Nino Rota: Chamber Works

È uscito il nuovo album del violinista Alessio Bidoli, dedicato alle composizioni di musica da camera di uno fra i più significativi autori musicali del XX secolo. Nino Rota: Chamber Works, pubblicato da Decca Italy e in distribuzione presso i migliori negozi di musica e sulle principali piattaforme digitali, è un lavoro che il giovane musicista milanese ha interpretato insieme a Bruno Canino al pianoforte, Massimo Mercelli al flauto e Nicoletta Sanzin all’arpa. Il brossurato è impreziosito dalle opere di Gabriele Basilico e Federico Patellani gentilmente concesse dalla Fondazione Giorgio Cini di Venezia unitamente alla mano di Manfredo Pinzauti.

Il talento di Nino Rota, enfant prodige che già all’età di undici anni aveva composto un oratorio per soli, coro e orchestra si è spesso cimentato in forme strumentali impegnative: in questo album si è scelto di privilegiare alcune delle sue pagine cameristiche più suggestive. Il repertorio selezionato contiene opere attinenti alla sua produzione neoclassica come anche

alla trascrizione cameristica di brani tratti dalle musiche che compose per il cinema meno noto.

Si parte con la Sonata per violino e pianoforte (1936-37) dedicata a Guido Agosti ed eseguita per la prima volta a Milano il 14 marzo del ’38, composizione che rientra nel pieno della stagione del neoclassicismo italiano. A seguire l’Improvviso in re minore per violino e pianoforte, brano di notevole impegno strumentale, suonato in una sequenza del film Amanti senza amore di Gianni Franciolini (1947), adattamento della novella Sonata a Kreutzer di Lev Tolstoj, interpretato da Clara Calamai, Roldano Lupi e Jean Servais nel ruolo del celebre violinista. Di diverso impatto è l’Improvviso in do maggiore (Un diavolo sentimentale), opera del tutto autonoma composta nel 1969 e dedicata al violinista ed editore Alberto Curci: una composizione al contempo brillante e virtuosistica, scorrevole e piacevole, caratterizzata da una scrittura armonica che maneggia in maniera disinvolta e moderna dissonanze ed equivoci tonali.

The Legend of the Glass è invece un brano per violino e pianoforte tratto dalla colonna sonora del film del 1949 The Glass Mountain (La Montagna di Cristallo) diretto da Henry Cass, dedicato al violinista Francesco Antonioni, strumentista, storico e docente di violino del Liceo Musicale, poi Conservatorio N. Piccinni di Bari, del quale Rota fu direttore dal 1950.

La Sonata per flauto e arpa, edita da Ricordi nel 1939 è invece uno dei lavori cameristici più rappresentativi della poetica neoclassica rotiana, definita da Gavazzeni “la misura più perfetta offerta da Rota”.

Infine il Trio per flauto, violino e pianoforte, composto nel 1958 per lo svizzero-cubano Trio Klemm e presentato dallo stesso trio in prima esecuzione il 6 aprile del 1960 presso la Sala del Lyceum Clubs: un lavoro particolare, dotato di un’incisiva scrittura ritmica e trascoloranti ambiguità armoniche.

“L’idea di questo lavoro – afferma Alessio Bidoli – mi è venuta dopo aver ascoltato durante una notte insonne una sua intervista su RAI3. Nino Rota parlava della sua vertiginosa carriera con la semplicità dei grandi e questa umiltà e semplicità mi ha fortemente colpito. Ovviamente lo conoscevo per le colonne sonore del cinema, ma anche perché aveva insegnato al Conservatorio di Bari dove anch’io ho avuto per due anni una bella esperienza lavorativa. Sono quindi andato a curiosare nel suo repertorio cameristico e sono stato molto sorpreso dal fatto che molte sue composizioni meno note fossero davvero poco eseguite . Ecco quindi l’idea di questo disco insieme a Bruno Canino (con cui ho inciso già quattro CD), Massimo Mercelli e Nicoletta Sanzin, per far conoscere ai giovani studenti e agli appassionati della musica del ’900 anche il repertorio da camera raffinato e ironico di questo grande compositore italiano, e ringrazio la Decca per avermi dato questa opportunità.”

Affermava Rota: “Non credo a differenze di ceti e di livelli nella musica: il termine ‘musica leggera’ si riferisce solo alla leggerezza di chi l’ascolta, non di chi l’ha scritta”. Tale pensiero – secondo Nicola Scardicchio autore della nota introduttiva nel pregevole libretto che accompagna il CD, è perfettamente applicabile alla differenza tra musica da concerto e musica per il cinema: “Gli scambi dalla sala da concerto alle sale cinematografiche connotano un compositore che non stabiliva barriere di genere in un’arte come quella musicale che per Rota aveva senso proprio in quanto libera da limiti di sorta”.

Elisabetta Castiglioni

Il palinsesto del Teatro Carlo Felice fino al 12 aprile

Oltre un milione di collegamenti da circa 80 paesi, con un incremento di contatti dalle regioni più colpite dal coronavirus, come Stati Uniti e Spagna. Questi, a tre settimane dall’inizio, i dati di#musicalmenteinsieme, il ciclo di trasmissioni in streaming con cui il Teatro Carlo Felice di Genova continua a tenere vivo il rapporto con il proprio pubblico nonostante la chiusura obbligata dall’emergenza.

Tutti i giorni, alle ore 20:00, sul sitohttps://www.streamingcarlofelice.com/, sulle pagine Facebookhttps://www.facebook.com/TeatroCarloFelice/ e https://www.facebook.com/TeatroCarloFelice/, e sul canale Youtubehttps://www.youtube.com/user/TeatroCarloFelice, si può assistere gratuitamente a opere, concerti e balletti tratti dall’archivio video del Teatro Carlo Felice.  Le trasmissioni sono attualizzate da una presentazione ad hoc e precedute da un breve messaggio di saluto del Sovrintendente e/o di testimonial che parlano dello spettacolo.

Martedì 7 aprile

Marco Tutino, Miseria e nobiltà.

Direttore: Francesco Cilluffo. Regia: Rosetta Cucchi. Scene: Tiziano Santi. Costumi: Gianluca Falaschi. Luci: Luciano Novelli.

Interpreti: Valentina Mastrangelo (Bettina), Francesca Sartorato (Peppiniello), Martina Belli (Gemma), Fabrizio Paesano (Eugenio), Nicola Pamio (Cameriere/Contadino), Alessandro Luongo (Felice Sciosciammocca), Alfonso Antoniozzi (Don Gaetano), Andrea Concetti (Ottavio). – Spettacolo del 23-02-2018.

Mercoledì 8 aprile

Gioachino Rossini,Il barbiere di Siviglia.

Direttore: Alvise Casellati. Regia: Filippo Crivelli. Scene: Emanuele Luzzati. Costumi: Santuzza Calì. Luci: Luciano Novelli.Interpreti: Alessandro Luongo (Figaro), Annalisa Stroppa (Rosina), René Barbera (Il Conte di Almaviva), Paolo Bordogna (Don Bartolo), Giorgio Giuseppini (Basilio), Simona Di Capua (Berta), Roberto Maietta (Fiorello). – Spettacolo del 15/01/2020.

Giovedì 9 aprile

Pietro Mascagni/Ruggero Leoncavallo, Cavalleria rusticana/Pagliacci.

Direttore: Giuseppe Finzi. Regia: Teatrialchemici (Luigi Di Gangi e Ugo Giacomazzi). Scene: Federica Parolini. Costumi: Agnese Rabatti. Luci: Luigi Biondi.

Interpreti: Valentina Boi (Santuzza), Rubens Pelizzari (Turiddu), GevorgHakobyan (Alfio), Giuseppina Piunti (Lola), Carlotta Vichi (Mamma Lucia); Angela Nisi (Nedda), Rubens Pelizzari (Canio), Sergio Bologna (Tonio), Francesco Verna (Silvio), Manuel Pierattelli (Peppe), Maurizio Raffa (Un contadino), Marco Piretta (Un altro contadino). – Spettacolo del 30-05-2019.

Venerdì 10 aprile

Concerto Sinfonico del 29-03-2018.

Direttore: Alan Buribayev. Solisti: SaltanatAkhmetova (soprano), Marina Ogii (mezzosoprano), Roberto Iuliano (tenore) Dario Russo (basso).

Programma: Gioachino Rossini, Stabat Mater.

Sabato 11 aprile        

PëtrIl’ičČajkovskij, Lo schiaccianoci.

Regia e coreografie: Amedeo Amodio. Scene e costumi: Emanuele Luzzati. Direttore: Alessandro Ferrari. Ideazione ombre: Teatro Gioco Vita. Realizzazione ombre: L’Asina sull’Isola. Voce: Gabriella Bartolomei. Disegno Luci: Marco Policastro. – Spettacolo del 19-12-2017.

Domenica 12 aprile

Concerto Sinfonico del 10-11-2018.

Direttore: Alan Buribayev. Solisti: ZhannatBaktai (soprano), Dina Khamzina (mezzosoprano), NurianBekmukhambetov (tenore), TalgatMussabayev (basso).

Programma: Ludwig van Beethoven, Sinfonia n. 9 in re minore, op. 125.

 

Massimo Pastorelli

 

On line il bando dell’unico contest europeo di World Music: il Premio Andrea Parodi

In un momento storico dettato dall’emergenza sanitaria, l’arte e la musica devono continuare a svolgere il loro fondamentale ruolo. È con questo spirito che resta attivo il bando di concorso dell’unico contest europeo di world music, il “Premio Andrea Parodi”, disponibile su http://www.fondazioneandreaparodi.it ed aperto ad artisti di tutto il mondo.

L’iscrizione è gratuita. Per partecipare occorre, fra l’altro, inviare due brani non strumentali (anche già editi), che siano identificativi di un intero progetto artistico che rientri nei canoni della world music.

Le finali della 13a edizione, con la direzione artistica di Elena Ledda, quest’anno sono in programma dall’8 al 10 ottobre, come sempre a Cagliari.

Di grande interesse i bonus per il vincitore, fra cui una serie di concerti e di partecipazioni ad alcuni dei più importanti festival italiani di musica di qualità nelle edizioni del 2021: dall’“European jazz expo” in Sardegna a Folkest in Friuli, dal Negro Festival di Pertosa (SA) e allo stesso Premio Parodi, ma anche in altri eventi che saranno man mano annunciati. Oltre a questo, avrà diritto a una borsa di studio di 2.500 euro. Al vincitore del premio della critica andrà invece la realizzazione professionale del videoclip del brano in concorso, a spese della Fondazione Andrea Parodi.

Le domande di iscrizione dovranno essere inviate entro e non oltre il 15 maggio 2020, tramite il format presente su http://www.fondazioneandreaparodi.it (per informazioni: fondazione.andreaparodi@gmail.com ).

Dovranno contenere:

– 2 brani (2 file mp3, provini o registrazioni live o realizzazioni definitive, anche già edite; indicare con quale dei due brani si intende gareggiare);

– testi ed eventuali traduzioni in italiano dei due brani;

– curriculum artistico del concorrente (singolo o gruppo);

Tra tutte le iscrizioni la Commissione artistica istituita dalla Fondazione selezionerà, in maniera anonima, da otto a dodici finalisti; i finalisti si esibiranno a Cagliari in ottobre davanti a una Giuria Tecnica (addetti ai lavori, autori, musicisti, poeti, scrittori e cantautori) e a una Giuria Critica (giornalisti). Entrambe le giurie, come negli scorsi anni, saranno composte da autorevoli esponenti del settore.

A prevalere nel 2019 è stato un gruppo multietnico, la Fanfara Station, composto da musicisti provenienti da Tunisia, Usa e Italia. Le precedenti edizioni sono state vinte nel 2018 da La Maschera (Campania), nel 2017 da Daniela Pes (Sardegna), nel 2016 dai Pupi di Surfaro (Sicilia), nel 2015 da Giuliano Gabriele Ensemble (Lazio), nel 2014 da Flo (Campania), nel 2013 da Unavantaluna (Sicilia), nel 2012 da Elsa Martin (Friuli), nel 2011 da Elva Lutza (Sardegna), nel 2010 dalla Compagnia Triskele (Sicilia), nel 2009 da Francesco Sossio (Puglia).

La manifestazione è nata per omaggiare un grande artista come Andrea Parodi, passato dal pop d’autore con i Tazenda a un percorso solistico di grande valore e di rielaborazione delle radici, grazie al quale è diventato un riferimento internazionale della world music, collaborando fra l’altro con artisti come Al Di Meola e Noa.

Partner della manifestazione sono, oltre ai festival succitati: Jazzino, Premio Bianca d’Aponte, Premio Loano per la Musica Tradizionale Italiana, Mare e Miniere, Mo’l’estate Spirit Festival, Fondazione Barùmini, Labimus (Laboratorio Interdisciplinare sulla musica dell’Università degli studi di Cagliari, Dipartimento di lettere, lingue e beni culturali), Consorzio Cagliari Centro Storico, Boxofficesardegna, Peugeot Mario Seruis Automobili.

Media partner sono Rai Radio Tutta Italiana, Rai Sardegna, Tiscali, Radio Popolare, Unica Radio, Sardegna Uno, Televisione Ejatv, Sardegnaeventi24.it, Il giornale della musica. Blogfoolk, Folk Bulletin, Mundofonías (Spagna), Petr Dorůžka (Rep. Ceca), Concertzender Nederland (Olanda).

Il Premio Andrea Parodi è realizzato dall’omonima Fondazione grazie a: Regione autonoma della Sardegna (Fondatore), Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport e Assessorato del turismo, artigianato e commercio; Fondazione di Sardegna; Comune di Cagliari (patrocinio e contributo); NUOVOIMAIE; SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori; Federazione degli Autori.

Per maggiori informazioni:

http://www.fondazioneandreaparodi.it

info@premioandreaparodi.it

fondazione.andreaparodi@gmail.com

Monferr’Autore

 

Il palinsesto streaming settimanale del Teatro Carlo Felice di Genova

Quasi 550.000 collegamenti da 68 paesi: questi i dati dei primi dieci giorni di #musicalmenteinsieme, il ciclo di trasmissioni in streaming con cui il Teatro Carlo Felice di Genova continua a tenere vivo il rapporto con il proprio pubblico nonostante la chiusura obbligata dall’emergenza coronavirus.

Tutti i giorni, alle ore 20:00, sul sitohttps://www.streamingcarlofelice.com/, sulle pagine Facebookhttps://www.facebook.com/TeatroCarloFelice/ e https://www.facebook.com/TeatroCarloFelice/, e sul canale Youtubehttps://www.youtube.com/user/TeatroCarloFelice, si può assistere gratuitamente a opere, concerti e balletti tratti dall’archivio video del Teatro Carlo Felice. Le trasmissioni sono attualizzate da una presentazione ad hoc e precedute da un breve messaggio di saluto del Sovrintendente e/o di testimonial che parlano dello spettacolo. Di seguito, il palinsesto da lunedì 23 marzo a domenica 29 marzo.

Lunedì 23

Giacomo Puccini, Tosca (2-5-2019).

Direttore: Valerio Galli. Regia: Andrea Cigni.

Interpreti: Maria José Siri (Tosca), Diego Torre (Mario Cavaradossi), Alberto Gazale (Scarpia), John Paul Huckle (Angelotti), Matteo Peirone (Il sagrestano), Didier Pieri (Spoletta).

Martedì 24

Giacomo Puccini, Madama Butterfly (14-6-2019).

Direttore: Giuseppe Acquaviva. Regia: Lorenzo Amato.

Interpreti: Maria Teresa Leva (Cio-cio-san), Raffaella Lupinacci (Suzuki), Stefan Pop (F. B. Pinkerton), Stefano Antonucci (Sharpless).

Mercoledì 25

Giacomo Puccini, La bohème (27-12-2019).

Direttore: Leonardo Sini. Regia: Augusto Fornari.

Interpreti: Serena Gamberoni (Mimì), Matteo Lippi (Rodolfo), Marcello (Alberto Gazale), Musetta (Francesca Benitez), Colline (Romano Dal Zovo), Schaunard (Italo Proferisce), Benoît/Alcindoro (Matteo Peirone).

Giovedì 26

Finali Premio Paganini 2018.

Venerdì 27

Concerto Sinfonico (15-3-2019).

Direttore: Andrea Battistoni. Violoncello: Erica Piccotti.

Musiche: A. Salandrini, P.I. Čajkovskij, M. Ravel, M. de Falla.

Sabato 28

PëtrIl’ičČajkovskij, La bella addormentata sul ghiaccio (31-1-2019).

Balletto sul ghiaccio di S. Pietroburgo. Coreografia: Konstantin Rassadin.

Domenica 29

Pietro Mascagni/Ruggero Leoncavallo, Cavalleria rusticana/Pagliacci.

Direttore: Paolo Arrivabeni. Regia: Teatrialchemici – Luigi Di Gangi e Ugo Giacomazzi.

Interpreti: Sonia Ganassi (Santuzza), Diego Torre (Turiddu), Georg Hakobyan (Alfio), Giuseppina Piunti (Lola), Mamma Lucia (Carlotta Vichi); Donata D’Annunzio Lombardi (Nedda), Carlos Álvarez (Tonio), Silvio (Francesco Verna), Peppe (Matteo Roma).

 

Massimo Pastorelli

“Restiamo a casa live – aspettando arte per la libertà”

Tutti i giorni alle ore 15 in diretta dai social un appuntamento con un artista.

È questa l’iniziativa promossa da “Arte per la Libertà, il festival della creatività per i diritti umani”, nato dall’unione di “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty” e “DeltArte – il Delta della Creatività”, un’anima più musicale e una più artistica. Il festival avrebbe dovuto prendere avvio a fine marzo, come sempre in provincia di Rovigo, ma è stato rimandato a causa della situazione sanitaria nazionale.

Aderendo con convinzione alla campagna #iorestoacasa nasce così il minifestival on line “Restiamo a casa Live – Aspettando Arte per la Libertà”: #restiamoacasalive. Con un pensiero anche a chi a casa non ci può stare perché una casa non ce l’ha: #vorreirestareacasa. Un tema forte che incrocia diritto alla salute e diritto all’alloggio.

“Restiamo a casa Live – Aspettando Arte per la Libertà” ha un calendario giornaliero che propone performance in diretta streaming sui social network legati al festival. Perché, come affermano Michele Lionello e Melania Ruggini, i due direttori artistici, “il nostro festival, e in più in generale la cultura del nostro Paese, non deve fermarsi proprio ora e deve innanzitutto cercare di regalare emozioni autentiche e momenti di spensieratezza a tutti.”

Ogni giorno dai profili social (Facebook, Instagram e Twitter) di Arte per la Libertà,Voci per la Libertà e Deltarte, si collegheranno musicisti, cantanti, street artist, pittori e pittrici, attori e attrici, per condividere un pezzo del loro tempo ed esprimersi nel loro linguaggio artistico.

Il primo appuntamento è con il Portavoce di Amnesty International Italia, Riccardo Noury, che parlerà del rapporto tra arte e diritti umani e del profondo legame tra “Voci per la libertà” ed Amnesty International; a seguire alcuni degli artisti che negli ultimi anni sono stati protagonisti del festival. La prima settimana sarà tutta al femminile con Chiara Patronella, Carolì. Eleonora Betti, Jessica Ferro, Elisa Erin Bonomo ed Alessandra Carloni.

Nella seconda settimana Carlo Valente, Grace N kaos, Violetta Carpino, Marco Cortesi, Marmaja, Centocanesio e Michele Mud. A seguire altri artisti per uscire dalla quarantena e ricominciare ad incontrarsi.

Tutti i giorni alle ore 15.00 in diretta su: www.facebook.com/arteperlaliberta/www.facebook.com/vocixlalibertawww.facebook.com/Deltarte/
www.instagram.com/vociperlaliberta/www.instagram.com/deltarte/ https://twitter.com/vocixlalibertahttps://twitter.com/DeltArte

Lunedì 23 Marzo – Carlo Valente – Musicista
Martedì 24 Marzo – Gianluca dei Grace N kaos – Musicista
Mercoledì 25 Marzo – Violetta Carpino – Street artist
Giovedì 26 Marzo – Marco Cortesi – Attore
Venerdì 27 Marzo – Guido e Jacopo dei Marmaja – Musicista
Sabato 28 Marzo – Centocanesio – Street artist
Domenica 29 Marzo – Michele Mud – Musicista

#restiamoacasalive #aspettandoarteperlalibertà #iorestoacasa #noirestiamoacasa #vxl2020 #axl2020 #deltarte2020 #laculturanonsiferma #lamusicanonsiferma #iosuonodacasa #nutriamolarte #nutriamolamusica #iostoacasaconaxl #iostoacasaconvxl #iostoacasacondeltarte #aspettandoilfestival #aspettandoaxl #aspettandodeltarte #aspettandovxl #diretta #streaming #vorreirestareacasa #dirittiumani #andràtuttobene

 

Monferr’Autore

Esce il video di “Nero”, il brano sul caporalato dei Grace N Kaos vincitore del premio Amnesty Emergenti 2019

Si intensificano le attività in vista della 23a edizione del festival “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty”, in programma dal 17 al 19 luglio a Rosolina Mare (Rovigo).

Da quest’anno c’è una opportunità in più per gli artisti che si iscriveranno al bando per il Premio Amnesty International Italia nella sezione Emergenti, riservato a brani sui diritti umani in qualsiasi lingua o dialetto e di qualsiasi genere musicale. Gli artisti che si iscriveranno entro il 16 marzo avranno infatti la possibilità di aggiudicarsi il Premio MEI Musplan, contest collaterale a quello principale (che scadrà invece lunedì 4 maggio). Il bando di concorso è disponibile sul sito http://www.vociperlaliberta.it . I semifinalisti saranno otto in totale: oltre al vincitore del Premio MEI Musplan, gli altri sette saranno selezionati tra tutti gli iscritti al bando. Gli otto si esibiranno durante “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty”.

Molti i premi in palio, fra cui la produzione di un video del brano vincitore. Proprio in questi giorni è uscito quello della band che ha prevalso nella scorsa edizione, i Grace N Kaos. La canzone è “Nero” e tratta il tema dello sfruttamento del lavoro. Il video, realizzato da “Andrea Artosi – studioartax”, rielabora visualmente il testo della canzone, ma senza essere didascalico e lasciando aperte varie interpretazioni. L’idea è quella di accendere i riflettori su una piaga che colpisce tutti indistintamente e incentivare la lotta contro il caporalato e ogni forma di soppressione della dignità nel lavoro. Il videoclip è stato realizzato all’interno della suggestiva cornice della Romanina Eventi a Crespino (Rovigo).

Il videoclip è ora disponibile sul canale YouTube della band: https://youtu.be/hVQ5A9A5PdM

Grazie ad un bando del NUOVOIMAIE, realizzato con i fondi dell’articolo 7 L. 93/92 e vinto dal festival “Voci per la Libertà”, i Grace N Kaos sono entrati nel roster dell’agenzia Maninalto! e quest’estate saranno in tour in tutt’Italia. Ad anticipare il tour sarà un concerto il 25 aprile a Verona in occasione dell’Assemblea Generale di Amnesty International Italia (data la situazione contingente, si invitano i lettori a verificare l’effettuazione degli eventi citati nel testo sui siti ufficiali, NdR).

Il brano “Nero” è anche all’interno del cd-book “20×22”, un’opera che vuole ricordare la scorsa edizione di “Voci per la Libertà”. Nel booklet, a fianco di ciascun brano compare un’illustrazione di un artista contemporaneo che ha rappresentato la canzone con una sua opera. Il cd “20×22” non è solo un prodotto fisico (distribuito tramite Amnesty International Italia, l’associazione Voci per la Libertà e sul sito www.apogeoeditore.it) ma anche un progetto multimediale visionabile su www.20×22.it, che vede alternarsi illustrazioni, musiche, fotografie, luci, video e grafiche.

Intanto Amnesty International Italia e Voci per la Libertà hanno annunciato le dieci canzoni candidate quest’anno al Premio Amnesty International Italia nella sezione Big. Un riconoscimento che va a brani sui diritti umani pubblicati da nomi affermati della musica italiana nell’anno precedente. Sono in lizza (elencati in ordine alfabetico per artista): Brunori Sas con “Al di là dell’amore”, Niccolò Fabi con “Io sono l’altro”, Levante con “Andrà tutto bene”, Fiorella Mannoia con “Il peso del coraggio”, Motta con “Dov’è l’Italia”, Willie Peyote con “Mostro”, Daniele Silvestri con “Qualcosa cambia”, Tre allegri ragazzi morti feat. Pierpaolo Capovilla con “Lavorare per il male”, Margherita Vicario con “Mandela”, The Zen Circus con “L’amore è una dittatura”. Il vincitore, che sarà premiato durante la prossima edizione di “Voci per la Libertà”, viene scelto da una folta giuria di composta da giornalisti, conduttori radiofonici e televisivi, intellettuali, addetti ai lavori, referenti di Amnesty International e di Voci per la Libertà.

 

Monferr’Autore (anche per la fotografia)

 

Il Teatro Carlo Felice di Genova resta vicino al suo pubblico anche nella distanza imposta dall’emergenza

«Il Teatro Carlo Felice resta vicino al suo pubblico anche nella distanza imposta dall’emergenza coronavirus». Così il Sovrintendente Claudio Orazi riassume lo spirito dell’iniziativa #musicalmenteinsieme, grazie alla quale la fondazione lirico-sinfonica genovese, attingendo al proprio ricco e prestigioso archivio video, porterà la grande musica operistica, sinfonica e il balletto dentro le case di tutti. Si tratta di una decisione condivisa con il Consiglio di indirizzo della Fondazione. Il Sovrintendente Orazi coglie altresì l’occasione per ringraziare tutti i lavoratori della Fondazione che in queste ore stanno osservando con grande responsabilità l’evolvere della situazione e le conseguenti decisioni da prendere.

Le trasmissioni saranno proposte a orario fisso (ore 20:00) con cadenza quotidiana, secondo un palinsesto che verrà comunicato ogni settimana via social, e saranno introdotte da un saluto del Sovrintendente e di un testimonial dello spettacolo. Si comincia stasera con Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi, andato in scena nel febbraio 2019 con la direzione di Andriy Yurkevich e la regia di Andrea De Rosa; interpreti: Ludovic Tézier (Simon Boccanegra), Francesco Meli (Gabriele Adorno), Vittoria Yeo (Amelia Grimaldi), Giorgio Giuseppini (Jacopo Fiesco).  Gli spettacoli saranno visibili sui canali facebook Teatro Carlo Felice, Streaming Teatro Carlo Felice-TCF web TV e sul sito http://www.streamingcarlofelice.com.

 

Massimo Pastorelli

Musica a Teatro con Caravaggio Piano Quartet

Terzo appuntamento di Musica a Teatro, la serie di cinque concerti – quattro matinée e un concerto serale – nati dalla collaborazione tra la IUC, Istituzione Universitaria dei Concerti, e il Teatro Eliseo, che spaziano dal classicismo mozartiano al jazz più sofisticato.

Protagonista del concerto al Piccolo Eliseo di domenica 8 marzo alle 11.30 è il Caravaggio Piano Quartet, vincitore nel 2019 del Premio Franco Abbiati dell’Associazione della critica musicale italiana nella categoria “miglior giovane gruppo da camera”. Costituitosi nel dicembre 2017, è composto da giovani talenti, tre italiani formatisi al Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma (Federico Piccotti al violino, Matteo Mizera alla viola, Daniel Mizera al violoncello) e un catalano (Bernat Català Rams al pianoforte), ciascuno con doti di eccellenza derivate da percorsi formativi superiori presso Royal Academy of Music, Guildhall School of Music and Drama, Universität Mozarteum e Haute École de Musique di Ginevra. Hanno già suonato presso alcune delle più prestigiose istituzioni musicali italiane (Accademia Filarmonica Romana, Società del Quartetto di Milano, Festival delle Nazioni) e spagnole (Festival d’Altafulla, Festival “Musiquem Lleida”).

Apre il concerto una delle poche composizioni cameristiche di Gustav Mahler, il Quartettsatz in la minore, opera giovanile nata sotto l’influenza di Brahms, in cui però già si avverte il clima espressivo dei capolavori della maturità di Mahler.

Mahler ne scrisse soltanto il primo movimento, ma centodieci anni dopo, nel 1988, il russo Alfred Schnittke decise di completarlo con la sensibilità di un uomo che ha vissuto tutte le contraddizioni del Novecento europeo.

Chiude il concerto il Quartetto n. 1 in sol minore op. 25 di Johannes Brahms, brano di ampie proporzioni, che passa dal clima di dolce e affettuosa malinconia del primo movimento all’indiavolato carattere zingaresco del Rondò finale.

Prossimi appuntamenti il 5 aprile e il 18 maggio.

Domenica 8 marzo ore 11.30, Piccolo Eliseo, Via Nazionale 183 – 00184 Roma, Tel. 06 83510216.

Si invitano i lettori ad informarsi preventivamente circa eventuali cambiamenti di programma, data l’attuale situazione sanitaria.

 

Mauro Mariani (anche per la fotografia)

 

Pilar. “Luna in Ariete”

Approda sul palcoscenico dell’Auditorium Gazzoli di Terni, nel corso di una fortunatissima tournée in tutta Italia e in Canada, una delle più belle voci femminili del panorama musicale italiano. Venerdì 6 marzo alle ore 21:00 Visioninmusica è lieta di ospitare Ilaria Patassini, in arte Pilar, con un concerto che vedrà in repertorio brani tratti dal suo quarto e recente album di inediti, “Luna in Ariete” e altre canzoni dei suoi lavori precedenti . Ad accompagnarla un quartetto formato da Federico Ferrandina alle chitarre; Alessandro Presti a tromba e flicorno, Andrea Colella al contrabbasso e Alessandro Marzi alla batteria.

A distanza di quattro anni dalla pubblicazione dell’ultimo disco – “L’Amore è dove vivo” (2015) – Pilar si rimette in gioco e fa uscire allo scoperto la sua natura di cantautrice, con canzoni che mettono al centro una vocalità più asciutta e un suono narrante, crepuscolare e nudo. Il suo percorso artistico si intreccia da sempre con il jazz, la canzone d’autore e la poesia ed è rivestito di arrangiamenti acustici del tutto singolari: in questo ambito, protagonisti del progetto discografico sono tre strumenti a fiato (corno, flicorno e trombone) ed echi di musica antica. I testi composti per questo nuovo lavoro sono pervasi da molteplici tematiche a lei molto vicine: si raccontano la dualità, la sospensione e le doppie identità come condizioni naturali di chi crea (“A metà”), l’acqua cheta dell’attesa (“Dorme la luce di ottobre”), la vocazione del ritorno e la maturità come acquisizione di giovinezza (“Eccomi” e “Luna in Ariete”), l’amore (“Nessun tempo si perde”), la maternità (“Il suono che fa l’Universo”), l’Italia e l’attualità (“La parte giusta del mondo” e “Alla Riscossa”). La genitorialità, in particolare, è stata motivo di particolare ispirazione perché la gravidanza di Pilar è arrivata in corso d’opera, durante la registrazione dell’album, ed è stata una sorta di fil rouge di un percorso visivo e concettuale, caratterizzato da una poesia intima e tagliente, danzante e assertiva.

L’album, registrato in presa diretta in tre sessioni dal vivo tra dicembre 2017 e marzo 2018, vede co-firmare la produzione artistica dal chitarrista e arrangiatore Federico Ferrandina. Il programma del concerto prevede tutti i brani tratti da “Luna in ariete”, incorniciati dai pezzi più significativi dei lavori precedenti.

Ilaria Pilar Patassini, cantante, interprete, autrice, performer.

Ha all’attivo quattro album a suo nome e svariati featuring discografici. Dal 2014 collabora con il compositore e chitarrista Michael Occhipinti e al progetto italo-canadese Sicilian Jazz Project partecipando al disco “Muorica” che la vede ospite insieme al clarinettista Don Byron. Ha svolto e svolge attività concertistica in Canada; dal 2015 è docente d’Interpretazione presso Officina Pasolini a Roma. Affiliata carbonara delle isole e del mare, vive tra Roma, Alghero e i gate degli aeroporti.

Venerdì 6 marzo 2020 – ore 21.00. Auditorium Gazzoli, via del Teatro Romano, 13 – Terni

Si invitano i lettori ad informarsi preventivamente sulle eventuali variazioni del programma, data l’attuale situazione sanitaria.

 

Elisabetta Castiglioni (anche per la fotografia di Paolo Soriani)

Jonathan Biss domani alla IUC di Roma

Biss si esibisce regolarmente con le principali orchestre e nei teatri e festival più importanti del mondo: ha suonato con la New York Philharmonic, la Los Angeles Philharmonic, la Philadelphia Orchestra, la London Philharmonic e l’Orchestra del Concertgebouw di Amsterdam. Si è esibito ai Festival di Salisburgo e Lucerna, è condirettore artistico del Marlboro Music Festival e un rinomato insegnante, scrittore e pensatore in ambito musicale.

Nel 2011 ha iniziato un progetto che si concluderà nel 2020: registrerà tutte le Sonate per pianoforte di Beethoven in nove dischi e nella stagione concertistica 2019-2020 si dedicherà interamente al grande compositore tedesco, in occasione dei 250 anni dalla nascita. Questo progetto prevede più di 50 recital in tutto il mondo, con l’interpretazione di tutte el sue Sonate per pianoforte alla Wigmore Hall di Londra e a Berkeley, cicli di più concerti a Washington, Philadelphia e Seattle e singoli concerti a Roma, Budapest, New York, Sydney e altre città.

L’amore di Jonathan Biss per Beethoven risale alla sua infanzia e da allora la musica di Beethoven è una presenza costante nella sua vita. Nel 2011 ha pubblicato Beethoven’s Shadow, il primo Kindle ed eBook scritto da un musicista classico. Ma non c’è solo Beethoven nella sua vita. Infatti la sua profonda curiosità musicale lo ha portato a esplorare la musica sotto diversi aspetti. Egli stesso afferma: “Sto perseguendo il significato più ampio possibile di ciò che significa essere musicista”. Tramite i concerti, l’insegnamento, la scrittura e le commissioni, si immerge in progetti che gli stanno a cuore, fra cui Late Style, un’esplorazione delle mutazioni stilistiche tipiche dei compositori – Bach, Beethoven, Brahms, Britten, Elgar, Gesualdo, Kurtág, Mozart, Schubert e Schumann – a mano a mano che si avvicinano alla fine della loro vita. Anche questo progetto ha dato vita a una pubblicazione Kindle Single, Coda. Un suo altro progetto è Schumann: Under the Influence, un’iniziativa di 30 concerti che analizza l’opera di Schumann e le sue influenze musicali, con una pubblicazione Kindle correlata.

Per il concerto del suo debutto romano Jonathan Biss ha scelto quattro Sonate che sintetizzano l’intero arco dell’arte di Beethoven, dalla giovinezza alla piena maturità.

La Sonata n. 6 in fa maggiore op. 10 n. 2 fa parte di un gruppo di tre sonate giovanili pubblicate nel 1798, che furono accolte favorevolmente, salvo alcune riserve per la loro eccessiva originalità, mentre ora vi si riconosce un’eleganza stilistica ancora settecentesca.

La Sonata n. 18 in mi bemolle maggiore op. 31 n. 3 “La caccia” appartiene al periodo successivo dell’arte di Beethoven, poco dopo che aveva scritto il famoso testamento di Heiligenstadt, in cui esprimeva l’angoscia e la disperazione del musicista per la sordità che l’aveva colpito e esprimeva la volontà di porre fine alla sua esistenza piena di dolori e incomprensioni.

La Sonata n. 10 in sol maggiore op. 14 n. 2 è un brano di piccole dimensioni e di grande bellezza, che non corrisponde alla consueta immagine di Beethoven, perché è piuttosto un momento di distensione che privilegia un canto ininterrotto, senza cesure e senza asperità.

Infine la Sonata n. 29 in si bemolle maggiore op. 106 “Hammerklavier”, pubblicata nel 1819, che è la più ampia delle trentadue di Beethoven e dell’intera storia della musica. Si può capire che sia stata criticata dai contemporanei, disorientati dalla sua insofferenza alle regole imposte dalla tradizione: ma con questa sonata così complessa (anche per i pianisti, che devono superare grandi difficoltà tecniche) Beethoven consegnò ai posteri un testamento artistico di enorme portata e di difficile interpretazione.

Si consiglia il pubblico ad informarsi se il programma subirà variazioni a seguito degli aggiornamenti dal Ministero della Sanità www.concertiiuc.it – botteghino@istituzioneuniversitariadeiconcerti.it

 

Mauro Mariani (anche per la fotografia di Benjamin Ealovega)