Pinchas Zukerman e la Camerata Salzburg alla Sapienza di Roma

pinchas-zukerman-by-cheryl-mazak-ridottaLa serie dei concerti del sabato pomeriggio della IUC nell’Aula Magna della Sapienza sarà inaugurata il 15 ottobre alle 17.30 da Pinchas Zukerman, nella duplice veste di violinista e di direttore della Camerata Salzburg.

Pinchas Zukerman è uno dei più insigni violinisti dei nostri giorni e da quattro decenni meraviglia il pubblico con il livello indefettibilmente altissimo delle sue esecuzioni, caratterizzate da tecnica infallibile e stile nobile ed elegante. Tra i tanti riconoscimenti ricevuti nella sua gloriosa carriera artistica spiccano le ben ventuno candidature e le due vittorie ai Grammy Awards. Nato a Tel Aviv sessantotto anni fa, si recò in America su invito di Isaac Stern, che lo scoprì quando era giovanissimo, e lì ha concluso i suoi studi e ha poi insegnato a sua volta nei più prestigiosi istituti musicali, conciliando sempre gli impegni concertistici con la passione per l’insegnamento. Come violinista ha collaborato con i più grandi direttori, quali Leonard Bernstein, Lorin Maazel, Zubin Mehta, Daniel Barenboim e Wolfgang Sawallisch. Da qualche anno ha intrapreso egli stesso l’attività di direttore d’orchestra, anche qui con esito eccellente, salendo sul podio di importanti orchestre, tra cui Royal Philharmonic Orchestra di Londra, Berliner Philharmoniker, Israel Philharmonic Orchestra, Orchestra del Teatro Mariinsky di San Pietroburgo, Orchestra Filarmonica Ceca, Bayerische Rundfunk Sinfonieorchester di Monaco.

Zukerman torna a Roma dopo molti anni, insieme alla Camerata Salzburg. Fondata nel 1952 nella città natale di Mozart, questa orchestra da camera è da oltre mezzo secolo tra i protagonisti del più prestigioso festival musicale del mondo intero – naturalmente quello di Salisburgo – e si è fatta conoscere ovunque con le tournée e con oltre sessanta incisioni. Ha collaborato con tantissimi dei più grandi musicisti della nostra epoca, tra cui Anne-Sophie Mutter, Patricia Kopatschinskaja, Alexander Lonquich, Fazil Say, Andras Schiff, Dietrich Fischer-Dieskau, Heinz Holliger, Aurèle Nicolet… ma è impossibile ricordarli tutti.

Al centro del concerto sta la musica del più celebre figlio di Salisburgo, Wolfgang Amadeus Mozart, di cui Zukerman eseguirà il Concerto n. 5 in la maggiore K 219 “Alla Turca”, il più popolare tra quelli per violino e orchestra da lui composti: un brano che, senza perdere nulla dell’eleganza mozartiana, si abbandona a melodie trascinanti e ritmi vivaci, per non parlare dei colori esotici del finale, che si ispira molto liberamente alla musica dei giannizzeri, cosa che gli ha procurato il titolo “alla turca”. Inoltre Inoltre il raro e bellissimo Rondò in do maggiore K 373, l’ultima composizione di Mozart per violino e orchestra, scritta nel 1781 per il violinista napoletano Antonio Brunetti, che allora era una celebrità in Austria.

Aprono e chiudono il concerto due autori russi: Igor Stravinskij, con il Concerto in re del 1947, che appartiene al suo periodo neoclassico e che ha fornito al garnde coreografo americano Jerome Robbins la musica per il balletto The cage, e Pjotr Ilich Ciajkovskij con la Serenata in do maggiore op. 48, composta in un periodo di grave crisi personale, che però non si avverte assolutamente in questa musica leggera, elegante, gioiosa e piena di vita (credits per la foto Cheryl Mazak).

Mauro Mariani

 

 

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