Pizolada delle Dolomiti a quota 42!

Cima Bocche

Per gli appassionati di scialpinismo, la più antica disciplina della montagna invernale, l’edizione 2018 della Pizolada delle Dolomiti è un appuntamento da non perdere. Dopo anni di scarso innevamento, la neve è scesa abbondante in Val di Fassa e i partecipanti potranno confrontarsi con gli spettacolari percorsi sulle pendici del Col Margherita che hanno fatto di questa manifestazione una delle classiche scialpinistiche più affascinanti delle Dolomiti.

Discesa Pizolada 2016

Come sempre il Comitato Organizzatore proporrà una gara agonistica che metterà a dura prova anche gli atleti più allenati con cinque salite, tra cui il lungo e severo canalone nord della Forcella Vallazza e il mitico Canalino Holzer, ripido tratto alpinistico da superare con gli sci in spalla fino alla cima del Col Margherita (2514 m), e cinque discese in neve fresca. Partenza dalla stazione a valle della funivia Col Margherita.

Forcella Vallazza marzo 2018

Accanto alla gara sarà poi organizzata un’escursione guidata con le Guide Alpine su percorso assistito per coloro che desiderano provare l’emozione di raggiungere la mitica Cima Bocche attraverso la ripida cresta sud-ovest (2745 m) in sicurezza, godendosi appieno natura e paesaggi. Il raduno escursionistico è aperto a tutti e sono ammessi anche i minorenni che hanno già compiuto il 15° anno di età, all’8 aprile 2018, previa la firma apposta di un genitore o di chi ne fa le veci (con l’esibizione di un documento di riconoscimento). Partenza da Malga Negritella, in località Alochet.

Guido Giacomelli vincitore Pizolada 2017

Le iscrizioni sono già aperte e fino a venerdì 6 aprile 2018 è prevista una quota promozionale di 35,00 euro (valida per tutti, agonisti ed escursionisti) che comprende anche il pacco gara con una maglietta tecnica Montura e un buono pasto per il pasta party. Il certificato medico di idoneità sportiva in corso di validità è richiesto solo agli agonisti, come da regolamento di gara.

ATC anche per le foto

Twitter non rispetta i diritti delle donne secondo A.I.

Nel giorno in cui Twitter celebra i 12 anni trascorsi dal primo tweet, Amnesty International lancia una campagna per denunciare che l’azienda non previene la violenza e le molestie online contro le donne.
Nonostante l’impegno a essere più trasparente nei suoi sforzi per migliorare la “salute” delle conversazioni sulla sua piattaforma, Twitter non mette a disposizione informazioni significative su come gestisce le segnalazioni di violenza e molestie.
Amnesty International ha pubblicato il 21 marzo scorso una nuova ricerca sull’esperienza fatta dalle donne sulla piattaforma Twitter, da cui emerge come la recente affermazione che l’azienda “sta dalla parte delle donne in ogni parte del mondo” suoni vuota di fronte alla costante incapacità della piattaforma di proteggere le donne dalla violenza e dalle molestie.
Il nuovo rapporto, intitolato “#ToxicTwitter: violenza e molestie online contro le donne”, illustra come l’azienda non rispetti i diritti umani delle donne a causa della sua inefficace e inadeguata reazione alla violenza e alle molestie. Il rapporto include una serie di raccomandazioni concrete su come Twitter potrebbe diventare un luogo più sicuro per le donne.
“Le donne hanno il diritto di vivere libere dalla discriminazione e dalla violenza, sia online che offline. Ma lasciando che le molestie nei loro confronti aumentino, Twitter sta compromettendo quel diritto. Nonostante le ripetute promesse di ripulire la piattaforma, molte donne quando aprono Twitter trovano minacce di morte e di stupro e offese razziste od omofobe”, ha dichiarato Azmina Dhrodia, ricercatrice di Amnesty International su Tecnologia e diritti umani.
“Le nostre ricerche hanno mostrato che Twitter non fornisce rimedi adeguati alle donne che subiscono violenza e molestie sulla piattaforma. L’azienda deve fare molto di più per rispettare i diritti umani delle donne”, ha aggiunto Dhrodia.
Nel corso di questo mese, il direttore generale di Twitter Jack Dorseyha chiesto pubblicamente aito, impegnandosi a rendere la compagnia pienamente trasparenze sui suoi sforzi per migliorare la “salute” delle conversazioni sulla piattaforma. Tuttavia, nonostante varie richieste di Amnesty International, Twitter ha rifiutato di mettere a disposizione informazioni significative su come gestisce le segnalazioni di violenza e molestie.
“È importante che Jack Dorsey chieda aiuto e pareri su questo tema, ma il rifiuto di Twitter di mettere a disposizione informazioni significative su come gestisce le segnalazioni di violenza e molestie rende arduo sapere come affronta il problema. Twitter dovrebbe prendere alcune misure di tipo proattivo, per esempio e come minimo impegnarsi a rispondere alle utenti che segnalano le molestie”, ha proseguito Dhrodia.

Twitter ha fatto sapere di non essere d’accordo con le conclusioni della ricerca di Amnesty International. In una dichiarazione, l’azienda ha dichiarato di “non poter cancellare odio e pregiudizio dalla società”, di aver fatto oltre 30 cambiamenti negli ultimi 16 mesi per migliorare la sicurezza e di aver aumentato il numero delle azioni intraprese nei confronti di tweet molesti. La compagnia ha reiterato il suo rifiuto di fornire informazioni su come gestisce le segnalazioni di molestie, spiegando che “gli strumenti per segnalare sono spesso usati in modo inappropriato”.
Amnesty International ammette che il contesto è importante quando si condividono dati grezzi ma non c’è nulla che possa impedire a Twitter di fornire l’uno e gli altri, e le responsabilità dell’azienda in tema di diritti umani implicano il dovere di essere trasparenti quando si gestiscono segnalazione di violenza e molestie.
“Twitter ha ripetutamente cercato di deviare l’attenzione dalle sue responsabilità, rilanciando sul più ampio tema dell’odio e del pregiudizio nella società. Il punto è che all’azienda non stiamo chiedendo di risolvere i problemi del mondo, ma di introdurre cambiamenti concreti per dimostrare veramente che le molestie contro le donne non sono le benvenute su Twitter”
, ha replicato Dhrodia.
Il rapporto di Amnesty International si basa su un mix di ricerca quantitativa e qualitativa condotta negli ultimi 16 mesi e su interviste a 86 donne e persone di genere non binario tra cui giornalisti, esponenti politici e utenti comuni del Regno Unito e degli Usa, circa la loro esperienza di fronte al fatto che Twitter non ha preso sul serio le loro segnalazioni di molestie.
Le regole di Twitter sui comportamenti d’odio vietano la violenza e le molestie contro le donne e la piattaforma è dotata di un sistema di segnalazione degli account o dei tweet che violano quelle politiche.
Tuttavia, secondo il rapporto di Amnesty International, Twitter non fa sapere agli utenti come interpreta e applica queste regole o come forma i moderatori a rispondere alle segnalazioni di violenza e molestie. Il rapporto termina affermando che le regole sono applicate in modo incoerente e che talvolta non c’è reazione alle segnalazioni: ciò rende i contenuti molesti ancora visibili nonostante violino le regole della piattaforma.
Miski Noor, una specialista di genere non conforme che si occupa di comunicazione nella rete globale Black Lives Matter, ha affermato:
“Twitter deve dire se sta dalla parte delle persone o no. Twitter ha il potere di cambiare il modo in cui le donne affrontano le molestie e addirittura il potere di evitarle. Dopo tutto, quello spazio è coordinato dalla piattaforma, che dunque ha il potere di cambiare le nostre esperienze online”.

L’impatto delle molestie
Come tutti gli attori economici, Twitter ha la responsabilità di rispettare i diritti umani, tra cui il diritto di vivere liberi dalla discriminazione e dalla violenza e il diritto alla libertà di espressione e di opinione. La ricerca di Amnesty International mostra tuttavia che non contrastando in modo efficace la violenza e le molestie da parte dei suoi utenti, Twitter sta contribuendo a ridurre al silenzio le donne sulla sua piattaforma.
Nel 2017 Amnesty International ha intervistato 4000 donne in otto paesi: oltre tre quarti (il 76 per cento) di quelle che avevano subito molestie e intimidazioni su un social media avevano cambiato il loro comportamento online, ad esempio nel 32 per cento dei casi rinunciando a postare le loro opinioni su determinati argomenti.
Secondo Amnesty International le donne di colore, quelle appartenenti alle minoranze etniche o religiose, le donne Lgbti, le persone di genere non binario e le donne con disabilità sono prese di mira più delle altre. In questo modo persone già marginalizzate vengono tenute fuori dalla conversazione pubblica.
La giornalista statunitense Imani Gandy ha dichiarato: “Vengo molestata in quanto donna e poi ulteriormente molestata in quanto donna nera. Se a una donna la chiamano puttana, a me chiamano puttana negra. Qualunque identità possano individuare, la usano contro di te. Qualunque offesa possano sfruttare contro un gruppo marginalizzato, lo sfruttano”.
Verso un’esperienza meno tossica
Il rapporto di Amnesty International contiene raccomandazioni concrete per rendere Twitter un luogo più sicuro e meno tossico per le donne, tra le quali:
– rendere pubblici esempi specifici di violenza e molestie che non saranno tollerati;
– condividere i dati sui tempi di risposta alle segnalazioni di molestia, fissare degli obiettivi e riferire regolarmente;
– assicurare che le decisioni prese per restringere i contenuti siano in linea col diritto internazionale dei diritti umani e con i relativi standard.
Twitter dovrebbe inoltre concentrare gli sforzi per mettere in grado gli stessi utenti di contribuire a migliorare l’esperienza sulla piattaforma, ad esempio creando campagne di sensibilizzazione sulle diverse opzioni disponibili in termini di sicurezza e privacy.
“Negli ultimi mesi abbiamo assistito a un’ondata di solidarietà e di attivismo da parte delle donne di tutto il mondo, e non c’è dubbio che Twitter abbia avuto un ruolo importante in movimenti come #MeToo”, ha commentato Dhrodia.
“Le recenti iniziative di Twitter indicano che l’azienda vuole essere parte di questo cambiamento, ma le donne non ci credono. Se non prenderà ulteriori misure concrete contro la violenza e le molestie online sulla sua piattaforma, Twitter non potrà sostenere credibilmente di stare dalla parte delle donne”, ha concluso Dhrodia.
Il rapporto #ToxicTwitter: violenza e molestie online contro le donne è online all’indirizzo:
https://d21zrvtkxtd6ae.cloudfront.net/public/uploads/2018/03/20164406/ToxicTwitter-report-EMBARGOED-21-MARCH.pdf

L’appello da firmare sul sito di Amnesty International è online al seguente link:
https://www.amnesty.it/stop-alla-violenza-online-su-toxictwitter/

Amnesty International Italia

Hike&Fly. Escursionismo e volo

Camminare lungo le valli, salire sui monti, scegliere un buon pendio come punto di decollo, preparare il parapendio e poi spiccare il volo verso altri monti e attraverso altre valli.

Si chiama hike & fly, escursionismo e volo, tutto gambe e parapendio la nuova frontiera del volo libero, quello senza motore, sinonimo di libertà e spirito d’avventura. Qualcuno dice che non sia proprio nuova, perché a chi pratica questa entusiasmante attività con abitat naturale in ambienti montani una scarpinata prima o poi tocca.

Sull’onda della celebre X-Alps, maratona biennale di oltre mille chilometri dall’Austria a Montecarlo, i cultori di hike & fly sono in crescita esponenziale e gli eventi si moltiplicano. Facili le regole base: usare solo piedi e parapendio, preferibilmente il secondo perché il volo è meno faticoso e più veloce. Nessun altro mezzo di trasporto è ammesso.

Le gare possono durare più giorni e lungo percorsi di centinaia di chilometri contrassegnati da punti salienti del territorio, detti boe o turn point, con obbligo al pilota di aggirarli. Ogni concorrente è seguito da un team di supporto con il compito di suggerire valutazioni tecniche sul miglior tragitto, informazioni meteo e fornire l’occorrente alla sussistenza. Quando non vola il pilota è obbligato a camminare con in spalla la sacca contenente parapendio, selletta e tutta l’attrezzatura per il volo che non può essere portata altrimenti. Il live tracking sorveglia tramite GPS, invia in tempo reale la posizione dei piloti, stila classifiche.

Ci proviamo anche in Italia con l’hike & fly. Nel 2018 tre diverse organizzazioni si sono messe di buona lena per varare altrettanti eventi. Hanno raccolto partecipanti da Europa, Asia e America, lo svizzero Christian Maurer, vincitore di cinque X-Alps, il più noto. Pochi posti e riservati ad atleti ben allenati in corsa, arrampicata e altre discipline. Indispensabile pratica costante e esperienza di volo libero. Rare le quote rosa non senza rammarico.

Primo appuntamento fino al 19 maggio per la Ironfly pensata dal Parapendio Club Scurbatt di Suello (Lecco). Partenza dal lungolago di Lecco e salita sul monte Cornizzolo, altitudine 1.040 m. Da qui la gara si snoderà attraverso le Prealpi lombarde, piemontesi e Canton Ticino. Turn point a Macugnaga e il Monte Rosa, altitudine 4.634 m., Bormio in Valtellina e il passo della Presolana in Val Seriana prima di raggiungere l’atterraggio di Suello. Totale 458 km in linea d’aria, di più nella sostanza.

Il 26 agosto a Levico Terme (Trento) prenderà il via la Dolomiti Superfly organizzata dal Volo Libero Trentino. Il percorso, tutto dolomitico e dedicato ai luoghi della Grande Guerra nel centenario della vittoria, misurerà 250 km. Prima boa a Canazei (Trento) passando per la catena del Lagorai. Poi toccherà Sesto Pusteria (Bolzano) oltre le Tre Cime di Lavaredo e infine Cima Grappa nelle Prealpi venete. Conclusione a Levico Terme entro l’1 settembre.

Durerà un solo giorno, l’8 settembre, la h&f Presolana 1.0, grazie al club Volomania di Gandino (Bergamo), teatro il comprensorio attorno al massiccio di 2.521 m nelle Prealpi bergamasche che ha ispirato il nome dell’evento. I piloti partiranno da Gandino, passeranno da Clusone, dalla Valzurio, dalla valle di Castione, dal monte Pora, ancora da Clusone e dalla Val Gandino, toccheranno lo spartiacque tra Val Cavallina e lago d’Iseo prima dell’atterraggio di Cirano presso Gandino.

 

Gustavo Vitali (anche per la foto)

 

“La rondine”

 

Ricordiamo che mercoledì 21 marzo 2018 alle ore 20.30, andrà in scena,  per la prima volta a Genova, la seconda versione  de La rondine, opera in tre atti di Giuseppe Adami su musica di Giacomo Puccini.

Sul podio, a dirigere l’Orchestra ed il Coro del Teatro Carlo Felice, Giuseppe Acquaviva, esperto pucciniano che, oltre ad essere il Direttore Artistico, questa volta ricopre per il Teatro Carlo Felice anche il ruolo di Direttore d’Orchestra (il Maestro Acquaviva si alternerà con Alvise Casellati nelle recite del 23 e 24/3). Un nuovo Allestimento del Teatro Carlo Felice, con repliche fino al 25 marzo.

Marina Chiappa (anche per la foto)

 

 

Omaggio a Luis Bacalov a Roma

Luis Bacalov (foto di Juan Luis Garcia-flickr.com, fornita da Mauro Mariani)

L’Orchestra Roma Sinfonietta diretta da Michele Reali, con i solisti Marco Serino al violino e Simone Briatore alla viola, ricorda Luis Bacalov, argentino di nascita e romano d’adozione, premio Oscar per la miglior colonna sonora, recentemente scomparso. Inoltre musiche di Ada Gentile, Aaron Copland e Joaquin Turina.  L’evento si terrà mercoledì 21 marzo alle 18.00 presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” (Auditorium “Ennio Morricone”, Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1).

Michele Reali (foto fornita da Mauro Mariani)

Luis Bacalov, che collaborò tante volte con l’orchestra, sia come direttore che come pianista, sarà ricordato con l’esecuzione della Suite per violino e orchestra d’archi, basata sulla sua musica per il cinema, tra cui Il postino, con cui vinse l’Oscar nel 1996. Ma il programma è molto vario. Il concerto inizia con Appalachian Spring di Aaron Copland: è un balletto scritto nel 1944 per la famosa coreografa Martha Graham e caratterizzato dall’uso di melodie popolari americane e ritmi jazz, che gli procurò un’immensa popolarità negli States e nel mondo intero. Saranno invece le melodie e i ritmi tipici della musica iberica a risuonare in Scène andalouse per viola e orchestra di Joaquin Turina, uno dei più famosi esponenti della scuola musicale spagnola dell’inizio del Novecento.

Conferiscono ulteriore interesse al concerto Ho scritto una canzone per orchestra da camera di Ada Gentile, una delle compositrici contemporanee più notevoli a livello non solo italiano ma internazionale, e  la prima esecuzione mondiale di Stabat Mater – Minimo macabro per violino, viola e 11 strumenti di Cristiano Serino.

 

Mauro Mariani

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Credo nei prossimi 7 minuti. Liana Ghukasyan

Per lei la bellezza ha un’altra forma. Le sue storie dipinte, ricolme di passione e sofferenza, raccontano con forza disarmante di lei e, inesorabilmente, anche della sua identità di donna e artista armena.

“Credo nei prossimi 7 minuti”, la nuova personale di Liana Ghukasyan presso la Galleria Après-coup Arte di Milano in via Privata della Braida 5 in zona Porta Romana, curata da Sarah Lanzoni, è l’espressione diretta dei sentimenti dell’artista attraverso più di 20 opere fra oli su tela, disegni su carta e incisioni, realizzate dal 2009 ad oggi.

Liana Ghukasyan, nata in Germania nel 1986 ma cresciuta in Armenia, nella regione Vahan nella provincial di Gegharkunik sul confine dell’Azerbaijan, si esprime in maniera estremamente diretta, nella vita così come nell’arte.

La sua ricerca artistica è, al contempo, indagine aperta sulle proprie emozioni più intime nonché espressione silenziosa di una identità armena molto forte.

La drammaticità che esprimono i suoi lavori viene raccontata dall’artista in maniera nuda e schietta, senza filtro alcuno. Lo sgomento, l’inquietudine e il senso di turbamento che trasmettono sono in perfetto equilibrio con la spiccata vivacità che emerge dalle immagini dipinte.

L’efferatezza dei suoi racconti viene esaltata da una tavolozza di pochi colori, scelti per comunicare in maniera diretta un messaggio privato, eppure universale.

Dal suo mondo e dalla sua fantasia, dalla poesia delle sue pennellate e dei suoi disegni, nascono corpi deformati, figure a volte caricaturali, sempre in bilico tra la realtà e la fantasia, tra il grottesco e il surreale, eppure incredibilmente veri e graffianti, che parlano di carnalità e d’amore.

Sarah Lanzoni: “La forza della Ghukasyan si scatena dalle componenti di imprevedibilità contenute nella sua arte. È come se, paradossalmente, nelle sue opere riuscisse a catturare un elemento indescrivibile che sfugge di mano sia a lei, sia all’osservatore. Coglie la sensazione che l’essere umano prova quando pensa al proprio destino e al proprio futuro, senza abbandonarsi esclusivamente all’angoscia, prediligendo piuttosto la curiosità”.

La sperimentazione nell’uso e nella scelta del colore rimane un punto focale del suo percorso. Ad esempio alterna la densità della materia pittorica, che concentra fortemente in alcune pennellate di nero o grigio scuro, a un colore steso per campiture più ariose e leggere, come nei tre oli su tela “Tutte le stelle del mare”, “Ogni volta che canto” e “Schettini”, tutti presenti in mostra a Milano.

Accanto ai 9 oli su tela, ad Après-coup Arte verranno esposti anche 12 disegni su carta e 3 incisioni a puntasecca realizzate tra il 2009 e il 2010, ovvero nei primi mesi successive al suo arrivo in Italia.

Après-coup Arte

Milano, Via Privata della Braida, 5

Fino al 4 maggio 2018, da martedì a sabato 08.30 – 22.00

Ingresso libero

 

Studio de Angelis (anche per la fotografia)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Comfoter dona a Verona un cannone 1911

Anche Verona avrà il suo monumento agli Artiglieri. Fino ad oggi assente dal territorio comunale, sarà realizzato utilizzando un cannone calibro 75/27 modello 1911, donato ufficialmente dal Comfoter al Comune.

Il manufatto di artiglieria, usato durante la seconda Guerra Mondiale, troverà posto in via Velino, in zona Santa Lucia, nello spazio riconvertito al posto della vecchia fontana che si trovava in stato di degrado.

A siglare in via formale la cessione a titolo gratuito del cannone, sono stati l’assessore alle Strade e Giardini Marco Padovani e il Generale di Corpo d’Armata Amedeo Sperotto, Comandante delle Forze Operative Terrestri di Supporto, nella sala Radetzki di Palazzo Carli. Presente anche il vice presidente provinciale dell’associazione Artiglieri Giuseppe Fratton.

“Non posso che ringraziare il generale Sperotto per la sensibilità dimostrata – commenta l’assessore Padovani -, frutto anche del percorso di collaborazione e dialogo intrapreso negli ultimi mesi tra Amministrazione e Comfoter. Per la città è un grande regalo, non solo per il valore storico del manufatto, ma anche per ciò che rappresenta nella memoria collettiva. Per questo abbiamo deciso di utilizzarlo per ricordare tutti gli artiglieri che hanno sacrificato la loro vita per la patria. L’obiettivo è inaugurarlo a ridosso del prossimo 15 giugno, giorno in cui ogni anno si celebra la Festa dell’Artiglieria”.

 

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

Baite Aperte domenica 18 marzo per il Tour Eco-Friendly nelle Dolomiti

 

Per chi ama la montagna d’inverno non c’è niente di più bello che trascorrere del tempo in qualche baita inebriandosi di incantevoli panorami e gustose specialità culinarie. Spesso, però, le baite più suggestive e ricche di fascino sono quelle più inaccessibili e private, nascoste tra i boschi e la neve fresca o visibili a lato delle piste da sci, ma comunque al di fuori dai clamori del turismo.
Salendo in quota ad Alleghe, nel cuore delle Dolomiti Bellunesi, se ne trovano tantissime e di tutte le dimensioni, con il classico tetto spiovente, pareti in legno o pietra viva, piccole finestre, tende colorate ed eleganti terrazze esposte al sole: una vera ricchezza paesaggistica e culturale che grazie a Baite Aperte, una volta l’anno, diventa alla portata di tutti!

Baite Aperte è una grande festa per gli appassionati della neve e del buon cibo, alla scoperta della montagna più autentica, ma soprattutto la possibilità di vivere un’esperienza diversa, all’aria aperta, in mezzo alla natura con i suoi magnifici panorami e la piacevole compagnia di nuovi amici.

Siete curiosi? L’edizione 2018 avrà luogo domenica 18 marzo con ritrovo alle ore 9:30 presso la Grande Baita Civetta ai Piani di Pezzè dove i partecipanti incontreranno le guide che li accompagneranno in questo speciale “slow tour”, da fare con gli sci, lo snowboard o con le ciaspole, tra 16 diverse baite. Ad ogni sosta, in ogni baita, l’atmosfera sarà carica di convivialità e gioia, regalando la magica sensazione di una festa che non finisce mai.

Baite Aperte è anche eco-friendly: il kit di viaggio consegnato ad ogni partecipante sarà infatti completamente biodegradabile, con posate in legno, bicchieri in alluminio e stoviglie “Usobio”. Una scelta perfettamente in linea con la filosofia di Alleghe Funivie che già da anni si sta impegnando alla riduzione del proprio impatto ambientale con l’utilizzo di carta riciclata o proveniente da foreste certificate FSC per tutto il materiale di comunicazione.

ACCREDITO SCI E SNOWBOARD
Adulti € 25,00*
Junior € 12,00* (nati dopo il 18/03/2002)
Bambini GRATIS* (nati dopo il 18/03/2010)

ACCREDITO CIASPOLE
Adulti € 25,00
Junior € 12,00 (nati dopo il 18/03/2002)
Bambini GRATIS (nati dopo il 18/03/2010)
Iscrizione obbligatoria entro mercoledì 14 marzo con numero limitato a 160 partecipanti.
Per ulteriori informazioni e iscrizioni: www.alleghefunivie.com

ATC.

(anche per le fotografie)

 

Krystian Zimerman oggi al Carlo Felice di Genova

 Oggi pomeriggio, alle ore 16.00, il Teatro Carlo Felice di Genova propone uno dei più attesi concerti della Stagione Sinfonica 2018, con protagonista uno dei più grandi pianisti viventi, Krystian Zimerman, che suonerà per la prima volta con l’Orchestra del Teatro Carlo Felice.

Polacco, classe 1956, nato in una famiglia di musicisti, ex-bambino prodigio, Zimerman si è imposto all’attenzione della scena musicale internazionale nel 1975 con la vittoria, a soli diciotto anni, del prestigioso Concorso Chopin di Varsavia. Sull’onda di quell’affermazione tutti i più importanti direttori d’orchestra, Karajan, Abbado, Muti, Bernstein, Giulini, hanno voluto collaborare con lui in concerti, tournée e incisioni discografiche che, oggi, costituiscono un punto di riferimento imprescindibile nella storia pianistica del nostro tempo. Zimerman non tiene più di cinquanta concerti all’anno, si esibisce solo sul proprio strumento (che trasporta personalmente su un apposito camion) in modo da poter esercitare il massimo controllo sul suono e non lasciare nulla al caso.

Tra i tanti sodalizi con grandi direttori, quello durato 13 anni con Bernstein occupa nella vita artistica e personale di Zimerman un ruolo centrale. E proprio per celebrare l’amico e il musicista nel centenario della nascita, Zimerman ha deciso di portare in giro per il mondo, per tutto il 2018, la Sinfonia n. 2 “The Age of Anxiety” di Leonard Bernstein. Un intenso poema sinfonico per pianoforte e orchestra sulle ansie e i disagi dell’uomo contemporaneo, considerato tra i capolavori del compositore.

Sul podio, accanto a Zimerman, un altro musicista polacco di spicco, Grzegorz Nowak, che dirigerà l’Orchestra del Teatro Carlo Felice in altri due brani: in apertura, Le Carnaval romain di Hector Berlioz, ouverture “caratteristica” basata su due temi dell’opera Benvenuto Cellini, dello stesso Berlioz, brano trascinante e di grande effetto, che mette in luce il virtuosismo dell’orchestra; e, in chiusura, un’altra composizione che valorizza la bravura di una compagine orchestrale, i Quadri da un’esposizione di Modest Musorgskij, capolavoro pianistico assoluto del 1874, che in questa occasione non si ascolta nell’orchestrazione di Ravel, la più frequentemente eseguita, ma in quella di Sergej Gorchakov, che, rispetto alla versione “francese”, ne esalta maggiormente il legame con la musica popolare russa.

 

Marina Chiappa

(credit fotografico Kasskara and DGG)

“Centomani di questa Terra” nell’anno del Cibo italiano. Appuntamento il 9 aprile

Lunedì 9 aprile dalle ore 10 alle 19 all’Antica Corte Pallavicina di Polesine Zibello (Parma) si svolgerà la VII edizione di “Centomani di questa Terra”, l’evento annuale dell’Associazione culturaleCheftoChef, promosso, quindi, dai migliori chef e produttori della regione Emilia Romagna. Il titolo che caratterizzerà questa nuova edizione di “Centomani” è I moderni artigiani fanno scuola per l’anno del Cibo italiano”.

 

«Moderni artigiani sono tutti coloro cherealizzano un dialogo quotidiano tra pratiche concrete e pensiero, coloro che hanno il desiderio e sanno svolgere bene un lavoro, dotati di competenze che nella storia hanno consentito lo sviluppo di tecniche raffinatissime e la nascita della conoscenza scientifica». Richard Sennet, sociologo statunitense

Gli Chef e i maestri del gusto sono custodi del lavoro fatto a regola d’arte, sono moderni artigiani e pertanto sono chiamati a fare scuola: innovando e non smettendo mai di imparare, rappresentando l’eccellenza e promuovendo i valori del “made in”in Italia e all’estero. Chi sa fare, vuole trasmettere, vuole insegnare, proprio per questo chef e maestri del gustointendono intensificare il dialogo con ilmondo della formazione.

Fin dalla sua istituzione CheftoChef è attiva nell’ambito della promozione culturale,aprendosi a un sistema di collaborazioni, perseguendo l’obiettivo di far crescere il sistema gastronomico regionale per renderlo sempre più internazionale.

Ogni anno durante “Centomani di questa Terra” si riscontra una forte partecipazione di professionisti, esperti e di giovani provenienti da istituti alberghieri, licei, università, scuole di cucina e centri di formazione professionale. Il 2018 è l’anno del Cibo italiano, per questo Centomani si propone come un momento essenziale di aggiornamentoper i grandi professionisti e diformazioneper i giovani. L’obiettivo dell’anno del Cibo è proprio valorizzare e mettere a sistema le tante e straordinarie eccellenze italiane e fare un grande investimento per l’immagine del nostro Paese nel mondo.

Allaparte espositiva dei produttori soci, con degustazioni dei prodotti di qualità della nostra terra, come oramai consuetudine si affiancheranno anche show coking e ancora più numerosi forum di discussione con illustri ospiti regionali e nazionali, per fornire spunti di riflessione in diversi ambiti gastronomici.

CheftoChefemiliaromagnacuochi (www.cheftochef.eu) è l’associazione che riunisce i cinquanta migliori chef, le cinquanta aziende compresi i più importanti Consorzi dei prodotti tipici e i gourmet di riferimento dell’Emilia Romagna. Presidente dell’Associazione, unica nel suo genere, è Massimo Spigaroli, Vice Presidenti Massimo Bottura e Paolo Teverini, Presidente Onorario Igles Corelli.

L’evento è aperto al pubblico e la partecipazione è gratuita.

Per informazioni centomani@cheftochef.eu

 

Pierluigi Papi (anche per le fotografie)