Jan Fabre. Spiritual Guards

Si rinnova l’appuntamento annuale con la grande arte al Forte di Belvedere di Firenze. Dopo le mostre internazionali di Giuseppe Penone e Antony Gormley, i bastioni dell’antica fortezza medicea ospitano le opere di Jan Fabre, uno degli artisti più innovativi e rilevanti del panorama contemporaneo. Artista totale, Fabre (Anversa, 1958) sprigiona la sua immaginazione nei diversi linguaggi della scultura, del disegno e dell’installazione, della performance e del teatro.

La grande mostra Jan Fabre. Spiritual Guards, promossa dal Comune di Firenze, si sviluppa tra Forte di Belvedere, Palazzo Vecchio e Piazza della Signoria. Si tratta di una delle più complesse e articolate mostre in spazi pubblici italiani realizzata dall’artista e creatore teatrale fiammingo. Per la prima volta in assoluto un artista vivente si cimenta contemporaneamente in tre luoghi di eccezionale valore storico e artistico. Sono esposti un centinaio di lavori realizzati da Fabre tra il 1978 e il 2016: sculture in bronzo, installazioni di gusci di scarabei, lavori in cera e film che documentano le sue performance. Fabre presenta anche due opere inedite, pensate appositamente per questa occasione. L’anteprima è stata un evento di straordinario impatto visivo e dai forti connotati simbolici. Dalla mattina del 15 aprile, infatti, ben due sculture in bronzo di Fabre sono entrate a far par parte – temporaneamente – di quel museo a cielo aperto che è Piazza Signoria. Una di queste, Searching for Utopia, di eccezionali dimensioni, si pone in dialogo con il monumento equestre di Cosimo I, capolavoro rinascimentale del Giambologna; mentre la seconda, The man who measures the clouds (American version, 18 years older), è innalzata sull’Arengario, o Ringhiera, di Palazzo Vecchio, tra le copie del David di Michelangelo e della Giuditta di Donatello. In entrambe le opere si riconosce l’autoritratto dell’artista, nella doppia veste di cavaliere e guardiano, come tramite tra terra e cielo, tra forze naturali e dello spirito. Ad una storia dell’arte che si è messa anche a disposizione del potere politico ed economico – come quella di Piazza Signoria con i suoi giganti di marmo (David, Ercole, Nettuno) e con le sue rappresentazioni bibliche, mitologiche o del genius loci (Giuditta, Perseo, Marzocco) – Jan Fabre oppone un’arte che vuole rappresentare e incarnare il potere dell’immaginazione, la missione dell’artista come “spiritual guard”. E lo fa in una piazza che dal Rinascimento in poi è stata pensata e usata come agorà e palcoscenico figurativo, che da allora è diventata luogo paradigmatico del rapporto tra arte e spazio pubblico, e dove è stata configurata in modo esemplare la funzione simbolica-spettacolare del monumento moderno. Sempre dal 15 aprile sono visibili in Palazzo Vecchio una serie di sculture che dialogano con gli affreschi e i manufatti conservati in alcune sale del percorso museale del palazzo, in particolare quelle del Quartiere di Eleonora, assieme alla Sala dell’Udienza e alla Sala dei Gigli. Tra le opere esposte anche un grande mappamondo (2.50 m di diametro) rivestito interamente di scarabei dal carapace cangiante, la cui forma e dimensione sono state ispirate proprio dal celebre globo conservato nella Sala delle Mappe geografiche, opera cinquecentesca di Ignazio Danti.

Il 14 maggio, aprirà la mostra al Forte di Belvedere, dove tra i bastioni e la palazzina saranno presentate circa sessanta opere in bronzo e cera, oltre a una serie di film incentrati su alcune storiche performance dell’artista. Le curatrici Melania Rossi e Joanna De Vos, insieme al direttore artistico del progetto Sergio Risaliti, hanno scelto il Forte Belvedere come nucleo tematico dell’esposizione Jan Fabre. Spiritual Guards, per le sue caratteristiche spaziali e storiche. Una fortificazione che nel tempo è servita per difendere Firenze dalle minacce esterne, ma anche per proteggere la famiglia dei Medici in tempi di rivolte cittadine. Un luogo di difesa dall’esterno e dall’interno quindi, che suggerisce un percorso attraverso la vita, le ambizioni e le angosce dei potenti signori medicei e che allude a opposte percezioni e sensazioni umane come quelle di controllo e abbandono, ma anche a bisogni e desideri contrapposti come quelli di protezione armata e di slancio spirituale, così profondi e radicati da condizionare le forme architettoniche e la configurazione dello spazio naturale. Soprattutto qui al Forte Belvedere dove è evidente la necessità di fortificarsi nella consapevolezza di restare pur sempre indifesi.

 

Salvatore La Spina

 

Dario Fo ha presentato a Verona il Museo Archivio Laboratorio

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E’ stato presentato nella sala convegni del Palazzo della Gran Guardia di Verona, dal premio Nobel Dario Fo, il nuovo Museo Archivio Laboratorio Franca Rame-Dario Fo, che ripercorre oltre sessant’anni di storia del teatro e della cultura italiana. Presente per l’occasione il Sindaco Flavio Tosi, che ha sottolineato “la soddisfazione per la città di Verona di ospitare lo spazio espositivo di un artista come Dario Fo, una figura eclettica e geniale, unica nel panorama culturale italiano. Un grande regalo offerto al mondo, ricco d’arte, cultura e, soprattutto, della storia di un’importante parte della mondo teatro italiano”.

Inaugurato lo scorso 23 marzo alla presenza dell’onorevole Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, l’Archivio Rame-Fo, ospitato negli spazi dell’Archivio di Stato di Verona, costituisce un patrimonio di straordinaria rilevanza, composto da copioni, manoscritti, stesure progressive dei lavori svolti, disegni, dipinti, bozzetti, manifesti, libri, articoli, costumi, pupazzi, marionette, scenografie, locandine e fotografie di scena. Per valore artistico e ricchezza dei contenuti, il Museo Archivio è stato riconosciuto patrimonio culturale della storia italiana e dichiarato, nel 2015, “d’interesse storico particolarmente importante” da parte del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. In occasione dell’inaugurazione è stata allestita una mostra, che presenta le opere pittoriche di Dario Fo, oltre a manufatti artistici e arredi di scena.

Durante la presentazione, il premio Nobel Fo ha illustrato alle istituzioni culturali cittadine e al pubblico le finalità del MusAlab che, come egli stesso ha affermato, perseguono “… un’arte diffusa che arrivi ad aprire le porte di ogni città, usando il teatro e lo spettacolo per l’incontro e la conoscenza”. Il patrimonio artistico MusAlab Franca Rame-Dario Fo è anche centro internazionale di studi su arte e spettacolo.

Il MusAlab è visitabile da lunedì a venerdì dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 14 alle 17; sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 19.

Informazioni: Archivio di Stato di Verona, via Santa Teresa 12 , tel 045-594580; archivioctfr@francarame.it; as-vr@beniculturali.it

Roberto Bolis

 

Il Premio “La Leonessa. Città di Brescia” alla diciassettesima edizione

Il prestigioso Premio di Poesia è entrato nel vivo dell’organizzazione. Un gran numero di poesie stanno arrivando alla Segreteria organizzativa, dimostrando che le novità di quest’ennesima edizione sono state apprezzate dai Poeti di tutta Italia.

Le Sezioni del Premio sono le seguenti:

Sezione Poesia Italiana a tema libero.

Sezione Poesia Dialetto Italiano.

Sezione Poesia in Dialetto Bresciano.

Sezione Poesia in Lingua Straniera.

Sezione a Tema: “Giubileo di Pace. Figure di santi”.

Sezione speciale 2016

Per ricevere il bando integrale, bisogna scrivere a: associazionesidus@libero.it

Mantova Capitale Italiana della Cultura 2016

Mantova, gioiello del Rinascimento famoso in tutto il mondo per lasua storia, gli inestimabili tesori d’arte e le bellezze naturali, è stata insignita del titolo di Capitale Italiana della Cultura per l’anno 2016. La nomina si deve all’ambizioso progetto che non si limita a valorizzarne il patrimonio storico, ma punta all’elaborazione di nuove politiche culturali che sposino tradizione e innovazione per una nuova Rinascenza.

“Dal 27 ottobre scorso, giorno della nomina a capitale italiana della cultura, Mantova ha raccolto una sfida, di rigenerazione culturale ed economica, che richiede tre ingredienti fondamentali: capacità di fare squadra, innovazione e coraggio – dichiara il sindaco Mattia Palazzi. Questo riconoscimento ha dato fiducia ed entusiasmo ai mantovani e ci consente di tessere relazioni importanti in Italia e in Europa. Abbiamo lavorato con passione, per costruire un progetto di respiro internazionale fondato su un approccio di sistema che conta sull’aiuto delle nuove tecnologie e sulla attivazione della comunità”.

Patria di Virgilio, corte dei Gonzaga che attirò geni della pittura e dell’architettura (Leon Battista Alberti, Andrea Mantegna, Giulio Romano) della letteratura e della musica (come Torquato Tasso e Claudio Monteverdi), insieme a Sabbioneta patrimonio mondiale dell’umanità per l’Unesco: questa è la Mantova più conosciuta, che incanta e stupisce turisti da tutto il mondo.

Ma la città è molto di più: l’odierna identità multiforme è frutto di una stratificazione culturale avvenuta nei secoli, che il progetto di Mantova 2016 permetterà di conoscere appieno. Per capire la sua evoluzione, occorre riscoprire anche i secoli meno noti della storia della città e riappropriarsi di memorie, luoghi, espressioni artistiche, in un percorso di rigenerazione dell’identità comunitaria.

L’unicità di Mantova non è solo nelle opere dell’uomo, ma anche nelle bellezze del suo territorio e nella varietà della sua cucina: centro nato sull’acqua, circondato da una vera e propria oasi verde, è meta di un turismo naturalistico, enogastronomico e sportivo per tutte le età.

Per queste sue caratteristiche storiche e naturali, unite alle dimensioni raccolte, Mantova è già una città a misura d’uomo; come Capitale Italiana della Cultura sarà un laboratorio, un polo aperto e sostenibile di innovazione e coinvolgimento di cittadini e visitatori.Questi ultimi potranno essere davvero protagonisti della vita della città grazie all’appMantova,una delle componenti della piattaforma tecnologica ideata per l’anno del titolo, che permette di sperimentare un’interazioneinedita tra mondo fisico e mondo digitale. Creata appositamente sia per chi vive la città che per il turista che ne vuole scoprire i luoghi d’interesse e gli eventi, fornisce informazioni utili epermette di verificare disponibilità e orari dei siti prescelti. Grazie inoltre all’intelligenza artificiale che governa la piattaforma tecnologica, a ciascuno saranno proposti itinerari personalizzati per vivere al meglio la propria visita in città.

Gli investimenti a 360 gradi in campo hi-tech hanno fatto avanzare Mantova fino alla quarta posizione nello Smart City Index 2016, classifica delle città italiane più tecnologiche realizzata da Ernst&Young.

Il 2016 è l’anno in cui Mantova si apre al futuro, diventando un luogo di incontro nazionale e internazionale per l’elaborazione di nuovi paradigmi culturali.

Senza dimenticare l’eredità del passato, la città si rinnova proponendosi come centro di idee per accogliere la creatività contemporanea. Nell’ottica di una cultura intesa come motore di civiltà e benessere, ma anche di progresso economico, la governance di Mantova si evolve verso un modello di rete per favorire integrazioni tra sviluppo culturale e filiere economiche.

Una cabina di regia con importanti nomi della cultura ha messo a punto un ampio programma di un migliaio di eventi, che fino a dicembre trasformeranno Mantova in una “città-palcoscenico”, anche grazie all’apporto dei quasi 70 comuni della provincia e delle varie realtà e forze del territorio, che stanno già proponendo progetti per arricchire il palinsesto.

Il cuore pulsante sarà il centro storico, con isuoi palazzi, i suoi portici, le sue chiese e le sue piazze: un museo diffuso e interattivo in cui l’espressione artistica dialogherà con il patrimonio architettonico. Sei percorsi tematici permetteranno di scoprire il fascino di Mantova nelle diverse età: dalla Mantova del Settecento alla Mantova della creatività contemporanea, dalla Mantova ebraica alla Mantova antica di Virgilio, dalla Mantova del Risorgimento a quella del Rinascimento.

Il pubblico parteciperà in modo dinamico alla produzione culturale e, quindi, alla rigenerazione dell’identità di Mantova grazie a workshop, laboratori, mostre, concerti ed eventi che romperanno il confine tra artista e spettatore.

Anche l’arte esce dai suoi luoghi tradizionali e si apre alla città, offrendosi come occasione di riqualificazione urbana. La prima produzione del Centro Internazionale di Arte e Cultura di Palazzo Te per Mantova Capitale è l’installazione che porta la firma di Stefano Arienti, “Quadri da un’esposizione”: un omaggio alla pittura mantovana del Novecento, con oltre 200 opere di artisti locali finora conservate nei depositi del Museo Civico di Palazzo Te (aprile -Fruttiere di Palazzo Te).

I giardini e le sale di Palazzo Te ospiteranno a giugno il progetto espositivo “Un sogno fatto a Mantova”, ideato da Cristiana Collu e curato da Saretto Cincinelli, nel quale artisti internazionali ideeranno interventi di forte impatto visivo, in interazione con la struttura architettonica che li ospita. Il secondo momento del progetto prevede una mostra nelle Fruttiere di Palazzo Te: artisti emergenti italiani e stranieri realizzeranno installazioni e progetti site-specific.

Palazzo Ducale propone una serie di mostre che spaziano dall’arte moderna a quella contemporanea, con un’attenzione particolare alla produzione locale. Tra quelle in programma:“Mantovarte – studi aperti” (aprile), che inaugurerà il nuovo spazio dedicato all’arte contemporanea del Museo; “Sonia Costantini/Josef Schwaiger chromospazio”, con opere appositamente realizzate dai due artisti contemporanei (giugno) e un’esposizione dedicata ad Albrecht Dürer, “Incisioni e influssi”, che indagherà le reciproche influenze tra l’arte del Mantegna e quella dell’artista tedesco.

Nella Casa del Mantegna questo mese è allestita una mostra sulla Grande Guerra, cui faranno seguito fino alla fine dell’anno numerose altre esposizioni di arte contemporanea.

Il Museo Archeologico Nazionale con l’esposizione Salvare la memoria (La bellezza, l’arte, la storia) affronta, a partire dal devastante terremoto del 2012, il tema universale della conservazione della memoria e delle attività di salvaguardia e ricostruzione.

La musica avrà un ruolo di particolare rilievo: a giugno si terrà la quarta edizione del Mantova Chamber Music Festival “Trame Sonore” che invita il pubblico a scoprire capolavori della grande musica classica in location suggestive. Uno dei progetti portanti del 2016 è Mantovamusica, che fino a dicembre propone più di 45 concerti nei luoghi più belli della città, espressione di una rinnovata stagione creativa. Elast but not least lo storico Mantova Jazz Festival nei mesi di ottobre, novembre e dicembre.

Molte le azioni che integreranno ricerca artistica e progettazione sociale a partire da Arcipelago di Ocno, il nuovo paesaggio ideato da Joseph Grima, che ridisegna i laghi di Mantova: isole di materiali di riciclo come installazioni artistiche, create attraverso un percorso partecipato che vede la cittadinanza protagonista della rigenerazione urbana.

Cittadini e danzatori, amatori e performer daranno vita ad un progetto coreografico a cura del danzatore e coreografo Virgilio Sieni, creando un continuum di visioni e quadri negli spazi di Palazzo Te.

Infine, il percorso teatrale “What is house” coinvolgerà attivamente gli abitanti, le scuole e le associazioni del quartiere multietnico e popolare Valletta Valsecchi: un esempio virtuoso di inclusione collettiva.

Anche gli appuntamenti ormai tradizionali della città si animano di nuova vita in occasione di quest’anno speciale: Festivaletteratura, che celebra il suo ventennale organizzando, oltre al consueto appuntamento settembrino, una serie di incontri con autori italiani e stranieri, workshop, concerti e percorsi tematici durante tutto il 2016; Segni d’infanzia e OLTRE, festival internazionale di arte e teatro dedicato ai più piccoli, con artisti da tutto il mondo, provenienti dal mondo musicale, letterario e cinematografico, che il prossimo autunno festeggia la undicesima edizione; in maggio toccherà a MantovArchitettura, tre settimane di incontri, seminari, mostre dedicate al mondo del progetto e Mantova Creativa, due giorni all’insegna dell’arte contemporanea e del design con installazioni di arte pubblica.

Mantova ha in programma una vera e propria full-immersion nella cultura per i suoi giovani: dal cinema, ai concerti, dalla street-arta iniziative di formazione realizzate con le scuole, come nel caso di “Made in Italy – Make in Mantova”, dove glistudenti impareranno ad applicare tecniche scientifiche a progetti culturali.

Irrinunciabili i percorsi alla scoperta del territorio: la rassegna “I Volti della natura in città”organizzata dal Parco del Mincio prevede 40 escursioni, dalla primavera all’autunno, per scoprire la forte simbiosi della città con l’acqua e la natura.Tra queste, un’insolita crociera verso l’isola galleggiante dei fior di lotoe “Clic e pennello”, che invita appassionati di pittura e fotografia a immortalare lo skyline della città, per presentare poi le opere in una mostra estemporanea.

Un’ulteriore opportunità per esplorare la città è offerta ai turisti – attesi numerosissimi da tutto il mondo – dalla Mantova card, valida 72 ore (20 Euro), che garantisce l’accesso a 15 musei di Mantova e Sabbioneta, l’utilizzo di bus e bici pubbliche e scontistiche in ristoranti e hotel.

Ad accogliere, orientare e dare informazioni al pubblico penserà la squadra dei 1000 volontari di Mantova 2016 (in collaborazione con CSVM, Centro Servizi Volontariato Mantova), di ogni età e nazionalità, testimonianza di come la cultura sia anche volano di coesione sociale. I giovani volontari si occuperanno inoltre di animare i canali social, di documentare gli eventi mentre la squadra degli “Angeli dell’accoglienza” sarà di supporto ai visitatori con svantaggi e disabilità.

 

Delos

Cervantes 400 anni dopo

Il 23 aprile 2016 ricorrono i 400 anni dalla scomparsa di Miguel de Cervantes Saavedra. Per l’occasione si celebrano a Genova la personalità dello scrittore e il suo celebre romanzo Don Chisciotte della Mancia attraverso una mostra diffusa di centinaia di ex libris cervantini (provenienti dalla collezione del dr. Gian Carlo Torre) ripartita in varie sedi abbinata ad un ricco programma di iniziative culturali.

Fondazione Casa America – via dei Giustiniani, 12

Mostra ex libris fino al 6 maggio (da lun. a ven. 9.00 – 12.45 e 15.00 – 19.00)

Cervantes: Genova, Spagna, America latina. Incontro con la modernità

Conferenza con i professori Gabriella Airaldi e Pier Luigi Crovetto – Università di Genova, Marco Cipolloni – Università di Modena e Reggio Emilia e Carmen Canillas del Rey – responsabile culturale dell’Istituto Cervantes di Milano (26 aprile ore 17.00)

Letture in italiano e spagnolo di brani dal Don Quijote de la Mancha

In collaborazione con la Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova, Museo Biblioteca dell’Attore e Associazione Amici di Casa America. Con i professori Amina Di Munno, Anna Laura Messeri, Eugenio Pallestrini (28 aprile ore 17.00)

 

Accademia Ligustica di Belle Arti largo Pertini, 4

Mostra ex libris fino al 30 aprile dal martedì al sabato 14.30 – 18.30

 

Biblioteca Civica Berio Sala Lignea – via del Seminario, 16

Don Chisciotte: dal libro agli ex libris

Esposizione di ex libris e di edizioni del Don Chisciotte dalle collezioni della Biblioteca, sino al 23 aprile dalle 16.00 alle 18.30, chiuso la domenica.

Visite per gruppi anche in altri orari su appuntamento (tel. 010 5576013/16)

Invito alla lettura del Don Chisciotte a cura del Gruppo Lettori Accaniti della Biblioteca Berio (22 aprile ore 17.00)

Le edizioni illustrate del Don Chisciotte

Conferenza della prof.ssa Anna Giulia Cavagna – Università di Genova (23 aprile ore 17.00)

Parola-disegno nell’opera cervantina di Mario Fallini

Conferenza del prof. Marco Cipolloni – Università di Modena e Reggio Emilia. In collaborazione con Fondazione Bogliasco (3 maggio ore 17.00)

Fondazione Teatro Carlo Felice Primo Foyer – galleria cardinal Siri

Mostra ex libris fino al 30 aprile visitabile in concomitanza dell’apertura istituzionale del Teatro

 

Museo Biblioteca dell’Attore via del Seminario, 10

Mostra ex libris fino al 6 maggio nella sala superiore del Museo (da lun. a ven. 8.00 – 13.00)

Don Chisciotte al cinema

Conferenza del prof. Marco Salotti – Università di Genova, con proiezione di spezzoni di film (4 maggio ore 17.30)

 

Museo di Sant’Agostino piazza Sarzano, 35 r.

Mostra ex libris fino al 30 aprile (mar. – ven. 09.00 – 19.00; sab. – dom. 10.00 – 19.30) Vano d’ingresso del Museo

Mostra di riproduzioni ingrandite di ex libris fino al 30 aprile Ambulacro del Chiostro triangolare

I rapporti tra Genova e Spagna del periodo di Cervantes

Conferenze in collaborazione con l’Istituto Internazionale di Studi Liguri

Il “secolo dei genovesi”: riflessioni su una formula e un’epoca con il prof. Carlo Bitossi – Università di Ferrara (14 aprile ore 17.00)

Opere e artisti tra Genova e la Spagna nella seconda metà del Cinquecento e nei primi decenni del Seicento con il prof. Giacomo Montanari – Università di Genova (21 aprile ore 17.00)

Don Chisciotte al Museo di Sant’Agostino La potenza del sogno Mostra della prof.ssa Alessandra Angelini – Accademia di Brera Inaugurazione 23 aprile ore 17.00

 

Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura piazza G. Matteotti, 9

Mostra ex libris dal 27 aprile all’8 maggio (da lun a ven. 09.00 – 18.00) presso la Sala Liguria al Piano Nobile

Espejos rotos: Cervantes, Don Chisciotte e le identità culturali e politiche del mondo ispanico

Giornata di studi con studiosi di diverse università italiane. Sala del Minor Consiglio (27 aprile dalle 9.30)

 

 

Marina Chiappa

 

Il museo della bicicletta di Sergio Sanvido

Il museo della bicicletta di Sergio Sanvido è il protagonista del terzo appuntamento del Mese del libro al Giro d’Italia in Alpago. Domani, Venerdì 15 aprile, al Teatro Minimo a Chies d’Alpago, alle ore 20.30, William Nisi, curatore del museo e Giovanni Viel, giornalista sportivo e autore del libro “Quella maglia rosa Dolomite”, parleranno dei programmi di valorizzazione della struttura museale di Cesiomaggiore e di 80 anni di Giro d’Italia e di imprese dolomitiche sulla due ruote. All’incontro parteciperà anche la FIAB (Federazione italiana amici della bicicletta).

Il Museo Storico della Bicicletta a Cesiomaggiore, dedicato a Toni Bevilacqua (veneziano campione del mondo dell’inseguimento nel 1950 e 1951), è stato fondato da Sergio Sanvido, nella sua prima versione, nel 1997. Successivamente Sanvido (scomparso lo scorso anno) ha voluto regalare la sua collezione al Comune di Cesiomaggiore che ha provveduto, con l’aiuto della Fondazione Cariverona e della Regione Veneto, alla collocazione di questa preziosa raccolta di biciclette, accessori e memorie del ciclismo nazionale e internazionale. Il Museo della Bicicletta fa parte del Club Italia Musei Ciclismo ed è uno dei più completi d’Europa. Il museo è gestito dalla Fenice Società Cooperativa Sociale di Feltre. Tutte le biciclette (la più antica è un modello del 1791) hanno la propria carta d’identità e sono suddivise sia per periodo storico che per tematica: bicicletta da bambino, da lavoro, da guerra, da turismo, da competizione.

Si ricorda che quest’anno gli appuntamenti della rassegna “Il Mese del libro” rientrano tra gli eventi del programma che fa da contorno di lusso alla 14a tappa del Giro d’Italia, il tappone dolomitico Alpago (Farra) – Corvara, in programma sabato 21 maggio.

Con William Nisi, a raccontare del Museo e delle sue attività, ci sarà anche Giovanni Viel, autore del libro “Quella maglia Rosa Dolomite”, un bell’esempio di editoria sportiva dove il giornalista nato in Val d’Aosta, ma ormai bellunese d’adozione, racconta 80 anni di ciclismo epico nelle Dolomiti dal 1933 al 2013. E della bicicletta come salutare mezzo di trasporto e di programmi e attività sulla due ruote parleranno anche gli Amici della bicicletta (Fiab).
U.S.

Due francobolli a tiratura limitata per il 50esimo di Vinitaly

Poste Italiane dedica due francobolli al Vinitaly, entrambi in tiratura limitata di 500.000 unità per ciascun esemplare. L’iniziativa è stata illustrata nel corso del 50° Vinitaly che si è appena concluso, dalla presidente di Poste Italiane Luisa Todini, dal ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina e dal direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani, alla presenza di alcuni rappresentanti dell’Associazione filatelica numismatica scaligera, una delle più antiche d’Italia.

«L’attenzione di Poste Italiane verso una manifestazione internazionale come Vinitaly, che quest’anno celebra le prime 50 edizioni è motivo per noi di grande soddisfazione – ha commentato Mantovani – perché significa aver trasferito al vino, simbolo del Made in Italy, di cultura, di passione, anche il valore simbolico del collezionismo filatelico».

Un francobollo, ha spiegato il direttore generale Mantovani, «riporta l’immagine del 50° Vinitaly, con il riferimento un grande cuore che rimanda alla forza di un prodotto che è cultura, ma allo stesso tempo emozione e, sempre di più, un ponte verso il mondo che parte proprio da Verona».

L’altro francobollo celebrativo, invece, riproduce il logo di Vinitaly adottato nel 1992, quando la manifestazione stava pianificando un percorso di internazionalizzazione al servizio degli espositori e, tramite la propria immagine, racchiudeva una rappresentazione immediata dell’Italia. Su entrambi i francobolli è riportata la scritta «Veronafiere». Completano i francobolli la legenda «Salone internazionale dei vini e dei distillati», le date «1967-2016», la scritta «Italia» e il valore «€ 0,95». Sono stampati dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

L’internazionalizzazione, secondo il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, è una delle chiavi per costruire il futuro del vino italiano, strettamente connesso alla tradizione e alla sua storia. «Anche il francobollo dedicato all’evento è un modo per celebrare uno dei simboli dell’agroalimentare italiano – ha detto il ministro Martina – e qui da Verona stiamo immaginando cosa può essere l’Italia nei prossimi anni, se ci si rende conto di cosa si può fare attraverso l’esperienza vitivinicola».

«Questo non è il primo francobollo dedicato al vino – ha spiegato Luisa Todini, presidente di Poste Italiane – perché da cinque anni celebriamo il mondo delle Docg e anche oggi presentiamo la nuova serie. Inoltre abbiamo voluto dedicare la giusta attenzione a Vinitaly perché rappresenta una grande eccellenza internazionale e uno strumento per l’export. E se Vinitaly compie 50 anni, la storia di Poste Italiane risale a 154 anni fa e può contare oggi su 153.000 dipendenti, dei quali il 53% rappresentato da donne».

 

Veronafiere

 

“BIRRA. Costume d’Italia negli scatti della Fiera Campionaria di Milano”

5“Ventisette anni dedicati a rendere l’Antica Birreria Wührer un gioiello per la città di Brescia, sia dal punto di vista dell’offerta di birre di altissimo livello, sia dal punto di vista della cura del locale. Quando con i miei soci ho acquisito la Birreria, ho sentito subito di avere coronato un sogno: avere un patrimonio storico-culturale unico in Italia e forse al mondo. Ho sentito anche la responsabilità di quanto andavo a gestire, non soltanto dal punto di vista commerciale. Il mio impegno personale, e quello della Società 5 Stelle che rappresento, a mantenere la Birreria in arredi, oggettistica, cura degli aspetti legali all’eleganza del servizio fedele a quanto avevamo ereditato, era una commozione e una sfida. Negli anni, mi permetto di dire che l’Antica Birreria è diventata ancora più bella. L’impatto storico, in arredi e dipinti murali, non mette soggezione al cliente e diventa un valore aggiunto, creando quell’aspetto curato di una casa in cui si torna sempre volentieri, con amici, da soli, con la famiglia. Questo impegno indefesso e non sempre semplice, mi ha permesso di approfondire la storia di Brescia dal punto di vista della gente che trascorre serenamente qualche ora in Birreria. Sorseggiare una buona birra è un momento di relax e dedicato a se stessi che diventa patrimonio di tutti proprio perché permette un punto fermo dal quale ripartire, ciascuno per la propria strada. Abbiamo vissuto anni spensierati ed anni più difficili, abbiamo urlato di gioia o di rabbia davanti agli schermi che proiettano le partite di calcio, abbiamo trascorso insieme compleanni, anniversari (anche della gestione della Società 5 Stelle che abbiamo festeggiato con tutti i nostri clienti), sfilate, gare canore. E siamo spesso stati immortalati in fotografie che ci ricorderanno ai posteri e che ricorderanno il nostro impegno a “fare bene” il nostro lavoro. Ecco allora che la stessa vita siamo andati a scoprirla negli anni addietro, prendendo a pretesto EXPO, e ci ritroviamo sempre uguali e molto diversi. Proprio come l’Antica Birreria che gestisco. Sempre uguale, come un punto di riferimento che non cambia la sua connotazione storica. Sempre diversa nel sapersi rapportare con le nuove generazioni mantenendo i valori che ci contraddistinguono; insegnando ai giovani a bere consapevolmente, conoscendo le caratteristiche dei prodotti di alto livello che serviamo; insegnando ad amare la storia che abbiamo ereditato. Lo scorso mese di febbraio tutto questo, e lo dico con grande emozione, ha ricevuto il riconoscimento prestigiosissimo di Regione Lombardia. Abbiamo le carte in regola, quindi, per affermare di essere gioiello storico, ma ringraziamo anche chi, nelle Amministrazioni, non si dimostra indifferente davanti a tanto impegno e amore per il bello della nostra regione e della nostra Italia. Il mio ringraziamento va a tutti coloro, a vario livello, che hanno reso possibile raggiungere questo obiettivo: ai miei soci e alla mia famiglia che mi hanno sostenuto; al personale che ha contribuito al progetto societario; ai vari artigiani e tecnici che hanno saputo adeguatamente realizzare progetti societari di ammodernamento; ai clienti che non hanno smesso di dimostrarci la propria preferenza; ad Alessia Biasiolo, già autrice del volume societario “Ieri e Oggi. Brescia e la sua Birra”, per la cura della pratica regionale e della mostra, che mi auguro sia apprezzata come già altre iniziative di rilievo culturale messe in atto dalla Società 5 Stelle”. Il Presidente della Società 5 Stelle, Leo Ruocco

“BIRRA. Costume d’Italia negli scatti della Fiera Campionaria di Milano”. Antica Birreria Wuhrer, Viale della Bornata 46, Brescia, Sala Michelangelo. Ingresso libero

Mostra fotografica storica all’Antica Birreria Wührer di Brescia

4- Un gruppo di Piccole Italiane davanti al padiglione del cioccolato Cima alla Fiera Campionaria di Milano.

Ad un anno di distanza dalla presentazione milanese del volume “Ieri ed Oggi. Brescia e la sua Birra”, presso la sede dell’Archivio Storico Fondazione Fiera Milano, alla presenza del Direttore e dell’Assessore regionale Mauro Parolini, l’Antica Birreria Wührer celebra il riconoscimento di locale storico di Regione Lombardia con una mostra fotografica storica dal titolo “BIRRA. Costume d’Italia negli scatti della Fiera Campionaria di Milano”.

Fotografie in bianco e nero provenienti dall’Archivio Fondazione Fiera Milano, che già aveva messo a disposizione alcune immagini per il volume, che raccontano la storia d’Italia con la Birra che occhieggia qua e là, ad indicare quanto la prima fabbrica di birra d’Italia, la Wührer di Brescia, abbia inciso sugli usi e costumi degli italiani.

Gli scatti coprono un arco temporale che va dal 1929 al 1946, con un omaggio del 1956 che i visitatori dovranno scoprire. In 18 pannelli, ciascuno proponente 6 fotografie, la Fiera Campionaria di Milano, una delle più grandi del mondo come ben raccontato nel volume “Ieri ed Oggi. Brescia e la sua Birra”, mette in mostra marchi scomparsi oppure ancora in auge oggi; permette di vedere mode e innovazioni ruotanti intorno al mondo della birra e dell’alimentazione in genere; giunge ai sorrisi del 1946, anno del referendum su monarchia o repubblica che vedrà un Presidente provvisorio in Enrico De Nicola e Alcide de Gasperi presidente del Consiglio esattamente 70 anni fa. Un’Italia tra mille difficoltà che pure raggiungeva Milano per conoscere il mondo e incontrare novità o conferme, così come è stato recentemente con EXPO. Milano al centro del mondo per i giorni della Fiera e Brescia che non mancava, con la sua Birra, il suo estratto per brodo, la “sua” Wührer.

Così la mostra della Società 5 Stelle, che gestisce l’Antica Birreria, sottolinea una volta di più, con semplicità ed eleganza, l’apporto storico-culturale che con l’Antica Birreria Wührer offre alla città di Brescia e suggerisce un dialogo tra sé e il pubblico (visitatore e/o cliente) che consenta di parlare di storia, di momenti trascorsi bevendo una birra e costruendo la propria storia personale e, forse, quella nazionale e non solo.

La mostra “BIRRA. Costume d’Italia negli scatti della Fiera Campionaria di Milano”, è a cura di Alessia Biasiolo.

 

La Redazione

 

 

Accordo del Teatro Carlo Felice di Genova con il Premio Viotti

Un importante protocollo d’intesa fra il Concorso Internazionale di Musica Gian Battista Viotti di Vercelli e la Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova è stato siglato in questi giorni fra i rappresentanti delle due Istituzioni musicali.

Il progetto di collaborazione è stato presentato in data odierna presso la sala giunta del Comune di Vercelli da Maurizio Roi, Sovrintendente del Teatro Carlo Felice e da Maria Arsieni Robbone e Pietro Borgonovo, rispettivamente, Presidente e Direttore Artistico del Concorso Viotti.

La convenzione, di durata quadriennale, ha lo scopo di sviluppare progetti nell’ambito della scoperta e valorizzazione di nuovi talenti musicali, della produzione e promozione artistica e di consolidare e incrementare iniziative congiunte.

Fra i sostanziali aspetti che caratterizzano l’accordo, il Teatro Carlo Felice offrirà la propria orchestra sinfonica in occasione delle finali del Concorso Viotti dal 2016 al 2019 e garantirà la possibilità ai vincitori della competizione musicale vercellese di debuttare nelle Stagioni liriche, per i cantanti, e sinfoniche, per i pianisti, del Teatro Carlo Felice.

Per il Concorso di Musica Viotti questa collaborazione rappresenta un significativo impulso ad un percorso di crescita che mira a raggiungere elevati standard in ambito internazionale.

Il Viotti è uno dei più antichi Concorsi musicali italiani. Fondato da Joseph Robbone nel 1950, con periodicità annuale, alterna le due storiche discipline di pianoforte e canto lirico. Dal 1957 appartiene al ristretto comitato (11 membri) dei fondatori della Federazione Mondiale dei Concorsi di Musica di Ginevra che raccoglie e regolamenta i più importanti concorsi internazionali di musica.

Dedicato a quei giovani artisti che abbiano in animo di intraprendere una carriera musicale internazionale, è posto sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica e sotto gli auspici del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Fra le illustri partecipazioni al Concorso Viotti bisogna ricordare, come concorrenti, Luciano Pavarotti, Mirella Freni, Piero Cappuccilli, Raina Kabaivanska, Leo Nucci, Renato Bruson, Luis Alva, Sumi Jo, Daniel Baremboim, Claudio Abbado, Angela Hewitt, Jean Yves Thibaudet, mentre hanno fatto parte delle giurie Carlo Maria Giulini, Yehudy Menuhin, Arturo Benedetti Michelangeli, Franco Corelli,  Massimo Mila, Birgitt Nilsson, Elizabeth Schwarzkopf, Renata Scotto, Joan Sutherland.

Il prossimo Concorso Viotti, dedicato ai cantanti lirici, si svolgerà al Teatro Civico di Vercelli dal 22 al 29 ottobre 2016.

 

Marina Chiappa