Evviva la sart’officina!

Rammendare un calzino o attaccare un bottone non è più un problema. Per chi ha poco tempo o, semplicemente,  è meno portato all’arte del cucito, la soluzione si chiama Maria. È lei infatti, sarta professionista con attività pluridecennale a Veronetta, l’ultima novità del Centro di Riuso Creativo del Comune, con sede negli spazi dell’ex Arsenale.

Proprio qui ha infatti preso il via in questi giorni ‘Sart’Officina’, un vero e proprio servizio sartoriale a disposizione dei cittadini, che ne possono usufruire gratuitamente nei giorni di apertura. Orli e piccole riparazioni, ma anche nuove creazioni che i cittadini potranno sperimentare utilizzando gli arnesi del mestiere presenti nell’officina, ago, filo, tessuti e una macchina da cucire.

L’iniziativa è frutto della collaborazione tra Comune e associazione DHUB, già attiva a Veronetta con una serie di attività nel giardino di palazzo Bocca Trezza. Una novità che arricchisce il nuovo corso del Centro di Riuso Creativo, da poco riorganizzato negli spazi, più accoglienti e curati, nelle attività proposte a scuole e famiglie, e nelle nuove collaborazioni siglate tra Comune, enti e associazioni per fare del Centro un punto di riferimento condiviso.

L’appuntamento con l’officina della sarta al Centro di Riuso Creativo, nella palazzina di Comando in piazza Arsenale, è per il 25 ottobre, 22 e 29 novembre, 1, 13 e 20 dicembre dalle 15 alle 17.30.

Il servizio è attivo anche alla Banca del Tessuto, sede di DHUB in via XX Settembre 32.

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

“Entrando nella Storia. L’età del Ferro nel Veronese”. Inaugurazione delle nuove sale espositive

Il nuovo Museo Archeologico Nazionale di Verona, accolto nell’ex Carcere Asburgico di San Tomaso, dal prossimo 26 ottobre si arricchisce di una nuova, ampia sezione interamente riservata all’Età del Ferro.

Andrà ad aggiungersi a quella dedicata alla Preistoria e Protostoria, “Agli albori della creatività umana”, con la quale il museo era stato inaugurato lo scorso 17 febbraio. In quell’occasione, alla presenza del Direttore Generale del Ministero della Cultura, Massimo Osanna, era stata annunciata una tabella di marcia che prevedeva per questo autunno l’apertura della successiva sezione, impegno che è stato puntualmente mantenuto.

La nuova sezione, curata sotto il profilo scientifico da Giovanna Falezza, direttrice del Museo, e da Luciano Salzani, già funzionario della Soprintendenza veronese, è stata allestita da Chiara Matteazzi, in continuità con il precedente allestimento museale.

Il criterio è quello cronologico, con una serie di focus su oggetti e rinvenimenti di particolare interesse. Ad essere documentata è la storia del territorio veronese,  luogo di incontri e contatti che qui si intrecciarono tra Veneti, Etruschi e Reti.

L’Età del Ferro si sviluppò nel corso del primo millennio a.C., volgendo al termine con le prime manifestazioni dell’arrivo dei Romani, all’incirca nel II secolo a.C.

“Già a partire dal IX secolo a.C., nel Veronese, sia in pianura che in collina, sorgono numerosi abitati, anche di rilevanti dimensioni:  ad esempio il centro veneto di località Coazze di Gazzo Veronese, che si estendeva su una superficie di oltre 60 ettari, con ampie aree di insediamenti abitativi accanto ad aree artigianali. Oltre, naturalmente, alle estese necropoli, dalle quali provengono oggetti particolari, venuti da lontano e con lavorazioni raffinatissime, a testimoniare la ricchezza dei contatti di cui il nostro territorio è teatro in questo periodo ”. Ad anticiparlo è la direttrice Giovanna Falezza.

Sono soprattutto i ricchissimi materiali rinvenuti negli scavi delle necropoli ad fornire i contenuti della nuova sezione. Sepolture di uomini e donne ma anche di cavalli: i cavalli veneti, citati da fonti latine e greche per la loro agile bellezza. Nel percorso museale, uno dei due “Cavalli delle Franchine”, necropoli in territorio di Oppeano. Un maschio, morto a 17-18 anni, 135 cm al garrese, sepolto in una piccola fossa coricato sul fianco destro, con le gambe ripiegate.

Sicuramente emoziona la tomba del “Principe bambino”, una delle 187 della necropoli celtica di Lazisetta a Santa Maria di Zevio, unica per la ricchezza del corredo funebre. È la sepoltura di un bambino di 5-7 anni, le cui ceneri vennero deposte assieme ad un sontuoso carro da parata (di cui restano gli elementi metallici quali mozzi delle ruote, timone, un cerchione di ruota, due morsi dei cavalli che lo trainavano) e ad un ampio corredo tipico solitamente dei guerrieri adulti (spada, lancia, giavellotto e scudo), oltre a vasellame ceramico e bronzeo, monete, attrezzi agricoli e strumenti per il banchetto (spiedi, coltelli, alari e un graffione di ferro). All’interno di alcuni vasi erano residui di ossa di maiale, resti del banchetto funebre.

L’attento studio del contesto ha permesso agli archeologi di ricostruire il rituale con cui questo giovane “principe” fu sepolto: dopo essere stato cremato insieme ad alcune offerte, le sue ceneri furono raccolte in un contenitore in materiale organico (stoffa o cuoio) e deposte nella fossa assieme al resto del corredo; al di sopra fu collocato il carro, capovolto e parzialmente smontato; infine, dopo un parziale interramento, fu acceso un secondo grande fuoco rituale. Alla fine la tomba fu probabilmente coperta da un tumulo che segnalava l’elevato stato sociale del defunto.

Non meno curiosa una tomba (VII sec. a.C.), rinvenuta in una delle tre necropoli di Oppeano.  Appartenne ad una bambina di pochi anni. All’interno dell’urna, al di sopra delle ossa combuste, oltre ad alcuni elementi di corredo sono stati deposti alcuni elementi molto particolari: delle conchiglie, di cui una forata, legate forse alla sfera del gioco; un astragalo, probabilmente un amuleto; infine un uovo di cigno, uccello acquatico ritenuto sacro. Proprio quest’ultimo assume un significato rituale molto importante, interpretabile come simbolo di rinascita e rigenerazione.

 “Con l’allestimento delle sale dell’Età del Ferro abbiamo voluto anche inserire due esperienze immersive e alcune postazioni multimediali, destinate ad arricchire la narrazione dei reperti presentati nel percorso museale” – aggiunge Chiara Matteazzi. “L’uso delle tecnologie in campo museale consente infatti di migliorare con nuovi linguaggi la comprensione di tematiche complesse legate ai reperti esposti, utilizzando tecniche di storytelling per stimolare la curiosità del visitatore e amplificare il coinvolgimento cognitivo ed emozionale.  L’obiettivo è quello di trasferire al visitatore, in maniera adeguata, non solo informazioni ma anche emozioni, rendendolo partecipe e coinvolgendolo nella narrazione”.

“I lavori sono proseguiti senza soluzione di continuità da febbraio e con ottimi risultati”, conclude il dirigente della Direzione regionale Musei Veneto, dottor Daniele Ferrara. “Terminato l’intero terzo piano del museo,  contiamo ora di avviare molto presto il cantiere per la sezione romana, che i veronesi (e non solo) attendono da molti anni”.

S.E.

Moncalieri Jazz

Al motto di “Moncalieri Jazz continua a Vivere!”, lo storico festival musicale che promuove da svariati anni i grandi nomi italiani e internazionali del jazz, presentando in prima assoluta molti nuovi progetti, festeggerà il suo venticinquesimo anniversario, col ritorno in presenza, davanti al suo grande e numeroso pubblico. La manifestazione, firmata nella direzione artistica da Ugo Viola,  si svolgerà dal 29 ottobre al 13 novembre 2022 sviluppandosi, come di consueto, su due filoni principali: Aspettando Il Festival e Il Festival vero e proprio.

“Questa edizione festeggerà il quarto di secolo del Festival – afferma Viola – traguardo importante per la manifestazione, che però non intende smettere di stimolare, consolidare e sviluppare nella comunità cittadina, la conoscenza culturale e musicale. Come sempre nel suo passato, il Moncalieri Jazz Festival si vuole contraddistinguere per la sua anima anticipatrice ed innovatrice”.

Ad aprire il Moncalieri Jazz 2022, sabato 29 ottobre, sarà La Notte Nera “JAZZ A CORTE”, titolo che mira a descrivere al meglio i luoghi più belli e suggestivi del Centro Storico della Città di Moncalieri. Una maratona musicale di 12 ore No Stop, con accesso libero a tutti, che vedrà alternarsi, a partire dalle ore 17:00, 200 Musicisti da tutta Italia, 25 Concerti Originali presenti in 7 Corti, 3 Piazze, 3 Vie, e 6 Locali con “Aperitivi in Jazz”. Tra le cornici più suggestive che animeranno la serata, il Castello Reale di Moncalieri con il Giardino delle Rose, il Palazzo Comunale con quattro Corti, ed altre tre Corti private della Città. Ad ogni Corte, inoltre, verrà assegnato il nome di un’artista jazz piemontese scomparso, per rendere omaggio a chi ha lasciato un segno sul territorio, partecipando al festival, con la propria musica: tra questi Gianni Basso, Mario Tavella, Maurizio Lama, Gigi Di Gregorio, Sergio Bevione, Giulio Camarca, Pino Russo, Dino Pelissero, Johnny Capriuolo e Pippo Colucci.

Con l’obiettivo di non creare assembramenti e di rispettare l’impatto acustico, saranno inoltre fornite cuffie Silent System per il Dj set Jazz.

Come da tradizione, Moncalieri Jazz celebrerà anche alcune ricorrenze simbolo: quest’anno, in particolare, si ricorderanno i cento anni della nascita di due autentici giganti del Novecento: Charles Mingus e Pier Paolo Pasolini, due artisti diversi tra loro sia per estrazione culturale e sociale sia per la tipologia di linguaggio espressivo, eppure legati dalla ricerca della verità, nella spontaneità, nel rapporto sincero con se stessi e con gli altri, nella condivisione delle diversità. Il musicista e compositore jazz statunitense verrà omaggiato il 12 novembre col progetto Furio Di Castri – Furious Mingus Revisited, con Furio Di Castri al contrabbasso, Giovanni Falzone alla tromba, Achille Succi al sax alto e clarinetto basso, Fabio Giachino pianoforte e Mattia Barbieri alla batteria. Il tributo a Pasolini, Le Nuvole di Pier Paolo, vedrà invece salire sul palco, il 13 novembre, una formazione formidabile composta da Daniele Sepe sax, Flavio Boltro tromba, Emilia Zamuner voce, Daniele di Bonaventura bandoneon, Jacopo Mezzanotti chitarre, Mario Nappi pianoforte, Davide Costagliola contrabbasso e basso elettrico e Paolo Forlini batteria e percussioni.

Altro anniversario “tondo” è quello di Toots Thielemans, armonicista e chitarrista belga, ricordato popolarmente in Italia anche per la sua armonica in “Non gioco più”, sigla finale della trasmissione “Milleluci”, al fianco di Mina. Dedicato a lui il tributo che presenterà il gruppo Alberto Varaldo Omnisphere, in programma il 4 novembre.

Tra i concerti principali del festival si segnala “Il Jazz italiano ieri, oggi e domani” che vedrà protagonisti, nella prima parte, “Le cinque vocei”, con la cantante Ada Montellanico e i 4 saxofonisti dello Ialsax Quartet Gianni Oddi, Filiberto Palermini, Alessandro Tomei e Stefano De Sanctis; la seconda parte della serata sarà improntata ai giovani simbolo del futuro, con il contrabbassista Jacopo Ferrazza che presenterà il suo ultimo disco “Fantàsia”, insieme a Enrico Zanisi al pianoforte, Alessandra Diodati allavoce, Valerio Vantaggio allabatteria e Livia De Romanis al violoncello.

Evento speciale sarà il concerto dedicato al gemellaggio del festival con l’isola di Procida, quest’anno eletta Capitale della Cultura: un progetto che mira ad esaltare due eccellenze culturali ricche di un patrimonio importante, e che vedrà salire sul palco, il 13 novembre, un “combo” di 6 giovani elementi composti da una squadra mista: per Moncalieri Elia Lasorsa al contrabbasso, Cesare Mecca alla tromba, Tommaso Profeta a sax contralto e soprano; per Procida Donato Scotto di Monaco alla batteria, Francesco Trio al sax tenore, Piero De Asmundis al pianoforte. La direzione artistica dell’inedita performance è affidata ai maestri Ugo Viola e Mimmo Costagliola di Polidoro che, a loro volta, parteciperanno attivamente come ospiti in alcuni brani.

Dulcis in fundo, un omaggio a un grande e poliedrico interprete dello spettacolo italiano che, seppure romano di sette generazioni, nacque a Torino, Renato Rascel. Per i suoi 110 anni dalla nascita e i 70 anni dalla sua prima commedia musicale con Garinei e Giovannini, “Attanasio cavallo vanesio” e del film “Il cappotto”, che lo consacrò interprete cinematografico internazionale, Moncalieri Jazz gli renderà un tributo musicale speciale all’Auditorium Rai di Torino “A. Toscanini”: un concerto che vedrà coinvolta l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, diretta dal Maestro Steven Mercurio, con l’inserimento di una House Band Jazz e con la partecipazione straordinaria di Cesare Rascel e Giuditta Saltarini e alcuni ospiti “special guest”, tra cui Carola Cora, Albert Hera, Ugo Viola e il Coro di Voci Bianche del Sistema Scuole Academia Montis Regalis diretto da Corrado Margutti. Gli arrangiamenti originali sono firmati da Andrea Ravizza.

Autorevole protagonista dei programmi radio-televisivi RAI dagli anni Cinquanta agli Ottanta, il “Piccoletto Nazionale” fu un autore di genio, interprete raffinato e inconfondibile cantante, con un personalissimo stile, giocoso e riflessivo, popolare e intriso di surrealismo, espresso in ogni ambito artistico. Formatosi nel coro della Cappella Sistina e nell’ascolto radiofonico degli standard jazz americani, Rascel iniziò la sua carriera proprio come batterista jazz, suonò vari strumenti e il suo timbro vocale inconfondibile fu universalmente apprezzato anche dai più grandi compositori. Il suo personaggio lunare e fanciullesco seppe instaurare un’immediata comunicazione col pubblico, spaziando dall’umorismo del “Corazziere” al teatro dell’assurdo di Beckett e Ionesco, dalle commedie musicali di Garinei e Giovannini a evergreen della canzone come “Arrivederci Roma”. Per non lasciarlo nell’oblio e trasmettere anche alle nuove generazioni il suo ineguagliabile talento, il festival ha pensato dunque di restituirgli la dignità e il posto che merita proponendo, domenica 6 novembre, una serata di musica, immagini e ricordi, presentata da Umberto Broccoli.

Infine, oltre ai luoghi deputati dei grandi concerti (Fonderie Teatrali Limone, Castello Reale di Moncalieri e Auditorium Rai), Moncalieri Jazz allarga i suoi progetti al territorio coinvolgendolo con ulteriori progetti “site specific”: tra questi le “Borgate in Jazz”, le “Lezioni /Concerto” per le Scuole di ogni ordine e grado, “Il Jazz che Cura”, per tutti i cittadini che si trovano a vivere una situazione di disagio fisico/sociale/mentale, senza dimenticare la serata a Torino al Green Pea dedicata all’impatto ambientale, e gli eventi musicali presso il Centro Commerciale Moncalieri.

Un festival che ancora una volta varca i confini della musica per raggiungere i luoghi dell’incontro e del confronto, le “frontiere” culturali dove arte, musica e i grandi temi dell’Umanità, trovano un punto d’incontro, grazie alla sensibilità artistica e all’entusiasmo di chi crede ancora in validi contenuti, forti emozioni ed esperienze condivise.

Elisabetta Castiglioni

KUM! Festival

Si scrive KUM! Festival, si legge Cantieri per la Cura. Da venerdì 14 a domenica 16 ottobre torna alla Mole Vanvitelliana di Ancona la manifestazione diretta dallo psicoanalista Massimo Recalcati con il coordinamento scientifico del filosofo Federico Leoni, che ogni anno coinvolge specialisti della clinica, psicoanalisti e medici, ma anche filosofi, storici, scrittori e artisti in un dialogo costruttivo e polifonico sulla cura di sé, dell’altro e del mondo fragile e ferito che abitiamo.

Organizzato dal Comune di Ancona e dal Fondo Mole Vanvitelliana, e la cura di Jonas Ancona per le attività sul territorio (www.kumfestival.it).

Il fine vita è al centro di tutti gli incontri di quest’anno.

«Il tema del fine vita chiude un ciclo aperto a suo tempo con l’edizione del festival dedicata a L’origine della vita» dichiarano Massimo Recalcati e Federico Leoni. «La crisi pandemica che ha colpito le nostre società non ha fatto che rendere più drammatica un’esperienza che interroga da sempre la vita umana. Il fine vita è ancora un momento della vita, un passaggio in cui è possibile fare qualcosa di sé, un’occasione in cui dare testimonianza di un’esistenza e raccogliere la voce di chi l’ha accompagnata e la accompagna. Ecco perché il tempo della fine è un tempo enigmatico, apre domande etiche, scuote la politica, divide l’opinione pubblica, suscita controversie giuridiche, interroga le pratiche mediche e i saperi scientifici, sfida le risposte delle più antiche tradizioni religiose».

KUM! Festival allarga lo sguardo per cerchi concentrici, estendendo l’interrogazione sul fine vita al tramonto di mondi culturali, di assetti geopolitici e di grandi narrazioni storiche valide fino a poco tempo fa; senza tralasciare la catastrofe climatica che procede inarrestabile e determina la fine del mondo così come lo abbiamo conosciuto; e infine spingendosi fino all’universo, che non sfugge alla legge della vita e della morte.

Il festival mantiene il progetto di essere un contesto di costruzione comune: da qui il sottotitolo Cantieri, nato lo scorso anno, nel tempo della pandemia,per porre l’accento sull’urgenza di forgiare strumenti adatti a superare le difficoltà del presente, dando risposte concrete a problemi reali, spingendo ad agire e non solo a riflettere. Questa vocazione fattiva si sposa con lo spirito natìo della manifestazione racchiuso nel suo nome. Kum! è l’imperativo che Dio rivolge a Giona e Gesù a Lazzaro: Alzati! Un invito a muoversi, ripartire, rinnovarsi. In qualsiasi direzione si volga oggi lo sguardo, dalla scuola all’economia, dalla cultura alla sanità, dalle istituzioni all’ecologia, si avverte la necessità di aprire uno spazio di spregiudicata sperimentazione, un’officina, un luogo dove idee e pratiche consolidate sono messe alla prova delle necessità impreviste di un tempo di interrogazione e di ripartenza.

Ad animare la Mole Vanvitelliana – isola pentagonale artificiale nel porto di Ancona, un tempo lazzaretto della città e ora luogo simbolo della Cura – saranno le presenze ormai storiche che hanno contribuito all’affermazione di KUM! Festival nel panorama nazionale e che continuano ad accompagnarne il cambiamento, insieme a molti nuovi ospiti. Una pluralità di voci in una fucina di condivisione e sperimentazione, per lavorare insieme e in presa diretta, come in un “cantiere”, sul tema della vita, della cura e della sofferenza nei suoi diversi volti: quella del malato, della Polis, del Pianeta Terra, di ciascuno di noi.

In calendario, nelle tre giornate di festival, 57 ospiti per 42 incontri, tra Lectio con grandi esponenti della psicoanalisi, della filosofia, della letteratura e della scienza; Dialoghi e Conversazioni per approfondire idee e punti di vista differenti; Ritratti di importanti figure della cultura occidentale; Visioni per esplorare il tema del 2022 anche attraverso il cinema; e momenti di conversazione attorno a un tè o a un aperitivo con giovani relatori che prendono spunto da grandi figure della poesia e della letteratura per affrontare i temi cardine della psicoanalisi in Psicologia da Tè e Aperipsì.

E ancora Eventi Speciali, tra cui la rappresentazione di Amen, il primo testo teatrale di Massimo Recalcati, in scena per la prima volta ad Ancona; l’incontro tra il direttore del festival e l’attore e regista Kim Rossi Stuart che presenta in anteprima il suo nuovo film Brado; Morire dal ridere di Moni Ovadia; e l’appuntamento che chiude la manifestazione con la poetessa Mariangela Gualtieri e il suo rito sonoro sul tema del lutto.

Apre il festival la giornalista e scrittrice Francesca Mannocchi che, intervistata dall’opinionista Marianna Aprile, racconta il suo rapporto con la malattia e il rischio che corre chiunque si ammali: quello di identificarsi nel proprio male e vivere per sempre sentendosi una vittima.

Informazioni e programma: www.kumfestival.it | 071.9257825

I Biglietti si possono acquistare dal sito www.kumfestival.it.

L’evento inaugurale con Francesca Mannocchi è gratuito, così come gli eventi Psicologia da Tè e Aperipsì; Lectio magistralis, Ritratti, Dialoghi, Conversazioni 3€; Lectio di Massimo Recalcati, evento con Mariangela Gualtieri 7€. Proiezione Brado 8€, in prevendita 9€.

Spettacolo Amen al Teatro Sperimentale: presso le biglietterie fisiche 16€ intero e 10€ ridotto per over 65, under 35 e per chiunque abbia un biglietto per un evento del programma di KUM! (le riduzioni si applicano esclusivamente acquistando i biglietti presso le biglietterie del Teatro Sperimentale e del Teatro delle Muse di Ancona). Prevendita online 18€.

Per info sui biglietti: biglietteria@kumfestival.it

Delos (anche per la fotografia)

Alla scoperta del dialetto ferrarese con i poeti del territorio

Sarà tutto dedicato al dialetto ferrarese e alle sue tante sfumature l’incontro in programma giovedì 13 ottobre 2022 alle 16,30 nella sala auditorium della biblioteca comunale Bassani di via Grosoli 42 (zona Barco, Ferrara). Organizzato dal Cenacolo dialettale ferrarese “Al Tréb dal Tridèl”, in collaborazione con la stessa biblioteca, l’appuntamento vedrà la partecipazione di poeti, lettori e cantastorie provenienti da varie zone del ferrarese per un confronto tra la città e i suoi dintorni.

Interverranno poeti e un cantastorie della zona dell’alto ferrarese:
Oriano Tommasini (dialetto bolognese con influenze modenesi), Fabio Meloncelli, (dialetto di Casumaro), Laura Lodi (dialetto di Finale Emilia), Nerina Ardizzoni, (dialetto di Renazzo), Giulio Aleotti, (dialetto di Finale Emilia, cantore dialettale).
Ferrara risponderà con poeti del dialetto della città e dei dintorni, soci de “Al Tréb dal Tridèl” e altri. Poeti: Dugles Boccafogli, Silvano Ferrari, Luciano Montanari, Maurizio Musacchi, Claudio Natati, Edoardo Penoncini, Bruno Pirani, Bruno Zannoni. Attori-lettori: Roberto Gamberoni, Mario Montano, Sandro Mingozzi. Presenterà Claudio Natati.

La partecipazione è libera e gratuita.

Alessandro Zangara

Duo in concerto a Bergamo

Nell’ambito della XX edizione di BergamoScienza, si terrà giovedì 13 alle ore 21, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, il concerto del duo composto dal chitarrista ungherese Ferenc Snétberger e dal contrabbassista svedese Anders Jormin, uno degli incontri musicalmente più originali ed energizzanti del panorama contemporaneo. Acclamati a livello internazionale per la tecnica esecutiva e il suono unico e riconoscibile della loro musica, i due maestri porteranno al festival brani del loro repertorio e affascineranno il pubblico con momenti di coinvolgente improvvisazione. Il concerto è parte del programma di Contaminazioni Contemporanee, il festival internazionale di musica contemporanea targato ECM (Editions of Contemporary Music) e giunto alla sedicesima edizione, ideato e diretto da Alessandro Bettonagli, direttore artistico di BergamoScienza.

Snétberger e Jormin si sono incontrati per la prima volta in un piccolo tour di concerti prima di recarsi al Rainbow Studio di Oslo nel 2015 per registrare il fortunato album in trio ECM Titok con il batterista Joey Baron. Nel 2019 hanno tenuto il loro primo concerto in duo a Biasca, in Svizzera, ed è stato letteralmente un coup de foudre musicale per entrambi – e per il pubblico – poichè si è trattato di un’esibizione al tempo stesso poetica e dinamica. Mettendo a disposizione la loro ricca, molteplice eppure distinta esperienza di musicisti, insieme hanno creato un nuovo mondo musicale poetico fatto di accordi e melodie calde e cristalline, intrise di molti dei generi, stili e incontri che hanno plasmato il loro rispettivo linguaggio musicale. 

Delos

Sabato 8 ottobre Giornata della Dislessia e domenica 9 ottobre 2022 Giornata per la Sindrome rara Pans Pandas Bge

Nel prossimo fine settimana la fontana di piazza della Repubblica sarà illuminata con tonalità azzurro turchese. È così infatti che il Comune di Ferrara vuole testimoniare la propria adesione alle iniziative organizzate dalle locali associazioni di volontariato sociale: la campagna internazionale “Uniti per la Dislessia” di sabato 8 ottobre 2022 coordinata da OIDEAe Disfam che sarà celebrata con un evento alla sede delle Nazioni Unite a New York e la Giornata per la Sindrome rara Pans Pandas Bge di domenica 9 ottobre promossa dall’Associazione Genitori Pans Pandas Bge

Se la dislessia è un disturbo dell’apprendimento ormai riconosciuto  a livello mondiale che colpisce almeno il 10% della popolazione mondiale, diversa è la situazione di chi è colpito dalla sindrome Pans Pandas Bge  e delle tante famiglie italiane, che, ogni anno, il 9 di ottobre vogliono far conoscere e richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica su questa malattia rara e non ancora riconosciuta, dai risvolti drammatici per i bambini e le famiglie stesse.

La colorazione azzurra delle luci della fontana di piazza Repubblica, a lato del Castello Estense, sarà presente già dal tardo pomeriggio di sabato 8 e domenica 9 ottobre 2022.

Lunedì 10 ottobre la fontana alle prime luci dell’alba tornerà alla normale illuminazione.

Alessandro Zangara

San Bartolomeo, intitolazione del parco pubblico al fondatore del Maf Guido Scaramagli

Domenica 9 ottobre 2022, ripartono dopo la pausa estiva gli incontri culturali al MAF di San Bartolomeo in Bosco (Ferrara) con due cerimonie di rilevante impatto culturale legate alla memoria di Guido Scaramagli, e a un omaggio a Otello Ceccato. Gli incontri si svolgeranno in due sedi.

Alle 14.30, in via Cervella, a San Bartolomeo in Bosco, il sindaco di Ferrara Alan Fabbri procederà all’intitolazione del parco pubblico a Guido Scaramagli, fondatore del MAF e studioso del mondo rurale. A suo tempo rinviata a causa dei problemi pandemici, la cerimonia pubblica (che si avvale del patrocinio del Comune di Ferrara) rende omaggio alla figura di questo apprezzato imprenditore agricolo, che ha consentito di mettere a disposizione un rilevante patrimonio museale della ruralità. Si tratta dela raccolta più importante in territorio ferrarese e tra le più importanti in assoluto della regione. La presenza del Sindaco della Città di Ferrara sta a testimoniare la gratitudine delle massime istituzioni locali per la sua fondamentale opera di raccolta e di divulgazione a favore soprattutto delle nuove generazioni e del mondo della scuola.

Le cerimonie proseguiranno, alle 15.30, presso la sala incontri del MAF, che verrà anch’essa dedicata alla memoria del suo fondatore. Un intervento-ricordo del prof. Gualtiero Baraldi (Accademia Nazionale di Agricoltura) suggellerà questa giornata di doveroso omaggio a Guido Scaramagli.

Si procederà, quindi, all’inaugurazione della mostra “Otello Ceccato, la donazione della figlia Eleonora al MAF”, a cura di Corrado Pocaterra. Veneto di origine e ferrarese d’adozione, l’artista (amico di Guido Scaramagli) realizzò varie opere ispirate al mondo delle campagne, alcune delle quali donate dalla figlia Eleonora (che interverrà on line) al MAF. Sarà pure l’occasione per presentare un primo “Quaderno” di queste sue opere, a cura di Corrado Pocaterra e di Gian Paolo Borghi.

L’ormai tradizionale buffet con i prodotti ferraresi concluderà la giornata, promossa dal Comune di Ferrara, dal MAF e dall’associazione omonima. L’ingresso è come sempre libero e gratuito.

Il MAF, infine, interverrà nella mattinata di domenica 9 ottobre 2022 all’inaugurazione della mostra “Dagli ‘Otto bifolchi e quattro braccianti’ a San Bartolomeo in Bosco. Documenti e immagini”, allestita presso l’Archivio di Stato di Ferrara (corso della Giovecca, 146) e ospitante alcune immagini tratte dal suo archivio fotografico.

Alessandro Zangara

Brado: il nuovo film di Kim Rossi Stuart in anteprima a KUM! Festival

Evento d’eccezione in programma a KUM! Festival (Ancona, 14-16 ottobre), la manifestazione diretta da Massimo Recalcati e dedicata alla cura e alle sue diverse pratiche, che sabato 15 ottobre alle ore 21.30 ospiterà l’anteprima di Brado, il nuovo film scritto e diretto da Kim Rossi Stuart, in uscita nelle sale dal 20 ottobre. Anche il cinema diventa occasione per riflettere e interrogarsi sul tema dell’edizione 2022: il fine vita.

Kim Rossi Stuart presenta un film la cui storia non cessa di muoversi tra le due coordinate della paternità celeste e della paternità terrena. Come il Dio biblico ci mette di fronte alle gioie e alle asprezze della vita, così un padre deve necessariamente preparare il figlio ad affrontare la vita e la morte, la forza e la debolezza. Dopo la proiezione, in un dialogo stimolante con il direttore Massimo Recalcati, l’artista approfondirà i temi della pellicola e risponderà a una domanda: bisogna domare la vita o lasciarsi domare?

Sinossi: un figlio che non voleva più avere niente a che fare con suo padre è costretto ad aiutarlo a mandare avanti il ranch di famiglia dopo che questi si è fratturato alcune ossa. I due si ritrovano per addestrare un cavallo recalcitrante e portarlo a vincere una competizione di cross-country, ma allo stesso tempo provano a sciogliere quel grumo di rabbia, ostilità, rancore, che ha impedito loro per tanto tempo di essere vicini. È un difficile percorso a ostacoli quello che deve compiere il cavallo, ma anche quello che devono affrontare i due per ricostruire l’amore e la vicinanza che avevano perduto.

Kim Rossi Stuart comincia giovanissimo come attore ed è diretto da grandi registi sia al cinema che in tv. È impegnato anche a teatro. Nel 2005 esordisce alla regia con il film Anche libero va bene, di cui è anche sceneggiatore e interprete. Il film, presentato al Festival di Cannes, ottiene ottimi riscontri di critica e pubblico e numerosi premi tra cui il David di Donatello come miglior regista esordiente. Nel 2016 esce Tommaso, suo secondo film. Nel 2019 esordisce anche nel mondo letterario con Le guarigioni. Il libro è una raccolta di racconti, il primo dei quali ha ispirato Brado, sua terza opera da regista e sceneggiatore dove interpreta il ruolo di Renato.

In calendario nelle tre giornate di festival, 42 incontri che coinvolgono 57 relatori, specialisti della clinica, psicoanalisti e medici, ma anche filosofi, storici, scrittori e artisti in un dialogo costruttivo e polifonico sulla cura di sé, dell’altro e del mondo fragile e ferito che abitiamo.

KUM! è organizzato dal Comune di Ancona e dal Fondo Mole Vanvitelliana, e la cura di Jonas Ancona per le attività sul territorio.

Informazioni e programma: www.kumfestival.it

Delos

Giornata del Contemporaneo: l’opera dell’artista Calò a Palazzo Forti

Arte, scienza, natura ed emergenza dell’ecosistema. In occasione della Giornata del Contemporaneo, il cambiamento climatico prende forma attraverso le visionarie creazioni di denuncia degli artisti impegnati a costruire una nuova consapevolezza umana.

Alla Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, protagonista sarà l’artista Giorgio Andreotta Calò, autore dell’immagine guida della grande manifestazione nazionale promossa da AMACI (associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani), nonché del progetto Remoto, ideato per i Musei civici veronesi e vincitore di PAC2020 – Piano per l’Arte Contemporanea promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

L’appuntamento è per sabato 8 ottobre, con la presentazione al pubblico della prima parte del progetto realizzato in esclusiva per i Musei Civici di Verona dall’artista.

Programma Giornata del Contemporaneo. Solo per sabato 8 ottobre il lavoro di Calò realizzato per la GAM sarà visibile a Palazzo Forti, con ingresso gratuito dalle ore 12 alle 18.30, sotto il portico del Famedio, in stretto dialogo con la verticalità dell’opera di Sol LeWitt, in ragione di un’affinità concettuale che accomuna entrambi gli artisti.

Dalle ore 11 alle 19 ingresso gratuito anche alla Galleria d’Arte Moderna, dove sarà visibile il video informativo dell’opera Remoto e dalle ore 16 alle 17 un’operatrice didattica sarà a disposizione per accogliere i visitatori e presentare la Galleria e la collezione.

Sempre alla GAM, alle ore 11.30, presentazione alla stampa della Giornata del Contemporaneo e del progetto Remoto, a cui seguirà la visita a Palazzo Forti per la visione dell’opera .

Progetto Remoto. Strutturato per la GAM, per il giardino scarpiano del Museo di Castelvecchio e per il Museo di Storia Naturale, il progetto di Calò è concepito in stretta relazione con il contesto culturale e naturale del territorio.

Remoto si origina infatti da una campagna geognostica volta a rintracciare tramite carotaggio – operazione di estrazione di campioni di sottosuolo, dette carote – una sequenza di strati rocciosi e, da questi, i cambiamenti registrati nel tempo dall’area di prelievo.

I materiali raccolti divengono così la spina dorsale di un’operazione destinata a dare testimonianza del processo evolutivo del territorio, di cui ogni istituzione museale civica può, in un programma a lungo termine, darne una sfumatura specifica legata alla propria identità culturale.

Esposizione alla GAM. Il carotaggio, una sequenza lineare di 6 metri, è mostrato nella sua integrità di manufatto originale, come linea di pietra che registra una porzione di tempo e come esempio di linguaggio plastico. Per la Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, infatti, l’artista ha declinato il progetto nella forma di un intervento lineare da collocare a pavimento.

Il progetto è promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, a cura di Elena Forin e prodotto da Studio Giorgio Andreotta Calò, con la collaborazione dei Musei Civici.

GIORGIO ANDREOTTA CALÒ

Nato a Venezia nel 1979, vive e lavora tra l’Italia e l’Olanda.

Ha studiato scultura all’Accademia di Belle Arti di Venezia e alla Kunsthochschule di Berlino, diplomandosi nel 2005 con una tesi su Gordon Matta-Clark. Tra il 2001 e il 2007 è stato assistente di Ilya ed Emilia Kabakov. Nel 2008 si è trasferito in Olanda dove è stato artista in residenza alla Rijksakademie van Beeldende Kunsten di Amsterdam (2009-2011). Nel 2011 il lavoro di Calò è stato presentato alla 54^ Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia diretta da Bice Curiger. Nel 2012 ha vinto il Premio Italia per l’arte contemporanea promosso dal Museo MAXXI di Roma con l’opera Prima che sia notte. Tra il 2012 e il 2013 è stato artista in residenza presso il Centre National d’Art Contemporain di Villa Arson (Nizza, Francia). Nel 2014 vince il Premio New York, promosso dal Ministero per gli Affari Esteri Italiano. Nel 2017 Calò è uno dei tre artisti invitati a rappresentare l’Italia nel Padiglione curato da Cecilia Alemani nell’ambito della 57. Esposizione Internazionale d’Arte, La Biennale di Venezia. Nel 2017, con il progetto Anastasis, vince la seconda edizione del bando Italian Council promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, per la realizzazione di un’installazione monumentale presentata nel 2018 presso l’Oude Kerk di Amsterdam. Nel 2019 gli viene dedicata una mostra personale presso Pirelli HangarBicocca a cura di Roberta Tenconi.

Roberto Bolis