Veneto 2020: assicurato il sostegno della Regione Veneto

180516-asolo-179Prosegue e cresce il sogno iridato di Vicenza e del Veneto. Il progetto della candidatura del Veneto per ottenere l’incarico di organizzare i campionati del mondo di ciclismo su strada del 2020 continua la sua corsa verso il traguardo di Bergen, in Norvegia, dove nel mese di settembre in occasione proprio del mondiale 2017 verrà ufficializzata la decisione dell’Unione Ciclistica Internazionale per quella che sarà la sede iridata del 2020. In questa volata mondiale il Veneto dovrà vedersela con Olanda, Colombia e Australia.

“Tutte candidature serie e valide, dalla nostra però c’è un percorso invidiabile, sia dal punto di vista tecnico che artistico, disegnato con l’obiettivo di regalare forti emozioni sia a chi corre che al pubblico. In questi ultimi mesi il lavoro del comitato è andato avanti. E’ un momento delicato e cruciale. In questa fase stiamo facendo il lavoro più duro. Per restare in gergo ciclistico possiamo dire che è come il lavoro del gregario che pedala duro con il vento in faccia, quando mancano ancora tanti chilometri al traguardo e non ci sono le telecamere accese. Quel lavoro che però è essenziale per permettere poi al capitano di finalizzare il risultato nei chilometri decisivi” spiega l’Avvocato Claudio Pasqualin che è il presidente del comitato promotore supportato da un pool fidato di collaboratori tra i quali spiccano il suo vice Moreno Nicoletti, noto e apprezzato manager sportivo, e il consigliere Alessandro Belluscio.

Nel frattempo a supportare questa corsa mondiale è arrivata l’ufficializzazione del sostegno della Regione Veneto al progetto. “Per la verità l’appoggio del Presidente Luca Zaia e della Giunta Regionale non è mai mancato. Il progetto è stato sposato dalla Regione fin dalle sue fasi iniziali, certo ora avere ricevuto il sostegno al progetto in ogni sua parte, il tutto formalizzato, sottoscritto e inserito nella delibera della Giunta Regionale ci da ulteriore fiducia e slancio” sottolinea l’Avv. Pasqualin.

Ricordiamo che il progetto prevede il coinvolgimento di tutti i capoluoghi di provincia della Regione Veneto attraverso i 12 eventi ciclistici in calendario (prove a cronometro e prove in linea della varie categorie in campo maschile e femminile) ed altri eventi collaterali destinati ad amatori e cicloturisti. Per la prova regina, quella elite maschile, il progetto prevede la partenza da Venezia, in Piazza San Marco, per svilupparsi poi nella prima parte in linea lungo la Riviera del Brenta e approdare poi al circuito finale dei Colli Berici con arrivo nel cuore di Vicenza in via Roma, subito dopo aver valicato il piazzale del Santuario di Monte Berico.

Di seguito, in sintesi, i punti principali sottoscritti dalla Regione nel documento. La Giunta Regionale delibera:

-di approvare, quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, quanto riportato in premessa in relazione al progetto; -di condividere le proposte del comitato promotore per la promozione della candidatura; -di sostenere la presentazione della candidatura riconoscendo il valore di tale iniziativa non soltanto per l’evidente aspetto del prestigio sportivo, ma anche per la visibilità internazionale e la ricaduta economica e turistica sul territorio del Veneto che il progetto prevede;

-di incaricare il Direttore della Direzione Beni attività Culturali e Sport di attivarsi per tutto ciò che si rende necessario in relazione alle attività in oggetto. “La Regione è interessata alla promozione della pratica sportiva a tutti i livelli, anche come opportunità di valorizzazione dei territori interessati. Con questo provvedimento, sulla base della proposta del comitato promotore, si intende sostenere la presentazione della candidatura per il 2020. L’iniziativa si trova in armonia con i principi della nuova norma regionale in tema di sport e in particolare con le fattispecie attinenti le manifestazioni sportive “di eccellenza”. La Regione ritiene pertanto di sostenere la candidatura della città di Vicenza e del Veneto per l’organizzazione del mondiale, anche per il beneficio diretto ed indiretto che ne deriverebbe all’immagine della Regione in Italia e nel mondo, e si impegna per tale motivo a fornire il proprio supporto ai fini del buon esito della candidatura” spiega l’Assessore Regionale Cristiano Corazzari cha a Palazzo Balbi si occupa di Pianificazione territoriale e Urbanistica, Beni Ambientali, Culturali e Tutela del Paesaggio, Parchi e Aree Protette, Polizia Locale, Sicurezza Cultura, Spettacolo, Sport, Edilizia Sportiva, Identità Veneta.

Nella foto hi.res, Nicoletti, Zaia e Pasqualin

 

ATC

 

 

 

Evviva il Rosa! La Marmolada festeggia la Giornata Internazionale della Donna

funivia_marmoladaAi piedi del versante meridionale della Marmolada si estende, con i suoi borghi pittoreschi e il suggestivo canyon naturale dei Serrai di Sottoguda, l’incantevole Val Pettorina, una terra ricca di miti e leggende che hanno come protagoniste figure femminili di indubbio fascino.

Dalle ondine del Lèch dai Giaia che trasformarono per punizione un giovane in una sorgente di acqua cristallina, alla Donaza, strega cattiva che dimorava in una caverna del Col da le Laste, sopra la gola dei Serrai, e che, puntualmente, la sera della vigilia dell’Epifania, scendeva fino a Sottoguda, cercando di penetrare nelle case, per rapire i bambini e divorarli. Dalla novella burlesca della moglie che ne faceva passare di tutti i colori al marito con la sua ingenua sbadataggine, per poi diventare la fortuna della famiglia, alla Damigella di Frata che profetizzò il ritrovamento di un grande tesoro.

La Festa della Donna in Marmolada sarà dedicata alla riscoperta di queste e altre storie tramandate di generazione in generazione, prima oralmente e poi per iscritto. Per saperne di più basterà salire con la funivia Move To The Top fino al bar-ristorante Serauta e lasciarsi trasportare dalla fantasia nel vasto patrimonio mitologico e leggendario delle Dolomiti Bellunesi.

Inoltre, le prime 100 donne, sciatrici e non, che la giornata dell’8 marzo si presenteranno alla partenza degli impianti di risalita di Malga Ciapela riceveranno un dolce omaggio rosa.

ATC

Blanco Tour per piccoli sciatori

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I bambini che imparano a sciare devono, prima di tutto, divertirsi e avere l’occasione di trascorrere giornate di gioia e spensieratezza sulla neve con la famiglia e gli amici. Per questo la Ski Area San Pellegrino ha creato Blanco World, una grande area tematica dove i più piccoli possono prendere confidenza, un po’ alla volta, con la neve e gli sci, alternando momenti di gioco alle lezioni con i maestri. Adesso, l’offerta di Blanco World si amplia ulteriormente. Ai 3 campi scuola dotati di lunghi tappeti mobili e facili discese con coni e archi e ai 3 parchi gioco con zone esterne ricche di giochi e sale interne riscaldate per le giornate più fredde, si aggiunge Blanco Tour: un innovativo percorso dedicato ai baby sciatori che vogliono vivere ogni giorno una nuova avventura affrontando divertenti sfide in compagnia della simpatica mascotte Blanco. Come funziona? Basta richiedere lo speciale “Taggy” presso l’ufficio della Scuola Sci e Snowboard Moena Dolomiti al Passo San Pellegrino e, seguendo la mappa, completare tutto il percorso correttamente. Mentre il bambino scia, Taggy registra ogni passaggio assegnando dei punti.

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Blanco Tour dura circa 2 ore e include 3 diversi impianti di risalita e 5 tracciati con gradi di difficoltà crescente, tra cui 2 ski cross, 2 crono run e un percorso a gobbe. Una volta terminato, si fa ritorno al Blanco Desk per verificare il percorso fatto ed essere premiati dalla mascotte Blanco!

 

Ski Area San Pellegrino

Italiani sulla vetta del mondo!

Due italiani ai vertici del mondo nel volo libero. Sono Aaron Durogati, che si aggiudica per la seconda volta in carriera la Coppa del Mondo di volo in parapendio, e Nicole Fedele ottima seconda nella classifica femminile della medesima gara.

La finale mondiale della PWC (Paragliding World Cup) si è disputata presso Governador Valadares, cittadina di quasi 300.000 abitanti nella valle del Rio Doce, stato di Minas Gerais (Brasile), presenti 123 piloti da 21 paesi.

Sono state disputate dieci giornate di gara, un volo cadauna, su distanze tra gli 80 e 112 chilometri. Il sito di volo prevedeva il decollo dei parapendio dall’area di Ibituruna Peak a 1123 metri d’altitudine, con un dislivello di 860 metri sopra il paesaggio circostante, relativamente piatto e contrassegnato da piccole colline ondulate di circa 200 metri.

Durogati, trentenne pilota di di Merano (Bolzano), ha costruito il successo con ottime prestazioni durante tutte le prove, vincendone una e classificandosi ora secondo, ora terzo, e comunque nei primi posti durante le restanti. Dopo di lui nella classifica finale Adrian Hachen (Svizzera) e Charles Cazaux (Francia). Aaron, noto anche per le sue performances nelle gare di hike & fly, cioè volo ed escursionismo, come la celebre X-Alps, aveva già vinto la Coppa del Mondo 2012.

Nicole Fedele di Romans d’Isonzo (Udine) non è stata da meno. Il suo parapendio ha gareggiato nelle prime posizioni durante tutta la competizione, fino a prendere il comando nella classifica generale. Solo dopo l¹ultimo giorno ed ultimo volo ha ceduto il passo alla fuori classe franco-nipponica Seiko Fukoka Naville. Terza un’altra transalpina, Laurie Genovese. Nicole aveva già vinto la Coppa del Mondo 2012 insieme ad Aaron. Detiene il record del mondo femminile di distanza con 400 km ed ha vinto un titolo europeo.

Oltre a Durogati e Fedele, facevano parte del gruppo azzurro anche Michele Boschi, Marco Busetta, Antonio Golfari, Gianni Profiti, Alberto Vitale, Christian Biasi, Franz Erlacher, Luca Donini e Joachim Oberhauser. Complessivamente i piloti italiani si sono distinti con buoni risultati parziali. In particolare Oberhauser ha vinto una task e Donini ha conseguito diversi piazzamenti.

 

Gustavo Vitali

Bilanci e progetti per il volo libero

I principali successi del volo libero italiano nel corso del 2016 sono stati il trionfo agli europei di deltaplano e le medaglie d’argento e di bronzo nel pari campionato di parapendio, teatro univoco il cielo della Macedonia la scorsa estate.

Con il quarto titolo europeo e gli otto mondiali, il team azzurro di volo in deltaplano si conferma il più forte al mondo. Individualmente il trentino Christian Ciech è campione del mondo e d’Europa in carica.

Dal 6 al 19 agosto 2017 la squadra sarà impegnata nel campionato del mondo a Brasilia.

Nel parapendio argento per l’alto atesino Joachim Oberhauser e medaglia di bronzo a squadre. Gli azzurri affronteranno dall’1 al 15 luglio il loro mondiale, ospitato per la prima volta in Italia, esattamente vicino Feltre (Belluno).

Si svolgerà sotto l’egida dell’Aero Club d’Italia, organizzato dall’Aero Club Feltre e dal Para & Delta Club Feltre. A quest’ultima associazione spetterà l’esecutività pratica sul campo per accogliere ed assistere 150 piloti provenienti da 40 nazioni.

Sede operativa dell’evento il grande Centro del Volo in località Boscherai a Pedavena (Belluno), due ettari di terreno adibito ad atterraggio con annessa struttura munita di uffici, aule e servizi. Accanto una tensostruttura di 900 mq per ospitare l’Espo Dolomitipark, fiera dedicata agli sport outdoor ed ai prodotti delle Dolomiti bellunesi.

Il decollo ufficiale è sito in località Campet sul Monte Avena. Per garantire lo svolgimento della competizione con qualsiasi condizione meteo, saranno disponibili decolli ed atterraggi alternativi in provincia di Treviso: Cima Grappa e Monte Cesen sopra Valdobbiadene, nel primo caso, Vidor e Revine Lago nell’altro.

Molti eventi faranno da contorno, come la Mostra dell’Artigianato di Feltre, competizioni di ciclismo e podismo, la Festa dell’Orzo Birreria Pedavena, serate a tema ed intrattenimenti vari al Centro del Volo ed altro.

Ancora le Dolomiti, patrimonio dell’umanità, saranno lo spettacolare scenario nel quale si svolgerà la Dolomiti Super Fly, primo evento tutto italiano come percorso ed organizzazione di hike and fly, cioè escursionismo e volo, una disciplina che attira sempre nuovi praticanti.

Organizzato dall’associazione Trentino Volo Libero, al via dalla piazza di Levico Terme (Trento), il 28 maggio saranno schierate 40 squadre composte da piloti italiani e stranieri. La sfida durerà una settimana tra Alto Adige e Trentino, 275 km da percorrere volando in parapendio o camminando sacca in spalla. Premiazione il 3 giugno lungo le rive del Lago di Levico.

 

Gustavo Vitali

Si apre la stagione sciistica in Marmolada

funivia_marmolada-8-dicembreL’attesa sta per finire: per il Ponte dell’Immacolata, tradizionalmente considerato come il weekend lungo che dà il benvenuto all’inverno in montagna, sarà in funzione la funivia della Marmolada, l’impianto di risalita che partendo da Malga Ciapela sale in cima alla Regina delle Dolomiti, a quota 3.265 metri, consentendo agli sciatori di accedere alla stazione sciistica più elevata del Dolomiti Superski e alla pista più lunga delle Dolomiti, La Bellunese, una discesa che si sviluppa per 12 km tra paesaggi ricchi di fascino e suggestione.

Da giovedì 8 dicembre sarà aperto anche il collegamento con la zona di Arabba e lo ski tour del Sellaronda, spettacolare giro sciistico intorno al grande massiccio del Sella, di cui la Marmolada rappresenta un importante punto di accesso. La distanza complessiva è di circa 40 km, dei quali 26 km sono piste da sci che possono essere agevolmente affrontate da sciatori di media capacità. L’itinerario ideale per una giornata di sci e divertimento.

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La Marmolada ha molto da offrire anche a chi non scia. Usufruendo della funivia si può salire alla terrazza panoramica di Punta Rocca e alla grotta-cappella, simbolo di pace, che ospita la statua della Madonna donata e consacrata da Giovanni Paolo II, per poi scendere alla stazione di Serauta, e visitare il museo più alto d’Europa, Marmolada Grande Guerra 3000 m, che ripercorre i momenti salienti che hanno caratterizzato i combattimenti sulla Marmolada durante la Prima Guerra Mondiale mettendo al centro dell’esposizione e del racconto il sentito, la paura e il vissuto dell’uomo-soldato, senza distinzioni di nazionalità e bandiere. Per pranzare restando in quota c’è il ristorante di Serauta mentre il bar di Malga Ciapela costituisce un’ottima soluzio ne per uno spuntino veloce.

 

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In alternativa, per respirare l’aria buona di montagna e rilassarsi nell’atmosfera ovattata della neve, si possono fare delle belle passeggiate tra i boschi di Malga Ciapela e nell’antico e pittoresco paesino di Sottoguda, appena entrato nell’élite dei “Borghi più belli d’Italia”, dove il tempo sembra essersi fermato, tra stradine strette in pietra, case in legno e botteghe artigiane, e la vita scorre lenta come le acque del torrente Pettorina lungo la famosa Gola dei Serrai che unisce l’abitato di Sottoguda a Malga Ciapela. Un canyon naturale di circa 2.5 km, meraviglia unica nel suo genere nell’area delle Dolomiti e per questo divenuta riserva naturale protetta.

 

Francesca (anche per le foto)

 

Sfida stellare al Val di Fassa Bike 2016

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Un parterre ricco di campioni nazionali e internazionali renderà ancora più avvincente ed entusiasmante la 9° edizione della Val di Fassa Bike in programma domenica 11 settembre a Moena, in Val di Fassa. In campo maschile c’è grande fermento per l’arrivo del campione del mondo marathon Tiago Ferreira e del vincitore dell’edizione 2015 Leonardo Paez, ma dopo le conferme di Periklis Ilias, Philip Handl, Alexander Laugesen, Pietro Sarai, Andrea Dei Tos, Marzio Deho, Tony Longo, Massimo De Bertolis e Pilley Morgan, numerose altre stelle della mountain bike hanno risposto alla chiamata della Val di Fassa Bike. Nomi di calibro internazionale e possibili candidati alla vittoria come Jhonatan Botero Villegas, autore di un fantastico 5° posto alle Olimpiadi di Rio, il campione marathon russo Alexey Medvedev, il campione ceco Under 23 Jan Vastl, il colombiano Diego Alfonso Arias Cuervo, il tedesco Andreas Kleiber, il giovane danese Alexander Laugesen. Davvero folta anche la rappresentanza italiana con Samuele Porro, Martino Fruet, Gerhard Kerschbaumer, Francesco Casagrande, Johnny Cattaneo, Daniele Mensi, Luca Ronchi, Adriano Caratide, Enrico Franzoi, Andrea Righettini, Vittorio Oliva, e Cristian Cominelli. Tra le donne, graditissimo ritorno della portacolori austriaca Christina Kollman che proverà a difendere il titolo conquistato lo scorso anno dall’agguerrita concorrenza di Elena Gadoni, Maria Cristina Nisi, Mara Fumagalli e Costanza Fasolis. Una start-list stellare, i team più forti del mondo si daranno battaglia sull’inedito percorso della Val di Fassa Bike, che, sicuramente saprà far emergere l’atleta più completo. Ad affermarlo sono le decine e decine di bikers che lo hanno testato giungendo al termine esaltati ed euforici. Il nuovo tracciato fa scorrere l’adrenalina nelle vene e viene definito “il più bello della storia di Moena”, una gratificazione enorme per il Comitato Organizzatore dopo l’immenso impegno profuso per realizzarlo proprio con l’obiettivo di creare qualche cosa che potesse veramente far divertire i veri appassionati della mountain bike. Una gara dura ma accessibile a tutti, con diversi single track, salite tecniche, discese spettacolari e tutto intorno il panorama mozzafiato della Val di Fassa. VAL DI FASSA BIKE BOYS 2016 Come da tradizione, grazie alla collaborazione con la società sportiva 3esse-Soraga, anche quest’anno, la ASD Val di Fassa Sport Events ha organizzato una gara dedicata solo a bambini e ragazzi: la Val di Fassa Bike Boys che avrà luogo sabato 10 settembre a Soraga di Fassa, presso il parco “Vischia de Sach”. Sono previste diverse categorie dai 0 ai 16 anni con pacco gara e premiazione finale dei primi tre classificati per ogni categoria. Maggiori info su www.valdifassabike.it Inoltre, domenica 11 settembre, durante la Val di Fassa Bike, dalle ore 10.30 fino alle 12.30 intrattenimento per bambini nello spazio riservato vicino all’arrivo, ed estrazione di una 1 fat bike bimbo/a. Le eventuali offerte libere saranno totalmente devolute alle popolazioni di Amatrice e delle zone colpite dal sisma.

ATC

Grandi parapendio e deltaplano

Dai campionati europei di parapendio i piloti della nazionale italiana tornano con una medaglia d’argento nell’individuale maschile, grazie a Joachim Oberhauser, pilota di Termeno (Bolzano), e quella di bronzo a squadre. Se per l’Italia è stato un successo, per la Francia ed i piloti francesi il 14th European Paragliding Championship è stato un trionfo: tutte loro le medaglie d’oro e pure l’argento femminile! E’ Honorin Hamard il nuovo Roi Soleil del parapendio, seguito da Joachim Oberhauser e dallo spagnolo Xevi Bonet Dalmau; la regina si chiama Seiko Fukuoka Naville, pilota d’origine nipponica trapiantata oltralpe, seguita dalla connazionale Laurie Genovese e da Klaudia Bulgakow (Polonia). Classifica a squadre: Francia, Germania, Italia, Spagna. La gara è stata ospitata nella cittadina di Krushevo in Macedonia. Delle dieci giornate di volo in programma ne sono state volate nove da 150 piloti in rappresentanza di 30 nazioni, compresa l’agguerrita pattuglia di 19 donne. Tra i 72 ed i 115 chilometri la lunghezza dei nove percorsi contraddistinti da punti salienti del territorio da aggirare e contrassegnare tramite GPS. Mediamente i primi piloti al traguardo impiegavano tra le due e le tre ore e mezza per completare i tracciati, tempi dovuti alle diverse lunghezze, alle differenti condizioni meteo ed, ovviamente, all’abilità nel condurre i loro parapendio, grandi vele allungate che si reggono in aria sfruttando le correnti ascensionali. Gli Italiani hanno superato momenti difficili. In testa all’inizio della gara, la squadra è incappata in una giornataccia al quarto volo ed ha dovuto lottare per risalire al bronzo. Sotto la guida del CT Alberto Castagna di Cologno Monzese (Milano), questa la formazione: oltre a Joachim Oberhauser, i neo campioni italiani Silvia Buzzi Ferraris (Milano) e Nicola Donini di Molveno (Trento), Christian Biasi di Rovereto (Trento), Marco Busetta di Catania, Piergiorgio Camiciottoli di San Giovanni Valdarno (Arezzo), Marco Littamè di Torino e Alberto Biagio Vitale di Bologna. Nel contempo al Monte Cucco presso Sigillo (Perugia) si sono chiusi i campionati italiani dei deltaplano. Scudetti a Marco Laurenzi, pilota ciociaro, e Gorio Mandozzi di Macerata. Il primo ha vinto il titolo nella categoria tradizionale cosiddetta ad ala flessibile, l’altro in quella ad ala rigida. Hanno partecipato 61 piloti. Finisce in un trionfo azzurro la spedizione italiana al 19° campionato europeo di volo libero in deltaplano, teatro il cielo sopra Krushevo e le montagne della Macedonia. La nazionale azzurra, già campione del mondo in Messico nel 2015, ottavo titolo mondiale nella sua storia, si laurea per la quarta volta campione d’Europa, seguita da Ungheria e Repubblica Ceca. Il campione del mondo in carica Christian Ciech, pilota trentino trapiantato nel varesotto, diviene anche campione d’Europa. Alessandro Ploner di San Cassiano (Bolzano) vince la medaglia d’argento, terzo lo svizzero Peter Neuenschwander. Il resto del team azzurro era composto da Suan Selenati di Sutrio (Udine), Filippo Oppici di Parma, Davide Guiducci di Villa Minozzo (Reggio Emilia), Tullio Gervasoni di Brescia e dal CT varesino Flavio Tebaldi e si è imposto in ben sette manches sulle otto disputate, 88 km la più breve ed oltre 145 la più lunga. Tra le due e le quattro ore il tempo impiegato a percorrerle da questi mezzi senza motore che si reggono in aria sfruttando le correnti ascensionali. Hanno volato 88 piloti in rappresentanza di 22 nazioni. Il deltaplano Laminar, prodotto dalla Icaro 2000 di Laveno Mombello (Varese), è stata la miglior ala del campionato. Contemporaneamente si è volato per il 7° campionato del mondo per deltaplani detti ad ala rigida, diversamente dai primi definiti ad ala flessibile. Iscritti 31 piloti in rappresentanza di otto nazioni. Nove le task disputate con tracciati tra gli 85 ed i 193 km. Questa la classifica finale per nazioni: Austria, Germania, Giappone. Il team italiano composto dai piemontesi Luca Comino e Franco Laverdino si classifica al nono posto. Nell’individuale il tedesco Tim Grabowski è il nuovo campione del mondo, seguito dagli austriaci Christopher Friedl e Wolfgang Kothgasser.

Gustavo Vitali

Campionati europei di volo libero e il Trofeo Guarnieri

La squadra nazionale italiana di deltaplano ha spiccato il volo –
mai espressione fu più appropriata! – verso Krushevo in Macedonia, sede dei
campionati d’Europa che si terranno fino al 30 luglio.

La cittadina si erge nella parte centrale del paese a 1.250 metri
d’altezza, la località più alta di tutta la Macedonia, e dista 160 km dalla
capitale Skopje. Qui, con classifiche separate, si confronteranno circa 80
piloti di 20 nazioni a bordo di deltaplani ad ala flessibile ed ala rigida. Come
decollo è previsto l’uso di un pendio montano a circa 1.400 metri,
atterrando poi nella valle sottostante a circa 600 metri. Tra decollo ed
atterraggio questi mezzi, che si reggono in aria sfruttando le masse
d’aria ascensionali, potranno gareggiare su percorsi predeterminati per decine di km,
ben oltre i 100 nelle giornate migliori. Tutto dipenderà dal meteo.
Sommando le due categorie gli azzurri si presentano con un palmare
complessivo di otto titoli mondiali, gli ultimi quattro consecutivi,
compreso quello del marzo 2015 in Messico, e tre europei. Nessuno al
mondo ha vinto di più.

La squadra schiera in testa il campione del mondo in carica Christian
Ciech, trentino trapiantato nel varesotto, seguito da Alessandro Ploner di San
Cassiano (Bolzano), Filippo Oppici di Parma, Davide Guiducci di Villa
Minozzo (Reggio Emilia), Tullio Gervasoni di Brescia, Suan Selenati di
Sutrio (Udine) e Michele Perlo di Torino. Le sorti nella categoria ala
rigida sono affidate alle ali di Franco La verdino, torinese, e di Luca
Comino di Mondovì (Cuneo).

Invece, fino ad oggi, 23 luglio, il comprensorio del Monte Avena presso
Feltre (Belluno) ospiterà il più antico appuntamento agonistico di volo libero
al mondo, il Trofeo Guarnieri, edizione numero 33.

Organizzata dal Para&Delta Club Feltre e dell’Aeroclub Feltre,
la competizione si volgerà tra le vette delle Dolomiti ed è intitolata ad
Adriano Guarnieri, che a metà degli anni ’70 introdusse il volo in
deltaplano in Valbelluna. Oggi la disputa sarà tra piloti di parapendio,
l’altro mezzo per il volo libero che ai tempi del pioniere ancora
non esisteva.

Si decollerà dai vasti prati a quota 1.400 metri nei pressi della Malga
Camper, facilmente raggiungibili grazie ad una strada in parte sterrata.
Atterraggio ufficiale nella nuova zona sportiva di Boscherai presso
Pedavena.
Hanno confermato la presenza 108 piloti provenienti da una ventina di
paesi.
L’evento è inserito nel calendario della Federazione Aeronautica
Internazionale come Pre-World Championship, cioè premondiali, visto che
i campionati del mondo saranno ospitati qui il prossimo anno, prima volta
in Italia.

Chiuso l’appuntamento italiano, dal 6 al 20 agosto i piloti della
nazionale di parapendio sostituiranno i colleghi di deltaplano a Krushevo per i
campionati europei.



Gustavo Vitali

 

La Marmolada tra sport e natura

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La Marmolada e la Val Pettorina sono la meta ideale per una vacanza di sport e divertimento a tutte le età. Da Malga Ciapela si può salire in funivia a Serauta e Punta Rocca per scoprire il territorio dall’alto per poi avventurarsi in meravigliose escursioni in quota o lungo i sentieri che partono dal fondovalle. Non c’è che l’imbarazzo della scelta, ecco qualche idea per gli appassionati di trekking, mountain bike e arrampicata su roccia.

Trekking – LA ZONA MONUMENTALE SACRA

Giunti in funivia alla stazione intermedia di Serauta, sede del museo MARMOLADA GRANDE GUERRA 3000 m, si scende brevemente alla sottostante zona monumentale Sacra, dove è presente un cartello esplicativo con la pianta del percorso che si articola lungo uno stretto sentiero sul versante sud-est della Punta Serauta, ben tracciato e segnalato, nonché agevolato con una fune metallica nei passaggi più stretti ed esposti. Lungo i camminamenti si possono vedere la caverna del posto di comando, l’osservatorio, l’infermeria e la stazione della teleferica.

La visita richiede circa 2 ore, e il percorso non presenta particolari difficoltà, sebbene sia tutto su sentiero roccioso ed in alcuni punti piuttosto esposto e attrezzato con funi di acciaio. Per raggiungere la cresta e l’ultima caverna si consiglia l’utilizzo d’imbrago, cordino e moschettoni.

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Trekking – RIFUGIO O. FALIER (Val Ombretta)

Escursione di circa 4 ore, attraverso la Val Ombretta, una delle valli più belle della Marmolada, con stupenda vista sulla parete sud-ovest della Regina delle Dolomiti. Il punto di partenza è dal parcheggio di Malga Ciapela. Il sentiero inizialmente presenta una certa pendenza ma poi si fa più lieve e regolare. Arrivati ad un bivio che, a sinistra porta in Val di Franzedaz, si continua sulla destra per giungere in breve tempo, all’imbocco della Valle Ombretta. Qui la mulattiera termina e si continua su un sentiero ben visibile che, passando attraverso le casere della Malga Ombretta (1904 m), si alza lievemente in costa per giungere in circa 40 minuti al Rifugio Onorio Falier. Nei pressi del rifugio si possono vedere alcuni resti di gallerie risalenti alla Grande Guerra, quando il rifugio fu requisito dall’esercito italiano per le eroiche operazioni militari sulla Marmolada.

Mountain bike – GIRO DELLA MARMOLADA

Itinerario molto impegnativo, ma altrettanto interessante dal punto di vista paesaggistico e naturalistico. Si sviluppa su circa 90 chilometri fra strada asfaltata, pista ciclabile e sentieri lungo la Val Pettorina, il Passo Fedaia, la Val di Fassa, il Passo San Pellegrino. Partenza e arrivo a Malga Ciapela.

Arrampicata su roccia – FALESIA DI LASTE

La Falesia di Laste si trova a Rocca Pietore ed è caratterizzata da enormi massi ciclopici di calcare della Marmolada, dei quali il più grande è il Sass de Rocia mentre il secondo in dimensioni è il Sass della Murada affacciato sulla Val Cordevole. Difficoltà dal 6a fino all’8b.

ATC