Estate Teatrale Veronese

La 71ª edizione dell’Estate Teatrale Veronese prevede, dal 15 giugno al 28 settembre, cinquantasei serate, trentasette al Teatro Romano e diciannove, nel mese di settembre, nello spazio alternativo del Teatro Camploy. Organizzata dal Comune di Verona, l’Estate Teatrale Veronese 2019 ha come sponsor BANCO BPM, Cattolica Assicurazioni, la casa vinicola Santi e Agsm.

TEATRO ROMANO – Le sezioni in cui si articola l’edizione 2019 sono come di consueto tre: prosa, danza e musica. Per la prosa (pietra angolare della manifestazione fin dalla sua nascita nel 1948) gli spettacoli in cartellone sono cinque, tre dei quali inseriti nel 71° Festival Shakespeariano: La Tempesta, con adattamento e regia di Luca De Fusco con Eros Pagni e Gaia Aprea, Romeo & Giulietta, nati sotto contraria stella con drammaturgia e regia a firma di Leo Muscato e sul palco Ale e Franz, Eugenio Allegri, Marco Zannoni e Teodosio Barresi, ed Il mercante di Venezia con adattamento e regia di Giancarlo Marinelli con Mariano Rigillo, Romina Mondello, Fabio Sartor e Francesco Maccarinelli. Gli altri due spettacoli sono l’adattamento di Franco Branciaroli del Moby Dick di Herman Melville, con lo stesso Branciaroli protagonista assieme a Luca Lazzareschi (anche regista dell’opera) e Gianluca Gobbi, oltre a Elena di Euripide, con Laura Marinoni diretta da Davide Livermore, il regista che ha inaugurato la stagione operistica del teatro Alla Scala di Milano con ‘Attila’ di Verdi.

L’atteso cartellone della danza porterà al Teatro Romano i Momix con ‘Alice’, nuovo lavoro del direttore artistico Moses Pendleton ispirato all’universo fantastico che Lewis Carrol ha racchiuso in Alice nel Paese delle Meraviglie, e la prestigiosa compagnia di modern dance internazionale Nederlands Dans Theater 2, al suo ritorno al Romano dopo quattordici anni.

Per la musica sono cinque le serate di Rumors, festival nato nel 2013 che prosegue il suo viaggio attraverso la “voce cantata, la voce come significato, la voce come strumento musicale”. Quattro le serate per Verona Jazz, manifestazione che da sempre unisce sonorità ricercate e “mostri sacri” del jazz.

TEATRO CAMPLOY – Completano il cartellone gli undici spettacoli (sei di prosa e cinque di danza) in programma al Teatro Camploy dal 2 al 28 settembre.

Quattro gli sponsor: quattro realtà da sempre radicate nel territorio e attente al patrimonio culturale che lo contraddistingue. BANCO BPM, che per il dodicesimo anno consecutivo sostiene l’Estate Teatrale Veronese come sponsor. BANCO BPM nasce il 1° gennaio 2017 dalla fusione di due grandi banche popolari, Banco Popolare e Banca Popolare di Milano ed è il terzo gruppo bancario in Italia. La radicata tradizione di banche popolari ispira la nuova realtà bancaria nella mission orientata alla creazione di valore stabile nel tempo per i suoi azionisti ed i suoi territori di riferimento. Un’altra conferma è Cattolica Assicurazioni, nata a Verona nel 1896 come società cooperativa per la tutela dei piccoli proprietari terrieri da grandine e incendi, una realtà che ha accompagnato il percorso di sviluppo economico, sociale e solidale del territorio, fino a diventare uno dei gruppi leader a livello nazionale. Conferma il suo sostegno anche l’azienda vinicola Santi, fondata nel 1843 ad Illasi, da sempre profondamente legata alla tradizione viticola della Valpolicella e promotrice per questo delle eccellenze del territorio veronese, tra cui le iniziative culturali di spicco come l’Estate Teatrale Veronese. E per l’undicesimo anno consecutivo è presente tra gli sponsor anche Agsm, che nasce nel 1898 come azienda elettrica comunale per l’illuminazione pubblica della città e per dare elettricità alle nascenti industrie veronesi, e che oggi è il Gruppo multiservizi energetici e ambientali di riferimento per il territorio.

 

Silvia Vantini, Giulia Calligaro

 

Madama Butterfly al Teatro Carlo Felice di Genova

 

Madama Butterfly, la tragedia giapponese di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, con musiche di Giacomo Puccini, torna al Teatro Carlo Felice, dopo l’ultima rappresentazione del 2014 (nella versione del 1904) e quella del luglio 2018 al Porto Antico, a partire da venerdì 14 giugno – ore 20.00, con repliche fino al 20 giugno 2019.

Un’opera dalla genesi tormentata, Madama Butterfly. Nell’estate del 1900 Puccini assistette a Londra alla rappresentazione del dramma omonimo che David Belasco (volpe astuta del teatro americano) aveva tratto da una novella di John Luther Long. Non parlando inglese, il compositore non capì una parola, ma uscì da teatro ugualmente scosso: la tragica storia della giovane geisha giapponese che si uccide «con onore» dopo essersi consumata nell’attesa che ritorni da lei lo sbruffone tenente della marina americana Pinkerton, che l’ha sposata per gioco e le ha dato un figlio, non poteva essere più pucciniana. Cio-cio-san come Manon, Tosca, Liù, Mimì: donne che amano e che, amando senza riserve, muoiono.

In Madama Butterfly Puccini fece ricorso alla sua capacità stregonesca di trasformare in “pucciniano” tutto ciò su cui metteva le mani: le scale pentatoniche giapponesi, l’inno della marina americana, le armonie modali alludenti a un mondo musicale lontano, sfumato e arcaico, i richiami al Tristano. Eppure, nonostante l’emotività della vicenda e il fascino della partitura, la prima milanese (Teatro alla Scala, il 17 febbraio 1904) fu un fiasco, uno dei più memorabili della storia dell’opera insieme a quello della Traviata di Verdi. Ma aveva ragione Giovanni Pascoli quando, in una cartolina inviata a Puccini dopo la disastrosa recita scaligera, profetizzò: la «farfallina volerà».

Sul podio, a dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro Carlo Felice (preparato da Francesco Aliberti), sarà la bacchetta di Giuseppe Acquaviva, esperto pucciniano che, oltre ad essere il Direttore Artistico, questa volta ricopre per il lirico genovese il ruolo di Direttore d’Orchestra.

Il Teatro Carlo Felice propone Madama Butterfly nell’allestimento del Teatro Astana Opera andato in scena nell’aprile 2016 con la regia dell’attore e regista Lorenzo Amato (che offre una visione di Cio-cio-san come donna in crisi di identità), le scene sono firmate da Ezio Frigerio, maestro della scenografia di fama mondiale ed i costumi sono stati realizzati dal Premio Oscar Franca Squarciapino. L’opera si avvale di due cast prestigiosi, che si alterneranno nelle recite: Maria Teresa Leva e Keri Alkema (Cio-cio-san), Raffaella Lupinacci e Carlotta Vichi (Suzuki), Stefan Pop e Ragaa El Din (F.B. Pinkerton), Stefano Antonucci e Sundet Baigozhin (Sharpless), Didier Pieri (Goro) e John Paul Huckle (Lo zio Bonzo).

Main Sponsor dell’opera, il marchio IREN, “Quello fra Iren e Carlo Felice è un rapporto di lunga data che ha permesso di costruire una partnership forte, costruita attorno a tanti eventi che hanno coinvolto centinaia di clienti e dipendenti. Ma, al di là degli eventi specifici, siamo soprattutto orgogliosi come azienda,  attraverso il sostegno alla cultura, di poter dare il nostro contributo alla città, così come facciamo in tutti i territori in cui siamo presenti”.

“Iclas conferma il suo impegno verso la cultura e l’arte nella sua collaborazione con il Carlo Felice, sostenendo gli interventi a favore del patrimonio culturale di Genova grazie anche ad una presenza sempre più capillare del Gruppo GVM Care & Research in Liguria” .

Ricordiamo sinergie e attività culturali che il Teatro Carlo Felice ha organizzato intono all’evento.

L’Azienda dolciaria Preti di Genova, delizierà il pubblico presente a tutte le rappresentazioni dell’opera di Butterfly con piccole dolci sorprese al termine di ogni spettacolo.

Museo di Arte Orientale E. Chiossone: fino al 23 giugno sarà possibile, per i possessori di biglietto di Butterfly, accedere al Museo a prezzo ridotto. Viceversa, i visitatori del Museo avranno diritto ad uno sconto del 15% sul titolo d’accesso dell’Opera ad eccezione del 20 giugno data in cui per ogni biglietto intero acquistato se ne potrà acquistare un secondo al 50%.

Servizi: prosegue con AMT il progetto a Teatro con il Bus – esibendo il biglietto del Teatro rientro serale con il Bus gratuito; prosegue con ATP il progetto Valli all’Opera ovvero la possibilità di accedere con formule agevolate agli spettacoli della domenica pomeriggio al Teatro Carlo Felice.

Marina Chiappa (anche per le fotografie)

Cavalleria rusticana/Pagliacci. Al Teatro Carlo Felice fino al 30 maggio

 

 Cavalleria rusticana/Pagliacci, il classico dittico verista su musiche, rispettivamente, di Pietro Mascagni e Ruggero Leoncavallo, torna al  Teatro Carlo Felice di Genova, dopo l’ultima rappresentazione del 2007, fino al 30 maggio 2019.

Un realistico paesino della Sicilia di fine ’800. Una schietta vicenda di passione, gelosia e tradimento, che si conclude con un delitto d’onore. Il  17 maggio 1890, quando al Teatro Costanzi di Roma debuttò Cavalleria rusticana, Pietro Mascagni fu il primo a stupirsi del successo. Ambiva a opere monumentali e compose in fretta e furia la “piccola” Cavalleria, un atto unico tratto dall’omonima novella di Verga.

Ma questo, evidentemente, era proprio ciò di cui il pubblico, i cui gusti stavano cambiando, aveva bisogno: non una finta ricostruzione storica ambientata in una corte lontana e inaccessibile, ma una storia vera appartenente a un contesto sociale più vicino come quello popolare. Con una musica semplice e genuina.

Due anni dopo, al Teatro dal Verme di Milano, va in scena per la prima volta Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, una Cavalleria ancora più cruda e brutale. Con in più un conflitto quasi pirandelliano tra teatro e vita: i clown condannati a far ridere in una situazione in cui non c’è nulla da ridere. Le armonie ruvide, brusche, e le sgangherate melodie da fiera evocano un contesto provinciale squallido, popolato di persone emarginate e infelici. Due opere gemelle, da sempre accoppiate, con protagonisti dei “vinti” verghiani.

Sul podio, a dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro Carlo Felice (preparato da Francesco Aliberti), è stata l’abile bacchetta di Paolo Arrivabeni Direttore Musicale dell’Opéra Royal de Wallonie di Liegi dal 2008 e specialista del repertorio operistico italiano, e da oggi Giuseppe Finzi, un altro direttore italiano della nuova generazione con già molta esperienza nel campo dell’opera.

Il Teatro Carlo Felice, in coproduzione con la Fondazione Maggio Musicale Fiorentino, in questo nuovo  allestimento, ha affidato la regia del dittico verista per eccellenza ai Teatrialchemici dei siciliani Luigi Di Gangi e Ugo Giacomazzi, impegnati da sempre in un teatro sociale e di ricerca, registi, nella scorsa stagione, di una Norma che ha conquistato pubblico e critica realizzando il tutto esaurito ad ogni recita.

Le scene sono state realizzate da Federica Parolini, i vistosi costumi sono di Agnese Rabatti e le luci sono firmate da Luigi Biondi.

L’opera si avvale di due cast prestigiosi, che si alterneranno nelle recite: Sonia Ganassi e Valentina Boi (Santuzza), Diego Torre e Rubens Pelizzari (Turiddu e Canio), Gevorg Hakobyan (Alfio), Donata D’Annunzio Lombardi (Nedda), Carlos Álvarez (Tonio) e in più le il Coro di voci bianche del Teatro Carlo Felice diretto da Gino Tanasini.

Main Sponsor dell’opera, il marchio ABB, leader tecnologico all’avanguardia con un’offerta completa per le industrie digitali. Con una storia di innovazione lunga più di 130 anni, ABB opera in oltre 100 paesi con circa 147.000 dipendenti. Genova rappresenta uno dei poli più qualificati della presenza di ABB in Italia e ospita le attività di automazione degli impianti di generazione di energia, per l’industria dell’acqua e per le turbine, e per il settore dei trasporti e navale.

“Per ABB è un piacere e un onore sostenere il Teatro Carlo Felice, che rappresenta uno dei grandi simboli della cultura italiana: è fondamentale che realtà radicate sul territorio abbraccino questo tipo di iniziative per creare valore affinché Genova possa essere una città in cui vivere e lavorare”, ha detto Danilo Moresco, responsabile Power & Water di ABB”.

 

Marina Chiappa (anche per la fotografia)

 

“Apologia” di Campbell al Teatro Sociale di Brescia

Foto di scena di Luca del Pia

Co-produzione CTB e Teatro Stabile di Catania, per la regia di Andrea Chiodi, su testo di Alexi Kaye Campbell, tradotto da Monica Capuani, sarà in scena fino al prossimo 12 maggio, al Teatro Sociale di Brescia, “Apologia”, con Elisabetta Pozzi, Giovanni Franzosi, Christian La Rosa, Emiliano Masala, Francesca Porrini e Martina Sammarco. Una commedia divertente, capace di mettere in luce le ottima capacità recitative del cast, e soprattutto di una madre (Elisabetta Pozzi) che si trova a fare i conti con se stessa: donna, madre, amica, moglie, amante, scrittrice. Tutti ruoli, ma soprattutto l’ultimo, che la rendono degli altri, più che di se stessa. Come nella vita reale, di cui il lavoro teatrale è eccellente spaccato, l’esistenza cade addosso in un momento non ben identificato della propria vita, senza preavvisi e senza possibilità di scampo. Peggio di un killer su commissione. Addosso a Kristine, il giorno del suo compleanno, cadono i suoi due figli: Peter (Christian La Rosa), stabilmente impiegato in banca, fidanzato con Trudi (Francesca Porrini) che vuole sposare, e che presenta ora a sua madre; e Simon (Emiliano Masala), dalle millantate doti letterarie che, in sette anni, non hanno prodotto il libro su cui sta lavorando, fidanzato con un’attrice di soap opera (ma che in realtà si prostituisce o che, comunque, lo tradisce). Il giorno del compleanno Kristine aspetta i figli a casa e vuole cucinare, ma il forno non vuole saperne di funzionare, archetipo di quanto poco sia interessata alla vita pratica la protagonista. Che vanta un buon successo editoriale, che è stata un’appassionata contestatrice negli anni della protesta, che è esperta di Storia dell’Arte, andata a vivere per anni a Firenze con i figli fino a quando il padre non glieli ha portati via; che è da sempre e sempre sarà amica di Hugh (Giovanni Franzoni), il contraltare e la spalla che perfeziona lo humor inglese della commedia con la sua omosessualità garante di fedeltà romantica all’amicizia, ma anche ai valori che Kristine incarna e che lui da sempre condivide.

Foto di scena di Luca del Pia

Clima da Anton Checov, ben incorniciato nella scenografia ricca e curata di Matteo Patrucco (luci di Cesare Agoni, costumi di Ilaria Ariemme e musiche di Daniele d’Angelo). Lo humor, che spesso è solo la pura verità della cultura che si scontra con la sua assoluta mancanza nei giovani d’oggi, si scatena sulla ragazza americana, così semplice e pertanto aggredibile, che ha dalla sua parte la fede e gli incontri di preghiera, ciò che Kristine ha sempre contestato e che, forse, poco capisce. Si rende conto proprio grazie a questo, che suo figlio Peter ha tradito il suo insegnamento, le sue convinzioni, senza ammettere che qualcuno possa avere convinzioni diverse dalle sue, ma nel contempo dimostrando di trovarsi disorientata in una società che non ha più nulla di reale in cui credere (tanto che Trudi si chiederà, ad un certo punto, se la sua fede in Dio in realtà non sia solo abitudinarietà vuota di senso). Kristine ha il difetto che dice sempre quello che pensa, senza mezzi termini, talmente schietta che non può che generare fastidio nei suoi confronti. Simon contesta alla madre, come il fratello, di non avere lottato per tenere i figli con sé, di essere stata se stessa, inseguendo le sue passioni, i suoi studi, il suo successo. È la verità dilaniante della donna che, spesso, non sa, non può e/o non vuole conciliare vita privata e professionale, amori e doveri, figli e interessi. Non è una madre tipo, ma nessuna lo è, agli occhi esterni. Che fare, allora? I dialoghi chiariscono un po’ le posizioni, ma la commedia lascia tanti interrogativi sui quali riflettere.

Da non perdere.

 

Alessia Biasiolo

 

 

 

 

 

“Tosca” al Teatro Carlo Felice dal 2 al 12 maggio

Spettacoli Brescia Teatro Grande stagione lirica 2018/19 prova generale Tosca secondo atto; nella foto scena reporter Favretto

Tosca, opera lirica in tre atti di Giacomo Puccini su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, a più di un secolo dalla prima assoluta del 14 gennaio 1900 al Teatro Costanzi di Roma, torna al  Teatro Carlo Felice di Genova dal 2 al 12 maggio.

Sul podio, a dirigere l’Orchestra del Teatro Carlo Felice, Valerio Galli, diplomato nel 2002 con il massimo dei voti, lode e menzione ad honorem, Galli, oltre ad essersi esibito come pianista solista, dal 2007 ha intrapreso la carriera di direttore d’orchestra riscuotendo grandi successi in tutti i teatri del mondo, applaudito recentemente dal pubblico genovese nella direzione del dittico Rapsodia satanica e Gianni Schicchi appena concluso.

Spettacoli Brescia Teatro Grande stagione lirica 2018/19 prova generale Tosca primo atto; nella foto scena reporter Favretto

La regia, è firmata da Andrea Cigni, laureato al Dams di Bologna, dopo numerose esperienze di recitazione, mimica, dizione, danza ed espressività corporea e aver collaborato con importanti registi quali Pier Luigi Pizzi, Giancarlo Cobelli, a partire dal 2007 dedica buona parte della sua attività artistica alla regia d’opera firmando numerosi allestimenti in Italia e in ambito internazionale vincendo nel 2015, come miglior regista, il primo social ‘oscar’ della lirica GbOscar per le eccellenze della lirica.

Spettacoli Brescia Teatro Grande stagione lirica 2018/19 prova generale Tosca terzo atto; nella foto scena reporter Favretto

È docente di Arte Scenica, Storia del Teatro, Drammaturgia Musicale, Recitazione, Diritto Legislazione e Management dello Spettacolo, Tecniche della Comunicazione, presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali di Cremona ‘Claudio Monteverdi’.

Le scene sono state realizzate da Dario Gessati, i preziosi costumi sono di Lorenzo Cutùli e le luci di Fiammetta Baldiserri. L’allestimento proviene da Teatri di OperaLombardia e Fondazione I Teatri di ReggioEmilia.

L’opera si avvale di due cast prestigiosi, che si alterneranno nelle recite: Maria Josè Siri e Donata D’Annunzio Lombardi (Floria Tosca), Murat Karahan, Diego Torre e Jorge de León (Mario Cavaradossi), Alberto Gazale, Devid Cecconi e Carlos Álvarez (Scarpia), John Paul Huckle (Angelotti), Matteo Peirone (Sagrestano), Didier Pieri (Spoletta), Ricardo Crampton (Sciarrone) e Antonio Mazza che si alternerà con Alessio Bianchini nel ruolo del Carceriere e in più, le voci bianche di Denise Colla, Manuel Meledina e Eliana Uscidda (Un Pastorello).

La Tosca di Giacomo Puccini è un’opera degli eccessi. La gelosia di Tosca, l’eroismo repubblicano del suo amato, il pittore Mario Cavaradossi, la cattiveria del Barone Scarpia, capo della polizia: tutto è estremo, in questa vicenda ambientata nella Roma politicamente in subbuglio del 1800. I momenti forti non si contano: la tortura di Cavaradossi e la sua fucilazione in scena; Tosca che, cantante lirica vissuta sempre “d’arte e d’amore” senza far “mai male ad anima viva”, uccide Scarpia, colui davanti a cui “tremava tutta Roma”, congedandosi dal suo cadavere con un rituale tra il macabro e il solenne; il salto nel vuoto di Tosca dai bastioni di Castel Sant’Angelo; la libidine sfrenata di Scarpia.

C’è chi, come Alberto Arbasino, vede in Tosca una messa in scena della Crudeltà, il manifesto di un “Teatro della Ferocia” davanti a cui impallidiscono, secondo lo scrittore, titoli giudicati di solito molto più perfidi. La storia, del resto, è tratta dal dramma omonimo (1887) di  Victorien Sardou, uno specialista del teatro a tinte forti che andava di moda nella Parigi di fine ‘800.

L’impatto della vicenda è intensificato dalle scelte compositive di Puccini, che si susseguono con il tempismo di un montaggio cinematografico: melodie di sicuro effetto (“Vissi d’arte”, “Recondita armonia”, “E lucevan le stelle”), armonie inaspettate, colori timbrici di densità pittorica.

Gli incontri collaterali che il Teatro Carlo Felice ha organizzato intono all’evento sono:

Domenica 28 aprile 2019 – dalle ore 13.30 alle ore 15.00

Open Day

Visite guidate agli allestimenti di Tosca

 

Lunedì 29 aprile alle ore 17.30

Libreria La Feltrinelli

UN POMERIGGIO ALL’OPERA

Incontro con gli artisti di “Tosca”

a cura di Massimo Pastorelli

Ingresso libero

 

Marina Chiappa (anche per le fotografie)

Teatro per ridere e per pensare con il circolo Frescobaldi di Ferrara

Spettacoli che fanno ridere, riflettere, affrontare con ironia piccole ossessioni, pensieri e situazioni. È il contenuto del calendario di spettacoli organizzati dal Circolo culturale amici della musica ‘Girolamo Frescobaldi’ di Ferrara in programma fino a lunedì 20 maggio 2019,

Il Circolo Frescobaldi già da diverse stagioni organizza per i propri soci e socie, oltre ai concerti di musica classica e lirica, anche i Corsi di musica e i Corsi di Canto moderno, il Corso di Lettura espressiva per voci recitanti, e il Corso di recitazione e arte drammatica denominato Teatro 21. Sono attività didattiche ognuna delle quali ha, come prassi formativa, anche  la realizzazione di spettacoli teatrali di genere brillante.

Questo il calendario degli spettacoli prossimi:

Domenica 14 aprile 2019 ore 21 – Sala Estense, piazza Municipio 14, Ferrara: “Disturbo“. Performance brillante di e con Catia Gianisella e con la partecipazione degli attori e delle attrici di Teatro 21. Prima assoluta per Ferrara.
Mercoledì 17 aprile 2019 ore 21 – Sala Estense, piazza Municipio 14, Ferrara: Serata di beneficenza a favore dell’associazione “Il Mantello”. Performance di letture espressive e di canzoni evergreen a cura di Catia Gianisella (scelta dei testi) e Alessandra Alberti (scelta della musiche) con la partecipazione degli allievi e dei docenti dei Corsi di musica e del Corso di Canto moderno del Circolo Frescobaldi. Regia di Alessandra Alberti.
Domenica 28 aprile 2019 ore 16 – Casa della Musica e della Arti di Vigarano Pieve (Fe), via Mantova 111: trittico teatrale “Anna Cappelli“, testo di Annibale Ruccello, “Il Risveglio“, testo di Franca Rame, e “La Paura” testo di Giorgio Gaber. Protagonisti gli allievi e le allieve del Gruppo di Lettura Espressiva del Circolo Frescobaldi. Regia di Catia Gianisella. Questo spettacolo portato a Vigarano Pieve è il risultato di uno scambio culturale con i corsi teatrali e di letture espressive che si svolgono presso quel Comune ferrarese, alla Casa della Musica e delle Arti, corsi realizzati e diretti dalla regista e soprano Maria Cristina Osti: infatti gli allievi della Osti saranno presenti a Ferrara domenica 14 aprile 2019 alle ore 17 (al Circolo Frescobaldi) con una loro performance teatrale.

Lunedì 20 maggio 2019 ore 21 – Sala Estense, piazza Municipio 14, Ferrara: Saggio degli allievi del corso Teatro 21.

 

Alessandro Zangara

Rapsodia satanica e Gianni Schicchi al Teatro Carlo Felice di Genova

Panoramica Gianni Schicchi – 2012

Venerdì 12 aprile alle ore 20.00, al Teatro Carlo Felice, andrà in scena uno spettacolo con doppio titolo: Rapsodia satanica, ovvero la proiezione dell’omonimo film del 1915-17 di Nino Oxilia, protagonista la grande Lyda Borelli (ligure di nascita, tra l’altro), restaurato dalla Cineteca di Bologna, con le musiche originali di Pietro Mascagni eseguite dal vivo dall’Orchestra della Fondazione Teatro Carlo Felice. Uno dei primissimi casi di musiche scritte appositamente per un film da un compositore di alto livello, ricco di soluzioni raffinate nel rapporto musica-immagini e con intuizioni geniali che anticipano le tecniche più smaliziate dei futuri autori di colonne sonore. Mascagni lavorò con impegno e scrupolo alla partitura, dedicando molto tempo al processo di sincronizzazione, tecnica che allora era agli esordi; il risultato è una sorta di poema sinfonico-cinematografico sul tema faustiano (declinato al femminile) del patto con il diavolo per ritrovare la giovinezza perduta, un capolavoro nel suo genere che delizierà sia i cinefili che i musicofili e farà scoprire ai giovani gli albori dell’arte della colonna sonora.

Panoramica Gianni Schicchi – 2012

Seguirà Gianni Schicchi, opera in un atto di Giacomo Puccini, messa in scena con la regia del grande baritono Rolando Panerai, spettacolo già applaudito da pubblico genovese nel 2012,  in un allestimento del Teatro Carlo Felice. A Dirigere l’Orchestra del Teatro per entrambe le opere sarà la bacchetta di Valerio Galli. Diplomato nel 2002 con il massimo dei voti, lode e menzione ad honorem, Galli, oltre ad esibirsi come pianista solista, dal 2007 ha intrapreso la carriera di direttore d’orchestra riscuotendo grandi successi in tutti i teatri del mondo.

Le scene dell’allestimento sono state realizzate da Enrico Musenich, le luci firmate da Luciano Novelli sono riprese da Angelo Pittaluga, mentre gli splendidi costumi sono stati disegnati da Vivien A. Hewitt. Protagonista è un cast brillante con Federico Longhi e Fabio Capitanucci nel ruolo di Gianni Schicchi, Serena Gamberoni e Benedetta Torre saranno Lauretta, Sonia Ganassi Zita, Matteo Desole e Manuel Pierattelli Rinuccio, Aldo Orsolini Gherardo, Francesca Benitez Nella, Enrico Marabelli  Betto di Signa , Luigi Roni Simone,  Marco Camastra Marco, Elena Belfiore La Ciesca, Matteo Peirone Maestro Spinelloccio e Ser Amantio di Nicolao, Davide Mura Pinellino e Giuseppe Panaro Guccio.

Lettura del testamento famiglia Donati

Ecco inoltre gli incontri collaterali che il Teatro Carlo Felice ha organizzato prima del debutto:

Lunedì 1° aprile, dalle ore 10.30 alle ore 13.30 – Teatro Carlo Felice

Visite guidate agli allestimenti dell’opera – per gruppi di studenti organizzati in sede scolastica

Venerdì 5 aprile, ore 18 – Foyer Teatro Carlo Felice

Incontro pubblico “Cronaca di una colonna sonora – quando il cinema incontra la letteratura e diventa musica”.

Relatore: Massimo Pastorelli.

Presente Fabrizio Càlzia autore del volume “Spiragli” – edito dalla Casa Editrice Galata

Ingresso libero

Sabato 6 aprile, ore 16 – Auditorium Eugenio Montale

Conferenza illustrativa Gianni Schicchi “Una burla fiorentina”

Relatore Lorenzo Costa in collaborazione con Associazione Amici del Carlo Felice e del Conservatorio N. Paganini – ingresso libero

Lunedì 8 aprile, dalle ore 9 alle ore 11 – Teatro Carlo Felice

Visite guidate agli allestimenti dell’opera – per gruppi di studenti organizzati in sede scolastica

Lunedì 8 aprile, ore 17.30 – Libreria Feltrinelli:

“Un pomeriggio all’opera” – incontro con i protagonisti dell’opera

a cura di Massimo Pastorelli

ingresso libero

Sinergia con i Cineclub di Genova:

Per il pubblico dei Cineclub possibilità di prezzi agevolati per assistere alle recite al Teatro Carlo Felice.

Marina Chiappa (anche per le fotografie)

 

Il Teatro Carlo Felice in Tournée in Oman con Lakmé alla Royal Opera House di Muscat

 

Il Teatro Carlo Felice è nuovamente in tournée a Muscat in Oman, a conferma della statura internazionale dell’istituzione genovese, con una nuova produzione della Royal Opera House di Muscat, in scena fino al 30 marzo 2019: l’affascinante e raffinata opera Lakmé, musica di Léo Delibes e libretto di Edmond Gondinet e Philippe Gille.

Ambientata in India, l’opera racconta il tragico amore di una sacerdotessa indù e di un ufficiale britannico sullo sfondo delle passioni proibite e dell’oppressione militare. La regia e la coreografia di questa emozionante produzione in prima mondiale sono firmate da Davide Livermore, le scene sono state realizzate da Giò Forma, mentre i costumi sono di Mariana Fracasso; Visual Designer D-Wok,  l’Orchestra e il Coro del Teatro Carlo Felice di Genova sono diretti da Jordi Bernàcer.

Una produzione in prima mondiale in collaborazione con l’Opera di Los Angeles, Teatro dell’Opera di Roma, Fondazione Arena di Verona, Teatro Carlo Felice di Genova, Cairo Opera House, Astana Opera, Shangai Oriental Art Center e Sydney Opera House.

Sul palcoscenico si alterneranno due cast prestigiosi: Elena Mosuc e Svetlana Moskalenko nel ruolo della protagonista, Raffaella Lupinacci sarà Mallika, Sergey Romanovsky e Leonardo Ferrando Gerald, Burak Bilgili e Daniel Giullanini Nilakantha, Alessandro Luongo Frédéric, Francesca Sassu Miss Ellen, Elena Zilio Mistress Bentson, Francesca Benitez Miss Rose, Francesco Pittari, Hadji, Antonio Mannarino, Un mercante cinese, Giuliano Petouchoff, Un chiromante e Roberto Conti Uno zingaro.

Lakmé

Musica di Léo Delibes

su libretto di Edmond Gondinet e Philippe Gille.

Direttore 

Jordi Bernàcer

Regia e coreografia

Davide Livermore

Scene

Giò Forma

Costumi 

Mariana Fracasso

Visual Designer

D-Wok

Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice

Maestro del Coro

Francesco Aliberti

Danzatori

Opera Australia

Personaggi e Interpreti

Lakmé

Elena Mosuc

Svetlana Moskalenko (29)

Mallika

Raffaella Lupinacci

Gerald

Sergey Romanovsky

Leonardo Ferrando (29)

Nilakantha

Burak Bilgili

Daniel Giullanini (29)

Frédéric

Alessandro Luongo

Miss Ellen

Francesca Sassu

Mistress Bentson

Elena Zilio

Miss Rose

Francesca Benitez

Hadji

Francesco Pittari

Un mercante cinese

Antonio Mannarino

Un chiromante

Giuliano Petouchoff

Uno zingaro

Roberto Conti

Allestimento in collaborazione con l’Opera di Los Angeles, Teatro dell’Opera di Roma, Fondazione Arena di Verona, Teatro Carlo Felice di Genova, Cairo Opera House, Astana Opera, Shangai Oriental Art Center e Sydney Opera House.

Repliche

Venerdì 29 marzo ore 19.30

Sabato 30 marzo ore 19.30

 

Marina Chiappa (anche per le fotografie)

Don Pasquale al Teatro Carlo Felice di Genova

Venerdì 8 marzo 2019, alle ore 20.00, al Teatro Carlo  Felice, va in scena il Don Pasquale di Gaetano Donizetti (Opera comica in tre atti su libretto di Giovanni Ruffini e Gaetano Donizetti), rappresentato l’ultima volta nel gennaio 2007.

Sul podio, a dirigere l’Orchestra del Teatro Carlo Felice, Alvise Casellati, recentemente applaudito dal pubblico genovese per Madama Butterfly all’Arena del Mare – Porto Antico il 26 e 28 luglio 2018.

L’opera andrà in scena nell’allestimento della Scottish Opera, ideato dal team franco-canadese Barbe & Doucet, che rispettivamente firmano la regia (Renaud Doucet) e le scene e costumi (André Barbe), mentre le luci sono state realizzate da Guy Simard.

L’azione è calata nella frenetica e coloratissima Roma degli anni ’60, una trasposizione temporale (e sociale) che si presta alle gag, agli equivoci e al ritmo da sitcom che anima il Don Pasquale.

Il vecchio avaro e libidinoso, la servetta furba, il giovane innamorato e il factotum intrigante. Nel Don Pasquale di Donizetti ci sono tutte le maschere tipiche del teatro comico. E il suo eterno motore: il denaro, attorno a cui ruota l’intero l’intrigo. Ma la novità dell’opera è che i personaggi non sono solo marionette manovrate dal compositore-burattinaio: sono persone dai tratti riconoscibili, individui caratterizzati dai propri comportamenti. Don Pasquale è uno di quei titoli del teatro comico che hanno contribuito a trasformare maschere fisse e stereotipate in esseri umani vivi e contraddittori, dalla personalità non necessariamente nobile (anzi). Questa, probabilmente, la ragione del grande successo della partitura (che la leggenda vuole composta in appena undici giorni) fin dalla prima rappresentazione al Théâtre des Italiens, in anni (1843) in cui il pubblico prediligeva il genere serio.

Sul palcoscenico si alterneranno due cast prestigiosi: il basso Kristopher Irmiter e Giovanni Romeo nel ruolo di Don Pasquale, il tenore Juan Francisco Gatell e Matteo Macchioni (Ernesto), Elia Fabbian e

Michele Patti (Dottor Malatesta), Desirée Rancatore e Barbara Bargnesi (Norina).

 

Marina Chiappa (che ha inviato anche le fotografie)

Simon Boccanegra al Teatro Carlo Felice fino al 19 febbraio 2019

“Simon Boccanegra”, foto di  Marcello Orselli –  ed. 2015 

Stasera, venerdì 15 febbraio, alle ore 20.00, al Teatro Carlo Felice di Genova, va in scena il Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi (libretto di Francesco Maria Piave, con aggiunte e modifiche di Arrigo Boito, tratto dal dramma Simón Bocanegra di Antonio García Gutiérrez). L’opera, andata in scena nel 2015 in occasione   dell’ inaugurazione della stagione quale omaggio al capoluogo ligure e alla sua storia, è ambientata, come è noto, nell’epoca in cui nel ‘300 Genova era Repubblica Marinara, tra lotte per il potere, amori contrastati e conflitti tra etica e politica. La versione è quella definitiva in un Prologo e tre Atti approntata da Verdi ventiquattro anni dopo l’originaria versione veneziana e andata in scena per la prima volta al Teatro alla Scala il 24 marzo 1881.

Sul podio, a dirigere l’Orchestra del Teatro Carlo Felice, Andriy Yurkevich, ucraino, Direttore musicale del Teatro Nazionale di Chisinau (Moldavia), musicista che vanta un repertorio che spazia da Mozart ai capolavori del belcanto e verdiani, con una naturale predisposizione verso i maggiori compositori russi, recentemente applaudito a Genova il 18 gennaio in occasione del Gala Jessica Pratt-Michael Spyres.

“Simon Boccanegra”, foto di  Marcello Orselli –  ed. 2015 

L’opera andrà in scena nell’allestimento del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo (prodotto nel 2016 dal Teatro Carlo Felice e dal Teatro La Fenice di Venezia) mentre la regia e le scene di Andrea De Rosa sono riprese da Luca Baracchini. “Sono rimasto fedele al testo – scrive De Rosa – cercando di esaltare quello che secondo me può esserne considerato l’elemento chiave: il mare. Per un uomo di mare come Simone è importante avere sempre un orizzonte visibile, ma il dolore e i palazzi del potere gli precludono la vista di questo orizzonte. Al mare ho attribuito un’importanza primaria rendendolo presente, in forme sempre diverse, per tutta la durata dello spettacolo.“

La messa in scena si avvale delle preziose collaborazioni di Alessandro Lai (Costumi) e di Pasquale Mari (Luci e Video Designer), che, per le sue proiezioni, ha utilizzato riprese di scorci realizzate in Liguria.

“Simon Boccanegra”, foto di  Marcello Orselli –  ed. 2015 

Sul palcoscenico si alterneranno due cast prestigiosi: il baritono Ludovic Tézier e Alberto Gazale nel ruolo di Simone, il soprano Vittoria Yeo e Angela Nisi (Amelia), il genovese Francesco Meli, Matteo Desole (Gabriele Adorno), Giorgio Giuseppini, Roman Lyulkin (Fiesco), Leon Kim (Paolo Albiati), Luciano Leoni (Pietro); Simona Marcello e Alla Gorobchenko (l’Ancella di Amelia) mentre Luisa Baldinetti mimerà il personaggio del fantasma di Maria.

In collaborazione con l’ Associazione Culturale A Cumpagna è stata attivata un’attività promozionale per la divulgazione storica dell’opera finalizzata alla visione della produzione che andrà in scena.

Sinergia con Palazzo Ducale: a partire dal 12 febbraio apertura straordinaria della Torre Grimaldina per visite guidate esclusive e riservate al pubblico dell’opera (sarà necessario esibire il titolo di accesso all’opera).

Intervento musicale con cantanti solisti del Teatro Carlo Felice su arie celebri dell’opera, data e sede da definire

Reciprocità per biglietti ridotti alle mostre “Paganini Rockstar” e Monet e viceversa Simon Boccanegra

Esposizione di un costume di scena nello scalone di Palazzo Ducale

Proiezione su maxi schermo nell’atrio di Palazzo Ducale del manifesto monografico

Per maggiori informazioni consultare il sito http://www.carlofelice.it

Sinergia con Museo di Sant’Agostino: possibilità reciproca di visitare il Museo per gli spettatori dell’opera e assistere alle recite dell’opera per i visitatori del Museo a prezzo ridotto e promozionale.

SIMON BOCCANEGRA

Melodramma in un prologo e tre atti di Francesco Maria Piave

con aggiunte e modifiche di Arrigo Boito

dal dramma Simón Bocanegra di Antonio García Gutiérrez

Musica di Giuseppe Verdi

Direttore Andriy Yurkevich

Regia e scene Andrea De Rosa, ripresa da Luca Baracchini

Costumi Alessandro Lai

Light e video designer Pasquale Mari

Personaggi e interpreti principali:

Simon Boccanegra

Ludovic Tézier (15-17)

Alberto Gazale

Amelia

Vittoria Yeo (15-17)

Angela Nisi

Gabriele Adorno

Francesco Meli (15-17)

Matteo Desole

Fiesco

Giorgio Giuseppini(15-17-19)

Roman Lyulkin

Paolo Albiati

Leon Kim

Pietro

Luciano Leoni

Un’ancella di Amelia

Simona Marcello (15-16)

Alla Gorobchenko

Fantasma di Maria

Luisa Baldinetti

Allestimento

Teatro Mariinskij di San Pietroburgo

Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice. Maestro del Coro Francesco Aliberti

Repliche: Sabato 16 febbraio – (F) 15.30; Domenica 17 febbraio – (C) 15.30; Martedì 19 febbraio – (B) 20.00

Marina Chiappa (anche per le fotografie)