Massimiliano Poggi è il nuovo presidente di CheftoChef

Nei giorni scorsi si è svolta in modalità online l’Assemblea dei soci di CheftoChef emiliaromagnacuochi, l’associazione che riunisce i più rinomati cuochi e patron, i migliori produttori e fornitori di prodotti agroalimentari e i gourmets di riferimento dell’Emilia-Romagna. Fra i diversi punti all’ordine del giorno dell’Assemblea c’era anche l’elezione del nuovo Consiglio direttivo che per i prossimi tre anni condurrà CheftoChef. Dopo 2 mandati per complessivi 6 anni, Massimo Spigaroli ha quindi lasciato il timone dell’associazione a Massimiliano “Max” Poggi dell’omonimo ristorante di Trebbo Reno, Castel Maggiore (Bo), che è stato eletto Presidente all’unanimità. Riconfermato come vice presidente Massimo Bottura dell’Osteria Francescana di Modena, mentre neo eletto l’altro vice, Isa Mazzocchi del ristorante La Palta di Borgonovo Val Tidone (Pc). Riconfermato il Segretario Generale, il socio ravennate Michele Ceccarelli.

Gli altri membri del Consiglio sono: Riccardo Agostini de Il Piastrino di Pennabilli (Rn), Omar Casali del Marè di Cesenatico (Fc), Gianmaria Cunial di Vigna Cunial di Traversetolo (Pr), Claudio Gatti della Pasticceria Tabiano di Tabiano Terme (Pr), Adalberto “Athos“ Migliari della locanda e trattoria La Chiocciola di Portomaggiore (Fe), Matteo Salbaroli dell’Osteria L’Acciuga di Ravenna, Aldo Zivieri della macelleria Massimo Zivieri di Monzuno (Bo).

«Eredito con molto orgoglio il ruolo di Presidente dall’amico e collega Massimo Spigaroli che per ben sei anni si è prodigato per l’associazione. Siamo tutti consapevoli che arriviamo da un 2020 molto difficile e anche l’anno in corso continua a essere decisamente complicato causa pandemia di Covid-19. Ma questo non può e non deve scoraggiarci. Dobbiamo essere propositivi, dobbiamo essere in grado di cogliere ogni opportunità per far “viaggiare” la nostra cucina e le nostre eccellenze agroalimentari, dobbiamo fare ancora più squadra e sistema».

Bolognese doc e fortemente legato al patrimonio gastronomico della sua città, Massimiliano Poggi inizia fin da giovanissimo a girare per la cucina di casa respirando i sapori e gli odori che derivano da una radicata tradizione famigliare del ben mangiare. A soli 21 anni inizia la sua avventura Al Cambio. Per la cucina dice di aver rinunciato a tanto, inclusa una buona parte di adolescenza e di spensieratezza, ma di averlo fatto con la ferma convinzione che quella della ristorazione fosse la strada giusta. Un uomo di poche parole e tanti fatti Massimiliano, che nelle sue scelte si è sempre lasciato guidare dalla ricerca della qualità e non ha mai ceduto a tentazioni meramente commerciali che lo avrebbero, come dice lui, reso più ricco ma molto meno felice e realizzato. Rivisita gli odori e i sapori della sua infanzia riproponendoli in chiave contemporanea e al passo con i tempi, proponendo una cucina per certi versi anche sperimentale, oltre che studiata.

Pierluigi Papi (anche per la fotografia)

In cammino tra città e paesaggio

Migliorare l’ecosistema urbano in termini ambientali, sociali ed economici coinvolgendo i cittadini. Il Comune di Verona sarà capofila con altre associazioni del territorio del progetto triennale ‘In cammino tra città e paesaggio: percorsi di cittadinanza attiva dalla conoscenza consapevole alla cura partecipata del capitale naturale’. Un bando vinto e finanziato per 400 mila euro dalla Fondazione Cariverona all’interno del Bando Habitat, che sostiene 14 progetti scelti tra 88 partecipanti, capaci di valorizzare e tutelare il patrimonio naturale, creando rete e collaborazione tra le comunità locali.

Tutelare e conservare le risorse naturali e la biodiversità, valorizzando il patrimonio naturale locale con anche azioni collaterali di sensibilizzazione ed educazione ambientale, sono alcuni dei punti cardine alla base del progetto proposto. Il Comune di Verona è inoltre partner anche dei progetti  dell’associazione Il Carpino – Fondo Alto Borago e dell’Associazione Giochi Antichi Verona, entrambi finanziati da Fondazione Cariverona. 

Il progetto ‘In cammino tra città e paesaggio’ è incentrato soprattutto sulle aree verdi del Comune di Verona, che dovranno assumere in futuro un ruolo di connettore tra i quartieri e le zone naturali protette, in modo da migliorare l’ecosistema urbano in termini ambientali ma anche sociali ed economici. Fondamentale sarà dunque fare rete tra il Comune, le associazioni e gli enti presenti sul territorio. In questo il Comune è sceso in campo coinvolgendo i settori Ambiente, Urbanistica, Giardini e Unesco, con anche il supporto del Museo di Storia Naturale.

Il tassello più importante però sarà il ruolo dei cittadini, perché il trait d’union di tutto sarà la cittadinanza attiva. Complice la pandemia nell’ultimo anno si è riscoperto il piacere di camminare e percorrere percorsi storici naturalistici e ambientali, come dimostra l’ampia partecipazione dei veronesi alle numerose visite e iniziative organizzate dall’Ecosportello con guide naturalistiche.

Ancora una volta, quindi, i cittadini potranno diventare protagonisti,  proteggendo e conoscendo la natura grazie a percorsi storici monumentali ma anche ambientali. Verrà creata una APP che per mostrare tutte le realtà presenti, iniziando dal Parco dell’Adige, la zona del Giarol con il Bosco Didattico e del Lazzaretto, a cui si aggiunge il percorso delle Mura della città.

“Ringraziamo Fondazione Cariverona che si dimostra essere sempre al nostro fianco sostenendo queste attività – sottolinea l’assessore Segala -. Siamo onorati di essere capofila di questo progetto, così come di essere coinvolti come partner in quelli della Val Borago e dei Giochi Antichi. Possiamo dire che il Comune di Verona in questo periodo sta investendo molto sulla salvaguardia e la sensibilizzazione dell’ambiente, e la cittadinanza parteciperà sicuramente con interesse”.

“Come ufficio Unesco abbiamo colto questa occasione perché coinvolge gran parte delle Mura di Verona – dice l’assessore Toffali -. Inoltre, come assessorato al Turismo, stiamo sviluppando dei percorsi di trekking urbano che possano ampliare la zona di visita della città, per apprezzare anche la parte naturalistica-monumentale a ridosso del centro, dall’Adige alle Torricelle fino ad Avesa”.

“La nostra è stata una scelta complessa  – spiega Zuffa -. Il bando, strutturato in due fasi, ha visto una partecipazione straordinaria. Scegliere 14 progetti su 88 dimostra la qualità delle proposte ricevute, e va ringraziato il Comune di Verona per l’impegno profuso dagli assessorati e le associazioni coinvolti, attestando di saper costruire progetti complessi. Sarà nostro compito misurarne nel tempo l’andamento”.

“Grazie alla presenza attiva dei cittadini, il nostro obiettivo è di ricomporre il tessuto della città, mantenendone il contenuto storico e paesaggistico – ha detto la vicepresidente Braioni -. Ogni partecipante al progetto, così come la presenza del Museo di Storia Naturale, ci dà la consapevolezza di una certa interdisciplinarietà e scientificità che ci deve comunque essere nel nostro lavoro”.

Roberto Bolis

Dante e il suo “Viaggio” in mostra a Ferrara

Esposizione di manoscritti, antiche edizioni e opere artistiche del “Viaggio” dantesco: è questo il tema della mostra che inaugurata ieri alla Biblioteca Comunale Ariostea (via Scienze 17, Ferrara), dove rimarrà visitabile fino al 2 febbraio 2022.

Dante. Dettaglio di ritratto di Attilio Runcaldier XIX secol. Istituzione Biblioteca Classense Ravenna

In occasione del settimo centenario della morte di Dante Alighieri (1321-2021), la Biblioteca Comunale Ariostea e l’Università degli Studi di Ferrara hanno promosso una mostra di opere dantesche. L’evento espositivo offre al visitatore l’opportunità di conoscere un patrimonio librario rarissimo, attraverso un percorso originale di preziosi manoscritti e di antiche edizioni a stampa, la maggior parte delle quali mai esposta in precedenza. L’esposizione si apre (in Sala Ariosto) con gli incunaboli della Divina Commedia, il più antico dei quali risale al 1477-1478; seguono esemplari del 1491, 1493, 1497 corredati da xilografie, vignette e illustrazioni a piena pagina. Trovano posto nelle vetrine anche rare cinquecentine, come Le terze rime di Dante (Venezia, Aldo Manuzio, 1502); e il Danthe Alighieri fiorentino historiado (Venezia, Bartolomeo Zani, 1507). In mostra anche un importante testimone del noto sonetto di Dante, Guido i’ vorrei che tu e Lapo ed io, conservato in un codice in lingua francese della prima metà del Trecento che contiene Le livre dou treçor di Brunetto Latini. Del cesenate Jacopo Mazzoni, si espone la Difesa di Dante, presente in un raro e molto interessante manoscritto del sec. XVII. In mostra anche una particolare edizione della Commedia tradotta in latino dal gesuita Carlo D’Aquino, in tre volumi, il cui frontespizio reca l’indicazione di stampa Napoli, Felice Mosca, ma fu impressa a Roma da Pietro Bernabò, nel 1728, proveniente dalla Biblioteca del Collegio della Compagnia di Gesù di Ferrara. Delle tante edizioni ottocentesche della Commedia, ne sono state selezionate alcune con apparato illustrativo calcografico (Firenze, all’Insegna dell’Ancora, 1817-1819; Firenze, presso la Tipografia del Vulcano, 1846). Dalle collezioni artistiche dell’Ariostea proviene il busto di Dante, eseguito dalla Manifattura di Signa (Firenze) nei primi anni del Novecento. Una seconda sezione della mostra (Sala Carli) è dedicata invece all’iconografia dantesca con numerose illustrazioni provenienti dalla collezione dei disegni del ferrarese Franco Morelli (1925-2004), straordinario interprete artistico della Divina Commedia, gentilmente prestate per l’occasione dai Musei Civici del Comune di Cento.

La mostra è stata curata dalla responsabile U.O. Biblioteche del Comune di Ferrara Mirna Bonazza e dal docente di Paleografia e di Codicologia all’Università di Ferrara Sandro Bertelli. Rientra in un progetto che coinvolge numerosi archivi e biblioteche dell’Emilia-Romagna ed è stata promossa dalla Regione stessa e dalla Società Dantesca Italiana.

Alessandro Zangara (anche per l’immagine)

Settembre in Ottava

Arte, sport, musica e spettacolo. Ha preso avvio l’ampio programma di appuntamenti di “Settembre in Ottava”, la manifestazione promossa dalla Ottava circoscrizione veronese, che raccoglie le attività proposte dalle associazioni del territorio.

“Un ricco calendario di iniziative culturali, sociali e sportive – spiega la presidente –, che dimostrano la voglia di ripartenza e la ammirevole vitalità delle nostre associazioni. Si tratta di iniziative diversificate, ma tutte di notevole spessore ed importanza, secondo le prerogative e gli scopi sociali di ogni realtà promotrice. La ricchezza e varietà delle iniziative proposte dimostrano la straordinaria potenzialità del nostro territorio. La circoscrizione, con questa iniziativa, si affianca e sostiene le diverse realtà associazionistiche del suo territorio, fornendo una cornice ed un supporto promozionale agli eventi programmati”.

Martedì 7 settembre, alle ore 20.45, alla Pieve di Santa Maria Assunta, presentazione dell’archivio della Pieve di Santa Maria Assunta. L’evento è organizzato da montorioveronese.it.

Giovedì 9 settembre, alle ore 20, nel giardino della biblioteca di Montorio, l’iniziativa ‘Letture di fine estate’. L’appuntamento è organizzato dai cittadini promotori del patto di sussidiarietà per il Giardino di lettura di Montorio.

Venerdì 10 settembre, alla Cantina Villa San Carlo a Montorio, mostra fotografica “Cultura industriale e identità territoriale – Ex Sapel 140 anni di storia industriale sulle rive del Laghetto Fontanon”.

Domenica 12 settembre, la “Quinta Cronoscalata della Pissarotta”, gara valevole per il Campionato Provinciale di Verona. Dalle ore 9.30, partenza da località Confin. Evento promosso da Ciclistica Montoriese.

Sabato 18 settembre, ai campi da calcio di Montorio, dalle ore 9 alle 22, “Giocando per Nico”, torneo tra ragazzi professionisti e dilettanti del 2011 e 2012, in ricordo di Nicola Invento, fondatore del gruppo sportivo Niu’ Castel. Promotori Montorio FC e l’associazione Nico nel Cuore.

Il 19 settembre, alle ore 18, alla piazza della Chiesa di Sezano, l’iniziativa “Zugo de l’ovo”, organizzata dal Comitato festeggiamenti di Sezano ed inserita nel programma del Tocatì. Sempre il 19, al Castello di Montorio dalle ore 19, contest di musica Celtica. Evento organizzato dalle associazioni Ecomuseo Preafitta e Due Valli.

Il 25 settembre, al Circolo Primo Maggio a Montorio, alle ore 21, concerto Jazzset Orchestra.

Il 26 settembre camminata animata sul ‘Grande Anello della Storia’. Partenza dal Castello di Montorio.

Infine, il 3 ottobre, al Castello di Montorio, dalle ore 19, contest di musica irlandese, con stand gastronomici.

Roberto Bolis

Il Festival di Film di Villa Medici annuncia la selezione di film in competizione

Nel contesto della prima edizione del Festival che si svolgerà a Roma da mercoledì 15 a domenica 19 settembre 2021, saranno presentati quattordici film in competizione internazionale. Queste produzioni, di ogni durata e genere e provenienti dai 5 continenti, includono 7 prime mondiali ed internazionali e 5 prime italiane.

Un mix di generi e mondi, fra registi abituati al circuito dei festival e giovani artisti appena usciti dalle scuole d’arte, autodidatti o figure internazionali dell’arte contemporanea passando per un collettivo anonimo, la selezione invita a esplorare una varietà di gesti cinematografici. La domanda avanzata da queste proposte potrebbe essere riassunta in «Cosa può fare il cinema?». Come rappresentare il contemporaneo con immagini e suoni? Realizzati tra il 2020 e il 2021, in piena crisi politica e sanitaria, i film navigano tra l’intimo e il politico, tra le piccole e la grande Storia.

Da un primo lungometraggio ghanese autoprodotto, Amansa Tiafi di Kofi Ofosu-Yeboah, mix di Blaxploitation woman revenge movie e di satira politica che sfiora il pamphlet in stile commedia all’italiana, a Between the Heavens and Me del grande artista argentino installato a New York Alfredo Jaar che coglie la paura del mondo nell’isolamento del lock-down; al nuovo film molto atteso di uno dei registi italiani più creativi, Michelangelo Frammartino, che con Il Buco propone una potente allegoria archeologica sulla violenza operata sulla terra dalla modernità, a Inside the Red Brick Wall, agghiacciante resoconto della repressione della polizia a Hong Kong da parte di un collettivo di registi rimasto necessariamente anonimo.

La politica si veste anche di un misticismo allucinatorio tipico del barocco sudamericano con El Gran movimiento, secondo lungometraggio del prodigio boliviano Kiro Russo, che filma La Paz e il sottoproletariato dei minatori con un realismo magico stupefacente, e con il cortometraggio onirico di Grace Passô, celebre drammaturga e attrice brasiliana, che con Repúblicatestimonia l’incubo brasiliano in senso proprio.

La porosità dei confini tra reale e virtuale è al centro del lavoro di molti artisti contemporanei. Con Petit ami parfait, il duo Kaori Kinoshita e Alain della Negra prosegue la sua esplorazione di personaggi le cui vite e azioni si fondono in un mondo interamente digitale, con Graveyard Connexion il francese Jonathan Pêpe offre un’inquietante riflessione sulla morte nel XXI secolo, mentre il britannico Ed Fornieles fornisce con Associationsun monologo ipnotico attraverso il flusso ininterrotto di immagini che ci sommerge.

Le giovani artiste Madison Bycroft, australiana e residente a Marsiglia, e Amie Barouh, nata a Tokyo nel 1993, lavorano entrambe sui due estremi della messa in scena performativa: un dispositivo teatrale e sofisticato che interroga la nozione di genere nella prima (The Fouled Compass) e l’immersione senza compromessi dell’artista nel mondo dei Rom a Parigi nella seconda (TheLost dog).

Quella che viene comunemente chiamata « grande Storia » è anche oggetto di grande riflessione nel cinema contemporaneo. Con Lèv La Tèt Dann Fénwar, la regista reunionese Érika Étangsalé intreccia in 16mm e in Super8, a colori e in bianco e nero, i miti reunionesi e la politica migratoria del governo francese negli anni ’60 e ’70, testimoniando attraverso la storia di suo padre le ferite visibili e invisibili della storia coloniale dell’isola. Quanto a Pascale Bodet, con Vas-tu renoncer? prosegue la sua invenzione di una fantasia burlesca e struggente attraverso i personaggi del pittore Édouard e del poeta Charles che forse ricorderanno allo spettatore dei celebri omonimi.

Infine, presenteremo per la prima volta in Italia The Works and Days, un film-sintesi girato in 5 stagioni e della durata di 8 ore, vincitore della sezione Encounters alla Berlinale, secondo lungometraggio in duo del fotografo svedese Anders Edström e del regista americano residente a Oxford C.W. Winter: una straordinaria meditazione su come il tempo limitato di una vita e il tempo ciclico della vita coesistono per gli esseri umani e per i loro fantasmi.

Le proiezioni dei film in concorso saranno seguite da incontri con i registi presenti a Villa Medici e saranno arricchite da una programmazione parallela (FOCUS) che invita a scoprire film di artisti fuori concorso, masterclass e performance. Infine, ogni sera, gli spettatori del festival si riuniranno nel Piazzale di Villa Medici per delle proiezioni all’aperto di film recenti, pensate per riunire tutti i tipi di pubblico. La Giuria, composta da Teresa Castro, Mati Diop e Béla Tarr, svelerà i film premiati durante la grande serata di sabato 18 settembre. Assegnerà due premi: il Premio Villa Medici per il miglior film e il Premio della Giuria per un film singolare che ha catturato l’attenzione della giuria. Questi premi, in denaro, offriranno anche agli autori o alle autrici l’opportunità di compiere una residenza di scrittura a Villa Medici.

14 film selezionati in competizione internazionale:

AMANSA TIAFI (PUBLIC TOILET AFRICA) di Kofi Ofosu-Yeboah (2021, Ghana, 95’)

Prima italiana

Ama torna nella città dove, da bambina, è stata offerta a un collezionista d’arte bianco, per recuperare la sua infanzia rubata, con il sostegno di un vecchio amante. 

ASSOCIATIONS di Ed Fornieles (2021, Regno Unito, 39’)

Prima mondiale

Il subconscio del regista è rappresentato da una serie di immagini che pare infinita, mentre sentiamo il suo spirito vagare in uno stato di trance dove i ricordi, i pensieri e i sentimenti compaiono e scompaiono.  

BETWEEN THE HEAVENS AND ME di Alfredo Jaar (2020, Stati Uniti, 25’)

Prima mondiale

Between the Heavens and Me è un diario filmato durante il confinamento nei primi mesi di Covid-19 a New York.

EL GRAN MOVIMIENTO di Kiro Russo (2021, Bolivia, Francia, Qatar, Svizzera, 85’)

Prima romana

Dopo sette giorni di cammino insieme ai suoi compagni, il giovane Elder arriva a La Paz per cercare di tornare al suo lavoro in miniera. La grande città è opprimente, e Elder comincia a sentirsi male.

GRAVEYARD CONNEXION di Jonathan Pêpe (2020, Francia, 11’)

Prima italiana
Si dice che tra cinque anni, Facebook avrà più morti che vivi. I data center sono destinati a diventare dei memoriali, che conservano i file che restano dei morti?

IL BUCO di Michelangelo Frammartino (2021, Italia, Francia, Germania, 93’)
Prima romana
Agosto 1961 : nel massiccio del Pollino, in Calabria, il Gruppo Speleologico Piemontese scopre la seconda grotta più profonda della terra: l’Abisso del Bifurto.

INSIDE THE RED BRICK WALL del collettivo Hong Kong Documentary Filmmakers (2020, Hong Kong, 88’)

Prima italiana

Novembre 2019: il movimento per la libertà a Hong Kong ha scelto come base il Politecnico. Con la polizia che blocca tutte le vie d’uscita, l’università è in stato d’assedio.

LÈV LA TÈT DANN FÉNWAR di Érika Étangsalé (2021, Francia, 51’)

Prima internazionale

Jean-René è un lavoratore in pensione. Vive in Francia, a Mâcon, da quando è emigrato dall’isola della Riunione all’età di 17 anni. Oggi, per la prima volta, racconta a sua figlia la sua storia.

THE LOST DOG di Amie Barouh (2021, Francia, 13’48)

Prima mondiale

Un cane si è perso nel quartiere della Gare du Nord a Parigi. Passa di mano in mano, scoprendo le contraddizioni del quartiere.

PETIT AMI PARFAIT di Kaori Kinoshita e Alain Della Negra (2021, Francia, 88‘)

Prima mondiale

In Giappone, tre adulti cadono sotto l’incantesimo di Rinko, un personaggio del videogioco LovePlus. Questo idillio virtuale li porta per un fine settimana nella città balneare di Atami.

REPÚBLICA di Grace Passô (2020, Brasile, 15’30)
Prima italiana

La pandemia rivela la portata della necropolitica che opera nel paese, mentre la società attraversa una crisi etica di fronte a un governo che si fa espressione del potere colonialista.

THE FOULED COMPASS di Madison Bycroft (2020, Australia, Francia, 24’)

Prima mondiale

Prendendo il nome da un poema del 1973 di Adrienne Rich, il film assume come punto di partenza il galleggiare come metodologia di disorientamento e pratica del piacere.

THE WORKS AND DAYS (of Tayoko Shiojiri in the Shiotani Basin) di C.W. Winter e Anders Edström (2020, Stati Uniti, Svezia, Giappone, Regno Unito, 480’)

Prima italiana

Il film è una descrizione geografica del lavoro e del non lavoro di una contadina: un ritratto, in cinque stagioni, di una famiglia, di un terreno, di uno spazio sonoro e del tempo stesso.

VAS-TU RENONCER ? di Pascale Bodet (2021, Francia, 72’)

Prima internazionale

Parigi, primo terzo del XXI secolo. Édouard è pittore, Charles poeta. Sono amici ma lo scoraggiamento è in agguato di fronte alle avversità. Gulcan, uno straniero, appare dal nulla. Gli viene un’idea.



Elisabetta Castiglioni

Apriti!

XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO B – MARCO 7,31-37

In quel tempo, Gesù, 31. uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidone, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli. Gesù si reca in Galilea dopo la guarigione della figlia della donna siro-fenicia (pagana). Durante questo viaggio Gesù guarisce un sordomuto. Il racconto di questo miracolo ha la struttura dell’esorcismo battesimale in uso nella Chiesa antica fino ai nostri giorni. Le indicazioni geografiche sono confuse, come fossero state scritte da chi non conosce bene i luoghi geografici palestinesi. Dal punto di vista teologico, Gesù intende proprio rimanere in terra pagana, presso gente che è più ricettiva del suo messaggio. I “lontani” sono più aperti all’annuncio rispetto ai “vicini”. Quando riconosciamo che non meritiamo di essere amati, più accogliamo con riconoscenza e stupore il dono immensamente grande che riceviamo. Quando, invece, ci sentiamo autosufficienti, ci tagliamo fuori dalla Grazia. “Tiro – Sidone”: sono località in piena zona pagana, a nord della Galilea. “Decapoli”: significa “Dieci Città”, una regione di dieci città nel sudest della Galilea. Vi abitavano genti pagane. 32. Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Non viene specificato chi sono le persone che portano a Gesù un sordomuto: forse parenti, forse amici? Comunque sia, fanno un gesto di carità verso il malato e di grande fiducia in Cristo. Costoro pregano Gesù di guarirlo: non hanno pretese, ma esprimono fiduciosa certezza che la loro richiesta sia esaudita. L’atto di imporre la mano è il gesto tipico di chi possiede il potere soprannaturale di scacciare le malattie e il male. “sordomuto”: la persona sordomuta è contemporaneamente affetta da sordità e da mutismo. Chi è sordo dalla nascita non ha acquisito la lingua parlata, quindi non è in grado di comunicare. Questo sordomuto raffigura il popolo di Israele che non ascolta il Messia atteso, non parla il linguaggio di Dio, ma può convertirsi se si lascia sanare da Gesù. Sordomuti siamo anche noi quando non ascoltiamo la Parola di salvezza che Dio ci rivolge e non testimoniano agli altri le meraviglie di cui siamo oggetto. 33. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; Gesù prende in disparte la persona in modo che rimanga segreta la modalità di guarigione. Non ha paura di diventare impuro: secondo la concezione legalista della legge ebraica, chi toccava un impuro o un pagano rimaneva contaminato e diventava automaticamente impuro. Gesù va oltre la legge perché per lui la persona vale più di ogni cosa. Gesù tocca gli orecchi con le dita e la lingua con la saliva. È un momento di attenzione riservata solo al malato, è un coinvolgimento di Gesù nella situazione di colui che ha bisogno. È un momento di intimità e di tenerezza, non un freddo intervento distaccato, a distanza. 34. guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: “Effatà”, cioè: “Apriti!”. Alzare gli occhi al cielo significa invocare la potenza di Dio. “Emise un sospiro”: indica comunicare la forza prodigiosa che promana dalla profondità dell’essere. Alcuni esegeti accostano questo sospiro all’emissione dell’ultimo respiro di Gesù sulla croce: sanare ognuno di noi, a Gesù, costa la vita. “Effatà”: taluni avevano interpretato questo termine come una parola magica. Marco traduce subito per evitare equivoci e spiega che vuol dire “Apriti!”. Gesù rivolge questo comando non agli organi malati, ma alla persona malata. Ora quest’ultima non è più chiusa in se stessa, ma può comunicare con gli altri, uscire dal suo mondo isolato ed entrare in relazione. Gesù accompagna il gesto con la sua Parola efficace: “Apriti”. È la Parola che realizza ciò che dice e produce una trasformazione. Se offriamo a Gesù il nostro cuore indurito e stanco, Egli può trasformarlo e renderlo capace di donare e di amare. Abbiamo a disposizione la grazia dei sacramenti che prolungano l’azione di Gesù. Attingiamo a questo immenso tesoro! 35. E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. Gesù interviene e istantaneamente la persona è guarita completamente: riesce a udire e a parlare. Alcuni esegeti spiegano che la parola della croce, il gemito di Gesù, è capace di vincere ogni chiusura e di guarirci da ogni sordità, da ogni mutismo, da ogni paralisi, da ogni morte. Gesù apre la sua azione ai pagani e così vuole che facciano anche i suoi discepoli: “Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura” (Marco 16,15). Gesù ha cura per tutto l’uomo e vuole che sia felice: non guarisce i malati per avere altri discepoli, per suo interesse, ma perché gli uomini siano liberi, felici, guariti, abbiano pienezza di vita: “Gloria di Dio è l’uomo vivente” (S. Ireneo). 36. E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano Come in tutto il Vangelo di Marco, Gesù chiede il silenzio di fronte ai suoi interventi; tuttavia è talmente grande la grazia ottenuta che l’interessato non può trattenere la gioia incontenibile di aver sperimentato la misericordia di Dio. 37. e, pieni di stupore, dicevano: “Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!”. Nel Libro della Genesi si parla della creazione e si dice che “Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona” (Genesi 1,31). Il profeta Isaia descrive la salvezza messianica: “Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e saranno sturati gli orecchi dei sordi” (Isaia 35,5). Il versetto del Vangelo compendia entrambe queste citazioni e dimostra che Gesù è il Messia atteso, che rinnova la creazione. Ognuno di noi è chiamato a ripercorrere lo stesso cammino del popolo ebreo per passare dalla chiusura a Dio all’apertura al suo Amore. A volte possono essere altri che pregano al posto nostro, che ci presentano al Signore, perché può capitare di trovarci in situazioni tanto difficili da non avere la forza di presentarci noi, da soli, a Gesù. A nostra volta, possiamo essere strumenti della grazia e intercedere perché gli altri possano essere risanati. Dobbiamo farci prossimo di chiunque è nel bisogno e presentarlo a Dio con la fiducia nel Suo intervento. Abbiamo bisogno che il Signore Gesù ci venga in soccorso e ci doni la salvezza, apra le nostre orecchie perché ascoltiamo la sua parola, sciolga la nostra lingua perché annunciamo le sue meraviglie. Tutta l’umanità che soffre ha bisogno di annunciatori della salvezza di Dio. Chiediamo al Signore di essere coloro che vivono il grande comandamento dell’ascolto per diventare strumenti del Suo Amore: “Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze” (Deuteronomio 6,4-5). Per essere cristiani autentici dobbiamo fare silenzio e dedicare tempo, in solitudine, ad ascoltare Gesù, perché la sua Parola diventi la forza del nostro cammino. Vedremo, così, realizzarsi in noi e negli altri le meraviglie della salvezza.

Suor Emanuela Biasiolo

I prossimi appuntamenti di PEM!

È un programma di grande rilievo quello della sedicesima edizione di “PeM! Parole e Musica in Monferrato”, che vedrà ospiti Erica Mou, Nada, Samuel, Luca Sofri, Bobby Solo, Davide Van De Sfroos, un omaggio a Ezio Bosso e la tradizionale camminata letteraria, quest’anno dedicata a Dante.

Personaggi importanti della musica e della società italiana per il festival piemontese di incontri, racconti e canzoni diretto da Enrico Deregibus, che fino al 24 settembre toccherà i comuni di San Salvatore, Balzola, Lu-Cuccaro, Valenza e Mirabello.

Un festival unico, il cui fulcro è costituito da incontri/intervista – non veri e propri concerti – con cantanti e musicisti che si raccontano inframezzando alle parole qualche canzone eseguita in modo intimo e informale. Appuntamenti in luoghi di grande fascino, tra le colline e il Po, nel Monferrato, un territorio da qualche anno insignito del titolo di patrimonio Unesco, a un’ora da Torino, Milano e Genova.

Il 3 settembre, ancora alle 18.30, toccherà a Nada, nome simbolo della musica italiana, da quella sanremese a quella legata alla scena indie rock, protagonista di una ficton su Rai1 nei mesi scorsi. La cantautrice toscana, già ospite del festival qualche anno fa, è in programma

in Piazza Giovanni XXIII a Balzola, un comune che da quest’anno si unisce alla rassegna.

La serata del 6 settembre, alle 21.15 a San Salvatore al Parco della Torre storica, vedrà una parziale deviazione dal percorso musicale che caratterizza la rassegna. Protagonista sarà infatti il giornalista Luca Sofri, che racconterà dell’esperienza del Post, il quotidiano online che dirige (fra i più seguiti in Italia), del libro/rivista “Cose, spiegate bene” e del suo volume “Playlist. La musica è cambiata”.

Ci si sposterà a Valenza all’Arena Carducci l’8 settembre alle 21.15 per un incontro con Davide Van De Sfroos, grande cantore di storie e personaggi di provincia che diventano simbolici dell’umanità. Il musicista e scrittore lombardo presenterà fra l’altro il nuovo album “Maader folk”, in uscita nei giorni successivi.

Il 9 settembre, alle 21.15 sarà il Country Sport Village di Mirabello a ospitare una serata con Erica Mou, giovane e talentuosa cantautrice pugliese vincitrice di un Premio della Critica a Sanremo giovani e con un fitto percorso di concerti in Italia e all’estero. Presenterà fra l’altro il suo nuovo album, “Nature”, in uscita il giorno successivo, insieme a brani storici della musica italiana.

A San Salvatore il 14 settembre alle 21.15 sarà poi di scena una vera e propria leggenda della musica in Italia: Bobby Solo. Sarà l’occasione per una carrellata ricca di musica dal vivo nella sua storia, passando dal rock’n’roll a “Una lacrima sul viso” e ai tanti altri successi di un personaggio di grande vitalità. L’appuntamento è al Parco della Torre storica, così come quello del 19 settembre alle 18.30. Questa volta toccherà a Samuel raccontarsi accompagnato da qualche canzone. Cantante e autore, ha all’attivo nove album con i Subsonica, sei con i Motel Connection e due come solista, l’ultimo dei quali, il recente “Brigata Bianca”, contiene singoli di grande successo come “Cocoricò” (con Colapesce) e “Cinema” (con Francesca Michielin).

Il 23 settembre alle 21.15 si tornerà a Balzola, nell’anfiteatro dei giardini pubblici, per una serata dedicata a Ezio Bosso. Il grande compositore e direttore d’orchestra, che aveva fra l’altro radici balzolesi, sarà ricordato con la sua musica e con il nipote Tommaso, curatore della sua eredità artistica, e Alessia Capelletti, curatrice del libro “Ezio Bosso. Faccio musica” (Piemme).

A chiudere il festival, il 24 settembre a San Salvatore, sarà la tradizionale passeggiata letteraria sulle colline. Quest’anno sarà dedicata a “L’inferno di Dante”. Partenza alle 19,30 da viale della Rimembranza, arrivo in via Cavalli (piazzale Teatro Comunale) per un percorso di 5km. La compagnia teatrale “Teatro del Rimbombo” con sontuosi costumi d’epoca declamerà i versi più noti dei canti infernali della Divina Commedia, nel suggestivo saliscendi della valle detta “dell’Inferno”.

Monferr’Autore

Il cartellone del Teatro Carlo Felice di Genova

Il Teatro Carlo Felice di Genova guarda al futuro con fiducia e annuncia il cartellone di Opere, Balletto, Concerti dei mesi di settembre-dicembre 2021, dedicato alla ricorrenza del trentennale dell’apertura del nuovo Teatro (18 ottobre 1991 – 18 ottobre 2021).

Dall’11 settembre 2021 fino al 5 gennaio 2022tre nuovi allestimenti operistici, un balletto in prima rappresentazione assoluta e quattordici concerti sinfonico corali: in tutto 30 appuntamenti musicali nella città di Genova e sul territorio nazionale, dalla Liguria, al Piemonte, fino a Milano.

A Genova, il Teatro Carlo Felice punta a confermare l’affiatamento con il suo tradizionale pubblico, e a dialogare con quello nuovo all’insegna dello slancio sociale che, Teatro e Musica declinando, portano nell’anima ed nel cuore il respiro rigeneratore della Cultura.

Il cartellone di Opere e Balletto presenta un nuovo allestimento di Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, al suo debutto l’8 ottobre, per la regia, le scene e le luci di Christian Taraborrelli e la direzione musicale di Andriy Yurkevych, in una  prima realizzazione assoluta in realtà aumentata, a cura del Teatro Carlo Felice in collaborazione con Rai Cultura. L’opera è presentata in dittico con la nuova creazione per la regia, la coreografia, le scene, i costumi e le luci di Virgilio Sieni sulla composizione Sull’esser angeli di Francesco Filidei, in prima esecuzione assoluta nella nuova versione di balletto. Debutta il 19 novembre Bianca e Fernando di Vincenzo Bellini, per la regia, le scene e i costumi di Hugo de Ana e con la direzione musicale di Donato Renzetti, nella prima esecuzione moderna della versione realizzata per l’inaugurazione del Teatro Carlo Felice, il 7 aprile 1828, con il libretto revisionato da Felice Romani, e gli ampi passaggi musicali composti per l’occasione da Vincenzo Bellini, finalmente riportati alla luce. Il 30 dicembre debutta il nuovo allestimento de La vedova allegradi Franz Lehár su libretto di Victor Léon e Leo Stein nella nuova traduzione in italiano e nella nuova versione ritmica di Luca Micheletti, regista e interprete vocale in scena, con la direzione musicale di Asher Fisch.

Concerti sinfonici vedono l’Orchestra del Teatro Carlo Felice impegnata in progetti ispirati ad altrettanti filoni programmatici che indagano il repertorio sinfonico e di arie d’opera da concerto europeo, dal Barocco ai nostri giorni, alla scoperta di Mozart l’italiano, con l’esecuzione integrale delle Sinfonie di Mozart messe in relazione con l’opera degli autori suoi predecessori e contemporanei italiani che hanno influenzato il suo stile e con interpreti specializzati nel repertorio pre classico, della Civiltà musicale genovese e ligure, con il secondo capitolo dell’esecuzione integrale dell’opera di Stradella – dopo l’allestimento in prima esecuzione moderna de Il Trespolo Tutore nel 2020  – dedicato all’Oratorio San Giovanni Battista, e delle radici della nostra contemporaneità musicale, con la valorizzazione del repertorio della generazione dei compositori italiani “dell’Ottanta” e del Novecento italiano. Direttori ospiti sono Federico Maria Sardelli (16 settembre), Andrea De Carlo (7 dicembre), Alessandro Cadario (30 ottobre), Marco Angius (14 ottobre) e inoltre Dmitry Matvienko (11 settembre), vincitore del Malko Competition 2021, oltre a Sergey KrylovMarcello Rota, in occasione delle finali, rispettivamente, del Premio Paganini e del Concorso G.B. Viotti, e Pietro Borgonovo, nel concerto inaugurale della Stagione della GOG, di cui è anche Direttore artistico, che presenta assieme al Teatro Carlo Felice una prima esecuzione assoluta: Tagli di luce(Omaggio a Lucio Fontana), per orchestra, di Adriano Guarnieri. « La musica di Guarnieri è ricca di fascino sonoro, anticipa Pietro Borgonovo. Questa composizione in particolare s’ispira al concetto di “taglio” nell’arte di Lucio Fontana, che in musica avviene attraverso formule di interruzione brusca dei momenti di grande sonorità, affidati agli ottoni. Ed è proprio in questo che si annida la bellezza del brano: il taglio permette di vedere qualcosa, di molto intimo e prezioso: il lirismo, reso da pochi strumenti solisti, che – come nel concertino di un concerto grosso barocco – dialogheranno con l’orchestra. »

Quattro sono i concerti corali tematici in programma, tre dei quali si inseriscono nel filone Viaggio in Europa esplorato dal Coro del Teatro Carlo Felice diretto da Francesco Aliberti negli ultimi due anni, che spaziano dal Quattrocento ai nostri giorni, nel repertorio corale argentino, con musiche di Domenico Zipoli, Carlos Guastavino, Ariel Ramirez (13 ottobre), tedesco, con Johann Sebastian Bach e Johannes Brahms (27 ottobre), fiammingo e francese, da Jean Mouton a Francis Poulenc (3 dicembre), oltre al concerto del Coro di Voci Bianche del Teatro Carlo Felice diretto da Gino Tanasini, Tempo di Natale (6 dicembre).

Osserva il Sindaco di Genova, Marco Bucci, Presidente della Fondazione Carlo Felice: «Siamo di fronte all’inizio di una nuova stagione, con un cartellone internazionale di altissimo livello, capace di portare a teatro non solo i genovesi, ma anche spettatori dalle vicine regioni. Essere in grado di poter fornire un intrattenimento culturale di eccellenza, permette alla nostra città di qualificarsi come una delle più attrattive da questo punto di vista nel panorama nazionale.

Tornare al Carlo Felice, dopo gli spettacoli dal vivo ai Parchi di Nervi, ci riempie di orgoglio e soddisfazione: un teatro che, nonostante tutto, non si è mai fermato, ma ha lavorato con attenzione e impegno per arrivare, oggi, alla presentazione di un calendario entusiasmante.»

«Dopo il grande successo del Nervi Music Ballet Festival, Genova prosegue con la programmazione del Teatro Carlo Felice che, da settembre a dicembre, celebra il trentennale della sua riapertura con un cartellone di opere, balletto, concerti – commenta l’assessore alle Politiche culturali Barbara Grosso – valorizzando il grande repertorio lirico e sinfonico con tre nuovi allestimenti e con un balletto proposto in prima assoluta. Un cartellone degno di grande nota, che sicuramente riscuoterà un grande successo di pubblico e di critica, confermando il Teatro Carlo Felice come una tra le principali realtà teatrali nazionali. »

«Il Teatro Carlo Felice rappresenta da sempre per la nostra Regione una grande eccellenza culturale, commenta il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. Da settembre a dicembre il Teatro ha organizzato una programmazione nuova per coinvolgere il suo tradizionale pubblico e non solo, espandendosi anche sul territorio nazionale, un impulso forte per permettere ai teatri e ai concerti di ripartire dopo la pandemia. Il rilancio della Liguria passa anche dalla cultura. »

«Il cartellone propone un ventaglio molto ampio di proposte – dichiara l’assessore alla cultura e allo spettacolo di Regione Liguria Ilaria Cavo – Si toccano repertori diversi, si va dal Barocco di Vivaldi fino al Contemporaneo di Filidei, dal titolo conosciuto, come Pagliacci che punta sulla realtà aumentata a Bianca e Fernando, opera di Bellini presentata con un allestimento di Hugo de Ana. Non mancano il balletto e il coro delle voci bianche. I 30 appuntamenti musicali a Genova e sul territorio nazionale sono, dopo la magica esperienza estiva al Nervi Music Ballet Festival, un segno continuativo di rinascita ma anche di una fondazione lirica al servizio del territorio. L’idea di un hub culturale, condivisa con il Sovrintendente, è strategica. L’inaugurazione della stagione della Gog, che vedrà l’Orchestra del Teatro Carlo Felice diretta da Pietro Borgonovo direttore artistico della Gog, è il primo passaggio di questa visione. Questo è il segnale forte: un Teatro in continuo dialogo e contaminazione con il territorio. »

Dichiara il Sovrintendente Claudio Orazi: «Dopo un’intensa stagione estiva che ha visto protagonista il Nervi Music Ballet Festival 2021, con indici di successo confermati dal gran numero di “ tutto esaurito”- con le sublimi performance di Svetlana Zakharova e Vadim Repin, del Ballet Igor Moiseev, con la prima assoluta del progetto Stravinsky’s Love e delle serate di gala dello Youth America Grand Prix – ma anche dal qualificato lavoro professionale dell’Orchestra e del Coro del Teatro Carlo Felice, quest’ultimo impegnato in otto concerti sia in Teatro a Genova sia in tutto il territorio ligure fino al basso Piemonte, oggi, insieme a tutti i comparti artistici, tecnici ed amministrativi, ci apprestiamo ad affrontare una nuova sfida: quella di valorizzare l’immensa tradizione lirica, italiana e internazionale, con musiche, trame e allestimenti che mantengano intatta la capacità di suscitare meraviglia ed entusiasmo. Penso a Pagliacci, Bianca e Fernando, La vedova allegra, ma anche alla riscoperta di veri gioielli della Civiltà musicale genovese e ligure, con l’opera di artisti liguri di nascita come Emanuele Luzzati, di cui ricorre il centenario della nascita  e anche di adozione come Alessandro Stradella, e in parte anche di quel gran genio di Giuseppe Verdi. Gli intenti si confermano anche nella stagione sinfonica con l’ approfondimento del repertorio europeo le cui radici si intrecciano saldamente alla storia musicale italiana, come nel caso di Mozart, “l’italiano” e del Barocco fino alla “generazione dell’Ottanta” proiettandoci verso l’ascolto condiviso in una grande Sala.

Alla ricerca della qualità artistica capace di attestare la programmazione ad architrave della promozione turistica e identitaria della Liguria. corrisponde, da parte della Fondazione del Teatro Carlo Felice, l’impegno ad investirsi sempre più nel ruolo sociale che definirei ancestrale dell’attività teatrale, attraverso un’azione articolata su due spazi principali:  la dimensione territoriale, con un forte radicamento fino a costituire un hub culturale creativo, di diffusione della musica in collaborazione con le migliori realtà culturali della Regione e delle Regioni adiacenti, come il Piemonte (dove l’Orchestra si esibirà, il 14 ottobre, al Perosi Festival di Tortona) e la Lombardia (dove l’Orchestra si esibirà, il 30 ottobre, al Teatro Dal Verme di Milano) e la dimensione comunicativa che congiunga la Liguria all’Italia e al mondo attraverso  l’intensificarsi delle nostre media relation, sia con le emittenti locali, sia con Rai, Classica HD, Unitel e altri network internazionali. Il Teatro Carlo Felice desidera, infine, rafforzare il proprio contributo concreto alla crescita specifica delle professioni legate alla musica,  soprattutto dei più giovani, grazie ai protocolli d’intesa istituzionali ed allo sviluppo di alleanze culturali e produttive che generino opportunità di formazione specifica e lavoro, come nel caso del network istituito dall’Accademia di perfezionamento e inserimento professionale del Teatro Carlo Felice diretta da Francesco Meli, fino alla diffusione generale di una sempre maggiore consapevolezza del valore culturale ed economico del Teatro e della professionalità dei musicisti, come nel caso della promozione dell’inserzione nel Repertorio regionale delle professioni della scheda relativa alla figura del cantante lirico.

Desidero esprimere gratitudine al Consiglio di Indirizzo della Fondazione Teatro Carlo Felice, ai Soci Pubblici e Privati oltre che a tutti i Partner Privati e Sponsor che, in questa prospettiva, stanno sostenendo la rinascita del Teatro, dopo i mesi di incertezza sanitaria che, seppur non così lontani, confermano lo sguardo al percorso futuro condiviso e che deve diventare la piattaforma di un itinerario comune e di collaborazione a vantaggio della collettività.

Un ringraziamento particolare ed affettuoso a tutto il pubblico, ritrovato con grande piacere nell’arena estiva di Nervi, e che ha dimostrato quanta energia siano in grado di restituire le performances artistiche dal vivo. Un encomio a tutti i lavoratori del Teatro, orchestra, coro, tecnici e personale amministrativo: dimostrano ogni giorno alta professionalità ed un attaccamento morale ed etico alla Fondazione conseguenza del desiderio di partecipare attivamente a un progetto di rinnovamento artistico e organizzativo di grande impatto.»

Nicoletta Tassan Solet

La Fiera del Riso e il Tocatì

Il Tocatì fa squadra con un’altra eccellenza del territorio. Nei giorni del Festival Internazionale dei Giochi in Strada, la Fiera del Riso di Isola della Scala sbarcherà in lungadige San Giorgio. E curerà la parte enogastronomica della manifestazione. Attraverso l’acqua, risalendo il fiume, arriverà in centro città uno dei prodotti tipici di Verona, il riso.

Da giovedì 16 a sabato 18 settembre il pubblico troverà a porta San Giorgio stand gastronomici con i maestri risottari che proporranno il risotto all’isolana secondo la ricetta della tradizione, oltre ad altri inediti piatti. Inoltre, sulla terrazza che si affaccia sul fiume Adige sarà possibile degustare l’aperitivo accompagnato dalle musiche dei Suoni lungo l’Adige. Per la prima volta, due realtà consolidate del territorio veronese, Ente Fiera di Isola della Scala e Associazione Giochi Antichi, sotto la regia del Comune di Verona, fanno sinergia. Filo conduttore sarà l’acqua, centrale per la città attraversata dall’Adige ma anche per le risaie della Bassa.

“Due tradizioni che si uniscono per la prima volta e fanno squadra – ha detto il sindaco Sboarina -, valorizzando al meglio il nostro territorio. Da un lato i giochi antichi con il Tocatì, appuntamento ormai imprescindibile del mese di settembre, atteso da migliaia di persone e famiglie che ogni anno arrivano a Verona per stare insieme e giocare. Dall’altro la tradizione culinaria del riso. Due elementi del Dna scaligero, della veronesità, che si incontreranno in riva all’Adige. La bellezza di questo Festival sta non solo nella sua internazionalità ma anche nella capacità di presentare il nostro territorio a 360 gradi, mettendone in luce le tipicità ed eccellenze. Grazie all’edizione dell’anno scorso, che è stata forse la più importante e difficile, e che ha permesso di tenere in piedi il Tocatì, oggi siamo qui a presentare il Festival numero 19 che avrà come filo conduttore l’acqua. Elemento che è vita, fondamentale per la storia della nostra città così come per la coltivazione del riso. Sono certo che questa sinergia sarà un importante valore aggiunto, da portare avanti negli anni”.

“E’ il nostro patrimonio, storico e culturale per quanto riguarda i giochi antichi, culinario e gastronomico per il riso di Isola – ha aggiunto Bassi, assessore al Patrimonio -. Ringrazio l’Aga per il lavoro fatto e per aver voluto questa sinergia. Istituzioni, associazioni e realtà del territorio stanno collaborando su più fronti, ragionando da territorio. Verona è un tutt’uno e l’unione fa la forza. Quest’anno le cucine del Festival saranno in uno dei luoghi più suggestivi del centro storico”.

“Al di là dei tre giorni di gioco, il Tocatì prosegue tutto l’anno, grazie all’instancabile lavoro di Aga per valorizzare le nostre tradizioni ludiche, che sono ad un passo dall’essere riconosciute Patrimonio immateriale dell’Umanità – ha sottolineato Toffali, assessore per i rapporti con l’UNESCO -. Il gioco mette in relazione le persone e i territori. L’abbiamo visto in passato con i numerosi ospiti stranieri, da quest’anno anche con un’eccellenza tutta scaligera che sbarca in riva all’Adige. E che, dopo due lunghi anni, ci riporta finalmente a tavola il riso di Isola, mancato dalle sagre che il Covid ha annullato

Roberto Bolis

Le origini delle guerre civili: tre incontri con Alessandro Barbero al Festival della Mente di Sarzana

Appuntamento imprescindibile per i frequentatori del Festival della Mente di Sarzana è quello con la trilogia dello storico Alessandro Barbero, che chiude ciascuna giornata del festival, come di consueto, in Piazza Matteotti alle ore 22.45. Il fil rouge della XVIII edizione del festival, che si terrà dal 3 al 5 settembre, è l’origine, concetto che Barbero riprende in chiave storica, mettendo in luce i momenti salienti delle più celebri e sanguinarie guerre civili della storia.

Venerdì 3 settembre, con il primo incontro Le origini delle guerre civili. La guerra civile inglese, lo storico ripercorre i sei anni di guerra intestina nata dalle velleità assolutistiche del re Carlo I e dalle divisioni religiose che laceravano l’Inghilterra. Si concluse con la decapitazione del sovrano e con l’affermazione, per la prima volta nella storia, che i re regnavano al servizio del popolo e, se non obbedivano alla sua volontà, erano colpevoli di alto tradimento.

Sabato 4 settembre con Le origini delle guerre civili. La guerra civile americana, Barbero narra della secessione degli stati del sud dagli Stati Uniti. La vittoria di Abraham Lincoln alle elezioni presidenziali americane del 1890 fu la causa scatenante di una guerra civile, nella quale morirono più americani che in tutte le guerre del Novecento. Le ragioni profonde del conflitto vanno però ricercate nelle crescenti differenze economiche e culturali fra il Nord e il Sud.

Si chiude il festival domenica 5 settembre con la lezione Le origini delle guerre civiliLa guerra civile francese, che vede lo storico ripercorrere la soppressione sanguinosa della Comune di Parigi, avvenuta esattamente centocinquant’anni fa: la prima guerra civile a vedere in campo un movimento operaio sovversivo e comunista contro i difensori della legge e dell’ordine, della religione e del capitalismo.I numerosi appassionati di storia che non riusciranno a essere presenti a Sarzana, potranno seguire gratuitamente in live streaming le tre conferenze di Alessandro Barbero.                              

Delos