A Parma Capitale Italiana della Cultura una nuova piattaforma e una app

Parma Capitale Italiana della Cultura non si è fermata e, in virtù della proroga del titolo anche per il 2021, ha lavorato sul suo palinsesto di iniziative – bruscamente interrotte a causa dell’emergenza sanitaria – rimodulato e arricchito di nuove riflessioni scaturite dal recente vissuto, che ha così profondamente mutato il nostro modo di vivere.

La cultura torna quindi a battere il tempo,riappropriandosi dei suoi spazi, consolidando il legame di Parma con il suo territorio e riprendendo a scandire, con rinnovato vigore, la vita della città. La rinascita non può prescindere dalla cultura: ne è testimonianza il ricco programma di eventi, spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche, concerti musicali, incontri con autori, performance di danza, laboratori per bambini, senza dimenticare i musei e le mostre ospitate nei luoghi culturali della città (www.parma2020.it).

Ma la ripartenza di Parma avviene anche sotto il segno dell’innovazione digitale: la Capitale della Cultura si presenta infatti a cittadini e turisti tecnologicamente all’avanguardia, grazie al lancio di una nuova piattaforma, una app, una carde un nuovo sito di networking per il volontariato, strumenti per coniugare cultura, tradizione e sguardo al futuro, fulcro del suo progetto di candidatura,che forniranno a cittadini e visitatori un modo nuovo di scoprire la città, con tantissimi vantaggi e una tecnologia di ultima generazione alla portata di tutti.

«Trasformiamo il dramma della pandemia in un’opportunità: non solo non abbiamo perso il programma di Parma Capitale della Cultura, ma utilizzeremo i mesi del 2020 per ampliare il calendario di appuntamenti verso il clou del prossimo anno» dichiara Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia-Romagna «Avevamo detto che non avremmo permesso al virus di cancellare questo riconoscimento e rinnovo il ringraziamento alle istituzioni, agli organizzatori, al Governo e al ministro Franceschini per aver prorogato al 2021 le iniziative di Parma Capitale. È una grande opportunità per la città e per tutto il territorio emiliano-romagnolo: utilizzeremo questo periodo per rendere questo evento ancora più speciale».

«Parma Capitale è tornata, ma a dire il vero non se n’è mai andata. L’emergenza vissuta ha cambiato parte dei nostri ritmi e delle nostre priorità, per questo avvertiamo oggi più che mai il bisogno di ripartire e di riprenderci quel che in questi mesi ci è stato improvvisamente tolto» commenta Federico Pizzarotti, Sindaco di Parma. «Per Parma Capitale non ci saranno cambiamenti progettuali, ma nuove idee e strumenti messi a disposizione dalla tecnologia. Ancora una volta, soprattutto oggi, siamo convinti che la cultura dovrà funzionare da collante nella società: ripartire dalla cultura per ripensare le città, l’Italia e il nostro mondo, in un momento difficile e in continua evoluzione».

«Parma Capitale Italiana della Cultura aveva costruito il suo discorso e ogni suo progetto a partire dal tema della rigenerazione del Tempo, chiedendosi come la cultura può trasformare il nostro vivere la memoria, il presente e le sfide che il futuro richiede» aggiunge Michele Guerra, Assessore alla Cultura del Comune di Parma «Mai come oggi, nel pieno della metamorfosi sociale, culturale ed economica che siamo stati costretti a fronteggiare, avvertiamo che è possibile ripartire da dove siamo stati interrotti. Nessuno stravolgimento di una linea progettuale che sa ancora parlarci con voce chiara e autorevole, ma nuovi strumenti che ci mettano in condizione di comprendere come debba essere la cultura, in tutte le sue forme, a favorire il riavvicinamento sociale e darci nuova consapevolezza rispetto ai tempi di vita che dobbiamo ricostruire».

 

Delos (anche per l’immagine)

Baubeach: si riparte in armonia e voltando pagina!

Baubeach®, la prima spiaggia italiana per cani liberi e felici, depositaria di questo nome da oltre vent’anni e situata a Maccarese (Comune di Fiumicino) ha riaperto ufficialmente l’ 11 giugno, con l’impegno di rispettare tutte le misure di sicurezza e di benessere dei suoi Soci e dei suoi ospiti con la coda!  Ma anche con una rinnovata aspirazione alla Bellezza, alla cura e al rispetto della Natura e dei Suoi Abitanti, alla salute del Pianeta, alla necessità di un cambiamento delle nostre abitudini di vita, che riescano a fare la differenza nella storia di questo nostro mondo.

Il “manifesto” di questo approccio, da sempre vivo nell’anima della A.S.D. Baubeach Village, è contenuto nell’ultimo libricino, a consultazione gratuita, dal titolo inequivocabile, “Voltare pagina”, scritto da Patrizia Daffinà, Presidente della Associazione e consultabile anche in formato E-book alla pagina: https://www.baubeach.net/images/docs/voltare_pagina.pdf

Quest’anno, pur garantendo la regolamentazione di sempre che permette la socializzazione dei cani ospitati, l’aspetto della spiaggia sarà più somigliante a quello delle grandi spiagge attrezzate in modo pianificato: settori dedicati alle maxi taglie, alle medie e alle mini, con un particolare riguardo alla loro incolumità e al rigoroso layout che prevede una distanza di  due metri tra i lettini.

Quest’anno la novità del Tavolo-Tana, una trovata per favorire il riposo all’ombra dei cani di media e piccola taglia, amanti delle postazioni protette, utile anche per appoggiare le borse evitando che vengano marcate dai cani, protagonisti assoluti di questo famoso angolo di paradiso cinofilo.

In spiaggia dovranno essere osservate le norme di distanziamento, è consigliata la mascherina per i percorsi verso i servizi e al bar quando si ordina, sempre nell’osservanza del rispetto reciproco e del buon senso; distributori di sanificante saranno distribuiti in tutta l’area dell’arenile, con particolare attenzione alla zona dei servizi.

Avendo il Baubeach® un’ampia superficie (7000mq) e attrezzature a sufficienza, non sarà necessaria la prenotazione. Ma sarà incentivato l’abbonamento per le aree attrezzate, in modo da favorire i Soci fidelizzati.

Per l’Estate 2020 sono state pianificate ATTIVITA’ nel rispetto del divieto di assembramento:  incontri per la pratica di attività empatico relazionali con il cane, all’interno della grande area sensoriale creata con la collaborazione dell’Artista Karen Thomas, che propone all’interno del Baubeach® workshop di pittura per “svegliare l’artista che è in noi alla consapevolezza dell’importanza della grande Bellezza della Natura” . Previste durante l’estate sessioni di COCOON, lo Yoga per i nonni, attività nata dalla quarantena da Covid19 online, che si potrà rivivere nella grande pedana dedicata, con attenzione al distanziamento e alla igienizzazione dei tappetini, per favorire il benessere anche alla terza età.

Nei percorsi, studiati per evitare l’assembramento, così come presso i servizi, saranno a disposizione dei Soci dispenser con sanificante e tutte le attrezzature verranno accuratamente igienizzate dopo ogni utilizzo, con attenzione particolare all’area ristoro che fornirà come sempre le sue appetitose proposte cruently free.

Al via il 15 giugno la seconda edizione del Corso per Dog Manager IHOD©, per divenire artefici di luoghi ispirati al Baubeach®, sia al mare che in altre dimensioni: tutte le informazioni per non perdere questa bellissima opportunità a questo link: https://www.baubeach.net/formazione/corso-di-formazione-dog-manager-ihod%C2%A9.html

Per i Soci che appartengono ad Associazioni che si adoperano per il benessere animale e del Pianeta, sconto del 15%.

Il Corso è patrocinato dalla Regione Lazio, dal Comune di Fiumicino e dalla Scuola di Etologia Relazionale®, inoltre Parificato al SIUA (www.siua.it) per la successiva frequentazione del Corso per Educatore Cinofilo dell’ Istituto di formazione zooantropologica SIUA.

Alla fine del Corso, previo esame, verrà rilasciata la qualifica di DOG MANAGER IHOD©, e inserito il nominativo all’interno del REGISTRO  Nazionale Dog Manager IHOD nel sito http://www.baubeach.net

Baubeach si trova a Maccarese, in via Praia a Mare snc – guardando il mare a sinistra dello Stabilimento Rambla, all’inizio del Lungomare a sud dell’abitato di Maccarese.

Sito ufficiale: https://www.baubeach.net/

 

Elisabetta Castiglioni (anche per la fotografia)

Rilancio dell’Arena di Verona: “Richieste inviate al ministro Franceschini”

“Nessun riscontro positivo, per ora, sulle richieste rivolte nei giorni scorsi al Governo da parte dell’Amministrazione e di Fondazione Arena, per il l’utilizzo dell’anfiteatro e per ottenere investimenti”. Ad evidenziarlo il sindaco Federico Sboarina che, sul tema, è tornato a parlare oggi, durante il consueto punto stampa streaming.

“I parlamentari veronesi che abbiamo coinvolto due giorni fa, si sono dati subito da fare in Parlamento – ha precisato il sindaco –. Li ringrazio per la serietà con cui si sono mossi, ma non hanno ottenuto l’esito sperato. Non abbiamo nessuna intenzione di fermarci davanti alle prime risposte. La mossa successiva è scattata già oggi con l’invio al ministro Franceschini del protocollo operativo, predisposto il mese scorso dalla Fondazione, per garantire la sicurezza nell’Anfiteatro. Nello specifico, la possibilità di effettuare spettacoli in Arena per almeno 3 mila spettatori, la revisione della decurtazione del Fus legata alle produzioni e il finanziamento di risorse ad hoc per la specificità dell’anfiteatro e della stagione lirica. Per quanto riguarda la capienza non si capisce perché vi debba essere un numero imposto di spettatori. L’Anfiteatro di Verona è il teatro lirico all’aperto più grande al mondo con una capienza di oltre 13 mila spettatori. L’uguale capacità di pubblico per tutti, previsto nel decreto, non tiene conto della grandezza di ogni ‘contenitore culturale’. È come se si fosse fissato un numero massimo di clienti all’interno dei ristoranti, senza tenere in considerazione dimensioni e capienze di ognuno. La nostra richiesta è di farne accedere 3 mila, con un progetto innovativo per la sicurezza strutturato da tempo dalla Fondazione, prendendo come riferimento le indicazioni che sono poi diventate le misure obbligatorie per la riapertura di tutte le attività. Non si tratta di dare una deroga, ma di riconoscere il lavoro compiuto da Fondazione Arena che, già oggi, è pronta a garantire, sia per il pubblico che per gli artisti, la massima sicurezza”.

Roberto Bolis

“Historical Castle Parks- HICAPS” a Ferrara

Con la riunione finale di lunedì 18 maggio si è concluso il progetto “Historical Castle Parks- HICAPS”, progetto finanziato dal programma comunitario Interreg Central Europe e dedicato all’individuazione e valorizzazione di nuovi modelli di gestione dei parchi storico naturalistici siti in varie parti d’Europa: dalla Slovenia, alla Polonia, alla Croazia e all’Italia. Dopo due anni e mezzo di lavoro i diversi partner hanno così potuto tirare le fila degli interventi transnazionali e delle azioni pilota a livello locale.

Il progetto ha permesso alla città di Ferrara di poter arricchire la propria offerta turistica proponendo a cittadini e visitatori un percorso di valorizzazione della portata storica, architettonica e naturalistica dei 9 km del parco lineare delle Mura Estensi.

Il meeting finale si è tenuto in online conference, modalità che ha sostituito il tradizionale meeting in presenza nel pieno rispetto delle prescrizioni nazionali e internazionali di contenimento dell’emergenza sanitaria Covid – 19. ll Comune di Ferrara ha presentato i risultati di progetto (installazione di nuova cartellonistica turistica, realizzazione del Piano di azione locale), già illustrati il 23 gennaio scorso agli addetti ai lavori e alla cittadinanza nel contesto del meeting regionale organizzato a Teatro OFF – stakeholder fondamentale sin dai primi passi del progetto e soggetto organizzatore dell’iniziativa di lancio del progetto pilota nell’ottobre 2019.

In quell’occasione l’architetto Roberto Meschini della società Tryeco 2.0 s.r.l ha tenuto una lezione di approfondimento storico architettonico del bene e la dottoressa Carla Corazza ha illustrato due tesi di laurea, risultato degli studi svolti all’interno del progetto, con focus sulla biodiversità del Parco.

Riuscire a concludere le attività di progetto e realizzare entro i termini previsti un piano di azione locale che metta a sistema tutti gli interventi di consolidamento e ammodernamento del parco monumentale delle Mura è motivo di grande soddisfazione per l’Amministrazione che, nonostante le difficoltà oggettive, ha continuato a lavorare sul progetto dedicando uno staff trasversale degli uffici comunali.

Il meeting ha avuto anche un significato simbolico perché si è tenuto al terzo giorno di riapertura del parco, dopo il lungo stop imposto dal lockdown.
Oggi il parco si ripopola, sempre nel rispetto del distanziamento sociale, rifiorisce e si prepara ai grandi interventi del prossimo biennio, tra cui spiccano i lavori di restauro e la nuova illuminazione architetturale. Ferrara rinasce, grazie all’impegno di tutti.

 

Alessandro Zangara

Rilancio di Ferrara come meta estiva

Gusto, Cultura, Musica: Ferrara è questo e tanto altro. A raccontare la nostra città, nella fase della ripartenza, saranno 130 poster di sei metri per tre e 100 spazi di arredo urbano allestiti con manifesti che verranno posizionati nelle città che si trovano lungo l’asse della via Emilia e, in particolare, in Romagna nei territori di Faenza, Forlì, Cesena, Ravenna e Rimini, Lugo, Imola e nei comuni di tutta la dorsale adriatica.
L’iniziativa promozionale nasce da un input dell’amministrazione per rilanciare l’immagine del territorio in vista di un ritorno alla normalità anche del richiamo turistico. L’intenzione è quella di richiamare e valorizzare fin da subito il turismo legato ai percorsi artistici, culturali ed enogastronomici che, anche a causa della situazione di emergenza, potrebbe registrare un incremento nei prossimi mesi.

“Vogliamo cominciare fin da ora le attività promozionali per la stagione estiva perché crediamo in una ripresa del turismo – spiega il sindaco Alan Fabbri – specialmente quello indirizzato verso le città italiane che sapranno offrire percorsi culturali integrati. Ferrara è una di queste: possiamo garantire ai turisti un’importante offerta culturale sempre all’avanguardia, percorsi enogastronomici ed eventi di alto livello in tema musicale e artistico. Certo dovremo farlo studiando nuovi modelli di sicurezza sanitaria, ma riusciremo ad essere all’altezza che il momento richiede.

Nel frattempo è importante ricominciare a promuovere l’immagine della nostra città a livello regionale e poi nazionale e internazionale, considerato anche che il territorio ferrarese è stato in questa gravissima emergenza uno dei meno colpiti dal contagio e anche questo potrà essere un punto di vantaggio nella percezione e nella scelta della nostra città come meta estiva”.

 

Alessandro Zangara (anche per le immagini)

Fondazione Arena. Lettera al ministro Franceschini

“Stiamo lavorando per essere pronti, ma per allestire la stagione areniana servono tempi certi. A tutt’oggi non sappiamo cosa succederà della prima del 13 giugno. Stiamo parlando di uno dei più grandi teatri all’aperto del mondo, il cui funzionamento, programmato ogni anno con ampio anticipo, richiede tempi di preparazione per le prove e gli allestimenti”. Questa la posizione del sindaco e presidente della Fondazione Arena Federico Sboarina che, sul futuro del festival areniano, ha annunciato, in diretta streaming, l’invio di una lettera di richieste al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini.

“Stiamo parlando del futuro di uno dei più importanti festival lirici al mondo – ha sottolineato il sindaco –. L’Arena, come ho evidenziato nella lettera che trasmetterò al Ministro Franceschini, ha delle caratteristiche particolari, che la rendono un teatro diverso da tutti gli altri. A cominciare dal fatto che i suoi incassi sono in gran parte derivanti dalla vendita dei biglietti e il suo utilizzo è collegato alla stagionalità estiva. Per questo, in vista di un possibile avvio delle attività, dobbiamo tenere in considerazione delle misure di sicurezza imposte in questa ‘nuova normalità’ e, in particolare, del vincolo di distanza per il quale, la capienza dell’Anfiteatro potrebbe cambiare in maniera significativa rispetto agli attuali 13mila 500 posti. L’avvio della Fase 2 doveva dare risposta a questo tipo di emergenze economiche, invece, il Governo ha scelto di portare avanti una Fase 1 bis che nulla concreto mette in campo per i problemi degli spettacoli. Ribadisco, siamo in attesa di una data certa che ci consenta di capire come fare aprire le porte del più bel teatro all’aperto del mondo ed, al contempo, di garantire la sicurezza dei dipendenti e degli spettatori”.

 

Roberto Bolis

 

 

La Torre d’Augusto. Il cuore del Castello del Buonconsiglio

Il primo appuntamento di questa settimana con gli approfondimenti video #buonconsiglioadomicilio è dedicato a uno dei luoghi più affascinanti del maniero che per ragioni di sicurezza non è aperto al pubblico, ovvero la Torre d’Augusto. Sotto la consueta regia di Alessandro Ferrini, con Francesca Jurman potremo salire le ripide scale in legno e conoscere i segreti del mastio, il nucleo più antico del castello, dove le guardie vigilavano sul maniero per proteggere il principe vescovo.

Buona visione!

I video saranno visibili anche sui nostri canali social FacebookInstagramYouTube

 

Buonconsiglio (anche per l’immagine)

Attraverso il DNA di Cangrande della Scala nuove verità storiche sulla sua vita e la sua morte

La falange di un piede ed un pezzo di fegato. Sono questi i campioni biologici acquisiti dai resti di Cangrande della Scala e su cui, per la prima volta, sarà effettuato uno studio completo del DNA. Un processo di esamina complesso che, attraverso i reperti di tessuto osseo e di tessuto epatico, conservati al Museo di Storia Naturale, permetterà di analizzare la sequenza genetica del Cangrande.

Il progetto di studio, che si concluderà nel 2021, sfrutterà quindi l’analisi del genoma, o più semplicemente della totalità del DNA, per supportare e integrare la ricostruzione storica della vita del grande scaligero, amico del poeta Dante Alighieri e, dallo stesso, celebrato in un canto della Divina Commedia.

Il gruppo scientifico dopo il prelievo del DNA di Cangrande della Scala

L’indagine storico-scientifica, denominata ‘Il genoma di Cangrande della Scala: il DNA come fonte storica’, rientra fra gli eventi celebrativi del settimo centenario della morte del sommo poeta ed è promossa dal Comune di Verona, attraverso i Musei di Castelvecchio e di Storia Naturale, insieme all’Università di Verona – Dipartimento di Biotecnologie, nell’ambito dei Joint projects cofinanziati dall’ateneo.

Lo studio prosegue il percorso d’indagine avviato nel 2004 dalla Direzione Musei d’Arte e Monumenti che, in collaborazione con le Soprintendenze territoriali competenti, l’Università degli Studi di Verona, l’Università degli Studi di Pisa, l’Azienda Ospedaliera di Verona, promosse e coordinò l’apertura dell’arca di Cangrande della Scala e la ricognizione dei resti al suo interno. Reperti ancora perfettamente mantenuti e corrispondenti a quelli ritrovati nell’apertura eseguita nel 1921 e documentata dalla stampa da negativo su vetro di Luigi Cavadini.

Le ricerche scientifiche avviate nel 2004 permisero l’acquisizione, da parte del Museo di storia Naturale, di alcuni campioni biologici della mummia del principe e una prima analisi riguardante la sua effettiva conformazione fisica, lo stato di salute e le circostanze che lo portarono alla morte. Allora, però, la ricerca sul DNA non fu possibile. Oggi, invece, grazie alle moderne tecniche e agli avanzati processi d’indagine è stata possibile l’estrazione di campioni di molecole sufficientemente integre da consentire l’analisi dell’intero genoma, riducendo al minimo gli artefatti e i danni dovuti a contaminazioni e all’età.

l prelievi dei campioni biologici sono stati eseguiti, in ambiente sterile, al Museo di Storia Naturale alla presenza dell’assessore alla Cultura Francesca Briani, del Rettore dell’Università di Verona Pier Francesco Nocini, del direttore dei Musei Civici Francesca Rossi e del genetista Massimo Delledonne, componente del Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona. Presenti, anche il Curatore della sezione di zoologia del Museo di Storia Naturale Leonardo Latella e il Curatore delle collezioni d’arte medievale e moderna del Museo di Castelvecchio Ettore Napione.

“Un momento emozionante – sottolinea l’assessore Briani –. Non capita tutti i giorni di poter tenere in mano dei reperti così preziosi e di poter far parte di un gruppo di lavoro che, per la prima volta, consentirà l’osservazione approfondita del DNA di Cagrande. Un secondo step di studio che, dopo l’acquisizione dei campioni realizzata nel 2004, completa il percorso di analisi sulla mummia del principe scaligero, dandoci la possibilità di scoprire nuove ed interessanti informazioni storiche sulla sua vita e, in particolare, morte. Il progetto scientifico è uno dei principali appuntamenti che saranno realizzati sul territorio cittadino in occasione delle celebrazioni dantesche”.

“Un progetto dallo straordinario interesse storico – precisa la direttrice Rossi –. Finalmente, i reperti custoditi dal 2004 dal Museo di Storia Naturale, potranno completare il loro percorso di analisi ed offrire, con dati scientifici certi, importanti novità sulla vita di questo illustre veronese”.

“Dopo la realizzazione del primo vero calco del cranio del Cangrande, che mi ha visto personalmente protagonista alcuni anni fa con la mia equipe medica – ricorda Nocini –, l’Università di Verona è coinvolta a pieno titolo in un nuovo straordinario appuntamento con la storia. Questa nuova analisi scientifica, infatti, chiarirà ulteriormente le importanti qualità fisiche del Cangrande che, per i suoi tempi, si tratta di un uomo del 1300, presentava una struttura fisica imponente, caratterizzata da un’altezza oltre il 1,70 e una struttura cranica di ampie dimensioni”.

“E’ una scommessa scientifica – dichiara il genetista Delledonne – che il Comune, con i suoi Musei Civici, e l’Università hanno accettato per rendere possibile un’indagine genetica davvero particolare. Questi frammenti, da cui sarà estratto il DNA del Cangrande, ci consentiranno infatti di tracciare un quadro genetico dell’uomo e un approfondita analisi sul suo stato di salute”.
Roberto Bolis (anche per la fotografia)

 

Giulietta protagonista dell’amore, nell’immaginario mondiale

Olesia e Amine alla fine si sono incontrati a Verona, lei arrivata da Mosca e lui da New York. Solo grazie al concorso organizzato da Comune di Verona e Airbnb, i due innamorati hanno potuto darsi appuntamento nella città scaligera. I giovani hanno passato la notte di San Valentino nella Casa di Giulietta dove ad attenderli c’erano il sindaco e lo chef stellato Giancarlo Perbellini, che ha cucinato per loro.

La storia del loro amore, che ha saputo superare le distanze e le differenze di lingua e cultura, ha vinto sulle 6 mila lettere inviate al concorso. Il matrimonio è programmato in luglio in Marocco e questa è l’ultima occasione di stare insieme prima della cerimonia.

Amine, in ottobre, aveva chiesto a Olesia di sposarlo. Per organizzare le nozze, però, si sono impegnati a risparmiare e non avrebbero potuto incontrarsi senza vincere il concorso.

“Quando ho scoperto di essere la vincitrice – ha detto Olesia – ero assolutamente entusiasta perché sono appassionata della storia di Romeo e Giulietta. L’ho letta più volte, ho visto il film, ne ho imparato a memoria interi dialoghi, ho visto il musical. Lunedì ho guardato anche il film di Zeffirelli e mi sono informata sulla casa di Giulietta e sul museo. Sono stupita da quanto sia bella, così antica e vera. E sono molto contenta perché, probabilmente, questa è l’ultima volta che stiamo insieme prima delle nozze”.

“Siamo molto contenti – ha detto il sindaco – che abbiano vinto Olesia e Amine perché la loro storia d’amore ha conquistato tutti. Questa è la magia della casa di Giulietta, dell’amore e di Verona, una magia che ha saputo esaudire il loro grande desiderio di incontrasi di nuovo prima delle nozze. Il concorso ha dato alla nostra città una visibilità internazionale straordinaria. Basta guardarla oggi piena di innamorati e di turisti provenienti da ogni dove, per capire che poche città al mondo sanno essere come Verona”.

il famoso balcone di Giulietta, nella casa veronese

Il “Premio Cara Giulietta” è andato invece a Sandy Bauche, studentessa di diritto di Tours, Francesca Cattaneo, laureanda in medicina di Milano, e Fiorentina Funicello, professoressa di lettere di Roma.

Le loro lettere sono state giudicate dalle “Segretarie di Giulietta” le più belle e le più intense storie d’amore indirizzate alla giovane Capuleti. Il Premio Cara Giulietta, istituito dal Club di Giulietta nel 1993, celebra ogni anno le confidenze, le speranze e le emozioni dell’amore scritte in forma epistolare.

“Grazie al mito di Giulietta e alla valorizzazione di quello straordinario sentimento universale che è l’amore – ha detto l’Assessore alla Cultura – Verona è, nell’immaginario condiviso, il luogo in cui poter raccontare e rendere pubbliche le proprie storie d’amore. Quindi, al di là delle feste pubbliche, Verona nei giorni di San Valentino è davvero la città in cui i sentimenti privati sanno superare le differenze e fondere culture, nazionalità e lingue diverse”.

Roberto Bolis

Le scenografie dell’Arena in città fino a Natale. Faraone e sfingi a portata di selfie

Sono state immortalate per tutta estate dai selfie di turisti e veronesi. E lo saranno anche nei prossimi mesi. Le scenografie delle più famose opere areniane, da giugno posizionate in diversi punti della città, accoglieranno cittadini e visitatori fino a Natale. Eccezione per quelle di corso Porta Nuova che verranno tolte prima, per lasciare spazio agli alberi natalizi.

L’iniziativa, voluta dall’Amministrazione comunale per valorizzare e abbellire la città durante la stagione lirica, ha riscosso un grande successo e pertanto è stata prorogata.

Rimarranno dunque al loro posto tutte le scenografie che, in questi mesi, hanno acceso la curiosità di tantissime persone. In piazzale XXV Aprile, il faraone dell’Aida di Zeffirelli continuerà a vegliare sulla stazione. Coi suoi 12 metri di altezza, 3 di lunghezza e un peso che supera i 1200 chilogrammi, la statua in legno e resina la dice lunga sul legame tra la lirica e Verona.

In corso Porta Nuova resteranno le sfingi, a Porta Palio e Porta Vescovo le statue in legno usate nel 2011 nell’opera “Romeo et Juliette” e due manufatti del Nabucco dello stesso anno. Nell’aiuola della rotonda della Croce Bianca, le rose rosse giganti realizzate nel 2007, per il Barbiere di Siviglia, continueranno ad accogliere quanti transitano verso il centro città.

“Le scenografie installate ad inizio estate utilizzando i fondi della tassa di soggiorno – ha detto l’assessore al Bilancio Francesca Toffali –, hanno suscitato l’interesse e la curiosità di tutti. E nel corso dei mesi sono diventate una vera attrazione e uno sfondo perfetto per centinaia di foto. Ecco perché abbiamo deciso di prorogare l’iniziativa fino a dicembre. E all’arrivo dei mercatini di Natale. Nel frattempo stiamo già pensando ad un riallestimento tutto diverso per il 2020”.

 

Roberto Bolis