Carnevale veronese 2021 posticipato a maggio

Il Carnevale 2021 si farà, con la grande festa del venerdì gnocolar fissata per il 7 maggio. L’ampio programma di eventi prenderà infatti il via in primavera, a partire dall’11 aprile. Una tabella di marcia posticipata di qualche mese rispetto alle date tradizionali che, per quest’anno, prevedevano il venerdì gnocolar nella giornata del 12 febbraio.

Una proposta alternativa, che punta a realizzare anche per il 2021 il Carnevale veronese e, in particolare, nonostante le incertezze collegate alla pandemia, la consueta e amata sfilata dei carri per le vie del centro storico.

Programma 491° Bacanal del Gnoco. Primo appuntamento previsto per l’11 aprire, alle ore 11, con la cerimonia della posa della statua del Papà del Gnoco.

Sabato 24 aprile, alle ore 17, le maschere si ritroveranno alla Basilica di San Zeno per la consueta Santa Messa. Da sabato 1° maggio a domenica 10 maggio, in piazza San Zeno sarà allestito il ‘Villaggio del Carnevale’, dove, domenica 2 maggio, dalle ore 8 alle 23, sarà effettuata l’elezione del 491° Papà del Gnoco.

Lunedì 3 maggio, ore 19,30, incoronazione del Sire del Carnevale alla Gran Guardia.

Il 7 maggio, con la tradizionale sfilata di carri, Verona festeggerà per le vie cittadine il venerdì gnocolar. Nella mattinata, il papà del Gnoco, accompagnato dalle principali maschere della tradizione, si incontrerà con Presidente della Provincia, Prefetto e Sindaco. Dalle 13.45, con avvio da corso Porta Nuova, partenza del corteo.

Domenica 9 maggio, alle ore 14, Cavalcata storica di Can Francesco della Scala. Martedì 11 maggio, ore 19.30, ultimo di carnevale con festa in maschera in Gran Guardia.

La sfilata notturna dei carri, invece, si terrà sabato 29 maggio, a partire dalle ore 20.

Sabato 11 settembre, alle ore 19.30 in piazza San Zeno, evento di chiusura del Carnevale con il ‘Maccheronicum convivio Gnocolarum’.

Novità 2021. Distribuzione dell’album del Carnevale ‘Veronesi Tutti Mati’. Realizzato con una struttura simile ai famosi album delle figurine, tanto amati dai giovani di ieri e di oggi, l’album conterrà una particolareggiata descrizione delle origini della tradizione del Carnevale, con la presentazione dei suoi costumi e personaggi più rappresentativi.

Inoltre, come simbolo delle difficoltà vissute nell’anno appena passato e le tante speranze per il futuro, in occasione del Carnevale 2021 sarà realizzata una speciale miniatura, di circa 40 centimetri, del papà del Gnoco.

Il programma del Carnevale è stato illustrato questa mattina dall’assessore al Turismo Francesca Toffali insieme al presidente del Comitato Carnevale Bacanal del Gnoco Valerio Corradi.

L’obiettivo è quello di non saltare l’anno – ha sottolineato l’assessore –, perché venga data l’opportunità di garantire, anche in un contesto di difficoltà, la continuità del Carnevale veronese, fra le più antiche tradizioni popolari italiane e la cui maschera è la più vecchia d’Italia. Sarebbe un peccato ‘mortale’ non sostenerne la realizzazione anche nel 2021. Il suo svolgimento è il segale di una ritrovata normalità. La speranza è che si riprenda quanto prima tutte le nostre normali attività, per superare definitivamente questo lungo periodo di incertezza. Sarà un’edizione per molti aspetti rinnovata che, per la prima volta, non rispetterà le tradizionali tempistiche temporali. La stagione carnevalesca di quest’anno, infatti, si svolgerà in piena primavera, fra i mesi di aprile e maggio. Una nuova sfida che l’Amministrazione sostiene con grande forza e convinzione”.

Il Carnevale popolare veronese non si ferma – ha dichiarato Corradi –. Si tratta di una delle nostre più importanti tradizioni, che vogliamo resti un grande appuntamento di festa e spensieratezza per tutti. Per questo ci siamo impegnati nella stesura di una programmazione che, anche per quest’anno, garantisca la realizzazione di tutti i tradizionali eventi collegati al Carnevale, con qualche novità. Un impegno che vogliamo mantenere e per il quale i comitati carnevaleschi veronesi stanno lavorando tutti insieme, con la massima volontà ed entusiasmo”.

Roberto Bolis

“Le creature di Prometeo/Le creature di Capucci” per Italia-Cina

Come annunciato a novembre, il concerto in forma scenica Le creature di Prometeo/Le creature di Capucci, prodotto dal Teatro Carlo Felice-Festival Internazionale della Musica e del Balletto/Nervi 2020 e dal Festival dei Due Mondi di Spoleto, dove ha trionfato il 28 agosto scorso, ha avuto l’onore di essere scelto tra le eccellenze artistiche italiane che hanno partecipato alla manifestazione on line per le celebrazioni del 50° Anniversario dell’Instaurazione delle Relazioni Diplomatiche tra l’Italia e la Cina.

Ora l’Ambasciata Cinese in Italia ha reso noti i dati di visualizzazione dello spettacolo, organizzato dal Ministero della Cultura e del Turismo Cinese e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo della Repubblica Italiana, in collaborazione con il Forum Culturale Italia-Cina: oltre 3,3 milioni di visualizzazioni, accompagnate da commenti entusiastici del pubblico.

Per vedere lo spettacolo, seguire questo link:

https://www.youtube.com/watch?v=gZf4bMU_TYQ&feature=youtu.be

Massimo Pastorelli (anche per le fotografie)

“Gli apostoli ritrovati. Capolavori dall’antica residenza dei Principi vescovi” a Trento

Disperse sul mercato antiquario agli inizi del Novecento, due magnifiche sculture seicentesche appartenute al principe vescovo, sono ritornate nelle collezioni museali del Castello del Buonconsiglio. In attesa della riapertura ufficiale del museo potrete conoscere l’affascinante storia del ritrovamento di queste due sculture attraverso brevi video e approfondimenti sui canali social del Castello del Buonconsiglio nella rassegna “a tu per tu”.  

Gli apostoli ritrovati. Capolavori dall’antica residenza dei Principi vescovi. E’ questo il titolo della mostra, curata da Giuseppe Sava, che fino al 5 aprile 2021 sarà protagonista nella sala del Torrion da Basso al Castello del Buonconsiglio.

La rassegna, organizzata dal museo con l’aiuto della Soprintendenza per i Beni culturali, racconta l’affascinante storia di un fortunato ritrovamento di due magnifiche sculture seicentesche in bronzo dorato molto probabilmente commissionate dal principe vescovo e fino al 1803 conservate nella dimora del principe vescovo al Castello del Buonconsiglio.

Nel 1875, in occasione di un’importante mostra tenutasi a Trento, Catalogo degli oggetti presentati all’Esposizione regionale d’Agricoltura e delle Industrie, furono esposte otto statuette in bronzo dorato provenienti dalla collezione di Villa Consolati, una delle più significative raccolte d’arte della provincia dove erano confluiti, dopo le spoliazioni ottocentesche, alcuni dei pezzi più importanti della storia dell’arte in Trentino un tempo custoditi nella residenza del principe vescovo. Grazie alla disponibilità della famiglia, il soprintendente Giuseppe Gerola nei primi anni del Novecento riuscì a recuperarne una buona parte e permetterne la ricollocazione presso il Castello del Buonconsiglio.
Tra le opere recuperate figura un notevolissimo stipo in commesso di pietre dure immortalato in un dipinto degli inizi del Novecento da Annunziata Consolati dove figurano alcune statuette in bronzo dorato. Una coeva testimonianza fotografica proprietà dell’Archivio fotografico del museo mostra le stesse statuette poste su basi a rocchetto presumibilmente in legno ebanizzato. Dopo questo periodo di esse si perse però ogni loro traccia. Recentemente sul mercato antiquario milanese sono apparse due di queste statuette, riconosciute in occasione di un fortunato sopralluogo da Giuseppe Sava, affermato storico dell’arte trentino.

L’identificazione è incontrovertibile – si tratta degli apostoli Paolo e Filippo riconoscibili alle due estremità da una foto storica che si trova nell’archivio fotografico del museo – e ci permette quindi di recuperare due elementi di una prestigiosa serie sino ad oggi data per dispersa.
Il catalogo della fortunata serie “Cammei” vedrà tra gli altri anche l’intervento di carattere prettamente storico artistico di Giuseppe Sava volto a individuare e confermare nel nome di Nicolò Roccatagliata il valente artista autore dei bronzi, che operò per il principe vescovo Madruzzo nei primi anni del Seicento. Il confronto in mostra con alcune opere dell’artista, a partire da una bella croce processionale pressoché inedita conservata in Trentino e commissionata all’artista dalla comunità di Nago, valorizzerà nel modo migliore l’acquisizione dei bronzetti al patrimonio museale.

Visto la chiusura momentanea del museo la mostra sarà virtualmente visibile grazie alla rassegna “a tu per tu” con i video realizzati dai curatori museali sotto la regia di Alessandro Ferrini visibili sui canali social del museo.

Museo Castello del Buonconsiglio, Via B. Clesio,5 – 38122 Trento

La Divina Commedia in podcast

Nel mezzo del cammin di nostra vita”, inizia così il primo canto dell’Inferno. E anche il primo podcast del progetto ‘Dante’s Box’, una sorta di jukebox della Divina Commedia con 21 puntate radiofoniche in pillole da 15, 20 minuti al massimo. Le prime tracce sono online sul sito http://www.rocketradiolive.com, sui canali social del Comune di Verona e dell’Altro Teatro, oltre che sui canali Spreaker e Spotify di Arteven, che collabora alla realizzazione del progetto, e sul portale myarteven.it.

Non una semplice lettura. Ma una ricetta in grado di accendere la fantasia e l’immaginazione. La voce intensa e penetrante di Marco Morellini di Ippogrifo Produzioni. La musica e l’ambientazione originale di Giulio Ragno Favero. Il ritmo scandito dagli strumenti. Un’esperienza sonora quasi d’altri tempi, con Filippo Nigro, volto del grande e piccolo schermo, a creare la magia dell’introduzione e del finale.

Dante’s Box’ rientra nel progetto Dante a Verona 1321-2021, le celebrazioni per i 700 anni dalla morte del Sommo Poeta. Il programma degli eventi è realizzato dal Comune di Verona, assessorato alla Cultura, insieme a istituzioni, associazioni culturali e realtà teatrali veronesi.

Questo fino a fine gennaio, poi le puntate raddoppieranno, due a settimana. I canti saranno interpretati da 20 attori di 7 compagnie professionali veronesi, dirette da Fabrizio Arcuri: Ippogrifo Produzioni, Teatro Scientifico-Teatro Laboratorio, Casa Shakespeare, Mitmacher, Modus Produzioni, Punto in movimento e Cantieri Invisibili. Ad anticipare ogni canto una piccola introduzione che vedrà coinvolti anche altri artisti della scena nazionale quali Isabella Ragonese, Lino Guanciale, Vinicio Marchioni e Leo Gullotta.

Roberto Bolis

Concerto di Capodanno dell’Orchestra e del Coro Teatro Carlo Felice di Genova in TV

Francesco Meli e Serena Gamberoni

Costretto ad annullare il consueto Concerto di Capodanno in presenza, a causa del protrarsi dell’emergenza sanitaria, il Teatro Carlo Felice di Genova non rinuncia a festeggiare l’inizio del nuovo anno insieme al suo pubblico. Il 1 gennaio 2021, alle ore 10.30 e alle ore 18.30, l’emittente televisiva Primocanale trasmetterà uno speciale Concerto di Capodanno a porte chiuse con protagonisti il direttore Andriy Yurkevych, i cantanti Serena Gamberoni (soprano), Francesca Benitez (soprano), Francesco Meli (tenore),

Michele Patti

Michele Patti (baritono) e l’Orchestra e il Coro del Teatro Carlo Felice, preparato dal Maestro Francesco Aliberti. Il concerto – in coproduzione con Primocanale Productions – verrà riproposto on line il 5 gennaio, alle ore 21.00, sui canali social del Teatro Carlo Felice, sul sito dell’ANFOLS e sul sito della rivista “l’Opera”.

Francesca Benitez

Il concerto è interamente dedicato all’operetta, un genere che, per leggerezza e raffinatezza, si presta in modo particolare a salutare con la musica l’arrivo del nuovo anno. In programma le più celebri e amate pagine dalle operette di Johann Strauss Jr., Franz Lehár, Franz von Suppé e Jacques Offenbach.

Massimo Pastorelli (anche per le fotografie)

Saluti in volo libero

Il volo libero giunge agli sgoccioli di un anno che definire “particolare” è giusto un eufemismo, ma con assoluta certezza che tutto tornerà come prima e non solo per chi vive con la passione di esplorare il cielo.

La quarantena, da reclusione e patimento, si è evoluta in occasione di crescita e informazione. Grazie alle modalità di incontro on-line, centinaia di piloti hanno potuto partecipare a riunioni dove sono intervenuti esperti di volo in parapendio e deltaplano. Sono state occasioni di studio, istruzione e riflessione sulle tecniche di volo libero e sulle materie connesse. La stessa assemblea annuale FIVL è avvenuta a distanza.

Ovviamente le restrizioni sanitarie hanno influito sulle attività di volo agonistiche e amatoriali, a partire dalla cancellazione dei campionati europei che si sarebbero dovuti svolgere nel comprensorio del Monte Cucco (Perugia), quelli di deltaplano, e in Serbia, quelli di parapendio. Tutto rimandato al 2022 perché l’anno prossimo si volerà per i titoli mondiali.

Durante lo scorcio estivo, allentate le restrizioni anti epidemia, si è tentato di recuperare almeno i campionati italiani. Operazione fallita e titolo non assegnato nel caso del deltaplano e non per colpa del virus, ma del maltempo che ha imperversato sul sito di volo proprio nella settimana scelta per la gara. È andata meglio allo Spring Meeting in Friuli. Bene anche il salvataggio del campionato di parapendio, trasferito d’urgenza dall’Emilia Romagna al comprensorio di Cuorgnè-Chiesanuova (Torino). All’impresa, perché tale è stata di fatto, hanno lavorato senza badare a risparmi di energie i volontari del club Volo Libero Santa Elisabetta.

Ne è scaturita una bella settimana di voli, con una partecipazione sorprendente e numerosa oltre ogni aspettativa. Scudetto a Joachim Oberhauser di Termeno (Bolzano), già campione mondiale di parapendio in carica insieme a tutta la squadra azzurra, come quella di deltaplano lo è da sei edizioni consecutive.

Sempre approfittando della pausa dopo la prima quarantena, è stato possibile praticare l’hike & fly, volo ed escursionismo, cioè completare un percorso in volo o a piedi. La Hike & Fly Presolana, tra le montagne della Val Seriana (Bergamo), la Dolomiti Super Fly in Trentino, la Hike & Fly Experience sul Monte Grappa, non sono i soli esempi di come questa disciplina stia affascinando sempre nuovi piloti. Il calendario prevedeva una dozzina di questi raduni che non sempre la pandemia ha permesso. Se ne riparlerà nel 2021 quando il peggio sarà alle spalle come tutti ci auguriamo.

Gustavo Vitali

Food Social Night

Il piatto vincitore

Dopo la giuria di esperti, che hanno selezionato i 30 finalisti, ci ha pensato il popolo di Instagram a decretare il vincitore e le 6 menzioni d’onore della Food Social Night, con un record di pollici in su che ha portato la prima arrivata, Noemi Ciabattoni, a conquistare, con lo scatto di un piatto creativo, emozionale e di originale disegn, un pranzo o cena per due persone in un ristorante stellato in prossimità della sua residenza. Il primo contest dedicato al Food e alla condivisione della tavola si conclude anche con un’affluenza record, nella sua puntata “zero”: i dati confermano infatti 73735 visualizzazioni totali per 40400 voti; 450 le foto inviate (di cui 350 ammesse) e un totale di 99094 impressions.

Le sei menzioni speciali

“Food Social Night lascia il segno sin dal suo esordio” dichiarano Marco Panella, presidente di Artix, e Daniela Galdi, presidente dell’Associazione Italiana Chef, che hanno promosso e organizzato l’iniziativa “e registra ottimi numeri di partecipazione, condivisione e engagement con il popolo di Instagram. Di ottima qualità le foto inviate e di grande suggestione la voglia di partecipazione e di ritorno alla convivialità, che manca a tutti e che Food Social Night vuole accompagnare verso la ripresa. Un risultato che ancora una volta testimonia come il cibo sia un media per eccellenza e la tavola sia il social network ideale per raccontare vite, passioni, momenti e affetti con un racconto estetico e visuale che, una volta al mese per i prossimi sei mesi, noi continueremo ad animare”

Il prossimo appuntamento con la Food Social Night si terrà il 22 gennaio 2021, sempre su Instagram. Orari e modalità verranno comunicati nelle prossime settimane tramite comunicati stampa e sul sito ufficiale: https://www.foodsocialnight.com/ dove da oggi è già online la gallery con vincitore, menzioni speciali e finalisti.

E.C. (anche per le fotografie)

Emergenza sanitaria, arriva il progetto “Ferrara si aiuta” a partire dallo sport

Dopo “Ferrara Rinasce” parte “Ferrara Si Aiuta”, il nuovo progetto della Giunta Fabbri che, in tempi di pandemia, rivolge l’attenzione ai cittadini per accogliere e rispondere a tutte le nuove esigenze che l’emergenza sanitaria ha creato. Sotto l’ombrello di “Ferrara si aiuta” che avrà un suo marchio ben riconoscibile e utile ai cittadini per identificare la natura delle proposte, i diversi assessorati, in modo coordinato, attiveranno servizi interdisciplinari dedicati a diverse tipologie di cittadini, senza trascurare nessuno, in una sorta di welfare allargato che vuole costruire ed offrire nuove risposte.

“Il periodo che stiamo vivendo richiede a tutti grandi sforzi e sacrifici non solo in termini economici, ma anche personali: le limitazioni che siamo chiamati a rispettare per contenere la diffusione del contagio rischiano di modificare in senso negativo le nostre abitudini e di incidere pesantemente sui tempi e gli stili di vita – spiega il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri -. Per questo abbiamo deciso di attivare un nuovo filone di attività e progetti dedicato ad individuare e attuare iniziative utili ad aiutare i ferraresi a risolvere problemi legati al momento di emergenza, ma che possano continuare a essere utili anche in futuro, in un’ottica sempre positiva e di crescita”.

Ferrara Si Aiuta, esattamente come Ferrara Rinasce è volto a convogliare le energie positive della città in un sistema partecipato da tutti i soggetti attivi sul territorio: “I progetti di Ferrara si Aiuta verranno condivisi e discussi con tutte le realtà che si occupano di sport, educazione, volontariato, sostegno alle famiglie, agli anziani e ai soggetti deboli- spiega ancora Fabbri -. Condividere nuove possibilità e studiare insieme nuove strategie sarà un modo per trarre qualcosa di positivo da questo periodo così duro. Ferrara ne uscirà come una città più coesa e unita”.

Sono già due i progetti che il Comune di Ferrara propone alla città nel filone di Ferrara Si Aiuta ed entrambi riguardano il mondo dello sport, tra i più colpiti dalla pandemia e dalle restrizioni che hanno chiuso le palestre mettendo in grave difficoltà utenti e professionisti del settore.

Attraverso Ferrara si Aiuta il Comune propone quindi due iniziative: la Ginnastica dolce in tv dedicata a chi non si può muovere da casa e vuole rimanere in forma e una piattaforma digitale che raccoglierà tutta l’offerta sportiva online delle palestre cittadine che potranno usufruire di una importante vetrina collegata al sito del Comune, e con un accesso semplificato per gli utenti che vogliono usufruire dei servizi a distanza.
Consapevole delle conseguenze legate alla chiusura delle palestre e alla limitazione di movimento e attività sportive, il Comune ha pensato in primo luogo alle categorie più fragili, agli anziani e alle persone che per precauzione sono rimaste più ferme e in casa. Per aiutare chi non esce a mantenersi comunque attivo e a muoversi correttamente, da lunedì (14 dicembre 2020) partiranno Video-lezioni di ginnastica dolce in tv, preparate per un pubblico di età medio-alta o persone poco allenate e più fragili. “Io resto in forma – La palestra a casa” è la proposta che il Comune di Ferrara ha organizzato in collaborazione con Telestense . A guidare i telespettatori ferraresi dal piccolo schermo saranno gli istruttori qualificati e con esperienza in ginnastica dolce per la terza età che hanno risposto all’appello diramato attraverso gli enti di promozione sportiva e che si alterneranno con proposte personalizzate e diverse ogni settimana. Le lezioni di ginnastica dolce andranno in onda per quattro settimane di seguito dal lunedì al giovedì con programmazione quotidiana alle 9 su Telestense (canale 16), alle 11 su Telesanterno (canale 18) e alle 18 su TeleFerraraLive (canale 188). Sul canale TeleFerraraLive sarà possibile recuperare le lezioni in replica anche il venerdì e il sabato (due al mattino e una al pomeriggio).

Oltre a queste lezioni di ginnastica in tv, da metà gennaio 2021 sarà disponibile una piattaforma web dedicata alle Palestre virtuali. Su questo spazio accessibile dalla home-page del Comune di Ferrara attraverso il computer o qualsiasi dispositivo elettronico, tutti gli istruttori, le palestre e gli allenatori ferraresi potranno caricare le loro proposte per promuovere la loro attività. Che si tratti di ginnastica, yoga, arti marziali o danza, gli operatori ferraresi potranno usare questa vetrina per inserire i loro video, le video-lezioni, link e testi visibili e consultabili attraverso Internet. A curare la realizzazione della piattaforma è la cooperativa Alpaca, che sta predisponendo anche istruzioni e video di supporto all’inserimento delle informazioni. Tante realtà sportive ferraresi si sono già organizzate in questi mesi per offrire ai loro clienti lezioni da seguire online. Chi ha già video pronti o un calendario di lezioni in programma potrà inserire il link sulla piattaforma, che sarà accessibile e collegata alla home-page del sito del Comune.

Per chi vorrebbe fare dei video ma ancora non è riuscito ad attrezzarsi per farlo, il Comune metterà a disposizione uno spazio con un set di base da utilizzare per le riprese e la cooperativa Alpaca che sta realizzando la piattaforma darà supporto con indicazione semplici e chiare per caricare le proprie informazioni sulla piattaforma consultabile dal proprio computer o da un qualsiasi dispositivo elettronico.


Alessandro Zangara (anche per le fotografie)

Anticipazione delle mostre dell’anno che verrà

Questo 2021 sarà l’Anno di Dante e due delle città dantesche per eccellenza, Ravenna e Verona, per l’occasione alleate tra loro, hanno messo in campo un calendario di eventi davvero impressionante. Il programma di Ravenna, annunciato in occasione della visita alla città del Presidente della Repubblica, prevede ben 4 mostre. La prima, allestita alla Classense con il titolo “Inclusa est flamma. Ravenna 1921: il Secentenario della morte di Dante”, ripercorre il VI centenario dantesco del 1921, inaugurato l’anno prima alla presenza del Ministro della Pubblica Istruzione Benedetto Croce.
Sino al 14 luglio, l’antica chiesa camaldolese di San Romualdo accoglierà Le “Arti al tempo dell’esilio”, mostra che ripercorre le tappe dell’esilio dantesco, attraverso una raffinata selezione di opere fondamentali dei più importanti artisti del tempo di Dante: Giotto e Cimabue, Nicola Pisano, Arnolfo di Cambio, Giovanni e Giuliano da Rimini… insieme a capolavori assoluti dell’oreficeria e della miniatura.
Da settembre, “Un’epopea pop” mostrerà al MAR – Museo d’Arte la fortuna popolare della figura di Dante, attraverso i secoli e i generi espressivi, dai manoscritti del Trecento fino agli articoli di merchandising. Intrecciato alla mostra, un percorso d’arte contemporanea proporrà, sui temi danteschi, opere di Richard Long, Kiki Smith, Rä di Martino, Elisa Montessori, Tracey Emin, Robert Rauschenberg, Gilberto Zorio… Al centro del chiostro cinquecentesco del MAR, il pubblico avrà l’occasione di entrare fisicamente in Sacral di Edoardo Tresoldi.
Con la Galleria degli Uffizi il Comune di Ravenna ha avviato una collaborazione pluriennale ed è da essa che prende vita anche il progetto espositivo “Dante nell’arte dell’Ottocento. Un’esposizione degli Uffizi a Ravenna” che quest’anno propone il dipinto di Annibale Gatti raffigurante “Dante in esilio”, in mostra sino a settembre 2021 nei chiostri francescani limitrofi alla tomba del Poeta.
Anche Verona, la città di Cangrande della Scala, ricorda Dante con un importante programma di eventi. Tra quelli espositivi spicca la mostra “Tra Dante e Shakespeare. Il mito di Verona”, allestita dal 23 aprile al 3 ottobre, alla Galleria d’Arte Moderna Achille Forti. Sei sezioni, prestiti d’eccezione per ricordare Dante, Beatrice, Romeo e Giulietta. Muniti di una apposita Mappa, si percorre poi quella che è una mostra diffusa dal titolo “Dante a Verona”, fatta di storie e luoghi nella città che per Dante fu «lo primo… refugio e ‘l primo ostello». Alla riscoperta della Verona scaligera e medievale.
Giunti al Museo di Castelvecchio, dove si conserva la statua equestre di Cangrande, nella Sala Boggian, verrà esposto l’Inferno dantesco rivissuto nelle potenti immagini dell’americano Michael Mazur (1935-2009), a vent’anni dalla loro ‘prima’ al Castello scaligero.
Gli Uffizi sono scesi in campo anche per una mostra-evento programmata dalla prossima primavera alla Reggia di Colorno. Nei Saloni della sontuosa dimora tornerà la mitica Collezione di Porcellane dei Duchi di Parma. Tesori delle più importanti manifatture europee del ‘700, che a seguito dell’unione del Ducato al Regno d’Italia sono stati dispersi tra diverse sedi tra cui il Quirinale. Ora lo storico, seppur temporaneo, ritorno a casa.
A Parma, la Nuova Pilotta affronta il 2021 presentandosi in veste ampiamente rinnovata. Tre le mostre in programma: “L’Ottocento e il mito di Correggio”, che dopo il mancato avvio a causa dell’emergenza sanitaria, aprirà i battenti a fine febbraio. Per essere seguita da “Le passioni del Maggiordomo. I Fiamminghi della Nuova Pilotta” che documenterà l’arrivo a Parma della pittura fiamminga e ciò che questo significò nell’arte del Ducato. Concluso il periodo espositivo, i Fiamminghi andranno a comporre una sezione del nuovo allestimento museale della Pinacoteca.
Per l’autunno Simone Verde, Direttore della Pilotta, non nasconde l’orgoglio di poter presentare a Parma, Capitale della Cultura, i tesori de “I Farnese”, spettacolare storia di una Dinastia che dell’arte ha fatto un suo simbolo.
Nella vicina Fondazione Magnani Rocca, a Mamiano di Traversetolo, l’appuntamento di maggior rilievo sarà nell’autunno del 2021, con una grande retrospettiva su Mirò. Nei mesi che la precederanno, la Fondazione prevede due eventi: un focus su Modigliani e uno su Pasolini.
Dalle porcellane della Reggia di Colorno, ai vetri veneziani 800 pezzi dei maggiori maestri e delle grandi fucine muranesi che aprirà in primavera alla Galleria Rizzarda di Feltre (BL). La mostra, destinata successivamente a trasformarsi in nuova sezione del Rizzarda, ha come titolo “Collezione di vetri veneziani Carla Nasci – Ferruccio Franzoia”.
Restando in Veneto, Rovigo di grandi mostre ne propone addirittura quattro. In Palazzo Roverella, la primavera sarà riservata ad “Arte e musica. Dal Simbolismo alle avanguardie”, un’esposizione di vasto respiro sulle molteplici relazioni tra queste due sfere espressive, dalla stagione simbolista fino agli anni Trenta del Novecento. L’autunno sarà invece riservato alla fotografia, con una originale monografica di Robert Doisneau, alla ricerca degli attimi di felicità che egli ha saputo catturare nelle sue immagini.
In Palazzo Roncale, la primavera vedrà protagonisti i sette Teatri Storici del Polesine, magnifici edifici, cuore di infinite storie. Che la mostra “Quando Gigli, la Callas e Pavarotti…I Teatri Storici del Polesine”, racconta per immagini, suoni, testimonianze.
Stessa sede, ma in autunno, “Giovanni Miani. Il leone bianco del Nilo”: per la prima volta la storia di un Indiana Jones dell’Ottocento, l’uomo a cui venne impedito di intestarsi la scoperta delle sorgenti del Nilo.
Dal Veneto al Friuli per due monografiche di oggettiva qualità, dedicate ad altrettanti artisti locali per nascita ma non certo per livello ed interesse. “Giovanni da Udine tra Raffaello e Michelangelo (1487 – 1561)” è il titolo della mostra che all’artista e architetto rinascimentale dedicherà il Castello di Udine. Pordenone invece, nella sede dei Civici Musei, indagherà “Michelangelo Grigoletti (1801-1870)”, un necessario omaggio ad un artista che ha interpretato in modo originale l’arte dei decenni centrali dell’Ottocento, tra Italia e Ungheria.
Quando anche le donne si misero a dipingere, o meglio venne loro riconosciuto il diritto di farlo, Fede Galizia fu tra le prime a ottenere riconoscimento e successo internazionali. A lei, trentina d’origine, il Castello del Buonconsiglio, a Trento, riserva la sua grande mostra estiva.
Nel campo della Fotografia è pronta ad aprire i battenti, non appena sarà consentito, a Palazzo Sarcinelli di Conegliano (TV): “Steve McCurry. Icons”, una selezione di oltre 100 fotografie di uno dei più acclamati fotografi contemporanei.
Mentre a Torino, CAMERA il Centro Italiano per la fotografia svela un programma da grande annata. A partire da marzo una doppia personale su Horst P.Horst e Lisette Model. Lui grande genio della moda, lei ironica e dissacrante street photographer. Seguirà a giugno una personale dedicata ad uno dei più importanti fotografi italiani contemporanei, Walter Niedermayr (Bolzano, 1952). Immancabili i temi dei paesaggi alpini, delle architetture e il rapporto fra spazi aperti e spazi chiusi. Per l’autunno, in occasione delle attesissime ATP Finals, che si svolgeranno a Torino dal 2021 al 2025, CAMERA mette in campo una grande personale del fotografo inglese Martin Parr che naturalmente esporrà scatti dal mondo del tennis.
Il 2021 sarà anche l’anno di apertura di nuovi musei o del rinnovo di altri. Si è già fatto cenno alla nascita della Nuova Pilotta. Dove “Nuova” non è solo un aggettivo da aggiungere ad un nome storico, ma l’idea di un museo di nuova concezione.
Attesissimo, a Treviso, il nuovo Museo Nazionale della Collezione Salce, creato dal Mibact nell’ex chiesa di Santa Margherita. Per la sua inaugurazione il Nuovo Salce accoglierà una delle tre sezioni della ricchissima esposizione che Treviso dedicata a “Renato Casaro L’ultimo cartellonista del Cinema. Treviso, Roma, Hollywood”. Oltre che al Nuovo Salce, la mostra sarà allestita nella seconda sede del Salce, al Complesso di San Gaetano, e al Museo Civico di Santa Caterina.
A Cittadella, città murata tra le meglio conservate e valorizzate in Italia, non appena le norme lo consentiranno aprirà i battenti il nuovo “Museo del Duomo”, con una spettacolare sequenza di dipinti, sculture e arti applicate dal Duecento all’Ottocento.
Un altro, rilevantissimo intervento di restyling è in corso al Museo Nazionale Sanna a Sassari. Coinvolge l’intera Sezione Etnografica, ricchissima di testimonianze. A darle un volto nuovo è impegnato un ‘allestitore’ d’eccezione, lo stilista Antonio Marras.
Tra gli appuntamenti milanesi, quello proposto da Bottegantica spicca per novità: la galleria proporrà infatti (dal 5 marzo) una monografica dedicata al Giovane Boccioni, focalizzata interamente sugli anni tra il 1901 e 1909, una fase dell’artista mai prima studita così attentamente.
Il 2021 è anche l’anno dei massimi appuntamenti con l’antiquariato.
TEFAF Maastricht slittata a fine maggio (31 maggio – 6 giugno) punta a una edizione in presenza con circa 270 dei più importanti galleristi mondiali che propongono oltre 7000 anni di storia dell’arte. A cavallo tra settembre e ottobre del 2021 torna la Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze (25 settembre – 3 ottobre) 32ma edizione. Autentico vanto italiano per la proposta d’arte e per l’incantevole sede di Palazzo Corsini affacciato sull’Arno, ancora una volta sotto la guida di Fabrizio Moretti. Fine anno, a Torino, la decima edizione di Flashback all’insegna de “L’arte è tutta contemporanea”.
Ultime, ma non certo per il valore delle loro iniziative, due piccole città che costituiscono altrettanti poli di attrazione del turismo interno e internazionale: Pienza e Abano Terme. Entrambe prolungano le loro mostre dedicate a due collezioni d’arte del Novecento. La Collezione di Leone Piccioni, a Pienza e la Collezione Merlini, ad Abano, in Villa Bassi Ratgheb. Quest’ultima collezione posta in dialogo con le opere di arte classica, patrimonio della casa-museo ai piedi dei Colli Euganei. Subito dopo Villa Bassi punta sul cinema, con la mostra “La giusta distanza. Il Veneto del Cinema. Fotografie di scena dal 2000 al 2019” e poi nuovamente sull’arte con “Oltre l’apparenza. Un racconto nella pittura di Luigi Pellanda. 30 anni di iperrealismo”. Annunciato per l’autunno, invece, un importante appuntamento con la grande fotografia.
Questi i primi, ottimi segnali. Che fanno pensare ad un mondo dell’arte che ha deciso di guardare avanti, leccandosi le ferite, certo, ma senza chinare la testa.

S.E.

Il Polittico di San Luca a Castelvecchio

Il Polittico di San Luca

Un’opera dal valore storico-artistico inestimabile, acquisita quest’estate dal Mibact e arrivata a Castelvecchio. Si tratta dello straordinario polittico rinascimentale detto di S. Luca, opera attribuita ad un intagliatore veronese che, da oggi, entra a far parte della collezione dei Musei Civici di Verona, in esposizione permanente al museo scaligero. Gli studi recenti collocano l’opera tra gli anni ‘70 e ‘80 del Quattrocento, con richiami artistici all’ambito veronese come trait d’union tra la bottega dei Giolfino e l’attività di Giovanni Zebellana. Proprio per la sua appartenenza alla storia culturale della nostra città, il polittico è stato destinato al museo veronese mentre la titolarità è in capo alla Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro di Venezia. In attesa della riapertura dei Musei, il polittico potrà essere ammirato attraverso alcuni video di presentazione che, nelle prossime settimane, saranno resi disponibili sul sito e sui canali social dei Musei Civici.

Il Polittico, a tre scomparti e due registri, nella parte alta raffigura la Madonna con il Bambino in trono, attorniata da San Bernardino da Siena e San Vincenzo Ferrer. Nel registro inferiore, San Luca evangelista seduto allo scrittoio con San Rocco e San Sebastiano ai lati.

La cornice è integra ed originale con montanti costituiti da lesene traforate e piccole porzioni di colonnine foliate. I trafori sono applicati su fondi in carta rossi o blu, a imitazioni di smalti, secondo una tradizione presente in area veneta. La finitura policroma è raffinatissima nella resa degli incarnati e nei dettagli preziosi che ornano le vesti. L’impianto architettonico della cornice e la concezione delle statue sono la testimonianza del clima di ricezione presente a Verona in quegli anni e del rinnovamento portato da Andrea Mantegna. Prima dell’esposizione, l’opera è stata sottoposta ad un intervento conservativo e, per la sua collocazione, è stato studiato il riallestimento completo della sala del Mantegna destinata ad accoglierla, presente negli spazi espositivi al secondo piano del Museo.

Dall’ultimo Dpcm che ha imposto la chiusura dei musei – spiega il sindaco – è stato avviato un importante percorso di arricchimento delle collezioni dei Musei Civici veronesi che oggi, con questo Polittico in esposizione permanente a Castelvecchio, raggiunge indubbiamente uno dei suoi momenti più alti. Ringrazio il Mibact per l’opportunità offerta e per la stima riconosciuta al sistema museale civico di Verona, scelto per accogliere questo straordinaria opera”.

Un risultato importante – dichiara l’assessore Briani –, frutto della lungimiranza gestionale del direttore Rossi che, quest’estate, con formale richiesta al Mibact, ha concretizzato l’assegnazione ai Musei Civici veronesi di questa stupenda opera quattrocentesca. Un capolavoro dal valore storico-artistico inestimabile, da oggi in mostra permanente negli spazi del Museo scaligero. In questo tempo di chiusura, per offrire al pubblico un’anteprima di questo capolavoro, saranno effettuati dei girati che saranno resi poi visibili sul sito e su social dei Musei”.

Per le collezioni veronesi si tratta di una forma di valorizzazione senza precedenti nella storia dei Musei Civici di Verona – sottolinea il direttore Rossi –. Espressione concreta della sintonia esistente tra il Ministero e i musei civici italiani, volta a sostenere lo sviluppo del sistema Museale Nazionale. Il Polittico è ora collocato a confronto con dipinti di Mantegna, Francesco Bonsignori, Carlo Crivelli e, in particolare, in rapporto con opere di Francesco Benaglio e Domenico Morone, che rivelano evidenti affinità stilistiche, con l’ambito culturale dell’intagliatore e mostrano analoghi riferimenti figurativi a modelli mantegneschi”.

Roberto Bolis (anche per la fotografia)