La Giudeofobia e il nascondimento. Una lezione magistrale a Ferrara

Ospite della Federazione di Ferrara dell’Istituto del Nastro Azzurro e del Circolo Roverella, nella splendida cornice della Sala Verde di Palazzo Roverella, lo scorso 18 marzo la direttrice de lemienotizie.com Alessia Biasiolo ha tenuto una lezione magistrale sul delicato, e spesso poco conosciuto, tema del nascondimento, partendo dal volume “Il diverso, tra passato e futuro. La Giudeofobia nella nostra società”, edito da Nuova Cultura per il Nastro Azzurro e il CESVAM.

Introdotta dal dott. Riccardo Modestino per il Nastro Azzurro e il Circolo, la conferenza è avvenuta alla presenza di un folto numero di persone attente e interessate. Tra gli altri erano presenti il Presidente della Comunità Ebraica di Ferrara, il Presidente del MEIS, un delegato del Prefetto, cinque professori universitari e diversi delle scuole superiori. Secondo Modestino “Il libro si è rivelato in tal senso un’opera di grande interesse scientifico, esposto in una prospettiva di lunga durata (F. Braudel), esposto in modo chiaro e semplice (evidente frutto di una lunga esperienza di insegnamento nelle scuole superiori di Brescia, etc.). Una esperienza quindi di sicura efficacia nell’apprendimento di una lezione di storia passata che tuttavia insegna – onde non ripetere le tragiche esperienze del passato – a fare tesoro delle pericolose concettualizzazioni antisemitiche, prive di alcuna scientificità (ma intrise di violenza e di negazione del pensiero razionale e di intolleranza)”.

Un dipinto murale di Palazzo Roverella

Nell’occasione, sono stati portati a Ferrara anche quattro dei sei quadri appositamente fatti realizzare per il volume dall’artista Ivo Compagnoni, per permettere agli astanti di ammirarne la tecnica e comprendere il ruolo dei quadri per il suddetto libro storico, ma anche per mostrare quanto arte e storia o letteratura possono andare a braccetto per ottenere trasmissione di sapere e insegnamento della comprensione.

Il dibattito di approfondimento tra la Professoressa e il Presidente della Federazione di Ferrara si è soffermato su alcuni dati specifici del libro, sia rispetto al tema del nascondimento, ampiamente trattato, sia riguardo alla letteratura tedesca e il nazismo, sia il poco noto argomento dei Mischlinge; è stata letta la poesia “I numeri della memoria” di Renato Hagman, inserita nel volume e in un quadro, a conclusione dell’intervento.

La lezione prevista della durata di una quarantina di minuti, si è pertanto protratta per un’ora e mezza tra l’attenzione degli astanti che si sono detti soddisfatti e grati dell’incontro. Argomenti peraltro di lunga trattazione nel libro, pur se molto ben riassunti, e che richiedono giuste esposizioni o spiegazioni, ed un uditorio interessato.

Riccardo Modestino e Claudia Vita Finzi dopo avere scoperto l’opera donata al Circolo

Alla lezione magistrale è seguita una semplice e significativa cerimonia di scopertura di un’opera donata al Circolo dei Negozianti di Ferrara da parte della famiglia Vita Finzi, presente la figlia Claudia del socio Mario Vita Finzi mancato alcuni anni fa, in ricordo del padre Alberto, vittima dell’eccidio del Castello estense del 1943. La strage si consumò nella notte del 15 novembre 1943, quando un gruppo di uomini venne fucilato davanti alle mura del simbolo della città di Ferrara, da parte di membri della R.S.I. L’opera di proprietà della famiglia Vita Finzi, dal titolo “L’eccidio del Castello estense del ’43”, appesa nella sala della Caffetteria di Palazzo Roverella, richiama i contenuti stessi del libro presentato e i temi trattati nella conferenza di quel venerdì pomeriggio.

La Redazione

21 Marzo: Giornata della Memoria e dell’Impegno per le vittime di mafia

Diversi gli appuntamenti in programma a Ferrara in occasione della “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle Vittime innocenti delle mafie“, iniziativa voluta e celebrata da Libera che ricorre a livello nazionale il 21 di marzo.

Già da sabato 19 a giovedì 31 marzo 2022 la Biblioteca di Casa Niccolini (via Romiti 13, Ferrara) parteciperà all’evento, attraverso l’esposizione di un percorso bibliografico a tema, con contributi di vario genere: libri, fumetti, graphic novels, biografie, romanzi, albi illustrati e film, per parlare a bambini e ragazzi “delle vittime innocenti delle mafie”. L’esposizione è ingresso libero e gratuito, negli orari di apertura della biblioteca (martedì e giovedì 14.30-18.30; mercoledì, sabato 9-12.30).

Appuntamento pubblico quello in programma per domenica 20 marzo 2022 a partire dalle 9.30, in piazza Squarzanti, in occasione della “47esima Caminada par San Zorz – Trofeo AVIS”, organizzata dalla polisportiva Ferrariola e Uisp Ferrara. Ai partecipanti verrà fatto omaggio di una piantina in vaso. Ogni piantina è dedicata a una vittima di mafia, con una breve descrizione della sua storia e i riferimenti per approfondire la vicenda e le implicazioni. 

Un’ulteriore iniziativa, dedicata alle scuole superiori, quella in calendario per lunedì 21 marzo 2022 dalle 8.30 alle 13. Due classi dell’Istituto Vergani e due classi dell’Istituto Bachelet,saranno impegnate in un laboratorio dal titolo: “Morire di Mafia: la memoria non si cancella” nella sala Polivalente del Grattacielo. Il laboratorio sarà condotto dai ragazzi dell’associazione “Cosa Vostra”, nata per portare avanti ricerca e analisi delle dinamiche comunicative legate al territorio e quelle partecipative legate all’antimafia, con la collaborazione di ragazzi e ragazze provenienti da più realtà italiane, allo scopo di creare una rete per lo sviluppo di una più ampia coscienza sociale sulle pratiche della legalità. Sempre lunedì 21 marzo 2022  alle 18, nella Sala Polivalente del Grattacielo (viale Cavour 189, Ferrara) in collaborazione con la Biblioteca Popolare Giardino verrà presentato il libro “Morire di Mafia” (Sperling & Kupfer) alla presenza degli autori. Il volume raccoglie la rievocazione delle storie di oltre duecento vittime del crimine organizzato dal secondo dopoguerra ai giorni nostri. Sono donne, uomini e bambini; magistrati, imprenditori, politici, giornalisti, membri delle forze dell’ordine e comuni cittadini. Ingresso libero. Necessario green pass rafforzato.

Per info sugli eventi: Centro di Mediazione del Comune di Ferrara, email centro.mediazione@comune.fe.it, tel 0532 770504, pagina Fb Festa della Legalità e della Responsabilità

Alessandro Zangara

AQUAE! World Water Day 2022

Si svolgerà martedì 22 marzo 2022 a Roma, presso Spazio 900 e in diretta streaming sul sito http://www.galateaeventi.it/aquae2022/ o sulla pagina Facebook di AQUAE! l’evento AQUAE! World Water Day 2022, promosso dall’Università di Roma Foro Italico e dalla Società Italiana di Igiene per commentare e diffondere alla presenza di Autorità, Istituzioni, ricercatori e ragazzi delle scuole secondarie, il Rapporto ONU 2022 sulle acque, quest’anno dedicato alle acque sotterranee per rendere visibile l’invisibile. Con il patrocinio di UNESCO Water Program, Istituto Superiore di Sanità, CNR, ISPRA, Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, INAIL, Agenzia Spaziale Italiana, FNOMCeO, Enpab, Federterme, Fondazione Ricerca Termale FoRST, Federazione Italiana Nuoto, Comune di Roma, l’iniziativa sarà aperta dal Rettore dell’Ateneo Prof. Attilio Parisi insieme al Prof. Vincenzo Romano Spica, Direttore Scientifico dell’evento, e al Prof. Italo Francesco Angelillo, Presidenza Siti, per continuare in una maratona “no stop”, concepita secondo la formula del talk show interattivo, per tutta la giornata, con illustri ospiti e personalità legati in maniera diretta o trasversale all’universo “acqua”. Il messaggio principale che tale manifestazione si prefigge di comunicare è rivolto ai giovani, dando così risposta all’invito annuale di UNESCO a riflettere tutti e sensibilizzare le nuove generazioni sul tema della tutela e rispetto dell’acqua e sull’importanza dell’uso consapevole e sostenibile di questa risorsa. Una divulgazione scientifica che coinvolgerà non solo le scuole secondarie ma anche quelle primarie attraverso la distribuzione di Quaderni FairPlay4U dedicati al World Water Day 2022.  A coordinare la conferenza della mattina, a partire dalle ore 9:30, sarà la giornalista dell’ANSA Maria Emilia Bonaccorso. Tra le Autorità presenti, interverranno l’Amb. Lucio Alberto Savoia, Emerito Segretario Generale della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO; Calogero Bellanca, Vicepresidente ICOMOS International – Comitato Theory and Philosophy of Conservation; l’On. le Federico Mollicone Presidente ICAS Intergruppo Parlamentare Cultura, Arte, Sport; il Gen. del Corpo d’Armata Antonio Pietro Marzo Comandante delle Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri. Ad aprire i lavori della prima parte di AQUAE!, sarà, in video, Richard Connor, Editor in Chief del WWDR Unesco, che sintetizzerà i dati del Rapporto ONU 2022. A commentare e approfondire la relazione saranno invece la Dott. ssa Sasha Koo-Oshima, Vice Direttrice Land & Water della FAO; il Prof. Silvio Brusaferro, Presidente Istituto Superiore di Sanità; Simona Rossetti, Direttore CNR-IRSA; Anna Sirica, Direttore Generale Area Science Park; Stefano Laporta, Presidente ISPRA; Marco Lupo, Vicepresidente SNPA e DGE Arpa Lazio; Vera Corbelli, Segretario Generale Autorità di Bacino Distretto Appennino Meridionale; Costanzo Jannotti Pecci, Presidente FoRST e Presidente Onorario Federterme; Tiziana Stallone, Presidente Enpab; Paolo Barelli, Presidente Federazione Italiana Nuoto; Andrea Abodi, Presidente Istituto Credito Sportivo; Bruno Molea, Presidente Ente Promozione Sportiva AICS.  La seconda parte della mattina, con inizio intorno alle 12:30, continuerà sul tema della sostenibilità dell’acqua nei suoi usi ricreativi, nello sport e nel wellness, con una visione dallo spazio presentata dal Dott. Alessandro Coletta, Direttore COSMO Med Sky dell’Agenzia Spaziale Italiana. Come rendere le piscine ecosostenibili, quale la situazione normativa odierna, come proteggere le fonti idriche sotterranee, quanto è sicura l’acqua che arriva ai nostri rubinetti, come inquiniamo inconsapevolmente attraverso i farmaci che ingeriamo, sono solo alcuni degli argomenti che verranno trattati grazie al contributo di Federico Maestrami, Editore Il Campo; Emanuele Ferretti, Ricercatore ISS; Claudio Carpineti, Segretario FoRST; Elisabetta Preziosi, Ricercatrice CNR; Maria Siclari, Direttore del Dipartimento per il Servizio Geologico d’Italia (ISPRA); Luca Lucentini, Direttore Reparto Qualità delle Acque ISS; Matteo Vitali, Ordinario di Igiene, Università di Roma “Sapienza”.  Nel pomeriggio, dalle 14:45 circa, si parlerà dello stretto rapporto tra l’acqua e la nostra salute, il legame con l’alimentazione, la fertilità e i tumori grazie agli interventi di Laura Dugo, Docente di Chimica dell’Alimentazione presso il Campus Biomedico di Roma; Laura Cutini, Consigliere CIG Enpab; Giuseppe Morino, Pediatra Dietista Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma; Eleonora Porcu, Componente CSS, Docente Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, Università Bologna; Giuseppe D’Ermo, Docente Dipartimento Chirurgia Università di Roma “Sapienza” e direttivo LILT.  La scuola sarà protagonista di una sessione speciale dedicata alla storia delle risorse idriche sotterranee e ai lavori svolti da alcuni Istituti scolastici italiani in occasione del World Water Day 2022 (liceo classico Dante Alighieri, liceo scientifico Talete e istituto Cine TV Rossellini di Roma, liceo artistico Pablo Picasso di Pomezia e liceo scientifico e sportivo Alessandro Volta di Reggio Calabria).A presentare e coordinare l’ultima fase di questa giornata celebrativa sarà il conduttore RAI Savino Zaba. Tra gli ospiti, a partire dalle ore 15:30, saranno presenti numerosi esponenti del mondo della ricerca, dello sport e dello spettacolo: oltre a Stefania Nisio di ISPRA, Tony Urbani della “Sapienza”, Donatella Poliandri di Invalsi, una squadra di ricercatrici tutta al femminile presenterà gli studi sulla “disinfezione con la luce” dell’Università di Roma “Foro Italico”: Federica Valeriani, Giusy Lofrano e Francesca Ubaldi; presente anche il geologo Mario Tozzi con un suo personale contributo alla materia. Porteranno poi la propria testimonianza alcuni atleti del mondo del nuoto come l’allenatore FIN Oscar Bertone, la campionessa europea Elena Bertocchi e l’atleta paralimpica Monica Boggioni, oltre alla pattinatrice sul ghiaccio Roberta Rodeghiero del Centro Sportivo dell’Aeronautica Militare e Marco Capanna, allenatore pallanuoto femminile Serie A1 SIS ROMA e atlete della Nazionale e della SIS Roma Domitilla Picozzi, Giuditta Galardi e Chiara Tabani argento olimpico a Rio 2016. Non mancheranno, in tale ambito anche rappresentanti del mondo della cultura e dello spettacolo: tra questi il noto attore e comico di Zelig Diego Parassole, sensibile alle tematiche ambientali con le sue performance di edutainment, il Mural Artist di fama internazionale Federico Massa aka Iena Cruz che dà voce alla natura attraverso le sue opere (in collegamento da New York), e artisti musicali come il “violinista Jedi” e compositore Andrea Casta, tra le star musicali più seguite  sui social e noto per far viaggiare gli spettatori con effetti immersivi tra natura e futuro creati in simbiosi ad un repertorio crossover che spazia tra pop, elettronica e dance music (prossimamente in concerto il 30 aprile all’Auditorium Parco della Musica di Roma); Philip Abussi, artista e compositore di sonorizzazioni sul tema al centro del convegno, produttore di Acqua brano della compositrice, autrice e performer Alessia Cotta Ramusino, Ambasciatrice UNICEF, che parteciperà con Women Of Change Italia, associazione dedita alla sensibilizzazione sugli obiettivi dell’Agenda 2030. All’evento parteciperanno infine anche Patrizia Tomasich presidente di Explora il Museo dei bambini di Roma, gli atleti de Gli Argonauti Laboratorio di Ricerca sul Movimento con una loro performance, Gaetano Boldrini uno dei fondatori dell’Associazione La Venta Esplorazioni Geografiche con racconti e avventure nel sottosuolo di tutto il mondo.

Elisabetta Castiglioni

Zêna (il viaggio dell’emigrante)

“La canzone dei genovesi” diventa un’opera. Debutta in prima assoluta sabato 12 marzo 2022 alle ore 15.00 nel primo Foyer del Teatro Carlo Felice, con anteprime per le scuole a partire da martedì 8 marzo, alle ore 9.30 e ore 11.00, Zêna (Il viaggio dell’emigrante), commedia musicale in un atto di Fabrizio Lamberti su libretto di Mauro Graiani, una commissione della Fondazione Teatro Carlo Felice. Ma se ghe penso, colonna sonora del cuore di ogni genovese, manifesto d’amore e poesia, composta nel 1925 da Attilio Margutti su versi di Mario Cappello è il suo motivo ispiratore sia sul piano musicale, quale principale leitmotiv che scandisce il progredire della narrazione, sia sul piano drammaturgico: la storia del protagonista di Zêna è quella del protagonista della canzone, l’idealtipo dell’emigrante italiano di fine Ottocento, la cui storia racchiude in se le storie di tutte le migrazioni coeve. Protagonisti in scena sono i giovani attori e cantanti selezionati in seguito alla call lanciata dai social media del Teatro Carlo Felice a inizio anno: Raffaele Ficiur (Bacci), Danilo Ramon Giannini (Carbunin/Dieguito/Juan/Edmondo de Amicis), Andrea D’andreagiovanni (Schiappacasse/Pedro Vasena/Padre Miguel/Banchiere/Poliziotto), Elisa Dal Corso Natalina/Maria), Fabrizio Lamberti (Sagrestano) e con la partecipazione straordinaria in video di Corrado Tedeschi nella parte di Bacci anziano. Maestro concertatore, direttore della Zêna Òrchèstra e pianista  è Fabrizio Lamberti, regia, video, scene, costumi e luci sono Mauro Graiani, autore delle tavole pittoriche dei fondali video è Matteo Merli. «Una commedia musicale inedita, che si inserisce in un progetto volto ad avvicinare i giovani all’opera e a promuovere la cultura musicale nelle nostre scuole creando, nel contempo, un legame con la città – afferma l’assessore alle Politiche culturali Barbara GrossoMa se ghe penso, la canzone che maggiormente rappresenta Genova, i genovesi e la loro storia esce dai confini della città assumendo sempre più il ruolo di ambasciatore di Genova nel mondo».

«L’opera Zêna rappresenta un’occasione per promuovere la convivialità relazionale degli alunni e per far riflettere sulla condivisione di valori che fanno sentire i membri della società come parte di una comunità autentica, viva e coesa, afferma l’assessore alle Politiche socio sanitarie e Terzo Settore, Politiche giovanili, Scuola, Università e Formazione, Cultura e Spettacolo Ilaria Cavo. La presenza nella scuola di alunni di molteplici etnie è un fenomeno ormai strutturale e questa opera rappresenta un’opportunità per comprendere meglio lo stato d’animo di chi è emigrato e soffre della lontananza dei propri affetti e della perdita delle proprie radici culturali».

«Con 33 repliche all’interno del cartellone operistico del Teatro Carlo Felice fino a domenica 23 aprile, afferma il Sovrintendente Claudio Orazi, Zêna ha l’ambizione di rivolgersi ai giovani, alle famiglie, oltre che alla cittadinanza che invita a immergersi in un racconto coinvolgente sulla propria storia. Al centro della drammaturgia di Zêna il tema dell’emigrazione, da sempre cruciale nella vita dei genovesi. Nell’ambito d​i un progetto di avvicinamento dei giovani all’Opera, la Fondazione Teatro Carlo Felice si rivolge in particolare alle scuole offrendo loro, grazie al supporto di uno sponsor della Fondazione, accesso gratuito e prioritario alle due repliche quotidiane infrasettimanali alle ore 9.30 e alle ore 11.00 e proponendo un percorso di approfondimento didattico specifico che si svolge in un primo momento in classe e in una seconda fase a Teatro».

Il testo di Zêna (il viaggio dell’emigrante) è la versione ridotta in atto unico della commedia musicale Zêna  (If I Think Home). Ambientata sul finire del 1800, la vicenda si snoda facendo perno sui sogni di Baciccìn, il suo protagonista e quelli dei suoi giovani coetanei che s’infrangono contro la povertà di una Genova sottomessa ai Savoia, dove il lavoro scarseggia e ci si deve inventare. Imbarcarsi su di un piroscafo per far fortuna in Argentina, sulla rotta di Colombo, abbandonando affetti e sicurezze, sembra l’unico piano possibile. Bacci partirà, armato solo di buone speranze e di una piantina di basilico, grazie alla quale riuscirà a farsi una posizione, salvo poi, una volta in là con gli anni, obbedire alla nostalgia di casa e tornare a Genova.

«Come Napoli, Roma, Milano anche Genova ha il suo tema, racconta Fabrizio Lamberti, la sua canzone ma è forzatamente rimasta entro le sua antiche mura, custodita gelosamente dai genovesi che la amano a tal punto da non volerla condividere con nessuno. Noi pensiamo invece sia giunta l’ora di farle spiccare il volo, di eleggere il suo struggente abbraccio come ambasciatore della genovesità nell’arte e nel mondo. Poter raccontare alle nuove generazioni, in forma di favola, la storia di tutti i nostri antenati, racchiusa all’interno del testo della canzone di Genova e dei genovesi, è forse l’ aspetto più importante di questo nostro spettacolo. In questo primo passo di un progetto, che ha intenzione di crescere sano e robusto, abbiamo cercato di raccontare tutti i risvolti dell’animo della gente che popola la nostra città e la nostra regione, unendoli all’indole musicale ed a quel caratteristico senso dell’umorismo, anche un po’ cupo, che ci contraddistingue da sempre. La musica e le canzoni pensate per questa avventura hanno quei sapori, un po’ malinconiche a tratti, forse, ma anche piene di quella dolcezza, legata al ricordo, che chiunque viva lontano da questa nostra città porta sempre nel cuore. Le persone possono anche lasciare Genova ma Genova non lascerà mai l’anima di chi è costretto ad andarsene. Prendo in prestito le parole di uno dei nostri più riconosciuti cantori, Gino Paoli: “Il genovese di solito da Genova parte, per mare, con il treno, o con la fantasia, però parte, perché Genova è una città difficile. Il genovese parte, però ritorna sempre perché a Genova si torna”. Nel duetto Bacci e la sua amata Natalina nel nostro musical, quando sognano un futuro lontano, cantano appunto: Le mani dal porto salutano chi tornerà perché tutti sanno che alla fine del viaggio di un genovese, che potrà anche durare una vita intera, ci sarà sempre il ritorno».

«L’idea che il Teatro Carlo Felice ci abbia commissionato un progetto ci riempie di orgoglio, racconta Mauro Graiani; l’amore per Genova, il sentimento che unisce chi ci vive e chi vi torna è lo stesso da qualsiasi latitudine provenga. Profuma di pesto, sa di quel salino che abbiamo nell’anima, freddo come la tramontana che spinge, da sempre, molti di noi a migrare. Genova è il richiamo di una madre; lo puoi ignorare per una vita, ma quando vuole farsi sentire, ti tocca tornare, come fa il nostro Bacci, l’emigrante ideale preso in prestito dal testo di Ma se ghe penso e catapultato, tra fantasia e realtà, nella più grande migrazione contadina della Storia. Ed è bello sapere che è destinato ai ragazzi, che parla di loro e di quel sentimento con cui faranno i conti, l’amore per Genova, dal quale non potranno fuggire, ovunque saranno domani.

Zêna è una storia di sangue e lacrime, di sogni e paure, di sentimenti forti, di scelte laceranti e promesse da mantenere. Di povertà e ricchezza, di cuore e sale da versare sulle ferite che il tempo e la lontananza non potranno mai curare. Vivere nella Genova di fine ottocento, per chi non aveva mezzi, era sicuramente un travaglio che non risparmiava il cuore dei suoi figli più amati. In una città che da Superba dominatrice dell’epoca delle Repubbliche marinare, era diventata un crogiuolo di razze che pulsava nel suo cuore angiportuale, la vita era dura. La differenza tra vivere e morire la faceva la casta, l’appartenenza di nascita: se nascevi in una famiglia ricca o benestante, Genova era il posto più bello del mondo per vivere; altrimenti la vita era impossibile per un povero. E così non restava che lasciare a malincuore la terra natia per altre sponde».

Il Teatro Carlo Felice nell’ambito di un progetto di avvicinamento dei giovani all’Opera con questa commedia musicale desidera promuovere la cultura musicale nella scuola con il suo elevato potenziale educativo e formativo per gli studenti. Attraverso le attività musicali in classe è possibile lavorare sugli stimoli che apportano benefici sull’apprendimento in relazione a tutte le materie scolastiche, inoltre l’esperienza del canto corale è funzionale per migliorare la relazione con i propri compagni ed a consolidare il gruppo classe.
Inoltre grazie a questa iniziativa il Teatro desidera contribuire a rafforzare il legame della scuola con la città e le famiglie. In un’ottica di comunanza e di valori da riscoprire, tutti gli alunni saranno invitati a cantare insieme ai protagonisti Ma se ghe penso, la storica canzone in lingua genovese scritta nel 1925, divenuta d’uso tradizionale e simbolo della cultura musicale ligure, per dare a tutti l’occasione di riscoprire la nostra storia e la lingua parlata nella maggior parte delle famiglie genovesi fino ad una cinquantina d’anni fa.

Il progetto si fonda sulla consapevolezza che l’educazione alla musica è un fattore di crescita, che porta benefici anche all’apprendimento d’altre materie scolastiche e contribuisce allo sviluppo di relazioni con i pari e alla formazione del gruppo classe. L’ascolto e la memorizzazione di Ma se ghe penso, la rielaborazione ed esposizione dei contenuti della canzone da parte degli studenti, sono seguiti da un secondo ascolto più consapevole, che mira alla comprensione del testo da un punto di vista culturale. Il lavoro sull’esperienza personale e i sentimenti dei bambini, infine, favorisce la comprensione dei concetti, anche dei più articolati. Gli studenti saranno quindi invitati a riflettere sulla propria storia, ricostruendo la mappa degli spostamenti effettuati nel tempo da genitori, nonni, parenti, producendo una loro personale mappa che li aiuti a comprendere che spostarsi è un fatto molto antico e normale, e che ha a che fare anche con la loro storia personale.

Il progetto si presta inoltre all’approfondimento di tematiche culturali legate ai fenomeni delle migrazioni culturali e della nascita delle comunità italiane all’estero. Uno dei personaggi del racconto è infatti il ligure Edmondo De Amicis, nato ad Oneglia scrittore, giornalista e militare italiano. Famoso per essere l’autore di Cuore, uno dei libri più popolari della letteratura mondiale per ragazzi, lo scrittore si imbarcò a Genova con gli emigranti sul piroscafo Nord America, per raggiungere Buenos Aires, dove fu chiamato per tener un ciclo di conferenze. Quel viaggio fu propizio affinché De Amicis esplorasse la vita di una delle piú importanti comunità italiane all’estero. L’impatto con quel mondo “italiano fuori dall’Italia” si tradusse in diversi suoi scritti: In América (1887), Sull’Oceano, del 1899 (in un primo tempo, I nostri contadini in America), e una serie di testi, che descrivono la vita quotidiana delle comunità di emigranti italiani e le loro abitudini nell’America meridionale. Lo scrittore Edmondo De Amicis che in Zêna durante la traversata insegna a leggere e scrivere al protagonista Bacci, rappresenta la dimensione linguistica che consente all’individuo la  definizione della propria identità di persona, un elemento cardine della crescita e della libertà individuale. Il linguaggio infatti definisce chi siamo e ci aiuta ad esprimere la nostra interiorità. Imparare a leggere e scrivere permetterà a Bacci di comunicare con propri familiari lontani, lo aiuterà a mantenere il legame con i propri affetti e le proprie radici culturali, elementi che lo renderanno più forte e gli permetteranno di avere successo nella vita. Imparare una lingua significa anche comprensione, la capacità di accogliere l’altro che si traduce in inclusione soprattutto da un punto di vista sociale.

Nicoletta Tassan Solet (anche per l’immagine)

‘Quel soffio di primavera in sala ragazzi’: a marzo narrazioni, letture animate e laboratori creativi

Un mese di marzo ricco di appuntamenti per bambini e ragazzi alla biblioteca comunale Giorgio Bassani di via Grosoli 42 (zona Barco, Ferrara) per aspettare l’arrivo della primavera con narrazioni e laboratori creativi.

Mercoledì 2, 9 e 23 marzo 2022 alle 16,45, tre appuntamenti per condividere la magia della lettura ad alta voce, tra fiabe, filastrocche e libri illustrati per tutta la famiglia. Mercoledì 30 marzo alle 16,45, invece, appuntamento speciale dedicato alle letture a bassa voce con “Le isole dei lettori custodi”: le lettrici volontarie dell’associazione Circi-Cerchio di libri proporranno a bimbi e genitori “storie libere per cuori intelligenti”.

In calendario anche due laboratori creativi per tutta la famiglia, ispirati alla maestosità degli alberi. Mercoledì 9 marzo alle 16,45, al termine dell”Ora del racconto’, bambini e famiglie daranno vita a colorati paesaggi primaverili con materiali bizzarri e divertenti che ognuno può trovare in casa. Mentre sabato 26 marzo alle 10 i bambini creeranno maschere arboree con l’aiuto della ceramista Stefania Stocchi e faranno parlare le proprie creazioni. 

Gli incontri sono a partecipazione gratuita, con prenotazione da effettuare telefonando al numero 0532 797414 o scrivendo a: info.bassani@comune.fe.it. La partecipazione è consentita con Green pass ‘rafforzato’ (per i maggiori di 12 anni) e mascherina.

PROGRAMMA:

– MERCOLEDI 2 MARZO 2022 ORE 16.45

L’ORA DEL RACCONTO Condividiamo assieme la magia della lettura ad alta voce: fiabe antiche, filastrocche, ninne nanne, conte e libri illustrati per tutta la famiglia. Dai 3 agli 8 anni

– MERCOLEDI 9 MARZO 2022 ORE 16.45

L’ORA DEL RACCONTO Condividiamo assieme la magia della lettura ad alta voce: fiabe antiche, filastrocche, ninne nanne, conte e libri illustrati per tutta la famiglia.
A seguire: LABORATORIO “L’INVENZIONE DEGLI ALBERI: crea il tuo paesaggio di primavera con materiali bizzarri e divertenti”. Dai 4 agli 8 anni

MERCOLEDI 23 MARZO 2022 ORE 16.45

L’ORA DEL RACCONTO “Che suono ha la primavera?” a cura delle lettrici volontarie di Circi-Cerchio di libri. Condividiamo assieme la magia della lettura ad alta voce. Dai 3 agli 8 anni

– SABATO 26 MARZO 2022 ORE 10.00

LABORATORIO “DIVENTA L’ALBERO: crea la tua maschera e dai voce al tuo albero” a cura della ceramista Stefania Stocchi. Dai 5 anni ai 10 anni

MERCOLEDI 30 MARZO 2022 ORE 16.45

LE ISOLE DEI LETTORI CUSTODI – lettura a bassa voce guidata per genitori e bambini
col supporto di CIRCI-Cerchio di libri, da un’idea della Libreria Radice Labirinto. Dai 3 agli 8 anni

Alessandro Zangara

Storie Sguardi Icone

Esce in libreria, per Effigi Editore, una nuova collana di studi per la valorizzazione dei patrimoni fotografici, custoditi presso la fondazione AAMOD e non solo. Accanto alla storica e periodica pubblicazione degli Annali dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, si aggiunge dunque “Storia Sguardi Icone“, una serie di volumi che ha tra gli obiettivi quello di approfondire la ricerca nel campo degli studi storici, sociali, antropologici anche attraverso l’uso delle fonti fotografiche, oltreché filmiche.

L’intento è infatti quello di realizzare cataloghi ragionati di fondi di immagini fisse, conservate in un istituto, pubblico o privato che sia, contestualizzando le occasioni di realizzazione, di aggregazione e uso, la provenienza, le finalità di autori e committenti, proponendo al tempo stesso connessioni con altra documentazione, con fonti correlate di altre tipologie, nonché attraverso percorsi utili ai fini della formazione e della didattica. Ogni catalogo propone infatti “percorsi espositivi” veri e propri, con preziosi contributi critici, che precedono le fotografie, offrendo vari spunti di ricerca anche inediti, ai fini di un utilizzo laboratoriale da parte di insegnanti e studenti.

Un apparato iniziale di contributi critici, con preziosi interventi da parte di studiosi di aree disciplinari differenti, consentirà di inquadrare al meglio le sezioni di immagini organizzate per temi, sorta di percorsi espositivi, precedute da una breve presentazione. I volumi avranno la veste di veri e propri cataloghi, utili per guidare idealmente i “visitatori” all’interno di una possibile mostra, con una cura e passione particolare dal punto di vista grafico e della restituzione delle fotografie riprodotte, qualità che la casa editrice Effigi persegue da sempre.

Il primo volume della collana, a cura di Letizia Cortini, Elisabetta Frascaroli e Anna Storchi, è dedicato al Fondo Roberto Matarazzo. Frutto di un lungo e accurato lavoro, svolto grazie a una proficua sinergia tra istituzioni (Fondazione AAMOD, l’Associazione Modena per gli altri e il Centro di documentazione memorie coloniali) e singole persone, la realizzazione di questo catalogo ha visto un impegno specifico nel recupero delle fotografie realizzate dal fotografo amatoriale Roberto Matarazzo, radiotelegrafista in Africa, durante la conquista fascista dell’Etiopia, negli anni 1936-1937. L’ampia selezione e pubblicazione, per argomenti, di queste fonti potrà contribuire ad approfondire l’indagine storica su un periodo e su memorie ancora in gran parte rimosse, nascoste soprattutto nei cassetti delle famiglie italiane. L’intero fondo fotografico “Roberto Matarazzo”, costituito da oltre 600 immagini, soprattutto negativi, è stato depositato dal figlio Elio Matarazzo presso la fondazione AAMOD ed è consultabile al sito www.aamod.it e sul sito del progetto Returning and Sharing Memorieswww.memoriecoloniali.org (sezione Fondi documentali).

Etiopia. Conquista e conoscenza. Rappresentazione per immagini di Roberto Matarazzo (1936-1937)Aamod ed Effigi Editore, 2022, pp. 196 Euro 20,00

Elisabetta Castiglioni

‘Pomeriggi d’autore’: Chiara Forlani presenta ‘Delitto sull’isola Bianca’

Sono ambientate su una piccola isola in mezzo al fiume Po le misteriose vicende raccontate nel romanzo di Chiara Forlani ‘Delitto sull’isola Bianca’ che giovedì 17 febbraio 2022 alle 17,30 sarà presentato nell’auditorium della biblioteca comunale Bassani di Barco (via Grosoli 42, Ferrara). L’appuntamento rientra nel ciclo di incontri ‘Pomeriggi d’autore’ in programma ogni giovedì di febbraio. Chiara Forlani dialogherà con Milvia Manservigi.

Un’isola al mezzo al Po, un mistero da risolvere, un giovane ombroso che vive con un proiettile conficcato nel cranio e viene coinvolto in una vicenda dai contorni tenebrosi. Nel 1950 diverse famiglie vivono sull’isola Bianca, un luogo sperduto dove l’esistenza segue i ritmi e le cadenze dell’Ottocento. Vita di campagna, amori, saggezza popolare e segreti inconfessabili: tutto concorre alla soluzione del mistero, in un crescendo di tensione che si stende come un sudario sulla bellezza selvaggia della terra situata tra la città di Ferrara e il grande, maestoso fiume Po.

Chiara Forlani è nata e vive a Ferrara. Delitto sull’isola Bianca nel 2020 si è aggiudicato il primo posto per la miglior ambientazione al concorso Giallo Festival ed è risultato secondo al Premio De Filippis Gold Crime.

Alessandro Zangara

La Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova chiamata al Tavolo permanente del mondo della danza del Ministero della Cultura

Il Sovrintendente del Teatro Carlo Felice Claudio Orazi è tra le personalità nominate al Tavolo permanente del mondo della danza istituito dal Ministro della Cultura Dario Franceschini, con il compito di approfondire le tematiche e le problematiche della danza in Italia e per formulare proposte in materia.

“La danza è un’eccellenza della cultura italiana riconosciuta in tutto il mondo. Insieme alle fondazioni lirico-sinfoniche, come altri settori dello spettacolo dal vivo, ha sofferto in questo periodo di limitazioni ed è giusto che il Governo e le istituzioni siano vicine e lavorino al massimo per trovare delle soluzioni”, ha dichiarato il Ministro Dario Franceschini.

“Nel ringraziare il Ministro Dario Franceschini per la fiducia accordatami, dichiara il Sovrintendente Claudio Orazi, desidero sottolineare che la Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova è garante della custodia e della perpetuazione della grande tradizione del balletto classico e contemporaneo e della danza in tutte le sue forme, aperta a nuove forme di espressione propiziate dall’incontro tra la danza e le altre performing arts, in primis la musica e il teatro, all’interno di contesti elettivi. In questa prospettiva la direzione artistica e l’organizzazione del Nervi Music Ballet Festival, dove la Fondazione interviene dal 2020, nel rispetto della tradizione di una manifestazione di portata storica, pone in particolare l’accento sull’eccellenza, con progetti originali firmati dalle personalità di maggior rilievo sulla scena internazionale e dai più meritevoli esponenti della generazione di ballerini e di coreografi emergente.

La collaborazione con nuove piattaforme internazionali impegnate a garantire ai giovani professionisti di tutto il mondo di poter accedere e beneficiare della collaborazione con i più grandi professionisti in attività sulla base del puro merito artistico è un ulteriore elemento distintivo del Festival, sin dal 2021. L’incontro tra la nuova generazione di danzatori e le “star” è una chiave dell’ambizioso progetto, che mira a legare passato, presente e futuro della danza assieme.

Allo stesso modo, la stagione di Opere e Balletto del Teatro Carlo Felice di Genova mantiene vigile l’attenzione allo scenario coreutico contemporaneo, che coniuga con una simile attenzione al mondo della musica del nostro tempo. Nell’ottobre 2021 il debutto, in dittico con l’opera Pagliacci, della nuova creazione di Virgilio Sieni su musica di Francesco Filidei, Sull’essere angeli, interpretata in scena dalla danzatrice Claudia Catarzi e dal flautista Mario Caroli, può essere guardato come il punto di partenza di un filone che porterà in futuro a nuovi sviluppi”.

Dell’organismo, presieduto da Roberto Giovanardi, fanno parte: il Direttore generale Spettacolo; il Presidente dell’Associazione Nazionale Fondazioni Lirico Sinfoniche (ANFOLS); il Presidente dell’Accademia Nazionale di danza; un rappresentante dell’Accademia di danza del Teatro alla Scala di Milano; un rappresentante dell’Accademia di danza dell’Opera di Roma; un rappresentante dell’Accademia di danza del Teatro San Carlo di Napoli; il Presidente dell’Associazione italiana danza attività di formazione (AIDAF); il Presidente dell’Associazione italiana danza attività di produzione (AIDAP); il Presidente dell’Associazione Danza Esercizio e Promozione (ADEP); il Presidente Associazione Italiana Teatri di Tradizione (ATIT); il Presidente di ItaliaFestival; il coordinatore del “Tavolo Danza” di C.Re.S.Co – Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea; il direttore del ballo del Balletto del Teatro alla Scala di Milano; il direttore del ballo del Balletto dell’Opera di Roma; il direttore del ballo del Balletto del Teatro San Carlo di Napoli; il direttore del ballo del Balletto del Teatro Massimo di Palermo; il Sovrintendente del Teatro Carlo Felice di Genova; un rappresentante di NID-New Italian Dance Platform; un rappresentante del Liceo Coreutico Statale di Torino; il Presidente della Federazione nazionale danza sportiva (FIDS); Amedeo Amodio; Mauro Bigonzetti; Roberto Bolle; Vittoria Cappelli; Liliana Cosi; Donatella Ferrante.

Nicoletta Tassan Solet

Le parole e il vento, inseguendo aquiloni

Sabato 22 gennaio, alle ore 19 all’Opificio Golinelli, va in scena un evento fuori dall’ordinario: LE PAROLE E IL VENTO, INSEGUENDO AQUILONI, una performance di arte, scienza, musica e poesia che vedrà protagonisti un collettivo di artisti visivi, poeti, scienziati, narratori, attori e musicisti. Per l’occasione, Michelangelo Penso realizzerà un’istallazione site specific presso il Centro Arti e Scienze Golinelli (Via Paolo Nanni Costa, 14, Bologna).

Sceneggiatura e regia sono di Antonio Danieli, Carlo Fiorini e Andrea Zanotti. Parteciperanno: i poeti Franco Arminio e Gian Ruggero Manzoni, l’artista Alessandro Bergonzoni; gli scienziati Matteo Cerri e Mirko Degli Esposti; l’ingegnere “umanista” Antonio Danieli; il filosofo Adriano Fabris; i musicisti Federico Poggipollini e Walter Zanetti; il giurista Andrea Zanotti e il Coro della SOSAT.

La performance si svolgerà nel Centro Arti e Scienze Golinelli e potrà essere seguita a distanza in tutta Italia poiché sarà trasmessa anche in diretta streaming sul sito di Fondazione Golinelli.

Nel nuovo mondo che il dominio tecnico ha inaugurato rischiano di rimanere neglette la parola e le arti: bagaglio, viceversa, di vitale importanza da portare con noi nel futuro. È dunque necessario riproporre l’antica alleanza tra arte e scienza: patto che ha consentito il progresso dell’uomo mantenendone la misura e la dignità. È l’immaginazione che guarda al cielo a muovere pensieri e intuizioni, sulla scia degli aquiloni che i bimbi lanciano al vento.

Non sarà dunque una semplice esibizione quella a cui si assisterà all’Opificio Golinelli, ma un esperimento di trasmissione sinergica di parole, suoni e immagini per comunicare sentimenti, oltre che concetti, di fiducia nel presente che stiamo vivendo e nel futuro, seppur imprevedibile, che ci attende.

La performance, a ingresso libero su prenotazione, si articolerà in cinque parti: un prologo, tre atti centrali e un epilogo. Ciascuna parte vedrà un intrecciarsi e ripetersi ritmico di interventi, contributi scientifici, letture di poesie, esecuzioni di brani musicali e corali. Il prologo riguarderà il “Principio” e avrà al centro il concetto di parola come principio di ordine e dominio, dono di Dio all’uomo al momento della creazione. A seguire il primo atto dedicato al “Creato” in cui Michelangelo Penso illustrerà la genesi e il senso della sua opera site specific. Il secondo atto è dedicato al “Presente” e il terzo sarà incentrato sul “Futuro”. L’ epilogo cercherà di ritrovare, nel segno della bellezza, un cielo dove volare, un orizzonte dove esprimere la propria identità, come si intravvede nelle parole di Andrea Zanotti. Esso si concluderà con le note di The sound of silence sprigionate dalle chitarre di Poggipollini e Zanetti e con il canto del Coro della SOSAT Terra di Libertà.

Le luci andranno poi a illuminare l’opera site specific di Penso Physarum polycephalum, 2022 (omaggio a Gaston De Pawlowsky), che sarà presentata al pubblico e che resterà permanentemente esposta al Centro Arti e Scienze Golinelli.

Gli aquiloni sono oggetti pieni di grazia ma ferocemente determinati: puntati al cielo, pronti a captare ogni refolo o turbolenza, determinati a trovare nell’immensità una via. Le parole sono come aquiloni: e gli artisti, non meno degli scienziati, ne tengono in mano il filo, per farle volare, superare lo spazio e il tempo alla ricerca di mondi altri.

Come spiega il Presidente di Fondazione Golinelli, Andrea Zanotti: «La parola ci ha aiutato a nominare le cose, a uscire dal caos, a innalzarci. Oggi abbiamo più che mai bisogno di immaginare e costruire un futuro possibile. Occorre dare una speranza alle giovani generazioni che si nutra di pensiero e bellezza, che ne alimenti la cifra di creatività. Non basta interrogarsi sulla ricostruzione economica: dobbiamo fornire ai ragazzi un alimento spirituale più forte ed esigente. Bisogna insegnare loro la voglia di tornare a innalzarci seguendo il filo sottile delle parole e delle note, lasciandoci trasportare dove l’immaginazione, distillato prezioso dei meandri della nostra mente, può più del dominio tecnico».

«Diviene poi urgente, in un momento nel quale l’assedio del Covid torna a farsi stringente – prosegue Zanotti – dare un segnale di speranza non solo ai giovani, ma a tutti. Per questo – rispettando naturalmente ogni norma di sicurezza e di garanzia prescritta – abbiamo deciso di confermare questa iniziativa già programmata nel contesto di Arte Fiera – Art City: giacché, citando Kafka, “qualcuno deve vegliare, qualcuno deve essere presente”».

Nell’auditorium dell’Opificio, dove nell’arco dell’intera giornata di sabato 22 gennaio saranno organizzati laboratori di arte e scienza per un pubblico tra i 7 e i 13 anni, si potrà ammirare un’altra installazione di Michelangelo Penso, Cronòtopo, una macchina di rappresentazione scientifica sensoriale in grado di coinvolgere i visitatori attraverso una combinazione di luci e suoni.

Per partecipare alla performance è necessario prenotare su: www.fondazionegolinelli.it

Ingresso libero fino ad esaurimento posti nel rispetto delle vigenti norme anti Covid.
Delos (anche per la fotografia)

‘Archeologia in biblioteca’: la città di Spina e la geografia storica del delta padano in età classica raccontate da Alberto Andreoli

Proporrà una panoramica aggiornata sugli studi relativi alla città di Spina e al delta padano in età classica la conferenza di Alberto Andreoli in programma martedì 18 gennaio 2022 alle 17 nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via Scienze 17 Ferrara) e in diretta video sul canale youtube Archibiblio web (per accedere clicca qui).

L’incontro, organizzato in collaborazione con la Società Dante Alighieri Comitato di Ferrara, è il primo dei tre appuntamenti a cadenza mensile del ciclo “Archeologia in Biblioteca” (8a edizione).

Quest’anno ricorre il centenario della scoperta del sepolcreto ‘spinetico’ di Valle Trebba, avvenuta casualmente durante operazioni di bonifica agraria nella primavera del 1922. All’epoca, dopo una preliminare, rapida e accurata ricognizione, era seguita una serie ultradecennale di scavi, con l’esplorazione di oltre 1200 tombe e il rinvenimento di una quantità eccezionale di materiali antichi. Ai fini della conservazione e valorizzazione di questi ultimi nel 1935 veniva istituito il Regio Museo di Spina (ora Museo Archeologico Nazionale) a Ferrara. La località deltizia dei rinvenimenti mise in crisi l’impianto metodologico e critico del dibattito allora in corso sul problema topografico dell’ubicazione della città di Spina, oggetto di una riflessione plurisecolare. A partire dal 1953 si svolse una seconda fase di fortunate indagini archeologiche ‘spinetiche’, che vide il recupero di oltre 2300 tombe in Valle Pega (e un altro paio di centinaia in Valle Trebba), l’esplorazione dell’area di S. Maria in Padovetere e dell’abitato principale di Spina. Più di recente, l’organizzazione di allestimenti espositivi stabili e temporanei, convegni e pubblicazioni tematiche, e la ripresa di campagne esplorative (con scavi e prospezioni geofisiche), attestano il permanere di un rilevante interesse scientifico e culturale per l’antico centro emporico etrusco-padano. Il ciclo di 3 incontri a cadenza mensile (18 gennaio – 1 febbraio – 8 marzo 2022) si propone di fornire una panoramica aggiornata dello stato degli studi e delle conoscenze storico-geografiche sulla città di Spina e il territorio deltizio, dalle origini all’epoca romana.

Alessandro Zangara