Premio giornalistico Elena Formica “Leggere la musica”

Circa otto mesi fa, il 7 dicembre scorso, è scomparsa prematuramente Elena Formica, giornalista e musicista, grande conoscitrice di Giuseppe Verdi, che ha fatto di opera e musica il lavoro e la passione della sua vita. Per ricordarla, l’Associazione Verdissime.com in collaborazione con la Gazzetta di Parma, l’Unione Parmense degli Industriali, il Rotary Club Parma, la Fondazione Teatro Regio di Parma, Classic Voicee con il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna bandisce la I edizione del Premio giornalistico Elena Formica “Leggere la musica”.

Suddiviso in due fasi, è rivolto a coloro che risiedono in Emilia Romagna e hanno un’età compresa tra i 18 e i 30 anni. Consiste nella scrittura di una recensione in lingua italiana di non oltre 2000 battute (spazi inclusi) di due spettacoli d’opera in programma al Teatro Regio di Parma e al Teatro alla Scala di Milano.

Nella prima fase, i candidati ammessi dovranno assistere alla prova generale de La forza del destino di Giuseppe Verdi al Teatro Regio di Parma martedì 7 ottobre 2014 per poi scrivere il resoconto entro le ore 12.00 del giorno dopo. La Giuria selezionerà per la fase successiva coloro che hanno realizzato i tre articoli migliori e che dovranno assistere alla prova generale di Fidelio di Ludwig van Beethoven al Teatro alla Scala di Milano giovedì 4 dicembre 2014; l’articolo di recensione dovrà essere consegnato il giorno dopo lo spettacolo entro le ore 16.00. La giuria stabilirà quindi tra essi il Primo, Secondo e Terzo premio. La partecipazione al concorso è gratuita.

Le candidature devono essere presentate compilando il modulo di partecipazione disponibile sul sito www.verdissime.com e inviandolo entro e non oltre il 30 agosto 2014 via mail a verdissime@semprelibera.com e via posta con lettera raccomandata a: Premio giornalistico Elena Formica “Leggere la musica” Gazzetta di Parma Via Mantova, 68 – 43122 Parma. Le candidature dovranno riportare chiaramente i dati anagrafici, indirizzo di residenza e numero di telefono di riferimento. Al modulo di partecipazione dovrà essere allegato un breve curriculum vitae, evidenziando eventuali esperienze realizzate dal candidato in ambito giornalistico, e alcuni elaborati sul tema opera e musica eventualmente già pubblicati.

Tra le domande pervenute, la giuria ammeterà, in base alla documentazione presentata, non oltre 10candidati. La Giuria sarà composta da Gian Paolo Minardi che valuterà le competenze storico-musicologiche e da Andrea Estero che si focalizzerà sulle riflessioni e i giudizi dati agli interpreti e alla mise en scène; inoltre ne faranno parte Claudio Rinaldi (Capo Redattore di Gazzetta di Parma) Alessandro Cafiero (Marito di Elena Formica) Carlo Fontana (Amministratore esecutivo della Fondazione Teatro Regio di Parma) Luca Molinari (Consigliere dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia Romagna) Sabino Lenoci (Direttore de L’opera) Francesco Monaco (Capo Servizio Spettacoli di Gazzetta di Parma) Mara Pedrabissi (Giornalista di Gazzetta di Parma) Ilaria Notari (Verdissime.com Azucena, Il trovatore) Mauro Balestrazzi (scrittore e giornalista di Classic Voice).

La premiazione si terrà al Teatro Regio di Parma martedì 9 dicembre 2014 alle ore 11.00. Le tre recensioni saranno pubblicate su Classic Voice e su Gazzetta di Parma. I premi, 1.500 euro (primo premio), 1.000 euro (secondo premio), 500 euro (terzo premio) sono offerti da: Alessandro Cafiero, Rotary Club Parma, Unione Parmense degli Industriali, Gazzetta di Parma, Verdissime.com.

Paolo Maier

Settanta anni fa il bombardamento di Brescia

Ricorre il prossimo 13 luglio l’anniversario di uno dei più terribili bombardamenti subiti dalla città di Brescia durante la seconda guerra mondiale. In ricordo delle vittime e delle sofferenze di quell’anno di guerra, pubblichiamo le poesie della Sezione a Tema “1944. Ricordi, speranze, lezioni di vita”, premiate durante la quindicesima edizione del premio internazionale di Poesia “La Leonessa. Città di Brescia”, ad iniziare da un ricordo di bambina, la poesia scritta da Anna Maria Lavarini di Verona. Lirica che ha il pregio di non cercare una forma perfetta, ma di comunicare, alto esempio di “memoria”, la verità dei fatti accaduti e filtrati in due modi diversi, altamente lirici nel loro sofferto vissuto: quello della donna adulta e quello della bambina. Grazie ai genitori italiani di allora, molti bambini hanno vissuto la guerra come un momento di passaggio nel quale venivano comunque riposte speranze in un avvenire migliore. E questa poesia ne è esempio.

PIPPO

Erano veramente brutti anni,

quelli della guerra e d’inverno poi…

A Verona era tutto un fioccare di bombe

e con la contraerea dietro le spalle

là sulle Torricelle dove abitavamo noi,

c’era poco da stare allegri.

Mi avevano mandato dai nonni in collina

così a casa un figlio di meno

da dare da mangiare, e fuori dai pericoli,

dai nonni la guerra faceva meno paura

sembrava più lontana,

era l’inverno del quarantaquattro.

Un giorno però,

siamo dovuti scappare in rifugio,

(una grotta vicino casa), quel giorno Pippo

ci aveva spaventato per bene,

a dir la verità aveva spaventato i grandi.

Io lo guardavo meravigliata dalle fessure

di una tavolato che chiudeva l’entrata,

battevo le mani e mi incantavo

nel vedere quelle striscioline argentate

che lasciava al suo passaggio.

Dentro tutti pregavano, io non capivo perché,

dal momento che era appena sera

e non in stalla come si faceva dopo cena

e no capivo perché la nonna

sospirando diceva “Beata innocenza”,

solo perché io facevo festa,

guardando Pippo passarci sopra la testa.

Roberto Mestrone, di Volvera, Torino, ha dedicato la sua poesia ad un episodio del 23 settembre 1944: i contadini Fernando e Giovanni Guidi, Decimo e Ottavio Bacci furono trucidati dalla Brigata Nera Mussolini e sul luogo dell’eccidio, recintato, furono poste quattro croci in memoria dell’episodio.

QUATTRO BIANCHE CROCI

Resterà inerme, la Brigata Nera!

Chiuso è il recinto, e quattro bianche croci

la tengono per sempre prigioniera

nel prato verde, accanto a spente voci.

Oggi la Patria ha immune la frontiera,

e gli anni cupi scorrono veloci;

il sangue più non macchia la bandiera,

ma dentro i cuori serba giorni atroci.

I giovani fratelli contadini

periron senza colpe, e in quel momento

il Cielo mise al bando gli assassini.

Ora sull’erba giace lo sgomento

e sacri marmi innalzano i confini

tra l’odio infame e il Popolo redento.

Lirica intensa di profonda memoria e commozione, capace di trasferire all’oggi il senso del passato, sublimato nell’alto concetto di Patria per il quale, solo, tutto ciò acquisisce un senso propositivo per il futuro.

Molto bella la poesia di Vanes Ferlini di Imola, Bologna che, in memoria delle stragi naziste, utilizza delle significative metafore, cariche di intensa partecipazione emotiva per tutto ciò che è stato e al quale va il senso di vuoto che assale il Poeta. La lirica incarna il senso poetico stesso: il Poeta è colui che è in grado, per afflato interiore e studio della parola, di percepire il senso delle emozioni che si avvertono dentro e che, come in questo caso, diventano significati semantici profondi e partecipativi per ogni lettore. Allo stesso tempo, Ferlini propone un’importante considerazione sul senso della memoria che non deve essere affidata a pagine ingiallite e portata al presente ogni tanto, in qualche commemorazione, e non deve restare ingessata tra le mura di qualche museo, ma deve diventare senso civico profondo, formazione vera e senza vincoli ideologici affinché, davvero, il sangue versato sia servito ad edificare e ad edificarci.

STANZE DESERTE

Sedie vuote

intorno a me

Spiragli di vento secco

spazzano la polvere

dai candelieri

Una riga rossa

attraversa il calendario

Seduto

in questa stanza

dalle pareti di ghiaccio

a guardare foto ingiallite

volti estranei

sepolti nel passato

Resurrezioni di voci lontane

uno zio mai conosciuto

mi guarda severo

mi domanda perché

Ma io non so

le risposte

ci sono solo

stanze deserte nella memoria

Quanto inchiostro sprecato

e libri rimasti negli scaffali

Vorrei aprire le finestre

per far uscire il dolore

per far entrare una speranza

per non lasciare

il nostro sangue

imprigionato in un museo.

Rosa Leone, di Gottolengo (Brescia), ha interpretato il sacrificio di migliaia e migliaia di soldati come un ponte tra due terribili guerre, accomunate dal senso di inutilità di giovani vite umane, immolate sull’altare dell’incapacità dell’uomo di non provare odio. Incisiva, infatti, la lirica su ciò che non dobbiamo dimenticare per evitare di trovare nella guerra soluzioni che diventano soltanto pianto.

 

COME FILI D’ERBA

Rude era la voce

là sul Carso

del giovane in mostrine

L’ordine preciso

-attaccare di notte il suolo nemico-

Marciavamo sfiniti dentro stivali di marmo

gambe nel pantano ubriachi di fatica

volgendo le spalle alla trincea

Striscianti fianco a fianco verso l’ignoto

moschetto sulla spalla e vuoto nello stomaco

Fu il fuoco improvviso a spaccare il silenzio

poi quel forte boato ci inchiodò alla terra i teneri corpi

Grida e carne

ossa e sangue

disseminati lungo il fiume come miseri fili d’erba…

Or qui noi giaciamo rivolti sopra fango e neve

atonici immobili

forse aspettando un carro che ci riporti a casa

o forse resteremo cibo per concimar la terra

Ricorderan di noi le nostre glorie

di noi parleranno i libri e poi le genti?

Contarono i morti da una parte e l’altra del confine…

Di cento e cento mai se ne seppe il nome

Scorsero tra le labbra nelle case preghiere e veli neri

e d’occhi negli occhi ormai smarriti legati alle persiane

infiniti

Oh madre che attendesti invano il suo ritorno…

e tu figlio che mai baciasti il viso di tuo padre…

a voi rimase l’immagine sbiadita

una fotografia ingiallita

o forse una medaglia da incorniciar sul muro

ma liquido è il ricordo che sgorga tra le dita

Or là sul Carso aleggiano le ombre

Or là sul Carso vaga

una pietra incisa…

 

La fortuna dei Primitivi.Tesori d’arte dalle collezioni italiane fra Sette e Ottocento

La seconda mostra accolta e organizzata dalla Galleria dell’Accademia nell’ambito di Firenze 2014. Un anno ad arte – l’ottava che apre al pubblico dal gennaio scorso – è dedicata ad un fenomeno storico culturale che ebbe luogo fra Sette e Ottocento in Italia, ovvero la nascita del collezionismo della produzione artistica dei cosiddetti “Primitivi”, mai portato fino ad oggi all’attenzione del pubblico più vasto.

La mostra coincide con i cinquanta anni dalla pubblicazione del libro di Giovanni Previtali “La fortuna dei Primitivi”, titolo che è stato non a caso ripreso anche per la mostra.

Il libro tracciava la storia della rinascita dell’interesse, anche collezionistico, verso quei pittori, i cosiddetti Primitivi, che, nello schema storiografico vasariano, avevano preceduto Michelangelo, Raffaello e i grandi maestri che Vasari considerava modelli insuperabili. Previtali, affrontando il fenomeno culturale, ne cercò le motivazioni ricordando una considerevole serie di collezionisti che riteneva esserne stati parte fondamentale.

Proprio a questi collezionisti e alle opere da loro raccolte è dedicata la mostra, da considerarsi forse la prima sulla storia del collezionismo. Si è assistito infatti, in tempi più e meno recenti, a mostre che hanno avuto ad oggetto la collezione di dinastie famose, i Medici, i Gonzaga, Bembo, il papa Borgia, ma mai mostre come questa che analizzassero singole collezioni allo scopo di spiegare un particolare indirizzo del collezionismo, quello, appunto, che dette vita al recupero dei Primitivi.

I collezionisti, circa quarantadue rappresentati in mostra da opere di alta qualità – compresi autentici capolavori riconosciuti – abbracciano un arco temporale abbastanza ristretto che va dalla metà del Settecento fino al primo ventennio circa dell’Ottocento, per una scelta scientifica ben precisa: il collezionismo di opere appartenenti alla tardo antichità cristiana, al Medioevo e al primo Rinascimento ebbe nell’epoca indagata carattere pionieristico. Successivamente, soprattutto a motivo delle requisizioni delle armate napoleoniche e delle Soppressioni di chiese e conventi da parte del governo napoleonico, che favorirono in maniera notevolissima la circolazione di opere sul mercato, il collezionismo assunse caratteri di quasi sistematicità contribuendo in maniera determinante alla costituzione delle collezioni dei principali Musei d’Europa.

E’ estremamente interessante infatti vedere i grandi musei anche sotto il profilo fondamentale dell’aggregazione dei loro nuclei collezionistici; è utile a dare radici storiche a tante affermazioni generiche che spesso si fanno sulla depredazione del nostro patrimonio da parte di altri paesi. Studi come quelli sottesi a questa mostra, servono a portare alla luce il fenomeno importantissimo della circolazione delle opere d’arte dagli Stati preunitari d’Italia, all’Europa e infine al mondo.

Le opere in mostra sono suddivise in piccole sezioni introdotte dall’effigie del collezionista al quale erano appartenute e l’allestimento, compatibilmente con gli spazi disponibili, è stato studiato per “simulare” la dimora, il luogo, nel quale i vari collezionisti conservavano queste loro opere. Oltre che sulla base degli studi compiuti e dunque su ciò che era noto dei collezionisti rappresentati in mostra, la loro scelta è stata fatta cercando di dare visibilità a tutte le aree d’Italia che ne furono teatro, da Roma che fu centro propulsore del fenomeno in esame, alla Toscana e varie altre aree dell’Italia centrale, al Veneto, Napoli, Modena – Parma.

Tra i collezionisti ricordiamo Agostino Mariotti, Sebastiano Ranghiasci, Tommaso Obizzi, Padre Raimondo Adami, Angiolo Maria Bandini, Alfonso Tacoli Canacci, Stefano Borgia, Sebastiano Zucchetti, Ottavio Gigli …. (ecc.), personaggi di varia estrazione sociale, spesso membri del clero, persone colte, eruditi, bibliofili che in molti casi furono anche in contatto fra loro influenzandosi a vicenda.

La mostra indaga dall’interno la costituzione delle loro raccolte attraverso una serie numerosa di ricerche d’archivio che hanno portato anche alla pubblicazione di profili biografici inediti quali quello di Tommaso Obizzi, del Padre Francesco Raimondo Adami, dell’Avvocato Don Agostino Mariotti. Di particolare curiosità sono anche le notizie date dal catalogo su quei personaggi, mercanti, restauratori, intermediari che aiutavano i collezionisti nell’acquisizione dei pezzi, figure dai contorni ancora molto sfumati che però tornano in più occasioni nei documenti aprendo e stimolando nuovi capitoli di studio.

“Tra gli artisti rappresentati figurano pittori, scultori e miniatori di Firenze e d’altri centri italiani quali il Maestro della Maddalena, Arnolfo di Cambio, Bernardo Daddi, Taddeo Gaddi, Nardo di Cione, Lippo Memmi, Vitale da Bologna, Ambrogio Lorenzetti, Pietro da Rimini, Matteo Giovannetti, il Beato Angelico, Attavante degli Attavanti, Andrea Mantegna, Cosmè Tura, Piermatteo d’Amelia e Giovanni Bellini. Ma altrettanto affascinante è l’aspetto meno immediatamente evidente della scelta di opere d’arte, una sorta di spessore storico che ognuna porta con sé, una bruma di notizie sepolte negli archivi, di fatti accaduti, di vite vissute, dalla quale prendono forma – perspicacemente plasmate da studi e ricerche – le identità poco conosciute o addirittura dimenticate dei raccoglitori che si adoperarono, con atteggiamento pionieristico, per salvare quelle remote testimonianze artistiche dalla distruzione o dall’abbandono” (Cristina Acidini).

I musei presso i quali le opere sono conservate sono in gran parte italiani, ma è presente anche il Museo Fesch di Ajaccio, ed altri numerosi musei d’Europa e americani nei quali per varie ragioni, illustrate nel catalogo, le opere sono confluite. I prestiti per oltre 130 opere in mostra provenienti da tutti i più prestigiosi musei nazionali e internazionali (Palais Fesch, Musée des Beaux- Arts di Ajaccio, Musée des Beaux-Arts di Caen, Musée des Beaux-Arts di Chambéry Musée des Beaux-Arts de Nantes, Musée du Louvre, Victoria and Albert Museum e la National Gallery di Londra, il Lindenau Museum di Altenburg, il Paul Getty Museum di Los Angeles, National Gallery di Washington …) sono stati generosi e difficili nello stesso tempo, poiché la movimentazione delle opere su tavola e delle miniature pone problemi conservativi più complessi.

Una mostra quindi che – come commenta Angelo Tartuferi Direttore della Galleria dell’Accademia e della mostra oltre che curatore – “si pone come l’esatto contrario delle tanto vituperate ‘mostre Blockbuster’ (…) per la serie cospicua di autentici capolavori, che qui sono riuniti però in base a un criterio scientificamente motivato, la necessità cioè di documentare il gusto collezionistico di una folta schiera di personaggi assai diversi tra loro per cultura ed estrazione sociale, accomunati da un insopprimibile anelito ad accaparrarsi i dipinti, le sculture, gli oggetti di arte suntuaria e le miniature delle epoche anteriori all’avvento della maniera moderna di Raffaello e Michelangelo.

La mostra, a cura di Angelo Tartuferi e Gianluca Tormen, come il catalogo edito da Giunti, è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana, la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, la Galleria dell’Accademia, la Biblioteca Medicea Laurenziana, Firenze Musei e l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

Galleria dell’Accademia, Firenze, fino all’8 dicembre 2014

Barbara Izzo

 

Laudetur. Festival musicale tra spiritualità e misticismo

LAUDETUR è il nome di un nuovo Festival alla sua prima edizione, che si candida a diventare, nei prossimi anni, un prestigioso appuntamento musicale in un luogo dal forte impatto culturale ed artistico come la città di Siena.

Promosso dall’Opera Metropolitana di Siena con la collaborazione di Imarts e Opera Gruppo Civita, “Laudetur” – la popolare espressione in latino che sta per “sia lodato” – sarà, come il titolo stesso suggerisce, un invito e al tempo stesso un’imperdibile occasione per ascoltare musica dello Spirito rappresentata in uno scenario quanto mai appropriato, lasciando che le suggestioni dell’arte si mescolino tra loro e offrendo al pubblico la possibilità di avvicinarsi e di fruire di proposte musicali eterogenee, che spaziano dalla musica più propriamente sacra, a quella di matrice più trascendentale e contemplativa, al repertorio della tradizione più classica. Il programma del Festival si articolerà in quattro straordinari concerti programmati tra luglio e novembre e ospitati in due contesti esclusivi come la Piazza del Duomo e il Duomo di Siena.

Si parte martedì 15 luglio con lo straordinario concerto di FRANCO BATTIATO nella Piazza del Duomo, con un programma costruito espressamente per LAUDETUR e incentrato sulla sua produzione ispirata al misticismo e alla spiritualità. Affiancato dall’Orchestra Filarmonica Arturo Toscanini a cui aggiungeranno alcuni musicisti del gruppo di Battiato, come Davide Ferrario (chitarre), Carlo Guaitoli (pianoforte e direzione orchestra) e Angelo Privitera (tastiere e programmazione) il concerto vedrà scorrere, tra gli altri, composizioni come “Secondo Imbrunire”, “Il Mito dell’Amore”, “Segnali di Vita”, “Un’Altra Vita”, “No Time No Space”, “Stati di Gioia”, “Testamento”, “Passacaglia”, “Sui Giardini della Preesistenza”.

La serata del 15 luglio sarà poi aperta da una eccezionale prima assoluta, l’esecuzione di un concerto per santur – strumento a corde della tradizione classica iraniana – violoncello e archi di Lamberto Curtoni, giovanissimo musicista piacentino allievo del violoncellista Giovanni Sollima, le cui composizioni vengono eseguite da superstar della musica classica come il violista Yuri Bashmet e il violinista Gidon. Kremer. Sarà proprio Lamberto Curtoni a suonare il violoncello, affiancato da Alireza Mortazavi al santur e dagli archi della Filarmonica Toscanini, nella prima esecuzione di “Rinnovato Mistero”.

Si prosegue il 28 luglio con il concerto all’interno del Duomo di FRATE ALESSANDRO, “la Voce di Assisi”, con l’Ensemble Simphony diretto da Giacomo Loprieno. L’ormai celebre tenore francescano è riuscito nell’intento di conciliare la vocazione con la passione artistica, mettendo la sua dote naturale al servizio di un percorso spirituale in musica e valorizzandola così da poter raccogliere fondi necessari all’attività missionaria che i francescani svolgono in tutto il mondo. Nel suo repertorio “Ave Maria” e “O sacrum convivium”, due brani di Domenico Bartolucci, il cardinale compositore e Maestro della Cappella Musicale Pontifica Sistina spentosi di recente, seguiti dal “Panis angelicus” di Cesar Frank, e ancora altre due “Ave Maria”: la prima costruita sull’immortale musica dell’”Intermezzo” della Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni, l’altra composta dal compositore francese Charles Gounod sul giro armonico di un “Preludio” di Bach.

Il programma del festival riprenderà poi a novembre per gli ultimi due appuntamenti.

Sabato 8 novembre 2014 all’interno della Cattedrale concerto dell‘Orchestra Sinfonica “Rinaldo Franci” – Città di Siena diretta da Michele Manganelli in un programma tutto dedicato ad uno dei geni della musica di tutti i tempi, Wolfgang Amadeus Mozart, del quale verranno lette alcune pagine tra le più alte della sua intera produzione, a partire da quella che è all’unanimità la sua sinfonia più nota, la “Sinfonia in sol minore (op. 40)”.

Con radici che affondano in oltre 170 anni di storia e di tradizione artistica della città di Siena, con il suo alto valore educativo, rappresenta uno dei punti di riferimento della vita musicale senese. Composta prevalentemente dai docenti e dai migliori allievi dell’Istituto Franci, essa rappresenta anche il più importante strumento formativo per i giovani musicisti, sia durante i loro studi accademici che successivamente, acquisendo una pratica ed una esperienza orchestrale che hanno permesso a tanti di loro di occupare posti rilevanti in istituzioni musicali nazionali ed internazionali (Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova, Maggio Musicale Fiorentino, Orchestra Filarmonica d‘Israele). Sotto la direzione del M° Michele Manganelli, direttore principale, l’Orchestra ha realizzato numerose e significative esecuzioni collaborando con direttori e solisti di chiara fama.

 

Il 15 novembre sempre all’interno del Duomo di Siena chiuderà la prima edizione del festival LAUDETUR il direttore d’orchestra e organista tedesco Hansjörg Albrecht, con un programma dedicato a un altro grande genio della musica, Johannes Sebastian Bach.

Hansjörg Albrecht è direttore artistico del Münchner- Bach Chor Orchester. Dirige inoltre regolarmente il Bach Collegium München e il C.P.E.- Bach- Chor Hamburg ed ha progettato numerosi programmi per coro e orchestra sinfonica creando una tipologia programmatica nuova e articolata.In qualità di direttore d’orchestra collabora con diversi artisti e complessi e parallelamente si è costruito una reputazione internazionale come organista e clavicembalista esibendosi come solista in importanti sale da concerto e cattedrali: a Berlino, Colonia, Amburgo, Monaco, Praga, Riga, Madrid e New York.

Quattro straordinari concerti, quattro proposte musicali di primaria importanza, per un Festival che vuole sottolineare l’importanza della riflessione, dell’approfondimento interiore e della devozione. Questo è LAUDETUR, un Festival che suona già come un invito alla gioia, un ponte spirituale che unisce passato, presente e futuro della musica, e con essa dell’Uomo.

 

LAUDETUR

SIENA Luglio e Novembre

Programma

Martedì 15 luglio 2014 – Piazza del Duomo

FRANCO BATTIATO – FILARMONICA ARTURO TOSCANINI

Selezione di brani dal repertorio mistico e spirituale.

Ingresso a pagamento.

 

Lunedì 28 luglio 2014 – Cattedrale

FRATE ALESSANDRO – La Voce di Assisi + orchestra

W.A.Mozart, Sinfonia n° 29 K201 Allegro con spirito

D. Bartolucci, Ave Maria

D. Bartolucci, O sacrum convivium

C. Franck, Panis angelicum

S.Alfonso Maria Liguori, O pane del cielo

P.Mascagni, Ave Maria sull’Intermezzo Cavalleria Rusticana

A. Stradella, Aria da Chiesa

P.Mascagni Messa di Gloria – Elevazione per violino e orchestra

Bach-Gounod, Ave Maria

F. Durante, Vergin tutto amor

M.E. Bossi/T.Zardini, Madonna de Claritade

Ingresso gratuito.

 

Sabato 8 novembre 2014 – Cattedrale

Orchestra Sinfonica “Rinaldo Franci”

Direttore: Michele Manganelli

Programma: W.A. Mozart    Sinfonia in sol min. op. 40; Exultate Jubilate in fa magg K 165; Ergo interest K 143 recitativo e aria in sol magg.

Komment her, ihr frechen Sunder in Sib magg.

Ingresso gratuito.

 

15 novembre 2014 – Cattedrale

Hansjörg Albrecht, organo

programma:

J.S.Bach: Große Orgelmesse (“Clavier-Übung” Teil III)

* Präludium Es-Dur

* Kyrie

* Christe

* Kyrie

* Gloria

* Von den heiligen 10 Geboten

* Credo

* Vater unser

* Taufe: Christ unser Herr zum Jordan kam

* Buße: Aus tiefer Not schrei ich zu dir

* Abendmahl: Jesus Christus unser Heiland

Ingresso gratuito.

 

Salvatore La Spina

 

“La Leonessa. Città di Brescia” 15. Le poesie dei ragazzi

Proseguendo la pubblicazione delle poesie premiate alla quindicesima edizione del Premio Internazionale di Poesia “La Leonessa. Città di Brescia”, ecco le altre poesie dei ragazzi. In questo caso si tratta di studenti della Scuola Secondaria di Secondo Grado, precisamente l’Agenzia Formativa “don Angelo Tedoldi” di Lumezzane, Brescia.

La mamma di Jessica Cozza

Se c’è qualcuno che mi consola

quando mi sento triste e sola,

quando ho un dolore alla testa

quando un amico con me non resta                  Immagine 082-001

quando ho paura del temporale

quando il buio mi fa un po’ male

quando vedo violenza e guerra

mentre sogno la pace sulla terra.

se c’è qualcuno che mi consola

certo è la mamma, lei sola.

Alzo gli occhi e incontro il suo sguardo

mi rilasso e continuo il mio viaggio.

 

8 marzo di Sidy Casse

Una mattina distruttiva

Con la mamma arrabbiata e cattiva

E mentre i videogiochi mi chiamavano

Alla TV gli uomini alle donne auguravano

Così mi venne in mente come davanti a tanti muri

Che pure mia mamma voleva gli auguri.

E corsi senza sosta nel salotto caldino

Per dirle che io sono il suo primo bambino

E mentre tutto questo accade

È già ora di andare.

Anche gli scout mi chiamavano

Immagine 085-001E anche lì tutti quanti auguravano

Auguri, auguri e ancora auguri

A tutte le donne sui tetti e sui muri

E mentre guardo con occhi da bambino

Tiro dal taschino un piccolo regalino

Orecchini belli quanto il sole

Che provengono dal mio cuore!

 

Un sogno di Anthony Mozzoni

Chi ha detto “il cielo è il limite” sappia che non è vero.

Io bevo bibite col Pampero

E spingo il pensiero più in là del cielo.

Poi voglio ultraterrene

Prati sulle galere e una pioggia di fuoco sulle sirene

E dare un bacio sopra le guance

Ad ogni madre che piange

Perché il suo poppante adesso ha buste e bilance.

E quando sento il prurito sotto le dita

Vorrei una pazienza infinita

Per risparmiarvi la vita.

Sapere se c’è chi mi ama, sono in pochi

Ma in fondo non lo voglio che tanto lo vedo dagli occhi.

E vorrei prendere sonno sereno però zero

Perché ogni volta che dormo mi sembra che vivo meno

E tutto quello di cui ho bisogno è un sogno.

Immagine 088-001

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I testi sono armonici nel loro insieme. La scelta delle rime corrisponde alla necessità di musicalità semplice del verso, che pure esprime ancora bisogni profondi di vicinanza alla mamma, dalla quale sempre di più ci si distacca a quest’età; mamma vista anche simpaticamente nella sua volontà di essere celebrata almeno nel giorno dedicato alle donne, così ne esce un testo divertente, dal vago sentore rap. Per chiudere poi con un testo più maturo, di formazione adolescenziale, che incontra la volontà di giustizia e di amore propria di colui che si affaccia alla vita con la voglia di contribuire con il proprio sogno a salvaguardare l’essere madre e l’affetto che sente non dover mancare mai nella propria esistenza.

 

 

 

“La Leonessa. Città di Brescia” 15. Le poesie dei ragazzi

La cerimonia di premiazione della quindicesima edizione del premio internazionale di poesia “La Leonessa. Città di Brescia”, si è regolarmente tenuta domenica scorsa presso l’Auditorium San Barnaba, grazie al Patrocinio del Comune di Brescia. Presente per l’Amministrazione comunale, il Consigliere Tommaso Gaglia, in rappresentanza del Vicesindaco e Assossore alla Cultura Laura Castelletti. Hanno inviato il loro saluto l’Assessore regionale Mauro Parolini e, idealmente, il presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini che ha inviato la medaglia di rappresentanza da conferire ai premiati, così come ha fatto il Senato della Repubblica e il signor presidente della Repubblica, sempre inviando una medaglia.

Presenti quasi tutti i premiati, dei quali sono state lette le liriche. Ecco quelle degli studenti dell’Educandato Santa Maria agli Angeli di Verona, Scuola Secondaria di Primo Grado, Classe I D, insegnante Elisabetta Faccioli.

La gioia, il dono della vita di Francesco Vesentini

Nella vita, ogni giorno più bello

È come se lo vivessi in un castello

Pieno di perle, rubini e smeraldi

Che ti fanno andare ogni giorno più avanti

Nella vita tutto è concesso

Perché, se fai il sogno più grande

In uno specchio, il sogno non è riflesso,

ma il dono che la vita ci regala

non è né un sogno, né un castello,

ma è la vita stessa

che riempi il cuore di gioia.

 

L’amicizia di Alice Sagripanti

L’amicizia è una cosa

che nessuno sa spiegare

dal più grande studioso

al più umile lavoratore

è una cosa che ti

riempie il cuore

d’amore e

di allegria e

che ti porta

a volare con

la fantasia

 

Bellissimo Natale

Il Natale è tutto bianco

con il Capodanno a fianco

ti fa stare in compagni

come un nido d’allegria

le dolcezze di stagione

con pandoro e panettone

Il Natale è gioia e festa

e a tutti noi nel cuore resta

Regali, fiocchi, amore e felicità

è questo che vogliono mamma e papà.

 

Poesie dall’estro semplice e genuino, che si contraddistinguono per la freschezza delle immagini più personali rispetto ad un semplice lavoro di classe.

 

 

Il Patrocinio della Camera dei Deputati per “La Leonessa. Città di Brescia”

La Camera dei Deputati ha concesso il patrocinio alla quindicesima edizione del Premio Internazionale di Poesia “La Leonessa. Città di Brescia”. Il riconoscimento verrà assegnato domenica prossima, 18 maggio, dalle ore 10.00, durante la cerimonia di premiazione organizzata, come tradizione, presso l’Auditorium San Barnaba di Brescia.

Il Premio aveva già ottenuto il patrocinio del Comune di Brescia e del Senato della Repubblica.

Le poesie premiate sono state scritte da Poeti provenienti da tutta Italia, dalla provincia di Udine a quella di Imperia, da Napoli a Roma alla stessa città di Brescia. Nel corso degli anni, sono state decine e decine i Poeti premiati e migliaia quelli che hanno trovato nel premio “La Leonessa. Città di Brescia”, spunto per produrre nuovi versi, vero scopo dell’organizzazione del Premio stesso.

Le poesie premiate verranno in seguito ospitate su lemienotizie.com, in un modo attuale e innovativo, rispetto al canone dell’antologia poetica, per divulgarle.

 

Tener-a-Mente 2014

Giunge alla sua quarta edizione il prestigioso “Festival del Vittoriale Tener-a-Mente” sotto la direzione di re:think-art di Viola Costa e Luca Faustini, che si terrà dal 21 giugno al 3 agosto 2014 sul palcoscenico del Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera.

La rassegna estiva, inaugurata nel 1952 dall’orchestra de La Scala diretta da Carlo Maria Giulini, nel 2011 è diventata “Festival del Vittoriale tener-a-mente” e in tre anni ha registrato oltre 46.000 spettatori, confermando un trend in crescita costante, ospitando tra gli altri artisti Lou Reed, Keith Jarrett, Franco Battiato, Francesco de Gregori, Momix, il New York City Ballet e l’American Ballet Theatre.

Sono 39 in tutto il mondo i Paesi di provenienza di acquisto dei biglietti online, dall’Australia a Israele, dalla Russia alla Nuova Zelanda. E per i 7 spettacoli del 2014 già annunciati, sono stati registrati acquisti da 17 diverse regioni italiane e 26 Paesi al mondo.

Ad inaugurare la quarta edizione del Festival del Vittoriale, sarà l’attesissimo concerto di Paolo Conte, che torna al Festival dopo aver ritirato nel 2012 il Premio “Il Vittoriale” dalle mani del Presidente della Fondazione, Giordano Bruno Guerri. Vista la grande richiesta per quella che al momento è l’unica data italiana annunciata, nonostante i biglietti siano già esauriti, è stata aperta una lista d’attesa, aspettando il riassortimento di posti disponibili.

Una delle artiste più richieste dal pubblico del Festival del Vittoriale è Fiorella Mannoia, che esordirà sul palco gardesano proponendo il meglio del suo repertorio, accompagnata dalla sua band.

Altro gradito ritorno, dopo il successo del 2012, quello di Pat Metheny con il suo Unity Group, che ha scelto il Vittoriale per chiudere il suo tour italiano.

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Per la Danza il Festival rinnova l’appuntamento con le più prestigiose compagnie di danzatori internazionali. Ospiti del Festival quest’anno la Martha Graham Dance Company, ritenuta ad oggi la compagnia di modern dance di maggior fama al mondo, e Eleonora Abbagnato, la prima star ad inaugurare il Festival “tener-a-mente” 3 anni fa. L’étoile dell’Opéra di Parigi danzerà nell’affascinante cornice dell’anfiteatro dannunziano insieme alle Stelle dell’Opéra di Parigi, come Nicolas Le Riche e Clairemarie Osta.

Ogni anno il Festival rende omaggio al padrone di casa Gabriele d’Annunzio invitando grandi interpreti del teatro e del cinema italiani a dar voce ad alcune fra le più belle pagine, spesso inedite, del Vate. Dopo l’applauditissimo Filippo Timi del 2013, quest’anno sarà Alessandro Haber a portare sul palco la sensualità del d’Annunzio seduttore attraverso una selezione di passi erotici dal “Solus ad solam” e di lettere inedite alla contessa Mancini. Lo spettacolo “Il demone seduttore – Omaggio a d’Annunzio” si svolge nella suggestiva cornice del Laghetto delle Danze, l’area più selvaggia del parco del Vittoriale (vincitore nel 2012 del premio “Il parco più bello d’Italia”), da sempre chiuso al pubblico e riaperto dalla Fondazione nel marzo 2013 in occasione del 150esimo anniversario della nascita del Vate. Il laghetto, a forma di violino in omaggio a Gasparo da Salò, fu concepito dal Poeta per ospitare spettacoli coreutici su una piattaforma circolare che entra nelle acque del laghetto, incorniciando il palco con la scenografia della cascata naturale formata del Rio dell’Acqua Savia.

Damon Albarn, icona della musica britannica, leader dei Blur e dei Gorillaz, presenterà il suo primo album da solista “Everyday Robots”, in uscita a fine aprile, in prima nazionale al Vittoriale. Eclettico e pluripremiato cantante, compositore e produttore, per stile musicale e testi sempre attuali Damon è considerato uno dei musicisti più influenti e interessanti del Regno Unito.

L’Orquesta Buena Vista Social Club ha scelto il Festival del Vittoriale come prima tappa dell’ultimo tour prima dello scioglimento del gruppo: un’altra prima Nazionale.

Sul palco gardesano si esibirà per la prima volta anche Burt Bacharach, uno degli autori più celebri e rispettati del panorama musicale mondiale, che ha all’attivo una vastissima carriera come compositore, arrangiatore, cantante e pianista.

Per la prima volta al Vittoriale anche i The National, una delle formazioni indie rock più importanti e influenti, reduci dalla nomitanion ai Grammy come “Best Alternative Album 2013”.

Novità nella formula del Festival la proposta TENER-A-MENTE OFF: una tre-giorni al Laghetto delle Danze, con tre concerti in solo che si muovono nell’area della musica jazz e improvvisata, proposti da artisti di formazione diversa, con forti contaminazioni dal rock al pop, alla musica contemporanea. In questo contesto torna al Vittoriale Walter Beltrami con il suo progetto “Looperville – Solo Guitar Orchestra”, artista e compositore di grande talento, già ospite nel 2010 e nel 2012, in occasione della presentazione dei progetti del suo quintetto “Paroxysmal Postural Vertigo”, l’ultimo dei quali prodotto dall’Auditorium Parco della Musica di Roma. Con Looperville Beltrami sarà in studio di registrazione poche settimane prima del concerto. Il giorno successivo sarà la volta di Colin Stetson in Sax Solo (noto al grande pubblico del pop pop per la sua collaborazione con gli Arcade Fire, e per le sue incursioni in progetti di Tom Waits, Lou Reed, David Byrne…). Chiude la piccola maratona jazz lo svedese Bobo Stetson, pianista ECM tra i più apprezzati.

Il circo teatro arriva al Festival con il duo belga Okidok e il loro “Slips Inside”, uno spettacolo esilarante in cui Xavier Bouvier e Benoît Devos si lanciano alla ricerca del clown dentro di loro. Costumi essenziali, scenografie minimali, un uso maestrale del corpo e della mimica. Uno spettacolo per tutti, adulti e bambini, inserito eccezionalmente in orario pomeridiano per favorire l’accesso al teatro alle famiglie.

Per la prosa “Il Sangue”, uno spettacolo di e con con Pippo Delbono, con Petra Magoni e le musiche di Ilaria Fantin, in cui Delbono canta le emozioni più terrene, carnali e ancestrali, partendo dal mito di Edipo.

A chiudere la rassegna, l’atteso “Il Mercante di Venezia” di Giorgio Albertazzi, che arriva al Vittoriale dopo aver ritirato nel 2013 a Pescara il Premio Speciale “Il Vittoriale” dalle mani del Presidente della Fondazione, Giordano Bruno Guerri.

Ancora riserbo sull’ultimo grande ospite, che si esibirà sul palco del Vittoriale l’1 agosto e il cui nome sarà annunciato nei prossimi giorni.

Da oggi, venerdì 25 aprile, sono aperte le prevendite di tutti gli spettacoli del Festival sul sito http://www.anfiteatrodelvittoriale.it e nei tradizionali punti di prevendita sul territorio.

La biglietteria del teatro sarà aperta dal 19 maggio; fino ad allora sarà attivo il numero 340/1392446

 

Marco Guerini
 

Prossimi eventi a Palazzo Magnani

Il 2 maggio, in contemporanea con Fotografia Europea 2014, aprirà al pubblico Un secolo di grande fotografia. I capolavori della collezione FOTOGRAFIS Bank Austria”che resterà aperta sino al 13 luglio 2014. Sono 150 immagini scelte da Margit Zuckriegl e Walter Guadagnini, tra il meglio del meglio della prestigiosa collezione di Bank Austria – Gruppo Unicredit. 150 scatti per ripercorre la storia della fotografia dalla seconda metà dell’Ottocento alla metà del Novecento attraverso i più grandi interpreti di sempre: Man Ray, Paul Strand, André Kertész, Edward Weston e molti altri. È un appuntamento davvero imperdibile per gli appassionati di fotografia, ma anche per tutti coloro che intendono ripercorrere la storia della fotografia attraverso le sue massime espressioni.

Fino al primo febbraio 2015, si dipana il grandioso progetto Ludovico Ariosto. Nel 540^ anniversario della nascita. Si tratta di una celebrazione corale che vede riunite intorno a Palazzo Magnani circa 50 istituzioni (comuni, Provincia, realtà culturali, imprenditoriali, sociali e turistiche) che hanno ideato e prodotto iniziative, spesso di altissimo livello e originalità, intorno al gigante delle letteratura mondiale che in questa terra ha avuto i natali. Palazzo Magnani, dall’11 ottobre 2014 al primo febbraio 2015, si fa protagonista di questa corale manifestazione con una grande, originale mostra su Ariosto e l’Orlando Furioso, ideata e curata da Sandro Parmeggiani. La mostra si pone l’obiettivo di indagare la persistenza della fortuna di Ariosto, e del suo Orlando in particolare, non solo nella letteratura, ma in campi artistici quali la pittura, l’illustrazione e il fumetto (ricordiamo Alejandro Jodorowsky), la fotografia, come in linguaggi trasversali alle discipline artistiche, dal cinema al teatro, per citarne alcuni. Per raccontare come la forza dirompente dell’Orlando Furioso contini ad influenzare l’immaginario creativo, confermando come quella stupefacente visione del mondo non possa essere consegnata agli archivi del passato.

Altrettanto rilevante, ed impegnativo, l’appuntamento che apre la stagione espositiva 2015. Dal 14 marzo al 14 giugno del prossimo anno, a Palazzo Magnani sarà protagonista Piero della Francesca. Il disegno tra arte e scienza. Anche questa esposizione, curata da Filippo Camerota, Francesco Paolo Di Teodoro e Luigi Grasselli coadiuvati da un comitato scientifico nel quale operano anche Piergiorgio Odifreddi, Stefano Casciu, Enrico Maria Davoli, Roberto Marcuccio e Massimo Mussini, nasce da una coralità di istituzioni culturali e prende spunto dal cosiddetto “Reggiano A 41/2”, ovvero dal codice De Prospectiva Pingendi patrimonio della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia. Il manoscritto, opera di un abile copista, presenta una sessantina di notazioni e correzioni di mano di Pietro della Francesca che nei suoi 110 fogli lascia anche molti disegni.

Dal De Prospectiva Pingendi, di fatto inizia la grande esperienza rinascimentale, come documentano le nove sezioni di questa imponente, spettacolare esposizione. Si comincia dai principi geometrici, per proseguire con le figure piane, i corpi geometrici, l’architettura, la figura umana, la proiezione delle ombre, l’anamorfosi. Opere originali preziosissime saranno affiancate da un ampio apparato multimediale, da modellini che consentono di capire con immediatezza gli sviluppi tridimensionali dell’idea di della Francesca. Questa sarà una mostra di idee, ma anche di sommi capolavori, con manoscritti, disegni, dipinti dello stesso Piero della Francesca, di Luca Paioli, Pietro Perugino, Ercole dé Roberti, Antonio da Sangallo, Baldassare Peruzzi, Michelangelo, Donato Bramante e altri grandi. Segnacoli estenderanno la mostra anche fuori dal Palazzo che la ospita, conducendo sino alla Basilica di San Prospero e, oltre, sino alla Stazione Mediopadana dell’alta velocità progettata da Santiago Calatrava, a scoprire il perdurare dell’influenza di della Francesca in architettura e non solo.

Federica Franceschini

“Paolo Veronese. L’illusione della realtà” a Verona

La mostra “Paolo Veronese – L’illusione della realtà”, si terrà a Verona, al Palazzo della Gran Guardia, dal 5 luglio al 5 ottobre prossimi. La mostra dedicata all’arte di Paolo Caliari, detto il Veronese, è promossa e organizzata dal Comune di Verona con i Musei Civici, insieme all’Università di Verona e alla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, in associazione con la National Gallery di Londra.

1__National_Cristo_Maddalena-brera verona“Un’esposizione che è il frutto della collaborazione tra più istituzioni che operano nel mondo dell’arte e della cultura, oltre che del prezioso sostegno di importanti sponsor” ha detto il sindaco di Verona Flavio Tosi, sottolineando la “soddisfazione da parte dell’Amministrazione di realizzare un evento che andrà ad arricchire l’offerta culturale e artistica della nostra città, con ricadute positive per tutto il territorio”. La mostra si colloca a distanza di ventisei anni dalla rassegna “Veronese e Verona”, tenutasi nel 1988 al Museo di Castelvecchio. Più di 100 le opere che saranno esposte in Gran Guardia, di cui 40 disegni, 50 prestatori tra i più importanti musei e istituzioni italiani e stranieri, 70 opere provenienti dai più prestigiosi musei italiani ed internazionali, tra cui la Germäldegalerie di Dresda, la National Gallery of Scotland d’Edimburgo, il Museo degli Uffizi di Firenze, Palazzo Rosso di Genova, il British Museum e la National Gallery di Londra, il J. Paul Getty Museum di Los Angeles, il Museo Nazionale del Prado di Madrid, la Pinacoteca Estense di Modena, la Pinacoteca di Brera di Milano, il Metropolitan Museum of Art di New York, il Musée du Louvre di Parigi, i Musei Vaticani di Roma, le Gallerie dell’Accademia di Venezia, il Kunsthistoriches Museum di Vienna, la National Gallery of Art di Washington. La mostra monografica, la prima di tale ampiezza in Italia dopo quella memorabile curata da Rodolfo Palluchini a Venezia nel 1939, presenta Paolo Veronese attraverso 6 sezioni espositive: la formazione a Verona, i fondamentali rapporti dell’artista con l’architettura e gli architetti (da Michele Sanmicheli a Jacopo Sansovino a Andrea Palladio), la committenza, i temi allegorici e mitologici, la religiosità, e infine le collaborazioni e la bottega, importanti fin dall’inizio del suo lavoro. Oltre ad un’ampia scelta di capolavori dell’artista, la mostra comprende numerosi disegni di eccezionale qualità e varietà tematica e tecnica, con l’obiettivo di testimoniare il ruolo della progettazione e riflessione grafica non solo nel percorso creativo di Paolo Veronese, ma anche nella dinamica produttiva del suo atelier. In preparazione della manifestazione, è iniziato ad aprile 2013 l’importante restauro della grande tela degli Haeredes Pauli, “Cena a casa di Levi” di proprietà delle Gallerie dell’Accademia di Venezia e in deposito presso il Comune di Verona. La mostra è inoltre integrata da diversi itinerari pensati per l’occasione, per guidare il visitatore e il turista alla scoperta delle opere di Paolo Veronese conservate nelle chiese e nei musei e degli affreschi realizzati dall’artista a Verona, Vicenza , Padova, Maser, Castelfranco Veneto e Venezia, realizzati grazie al sostegno di SaveVenice. Informazioni sul sito http://www.mostraveronese.it.

 Roberto Bolis