Concerti aperitivo al Teatro Carlo Felice di Genova

Anche quest’anno, dopo il successo della precedente edizione, è stata presentata la Stagione dei Concerti aperitivo, con un programma di musica sinfonica, operistica e cameristica ricco e vario, che spazia dai compositori classici a quelli del ‘900, e che valorizza innanzi tutto i musicisti dell’Orchestra, il Coro, il Coro delle Voci Bianche del Teatro Carlo Felice, affiancati spesso da prestigiosi ospiti.

Sempre con l’intento di mantenere più che mai vivo e attivo lo spazio-Teatro, i concerti domenicali, con cadenza settimanale sempre alle ore 11.00, coniugano l’ascolto della musica con il piacere di trascorrere al Carlo Felice delle ore piacevoli e leggere e la possibilità di degustare un aperitivo in una location veramente unica e suggestiva, con il servizio a cura di Svizzera Ricevimenti.

Il biglietto per ogni singolo concerto, comprensivo di aperitivo, sarà di € 5,00 – mentre per i giovani fino a 26 anni di € 3,00.

Sarà possibile inoltre acquistare una CARD a 6 concerti per un totale di € 25.00 – ridotto sino a 26 anni € 15.00.

Ecco il prossimo programma:

Domenica 14 dicembre 2014 ore 11

Foyer Teatro Carlo Felice

“ARCHI ALL’OPERA”

ENSEMBLE DEL TEATRO CARLO FELICE

Pier Domenico SOMMATI violino

Marco FERRARI violino

Laura SAFADI viola

Giulio GLAVINA violoncello

Elio VENIALI contrabbasso

Guido BOTTARO pianoforte

Franz Schubert

Quintetto in La maggiore “La trota” per pianoforte, violino, viola,violoncello e contrabbasso, D 667

Gioachino Rossini

Sonata a quattro n. 1 in Sol maggiore

Domenica 21 dicembre 2014 ore 11

Foyer Teatro Carlo Felice

CORO DI VOCI BIANCHE DEL TEATRO CARLO FELICE

Gino TANASINI direttore

Enrico GRILLOTTI pianoforte

 

Domenica 28 dicembre 2014 ore 11

Foyer Teatro Carlo Felice

Valeria SERANGELI clarinetto

Edoardo BARSOTTI pianoforte

Robert Schumann, Phantasiestucke, op. 73

Francis Poulenc

Sonata per clarinetto e pianoforte

Leonard Bernstein

Sonata per clarinetto e pianoforte

Domenica 4 gennaio 2015 ore 11

Foyer Teatro Carlo Felice

Suyeon KANG violino

Florian PEELMAN viola

Paolo BONOMINI violoncello

Musica di W.A. Mozart, L. van Beethoven

 

Domenica 11 gennaio 2015 ore 11

Foyer Teatro Carlo Felice

Corrado ORLANDO clarinetto

Riccardo AGOSTI violoncello

Valentina MESSA pianoforte

Johannes Brahms

Trio in la minore per clarinetto, violoncello e pianoforte, op. 114

Camille Saint-Saëns

Sonata n. 1 per violoncello e pianoforte, op. 32

 

Domenica 18 gennaio 2015 ore 11

Foyer Teatro Carlo Felice

UNLIMITED

Enrico PIERANUNZI pianoforte

 

Domenica 25 gennaio 2015 ore 11

Foyer Teatro Carlo Felice

CONCERTO PER IL GIORNO DELLA MEMORIA

REMINISCENCES

Patrizia BATTAGLIA contralto

Matteo ARMANINO bass-baritono

Ernest BRAUCHER viola

Patrizia PRIARONE pianoforte

Karel Bermann

Reminiscences 1938-1945, n. 2 Family – Home

Franz Schubert

da “Winterrreise”:

Gefrorne Tränen, D911-3

Wasserflut, D911-6

Die Krähe, D 911-15

Im dorfe, D911-17

Johannes Brahms

Gestillte Sensucht da “Zwei Gesänge”, op. 91 n.1

Karel Bermann

Reminiscences 1938-1945, n. 4 Factory

Ilse Weber

Wiegala (Ninna nanna)

Pavel Haas

da “Čtyři písně na slova čínské poezie”:

  1. 1 Zaslech jsem divoké husy
  2. 2 V bambusovém Háji
  3. 3 Daleko měsíc je domova
  4. 4 Probděná noc

Karel Bermann

Reminiscences 1938-1945, n. 4 New Life

 

Domenica 1 febbraio 2015 ore 11

Teatro Carlo Felice

LO ZECCHINO D’ORO

ORCHESTRA E CORO DI VOCI BIANCHE DEL TEATRO CARLO FELICE

Lorenzo BIZZARRI direttore

 

Domenica 8 febbraio 2015 ore 11

Foyer Teatro Carlo Felice

LE MIE PRIME QUATTRO STAGIONI

Aran MALIKIAN violino

ORCHESTRA DEL TEATRO CARLO FELICE

Antonio Vivaldi

Le quattro stagioni

 

Domenica 15 febbraio 2015 ore 11

Teatro Carlo Felice

Gaetano Donizetti LUCIA DI LAMMERMOOR

Prova d’assieme aperta al pubblico ATTO I

Direttore Giampaolo BISANTI

 

Domenica 22 febbraio 2015 ore 11

Foyer Teatro Carlo Felice

“ARCHI ALL’OPERA”

ENSEMBLE DEL TEATRO CARLO FELICE

in collaborazione con CONSERVATORIO “G. PUCCINI” LA SPEZIA

Pier Domenico SOMMATI violino

Giuseppe FRANCESE viola

Giulio GLAVINA violoncello

Elio VENIALI contrabbasso

da definire clarinetto

da definire fagotto

da definire corno

Ludwig van Beethoven

Settimino in Mi bemolle maggiore, op. 20

Federico Mantovani

Quintetto per archi

 

Domenica 1 marzo 2015 ore 11

Foyer Teatro Carlo Felice

CONCERTO PIAZZOLLA

Q5 TANGO

Darìo POLONARA bandoneòn

Vincenzo ALBINI violino

Michele PAPERINI pianoforte

Guglielmo CAIOLI contrabbasso

Adriàn FIORAMONTI chitarra elettrica

Domenica 8 marzo 2015 ore 11

Foyer Teatro Carlo Felice

Giulio GLAVINA violoncello

Massimo ANFOSSI pianoforte

Ludwig van Beethoven. Sette variazioni in Mi bemolle maggiore, Wo0 46

“Bei Mannern, welche Liebe fuhlen” da „Die Zauberflöte” di W. A. Mozart

Johannes Brahms

Sonata in mi minore, op. 38

Luise Adolpha Le Beau

Romanze op. 24

Sergej Rachmaninoff

Danse Orientale, op 2 n. 2

Camille Saint-Saëns

Allegro appassionato, op. 43

Fryderyk Chopin

Polonaise Brillante, op. 3

 

Domenica 15 marzo 2015 ore 11

Teatro Carlo Felice

Umberto Giordano FEDORA

Prova d’assieme aperta al pubblico ATTO I

Direttore Valerio GALLI

Domenica 22 marzo 2015 ore 11

Foyer Teatro Carlo Felice

ENSEMBLE SIMONE MOLINARO

Musica di S. Molinaro, H.. Purcell, I. Stravinskij, F. Poulenc

Domenica 29 marzo 2015 ore 11

Foyer Teatro Carlo Felice

Corrado ORLANDO clarinetto

Giovanni Battista FABRIS violino

Federica BARBALI violino

Giuseppe MARI viola

Riccardo AGOSTI violoncello

Johannes Brahms

Quintetto in si minore per clarinetto e archi, op. 115

Domenica 12 aprile 2015 ore 11

Foyer Teatro Carlo Felice

“ARCHI ALL’OPERA”

ENSEMBLE DEL TEATRO CARLO FELICE

Gianluca CAMPI fisarmonica

Pier Domenico SOMMATI violino

Marco FERRARI violino

Giuseppe FRANCESE viola

Giulio GLAVINA violoncello

Elio VENIALI contrabbasso

Antonio Vivaldi

Le quattro stagioni (versione per fisarmonica e archi)

Astor Piazzolla

Las cuatro estaciones porteñas

 

Domenica 19 aprile 2015 ore 11

Foyer Teatro Carlo Felice

OMAGGIO A SKRJABIN (100° anniversario della morte)

Massimiliano DAMERINI pianoforte

Domenica 3 maggio 2015 ore 11

Teatro Carlo Felice

Georges Bizet CARMEN

Prova d’assieme aperta al pubblico ATTO I

Direttore Philippe AUGUIN

Domenica 10 maggio 2015 ore 11

Foyer Teatro Carlo Felice

ENSEMBLE DEL TEATRO CARLO FELICE

Franz Schubert

Ottetto in Fa maggiore D 803

Domenica 17 maggio 2015 ore 11

Foyer Teatro Carlo Felice

FLAUTOMANIA

Domenica 24 maggio 2015 ore 11

Foyer Teatro Carlo Felice

CORO del TEATRO CARLO FELICE

Direttore

Pablo ASSANTE

Domenica 31 maggio 2015 ore 11

Teatro Carlo Felice

ORCHESTRA DEL TEATRO CARLO FELICE

Andrea TACCHI direttore e violino

Felix Mendelssohn-Bartholdy

Concerto per violino e orchestra in re minore

M. Chiappa

 

 

 

 

 

 

Un grande Concerto di Natale al Teatro Dal Verme di Milano con L’Orchestra del Teatro Carlo Felice

Mercoledì 10 dicembre alle ore 20.30, al Teatro Dal Verme di Milano si terrà il tradizionale Concerto di Natale, a sostegno di OSF – Opera San Francesco per i poveri Onlus.

Quest’anno, ad esibirsi in occasione della serata benefica, sarà l’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova diretta da Alvise Casellati, con al pianoforte Andrea Bacchetti e voce solista il soprano Paola Geretto.

Il programma, che prevede l’esecuzione di alcune tra le musiche più conosciute e amate dal pubblico, sarà un viaggio nell’Europa dei grandi compositori tra ‘700 e ‘800, che spazierà tra Italia, Vienna e Praga sulle note di Rossini, Mozart e Dvořák.

La serata si aprirà con L’Overture e la Cavatina di Rosina da Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, opera universalmente amata e divenuta ormai il tratto distintivo del “Concerto di natale” . Seguiranno l’Ouverture da Le nozze di Figaro e l’Aria Ch’io mi scordi di te K. 505 in Mi bemolle maggiore per soprano, pianoforte e orchestra, di Wolfgang Amadeus Mozart. Infine, la popolarissima Sinfonia n.9 – Dal nuovo mondo di Antonín Dvořák.

Un concerto speciale che offrirà al pubblico l’opportunità di trascorrere una piacevole serata e al tempo stresso sostenere l’Opera San Francesco nel suo quotidiano impegno per i più bisognosi.

M. Chiappa

Un compositore e un romanziere a confronto a Tor Vergata

Mercoledì 10 dicembre alle 18.00 la stagione di concerti dell’Università di Roma Tor Vergata nell’Auditorum “Ennio Morricone” della Facoltà di Lettere e Filosofia (via Colombia 1) presenta un incontro-concerto con il compositore Francesco Antonioni e lo scrittore Antonio Lagioia.

Antonioni è un giovane musicista che ha già un importante curriculum ed è stato eseguito in circostanze di grande prestigio, come la Biennale Musica di Venezia e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, dove Antonio Pappano ha diretto lo scorso febbraio la prima esecuzione assoluta del suo “Gli occhi si fermano”.

Con lui colloquierà il noto scrittore Nicola Lagioia, vincitore del premio Viareggio 2010 con Riportando tutto a casa, che nell’occasione presenterà anche il suo ultimo romanzo, “La ferocia” (edizioni Einaudi).

Sia Antonioni che Lagioia sono conosciuti anche come conduttori delle trasmissioni di Rai Radio3. Dall’incontro tra questi due autori attivi in campi artistici diversi ma entrambi con interessi molto vasti e vari nascerà un loro dialogo non si rivolgerà solo agli iniziati ma si allargherà a discorsi d’interesse più generale.

Alle parole si alterneranno le musiche dello stesso Antonioni: il sestetto “Macchine inutili”, “Sensibile” per violoncello e pianoforte e “Preludi diatonici” per pianoforte, nelle esecuzioni di sei eccellenti strumentisti dell’Ensemble Musica d’Oggi: Manfred Croci (violino), Luca Cipriano (clarinetto), Luca Pincini (violoncello), Monica Berni (flauto), Antonello Maio (pianoforte) e Aurelio Scudetti (percussioni). Inoltre i Phantsiestücke di Robert Schumann, compositore particolarmente amato da Antonioni, che li eseguirà personalmente al pianoforte insieme al violoncello di Luca Pincini.

Biglietti E. 10,00, Ridotti E. 8,00, Studenti E. 5,00 in vendita all’Auditorium Ennio Morricone prima del concerto.

Mauro Mariani

Steve McCurry. Oltre lo sguardo

Steve McCurry-ok

La prima rassegna italiana dedicata a Steve McCurry, allestita a Milano a Palazzo della Ragione nel 2009, ha offerto al grande pubblico la possibilità di scoprire la sua straordinaria produzione fotografica, ben oltre quella vera e propria icona che era già la ragazza afghana dagli occhi verdi, apparsa qualche anno prima sulla copertina di National Geographic. A quel primo appuntamento espositivo ne sono seguiti altri, in varie città italiane, che hanno ogni volta ampliato la conoscenza del suo vasto repertorio, messo in scena nei più diversi contesti con suggestivi allestimenti.

A cinque anni di distanza sono più di 500.000 i visitatori di quelle mostre; ma nel frattempo Steve McCurry ha vissuto una stagione particolarmente produttiva della sua ormai più che trentennale carriera di fotoreporter, con incarichi prestigiosi come il calendario Pirelli 2013 e il progetto The last roll realizzato con l’ultimo rullino prodotto da Kodak, ma soprattutto con lavori molto impegnativi che ha realizzato viaggiando nei luoghi del mondo che predilige, dall’India alla Birmania, dall’Afghanistan alla Cambogia, ma anche in Giappone, in Italia, in Brasile, in Africa, e continuando una ricerca iniziata negli anni 70 con il portfolio realizzato in India e poi con il primo importante reportage in Afghanistan.

Per questo, dopo aver accompagnato McCurry in un progetto espositivo di così lungo respiro, Civita e SudEst57 hanno deciso di realizzare una nuova mostra, per presentare il suo lavoro in una nuova prospettiva, che, a partire dai suoi inimitabili ritratti, si spinge “oltre lo sguardo”, alla ricerca di una dimensione quasi metafisica dello spazio e dell’umanità che lo attraversa o lo sospende con la sua assenza. Oltre le porte e le finestre, oltre le cortine e le sbarre, oltre il dolore e la paura. Tra linee di fuga e riflessi che si confondono con le architetture della Villa Reale in un suggestivo gioco di rimandi. La mostra si sviluppa a partire dai lavori più recenti di Steve McCurry e da una serie di scatti che sono legati a questa sorprendente ricerca, anche se non mancano alcune delle sue immagini più conosciute, a partire dal ritratto di Sharbat Gula, che è diventata una delle icone assolute della fotografia mondiale.

Oltre a presentare una inedita selezione della produzione fotografica di Steve McCurry, la rassegna intende raccontare l’avventura della sua vita e della sua professione, anche grazie ad una ricca documentazione e ad una serie di video costruiti intorno alle sue “massime”. Per seguire il filo rosso delle sue passioni, per conoscere la sua tecnica ma anche la sua voglia di condividere la prossimità con la sofferenza e talvolta con la guerra, con la gioia e con la sorpresa. Per capire il suo modo di conquistare la fiducia delle persone che fotografa: «Ho imparato a essere paziente. Se aspetti abbastanza, le persone dimenticano la macchina fotografica e la loro anima comincia a librarsi verso di te».

Ad una nuova mostra non poteva che corrispondere un allestimento del tutto nuovo, progettato appositamente da Peter Bottazzi per accompagnare il visitatore nel mondo di McCurry e stabilire un dialogo con gli ambienti monumentali della Villa Reale appena restaurata e la decorazione neoclassica che li caratterizza.

Steve McCurry oltre lo sguardo” sarà a Villa Reale di Monza, Secondo Piano Nobile, fino al 6 aprile 2015 con circa 150 immagini di grande formato, con una audioguida a disposizione di tutti i visitatori e una serie di video nei quali, in prima persona, l’artista racconta le immagini esposte, i suoi viaggi e il suo modo di concepire la fotografia. Il percorso di visita si apre nel monumentale corridoio degli Appartamenti privati con una sorprendente galleria di ritratti e si sviluppa nelle sale del Secondo piano nobile, ciascuna delle quali è allestita intorno ad un tema iconografico, con un richiamo alla scenografia teatrale e all’istallazione di arte contemporanea.

In ogni scatto di Steve McCurry è racchiuso un complesso universo di esperienze ed emozioni. Per questo non è solo uno dei più grandi maestri della fotografia del nostro tempo, ma è un punto di riferimento per un larghissimo pubblico, soprattutto di giovani, che nelle sue fotografie riconoscono un modo di guardare il nostro tempo e, in un certo senso, “si riconoscono”.

La mostra, curata da Biba Giacchetti e Peter Bottazzi, è promossa da Nuova Villa Reale di Monza SPA, la società che ha realizzato i restauri del Corpo Centrale della Villa ed oggi ne è concessionaria in collaborazione con il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, istituito dalle Amministrazioni pubbliche e in particolare da MIBACT, Regione Lombardia, Comune di Milano, Comune di Monza e Confindustria Monza e Brianza.

STEVE McCURRY, oltre lo sguardo è organizzata e prodotta da Cultura Domani, la società costituita da Italiana Costruzioni e Civita per la gestione dei servizi di accoglienza e assistenza alla visita della Villa Reale.

La mostra si avvale dell’importante sostegno di Jacob Cohën e Lavazza, del supporto di Epson e della media partnership di Corriere della Sera e Lifegate.

La mostra è accessibile con il biglietto di ingresso del Secondo Piano Nobile con le sale da poco restaurate e del Belvedere, dove a breve sarà allestito lo spazio della Triennale.

Il biglietto comprende inoltre una audioguida della mostra a disposizione di tutti i visitatori.

Barbara Izzo, Arianna Diana

 

Rapporto di Amnesty sui fatti di Ferguson

Amnesty International ha diffuso un rapporto intitolato “Sulle strade d’America: violazioni dei diritti umani a Ferguson”, in cui dà conto delle conclusioni della missione di osservatori inviata in Missouri all’indomani dell’uccisione di Michael Brown, un ragazzo di 18 anni privo di armi. Dal 14 al 22 agosto, la missione di Amnesty International ha monitorato le proteste e la risposta delle forze di polizia. Il rapporto di Amnesty International presenta inoltre una serie di raccomandazioni da attuare rispetto all’uso della forza da parte della polizia e alla gestione delle proteste.

“Quello che Amnesty International ha verificato in Missouri evidenzia che le violazioni dei diritti umani non si verificano solo oltre confine e oltreoceano” – ha dichiarato Steven W. Hawkins, direttore generale di Amnesty International Usa. “In qualunque parte del mondo, ognuno è titolare allo stesso modo dei diritti che gli spettano come essere umano: uno di questi è la libertà di protestare pacificamente”.

“Mentre mi trovavo con i miei colleghi sulla West Florissant Avenue, ho visto la polizia armata fino ai denti, con dotazioni di tipo militare. Ho visto una moltitudine di persone, compresi vecchi e bambini, lottare contro gli effetti dei gas lacrimogeni. È necessario che si risponda di questo operato e occorre introdurre cambiamenti dopo l’uso di questa forza eccessiva” – ha proseguito Hawkins.

Cosa sia successo tra Michael Brown e l’agente Darren Wilson rimane incerto, a causa di ricostruzioni contrastanti. Resta il fatto che il ragazzo era disarmato e ciò mette in discussione che l’uso della forza fosse giustificato. Le circostanze dell’uccisione devono essere chiarite con urgenza. Le indagini devono essere concluse al più presto e devono essere trasparenti, poiché questo caso è di interesse pubblico.

Il rapporto di Amnesty International sollecita l’organo legislativo del Missouri a modificare la legge Mo. Rev. Stat. § 563.046 che autorizza l’uso della forza letale, per garantire che l’uso della forza da parte dei pubblici ufficiali sia limitato ai casi in cui essa si renda necessaria per proteggere la vita.

Il rapporto inoltre descrive l’impatto prodotto dall’azione delle forze di polizia della città, della contea e dello stato e la risposta delle autorità al diritto dei cittadini di Ferguson a partecipare a manifestazioni pacifiche.

Amnesty International ha documentato tutta una serie di limitazioni adottate nei confronti dei manifestanti, come il coprifuoco, il confinamento delle proteste ad alcune aree specifiche e l’applicazione della regola dei cinque secondi, sulla base della quale non si può rimanere fermi in uno stesso posto oltre quel limite di tempo, pena l’arresto.

Il rapporto si sofferma poi sulle intimidazioni ai manifestanti, sull’impiego di pesanti dotazioni antisommossa e di armi di tipo militare e su una serie di discutibili metodi per disperdere le proteste, come i gas lacrimogeni, i proiettili di gomma e sistemi sonori a lungo raggio.

“Occorre assumersi le responsabilità di quanto accaduto. I fatti di Ferguson hanno aperto un dibattito quanto mai necessario e auspicato da lungo tempo sul rapporto tra razza e operazioni di polizia. Questo dibattito non può interrompersi. Per ripristinare la giustizia a Ferguson e in ogni comunità colpita dalla brutalità della polizia, dobbiamo tanto documentare i soprusi commessi quanto impegnarci per impedire che si ripetano. È un cammino che richiede azioni concrete a livello locale, statale e federale” – ha sottolineato Hawkins.

Il rapporto di Amnesty International dedica attenzione ai maltrattamenti subiti da giornalisti e osservatori. Tra il 13 agosto e il 2 ottobre, almeno 19 tra giornalisti e altri operatori dell’informazione sono stati arrestati mentre altri sono stati colpiti dai gas lacrimogeni e da pallottole di gomma. Giornalisti di Cnn, Al Jazeera America e di altre testate hanno denunciato di essere stati intimiditi o minacciati fisicamente. Analogamente, osservatori legali e per i diritti umani hanno rischiato l’arresto solo per aver svolto il loro compito.

Il rapporto di Amnesty International si conclude con una serie di raccomandazioni alle autorità locali, statali e federali riguardo l’uso della forza letale e la gestione delle proteste. L’organizzazione per i diritti umani raccomanda nuovamente al dipartimento della Giustizia di condurre un’indagine indipendente, trasparente e imparziale sulla morte di Michael Brown, di guidare una revisione delle tattiche e delle pratiche adottate in tutta la nazione dalle forze di polizia e di rendere noti i dati nazionali sull’uso delle armi da fuoco da parte di queste ultime.

Infine, il rapporto chiede al Congresso degli Usa di approvare la proposta di legge per porre fine alla militarizzazione delle forze di polizia.

Amnesty International Italia

 

 

 

A Verona la trentunesima Rassegna Internazionale del Presepio

Fino a domenica 25 gennaio prossimo, negli arcovoli dell’Arena, si terrà la 31ª Rassegna internazionale del Presepio nell’arte e nella tradizione, organizzata da Verona per l’Arena in collaborazione con Comune e Provincia di Verona, Regione Veneto, Camera di Commercio, Conferenza Episcopale Italiana e Diocesi di Verona. La mostra, che è stata inaugurata sabato 29 novembre scorso, è stata presentata dal Sindaco Flavio Tosi. Presenti l’ideatore della rassegna Alfredo Troisi con il presidente di Verona per l’Arena Giorgio Pasqua di Bisceglie e il vicario episcopale per la Cultura della Diocesi di Verona monsignor Giancarlo Grandis. “Una rassegna molto importante per la nostra città – spiega il Sindaco Tosi – perché, oltre a promuovere il vero significato del Natale, i valori cristiani e la famiglia, rappresenta anche un importante indotto turistico nei mesi invernali, notoriamente più deboli da questo punto di vista. Quella di quest’anno potrebbe essere l’ultima edizione con queste modalità dato che, per qualche anno, grazie al contributo di 14 milioni di euro da parte di Fondazione Cariverona e Unicredit, gli spazi dovranno essere prioritariamente occupati dal cantiere finalizzato al ripristino del monumento. In considerazione dell’importanza della rassegna per Verona – prosegue Tosi – l’Amministrazione comunale ha già avviato un confronto con il Ministero per la stesura del nuovo protocollo che stabilisca l’inserimento della rassegna tra gli eventi dell’Arena. Nel periodo di durata del cantiere, insieme a Verona per l’Arena cercheremo una soluzione per dare comunque continuità alla manifestazione”. La rassegna presenterà un quadro artistico completo della tradizione presepista intercontinentale grazie ad un’esposizione di 400 presepi ed opere d’arte ispirati al tema della Natività, provenienti da musei, collezioni, maestri presepisti e appassionati di tutto il mondo. All’esterno non mancherà la stella cometa ideata da Alfredo Troisi e progettata da Rinaldo Olivieri. L’esposizione sarà aperta da opere in cartapesta realizzate dall’artista pugliese Francesco Invidia, che torna in Arena con una rappresentazione della Sacra Famiglia, simbolo di questa edizione e si concluderà con i Diorami di artisti campani (Ulisse D’Andrea, Franco D’Avella, Nicola Sarnicola): vere e proprie “scatole magiche”, in cui il gioco delle luci dilata ampiamente la visione frontale fino ad ottenere raffinate illusioni di prospettiva. Ogni regione italiana sarà presente all’interno della Rassegna con le proprie tradizioni presepistiche. Le opere esposte rappresentano le peculiarità tipiche delle tradizioni locali e contribuiscono ad arricchire il patrimonio artistico nazionale. La rassegna rimarrà aperta tutti i giorni, festivi compresi, dalle 9 alle 20. Costo del biglietto: 7 euro intero; 6 euro ridotto per le comitive di almeno 20 persone, per bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni e per adulti di età superiore ai 60 anni; 4 euro speciale scuole. E’ inoltre previsto uno speciale “sconto famiglia”, che prevede la gratuità a partire dal secondo figlio.

Roberto Bolis

 

Write for Rights 2014

“Write for Rights 2014” è la principale campagna dell’anno di Amnesty International. Nata nel 2001 come tentativo di raccogliere il maggior numero di firme in 24 ore, “Write for Rights” è cresciuta nel corso degli anni fino a coinvolgere, nel 2013, 2,3 milioni di persone in 140 paesi.

L’anno scorso, in questo modo sono state liberate tre delle vittime di violazioni dei diritti umani seguite da “Write for Rights”: l’attivista cambogiana per il diritto all’abitazione Yorm Bopha e due attivisti russi, Vladimir Akimenkov e Mikhail Kosenko.

Quest’anno, fino al 21 dicembre, “Write for Rights” si occuperà di 12 casi individuali e collettivi di violazione dei diritti umani in Venezuela, Usa, Emirati Arabi Uniti, Sudafrica, Norvegia, Arabia Saudita, Filippine, Nigeria, India, Cina, Uzbekistan e Grecia. I casi su sui sono impegnati gli attivisti di Amnesty International Italia sono online all’indirizzo maratona.amnesty.it

Nel corso della “Write for Rights 2014”, Amnesty International porterà in giro per l’Italia due ospiti internazionali:

– Ihar Tsikhanyuk, caso seguito da Amnesty International nella maratona dello scorso anno, è un attivista bielorusso per i diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate (Lgbti). Sarà in Italia fino al 10 dicembre per incontri pubblici.

– Sanjay Verma, sopravvissuto e attivista di Bhopal, è entrato a far parte della Children against Carbide nel 2004 e fa conoscere nel mondo la tragedia di Bhopal. Ha inoltre partecipato alla realizzazione del documentario pluripremiato Bhopali. Sarà in Italia dall’11 al 21 dicembre per incontri pubblici a Roma, Bologna, Pesaro, Ancona, Milano, Firenze, Terni.

“Write for Rights 2014” è iniziato nella ricorrenza del 30esimo anniversario del disastro di Bhopal. Nella notte tra il 2 e il 3 dicembre 1984, la fuoriuscita di gas tossici da una fabbrica della Union Carbide, provocò oltre 22.000 morti e 33.000 feriti gravi. Le persone che hanno riportato danni permanenti sono oltre mezzo milione. L’assenza di giustizia e di risarcimenti adeguati ha caratterizzato i successivi 30 anni.

Amnesty International Italia

 

Madri e figlie. Rivalità e alleanza

Un tempo adatto per leggere, questo autunno uggioso e ricco di pioggia che ci induce a restare al calduccio. Allora, una serie di letture possono essere più adatte di altre per poter distrarsi o ritrovarsi. Il caldo della casa, del nido, riporta all’argomento di un interessante libro edito da Paoline, che già dal titolo fa rizzare i capelli in testa: “Madre vs Figlia”. Amiche/nemiche, odio profondo mascherato da amore e amicizia, ma sempre un rapporto conflittuale che, spesso, non trova soluzione. Per i motivi più disparati. Spesso la madre, attraverso i figli, desidera superare qualcosa di se stessa, i propri timori, il proprio senso di inadeguatezza, la propria voglia di amare. Ma verso la figlia tutto questo si tramuta, inconsciamente o meno, in una sorta di gioco al massacro che ingigantisce problemi e lascia nodi irrisolti più di prima. Ci si ritrova davanti a situazioni limite, con madri piovra che attanagliano le figlie e il loro futuro, fagocitandole in un motivo di rivalsa verso se stesse, riconoscendole come specchio al punto da non permettere loro di trovare la propria strada e di seguirla. L’identificazione della madre verso la figlia la può portare a credere di essere essa stessa l’artefice della vita della propria figlia, senza rendersi conto di sovrapporsi ad essa senza lasciarle spazio. Sia che si tratti di una figlia bambina, sia che si tratti di una figlia madre. Il rapporto difficile madri/figlie si travasa poi sui nipoti, con risultati altrettanto complessi e, spesso, ancor più giganteschi di prevaricazione. Anche di amore. Anche il troppo amore può generare drammi, il più delle volte inconsci, quindi ancor più difficili da affrontare e, se possibile, superare. Ci sono poi le situazioni di madri/bambine, in cui è la figlia a diventare mamma della propria madre, e non solo e non necessariamente nel caso in cui la figlia si debba prendere cura della madre in oggetto. Spesso è semplicemente il caso di madri che aspettano di vivere una vita “normale” attraverso le figlie che si occupano di loro. Pensiamo ai casi in cui le madri raccontano la loro vita sentimentale alle figlie? O a quando le madri si “appropriano” dei ragazzi che corteggiano le figlie? No, non è solo questo il caso. Siamo di fronte a situazioni ancor più delicate, semplici e subdole. Tante Cenerentola e tante streghe cattive, anche ammantate dei migliori sorrisi e dei migliori propositi. Il nipotino non mangia come dovrebbe, non è vestito accuratamente, alla sua età tu parlavi già e camminavi già e mangiavi da sola, e non sei brava a preparare la zuppa e non ti riesce bene la torta … e anche quando la casa è uno specchio, i voti a scuola sono altissimi, i risultati sportivi eccellenti, c’è sempre un capello fuori posto, la camera con il letto che ha una minima piega, e un ragazzo che poteva essere migliore, e una smorfia che doveva essere diversa. “Mi sta bene questo vestito?”, “Sì, ma potevi mettertene un altro, ma perché devi uscire, ma non potevi indossare un’altra camicetta, ma a che ora ritorni, ma perché non esci da sola, ma perché non metti gli stivali invece delle scarpe, ma potevi stare a casa …”. In fondo si tratta di forme di ricatto, di involontario tentativo di diventare matrigne e di fare pagare alle figlie i propri conflitti, spesso con la madre, ma anche con il padre. Sensi di colpa, rabbia repressa, senso di mancanza di amore, anaffettività, con il rischio che la storia si ripeta, non soltanto nei confronti dei nipoti, ma anche da parte della figlia stessa nei confronti dei propri figli e, ahinoi, delle proprie figlie.

Un panorama drammatico? No, soltanto la storia quotidiana della maggior parte dei rapporti interni alle famiglie e non solo italiane. In occasione della recente giornata contro la violenza sulle donne, dobbiamo prendere atto anche noi donne che spesso il male ce lo facciamo anche da sole e tra di noi. Iniziamo allora a prendere in mano la nostra vita dal nostro legame più forte, quello con la madre e materno e, se non possiamo cambiare il nostro rapporto con nostra madre, se non l’abbiamo più, se “è una causa persa”, cerchiamo almeno di imparare a diventare madri di noi stesse, a volerci bene e, soprattutto, ad essere madri migliori. Migliori sempre. Il libro di Yvonne Poncet-Bonissol è un valido strumento. Agile da leggere, diviso per capitoli tematici che centrano il problema senza tanti giri di parole, è scritto dalla presidente dell’Associazione francese di difesa contro il mobbing, spesso presente sui media per spiegare e proporre argomenti specifici. Il tema principe del volume è aiutare madri e figlie a trovare ciascuna il posto che le compete e si propone, quindi, una sfida importante senza la vittoria della quale la società non avrà mai un vero apporto femminile costruttivo fino in fondo. Il nostro essere madri/essere figlie, infatti, è all’origine di tanti conflitti non soltanto con noi stesse, ma con i nostri legami femminili, facendo sì che davvero le donne non siano mai amiche. Pertanto la lettura di quest’ottimo contributo è davvero essenziale.

Yvonne Poncet-Bonissol: “Madre vs Figlia”, Paoline, Milano, pagg. 176; euro 13,50.

Alessia Biasiolo

Naturarte sui sentieri dei parchi della Basilicata

Musica, trekking naturalistici, tradizioni popolari e degustazioni enogastronomiche, incontri con scrittori, conferenze, concerti, performance teatrali, approfondimenti, racconti, educazione ambientale. Sono questi i principali contenuti di NaturArte, manifestazione realizzata attraverso un co-working istituzionale e progettuale che vede coinvolti la Regione Basilicata ed i quattro parchi del suo territorio: il Parco Archeologico, Storico, Naturale delle Chiese Rupestri del Materano; il Parco di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane; il Parco Nazionale del Pollino e il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val D’Agri Lagonegrese. Da dicembre 2014 a maggio 2015 continuerà così, dopo il successo della prima edizione, la serie di eventi che mirano a coniugare il turismo alla cultura nelle sue molteplici sfaccettature, coinvolgendo anche artisti di fama nazionale, sempre nel nome di una rete comune di collaborazione atta a stimolare la fruizione e la conoscenza di una grande realtà naturale della nostra penisola. Sull’esempio delle “greenways”, nello specifico, NaturArte fin dal suo debutto, nel 2013, ha dimostrato di non essere una delle tante rassegne-contenitore, bensì un vero e proprio strumento di promozione e valorizzazione territoriale, mettendo in scena, da protagonisti, gli angoli più suggestivi della regione, i suoi borghi, le sue comunità e i suoi parchi più affascinanti: ambienti naturali e rurali ancora poco antropizzati e di una sorprendente bellezza, celebrando il paesaggio e l’identità stessa della Basilicata. Il suo vasto programma di eventi, che ha precedentemente ospitato decine di laboratori artigianali, attività ricreative e mercatini di prodotti tipici a “km 0”, visite guidate e passeggiate in compagnia di guide esperte, quest’anno si rinnova secondo un principio di destagionalizzazione che tende a far vivere i magici luoghi lucani anche nei mesi non estivi, durante i fine settimana, con l’integrazione di alcuni appuntamenti riservati alle scolaresche (di lunedì) sul tema dell’educazione ambientale. Tra gli eventi in calendario, le esibizioni dell’arpista Giuliana De Donno, fondatrice della Scuola di Arpa Popolare di Viggiano, la musica antica di Graziano Accinni, i Cooking show dei migliori chef della Basilicata, il teatro civile di Ulderico Pesce, i concerti di Peppe Voltarelli e Richard Galliano, il trekking in notturna e quello letterario con le favole narrate da Giuseppe Cederna, l’Orchestra della Murgia Materana diretta da Bruno Tommaso, gli incontri su tema architettura e beni culturali e molto altro…

Tanti i luoghi coinvolti, tra Natura e Cultura: dal Parco Archeologico del Grumentum al Massicco del Sirino, dalle case tipiche ospitanti scambi di libri ai rifugi in montagna approdo di escursioni con guida, il tutto condividendo con la comunità di un’intera regione un’unica visuale sulla tutela della biodiversità e dell’accoglienza.

Un progetto complesso, ma tutto da vivere, coordinato dai rappresentanti culturali degli Enti dei quattro Parchi di Basilicata e da funzionari dell’Ufficio Parchi, Biodiversità e Tutela della Natura del Dipartimento Ambiente e Territorio, Infrastrutture, Opere Pubbliche e Trasporti della Regione Basilicata, e che vede agire sul molteplici attori tra i quali gli stessi Parchi, i CEAS presenti sul territorio, le Pro Loco, le guide ambientali, artisti ed artigiani locali.

Si comincia il 12 dicembre, a Marsico Nuovo, con un week-end sul tema “Il Natale delle biodiversità” ricco di degustazioni dei prodotti tipici, itinerari archeologici, sfilate tradizionali e molteplici iniziative per vivere la storia in modo diverso.

Elisabetta Castiglioni

Per l’Uzbekistan iniziative anche in Italia

Quasi 200.000 persone in 123 paesi hanno firmato un appello di Amnesty International per chiedere al presidente dell’Uzbekistan la liberazione immediata e incondizionata di Dilorom Abdukadirova, una prigioniera di coscienza condannata a 18 anni, in carcere dal 2010 per aver preso parte, cinque anni prima, alle proteste di Andijan in favore di migliori condizioni economiche, che le forze di sicurezza repressero con centinaia di morti, per lo più manifestanti pacifici.

Dopo i fatti di Andijan, Dilorom Abdukadirova andò in esilio. Tornata nel 2010 per riunirsi alla famiglia, venne immediatamente arrestata e falsamente accusata di aver tentato di rovesciare l’ordine costituzionale. Al termine del processo, durante il quale secondo i familiari era apparsa malconcia e con ferite al volto, l’imputata venne condannata a 10 anni, seguiti nel 2012 da altri otto anni per aver violato il regolamento carcerario.

Le autorità uzbeche non hanno mai indagato sulle denunce, giudicate credibili da Amnesty International, relative alle torture subite da Dilorom Abdukadirova.

“La tortura in Uzbekistan è una routine. Il governo continua a dire bugie invece di prendere misure efficaci per prevenirla. Non può più andare avanti in questo modo” – ha dichiarato Maisy Weicherding, ricercatrice di Amnesty International sull’Uzbekistan. “I paesi della comunità internazionale, e soprattutto l’Unione europea, devono inserire il tema della tortura nelle relazioni con l’Uzbekistan”.

Amnesty International continua a ricevere informazioni su persone sottoposte a maltrattamenti e torture da parte delle forze di sicurezza al momento dell’arresto e da parte del personale penitenziario una volta in carcere. L’assenza di indagini su queste denunce rappresenta la norma.

Allo stesso tempo, l’Uzbekistan rimane impermeabile a un effettivo controllo internazionale. Negli ultimi anni né Amnesty International né altre organizzazioni internazionali indipendenti hanno avuto libero accesso nel paese per monitorare la situazione dei diritti umani.

Nell’ambito della sua campagna mondiale “Stop alla tortura”, Amnesty International sta sollecitando le autorità uzbeche a indagare su altre denunce di torture inflitte in carcere ad altri cinque prigionieri.

Azam Farmonov, prigioniero di coscienza ed esponente dell’organizzazione indipendente Società per i diritti umani dell’Uzbekistan. Arrestato nel 2006, è stato condannato a nove anni per estorsione dopo un processo iniquo. La sua famiglia ha denunciato che egli ha subito maltrattamenti e torture in carcere.

Erkin Musaev, ex funzionario del ministero della Difesa e collaboratore del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo. In tre distinti processi, tutti iniqui, celebrati tra il 2006 e il 2007, è stato condannato a 20 anni di carcere per tradimento e abuso d’ufficio. I suoi familiari hanno denunciato che egli è stato costretto a confessare sotto tortura.

Murad Dzhuraev, ex parlamentare. Sta scontando varie condanne per un totale di 21 anni di carcere, inflitte al termine di processi iniqui, per imputazioni di natura politica. I suoi sostenitori hanno denunciato che egli è stato torturato per costringerlo a confessare. Le sue condizioni di detenzione sono crudeli, disumane e degradanti e la sua salute è gravemente peggiorata.

Muhammad Bekzhanov, direttore del quotidiano del partito di opposizione Erk, dichiarato fuorilegge. Nell’agosto 1999, al termine di un processo iniquo, è stato condannato a 15 anni. Durante il processo ha letto una dichiarazione denunciando di essere stato torturato per obbligarlo a confessare il falso. Avrebbe dovuto, con uno sconto di pena, essere rilasciato nel febbraio 2012, ma ha ricevuto un’ulteriore condanna a quattro anni e otto mesi per violazione del regolamento carcerario. Secondo i familiari, negli ultimi anni le sue condizioni di salute sono peggiorate e non sta ricevendo le cure mediche necessarie.

Amnesty International Italia