Renzo Arbore. La mostra

ArboreNel 2015 ricorre il trentennale di Quelli della notte, una delle “invenzioni” di Renzo Arbore che hanno più inciso nella storia della cultura e dell’intrattenimento.  Come ha già annunciato in un Che tempo che fa che Fabio Fazio ha voluto dedicare interamente a quell’evento, dal 19 dicembre 2015 al 3 aprile 2016 sarà aperta al pubblico, negli spazi espositivi della Pelanda al Macro di Testaccio, una grande mostra dedicata a Renzo Arbore, ai 50 anni della sua straordinaria carriera, alle sue trasmissioni televisive e radiofoniche che hanno così fortemente caratterizzato la storia della televisione e del costume del nostro paese, alle sue amicizie e alle sue scoperte, ai suoi percorsi musicali e ai concerti dell’Orchestra Italiana, alla sua incredibile collezione di oggetti e memorabilia, ma anche ai suoi amici, ai suoi viaggi, al sostegno non episodico alla Lega del Filo d’Oro e alla sua sensibilità verso i più sfortunati, alla travolgente esperienza umana e in definitiva al suo contributo di intelligenza e di ironia alla cultura italiana.

All’ingresso della mostra campeggerà la scritta: “lasciate ogni tristezza voi ch’entrate”. All’interno, in un percorso espositivo sorprendente, saranno esposti gli  oggetti che sono i testimoni di questa straordinaria avventura: dalle copertine dei dischi alle sue collezioni più improbabili, dalle radio d’epoca alle cravatte più strane, dagli oggetti in plastica collezionati in modo quasi maniacale alle memorabilia dei suoi viaggi, dagli strumenti musicali agli elementi scenografici che hanno caratterizzato le sue trasmissioni televisive.  Accanto a loro saranno protagonisti i documenti audio e video delle performances di Arbore, da Quelli della notte ai concerti dell’Orchestra italiana, da Bandiera Gialla e Alto Gradimento ai suoi film e perfino ai suoi sketch pubblicitari, in un percorso articolato in “stazioni” che corrispondono alle passioni di Renzo: la Musica, l’America, il Collezionismo e la Plastica, il Cinema, i Viaggi, la Televisione, le Città e gli Amici, la Moda e il Design, la Radio e infine la Lega del Filo d’Oro. Si svilupperà così un racconto nel quale, come in una camera delle meraviglie, ogni oggetto, ogni suono e ogni immagine porteranno alla luce una curiosità e un momento della vita di Renzo Arbore, ma anche di un pezzo della storia d’Italia e degli italiani.

Oltre a Renzo Arbore nel progetto sono coinvolti molti dei suoi collaboratori, che gli sono stati e gli sono accanto in tante occasioni, a partire da Alida Cappellini e Giovanni Licheri, che hanno disegnato per Arbore le scenografie della maggior parte dei suoi spettacoli e hanno progettato un allestimento della mostra che non mette solo in valore i materiali esposti, ma riesce ad accogliere il visitatore come se fosse a casa di Renzo. La regia e il montaggio dei filmati è affidata a Luca Nannini che si avvarrà delle ricerche di Sabina Arbore e Adriano Fabi.

Promossa dall’Assessorato Cultura e Sport di Roma – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, la mostra è prodotta da Civita in collaborazione con la RAI e con RAI Teche.

La mostra è accompagnata dal volume di Renzo Arbore “E se la vita fosse una jam session? Fatti e misfatti di quello della notte”, a cura di Lorenza Foschini, edito da Rizzoli.  A cinquant’anni dall’esordio in radio con Bandiera gialla e a trenta dal successo in tv di Quelli della notte, per la prima volta Renzo Arbore si racconta in un libro di ricordi, incontri e oggetti, sul filo delle sue passioni: la musica, la radio, la televisione, il collezionismo.

Nel bookshop della mostra sarà infine proposta al pubblico una serie di oggetti  ispirati al suo colorato e allegro universo iconografico.

 

Barbara Izzo, Arianna Diana

 

Maru Maru SuperHero

Torna, dopo il successo delle prime due pubblicazioni, Maru Maru, il simpatico ed esilarante personaggio a fumetti ideato da Mariagrazia ‘Mitsu’ Petrino che, tormentato da una pallina da baseball, fa sorridere i bambini di tutte le età.

Maru Maru è un draghetto scaturito dalla penna di un’insegnante di sostegno che già dai banchi di scuola voleva diventare una disegnatrice di fumetti: “Considero Maru Maru un mio piccolo “avatar” – afferma Mariagrazia” – in lui c’è la mia parte infantile che rivive nelle fiere e sotto i palchi dei grandi interpreti delle sigle animate, c’è il mio essere un po’ comica e divertente, ma c’è anche, in virtù del mio lavoro a scuola – la voglia di trasmettere ai bambini un modo di affrontare la vita e i suoi problemi guardando le cose da un altro punto di vista”.

Le avventure di Maru Maru che nascono casualmente e con il solo scopo di suscitare ilarità nei piccoli e grandi lettori, successivamente si concentrano sul mondo del Baseball attraverso una storia a fumetti che ne illustra le regole – e in molti hanno già decretato il draghetto come il perfetto testimonial di questa disciplina emergente, ma con già una lunga storia in Europa – ora spaziano dalle incursioni nei Musei ad imprese ispirate ai Supereroi della Marvel, dai palcoscenici di magia alla vita quotidiana dentro casa: azioni sempre e comunque minacciate dalla fatidica pallina che ne annienta ogni tentativo.
Sono storie spassosissime e senza dialoghi dove il segno in movimento determina la risata e sprona l’occhio a continuare incessantemente la visione, un linguaggio assolutamente “internazionale” rivolto sia a chi non sa ancora leggere, sia a chi non conosce la nostra lingua.  Racconta ancora l’autrice: “Quando ho disegnato le tavole di Maru Maru non mi sono posta il problema dei dialoghi: il segno, il movimento, la situazione divertente… parlava da sé, non aveva bisogno di altro. Anche la sintesi in 3 vignette, difficilissima se uno ci pensa, fa in modo che questo fumetto si legga facilmente. A questa sintesi probabilmente sono arrivata con la voglia di comunicare qualcosa di veloce e bello, l’elaborazione finale di un lungo percorso che ha accompagnato tutta la mia vita e le mie esperienze.”

Hanno scritto di Maru Maru e della sua autrice:

La sua visione è contemporanea, ma contaminata da elementi fantastici, un grande sforzo di sintesi in cui la risata scaturisce da situazioni surreali comunicate solo attraverso la forza del segno grafico. Nessun supporto linguistico, solo trascrizioni onomatopeiche, uno strumento universale che ha un significato più profondo di una casuale scelta stilistica…

Mariagrazia osserva il mondo dei bambini, in cui lavora come insegnante, e crea un fumetto che possa essere letto da tutti, senza distinzione di lingua e con un unico obiettivo, provocare la risata dei piccoli lettori. Lei definisce inconscia la sua ispirazione, forse di tratta di istintiva empatia verso il proprio lettore.
Il volume è stato presentato in anteprima lo scorso 31 ottobre ed è prenotabile online.


MARU MARU SUPERHERO
©2015 Teke Editori
Linea editoriale da 0 a 100 anni
Tutti i diritti riservati
ISBN 9788897217343
I edizione Gennaio 2016
Disegni e testi di Mariagrazia ‘Mitsu’ Petrino
Stampato in Italia
Andersen Spa – Borgomanero (NO)
Prezzo € 7

 

Elisabetta Castiglioni

 

Casola Valsenio, “Paese delle Erbe e dei Frutti dimenticati”, protagonista in ottobre

La Valle del Senio, nel comprensorio turistico delle Terre di Faenza (in provincia di Ravenna) svela un paesaggio di raro fascino, offrendo al visitatore un mosaico di boschi, vigneti, frutteti e giardini.

Nel paese di Casola Valsenio, che si fregia del titolo di “Paese delle Erbe e dei Frutti Dimenticati“, le antiche tradizioni contadine locali di coltivazione delle piante si esprimono anche nella salvaguardia di alberi da frutto di varietà ormai abbandonate o uscite di produzione. A questi frutti dimenticati Casola Valsenio dedica un doppio originale appuntamento autunnale: la Festa dei Frutti Dimenticati e del Marrone di Casola Valsenio, in programma nei weekend 10-11 e 17-18 ottobre.

Piante spontanee o coltivate negli orti e nei frutteti di casa per il consumo domestico fin dal tardo Medioevo, i frutti dimenticati sono perlopiù caratteristici della stagione autunnale e rappresentavano una preziosa scorta di cibo da conservare con cura per l’inverno. Salvati dall’estinzione e recuperati per la gioia di chi li ha conosciuti e per chi li vede per la prima volta, ecco tanti bei frutti profumati, dai colori caldi e dai nomi spesso originali: giuggiole, pere spadone, corniole, nespole, mele cotogne, corbezzoli, azzeruole, sorbe, pere volpine, uva spina, senza dimenticare noci, nocciole, melagrane e ovviamente i Marroni.

La ripresa d’interesse verso i frutti di un tempo è rivolta anche al recupero di antichi metodi di conservazione, lavorazione e consumo alimentare. Per questo, nel corso della festa si svolge un concorso di marmellate e uno di dolci al Marrone, mentre i ristoranti della zona propongono per tutto l’autunno la “Cucina ai frutti dimenticati”. Si tratta di piatti che utilizzano i prodotti tradizionali del territorio, sia secondo la consuetudine sia in modo moderno, proponendo una cucina gradevole, naturale e dal forte potere evocativo.

Fra le ricette a base di questi frutti ricordiamo: la salsa di rovo e di gelso, le composte di corniole e di cotogne, la torta di mele selvatiche e i dessert con protagoniste le pere volpine, le castagne, l’alkermes, il vino e il formaggio. Un gruppo di frutti dimenticati serve per preparare un antico piatto tipico, il “migliaccio”, che richiede mele cotogne, pere volpine, mele gialle, cioccolato, pane, raffermo grattugiato, canditi, riso e, secondo l’antica ricetta, sangue di maiale in aggiunta.

A Casola Valsenio, infine, i frutti dimenticati si sposano perfettamente con le piante aromatiche del locale Giardino Officinale e danno vita a piatti straordinari come le insalate di sedano, ribes bianco e rosso in agrodolce, o di finocchio selvatico con tarassaco, cerfoglio e salsa di melagrana, ottime se condite con l’olio extravergine Brisighello. Nei menù compaiono i risotti di pere volpine, l’arrosto di arista con castagne e lamponi o il rotolo di vitello alla melagrana, la crostata di marmellata di sorbe, le prugnole ripiene di noci e zabaione, il sorbetto alle corniole.

Sempre il 18 ottobre, spostandosi a pochi chilometri da Casola, a Riolo Terme, prenderà vita la tradizionale Giornata della Salvia e della Saba, nel corso della quale si svolgeranno dimostrazioni sulla produzione e sull’utilizzazione gastronomica della saba (mosto cotto), con degustazioni in tema. Inoltre, uno stand gastronomico propone la divulgazione, la commercializzazione e l’assaggio della salvia.

 

Pierluigi Papi

Festival della Mente a Sarzana

Festival della Mente - archivio (14)La dodicesima edizione del Festival della Mente, il primo festival in Europa dedicato alla creatività e ai processi creativi, si svolge a Sarzana dal 4 al 6 settembre con la direzione scientifica di Gustavo Pietropolli Charmet e la direzione artistica di Benedetta Marietti. Il festival è promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio della Spezia e dal Comune di Sarzana.

Tre giornate con oltre 60 relatori italiani e internazionali e 38 incontri tra spettacoli, letture, laboratori e momenti di approfondimento culturale. Scienziati, filosofi, scrittori, storici, artisti, psicoanalisti, architetti e fotografi indagano i cambiamenti, le energie e le speranze della società di oggi, rivolgendosi con un linguaggio accessibile al pubblico ampio e intergenerazionale che è da sempre la vera anima del festival.

La sezione per bambini e ragazzi, un vero e proprio festival nel festival con 27 relatori e 22 eventi (50 con le repliche), è realizzata con il contributo di Carispezia – Gruppo Cariparma Crédit Agricole. Quest’anno è curata dalla giornalista e scrittrice Chicca Gagliardo.

Insostituibile, come ogni anno, è l’apporto dei cinquecento giovani volontari, senza i quali non si creerebbe quel clima di accoglienza e condivisione che ha sempre decretato il successo e l’unicità del Festival della Mente.

«Il festival sarà come sempre dedicato all’indagine dei processi creativi, e quest’anno abbiamo scelto come filo conduttore la responsabilità» dichiarano Gustavo Pietropolli Charmet e Benedetta Marietti. «In un paese in cui è sempre colpa di qualcun altro, abbiamo pensato che il concetto di responsabilità dovesse essere ridefinito anche alla luce dei complessi cambiamenti sociali in corso e delle innovazioni scientifiche e tecnologiche. Quale rapporto c’è tra creatività e responsabilità? E a quali nuove responsabilità oggi vengono chiamati intellettuali, letterati, storici, scienziati e artisti? Il festival tenterà di rispondere a queste domande mantenendo il consueto approccio divulgativo e multidisciplinare».

Apre l’edizione 2015 la lezione inaugurale del filologo e storico Luciano Canfora “Augusto: la morale politica di un monarca repubblicano”. Quale rapporto esiste fra responsabilità politica ed esercizio del potere? E come si concilia quest’ultimo con il consenso e le necessità dei cittadini? Augusto fu triumviro spietato e abile artefice di una apparente “restaurazione della Repubblica” che di fatto consisteva nella creazione di una nuova forma di potere personale, definibile come principato. Eppure la sua opera fu costante nel consolidamento e ampliamento dell’Impero sul piano diplomatico e militare.

La cultura umanistica

L’analisi del passato e delle nostre radici fa spesso emergere domande sull’epoca odierna.

Lo scrittore spagnolo Arturo Pérez-Reverte, in un dialogo con il romanziere Bruno Arpaia, propone un viaggio a ritroso nel tempo, per raccontare l’impatto rivoluzionario che ebbe la diffusione in Europa dell’Encyclopédie di Diderot e d’Alembert: un affresco storico inedito sui protagonisti di un vivace dibattito intellettuale.

Edipo, così onesto e corretto da essere definito “il migliore dei mortali”, termina la sua vita cieco, disperato e abbandonato. Ma è davvero sua la responsabilità della catastrofe che gli rovina la vita, se è stato il destino a orchestrare per lui le peggiori nefandezze? Se lo chiese Platone e ripropone oggi la domanda lo scrittore ed esperto del pensiero antico Matteo Nucci.

Proprio oggi, nell’era di Internet e del trionfo delle immagini, siamo in grado di capire meglio la tradizione secolare dell’arte della memoria, che raggiunge nel Rinascimento le sue espressioni più spettacolari. L’italianista Lina Bolzoni dell’Accademia dei Lincei ricorda al pubblico il progetto di Giulio Camillo di un teatro della memoria, che doveva contenere, nelle intenzioni dell’umanista, tutto il sapere e i segreti della bellezza.

Alessandro Barbero quest’anno riflette sul tema della responsabilità dello storico con tre lectio: il venerdì propone un ritratto di Gaetano Salvemini, uno dei maggiori storici italiani dell’inizio del Novecento; il sabato del francese Marc Bloch, patriota ed ebreo che fu ucciso dai nazisti; la domenica chiude con il nazionalista tedesco Ernst Kantorowicz.

Anche la letteratura è una chiave preziosa per riflettere sul presente.

Due scrittori, l’olandese Frank Westerman e l’italiano Mauro Covacich, indagano la responsabilità di dire “io” nella letteratura contemporanea: un viaggio nel mondo della scrittura e nella capacità di mettersi in gioco.

La francesista Daria Galateria e lo scrittore e critico letterario Emanuele Trevi ripercorrono la storia di uno dei tre libri più letti al mondo e del suo autore: Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry, cercando di svelare il mistero che racchiude.

Giorgio Fontana e Marco Missiroli si confrontano in un dialogo sulle rispettive “carriere di lettori”, raccontando la loro formazione di narratori e di uomini. L’incontro è nato dalla collaborazione con La Grande Invasione, festival della lettura di Ivrea.

Lo sguardo dell’arte

“Magie della visione” è un viaggio nella carriera di Mimmo Jodice: l’editore Roberto Koch interroga il grande fotografo italiano sulla sua opera, caratterizzata da un continuo esercizio del guardare, da una sperimentazione ispirata anche all’opera di importanti pittori e dalla costante attenzione per il mondo classico.

Le guerre degli altri sono anche le nostre. La scrittrice Melania Mazzucco racconta della doppia rivolta della Scena dei massacri di Scio, opera del pittore Eugène Delacroix: quella combattuta sull’isola dell’Egeo e quella combattuta sulla tela dall’artista per la libertà di espressione, contro gli usi dell’epoca secondo i quali non si dipingevano scene di storia contemporanea.

È possibile progettare insieme alla natura e non contro di essa? L’architetto e designer Italo Rota e Aldo Colonetti, storico del design e dell’architettura, rispondono a questa epocale domanda nell’incontro “Lo spazio in cui viviamo non è altro che l’estensione della nostra mente”.

“Tornare al giardino” è quanto auspica Marco Martella, responsabile della valorizzazione del verde storico in Francia. Per gli antichi il giardino era abitato da un genius loci, garante della sua singolarità, oggi il giardino è ridotto a uno spazio funzionale; Martella suggerisce quindi di riappropriarsi del giardino come laboratorio che ci mette in relazione con le energie della natura.

L’attualità

È possibile fare scuola in modo nuovo? Come si apprende oggi? Si possono costruire nuove forme di partecipazione, apprendimento, lavoro e miglioramento della vita anche nei luoghi dell’esclusione sociale? Rispondono a queste domande Marco Rossi-Doria, partendo dalla propria esperienza di “maestro di strada”, e l’esperta di politiche educative Giulia Tosoni (sezione approfonditaMente).

Secondo lo scrittore e insegnante Edoardo Albinati il sistema scolastico penalizza non solo gli ultimi della classe, ma anche i più bravi. E nella pervasiva società di controllo reciproco dei social network chiunque dia l’impressione di diversificarsi rischia di diventare un bersaglio dei compagni.

I videogiochi sono il peggiore intrattenimento per i nostri figli? Internet andrebbe vietato ai bambini? La tecnologia è un danno per l’apprendimento? Sono battaglie senza senso: questa la risposta dell’esperto di nuovi media Paolo Ferri, che consiglia di educare i bambini perché sappiano sfruttare le potenzialità del mondo digitale e contemporaneamente evitarne i rischi.

Lo psicanalista Tito Baldini si concentra sui ragazzi “al limite”: cosa si può fare per aiutarli? Esistono cure e rimedi efficaci in grado di rimettere in sicurezza il percorso dei giovani in difficoltà.

Altri due temi di grande attualità: lo scrittore Eraldo Affinati e il giurista Salvatore Lombardo analizzano i problemi che derivano dalle migrazioni di popoli, evidenziando la responsabilità individuale e umana di ciascuno di noi; in “Violenza di genere. Autori, vittime e modelli di intervento”, gli esperti di criminologia Adolfo Ceretti e Alfredo Verde e la scrittrice e avvocato Simonetta Agnello Hornby dibattono sulla possibilità di prevenire il femminicidio: come si curano le vittime e gli autori di questi reati? (sezione approfonditaMente).

Oggi tutti desiderano essere competitivi e al passo con il correre del mondo, ma dove stiamo andando? Se lo chiedono il saggista Marco Belpoliti, il semiologo Gianfranco Marrone e la saggista Anna Stefi, che ragionano sul tempo e la pigrizia, l’indugio e la stanchezza, l’ozio, lo spreco e il senso di un tempo senza finalità alcuna (sezione approfonditaMente).

Come si organizza la vita quotidiana di un team di scienziati a -50°C? Chiara Montanari, prima donna italiana a guidare una missione scientifica in Antartide, spiega come spetti al capo la responsabilità di gettare ponti tra le diversità, insegnare a gestire l’incertezza, avere fiducia reciproca laddove la sopravvivenza dipende dal gruppo.

Oggi si usano troppi anglicismi, siamo malati di “digitaliano”: possiamo guarire solo diventando consapevoli – e quindi responsabili – di quanto esprimiamo. Il giornalista Luca Mastrantonio invita il pubblico alla riflessione con il divertente “Cruciverba volant (slacciate le cinture)”.

“La montagna e il silenzio” sono le due passioni condivise dal violoncellista Mario Brunello e da Manolo, pioniere italiano dell’arrampicata libera. Se Brunello ha portato la musica classica sulle vette alpine per liberarla dai cliché dei concerti in teatro e per immergerla nel silenzio, Manolo ha vissuto la sua dedizione verso l’arrampicata da solo, nel silenzio delle pareti di roccia. Insieme, raccontano l’immensità della natura, l’importanza del silenzio e la ricerca infinita della libertà.

Le scienze

Il neuropsichiatra infantile Massimo Ammaniti illustra come, dopo decenni di individualismo sfrenato, la riscoperta del senso del noi può aiutarci a ritrovare quella capacità di cooperazione che è la grande risorsa della specie umana.

Chiuderci in noi stessi non è sensato: ecco il consiglio dello psichiatra Eugenio Borgna, che in un dialogo con la saggista Simonetta Fiori sottolinea come la nostra capacità di conoscere le emozioni private e quelle altrui sia un modo diverso di essere responsabili.

Lo psicanalista Massimo Recalcati affronta il tema della madre e delle cure materne, baluardo contro l’assoluta incuria di oggi: una nuova interpretazione della maternità di fronte alle difficoltà e ai cambiamenti di oggi.

James R. Flynn, autorevole psicologo dell’intelligenza, si interroga sulle grandi domande della vita in un dialogo con il filosofo e giornalista Armando Massarenti. Flynn mette in discussione il libero arbitrio, la possibilità di costruire una società giusta, la reale natura degli ideali umani, lasciando tutti padroni di immaginare le proprie risposte, perché la più importante forma di libertà è quella del pensiero.

Il fisico inglese Jim Al-Khalili si chiede se non siamo forse a un passo dal comprendere l’ingrediente segreto della vita. Il mondo dei quanti e la complessità sfuggente dell’esistenza trovano oggi la prima sintesi nel nuovo campo di studi rappresentato dalla “biologia quantistica”.

Il linguaggio umano è fatto di onde: fuori di noi sono onde d’aria (il suono), dentro di noi onde elettriche (l’attività dei neuroni). Quale relazione c’è tra questi due mondi? Il neurolinguista Andrea Moro mostra che sono più simili di quanto si possa immaginare.

Sessantamila anni fa gli uomini di Neanderthal hanno trionfato su tutte le altre razze umane preesistenti. Non sappiamo come mai, spiega il genetista Guido Barbujani, ma possiamo trovare alcune risposte nello studio del nostro genoma.

È vero che la matematica inaridisce il cuore, come sosteneva Flaubert, e che l’approccio matematico alla realtà finirà per spegnere ogni nostra emozione? Carlo Toffalori, docente di logica matematica, sostiene che la matematica intesa correttamente può ispirare, oltre al giusto rigore, anche libertà, creatività e fantasia.

Gli spettacoli

Il Festival della Mente si riconferma un palcoscenico di anteprime.

Un reading intenso e coinvolgente con l’attrice Anna Bonaiuto, che legge in pubblico L’amica geniale, primo libro della tetralogia di Elena Ferrante.

Una performance artistica e musicale di grande impatto è “Una storia lenta”, nella quale si incontrano le immagini disegnate dal vivo dall’illustratore Alessandro Sanna, la voce intensa della jazzista Francesca Ajmar e la musica del contrabbassista Tito Mangialajo Rantzer in un racconto originale e suggestivo.

“LA LA LA. Quando non c’è risposta” è il frizzante spettacolo-concerto proposto dall’attore Giuseppe Battiston, che per l’occasione è anche un po’ cantante, e dal cantautore Piero Sidoti: non sempre ci sono risposte alle nostre domande esistenziali, l’importante è non smettere mai di interrogarsi.

Il violoncellista Mario Brunello è protagonista di una performance davvero unica: suona le Suites di Bach a Foce Rasori, sulle Alpi Apuane (1315 metri, in provincia di Massa Carrara) dopo esservi salito a piedi, insieme al pubblico (evento gratuito con iscrizione obbligatoria).

Un viaggio immaginario da Venezia, per l’Europa e fino all’Argentina, è quello in cui ci conducono, attraverso musiche varie e meravigliose, Géza e The Bohemian Virtuosi.

Un incontro-spettacolo semiserio vede sul palco il filosofo della scienza Stefano Moriggi e l’astrologo Marco Pesatori: due professionisti tanto diversi ma entrambi alle prese con le grandi questioni che da sempre agitano l’animo umano guardando il cielo. Il primo teorizza che, senza stelle, la morale si riduce a una predica; il secondo spiega perché il suo mestiere è quello di “sbagliare le previsioni”.

Biglietti: € 3,50 incontri e appuntamenti per bambini (gratuiti solo la lezione inaugurale e il concerto di Mario Brunello); € 7,00 spettacoli e approfonditaMente (lezioni-laboratorio, a numero chiuso, della durata di circa 120 minuti).

Delos

 

Quartieri dell’Arte. Festival Internazionale di Teatro

Sarà Corpus ad aprire il Festival Quartieri dell’Arte 2015 il prossimo 29 agosto. Il progetto speciale rievoca la grande processione teatrale voluta da Pio II a Viterbo nel 1462 che cambiò perfino a livello architettonico il volto della Città, smantellando architetture reali esistenti e installando architetture effimere. Questa rivisitazione in chiave post-moderna, ibrido tra un party, uno spettacolo, un’istallazione e un dj-set, si snoda per un avvincente percorso di più di un chilometro e mezzo; coinvolge istituzioni di fama mondiale come il Dipartimento 20-21 del Museo di Stato dell’Hermitage di San Pietroburgo e vari festival internazionali; e mette in mostra per la prima volta al pubblico generale i reperti legati all’ultima notte di Pier Paolo Pasolini e pezzi di primaria importanza del patrimonio storico del territorio recentemente recuperati, soprattutto afferenti al Rinascimento.

corpus

Il progetto si associa una promozione intelligente delle eccellenze gastronomiche realizzata in collaborazione con Slow Food, tra sculture di cibo e altre spettacolari istallazioni realizzate con alimenti. La strutturazione e la narrazione sono realizzate secondo una avanzata tecnica polivocale fondata sul clash ragionato di registri linguistici, tecniche e prospettive. Il percorso si potrà visitare liberamente in modalità casuale oppure seguendo l’iter compiuto dai cittadini viterbesi nel ‘400, con dei divertenti performer-guida. Come per gli anni passati il Festival Quartieri dell’Arte, che proseguirà fino al 23 ottobre a Viterbo, ospiterà star internazionali impegnate in progetti di drammaturgia contemporanea e di intelligenti recuperi di testi antichi.

Fondato nel 1997, Quartieri dell’Arte è  la principale manifestazione per la drammaturgia contemporanea in Italia e il Festival più internazionale di Viterbo, menzionato, con le sue produzioni, costantemente, non solo dalle grandi testate giornalistiche nazionali, ma anche da quotidiani, periodici e televisioni straniere di prestigio globale come “Der Spiegel”, “Sueddeutsche Zeitung”, “ARD”, “El Pais”, “The Guardian”, “The Village Voice”, “El Clarin” ecc. ecc. Il Festival si è affermato in questi anni come uno dei maggiori centri europei per la produzione di testi teatrali collettivi con produzioni esemplari come “Call Me God” attualmente in scena, per il terzo anno consecutivo, dopo una lunga e prestigiosa tournée internazionale al Residenz Theater, il teatro di stato bavarese.  Nel 2011 il quotidiano “La Repubblica” ha definito Quartieri dell’Arte “Silicon Valley della drammaturgia”. Negli ultimi anni il Festival ha coinvolto eminenti figure della cultura italiana: solo nell’ultima edizione sono stati ospiti del Festival Franco Zeffirelli, Giancarlo Giannini, Vittorio Storaro, Enrico Lo Verso. Nel 2015 si è aggiudicato un grant dell’Unione europea di circa 1.800.000 euro per il progetto EU Collective Plays di cui è capofila.

Elisabetta Castiglioni

Roberto Bolle and Friends al Regio di Parma in ottobre. Biglietti dal 9 luglio

Roberto Bolle porta per la prima volta sul palcoscenico del Teatro Regio di Parma il gala Roberto Bolle and Friends giovedì 22, venerdì 23, sabato 24 ottobre 2015, alle ore 20.00. L’étoile del Teatro alla Scala e Principal Dancer dell’American Ballet Theatre di New York sarà affiancato da ballerini di fama internazionale, provenienti dalle migliori compagnie di balletto del mondo, in un ricco programma di pas de deux e assoli, tratti dal repertorio classico, moderno e contemporaneo. Lo spettacolo, prodotto da Artedanza, che riscuote grande successo in tutto il mondo, è un’occasione preziosa per ammirare le più famose stelle del balletto in uno straordinario confronto di tecniche, scuole e stili. Formatosi alla Scuola del Teatro alla Scala di Milano, di cui è Étoile dal 2004, Roberto Bolle ha danzato in tutti i maggiori teatri del mondo e con le compagnie più prestigiose, tra le quali l’American Ballet Theatre, il Balletto dell’Opéra di Parigi, il Balletto del Bol’šoj e del Mariinskij-Kirov, il Royal Ballet. Il 1° giugno 2002 si è esibito al Golden Jubilee della Regina Elisabetta, a Buckingham Palace. L’evento è stato trasmesso in mondovisione dalla BBC. Il 1° Aprile 2004 ha danzato al cospetto di Sua Santità Giovanni Paolo II sul sagrato di Piazza San Pietro, a Roma, per la Giornata della Gioventù. Nel febbraio 2006 si è esibito nella cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Torino, trasmessa in mondovisione. A partire dal 2008 ha portato con enorme successo il suo Gala “Roberto Bolle and Friends” in luoghi fino ad allora mai raggiunti dalla danza: il sagrato del Duomo di Milano e Piazza Plebiscito di Napoli dove è stato seguito da un pubblico di migliaia di persone. Inoltre ha realizzato spettacoli eccezionali nella magica cornice del Colosseo e delle Terme di Caracalla a Roma, nella Valle dei Templi di Agrigento, nella Certosa di Capri, nel Giardino di Boboli a Firenze, a Torre del Lago Puccini e in Piazza San Marco a Venezia. Dopo il clamoroso successo di pubblico e di critica riscosso al suo esordio al Metropolitan di New York nel 2007, dove ha danzato con Alessandra Ferri per il suo addio alle scene, nel 2009 è stato nominato “Principal” dell’American Ballet Theatre entrando organicamente nella stagione della Compagnia, onore mai tributato a nessun altro ballerino italiano. Da allora, ogni anno, è tra i protagonisti della stagione dell’ABT. Del 2010 è l’incontro con due grandi registi del calibro di Peter Greenway, che lo chiama a interpretare il simbolo dell’arte italiana nella sua installazione “Italy of cities” – realizzata per il padiglione italiano dell’Expo di Shangai 2010 – e Bob Wilson, il quale gli dedica uno dei suoi voom portrait, “Perchance to Dream”, imponente installazione multimediale inaugurata a New York nel mese di novembre. Dal 1999 è “Ambasciatore di buona volontà” per l’UNICEF, organizzazione che sostiene partecipando a una serie numerosa e significativa di iniziative, tra cui un viaggio effettuato nel 2006 nel Sud del Sudan e uno nel novembre del 2010 nella Repubblica Centrafricana, per riportare testimonianza diretta della tragica situazione in cui versano le popolazioni di quei Paesi. Dal 2007, inoltre, Roberto Bolle collabora con il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano – e nel marzo 2009 è stato nominato “Young Global Leader” dal World Economic Forum di Davos. Nel 2012 è stato insignito del prestigioso titolo di “Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana” conferitogli dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in virtù dei meriti acquisiti verso il Paese in campo culturale. Del 2014 è invece la Medaglia dell’Unesco, conferitagli a Parigi, per il valore culturale universale della sua opera artistica, come “riconoscimento del suo contributo alla promozione delle idee dell’UNESCO attraverso la danza come espressione culturale vivente e come vettore di dialogo”. Sempre nel 2014 Bolle è stato scelto come protagonista della nuova campagna “Rethink Energy” di ENI per la quale ha realizzato un incredibile spot con la regia di Fabrizio Ferri. Il rapporto con Eni vedrà la società energetica sostenere l’Étoile in una serie di iniziative artistiche e culturali in Italia e all’estero. Ad aprile del 2015 è uscito per Rizzoli il libro fotografico “Viaggio nella Bellezza” con immagini che lo ritraggono in alcuni dei luoghi simbolo del patrimonio artistico italiano. In particolare: le foto di Fabrizio Ferri ritraggono il fisico statuario del danzatore fra le rovine di Pompei, nella cornice di affreschi romani e di muri scrostati, un luogo simbolo della grandezza della nostra storia e della necessità di tutelarne la memoria. Il viaggio nelle bellezze d’Italia prosegue attraverso le foto di Luciano Romano, da piazza San Marco ad Agrigento, dal Colosseo alle terme di Caracalla, dove l’armonia dei gesti e l’equilibrio tra il danzatore e i luoghi evocano una profonda riflessione sull’arte e sull’eccezionalità del nostro patrimonio. I biglietti saranno in vendita da giovedì 9 luglio 2015 presso la biglietteria del Teatro Regio di Parma e online su ticketone.it. Per informazioni:Biglietteria del Teatro Regio di Parma tel. 0521 203999 biglietteria@teatroregioparma.it Paolo Maier

Stu Larsen aprirà il concerto del John Butler Trio al Vittoriale di Gardone

Stu Larsen (1)Il cantautore australiano Stu Larsen aprirà il concerto del John Butler Trio del 5 agosto a Gardone Riviera, nell’ambito di Tener-a-mente. Dopo diversi lavori autoprodotti, tra cui l’EP in compagnia dell’armonicista giapponese Natsuki Kurai, Larsen ha esordito l’estate scorsa in una casa discografica con l’album “Vagabond” (Nettwerk Records/Warner, 2014). L’album è stato prodotto dall’amico e collega Passenger, al secolo Mike Rosenberg, stella nascente dell’indie folk con cui Larsen ha collaborato negli ultimi 3 anni.

Marco Guerini

“Si può viaggiare nell’infinito”. Festival Verdi 2015

Si può viaggiare nell’infinito…” S’ispira a questo verso shakespeariano l’edizione 2015 del Festival Verdi, a Parma e Busseto dal 1 al 31 ottobre, che trova in Shakespeare e nel tema del viaggio le sue direttrici.

“Il Festival vede nella produzione di tre titoli d’opera, di cui due nuovi allestimenti, e nel denso programma di concerti, incontri, mostre, giornate di studi, spettacoli e attività di approfondimento per i giovani e le scuole, un primo decisivo momento di rilancio della manifestazione – dichiara Anna Maria Meo, Direttore generale del Teatro Regio – che intende parallelamente rafforzare la collaborazione della Fondazione Teatro Regio con tutte le Istituzioni musicali e culturali di Parma, Busseto e del territorio. Un rilancio che è stato possibile anche grazie a partners e sostenitori, alcuni dei quali hanno risposto al nostro invito incrementando significativamente il loro sostegno, altri accettando con entusiasmo di sostenerlo per la prima volta”.

“Il programma proposto si articola in tre sezioni strettamente legate, che si offrono al pubblico come occasione di scoperta e arricchimento: alle opere e ai concerti del cartellone principale si intrecciano gli appuntamenti di AroundVerdi che annoverano una prima assoluta e un brano commissionato ad hoc, con i quali il Festival intende ribadire la volontà del Teatro Regio di ampliare i confini dell’opera lirica, per dare spazio ad altri linguaggi espressivi, che stimolino nuove riflessioni intorno all’opera verdiana, valorizzando il talento dei giovani, la loro creatività e il rapporto con la contemporaneità, nel segno dell’incessante ricerca creativa di Giuseppe Verdi che il Festival fa propria. In VerdiYoung accanto a proposte spettacolari dedicate al pubblico dei più piccoli si offre un articolato programma di iniziative di approfondimento con progetti, laboratori didattici, lezioni tenute da maestri e artisti protagonisti del festival offerte gratuitamente”.

“A breve distanza dal mio insediamento, considero questa la prima traccia di un percorso che desidero sviluppare con impegno e determinazione, per favorire la crescita del Festival, consolidarne l’identitá culturale e gli auspicabili riflessi sul territorio che solo una manifestazione di successo può garantire”.

Il Festival Verdi è realizzato grazie al contributo di Comune di Parma, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo in collaborazione con Comune di Busseto, con il sostegno di Reggio Parma Festival, Ascom Confcommercio Parma, Camera di Commercio di Parma, Fondazione Monte di Parma. Major partner Fondazione Cariparma. Main partner Cariparma Crédit Agricole. Media partner Mediaset. Partner per gli eventi speciali Iren. Partner Barilla, Chiesi Farmaceutici, Opem, Dallara, Unione Parmense degli Industriali. Tour operator partner Parma incoming. Sponsor Parmalat, Mutti, Sicim, Antica Gelateria del Corso, S. Polo Lamiere, Morris, Buongiorno!, Illa, Rolex e Camparini, Fidenza Village, Poliambulatorio Dalla Rosa Prati. Sponsor tecnici Carebo Auto Hub, IGP Decaux, Macrocoop, Milosped, Grafiche Step.

Il Teatro Regio di Parma ringrazia inoltre Luca Barilla e tutti gli imprenditori che hanno voluto personalmente sostenere il Festival Verdi 2015.

IL PROGRAMMA

Otello inaugura l’edizione 2015 del Festival Verdi, in scena l’1 ottobre (recite il 4, 11, 17 ottobre 2015) al Teatro Regio di Parma nel nuovo allestimento firmato da Pier Luigi Pizzi, con le luci di Vincenzo Raponi. Daniele Callegari, sul podio della Filarmonica Arturo Toscanini, del Coro del Teatro Regio di Parma preparato da Martino Faggiani e del Coro di voci bianche e giovanili Ars Canto Giuseppe Verdi preparato da Gabriella Corsaro, guiderà il cast con protagonisti Roberto Aronica, al suo debutto nel ruolo del titolo, Aurelia Florian, Roberto Frontali, Manuel Pierattelli, Gabriella Colecchia.

Seconda opera al Teatro Regio di Parma, Il corsaro debutta il 14 ottobre (recite il 20, 25, 31 ottobre 2015) nell’allestimento creato per il Festival Verdi da Lamberto Puggelli e ripreso da Grazia Pulvirenti con le scene di Marco Capuana, i costumi di Vera Marzot, le luci di Andrea Borelli, gli assalti del maestro d’armi Renzo Musumeci Greco, originariamente coprodotto con il Teatro Carlo Felice di Genova. In scena, diretto da Alain Guingal alla testa della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio di Parma, un cast di giovani e affermati interpreti tutti impegnati per la prima volta in questo titolo: Diego Torre, Jessica Nuccio, Kiril Manorov, Virginia Tola.

Rigoletto debutta al Teatro Verdi di Busseto il 10 ottobre (recite il 15, 18, 21, 24, 29 ottobre 2015), in un nuovo allestimento affidato alla regia di Alessio Pizzech e realizzato in coproduzione con il Teatro Comunale di Bologna. Il direttore Fabrizio Cassi, sul podio dell’Orchestra dell’Opera Italiana e del Coro del Teatro Regio di Parma, dirigerà gli Artisti del 53° Concorso Internazionale Voci Verdiane “Città di Busseto” in collaborazione con la Scuola dell’Opera del Teatro Comunale di Bologna. L’opera è realizzata in collaborazione con Comune di Busseto, Teatro Giuseppe Verdi di Busseto, Concorso Internazionale Voci Verdiane “Città di Busseto”.

Arie d’opera e da camera nel primo dei tre recital in programma al Festival. Desirée Rancatore, accompagnata al pianoforte da Giulio Zappa, interpreterà brani di Verdi, Rossini, Donizetti, Mascagni, Gounod (3 ottobre 2015) nella Dedica a Gian Piero Rubiconi, per oltre trent’anni protagonista della vita del Teatro Regio, che artisti e amici, tra i quali Raina Kabaivanska, Michele Pertusi, Caludio Del Monte gli tributeranno nel pomeriggio della stessa giornata.

Due gli appuntamenti con la musica da camera al Ridotto del Teatro Regio, realizzati in collaborazione con la XXV Rassegna Internazionale di Musica Moderna e Contemporanea Traiettorie. Il Trio di Parma (8 ottobre 2015) con Alberto Miodini al pianoforte, Ivan Rabaglia al violino, Enrico Bronzi al violoncello, interpreterà brani di Beethoven, Kagel e Brahms. Sarà dedicato a Pierre Boulez, il concerto di Ensemble Prometeo (15 ottobre) diretto da Marco Angius, con musiche di Giovanni Damiani, Giorgio Colombo Taccani e del compositore francese che quest’anno festeggia il suo novantesimo compleanno.

Il 10 ottobre 2015, 202° compleanno del Maestro, la giornata si aprirà alle ore 11.30 al Monumento a Verdi in Piazzale della Pace a Parma per la Cerimonia con cui la Città lo festeggia affettuosamente. Parteciperanno le istituzioni cittadine, il Coro del Teatro Regio di Parma e la Corale Giuseppe Verdi di Parma, dirette dal Maestro Martino Faggiani, che intoneranno il Va’, pensiero. Quest’anno alla cerimonia si uniranno anche le voci degli studenti delle scuole che aderiranno al progetto Festeggia Verdi come vuoi tu!

Al Teatro Giuseppe Verdi di Busseto nel pomeriggio, alle ore 15.30, debutta Rigoletto. Al Ridotto del Teatro Regio alle ore 17.00 Giuseppe Martini presenta Il corsaro per Prima che si alzi il sipario, con gli allievi del Conservatorio che ne interpretano i brani più celebri. La sera, alle ore 20.00 al Teatro Regio di Parma, Gregory Kunde e Vittorio Vitelli saranno i protagonisti del recital di arie e duetti d’opera verdiani, accompagnati al pianoforte da Beatrice Benzi.

Fuoco di gioia, il concerto lirico benefico realizzato dal Gruppo Appassionati Verdiani – Club dei 27, riunirà sul palcoscenico del Teatro Regio (16 ottobre) alcuni tra i maggiori interpreti del repertorio verdiano, guidati da Stefano Rabaglia sul podio della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio di Parma, preparato da Martino Faggiani.

Per la prima volta al Teatro Regio, Antonio Pappano guiderà l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia (18 ottobre) in sinfonie di Cherubini, Verdi e Beethoven, interpretando le celebri pagine introduttive di Medea, Luisa Miller, La forza del destino, Aida e la Sinfonia n. 7 in la maggiore, op 92.

Un concerto di musiche verdiane affidato alle giovani voci degli Artisti del 53° Concorso Internazionale Voci Verdiane “Città di Busseto” vedrà sul palcoscenico del Teatro Regio l’Orchestra del Conservatorio di Musica Arrigo Boito di Parma diretta da Eliseo Castrignanò (19 ottobre).

Da Milano a Parigi fino a San Pietroburgo, attraverso le composizioni che Verdi creò per i rispettivi teatri: brani da Otello, Jérusalem, Don Carlos, Nabucco, La forza del destino, Macbeth e l’Inno delle nazioni nel concerto diretto Jader Bignamini, alla testa della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio di Parma, con Roberto Aronica e Michele Pertusi (27 ottobre).

Jessica Pratt sarà la protagonista dell’ultimo recital in programma al Teatro Regio (30 ottobre) ove interpreterà le più celebri arie del repertorio belcantistico, accompagnata al pianoforte da James Vaughan.

AROUNDVERDI

Lenz Fondazione porta in scena, in prima assoluta l’11 ottobre (recite 12, 13, 14 ottobre) Verdi Re Lear, che dà forma e corpo al progetto mai compiuto di Giuseppe Verdi sul dramma di Shakespeare. A partire dai brani verdiani selezionati da Carla Delfrate e con la nuova scrittura musicale di Robin Rimbaud/Scanner, Francesco Pititto firma la drammaturgia visiva e performativa dello spettacolo con le installazioni e i costumi di Maria Federica Maestri e la partecipazione degli attori Valentina Barbarini, Barbara Voghera, Giuseppe Barigazzi e dei cantanti allievi del Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma preparati da Donatella Saccardi.

Enrico VIII, La Tempesta, Il mercante di Venezia, Amleto, Otello: le celebri pagine di Shakespeare, interpretate dalla voce di Giancarlo Giannini incontreranno, al Teatro Farnese, la musica di Beethoven, Chopin, Liszt, Mendelsshon Bartoldy, Rossini, Busoni, Alkan in Sogno di una notte di mezza estate. Al pianoforte Giovanni Bellucci, autore dello spettacolo dedicato al grande drammaturgo e realizzato in collaborazione con la Società dei Concerti di Parma (13 ottobre).

Si aprirà con Otello Suite, commissione del Festival Verdi 2015 in prima esecuzione assoluta, il concerto della Giovanni Falzone Contemporary Orchestra Requiem around Requiem, un omaggio a Verdi e al suo capolavoro sacro, interpretato in chiave contemporanea da Giovanni Falzone (28 ottobre).

VERDI YOUNG

Il viaggio di Milo e Maya, lo spettacolo vincitore del progetto Opera Expo, porterà i bambini da 3 a 8 anni e le loro famiglie, in un giro del mondo per scoprire tradizioni, cibi e culture di altri paesi, presi per mano da un attore e un cantante accompagnati al pianoforte, nella produzione di Opera Kids (4, 5 ottobre).

In Otello, per Il Gioco dell’opera, pupazzi, marionette, attori, cantanti e musicisti faranno vivere ai bambini da 4 a 8 anni, la storia del moro di Venezia nel segno della musica verdiana, nello spettacolo realizzato in collaborazione con il Laboratorio creativo per bambini “Zazì” e il Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma (30, 31 ottobre).

Nel giorno del suo compleanno, il 10 ottobre, Festeggia Verdi a modo tuo! Un progetto dedicato alle scuole secondarie di primo e secondo grado che intende coinvolgere gli studenti e invitarli a festeggiare il Maestro, attraverso alcune arie verdiane, fonte di ispirazione e occasione per ritrovarsi al Monumento a Verdi in Piazzale della Pace con le istituzioni cittadine e tutti gli appassionati.

Un percorso attraverso multiformi esperienze sensoriali e interattive inerenti il tema del viaggio coinvolgerà i giovani under 30 in Barezzi Off-Senses, in collaborazione con Barezzi live: dallo scalone del foyer del Teatro Regio si snoderà un percorso costellato di videoinstallazioni, performance reali e virtuali, fino alla Sala del Ridotto che ospiterà un live set concert da ascoltare sorseggiando cocktail offerti da barman in livrea (24 settembre).

Emozioni da provare per gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado e dell’università, che potranno assistere alle ultime prove delle opere precedenti il debutto: momenti cruciali nei quali la complessità del lavoro degli artisti in scena e dei lavoratori dietro le quinte trova una magica sintesi, rendendo la finzione realtà. Un viaggio dietro e oltre le quinte con sorprendenti percorsi interattivi e live set concert (24, 28 settembre, 9, 10, 12 ottobre).

Percorsi di avvicinamento e approfondimento offriranno a insegnanti, bambini e ragazzi, dalla scuola dell’infanzia sino all’università, l’occasione per scoprire e conoscere l’opera e farsi conquistare dalla musica. I laboratori didattici su Otello, Il corsaro, Re Lear, Il viaggio di Milo e Maya vedranno la partecipazione di maestri e artisti protagonisti del Festival, che li accompagneranno in un viaggio Alla scoperta della musica (21, 22, 23, 25 settembre, 2, 5, 6, 10 ottobre).

CONCERTI, INCONTRI, MOSTRE, GIORNATE DI STUDI A INGRESSO LIBERO

In occasione del Festival Verdi 2015, il Teatro Regio di Parma rinnova il Progetto di promozione culturale al fine di coinvolgere nella vita del Teatro il pubblico delle associazioni musicali, culturali, sociali e ricreative a cui è riservata l’opportunità di assistere alle prove aperte di Otello (28 settembre 2015) e Il corsaro (12 ottobre) al prezzo speciale di € 5,00, dopo aver realizzato, in modo autonomo e con il coinvolgimento degli associati, un percorso di approfondimento sull’opera.

Il compositore, lo stile, la genesi delle opere, i capolavori letterari che ne hanno ispirato la produzione sono alcuni dei temi approfonditi in Prima che si alzi il sipario, ciclo di incontri di presentazione delle opere in programma: Otello (26 settembre) e Il corsaro (10 ottobre) saranno raccontati dallo storico della musica Giuseppe Martini con l’intervento degli artisti impegnati nella produzione prossima al debutto e con la partecipazione degli allievi del Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma che ne interpreteranno i brani più celebri.

Una Conversazione Su Verdi Re Lear con la partecipazione dei protagonisti offrirà al pubblico l’occasione di approfondire il progetto di Lenz Fondazione per il Festival Verdi che trae dal Lear di Shakespeare e dagli scritti di Verdi gli elementi fondamentali per l’“invenzione” di un opera che dia corpo al desiderio, mai realizzato, del Maestro (2 ottobre).

La Fondazione Teatro Regio di Parma, unitamente a Fondazione Cariparma, con Università degli Studi di Parma e Associazione Opera Europa invita a una giornata di studi aperta al pubblico sul tema Il valore della musica con i rappresentanti di alcuni dei maggiori festival e teatri internazionali di musica e opera. Un’occasione per condividere riflessioni e proposte per una più consapevole e responsabile azione economica e sociale delle istituzioni musicali per migliorare il profilo economico del territorio sul quale agiscono e incidono (2 ottobre).

Il Coro di voci bianche della Corale Giuseppe Verdi di Parma (4 ottobre), il Coro del Teatro Regio di Parma (21 ottobre), il Coro di voci bianche del Teatro Comunale di Bologna (24 ottobre), la Corale Giuseppe Verdi di Parma (28 ottobre), il Coro di voci bianche e giovanili Ars Canto (31 ottobre) sono i Cori al Festival Verdi che interpreteranno le grandi pagine verdiane, conosciute e amate per la loro capacità di esprimere i sentimenti universali in maniera profonda e immediata.

Tre appuntamenti realizzati in collaborazione con l’Istituto nazionale di studi verdiani saranno occasione di approfondimento su Verdi e le sue opere: La nuova edizione del carteggio Verdi-Boito sarà presentata dal curatore Marcello Conati con Giuseppe Martini e Rosa Necchi (6 ottobre); le tre maggiori interpretazioni moderne dell’Otello di Shakespeare saranno al centro della conversazione Otello: Gioachino Rossini, Giuseppe Verdi, Orson Welles (27 ottobre) con la partecipazione di Marco Beghelli, Susanna Pasticci, Marco Maria Tosolini; a Busseto, al Museo di Casa Barezzi la conferenza di Dino Rizzo proporrà Un viaggio in Rigoletto (29 ottobre ) per scoprire le ragioni di un capolavoro.

Gli artisti e gli allievi cresciuti al Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma saranno i protagonisti dei Concerti del Conservatorio: in Verdi in Jazz (7 ottobre), nel Concerto lirico vocale (16 ottobre) e nel concerto dell’Ensemble del Conservatorio (29 ottobre) i giovani artisti si misurano con pagine musicali da Verdi alla musica contemporanea.

Un percorso musicale intorno al tema della pace e della giustizia sarà proposto nell’appuntamento con Verdi e la musica nuova. Marcello Conati, Nicola Sani, Giuseppe Martini e Gian Paolo Minardi converseranno muovendo da alcuni spunti del libretto di Simon Boccanegra e, a seguire, il soprano Maria Teresa Camellini con il maestro Bruno Canino al pianoforte interpreteranno brani di Verdi, Beethoven, Liszt e Dallapiccola (17 ottobre).

Ricordando Mario Del Monaco: un omaggio all’artista il cui nome è indissolubilmente legato a quello di Otello, nel centenario della nascita. Protagonista di indimenticabili serate al Teatro Regio di Parma, il grande tenore rivivrà nell’ascolto di alcune sue memorabili interpretazioni e nel racconto di chi lo ha conosciuto e con lui ha condiviso la scena (30 ottobre).

In occasione del debutto dell’opera inaugurale del Festival Verdi, sarà allestita nelle sale adiacenti al Ridotto del Teatro Regio, la mostra documentaria “Chi è là?…Otello?”, realizzata in collaborazione con Istituzione Casa della Musica e Associazione Sostenitori del Teatro Regio di Parma. Un percorso tra documenti d’epoca e immagini legate dal filo dell’interpretazione storica del rapporto fra Parma e Otello in 128 anni; una storia che parte dai tormentati preparativi del 1887 fra Verdi, Ricordi e il Teatro e che ha visto sul palcoscenico del Regio anche un interprete di livello assoluto come Aureliano Pertile, a cui sarà dedicata un’apposita sezione.

Abbonamenti

Gli abbonati al Festival Verdi 2014 potranno esercitare il diritto di prelazione per l’acquisto dell’abbonamento al Festival Verdi 2015 dal 12 al 21 maggio 2015 per i posti di poltrona, palco e galleria.

Gli abbonati alla Stagione Lirica 2015 potranno acquistare in prelazione il nuovo abbonamento al Festival Verdi 2015 il 22 e 23 maggio 2015.

Nuovi abbonamenti in vendita il 26 e 27 maggio 2015 presso la biglietteria del Teatro Regio di Parma.

Biglietti

I biglietti per tutte le rappresentazioni saranno in vendita presso la biglietteria del Teatro Regio di Parma dal 28 maggio 2015 e presso la biglietteria on-line del Teatro Regio di Parma dal 29 maggio 2015 sul sito teatroregioparma.it. L’acquisto on-line non comporta alcuna commissione di servizio.

Promozioni

I giovani fino a 30 anni hanno diritto a una riduzione del 50% sul prezzo degli abbonamenti e dei biglietti di tutti i turni per i posti di platea e di palco per gli spettacoli al Teatro Regio di Parma. Per ciascuno degli spettacoli dei turni B, C, D, sono disponibili venti Card under 30 gratuite, che consentono di acquistare il biglietto per lo spettacolo a € 20,00 per posti di platea e palco.

Speciali promozioni sono riservate anche alle famiglie e ai lavoratori in stato di disoccupazione, cassa integrazione, mobilità

In concomitanza e in felice assonanza tematica con il Festival Verdi, il Teatro Comunale di Bologna produce un nuovo allestimento di Macbeth di Giuseppe Verdi. Agli abbonati del Festival Verdi 2015 è riconosciuta una riduzione del 50% sul prezzo dei biglietti delle recite del 7 e 17 ottobre 2015.

L’immagine esclusiva del Festival è il ritratto di Verdi realizzato a matita da Renato Guttuso negli anni ‘60, donato al Teatro Regio di Parma dall’Archivio storico Bocchi e concesso da Fabio Carapezza Guttuso ©Renato Guttuso by SIAE 2015.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Regio di Parma tel. 0521 203999 biglietteria@teatroregioparma.it http://www.teatroregioparma.it

Paolo Maier

 

“Arte e Vino”. La mostra a Verona dall’11 aprile

Il Sindaco di Verona Flavio Tosi è intervenuto giovedì mattina al Circolo della Stampa di Milano alla presentazione della mostra ‘”Arte e Vino” che si terrà in Gran Guardia, nel cuore della città veneta, dall’11 aprile al 16 agosto. L’evento è prodotto e organizzato da Villaggio Globale International Skira editore e promosso da Comune di Verona, Provincia autonoma di Trento, Veronafiere, Museo statale Ermitage e Mart. La mostra porterà in esposizione quasi 170 opere, provenienti da circa 90 prestatori italiani e stranieri, che consentiranno di effettuare un percorso tra le rappresentazioni – pittura, scultura, arti decorative – del vino nell’arte, dal Cinquecento al Novecento. Alcuni degli artisti in mostra saranno: Lorenzo Lotto, Tiziano, Guido Reni, Luca Giordano, Annibale Carracci, Giuseppe Maria Crespi ma anche Peter Paul Rubens, Jusepe Ribera, Nicolas Poussin, Jacob Jordaens, Giulio Carpioni, Peter Paul Rubens, i Bassano, Sebastiano e Marco Ricci, Giovanni Battista Tiepolo, Gaspar van Wittel, Gerrit van Honthorst, Philippe Mercier, Nicholas Tournier, Morbelli, Nomellini, Inganni, Boccioni, Depero, Balla, Guttuso, Picasso. “Nessuna città poteva ospitare una mostra sul vino meglio di Verona – ha detto Tosi – essendo la prima città d’Italia per produzione enologica. Questo evento, inoltre, si collocherà temporalmente poco dopo la chiusura della fiera Vinitaly e a cavallo di Expo 2015, contribuendo ad arricchire l’offerta culturale rivolta ai turisti che arriveranno in città in quel periodo, che potranno quindi godere, oltre delle serate di lirica ed extralirica, anche di questa grande mostra. La nostra città – ha concluso il Sindaco – potrà così confermare la grande vocazione turistica che l’ha resa la terza città per presenze turistiche in Italia”.

Roberto Bolis

“Tener-a-mente” il Vittoriale degli Italiani da fine giugno

Paolo Conte foto di Alessandro MenegattiGiunge alla sua V edizione il Festival del Vittoriale “Tener-a-mente”, che il presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, Giordano Bruno Guerri, ha affidato a Ripens’arti, sotto la direzione artistica di Viola Costa. Si terrà dal 27 giugno all’8 agosto 2015 sul palcoscenico dell’anfiteatro del Vittoriale a Gardone Riviera, sul Lago di Garda.

A inaugurare il Festival, sostenuto dal Comune di Gardone Riviera, due appuntamenti di grandissimo richiamo: Paolo Conte (27 giugno), che torna al Vittoriale dopo il trionfo dello scorso anno (sold out in poche settimane e una lista di attesa di oltre 900 persone), portando in concerto il suo ultimo album Snob, e Alessandro Preziosi (28 giugno), Preziosicui toccherà quest’anno l’onore e l’onere di rendere omaggio al padrone di casa Gabriele d’Annunzio con una selezione di brani inediti tratti dagli archivi della Fondazione. Lo spettacolo, come di consueto, si svolgerà nella suggestiva cornice del Laghetto delle Danze, l’area più selvaggia del parco del Vittoriale (vincitore nel 2012 del premio “Il parco più bello d’Italia”), da sempre chiusa al pubblico e riaperta dalla Fondazione nel marzo 2013 in occasione del 150esimo anniversario della nascita del Vate.

Ci sembra un bel modo di inaugurare il Festival, aprirlo con due icone che in un certo senso lo sintetizzano: d’Annunzio, sofisticato e avveniristico padrone di casa, e Paolo Conte, certamente l’ospite più amato dal nostro pubblico, elegante e ironico, jazzista chansonnier. Un vero signore d’altri tempi”, commenta Viola Costa.

Ma c’è spazio anche per la modernità, a casa di d’Annunzio, e per le note più aggressive del roots rock americano: arrivano per la prima volta al Vittoriale i Counting Crows (1 luglio). La band di San Francisco, simbolo degli anni 90, ha scelto Gardone come prima tappa italiana del proprio tour, l’unica nel Nord Italia.

Grande protagonista dell’estate al Vittoriale sarà quest’anno un altro personaggio per certi versi molto dannunziano: Marco Castoldi, InArteMorgan, che il 4 luglio presenterà il suo libro autobiografico con uno spettacolo teatrale e musicale (“Il Libro di Morgan dal vivo”) che combina la parola a differenti linguaggi artistici, con brani del suo repertorio ma anche inediti, accompagnato ogni volta da differenti ospiti musicali.Morgan

Torna al Vittoriale la voce calda, profonda e sensuale di Mario Biondi (12 luglio), dopo l’applaudita esibizione del 2013 e fresco del doppio disco di platino con cui è stato insignito il suo “Mario Christmas”.

Accompagnato dalla sua storica formazione, la Wedding & Funeral Band (fiati, percussioni e voci bulgare), Goran Bregovic (16 luglio) Bregovic (2)si esibirà nel suo nuovo concerto If you don’t go crazy you’re not normal! (Chi non diventa pazzo non è normale!), con un repertorio che spazia dai suoi grandi successi a brani che anticipano l’uscita del nuovo disco.

Per la prima volta al Vittoriale, il 21 luglio arriva un altro raffinato maestro della canzone d’autore italiana Franco Battiato, già ospite del Festival in un indimenticato concerto invernale al Teatro Grande di Brescia nel gennaio 2013. Battiato foto Giovanni Canitano

Il 26 luglio si torna al Laghetto delle Danze con i Racconti d’Estate di Ascanio Celestini, “fiabe per adulti che volevano essere bambini cattivi”: l’affabulazione intelligente di un autore e attore capace di creare, solo con le parole, un vero e proprio puzzle sentimentale, emotivo, politico, in grado sempre di far ridere (anche tanto) e insieme maturare le più amare consapevolezze.

Grande attesa per la leggendaria Patti Smith (28 luglio), che dopo il successo del 2012 (oltre 300 persone in overbooking) torna al Vittoriale per celebrare i 40 anni del suo album d’esordio Horses. Letteralmente prese d’assalto le prevendite per il concerto della poetessa maledetta, aperte tre giorni fa, con biglietti già venduti anche in Francia, Russia e Danimarca.

Patti Smith_Credit_EDWARD_MAPPLETHORPE

Alla sua seconda edizione la fortunata rassegna Tener-a-mente Oltre (31 luglio, 1 e 2 agosto). “‘Oltre indica un luogo che va al di là, ma anche un in-oltre, un luogo altro, diverso”, spiega Viola Costa, “e questa rassegna, in effetti, si svolge in un luogo diverso dal palcoscenico dell’Anfiteatro, il Parco del Vittoriale, e dà spazio a musicisti eccellenti del panorama internazionale che si muovono in zone musicali difficilmente identificabili, etichettabili con la fissità di un genere. Per molti di loro, se fossimo proprio costretti a scegliere, probabilmente useremmo la parola “jazz”. Ma mai come in questo caso varrebbe la regola: “Se non sai cos’è, allora è jazz” (dalle note artistiche della rassegna)” “Quest’anno gli ospiti sono tre protagonisti di culto della scena internazionale, che abbiamo espressamente invitato in Italia per il pubblico del Festival” sottolinea Viola Costa.

Sono Skúli Sverrisson e Óskar Guðjónsson (31 luglio), a oggi tra i più importanti musicisti islandesi, una serie di partecipazioni prestigiosissime all’attivo (da Laurie Anderson, di cui Skuli è direttore musicale, a Chris Speed, dai Blonde Redhead a Ryuichi Sakamoto) per un duo tra i più apprezzati della scena nordica contemporanea; Hauschka (1 agosto), compositore e pianista tedesco, maestro del “piano preparato” che esplora in maniera divertente e a dir poco creativa le innumerevoli possibilità timbriche ed espressive dello strumento “pianoforte”; Arto Lindsay (2 agosto), poliedrico cantautore–produttore–cantante–chitarrista, che si è costruito una reputazione internazionale come artista tanto interessante quanto dinamico, collezionando le collaborazioni più disparate, da Brian Eno a Laurie Anderson, da David Byrne a John Zorne.

Sulle ali di cinque dischi di platino e innumerevoli successi, sarà il John Butler Trio (5 agosto) l’ultimo ospite musicale della rassegna. La band australiana ha scelto il Vittoriale come prima delle due date italiane, dopo l’enorme successo dei live dello scorso anno nel nostro Paese. Chiusura in bellezza con la danza, rappresentata quest’anno dalla prestigiosa compagnia Sofia Ballet (8 agosto), che ha riscosso, durante le numerose tournée, grandi consensi. La compagnia porterà in scena La Bella Addormentata con 40 elementi, scenografie e costumi curati nei minimi particolari.

Due maestri della musica d’autore italiana, un funambolo del pensiero trasgressivo come Morgan, un affabulatore, un omaggio al Poeta padrone di casa e una poetessa maledetta. La cifra del cartellone di quest’anno sembra essere la parola, la parola portatrice di intelligenza e di poesia. La parola che dice così bene, a volte, da aver la forza di cambiare il pensiero, e quindi le cose; di farle, nel senso più etimologico della “parola poetica”. La parola di cui d’Annunzio era maestro. La parola di chi ha qualcosa da dire. Aver qualcosa da dire. E quindi anche la musica, ma solo quando ha qualcosa da dire.” Commenta così il cartellone di Tener-a-mente 2015 Viola Costa, direttore artistico della rassegna.

 

Marco Guerini