Ecco il 487esimo Bacanal del Gnoco a Verona

È stata presentata a palazzo Barbieri la 487ª edizione del Bacanal del Gnoco, il tradizionale Carnevale veronese che sfocerà venerdì 24 febbraio con il corteo mascherato che sfilerà per le vie del centro cittadino.

Il programma delle iniziative è stato illustrato dal Sindaco Flavio Tosi insieme al presidente del Comitato Carnevale Bacanal del Gnoco Valerio Corradi; presenti il presidente di ATV Massimo Bettarello con il direttore generale Stefano Zaninelli e Alberto Tabacchi nelle vesti di Papà del Gnoco.

“Quest’anno il Carnevale si arricchisce di due giornate di festa in piazza San Zeno e piazza Corrubbio – ha spiegato il Sindaco – volutamente coinvolte in quanto  rappresentano il cuore del Carnevale. Per la giornata di venerdì 24 febbraio – ha annunciato Tosi – sarà in vigore l’ordinanza per la chiusura alle ore 12 di tutte le scuole del  centro storico e di quelle vicine a piazza San Zeno e piazza Cittadella. Un modo – ha concluso il Sindaco – per garantire una maggiore fluidità del traffico e, soprattutto, per permettere a bambini e ragazzi di assistere alla sfilata dei carri”.

Questo il programma della manifestazione.

#100 Menù di gnocchi: dall’1 al 28 febbraio in 100 ristornati ed osterie di Verona e provincia si potranno gustare dei menù tipici con il piatto tradizionale del carnevale veronese. Per conoscere i menù e i locali che li propongono basta scaricare l’applicazione gratuita #100MenùDi o andare sul sito www.100menudi.it; il progetto è realizzato in collaborazione con l’associazione culturale Hostaria.

Il pullman del Carnevale: da lunedì 13 febbraio un pullman attrezzato farà tappa nei mercati rionali di Verona e provincia per promuovere il carnevale veronese e tutte le sue iniziative. Durante queste tappe il Papà del Gnoco insieme alle maschere di Verona offrirà un assaggio di gnocchi e promuoverà le varie manifestazioni carnevalesche di tutto il territorio veronese. Il progetto è realizzato in collaborazione con ATV e il Bus Club.

“Maschera Verona”, due anteprime del Venerdì Gnocolar: mercoledì 22 e giovedì 23 febbraio  dalle 14 alle 20 in piazza San Zeno si terranno due giornate di festa dedicate soprattutto ai bambini. Saranno presenti animatori e trucca bimbi, i giochi di legno di Mastro Geppetto, zucchero filato per tutti i bambini presenti e concerti di musica italiana e latina. Saranno presenti le maschere veronesi.  Giovedì 23 febbraio dalle 17.30 piazza Corrubbio sarà animata da balli e musiche. “Maschera Verona” è realizzato in collaborazione con il Comune, AGSM, Abbazia di San Zeno e Botteghe di San Zeno.

Il Venerdì Gnocolar 24 febbraio: il giorno più importante del Carnevale veronese si aprirà alle ore 9 con le maschere che porteranno il saluto ufficiale al Prefetto di Verona e alle 10.30 saranno ricevuti dal Sindaco a Palazzo Barbieri. Alle 11 il Sindaco, insieme al Papà del Gnoco e al testimonial del Carnevale veronese 2017 Max Laudadio e alle maschere veronesi, daranno inizio alla “Grande Gnocolada” in piazza Bra con gli gnocchi conditi con i vari sughi preparati dagli chef dell’Osteria Moderna e dell’Enoteca Vescovo Moro di San Zeno.

La sfilata: alle 13.45 partirà ufficialmente il 487° Bacanal del Gnoco a cui parteciperanno circa 5 mila figuranti e 15 carri allegorici.

L’attenzione per le persone più fragili: sui gradini del palazzo della Gran Guardia sarà allestita una speciale area per disabili fornita di punto ristoro, mentre in piazza San Zeno sarà allestita la speciale “tribuna del nonno” dove le persone più anziane potranno comodamente assistere all’arrivo del torneo carnevalesco.

 

Roberto Bolis

Presentato il Carnevale di Verona

L’assessore al Turismo Marco Ambrosini ha presentato il programma delle iniziative del Carnevale di Verona, che prenderà il via oggi, venerdì 6 gennaio, alle ore 10.30 con il tradizionale appuntamento in piazza Bra. Presente il presidente del Comitato per il Carnevale di Verona Alberto Marchesini, oltre ai membri del direttivo, ai rappresentanti dei comitati cittadini, all’amministratore unico di Verona Turismo Loris Danielli, al regista Antonio Giarola, organizzatore del “Ballo in maschera”, novità di quest’anno, e allo sponsor Remigio Marchesini del Pastificio Avesani.

“Sarà un’edizione importante – ha detto Ambrosini – che si integrerà con il calendario delle manifestazioni della provincia. Pur mantenendo la forte tradizione carnevalesca scaligera, che ha quasi mille anni di storia, vogliamo introdurre alcune novità, come ad esempio un ballo in maschera, aperto a tutti, con momenti diversi per famiglie e giovani, il cui ricavato andrà in beneficenza”. Il programma prevede circa una cinquantina di eventi, tra i quali le elezioni, incoronazioni e investiture delle maschere tradizionali dei quartieri e rioni cittadini; l’elezione del 487° Papà del Gnoco il 29 gennaio in piazza San Zeno; l’investitura del Papà del Gnoco il 2 febbraio in Gran Guardia; la sfilata del Venerdì Gnocolar il 24 febbraio; il ballo in maschera in piazza dei Signori il 28 febbraio e la Festa de la Renga il 1° marzo.

Roberto Bolis

Tornano a Verona i quadri rubati a Castelvecchio

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Sono arrivate a Verona il 21 dicembre scorso, le 17 opere trafugate dal Museo di Castelvecchio il 19 novembre 2015 e ritrovate in Ucraina lo scorso 11 maggio. I quadri sono arrivati all’aeroporto Catullo direttamente da Kiev, accompagnati dal Sindaco Flavio Tosi e dal Ministro per i Beni e delle Attività culturali Dario Franceschini, insieme alle Forze dell’Ordine e al conservatore della pinacoteca del Museo di Castelvecchio Ettore Napione.

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“Questo è un momento di grande felicità per tutti i veronesi – ha detto Tosi – la restituzione delle opere d’arte è un avvenimento importantissimo per la nostra città, ma anche la chiusura di una vicenda che è sembrata infinita per chi ha seguito da vicino la dinamica di quanto successo, ma che rispetto ad altre vicende simili si è conclusa in tempi abbastanza rapidi. Doverosi in questo momento, per la splendida e fattiva cooperazione, sono i ringraziamenti al Governo ucraino, e quindi al Premier Poroshenko, al nostro Governo attuale e precedente, al Ministro Franceschini che si è messo a disposizione immediatamente. Un grazie a tutte le Forze dell’Ordine, per il lavoro fatto, e alla Magistratura, per aver dato condanne esemplari che rendono la misura del reato perpetrato. Accogliamo amorevolmente, come fossero dei figli, tutti i nostri quadri che ora torneranno a Castelvecchio”.

L’indomani, 22 dicembre, è iniziato il riallestimento delle 17 opere trafugate. “Con immensa gioia – ha detto Tosi – restituiamo oggi alla città le opere d’arte che ieri sera, a causa di ritardi rispetto al programma, non abbiamo potuto mostrare. Da domani mattina, per un mese, tutti potranno entrare a Castelvecchio con 1 euro e vedere i dipinti, oltre al museo stesso.

Un’occasione imperdibile non solo per guardare da vicino queste opere che da più di un anno aspettavamo di poter rivedere, ma anche per riscoprire questo bellissimo spazio espositivo. Come chiesto dal Governo ucraino al Ministro per i Beni e le Attività culturali Dario Franceschini, inseriremo nelle nostre audioguide la lingua ucraina e, ben volentieri, accoglieremo le opere che hanno chiesto di poterci prestare per ricambiare la mostra che hanno potuto allestire a Kiev, su nostra concessione, con i quadri trafugati. Rinnovo i più sentiti ringraziamenti a tutti coloro che, in maniera differente, hanno sostenuto, creduto e voluto il rientro delle tele, aiutando a vari livelli il buon esito dell’operazione”.

“Tutti i dipinti – ha spiegato Bolla – saranno esposti per un mese e poi a gruppi verranno restaurati, al fine di porre rimedio ai danni subiti: graffi, strappi e ritagli che per fortuna dovrebbero essere facilmente recuperabili. Un grazie alla Soprintendenza di Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, che ci sta aiutando con l’allestimento dell’esposizione e che si è già messa a disposizione per il restauro di un gruppo di opere, agli Amici dei Musei d’Arte e all’Accademia di Belle Arti per il sostegno che non hanno mai fatto mancare. Nella drammaticità di quanto successo l’intera città ha dimostrato di sapersi unire e si è mobilitata per riavere i quadri, portando avanti anche una grande campagna di sensibilizzazione nei confronti del patrimonio culturale cittadino e del Museo di Castelvecchio”.

“Alcune delle opere … saranno in esposizione alle Gallerie degli Uffizi a Firenze all’interno della mostra “La tutela tricolore”, dedicata ai Carabinieri del Nucleo per la Protezione del Patrimonio”. Lo annuncia il Sindaco Flavio Tosi che, precisa: “le opere prestate saranno esposte a Firenze solo per le ultime settimane della mostra, in programmazione fino al 14 febbraio 2017. La richiesta è pervenuta direttamente dal Ministro Franceschini e dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Artistico, impegnato in prima linea, insieme alle diverse Forze dell’Ordine coinvolte e alla Magistratura, nelle indagini, nel ritrovamento e nella restituzione all’Italia delle 17 opere rubate dal Museo di Castelvecchio nel novembre del 2015”.

Roberto Bolis

(anche per i credit fotografici)

Valorizzazione dell’ex Arsenale di Verona

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La Giunta comunale ha approvato il progetto di recupero e valorizzazione dell’ex Arsenale di Verona, licenziandolo per il Consiglio comunale, che dovrà approvarlo a sua volta, dichiarandone il pubblico interesse.

Il Progetto, stimato in 45 milioni di euro, verrà realizzato utilizzando un modello di partnership Pubblico-Privata, secondo lo schema della Finanza di Progetto, con una durata della concessione pari a 50 anni.

Il Concessionario dovrà provvedere a sviluppare la progettazione definitiva ed esecutiva degli interventi, che verrà verificata e condivisa con l’Amministrazione e la Soprintendenza in via preventiva. Dovrà inoltre eseguire i lavori di bonifica, di recupero e riqualificazione dell’intero complesso, utilizzando il contributo pubblico disponibile, pari a 14.450.000 euro, nel rispetto del limite del 30% di cui al Nuovo Codice dei Contratti.

L’avvio dei lavori di riqualificazione è ipotizzato nel mese di ottobre 2018; ma già ad un anno dall’avvio dei lavori, ad ottobre 2019, si prevede la consegna all’Amministrazione comunale degli edifici ad utilizzo diretto da parte del Comune, adibiti a Spazi Museali e Scuola per l’Infanzia e Nido.

L’avvio della gestione dell’intero complesso è ipotizzata a partire dal gennaio 2021.

Il Progetto

Esistono luoghi nelle città che hanno una storia di relazione tra il proprio “paesaggio” e l’uso di questo da parte dell’uomo. Spesso sono stati protetti perché presidiati da funzioni che ne hanno salvaguardato la dimensione spaziale e i vuoti che spesso li caratterizzano. L’Arsenale di Verona è uno di questi.

Il suo recupero vuole affermare l’Importanza pubblica per la città sia per  la valorizzazione delle volumetrie esistenti sia per quella degli spazi esterni dell’Arsenale, proponendo di costruire un sistema di sequenze di spazi pubblici (giardini, boulevard, corti, ecc.) che trovano al centro dell’Arsenale, identificandosi con esso, la realizzazione di un Parco dell’Arte Contemporanea.

La volontà della proposta è quella di trasformare l’Arsenale in un luogo di destinazione e non un luogo di solo attraversamento. Un luogo dove sia possibile incontrare l’arte contemporanea in dialogo con le migliori esperienze europee (la Reggia di Versailles, la Reggia di Venaria Reale, il Mamo de l’Unitè d’Habitation di Marsiglia, i Kensington Gardens della Serpentine Gallery, ecc.) .

L’azione fondativa di questa proposta si basa sulla realizzazione di una pensilina/copertura nella corte centrale, opera d’arte essa stessa, concepita  secondo una sequenza di profili che rimandano ad alcuni profili compositivi dell’Arsenale (il timpano di ingresso) e si piega, seguendo una geometria variabile e asimmetrica, come un foglio che varia nella sua natura, da completamente trasparente  a parzialmente coperta, attraverso inserti differenti come foglie di ceramica e losanghe di vetro.

Un tappeto di foglie leggero, sostenuto da elementi puntuali si distende sopra un sistema di folies, atte ad ospitare funzioni pubbliche di servizio per il parco,  e sostiene un percorso che si muove longitudinalmente e trasversalmente a quote differenti creando una promenade percettiva sull’Arsenale, sul parco, sulla città, volgendo lo sguardo finale sul fiume e la città storica.

I movimenti delle persone saranno lenti (rampe) e veloci (scale) , sincopati (passerelle) e variabili (cambi di direzione), individuali (point d’appel)  e collettivi (il prato). Il tutto si potrà collegare con i percorsi delle mura e costituire un nuovo modo di scoprire e conoscere la città.

L’Arsenale diventerà il Parco d’Arte Contemporanea di Verona, e saprà così essere un luogo di riferimento per gli eventi e la cultura, creando dei momenti di incontro di richiamo internazionale. Saprà essere un luogo per la città di Verona, un nuovo importante spazio pubblico articolato tra le funzioni e gli spazi all’aperto e in diretta connessione con la città storica.

Le funzioni

Funzioni principali: attività museali, espositive, congressuali, culturali, formative e ricreative;

Funzioni complementari: attività commerciali, esercizi pubblici e servizi direzionali.

Palazzina di Comando (Edificio 1)

Il progetto prevede: al piano terra un piccolo auditorium di circa 450 posti, due sale grandi e tre sale piccole per attività congressuali, un’area bookshop, una caffetteria con ristorante; al piano primo spazi per attività espositive ed eventi speciali (il salone d’onore con 100 posti, il salone delle colonne, un altro grande salone e due sale più piccole.

Corte Centrale (Edifici 2 e 3)

La Corte Centrale viene valorizzata come piazza-giardino parzialmente coperta che si offre come spazio speciale per eventi culturali all’aperto per l’Arte Contemporanea. La nuova architettura di vetro diventerà l’elemento qualificante della Corte Centrale per far diventare l’Arsenale una “destinazione”, un grande attrattore nella città antica. Gli edifici 2 e 3 ospiteranno spazi per piccole attività commerciali ed esercizi pubblici (caffetterie e ristoranti).

Corte Est (Edifici 20, 21, 22 e 23-24)

La Corte Est ospiterà una Scuola per l’Infanzia costituita da un Nido per 20 bambini (parte nord Edificio 20) e da una Materna per 60 bambini (Edificio 21) e spazi per attività culturali ed espositive (Edificio 20 – parte rimanente) e negli altri corpi di fabbrica (Edifici 22 e 23-24) attività ricreative e socio-culturali: l’idea è quella di realizzare “la città dei bambini e dei ragazzi”. Una parte dell’edificio 23-24 e l’edificio 22 saranno destinati a servizi di bar-ristorazione ed attività commerciali integrati.

I volumi interni alla corte saranno demoliti e al centro dello spazio verde sorgerà un padiglione di legno e vetro.

Corte Ovest (Edifici 10, 11, 12 e 13)

La Corte Ovest sarà dedicata a spazi museali per il Museo di Scienze Naturali (Edificio 12); Gli edifici 10, 11 e 13 ospiteranno attività complementari (servizi direzionali).

Gli spazi aperti

Tutti i cortili interni alle mura dell’Arsenale saranno riqualificati come spazi verdi: un grande parco pubblico, che potrà ospitare eventi estemporanei come concerti, feste, mostre e mercatini, come ulteriore offerta di occasioni culturali ed eventi per la città.

 

Roberto Bolis

Marcia del Giocattolo e corsa di Santa Lucia a Verona

Gli assessori allo Sport Alberto Bozza, all’Istruzione Alberto Benetti e ai Servizi sociali Anna Leso hanno presentato, in sala Arazzi, la 39^ edizione della “Marcia del Giocattolo” e la 6^ Corsa di Santa Lucia, che si terranno giovedì 8 dicembre. Le iniziative sono organizzate dall’associazione Straverona in collaborazione con il Comune. Presenti Gianni Gobbi, presidente Straverona ASD, Paola Gaiardelli, consigliera di amministrazione del Gruppo Agsm, Christian Montolli, responsabile Marketing Globo giocattoli, Chiara Tommasini presidente del Csv Verona, Marco Cingottini, direttore del centro commerciale La Grande Mela, Remigio Marchesini, direttore del pastificio Avesani.

“Sarà un’edizione importante ricca di novità – ha detto Bozza – un appuntamento che coinvolgerà tutti i cittadini, dai più grandi ai più piccoli, coniugando sport, divertimento e solidarietà”.

“I bambini potranno gareggiare singolarmente o assieme ai genitori – ha aggiunto Benetti – per i loro coetanei di Amatrice. Grazie inoltre alla partecipazione di Fondazione Aida potranno assistere ad un momento ludico di spettacolo”.

“Complimenti a quanti collaborano per la realizzazione di questa bella iniziativa – ha concluso Leso – e al Csv grazie al quale verranno ridistribuiti i giocattoli raccolti durante la mattinata e saranno destinati i fondi derivanti dalle iscrizioni all’associazione di genitori di Amatrice “L’Alba dei piccoli passi” per aiutare bambini e ragazzi dei paesi terremotati a superare il trauma vissuto”. Chi correrà o camminerà alla partenza riceverà il mattoncino Legnoland di Globo giocattoli che dovrà portare con sé per tutto il percorso e consegnarlo all’arrivo. “Un mattoncino per Amatrice” permetterà al termine della giornata di costruire simbolicamente un edificio con tutti i legnetti consegnati all’arrivo. Due i percorsi previsti: quello piano da 5 km che si snoderà nel centro della città e quello di 12 km collinare. Le iscrizioni sono aperte online sul sito http://www.straverona.it/iscrizioni. Per chi vorrà partecipare in modo originale potrà farlo vestendosi da giocattolo o da personaggio dei cartoni animati prendendo così parte alla 2° Toys Run che metterà in palio tre premi: al miglior costume maschile, al miglior costume femminile e ai due migliori gruppi. Le modalità di partecipazione sono due: 1,50 euro o un giocattolo nuovo per i soli servizi, 5 euro (fino a 3.000 iscritti) per aderire anche al programma di solidarietà e ricevere così il mattoncino Legnoland, oltre ad alcuni prodotti offerti dai partners della manifestazione.

Durante la mattinata si terrà anche la 6^ edizione della Corsa di Santa Lucia, per i bimbi delle scuole dell’infanzia e della primaria (i nati dal 2006 al 2013) che potranno partecipare al percorso intorno all’Arena e, insieme a papà e mamma, alla staffetta Genitori&Figli. Il costo di partecipazione per i bambini è di 3 euro a cui si aggiungono 2 euro per la partecipazione dei genitori. Santa Lucia, alla fine del percorso, regalerà ai bimbi un giocattolo e un pandoro Bauli. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito http://www.straverona.it, sulla pagina Facebook Straverona o telefonando al numero 3404735425

Roberto Bolis

“Picasso” a Verona dal 15 ottobre

presentazione_mostra_picassoUn’opera per ogni anno della vita di Pablo Picasso nell’arco temporale che va dal 1906 fino all’inizio degli anni ‘70: questa la novità assoluta della grande mostra che aprirà ad AMO Arena Museo Opera di Verona il 15 ottobre. Dopo anni dall’ultima retrospettiva milanese dedicata al più eclettico degli artisti del Novecento, tornano per la prima volta in Italia 90 opere tra le quali Nudo seduto (da Les Demoiselles d’Avignon del 1907), Il Bacio (la piccola e struggente tela del 1931) e La Femme qui pleure e il Portrait de Marie-Thérèse entrambe del 1937, solo per citare alcuni dei capolavori tra i molti concessi in prestito dal Musée national Picasso – Parigi. Opere di pittura, scultura e arti grafiche creano un percorso capace di raccontare la metamorfosi a cui l’artista sottopone la rappresentazione del corpo umano, mentre la sua arte attraversa le fasi del pre-cubismo, del Cubismo, l’età Classica e il Surrealismo, fino a giungere agli anni del dopoguerra, superando le barriere e le categorie di “ritratto” e “scena di genere” per giungere sempre a un nuovo concetto di “figura”: quella che rese Picasso costruttore e distruttore al tempo stesso di un’arte solo sua, dal fascino inesauribile. L’evento è stato presentato a palazzo Barberi dal Sindaco Flavio Tosi; presenti il direttore di AMO Francesco Girondini, il presidente di AGSM Fabio Venturi e Iole Siena e Sergio Gaddi per Arthemisia Group. «Un’occasione irripetibile che la città ha saputo cogliere, grazie ad Arthemisia Group e alla collaborazione con il Museo Picasso di Parigi, che ha scelto Verona per ripercorrere la vita di uno dei più grandi interpreti/artisti del Novecento, attraverso la selezione di 90 opere fra i suoi capolavori» – commenta il Sindaco Flavio Tosi. «Grazie a questa esposizione» – prosegue il Sindaco -, «Verona riconferma dunque la sua statura internazionale di città europea dell’arte e della cultura. Siamo certi che questa grande mostra, oltre ad attrarre un altissimo numero di visitatori, saprà consolidare il prestigio e la fama di Verona, valorizzando ulteriormente la ricchezza artistica e monumentale della nostra città. Questo evento, infine, è la dimostrazione che il sistema-cultura di una città come la nostra, che racconta i suoi duemila anni di storia in ogni angolo di chiesa, piazza e museo, è in grado di intrattenere relazioni proficue con i più grandi centri culturali del mondo e di offrire al pubblico prodotti di altissimo livello artistico. Ci aspettiamo numeri di visitatori molto alti, visto che sarà una delle più belle mostre presenti in Italia nel periodo invernale”. «Sono trascorsi più di venticinque anni, era il 1990, dall’ultima mostra veronese interamente dedicata a quel genio dell’arte che è stato Pablo Picasso e che oggi ritorna a Palazzo Forti, all’Arena Museo Opera in una grande esposizione dal titolo “Picasso – Figure 1906-1971”» – commenta Francesco Girondini direttore di AMO Arena Museo Opera di Verona. «La mostra di allora, “Picasso in Italia”, fu realizzata grazie all’intuizione, e alla costante ricerca critica, del compianto direttore della Galleria d’Arte Moderna di Verona, Giorgio Cortenova. L’attuale esposizione è stata invece resa possibile grazie alla fattiva collaborazione avviata con la società Arthemisia Group e riafferma, se ancora ce ne fosse bisogno, il ruolo centrale assunto da AMO nella produzione di mostre di alto livello nell’ambito di una programmazione iniziata con la retrospettiva dell’artista Tamara de Lempicka e proseguita con la mostra dedicata a Maria Callas». «Il Gruppo Agsm ha deciso di sostenere, dopo la bellissima mostra su Maria Callas, anche l’esposizione ad AMO di Pablo Picasso» – commenta Fabio Venturi, presidente del Gruppo Agsm – «e ne vado molto orgoglioso. La cultura, in questo caso sotto forma di pittura e addirittura con un nome così importante come quello di Picasso, è un valore aggiunto che la nostra società vuole offrire al territorio. Noi non pensiamo solo ai profitti ma vogliamo regalare a Verona delle opportunità di crescita e di approfondimento con questi importanti eventi. E poi speriamo che il nome di un pittore prestigioso come Picasso possa richiamare nella nostra città un ampio numero di appassionati e non, così da rendere Verona conosciuta non solo per le meraviglie storiche e architettoniche che offre ma anche per le sue possibilità culturali».

Con il patrocinio del Comune di Verona, la mostra Picasso. Figure (1906-1971) è organizzata da Arthemisia Group in collaborazione con il Musée national Picasso – Parigi ed è curata da Emilie Bouvard, conservatrice del Musée national Picasso – Parigi. La mostra vede il fondamentale contributo del Gruppo AGSM main sponsor dell’iniziativa.

LA MOSTRA Il viaggio nel processo creativo picassiano, attraverso le sei sezioni di mostra, porta a scoprire il perché delle produzioni in serie e del riprendere sempre lo stesso soggetto da parte del Maestro, per riprodurlo nel corso degli anni (e cavalcando le diverse epoche e stili) al fine di raccontare quanto fosse ossessivo per lui il ripetersi, nelle proprie creazioni, della figura umana e dei ritratti. Tra foto e filmati d’epoca che accompagnano il visitatore alla scoperta del vissuto dell’artista, la mostra abbraccia l’arco temporale della sua produzione che va dal 1906 fino agli anni inizi degli anni ‘70 e racconta – oltre all’entourage intellettuale e letterario e agli studi sul movimento – anche la ricerca durante il primo dopoguerra di un nuovo primitivismo attraverso il disegno infantile, le fonti preistoriche e quel desiderio di liberarsi dalle forme che durerà fino agli anni ‘40.

Orario apertura Lunedì dalle 14.30 alle 19.30 Dal martedì a Domenica dalle 9.30 alle 19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)

Roberto Bolis

Villa Pullè a Verona. Siglato l’accordo

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Il presidente dell’Inps Tito Boeri e il Sindaco di Verona Flavio Tosi hanno sottoscritto a palazzo Barbieri il Protocollo di Intesa istituzionale per il recupero, la valorizzazione e il riuso funzionale di Villa Pullè. Presenti l’assessore all’Istruzione e Politiche giovanili Alberto Benetti, delegato alla trattativa con l’Inps e il presidente della terza circoscrizione Massimo Paci. “Un’operazione di permuta – dichiara il Sindaco Tosi – che consentirà di valorizzare, con la complessiva riqualificazione della Villa, un importante immobile di pregio e di restituire, con la sistemazione del parco, una bellissima area verde alla cittadinanza. Una decisione che conviene a Verona e agli interessi dell’intero Paese – sottolinea il Sindaco – di cui è doveroso ringraziare il presidente Boeri che, fra le sempre mille complicazioni burocratiche, è stato in grado di portare a risoluzione con rapidità un’operazione che rischiava di trascinarsi per anni”. “Grazie all’accordo – precisa l’assessore Benetti – diverrà del Comune l’area del parco prospiciente alla piazza del Chievo che, a seguito dell’abbattimento dell’attuale muro di cinta, potrà finalmente divenire spazio verde pubblico a servizio della cittadinanza. Inoltre – conclude Benetti – sarà posto un vincolo d’uso sulla Villa e sul restante parco di proprietà dell’Inps, in modo da consentire, in alcune occasioni dell’anno, la futura accessibilità degli spazi privati anche da parte dei cittadini”.

“Un accordo positivo per il Comune di Verona e anche per l’Inps – commenta il presidente Boeri – che rientra nell’ambito di un piano più generale di dismissioni di beni di proprietà dell’istituto. Villa Pullè era abbandonata al degrado da troppi anni: non potevamo più permettere che un immobile di grande pregio continuasse ad offrire un’immagine negativa in un’area tanto importante, ed in piena espansione, della città. Con questa permuta, la cittadinanza avrà a disposizione un’ampia area verde attigua alla piazza del quartiere e, in futuro, la Villa potrà essere aperta ai cittadini in alcuni giorni dell’anno. Abbiamo scelto infatti di garantirne la valorizzazione attraverso una serie di possibilità aperte, in linea con il valore storico e artistico della Villa: poi dipenderà, naturalmente, dall’interesse manifestato dai privati, nell’ambito del piano di dismissioni. Siamo convinti che, in un periodo di grandi ristrettezze per i bilanci degli enti pubblici, l’unica strada possibile per la valorizzazione degli immobili di pregio sia la sinergia fra pubblico e privato”.

L’accordo sottoscritto prevede la permuta fra Comune e Inps di aree del parco di identica superficie (circa 10 mila mq), in modo da lasciare al Comune il pieno possesso dell’area verde a ridosso di piazza Chievo, attualmente di proprietà dell’Inps, destinata a verde pubblico; Inps avrà in cambio analoga area comunale del Parco interno, che sarà destinata a verde privato. L’intesa prevede anche la definizione del progetto di una doppia recinzione sul fronte principale della villa: una (aperta) verso piazza Chievo e l’altra (chiusa) tra il verde pubblico e la villa stessa; progetto da concordare con il Comune di Verona e da assoggettare all’approvazione della Soprintendenza. La recinzione dovrà soddisfare sia l’esigenza del Comune di avere la massima apertura tra piazza Chievo e l’area a verde pubblico, sia l’esigenza dell’Inps di avere un’efficace delimitazione della proprietà privata. Villa Marioni Pullè, di proprietà dell’Inps, verrà valorizzata urbanisticamente attribuendole tutte le destinazioni d’uso che, pur compatibili con il suo valore storico, le consentano di essere appetibile sul mercato immobiliare, in modo da garantirne il restauro e la corretta manutenzione nel tempo con fondi privati. Un successivo accordo di programma potrà quindi attribuire a Villa Marioni Pullè, mediante intervento edilizio diretto, le seguenti destinazioni: residenziale, commerciale, direzionale, turistico ricettiva.

Entro 30 giorni dalla sottoscrizione del presente accordo, Inps e Comune di Verona costituiranno un tavolo tecnico operativo, presieduto dal rappresentante designato dal Comune, per la predisposizione dell’accordo di programma. L’Inps concederà a favore del Comune di Verona l’iscrizione di un vincolo d’uso a carico dell’eventuale privato acquirente o concessionario della Villa, con l’obbligo a lasciare una certa quantità di uso pubblico del complesso immobiliare: libero accesso della cittadinanza al Parco privato per una giornata al mese; uso gratuito di una sala interna di rappresentanza al Comune per almeno sei eventi l’anno.

 

Roberto Bolis

 

 

 

 

“Coloriamo Verona”, concorso per writers. Domande entro il 15 settembre

L’Amministrazione comunale, in collaborazione con Rfi SpA Direzione Territoriale Produzione Verona, promuove la quarta edizione del concorso Writers-Street art “Coloriamo Verona”, per la presentazione di idee e progetti finalizzati alla riqualificazione estetica di alcuni luoghi cittadini. Quest’anno gli spazio individuati da dipingere saranno, come per lo scorso anno, ulteriori tre tratti del muro di cinta dell’ex Scalo merci di stradone Santa Lucia, per circa 300 metri complessivi.

Scopo del concorso è dare spazio alla creatività e all’espressione artistica dei giovani writers veronesi in spazi idonei, educando al pieno rispetto della proprietà altrui e del patrimonio storico-artistico-monumentale cittadino e, nel contempo, migliorando esteticamente i luoghi della città bisognosi di intervento. Una commissione sceglierà tra i progetti pervenuti i tre vincitori, ai quali verrà assegnato un premio di 3.000 euro ciascuno (al lordo delle ritenute di legge), comprensivo delle spese per l’acquisto dei colori e materiali necessari. Per partecipare al concorso è necessario inviare la domanda di adesione e il bozzetto in scala dell’opera entro il 15 settembre al seguente indirizzo: Comune di Verona, Direzione Generale, piazza Bra 1, 37121 VERONA . Tutte le informazioni utili -bando di concorso, domanda di partecipazione, fotografie e planimetrie dei luoghi individuati- possono essere reperite sul portale http://www.comune.verona.it, alla pagina Direzione Generale-comunicazioni e avvisi.

Nelle precedenti edizioni del concorso le opere grafiche vincitrici sono state realizzate nel territorio della 5^ Circoscrizione, nei sottopassi ciclopedonali di viale Piave, in un tratto di muro dell’ex Scalo merci di stradone Santa Lucia; sulle pareti del cavalcavia ferroviario di Corso Milano–Croce Bianca; sul fianco sud dell’edificio Agec di piazza Brodolini 1.

 

 

Roberto Bolis

 

 

Maya. Il linguaggio della bellezza in mostra a Verona in autunno

I Maya sono una delle civiltà più ricche di storia e di mistero.

Tra il 2000 a.C. e il 1542 d.C. essi inventarono e svilupparono sistemi matematici, calendari, spirito artistico, misurazioni del tempo e molto altro ancora: tra le civiltà più ricche di storia e colme di misteri mai svelati, nonostante gli sforzi dei grandi storici e dei maggiori esperti, la loro cultura resta ancora colma di enigmi che affascinano l’intero genere umano.

La mostra I Maya. Il linguaggio della bellezza di Verona, una delle più grandi ed esaustive che siano mai state prodotte a livello internazionale, approda a Palazzo della Gran Guardia con oltre 300 opere provenienti dai principali musei del Messico, a partire dall’8 ottobre 2016 fino al 5 marzo 2017.

Resa possibile grazie al generoso e fondamentale intervento dell’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia del Messico (INAH), la mostra è promossa dal Comune di Verona con il supporto di Arena Museo Opera (AMO), ed è prodotta e organizzata da Arthemisia Group e Kornice.

Siamo orgogliosi di poter presentare a Verona questo tributo a una delle civiltà più misteriose e affascinanti della storia del genere umano. Grazie a uno straordinario concorso di forze – dichiara Flavio Tosi, Sindaco di Verona, che ha visto unirsi il nostro Paese con i più prestigiosi istituti culturali del Messico, Verona avrà la possibilità di godere di questa opportunità irripetibile, che certamente saprà attrarre nella nostra città migliaia di visitatori. Un particolare ringraziamento a tutti coloro che, a diverso titolo, hanno reso possibile questa memorabile occasione”.

La mostra di Verona curata da Antonio Aimi e Karina Romero Blanco affronta per la prima volta il tema della cultura di questo antico popolo attraverso le parole e i testi degli stessi Maya, utilizzando – come mai è avvenuto in passato – la più grande rivoluzione antropologica dell’ultimo secolo: la decifrazione della loro scrittura.

Parallelamente, l’esposizione offre uno sguardo nuovo, innovativo e sorprendentemente attuale sull’arte maya a partire dall’individuazione dei maestri, delle scuole e degli stili: finalmente si ha la possibilità di rapportarsi alle opere attraverso una lettura storico-artistica e non solo archeologica.

I tre grandi periodi – preclassico, classico e postclassico – che dal 2000 a.C. al 1542 d.C. hanno visto fiorire questo popolo, sono spiegati attraverso straordinari capolavori dell’arte maya come il Portastendardi, pregiata scultura risalente all’XI secolo realizzata da un maestro di Chichen Itza (complesso archeologico a nord della penisola dello Yucatan, inserito nel 2007 fra le sette meraviglie del mondo moderno) che senza dubbio rappresenta la migliore opera di una tipologia tipica di molte città del Periodo Postclassico; la Testa raffigurante Pakal il Grande che visse dal 603 al 683 dopo Cristo e fu il più importante re di Palenque (oggi tra i più importanti siti archeologici maya situato nello stato messicano del Chiapas); la Maschera a mosaico di giada raffigurante un re divinizzato tipico esempio di maschera funeraria, fondamentale per il defunto per raggiungere il mondo sotterraneo; e infine come l’Adolescente di Cumpich, imponente scultura risalente al periodo tardo classico ritrovata nel sito archeologico di Cumpich.

La civiltà maya è spiegata anche attraverso la ricostruzione di antiche architetture, utensili della vita di tutti i giorni che hanno cavalcato millenni come collane, orecchini, strumenti musicali, vasi e incensieri, tutti provenienti dai più importanti musei messicani quali il Museo Nacional de Antropología (Città del Messico) che coi suoi due milioni di visitatori è il primo museo di antropologia del mondo, il Museo Regional de Antropología Palacio Cantón (Mérida, Yucatán), il Museo Arqueológico del Camino Real de Hecelchakán (Hecelchakán, Campeche) e dai tanti siti archeologici delle più importanti città maya come Calakmul, Chichen Itza, Palenque e Uxmal.

A 18 anni di distanza dalla mostra del 1998 sui Maya di Venezia, torna in Italia il racconto della storia di un popolo che non cessa di affascinarci per le sue conoscenze matematiche, per i suoi raffinatissimi sistemi calendariali e per le sue realizzazioni artistiche.

Inoltre la tappa italiana della mostra svela i risultati delle ultime ricerche scientifiche sui Maya e consente ai lettori di leggere direttamente i loro testi, senza sfuggire a temi intriganti come le profezie, la fine del tredicesimo baktun (caduta il 21 dicembre 2012) e i segreti del Conto Lungo, un ciclo di 5125,3661 anni che aveva cominciato a “girare”, il giorno della creazione, che per questo popolo era avvenuta il 6 settembre del 3114 a.C.

Sculture dalle forme umane e animali, oggetti d’uso comune, maschere e urne funerarie, fregi e architravi che ricostruiscono antichi ambienti, frammenti di testi, mappe, simboli di potere e molto altro ripercorrono duemila anni di storia attraverso le sei sezioni tematiche della mostra che racconteranno la cultura maya, la decorazione dei corpi (i Maya erano molto attenti alla bellezza e per questo ornavano il corpo con interventi temporanei o permanenti come pitture corporali, elaborate pettinature, tatuaggi e decorazioni dentali); gli abiti e gli ornamenti utilizzati per indicare lo stato sociale, il loro rapporto con gli animali simbolo delle forze naturali, dei livelli del cosmo, degli eventi dei miti cosmogonici; le diverse divinità ed entità sacre adorate da questo popolo, i sacerdoti che le rappresentavano, i paraphernalia dei rituali; l’arte a partire dalla tematica delle attribuzioni e dalla gerarchia delle opere: per la prima volta si presenta l’arte maya a partire da rigorose e specifiche analisi storico-artistiche che sviluppano la tematica  delle attribuzioni e arrivano a individuare i grandi artisti della pittura e della scultura.

Palazzo della Gran Guardia, Verona

Dall’8 ottobre 2016 al 5 marzo 2017

 

Adele Della Sala

 

 

Il Grande Teatro a Verona

Dall’8 novembre 2016 al 2 aprile 2017 – per complessive quarantotto rappresentazioni – è in programma al Nuovo la rassegna IL GRANDE TEATRO 2016-2017 organizzata dal Comune di Verona e dal Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale con Unicredit come main partner.

«Un cartellone di alto livello – dichiara il responsabile artistico della rassegna Gianpaolo Savorelli – in grado di esprimere per autori individuali, per interpreti di straordinario talento e per originali allestimenti, che incrociano tradizione e contemporaneità, le caratteristiche proprie di una stagione di Grande Teatro».

«Con questo programma – aggiunge Massimo Ongaro, direttore del Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale – confermiamo la vocazione del Teatro Stabile del Veneto a selezionare proposte di grande qualità, affermando in modo ancora più chiaro la capacità di un teatro nazionale di essere efficace partner culturale per la città di Verona e per il suo territorio».

«Ci eravamo dati un obiettivo nel presentarci come Teatro Nazionale: essere all’altezza del ruolo – dice a sua volta Angelo Tabaro, presidente del Teatro Stabile del Veneto – con offerte che dimostrino il ruolo del Veneto nella tradizione teatrale Italiana e internazionale. La programmazione 2016/2017 del Teatro Stabile del Veneto dimostra che siamo in linea con l’obiettivo».

Inaugura la rassegna invernale di prosa, dall’8 al 13 novembre, una produzione del Teatro Stabile del Veneto e del Teatro Stabile di Torino: Smith & Wesson di Alessandro Baricco, autore che non scrive testi per il teatro, bensì spettacoli che a volte si trasformano in qualcos’altro: come è accaduto con Novecento. Smith & Wesson non è il nome di una pistola, è quello di una coppia sgangherata: un meteorologo (Natalino Balasso) e un pescatore (Fausto Russo Alesi). In un mondo popolato da truffatori e falliti, i due vengono avvicinati da una giornalista alla caccia di una storia memorabile. Come quella di T.D. Lemon Novecento, non a caso portata in scena sempre da Gabriele Vacis.

Dopo Baricco un altro autore italiano prestato al teatro: Gianfranco Bettin che con la sua scrittura tagliente affianca Marco Paolini nel nuovo lavoro dell’attore bellunese: Numero primo in scena dal 13 al 18 dicembre prodotto da Jolefilm. Insieme raccontano la storia di un futuro probabile, fatto di cose, di bestie e di umani rimescolati insieme come le carte di un mazzo prima di giocare. Al più noto e apprezzato esponente del teatro di narrazione italiano il compito di rendere credibili sulla scena cose possibili domani, ma che oggi appaiono ancora del tutto inverosimili.

Gli altri sei titoli vedono in scena attori davvero straordinari che con il loro talento hanno fatto la storia del teatro italiano. Figurano infatti nello stesso cartellone contemporaneamente Glauco Mauri, Gabriele Lavia, Eros Pagni, Umberto Orsini, passando per i più giovani Elio De Capitani, Massimo Popolizio e Luca Lazzareschi. L’occasione è unica per confrontare interpretazioni e approcci ai testi da parte di artisti che, con la loro concezione del teatro, hanno accompagnato generazioni intere di spettatori, emozionandoli, commuovendoli, coinvolgendoli nel piacere di ascoltare recitare un “maestro” nel vero senso della parola.

Torna a Verona (col terzo spettacolo in programma dal 17 al 22 gennaio) anche la tragedia classica con Edipo – il mito, progetto fortemente voluto da Glauco Mauri. Accanto a lui il giovane e talentuoso regista Andrea Baracco e lo storico compagno di viaggio Roberto Sturno. Lo spettacolo è incentrato su due capolavori di Sofocle: Edipo Re e Edipo a Colono. Due opere fondamentali nella storia del teatro, per gli interrogativi che pongono alla mente e per la ricchezza di umanità che contengono. Uno stimolo per il pubblico di oggi, a trovare nelle radici del nostro passato il nutrimento necessario per immaginare il nostro futuro. Lo spettacolo è prodotto dalla Compagnia Mauri Sturno e dal Teatro della Toscana.

In occasione delle celebrazioni per i quattrocento anni dalla morte di William Shakespeare, Luca De Fusco firma Macbeth, uno dei supremi capolavori del Bardo in programma dal 31 gennaio al 5 febbraio. Il testo narra la vicenda del vassallo di re Duncan di Scozia che, divorato dall’ambizione e dalla brama di potere, porta a compimento il regicidio per salire al trono. L’interpretazione di Luca Lazzareschi domina un allestimento che viaggia sul confine tra teatro e video, citando il cinema di Stanley Kubrick e la pittura di Salvador Dalí. Lady Macbeth è Gaia Aprea. Coproduttori dello spettacolo il Teatro Stabile di Napoli, il Teatro Stabile di Catania Fondazione Campania dei Festival e Napoli Teatro Festival Italia.

Dopo le prime quattro rappresentazioni, grande spazio viene riservato al 900 nella seconda parte della rassegna che propone tre autori simbolo del secolo passato: Arthur Miller, Luigi Pirandello e Thomas Bernhard.

Di Arthur Miller il quinto spettacolo in programma dal 21 al 26 febbraio: Morte di un commesso viaggiatore, la sua opera più conosciuta e rappresentata al mondo. Il celebre dramma sarà proposto dal Teatro Elfo Puccini in un’appassionata versione diretta e interpretata da Elio De Capitani assieme all’affiatatissimo gruppo di attori del Teatro dell’Elfo. Un classico degli anni Cinquanta, che parla del nostro presente, raccontando l’ultimo giorno di vita di Willy Loman, commesso viaggiatore pronto a tutto per vendere e per vendersi. In un andare e venire fra realtà e sogno, in cui si mescolano armoniosamente il piano del presente e quello del passato, prende forma uno spettacolo commovente, profondo e umanissimo.

Dal 7 al 12 marzo sarà in scena L’uomo dal fiore in bocca, piccolo capolavoro del teatro pirandelliano che Gabriele Lavia dirige e interpreta con precisione chirurgica. In questa efficace messa in scena, il breve atto unico è stato integrato da brani di novelle che affrontano il tema del rapporto tormentato tra marito e moglie, visto col distacco di un’ironia che rende i personaggi estremamente contemporanei. L’allestimento è della Fondazione Teatro della Toscana.

Il più grande attore tedesco del dopoguerra, Minetti, dà il proprio nome alla commedia dell’austriaco Thomas Bernhard, qui diretta da Marco Sciaccaluga, in programma dal 14 al 19 marzo. Nella notte di Capodanno, in attesa di chi gli ha offerto di ritornare sulla scena nel ruolo di Re Lear, il protagonista s’interroga sull’arte dell’attore come riflesso di un mondo grottesco, assediato da una metaforica tempesta di neve. È il ritratto di un artista da vecchio reso alla perfezione da Eros Pagni. Tra il comico e il tragico, la realtà s’intreccia alla trasfigurazione poetica. Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Stabile di Genova.

A firma di Miller anche lo spettacolo che chiude la rassegna dal 28 marzo al 2 aprile: Il prezzo (The Price) opera di Miller meno nota, almeno in Italia: un testo che indaga il rapporto tra responsabilità individuale e collettiva alla luce degli effetti della crisi del ’29 sulla società americana. A incarnare questa dicotomia una famiglia borghese dilaniata da contrasti interni da cui tenta di difendersi per salvaguardare le apparenze. Umberto Orsini e Massimo Popolizio mettono il loro sconfinato talento al servizio di questo dramma avvincente ed ironico – proposto dalla Compagnia Umberto Orsini – che ha il sapore della riscoperta.

INFORMAZIONI tel. 0458006100

PREZZI BIGLIETTI SINGOLI SPETTACOLI

platea                  € 25,00

balconata           € 22,00

galleria                € 15,00

seconda galleria         € 9,00

 

Enrico Pieruccini