la lunghezza dei nove percorsi contraddistinti da punti salienti del territorio da aggirare e contrassegnare tramite GPS. Mediamente i primi piloti al traguardo impiegavano tra le due e le tre ore e mezza per completare i tracciati, tempi dovuti alle diverse lunghezze, alle differenti condizioni meteo ed, ovviamente, all’abilità nel condurre i loro parapendio, grandi vele allungate che si reggono in aria sfruttando le correnti ascensionali. Gli Italiani hanno superato momenti difficili. In testa all’inizio della gara, la squadra è incappata in una giornataccia al quarto volo ed ha dovuto lottare per risalire al bronzo. Sotto la guida del CT Alberto Castagna di Cologno Monzese (Milano), questa la formazione: oltre a Joachim Oberhauser, i neo campioni italiani Silvia Buzzi Ferraris (Milano) e Nicola Donini di Molveno (Trento), Christian Biasi di Rovereto (Trento), Marco Busetta di Catania, Piergiorgio Camiciottoli di San Giovanni Valdarno (Arezzo), Marco Littamè di Torino e Alberto Biagio Vitale di Bologna. Nel contempo al Monte Cucco presso Sigillo (Perugia) si sono chiusi i campionati italiani dei deltaplano. Scudetti a Marco Laurenzi, pilota ciociaro, e Gorio Mandozzi di Macerata. Il primo ha vinto il titolo nella categoria tradizionale cosiddetta ad ala flessibile, l’altro in quella ad ala rigida. Hanno partecipato 61 piloti. Finisce in un trionfo azzurro la spedizione italiana al 19° campionato europeo di volo libero in deltaplano, teatro il cielo sopra Krushevo e le montagne della Macedonia. La nazionale azzurra, già campione del mondo in Messico nel 2015, ottavo titolo mondiale nella sua storia, si laurea per la quarta volta campione d’Europa, seguita da Ungheria e Repubblica Ceca. Il campione del mondo in carica Christian Ciech, pilota trentino trapiantato nel varesotto, diviene anche campione d’Europa. Alessandro Ploner di San Cassiano (Bolzano) vince la medaglia d’argento, terzo lo svizzero Peter Neuenschwander. Il resto del team azzurro era composto da Suan Selenati di Sutrio (Udine), Filippo Oppici di Parma, Davide Guiducci di Villa Minozzo (Reggio Emilia), Tullio Gervasoni di Brescia e dal CT varesino Flavio Tebaldi e si è imposto in ben sette manches sulle otto disputate, 88 km la più breve ed oltre 145 la più lunga. Tra le due e le quattro ore il tempo impiegato a percorrerle da questi mezzi senza motore che si reggono in aria sfruttando le correnti ascensionali. Hanno volato 88 piloti in rappresentanza di 22 nazioni. Il deltaplano Laminar, prodotto dalla Icaro 2000 di Laveno Mombello (Varese), è stata la miglior ala del campionato. Contemporaneamente si è volato per il 7° campionato del mondo per deltaplani detti ad ala rigida, diversamente dai primi definiti ad ala flessibile. Iscritti 31 piloti in rappresentanza di otto nazioni. Nove le task disputate con tracciati tra gli 85 ed i 193 km. Questa la classifica finale per nazioni: Austria, Germania, Giappone. Il team italiano composto dai piemontesi Luca Comino e Franco Laverdino si classifica al nono posto. Nell’individuale il tedesco Tim Grabowski è il nuovo campione del mondo, seguito dagli austriaci Christopher Friedl e Wolfgang Kothgasser.

Gustavo Vitali

I “Fiori d’inverno a New York” di Francesco Clemente

Francesco Clemente_RidottaPresso il complesso museale Santa Maria della Scala di Siena, è aperta la mostra Francesco Clemente. Fiori d’inverno a New York curata da Max Seidel con la collaborazione di Carlotta Castellani.

Con questa mostra Francesco Clemente rende omaggio a Siena, città che già nel 2012 ha dimostrato un vivo interesse per la sua arte con la prestigiosa nomina per l’esecuzione del drappellone del Palio. In seguito a tale collaborazione l’artista ha realizzato dieci opere inedite, suddivise in due cicli distinti, da esporre nella città su invito di Max Seidel. Si tratta di dieci tele di grande formato realizzate dal pittore napoletano a New York a partire dal 2010 ed esposte per la prima volta a Siena. La serie dei “Fiori d’inverno a New York” è costituita da cinque opere che hanno impegnato l’artista per più di cinque anni (2010-2016). Questo ciclo nasce in collaborazione con la moglie dell’artista, Alba Primiceri, nota attrice e coreografa, la quale ha scelto alcuni fiori presenti a New York nei mesi invernali che hanno costituito la base per una rielaborazione pittorica da parte di Francesco Clemente, contraddistinta dall’accurata selezione dei pigmenti di origine vegetale utilizzati per ciascun lavoro.

Come afferma Daniele Pittèri, direttore del complesso museale Santa Maria della Scala di Siena: “Quando penso a Francesco Clemente penso alla pelle. Le sue opere mi hanno sempre rimandato l’idea di poggiare su superfici sensibili. Segni leggeri eppure simbolicamente densi, anche quando autoritraggono l’artista, piccoli graffi sull’epidermide, tracce che entrano dentro invadendo un poco alla volta il corpo. Quando mi è stata proposta “Fiori d’inverno a New York”, senza ancora vedere le opere, ho provato nuovamente questa sensazione di pervasione sensibile e mi è piaciuta l’idea di ospitarle al Santa Maria della Scala, che è un luogo sì di memoria, ma anche un luogo vivo e pulsante, un grande organismo che informa con il suo solo esistere un intero territorio“.

Sono presenti in mostra anche le opere della serie – intitolata “l’Albero della vita” – che rappresenta la summa del linguaggio adottato dall’artista fin dai suoi esordi, con riferimenti ad alcuni motivi presenti nella sua produzione e collegati al tema del ciclo della vita. L’iconografia di Clemente attinge liberamente dalle fonti più svariate come la mitologia classica, il buddhismo, la storia e la letteratura orientali e l’immaginario contemporaneo, ma in essa è particolarmente evidente l’interesse per le tradizioni contemplative dell’India, paese dove l’artista ha vissuto per lunghi periodi fin dai primi anni Settanta e dove continua a soggiornare per molti mesi l’anno.

La mostra, promossa e organizzata dal Comune di Siena, è realizzata in collaborazione con Opera Gruppo-Civita. Il catalogo, curato dall’editore Sillabe s.r.l., è accompagnato da una presentazione di Daniele Pittèri, da una intervista di Max Seidel all’artista e da un testo di Carlotta Castellani.

BIOGRAFIA

L’attività artistica di Francesco Clemente (Napoli, 1952) attraversa quattro decadi con importanti riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale. Fin dai primi anni Settanta hanno inizio i suoi viaggi in India, dove entra in contatto con la cultura locale che rappresenta un serbatoio di immagini per la sua produzione successiva. Tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta, espone con il gruppo della Transavanguardia italiana, il movimento di ritorno alla figurazione promosso da Achille Bonito Oliva. Dal 1981 Clemente si trasferisce a New York con la moglie Alba, città in cui partecipa a numerosi progetti di collaborazione, insieme ad artisti come Jean-Michel Basquiat, Keith Haring e Andy Warhol, e dove realizza libri d’artista con Robert Creeley, Allen Ginsberg, John Wieners e Rene Ricard. I suoi dipinti, i disegni, le incisioni e i libri illustrati sono stati esposti in prestigiose sedi internazionali, tra le quali si possono menzionare la Whitechapel Art Gallery di Londra, la Nationalgalerie di Berlino, il Metropolitan Museum of Art di New York, l’Art Institute di Chicago e il Dia Center for the Arts di New York. Durante gli anni Novanta opere dell’artista sono state in mostra presso il Philadelphia Museum of Art, la Royal Academy of the Arts di Londra, il Pompidou Center di Parigi e il Sezon Museum di Tokyo. Nel 1999/2000 la più importante retrospettiva dedicata ai lavori di Clemente è stata organizzata dal Solomon R. Guggenheim Museum di New York e dal Museo Guggenheim di Bilbao. Recentemente le sue opere sono state esposte presso l’Irish Museum of Modern Art di Dublino (2004), il Rose Art Museum in Massachusetts (2004), il Museo MAXXI di Roma (2006), il Museo MADRE di Napoli (2009), la Schirn Kunsthalle a Francoforte (2011), il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi (2011), Rubin Museum of Art, New York (2014), Tan Guobin Contemporary Art Museum, Changsha (Cina, 2015) e il MASS MoCA, North Adams, MA (2015).

 

FRANCESCO CLEMENTE. FIORI D’INVERNO A NEW YORK, Siena, complesso museale Santa Maria della Scala. Fino al 2 ottobre 2016. Tutti i giorni ore 10.30-18.30.

Il costo del biglietto della mostra è compreso in quello d’ingresso al complesso museale Santa Maria della Scala;

biglietto intero: € 9,00

biglietto ridotto: € 8,00

(ragazzi da 12 a 19, over 65, studenti universitari non iscritti ad istituzioni universitarie senesi, militari, categorie convenzionate)

biglietto famiglia: € 22,00 (2 adulti + 2 minori superiori ad anni 11)

biglietto gruppi e istituzioni formative: € 5,00 (gruppi di minimo 10 persone)

biglietto gratuito:

bambini fino a 11 anni, residenti del comune di Siena, scuole pubbliche ed universitarie senesi, docenti accompagnatori, accompagnatori gruppi (1 ogni 10 persone), portatori di handicap e accompagnatore, giornalisti

INFORMAZIONI

complesso museale Santa Maria della Scala

piazza Duomo, 2

53100 Siena

Biglietteria del museo: tel. 0577 534571

PRENOTAZIONI

centro Servizi del Comune di Siena

tel. 0577 292615

 

Salvatore La Spina