In cammino tra città e paesaggio

Migliorare l’ecosistema urbano in termini ambientali, sociali ed economici coinvolgendo i cittadini. Il Comune di Verona sarà capofila con altre associazioni del territorio del progetto triennale ‘In cammino tra città e paesaggio: percorsi di cittadinanza attiva dalla conoscenza consapevole alla cura partecipata del capitale naturale’. Un bando vinto e finanziato per 400 mila euro dalla Fondazione Cariverona all’interno del Bando Habitat, che sostiene 14 progetti scelti tra 88 partecipanti, capaci di valorizzare e tutelare il patrimonio naturale, creando rete e collaborazione tra le comunità locali.

Tutelare e conservare le risorse naturali e la biodiversità, valorizzando il patrimonio naturale locale con anche azioni collaterali di sensibilizzazione ed educazione ambientale, sono alcuni dei punti cardine alla base del progetto proposto. Il Comune di Verona è inoltre partner anche dei progetti  dell’associazione Il Carpino – Fondo Alto Borago e dell’Associazione Giochi Antichi Verona, entrambi finanziati da Fondazione Cariverona. 

Il progetto ‘In cammino tra città e paesaggio’ è incentrato soprattutto sulle aree verdi del Comune di Verona, che dovranno assumere in futuro un ruolo di connettore tra i quartieri e le zone naturali protette, in modo da migliorare l’ecosistema urbano in termini ambientali ma anche sociali ed economici. Fondamentale sarà dunque fare rete tra il Comune, le associazioni e gli enti presenti sul territorio. In questo il Comune è sceso in campo coinvolgendo i settori Ambiente, Urbanistica, Giardini e Unesco, con anche il supporto del Museo di Storia Naturale.

Il tassello più importante però sarà il ruolo dei cittadini, perché il trait d’union di tutto sarà la cittadinanza attiva. Complice la pandemia nell’ultimo anno si è riscoperto il piacere di camminare e percorrere percorsi storici naturalistici e ambientali, come dimostra l’ampia partecipazione dei veronesi alle numerose visite e iniziative organizzate dall’Ecosportello con guide naturalistiche.

Ancora una volta, quindi, i cittadini potranno diventare protagonisti,  proteggendo e conoscendo la natura grazie a percorsi storici monumentali ma anche ambientali. Verrà creata una APP che per mostrare tutte le realtà presenti, iniziando dal Parco dell’Adige, la zona del Giarol con il Bosco Didattico e del Lazzaretto, a cui si aggiunge il percorso delle Mura della città.

“Ringraziamo Fondazione Cariverona che si dimostra essere sempre al nostro fianco sostenendo queste attività – sottolinea l’assessore Segala -. Siamo onorati di essere capofila di questo progetto, così come di essere coinvolti come partner in quelli della Val Borago e dei Giochi Antichi. Possiamo dire che il Comune di Verona in questo periodo sta investendo molto sulla salvaguardia e la sensibilizzazione dell’ambiente, e la cittadinanza parteciperà sicuramente con interesse”.

“Come ufficio Unesco abbiamo colto questa occasione perché coinvolge gran parte delle Mura di Verona – dice l’assessore Toffali -. Inoltre, come assessorato al Turismo, stiamo sviluppando dei percorsi di trekking urbano che possano ampliare la zona di visita della città, per apprezzare anche la parte naturalistica-monumentale a ridosso del centro, dall’Adige alle Torricelle fino ad Avesa”.

“La nostra è stata una scelta complessa  – spiega Zuffa -. Il bando, strutturato in due fasi, ha visto una partecipazione straordinaria. Scegliere 14 progetti su 88 dimostra la qualità delle proposte ricevute, e va ringraziato il Comune di Verona per l’impegno profuso dagli assessorati e le associazioni coinvolti, attestando di saper costruire progetti complessi. Sarà nostro compito misurarne nel tempo l’andamento”.

“Grazie alla presenza attiva dei cittadini, il nostro obiettivo è di ricomporre il tessuto della città, mantenendone il contenuto storico e paesaggistico – ha detto la vicepresidente Braioni -. Ogni partecipante al progetto, così come la presenza del Museo di Storia Naturale, ci dà la consapevolezza di una certa interdisciplinarietà e scientificità che ci deve comunque essere nel nostro lavoro”.

Roberto Bolis

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