A Lecce una nuova sede per artisti voluta dalla gallerista Lucia Pezzulla

Lucia Pezzulla

Nasce nel cuore di Lecce, in via Bonaventura Mazzarella 18, la nuova sede espositiva e operativa della Red Lab Gallery, un percorso che parte da Milano nel 2018 e che oggi approda nella città salentina, luogo d’origine della gallerista Lucia Pezzulla. Le due città, agli antipodi della Penisola, dialogano così rivolgendosi al pubblico di entrambe le latitudini, e il linguaggio utilizzato per farlo è quello artistico, il più universale. Da sempre convinta che l’arte, per sua stessa funzione civile, debba essere ovunque, Lucia Pezzulla si è impegnata nel cercare di collocarla fuori dai contesti dove normalmente la si trova: “Credo che in questo momento storico, dove le restrizioni imposte per contenere la diffusione del Covid-19 hanno impedito l’accesso a luoghi tradizionali pensati per l’arte e la cultura, sia necessario cambiare nuovamente le regole del gioco, sparigliare idee e convenzioni e proporre format espositivi innovativi, in grado di arrivare e sensibilizzare un pubblico sempre più vasto”. Da qui l’idea di implementare la sede espositiva milanese chiamando Lecce a supportarla con uno spazio-laboratorio in cui, di volta in volta, autori differenti trascorreranno un periodo di residenza al termine del quale restituiranno un progetto che sarà presentato come risultato del lavoro svolto sul territorio.

Un interno della Galleria di Lecce

La prima residenza, affidata al fotografo leccese classe 1975 Ulderico Tramacere sotto la curatela artistica di Giovanna Gammarota, avrà luogo nel periodo febbraio/giugno 2021, e la presentazione del lavoro che ne sortirà avverrà a inizio estate. Ulderico Tramacere, che per sua stessa ammissione impiega nella fotografia la stessa dedizione che avrebbe avuto nel fare il pilota, il pompiere, il palombaro, l’inventore, il poeta o il pittore, precisa: “Faccio fotografie e non voglio informare. Mi piace invece pensare che le mie immagini creino, stimolando il desiderio dell’informazione”. L’artista – dopo aver esposto a Milano la sua coinvolgente mostra Nylon (Premio MIA Photo Fair / RAM Sarteano) prima alla Red Lab Gallery (2019) e successivamente negli spazi dedicati alla fotografia d’arte dell’Università Bocconi (2020) – nell’ambito della residenza intende porsi all’ascolto della terra che lo circonda ritrovando le inquietudini e i nessi che legano indissolubilmente territori e individui, i quali si amalgamano in un coagulo di umori e respiri troppo spesso rassegnati dinanzi al destino. “La pietas che Tramacere prova” afferma la curatrice Giovanna Gammarota “per il proprio territorio flagellato, come un novello Cristo, e i corpi di coloro che si addensano lungo i confini di un’Europa sempre meno propensa ad accoglierli, è la base dalla quale egli parte per creare un corale di immagini cantato da più voci che solo apparentemente sembrano contrastare tra loro ma che, invece, si completano”. Il cellophan, il nylon o il pluriball, materiali sui quali Tramacere lavora da tempo, proprio attraverso la nuova residenza creata da Red Lab Gallery, troveranno la loro piena realizzazione divenendo, come sottolinea lo stesso artista “drammatici Sudari che avvolgono la storia di un intero Paese […] sipari interposti tra lo sguardo e il mondo […] paesaggi surreali irrimediabilmente mutati”, per dare infine vita a quelle immagini che “stimolano il desiderio di informazione”.

Red Lab Gallery: Via Solari 46, Milano / Via Bonaventura Mazzarella 18, Lecce

De Angelis (anche per le fotografie)

Gaetano Donizetti, un musicista coi baffi

Bergamasco all’anagrafe, napoletano nel cuore, Gaetano Donizetti (1797-1848) è il protagonista del terzo volume della collana I miti dell’Opera dedicata dal Teatro Regio di Parma all’infanzia, per condividere e tramandare di generazione in generazione il patrimonio della grande tradizione lirica. Scritto da Cristina Bersanelli e illustrato da Patrizia Barbieri, il volume Gaetano Donizetti. Un musicista coi baffi è in vendita da oggi online al Regio Il libricino (formato 24 x 24 cm) è come sempre corredato da tre illustrazioni da colorare e da una proposta ludico creativa che, in questo caso, non può che essere una guida alla preparazione di uno speciale e spumeggiante elisir d’amore. A piccoli lettori, l’invito a inviare le foto dei disegni colorati che il Teatro Regio condividerà su teatroregioparma.it e sui profili social. L’infanzia vissuta in povertà a Bergamo, l’incontro con il compositore che divenne più che un suo mentore, un secondo padre, Giovanni Simone Mayr, i primi successi ottenuti a poco più di vent’anni a Venezia, e poi a Roma, fino all’incontro con l’impresario Barbaja e il trionfo a Napoli, con la Lucia di Lammermoor. La fama di Donizetti, compositore d’opera prolifico e amatissimo, fiorita nell’età dell’opera dell’oro, era diffusa in tutti gli strati della società che il compositore, di bell’aspetto, era riuscito a conquistare anche grazie a un talento di canzoniere, tutt’ora poco conosciuto. La sua vita non fu certo priva di momenti drammatici e dolorosi – e “i bambini hanno bisogno di sapere che anche nelle vite più straordinarie ci sono dei fallimenti o comunque dei periodi difficili, spiega l’autrice, Cristina Bersanelli, e che ogni medaglia ha suo il rovescio”. E così anche per Donizetti arrivarono giorni tristi, funestati dalla perdita della bella moglie, Virginia, e dei figli, che culminarono con il trasferimento a Parigi e il rientro a Bergamo, dove il compositore finì i suoi ultimi giorni di vita, attorniato da una ristretta cerchia di amici.

I miti dell’Opera sono libri concepiti e scritti per l’infanzia con protagonisti “straordinari”, capaci di divertire e affascinare i più piccoli, grazie alla capacità affabulatoria delle loro autrici e della potenza narrativa di storie bellissime, realmente vissute da personaggi indimenticabili. Dopo Giuseppe Verdi. Il Cigno di Busseto e Maria Callas. La Divina la collana si arricchisce di un terzo titolo.

Dario De Micheli, Responsabile editoriale della collana: “Capaci di conquistare anche nonni e genitori, che possono assaporare le nostre storie assieme ai bambini, aggiungendo magari ricordi personali e anche accompagnando la lettura con ascolti musicali, I miti dell’Opera sono stati pensati dal Teatro Regio anche per dare luogo a progetti di approfondimento culturale destinati all’utenza scolastica; com’è il caso del volume Giuseppe Verdi. Il Cigno di Busseto che è stato posto al centro di un percorso di conoscenza del compositore e della sua musica destinato alle scuole elementari, dove viene letto, accompagnato da un video illustrativo recitato dall’attrice Sabina Borelli e da un video didattico progettato dal nostro dipartimento educational”.

A questo volume, in vendita al bookshop del Teatro Regio e online su teatroregioparma.it al prezzo di €10, seguiranno il volume dedicato a Giacomo Puccini e successivamente quelli dedicati ai grandi compositori come Gioachino Rossini, Vincenzo Bellini, Wolfgang Amadeus Mozart e, di nuovo, ai grandi interpreti come Arturo Toscanini, Carlo Bergonzi, Luciano Pavarotti, Renata Tebaldi, a compimento di un progetto editoriale volto alla conoscenza dei grandi miti dell’opera e alla trasmissione della conoscenza della storia del teatro d’opera alle giovani generazioni.

In questi anni abbiamo investito molte energie per ideare, sviluppare e realizzare diversi nuovi progetti destinati all’infanzia e ai ragazzi – afferma Anna Maria Meo, Direttore generale del Teatro Regio di Parma. Ogni compositore e ogni cantante divenuto un mito dell’Opera ha un percorso di crescita personale e professionale fatto di successi, sconfitte, incontri, aneddoti, che diventano storie uniche da raccontare e tramandare. L’augurio è che le storie che racconteremo in questa collana appassionino i giovani lettori rendendo loro familiari questi artisti e incuriosendoli all’ascolto”.

Il medesimo desiderio di incontrare nuovo pubblico ci ha portato a lanciare l’app A Life in Music, il primo mobile game prodotto da un teatro lirico al mondo. Scaricabile gratuitamente, questo progetto coinvolge i giocatori direttamente nella vita di Verdi, con una narrazione accattivante e grazie a un linguaggio interattivo.

Nei mesi scorsi inoltre abbiamo lanciato RegioYoung a casa tua, che rende fruibile la nostra biblioteca multimediale per l’infanzia dalla propria postazione personale. Il canale è dedicato ai bambini dai 3 anni in su e comprende le illustrazioni di Color RegioYoung da stampare e colorare, le storie di Opera in pillole per scoprire le trame delle opere liriche divertendosi, le più belle Favole a sorpresa, realizzate nella versione audiofonica.

Un terzo progetto, particolarmente apprezzato e “partecipato”, è Costruisci il tuo teatro, dedicato ai bambini delle scuole primarie che grazie ai suggerimenti dell’attrice Sabina Borelli, della costumista Lorena Marin e dello scenografo Franco Venturi possono realizzare un teatro in miniatura e allestirvi le loro storie di fantasia. Queste, filmate e inviate al Teatro Regio sono state condivise con grande successo sul sito e sui canali social del Teatro”.

Paolo Maier (anche per le immagini)

Classic Rock a quota cento numeri!

Un comple-numero speciale per il mensile di musica più venduto in Italia che con oltre 10000 copie al mese si conferma in testa alle vendite delle riviste di settore. Il 26 febbraio 2021 “Classic rock” festeggerà infatti i suoi primi 100 numeri, uscendo in edicola con un volume da collezione rivestito da una preziosa copertina in stile glam-rock con testata placcata in oro a caldo e restyling grafico. Ma ad incuriosire gli appassionati del settore saranno, come sempre, i contenuti, a partire dalla selezione dei 100 dischi rock della nostra vita scelti dalle più prestigiose firme della rivista e dal percorso a ritroso crono-storico, attraverso le 100 copertine, che ne ha illustrato l’evoluzione in crescendo.

Era il dicembre 2012 quando uscì il primo numero di “Classic Rock Lifestyle”, nato da un’intuizione dell’editore Luca Sprea che voleva offrire ai lettori una versione italiana di “Classic Rock” UK: un’idea vincente che raggiunse immediatamente più di 20.000 lettori. Dal numero 5 divenne, anticipando i tempi, la prima rivista italiana interattiva, associando al magazine una app che permetteva inquadrando alcune parti del giornale, di vivificarne l’essenza attraverso video di concerti, interviste e approfondimenti vari. Dal numero 22 la direzione, da Alessandro Agnoli (che passò al ruolo di amministratore delegato), fu affidata a Francesco Coniglio che ne italianizzò la redazione dando spazi ai giornalisti più esperti e accreditati sull’argomento e lanciando nuove sfide, come quella dell’ascolto del rock su vinile, che aprì la porta alla pubblicazione di un altra rivista ad esso totalmente dedicata, “Vinile”.

«Credere nella carta stampata oggi – dichiara Luca Sprea –  è la vera sfida. Il mercato dell’edicola soffre molto a causa del web ed è impensabile fronteggiare questa situazione rimanendo fermi: l’evoluzione impone di produrre un contenuto di qualità sempre più alta e di offrire al lettore qualcosa che non possa trovare altrove. La nostra ricetta? Abbiamo scoperto che, se ci divertiamo a realizzare i nostri giornali, questo divertimento passa per osmosi anche attraverso la macchina da stampa e arriva fino ai lettori!  Ed è forse solo questo l’unico segreto del successo della nostra casa editrice, che invece di ritirarsi dalla scena continua a investire sulla carta stampata, sia in termini di creazione di nuovi prodotti editoriali che in forza lavoro, assumendo nuovi giovani».

«Il giornale ha da sempre avuto un taglio intellettuale e molto “alto” – continua il CEO Alessandro Agnoli – Nel corso degli anni non si è piegato alla tendenza dilagante, presente anche tra i giornali musicali, di privilegiare le immagini ai contenuti testuali. Il merito va sicuramente anche al lavoro del direttore, Francesco Coniglio, che proprio nell’editoriale di questo numero speciale di Classic Rock firma un interessante un excursus letterario sulla musica. Grazie anche alla creazione del sito stonemusic.it che fa da cappello a tutte le testate musicali del gruppo, Classic Rock ha avuto una importante evoluzione multimediale integrando in grande armonia carta e web».

Il numero speciale del centenario è in edicola dal 26 febbraio al costo di 5,90 euro; tra gli approfondimenti, ci saranno speciali dedicati a Brian May e Roger Taylor per i 50 anni dei Queen, a 2 Siouxsie and the Banshees, ai King Crimson, agli Strawbs e a molti altri…

Elisabetta Castiglioni

Ottomarzo femminile plurale sul web

Cooperazione e talenti al femminile, impatto di genere delle politiche, parità di retribuzione lavorativa, così come violenza e diritti. Verona per tre mesi affronterà a 360 gradi la Giornata internazionale per i diritti delle donne, con oltre 40 iniziative. Torna anche quest’anno la manifestazione ‘Ottomarzo. Femminile, plurale” con un programma unico, cucito su misura nel rispetto delle misure anti Covid. Ancora una volta sarà il web a ridurre le distanze e a dar voce a tutto quello che non si può fare in presenza. Sul sito http://www.comune.verona.it il programma sarà in continuo aggiornamento, in base all’evolversi della situazione pandemica. E sarà possibile trovare tutti i link per collegarsi agli eventi.
Giornata centrale sarà, ovviamente, l’8 marzo. Per tutte le donne l’ingresso a musei e monumenti sarà gratuito. E, come proposto dalla Consulta delle Associazioni Femminili, le 5 rotonde di corso Milano verranno intitolate ad altrettante donne che, nell’ultimo secolo, hanno reso grande Verona. Dalla saggista Eugenia Vitali Lebrecht, a Maria Clementi nota per il suo impegno nel sociale. E ancora Clara Boggian mecenate della musica, Margherita Pettenella grazie al cui lascito è nata la Casa della giovane e Delia Pollin documentarista di guerra.

Il calendario degli eventi, promosso dall’assessorato alle Pari opportunità del Comune di Verona, si aprirà il 1° marzo e proseguirà fino alla prima settimana di maggio. Numerose le realtà che affiancheranno l’Amministrazione comunale in questo percorso, dall’Università di Verona, all’Azienda Ospedaliera, così come Ulss9, Rete delle Università per la pace e oltre 35 tra istituzioni e realtà associative, come Consulta delle Associazioni Femminili, Ordini professionali, Organizzazioni sindacali e di categoria.

Tra le tematiche che verranno affrontate anche la condizione delle donne durante il Covid. Quattro saranno gli eventi dedicati: il 9 marzo, ‘Professioni e pandemia, riflessioni al femminile’, conferenza promossa da Federmanager sul lavoro e l’incidenza sulla presenza femminile. Il 10 marzo seguirà l’incontro ‘Verso l’agenda 2030: parità di genere ai tempi del Covid’ con Paola Profeta, docente di Scienza delle finanze all’Università Bocconi. E poi il 17 e 23 marzo, ‘La chiave vincente nei periodi di crisi: la leadership femminile’ e ‘La creatività delle donne come antifragilità’.

Al centro degli incontri anche i talenti, o meglio ‘Espressioni, pensieri e azioni a confronto’, tema centrale di questa edizione. Il 4 marzo, tavola rotonda online ‘La cura sono io’ con tante professioniste che praticano la cura in ambiti diversi e le letture di Sandra Ceriani.
Il programma si chiuderà a maggio con l’iniziativa ‘#DISTANTIMAUNITI tutte insieme sotto la stessa coperta’, una raccolta di fondi a sostegno delle donne in difficoltà, attraverso la vendita online di quilt. Le donazioni andranno a finanziare interventi per l’inserimento lavorativo e il recupero dell’autonomia anche economica delle donne. L’iniziativa s’inserisce nel programma di ‘Verona Tessile’, promosso dall’associazione Ad Maiora in collaborazione con l’assessorato alla Cultura.

L’edizione 2021 è stata presentata, in diretta streaming, dall’assessore alle Pari opportunità Francesca Briani e dalla presidente della Consulta delle Associazioni Femminili Annamaria Sanson.

Una rete territoriale sempre più capillare, anche durante l’emergenza, ha saputo far squadra e programmare una manifestazione ricca di contenuti ed eventi – ha detto Briani -. Un calendario di iniziative che intende ribadire la necessità di continuare a portare avanti l’azione culturale, sociale ed educativa per l’affermazione della parità dei diritti tra i generi, all’interno del principio generale del rispetto dei diritti umani. Da inizio anno, in Italia, sono già 11 le donne che hanno perso la vita per mano dei compagni. La violenza domestica è in aumento, così come l’utilizzo di un linguaggio spesso inaccettabile. Con queste iniziative vogliamo rivendicare il ruolo della donna, a ogni livello e in ogni settore, così come promuovere un cambio culturale”.

Siamo orgogliosi di far parte di questo ricchissimo programma e poter affrontare così tante tematiche nel corso di ben tre mesi – ha spiegato Sanson –. Inoltre, siamo felici che sia stata accolta la proposta di intitolare le 5 rotonde di corso Milano ad altrettante donne meritevoli, che hanno contribuito a rendere migliore la società veronese. Un progetto recepito con grande entusiasmo, che darà più equa rappresentanza di genere anche nell’ambito della toponomastica. In Italia solo il 3 per cento di strade e piazze portano il nome di una donna”.

In un panorama che nelle ultime 24 ore ci parla di altri due casi di femminicidio – ha aggiunto la presidente della Commissione consiliare Pari opportunità Maria Fiore Adami, intervenuta a margine della presentazione – è doveroso e necessario riproporre anche quest’anno un palinsesto corposo di iniziative. Un programma che è stato creato in rete tra istruzioni e associazioni per porre al centro la questione femminile. Rimarcando anche la necessità per il funzionamento economico duramente colpito dal Covid delle competenze e delle qualità che il mondo femminile offre. Un grazie all’associazionismo che caratterizza la Consulta femminile per la sua costante e continuativa attività nel nostro territorio. Come sempre auspico di vedere tanti uomini unirsi alle iniziative, quali promotori della cultura delle pari opportunità che deve realizzarsi nei fatti e comportamenti”.

Roberto Bolis

Il Cenacolo vinciano


Nel corso dei prossimi mesi,
come annuncia il Direttore dei musei statali lombardi, Emanuela Daffra, il Cenacolo leonardesco sarà oggetto di diversi, significativi interventi condotti sia con fondi del Mibact sia grazie all’apporto di soggetti privati.
Innanzitutto un
intensificato controllo dello stato di salute del capolavoro di Leonardo. Dal 1999, anno di conclusione dell’intervento ventennale condotto da Pinin Brambilla sull’Ultima Cena, ci si è posti l’obiettivo di prevenire i danni che potrebbero condurre ad un ennesimo intervento. Aggiornando, man mano che si evolvono, le tecnologie di controllo e diagnosi sul dipinto. Oltre a monitorare la qualità dell’aria nel Refettorio e gli aspetti statici della parete dell’Ultima Cena, abbiamo avviato nuove indagini diagnostiche per verificare l’effettivo, attuale stato della superficie dipinta. Già a partire dal prossimo mese, grazie al supporto del Rotary Club Milano Sempione, la Cena sarà sottoposta ad una campagna di indagini multispettrali a cura di Annette Keller. Queste indagini, che rileveranno la eventuale presenza di tracce non percepibili con la luce visibile presenti sul dipinto di Leonardo, andranno ad integrarsi con quelle già in corso ad opera del CNR e dell’ICR.
Per raccogliere queste ed altre informazioni è stato sottoscritto un accordo con il
Politecnico di Milano per lo sviluppo di un sistema di gestione integrata dei molteplici dati: sarà un modello utile sia per il monitoraggio dell’opera nel tempo, sia per la fruizione alternativa da parte dei visitatori di contenuti complementari relativi all’opera.
Il refettorio però non è solo Leonardo. Di fronte alla Cena, schiacciata dal confronto, sta la coeva
Crocifissione di Donato Montorfano.
La spolveratura totale della parete realizzata durante le recenti settimane di chiusura ha evidenziato necessità conservative non drammatiche ma urgenti e permesso di apprezzare le qualità dell’opera, tutt’altro che banali.
Nei mesi centrali di quest’anno sarà avviato il restauro di questo grande affresco, consentendo al pubblico di osservare l’intervento in corso, anche da una prospettiva ravvicinata.
Il
restauro della Crocifissione di Donato Montorfano e dei dipinti murali del refettorio di Santa Maria delle Grazie è integralmente finanziato dal Mibact.
A partire dall’autunno il Cenacolo risplenderà di
luce nuova. Grazie ad una sponsorizzazione tecnica di iGuzzini ed al progetto di Massimo Iarussi, il refettorio sarà dotato di una nuova illuminazione, ancora più efficace di quella attuale. Si prevede di abbattere ulteriormente la quota di lux che si possono rivelare nocivi per la conservazione dell’opera di Leonardo e nel contempo di migliorare l’esperienza del visitatore, facendo comprendere meglio la complessità dell’ambiente e quelle che erano le sue funzioni in origine. Le decorazioni presenti saranno esaltate con discrezione in un percorso dove la luce diventerà filo conduttore del racconto
“Tengo poi anche a sottolineare” afferma il Direttore Daffra, “che entro quest’anno il Cenacolo sarà anche più
green.
Una scelta della direzione del museo che ho personalmente molto sostenuto perché credo che un monumento simbolo com’è il Cenacolo debba contribuire a fare comprendere che anche i musei sono coinvolti nella salvaguardia dell’ambiente e del nostro pianeta”. In collaborazione con il
Politecnico di Milano, nelle persone dei professori Joppolo e Ferrari, il Museo del Cenacolo rinnova il sistema impiantistico con una centrale termica e produzione di energia a pompa di calore, abbassando le emissioni e ottimizzando la produzione di energia. Anche questo progetto sarà realizzato con fondi Mibact.

Attenzione all’ambiente, dunque, ma anche ad una più ampia accessibilità. Come già fatto per gli scorsi anni, proprio per il rilievo simbolico del luogo, ci siamo impegnati per strappare il Cenacolo dal suo isolamento e da una fruizione solo turistica. Il Museo del Cenacolo, ad esempio, per il 2021 sta perfezionando una convenzione con il carcere di Opera che ha come obiettivo quello di facilitare il reinserimento dei detenuti e di offrire a loro ed alle famiglie opportunità di avvicinarsi alla cultura attraverso il patrimonio collegato ad una delle opere più note e celebrate della pittura mondiale.
Infine, il 2021 del Cenacolo vuole offrire a ciascun visitatore la migliore accoglienza possibile.
Lo abbiamo sempre fatto, ma con il nuovo concessionario, una
ATI guidata da Verona 83 e che raggruppa AdArtem e Giunti, stiamo mettendo a punto percorsi più agili, visite guidate che sappiano equilibratamente toccare anche il registro emozionale oltre che quello scientifico, un book shop rinnovato e l’inedita esperienza del Cenacolo Live per rendere fruibile il museo anche nei momenti di chiusura e preparare all’incontro dal vivo con questo spazio straordinario…
Così da trasformare la visita al Cenacolo in un momento caldo, emozionante e allo stesso tempo più ricco di informazioni.

S.E. (anche per l’immagine)

Webinar collaborazione Comune di Parma e Premio Strega

Dopo il successo riscosso dall’incontro con i sei autori finalisti del Premio Strega 2020, tenutosi lo scorso giugno al cinema Astra di Parma, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Parma rinnova la collaborazione con la Fondazione Maria e Goffredo Bellonci promuovendo due webinar gratuiti, uno dei quali già disponibile, nell’ambito di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020+21, che invitano il pubblico a prendere parte a due riflessioni di estrema attualità insieme a grandi nomi del panorama culturale e letterario italiano. Il secondo webinar «Il grande romanzo italiano come strumento di amplificazione della realtà. I vincitori del Premio Strega Helena Janeczek, Antonio Scurati e Sandro Veronesi» si terrà mercoledì 10 marzo alle ore 18 e vedrà i vincitori delle ultime tre edizioni del Premio Strega – Helena Janeczek, Antonio Scurati e Sandro Veronesi – interrogarsi su come il genere romanzo, muovendosi tra passato, presente e futuro, sia in grado di mettere in luce idee, sogni e miti dell’uomo contemporaneo. Alessandra Tedesco, giornalista culturale di Radio24, coordinerà il dibattito.

I webinar saranno trasmessi sul canale YouTube di Città di Parma, https://www.youtube.com/user/comuneparma

Delos

La vita da romanzo della scrittrice Irene Nemirovskj raccontata da Michele Balboni

Ripercorre la vita della scrittrice di origine ebraica, deceduta ad Auschwitz, Irene Nemirovskj il libro di Michele Balboni dal titolo ‘Irene nell’aria’ che sarà presentato martedì 16 febbraio 2021 alle 17 in diretta video sul canale youtube della biblioteca comunale Ariostea di Ferrara.

Nel corso dell’incontro, inserito nel programma di appuntamenti culturali in streaming dell’Ariostea, sono previste letture a cura del Consorzio Eventi Editoriali.

La vita di Irène Némirovsky (Kiev 1903 – Auschwitz 1942) è essa stessa un romanzo, quel romanzo che lei non ha voluto né ha potuto scrivere perché uccisa a soli trentanove anni. Nella prima parte di “Irene nell’aria” – biografia parlata di Irène Némirovsky – si racconta della vita della scrittrice, attraverso le sue stesse parole prese dai romanzi e seguendo i suoi luoghi: Russia, Finlandia, Francia. Nella seconda parte si propongono i temi principali affrontati dall’autrice: la madre, il padre, l’amore, i gatti, gli ebrei. Si torna infine al racconto degli ultimi mesi di vita prima della morte nel campo di sterminio di Auschwitz nell’agosto 1942, con la storia della pubblicazione postuma di “Suite francese”. Emblema questo, semmai ce ne fosse bisogno, della forza immortale della scrittura che fa risorgere parole, pensieri, persone.

Michele Balboni, dirigente d’azienda, scrittore velleitario, ha pubblicato: Il mio tango (Volta La Carta edizioni, 2013); La Diva del tango – alla ricerca del niño rubato (Faust Edizioni, 2014), Premio Letterario per i Diritti Umani e di cui una copia è stata consegnata a Papa Bergoglio; Il tango delle parole – racconti e fantasie (Europa Edizioni, 2016); A Mezza Luce – Ferrara, 1958 (Edizioni La Carmelina 2018).

Alessandro Zangara (anche per l’immagine)

“Cambia il tempo! Cambiamenti climatici ed evoluzione”

Sarà dedicata al tema “Cambia il tempo! Cambiamenti climatici ed evoluzione” la quindicesima edizione del ‘Darwin Day Ferrara’, ciclo di conferenze annuali promosse dal Museo di Storia Naturale di Ferrara in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Vita e Biotecnologie dell’Università di Ferrara, con il patrocinio dell’Associazione Nazionale Musei Scientifici (ANMS) e della Società Italiana di Biologia Evoluzionistica (SIBE).

Fino al 18 marzo gli appuntamenti saranno trasmessi ogni giovedì in diretta streaming sul canale YouTube del Museo di Storia Naturale di Ferrara al link: https://bit.ly/2MQdDUM

Il tema conduttore di quest’anno riprenderà in parte quello del 2020 che a causa della pandemia è stato interrotto dopo il secondo appuntamento. Ragione per cui si è voluto continuare il percorso della relazione tra cambiamenti climatici ed evoluzione biologica e recuperare le conferenze già programmate. La storia della vita sulla terra e della sua diversità di specie e adattamenti è strettamente legata al clima. Le sue variazioni possono causare catastrofiche estinzioni di massa ma anche favorire l’evoluzione di nuove forme, nuove varianti geniche, e nuove specie. L’argomento è chiaramente molto attuale: come cambia il clima? Come sta cambiando la biodiversità in seguito ai mutamenti climatici indotti dall’uomo? Solo estinzioni o anche evoluzione?

Giovedi 25 febbraio, ore 17 – Museo di Storia Naturale “A qualcuno non piace caldo” Con Emiliano Trucchi (Università Politecnica delle Marche)

Anche se il cambiamento climatico in atto si manifesta principalmente con l’aumento delle temperature, non è scontato aspettarsi che le specie adattate ai climi freddi siano necessariamente quelle più a rischio. Spesso le reazioni di animali e piante non sono così semplici da interpretare né, ancor più importante, da prevedere. Questo perché la nicchia ecologica di ogni specie è un sistema estremamente complesso che interagisce con quella di tutte le altre specie nel bilancio generale di ogni ecosistema. Queste saranno quindi storie di reazioni inattese ai cambiamenti climatici ma, soprattutto, storie di pinguini.

Giovedi 4 marzo, ore 17 – Museo di Storia Naturale “La distribuzione geografica delle specie: dalla compren-sione della vita sulla Terra ai cambiamenti globali” Con Luca Santini (Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “Charles Darwin”, Sapienza Università di Roma)

La biogeografia, ovvero lo studio della distribuzione geografica delle specie, ci permette di comprendere i processi naturali che hanno portato alla biodiversità che osserviamo, ed ha contribuito in maniera sostanziale allo sviluppo della teoria dell’evoluzione. Ma da cosa dipende la distribuzione di una specie? Perché i lemuri sono presenti solo in Madagascar mentre il lupo è presente in Asia, Europa e Nord America? La risposta va cercata in una moltitudine di fattori, come gli adattamenti delle specie alle condizioni climatiche, le interazioni con altre specie, e le barriere fisiche che impediscono la dispersione delle specie, tutti fattori che sono oggi fortemente alterati dall’uomo. Le distribuzioni stanno quindi cambiando molto rapidamente, molto più in fretta di quanto abbiano fatto in passato. Questi cambiamenti innescano reazioni a catena negli ecosistemi, e stanno portando a una riduzione della diversità. Stiamo andando verso un mondo abitato da specie sempre più simili fra loro?

Giovedi 11 marzo, ore 17 – Museo di Storia Naturale “Cambiamenti climatici: la silenziosa lezione degli alberi” Con Giorgio Vacchiano (Università di Milano, Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali)

Nella prima parte l’intervento si farà il punto sulla crisi climatica in corso – numeri, cause ed effetti – e sugli scenari relativi a ciò che ci aspetta nell’immediato futuro. Tra gli strumenti per limitare le emissioni, la tutale e la gestione sostenibile delle foreste e degli altri ecosistemi naturali è l’opzione più efficace. Conosceremo lo stato delle foreste del mondo, commenteremo le dinamiche in atto (dalla deforestazione amazzonica all’espansione naturale delle foreste italiane) e il potenziale offerto dalle foreste, esistenti o da ricreare, per assorbire anidride carbonica in eccesso. La seconda parte dell’intervento descriverà i modi in cui gli alberi e le foreste hanno imparato nel corso del tempo a reagire alle avversità e a elaborare le più fantasiose strategie di adattamento. Un viaggio dalle montagne italiane alle paludi della Louisiana, dalle savane africane alle foreste vergini del pacifico, alla scoperta di ciò che gli alberi possono insegnarci a proposito di strategia di adattamento – e di come le foreste e il legno siano la chiave per la lotta alla crisi climatica che incombe.

Giovedi 18 marzo, ore 17 – Museo di Storia Naturale “Darwin Day Junior – Caccia alla traccia e CSI dinosauri” Con Giulia Realdon (Associazione Scienza Under 18) e Associazione Didattica Didò

Darwin Day 2020 Ferrara dedicato anche ai giovanissimi con un programma intrigante e coinvolgente: Caccia alla traccia. Attività di animazione sull’interpretazione di tracce di dinosauri. I ragazzi saranno invitati a scoprire quanti erano, come camminavano, quanto erano grandi ed a scoprire cos’è successo, anche impersonando i protagonisti dell’evento. Per i ragazzi fino alla terza classe della scuola primaria. CSI dinosauri: sulla scena di un crimine del Mesozoico. Attività di animazione sull’interpretazione di (finte) tracce di dinosauri. I ragazzi saranno invitati a osservare una “scena del delitto” con impronte di dinosauri e segni di lotta. Dovranno poi fare delle misure e, utilizzando delle formule di Alexander (semplificate), potranno calcolare le dimensioni e la velocità dei dinosauri che hanno lasciato le impronte per ricostruire cos’è successo sulla scena del crimine. Per ragazzi dalla quarta classe della primaria in su.

FERRARA Museo Civico di Storia Naturale Largo Florestano Vancini, 2

per informazioni: tel. 0532.203381 fax 0532.210508 museo.storianaturale@comune.fe.it www.comune.fe.it/storianaturale

Alessandro Zangara (anche per l’immagine)

Accademia di Francia a Roma e l’Anno del Fumetto

Il Fondo Fumetti a Villa Medici

In occasione dell’Anno del Fumetto, l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici è felice di annunciare l’acquisizione di 276 fumetti in lingua francese, che preludono alla creazione di un fondo dedicato che riunirà quasi 200 autori e autrici internazionali.

Nell’ambito di questa operazione, l’Accademia di Francia a Roma si è avvalsa della consulenza della Cité internationale de la bande dessinée et de l’image d’Angoulême (CIBDI) per la selezione dei titoli, e della Librairie française de Rome Stendhal per la fornitura delle opere.

In questa occasione, l’Accademia desidera riaffermare il suo sostegno agli autori, alle autrici e a tutti gli attori che operano nel settore del libro e contribuire alla diffusione della nona arte in tutta la ricchezza delle sue espressioni narrative e grafiche. L’Accademia continua  così il suo impegno a favore della creazione contemporanea, in un processo di convergenza e apertura verso ogni forma artistica, di cui il linguaggio della “bande dessinée” non fa eccezione. Il fumetto, la letteratura e le arti visive continuano anzi a mantenere un fecondo dialogo reciproco e a comporre nuove estetiche che luoghi pionieristici come le residenze d’artista vogliono incoraggiare.

 La selezione pilota di questo nuovo fondo porta in primo piano autori e autrici, illustratori e illustratrici di diversa provenienza e disciplina, facendo dialogare i grandi nomi del fumetto con artisti più di nicchia. Fra questi, gli ex borsisti di Villa Medici François Olislaeger (autore e disegnatore di fumetti, 2019-2020), Lancelot Hamelin (scrittore, 2016-2017), Anne-Margot Ramstein (illustratrice, 2015-2016) e Mathias Énard (scrittore, 2005-2006), ma anche gli ex residenti Catherine Meurisse (autrice e disegnatrice di fumetti, 2015), Isabelle Boinot (artista e illustratrice, 2020), Matthias Lehmann (autore di fumetti, 2020), Régis Lejonc (illustratore, 2019) e Carole Chaix (illustratrice e disegnatrice, 2018).

Questo nuovo fondo integrerà le collezioni della biblioteca dell’Accademia, già ricca di 37.300 volumi tra cui alcuni fumetti (con opere di ex residenti ed ex borsisti come per esempio Jul, Eugène Riousse, Lisa Bresner…), ed ambisce ad essere progressivamente completato con i progetti dei borsisti, dei residenti, degli artisti ospiti, dei ricercatori e ricercatrici che soggiornano alla Villa, con opere provenienti dalla rete francese a Roma (École française de Rome, Institut français Italia) e dal pubblico esterno di lettori della biblioteca.

Tale iniziativa si pone in continuità con le azioni già intraprese dall’Accademia di Francia a Roma per sostenere la creazione di fumetti: nell’ottobre 2019, l’Accademia e la Cité internationale de la bande dessinée et de l’image di Angoulême hanno dato vita ad una residenza di creazione volta ad accompagnare progetti innovativi di autori e autrici di fumetti. Questo programma di residenza, realizzato in collaborazione con la Société des Auteurs dans les Arts graphiques et plastiques (ADAGP), ha permesso di accogliere a Villa Medici nel 2020 Isabelle Boinot e Matthias Lehmann. Quest’ultimo ha potuto lavorare al suo progetto intitolato Chumbo, la storia di una cronaca familiare durante gli anni di piombo della dittatura in Brasile, tra il 1968 e il 1973 (di prossima pubblicazione per Casterman). Da parte sua, Isabelle Boinot ha perseguito il suo progetto intitolato Toshiyori, un saggio grafico che racconta le sue esperienze e le sue osservazioni sulla società giapponese sotto forma di repertorio etnografico.

A proposito dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici
Fondata nel 1666 da Luigi XIV, l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici è un’istituzione culturale francese avente sede dal 1803 a Villa Medici, villa del XVI secolo circondata da un parco di sette ettari e situata sulla collina del Pincio, nel cuore di Roma.

Ente pubblico dipendente dal ministero della Cultura francese, l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici svolge tre missioni complementari: ospitare artisti e artiste, creatori e creatrici, storici e storiche dell’arte di alto livello in residenza annuale o per soggiorni più brevi; realizzare un programma culturale ed artistico che interessa tutti i campi dell’arte e della creazione e che si rivolge ad un vasto pubblico; conservare, restaurare, studiare e far conoscere al pubblico il proprio patrimonio architettonico e paesaggistico e le proprie collezioni.

L’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici è diretta da Sam Stourdzé.

Biblioteca dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici
Catalogo online:
http://www.farnese.efrome.it/. Per maggiori informazioni e prenotazioni in biblioteca: 06 67 61 263 o per e-mail all’indirizzo raffaella.carchesio@villamedici.it

Elisabetta Castiglioni (anche per la fotografia)

Le escursioni di Genus Bononiae 

Palazzo Pepoli

Non solo musei. I Servizi Educativi di Genus Bononiae organizzano delle visite guidate in giro per la città per conoscere meglio le tante anime di Bologna.

Sabato 20 febbraio ore 16.00 Bologna via del gusto

Quando dici Bologna pensi alla sua grande cultura culinaria: dal Mercato delle Erbe alle botteghe del quadrilatero fino alle osterie storiche. Partendo da Palazzo Pepoli, il percorso ci porterà alla conoscenza dei prodotti tipici e delle pietanze del passato.

Sabato 27 febbraio ore 16.00 Palazzi signorili e senatori

Un mini-tour tra via Castiglione, via Zamboni e Strada Maggiore alla scoperta dei palazzi senatori. Un viaggio architettonico tra il Rinascimento e il Barocco partendo dal Museo della Storia di Bologna: da Palazzo Pepoli Campogrande a Palazzo Magnani, da Palazzo Malvezzi fino a Palazzo Davia-Bargellini.

Prenota il tuo posto scrivendo a didattica@genusbononiae.it oppure chiama lo 051 19936329 (lun-ven 11 – 16)

G.B. (anche per la fotografia)