Alpi Ledrensi e Judicaria Riserva della Biosfera Unesco

Dopo la firma ufficiale di Parigi del 9 giugno, con la quale l’Unesco ha concesso la qualifica internazionale di Riserva della Biosfera alle Alpi Ledrensi e Judicaria (al momento ve ne sono solo 10 in Italia), il gruppo di lavoro che si è impegnato per ottenere questo prestigioso riconoscimento ha scelto il Castello di Stenico come prestigiosa sede di rappresentanza della Riserva della Biosfera. La scelta, fatta ovviamente in accordo con il museo del Castello del Buonconsiglio di cui Stenico è sede distaccata, non è casuale. Si tratta infatti di uno splendido maniero collocato al centro della zona geografica interessata, situato lungo un affascinante percorso che passa dalla Gola della Vela al lago di Toblino per giungere nel cuore delle Giudicarie, il maniero di Stenico si colloca a metà strada tra Riva del Garda, Madonna di  Campiglio, e il confine bresciano in posizione strategica. Arroccato su un dosso roccioso da cui domina la valle, il ma niero è il simbolo del potere dei principi vescovi di Trento e per secoli è stato luogo di difesa e controllo del territorio. Il castello di Stenico, oltre ad essere il monumento artistico più importante per l’intera vallata, ne rappresenta l’identità e ne incarna le vicende millenarie. Sin dal XII secolo, fu occupato da un Capitano che, in nome del Principe Vescovo di Trento, esercitava la massima autorità politico-amministrativa e giurisdizionale. Con la fine del principato e il trasferimento della proprietà al governo austriaco, il castello divenne sede dell’Imperial Regio Giudizio e Ufficio delle Imposte.  Un’immagine del castello è presente anche nel mese di gennaio del celebre ciclo di affreschi di Torre Aquila al Castello del Buonconsiglio di Trento, dove viene immortalato dal maestro Venceslao in quello che gli storici dell’arte identificano come il primo paesaggio innevato della pittura occidentale.

La Redazione

La cinta muraria del Buonconsiglio tornerà a splendere

Da qualche settimana ormai la cinta muraria del Castello del Buonconsiglio, in particolare la parte racchiusa tra il torrione a nord vicino alle scuole Sanzio e quello in prossimità della porta di ingresso di San Vigilio, è oscurata dall’impalcatura necessaria per i lavori di manutenzione straordinaria seguiti dalla Soprintendenza ai Beni Culturali. I lavori, che dovrebbero concludersi entro luglio, interessano le superfici esterne della cinta murarie con interventi di pulitura, revisione dei giunti di malta degradati, eliminazione di eventuali materiali successivamente aggiunti incompatibili con quelli originari, consolidamento di malte, fissaggio di elementi mobili e perniatura di fessurazioni. La notizia potrebbe apparire importante solo per gli “addetti ai lavori” se non fosse che le mura, attuale oggetto di pulizia e restauro, un tempo rischiarono di essere abbattute.  Nel 1837 il podestà Benedetto Giovannelli aveva ipotizzato infatti di abbattere la cinta muraria assieme a tutto il Castelvecchio per lasciare in piedi solo il Magno Palazzo clesiano e donare così al monumento una fisionomia rinascimentale reinventata in chiave neoclassica. Il consiglio cittadino mise all’ordine del giorno l’abbattimento di Castelvecchio, delle mura e dei bastioni fino a Torre Aquila, ma la proposta fu respinta e del progetto non se ne parlò più. L’unico intervento di demolizione si ebbe quasi cent’anni dopo, nel 1928, quando l’allora soprintendente Giuseppe Gerola fece abbattere la sopraelevazione eretta dagli austriaci nel lato a sud verso Torre Aquila ed erigere gli attuali possenti merli in pietra e mattoni.  La cinta muraria attualmente visibile fu realizzata nel corso del Cinquecento durante la realizzazione del Magno Palazzo voluto dal principe vescovo Bernardo Cles. Durante quei lavori venne abbattuta la più antica cortina fortificata, intercalata da torri a difesa e immortalata nel 1494 nel celebre acquerello della Veduta del Castello del Buonconsiglio di Albrecht Dürer. Non è da escludere che potrebbero sussistere ancora alcune porzioni delle mura quattrocentesche, inglobate in quella posteriore.

Città di Verona prima in pesca alla trota Trofeo ASPMI

Pesca alla trotaLa città di Verona si è classificata prima in due della quattro specialità previste nel trofeo Aspmi di pesca alla trota, che si è tenuto sabato presso il laghetto Stella di Buttapietra. Organizzata dall’Associazione Sportiva delle Polizie municipali italiane, che raggruppa tutte le varie discipline, la gara ha visto 60 pescatori provenienti da 12 diversi Comandi di Polizia municipale sfidarsi nella pesca alla trota in laghetto. Complessivamente sono stati oltre 1.800 i pesci pescati durante la gara per complessivi 170 chili, tutti poi donati alla mensa dei poveri dei frati di San Bernardino. Il Comando di Verona si è aggiudicato due primi premi per l’individuale assoluto, vinto dall’ufficiale del Reparto Motorizzato Giuliano Manega con 54 pesci pescati e per la categoria Squadre aggiudicato assieme al collega Antonio Bonfà del Nucleo Infortunistica Stradale. Entrambi gli altri primo posti, per le categorie Comandi e Over 60, sono andati alla Polizia municipale di Milano. Catturato anche uno storione di circa due chili, che è però stato rimesso in acqua e liberato dal gestore del laghetto.

Roberto Bolis

Opera5: Rossini, Donizetti, Bellini, Verdi, Puccini

Tutto quello che facciamo da soli possiamo farlo meglio insieme. È con questo spirito che si è tenuto quest’oggi al Teatro Regio di Parma il secondo incontro tra i rappresentanti dei cinque festival dedicati ai cinque grandi compositori d’opera italiani. Sovrintendenti, direttori, responsabili marketing e comunicazione di Rossini Opera Festival, Fondazione Donizetti, Festival Belliniano, Festival Verdi, Fondazione Festival Pucciniano hanno proseguito i lavori principiati lo scorso ottobre, nell’intento di valorizzare e promuovere congiuntamente in musica i cinque territori, le cinque regioni di riferimento e quindi l’Italia, il paese ove il melodramma è nato.

Ridando vigore a una vecchia proposta di legge, i rappresentanti delle cinque istituzioni musicali italiane hanno condiviso il desiderio di costituire in un soggetto giuridico questa intesa, dando corpo da subito a una associazione che consenta di promuovere nel nostro paese e nel mondo la ricchezza di programmi e attività prodotte da ciascuno, divulgare la passione per l’opera, dialogare con istituzioni, partner e sponsor internazionali e avvicinare il pubblico degli appassionati di ogni nazionalità.

Una programmazione pluriennale condivisa, una comunicazione unitaria e integrata, sintetizzata e veicolata da un logo distintivo che si sta delineando, un’agile piattaforma digitale e, al più presto, canali di vendita online comuni sono alcuni degli aspetti sui quali si è discusso nell’incontro di quest’oggi, che ha individuato tavoli di lavoro e obiettivi da raggiungere nell’immediato futuro e che saranno la tappa di partenza del prossimo incontro.

 

Paolo Maier

A Genova le “Pietre d’Incontro” per Paganini

La Genova di Niccolò Paganini omaggia il suo più grande musicista con la posa delle “Pietre d’Incontro”, dodici targhe di pietra e ottone numerate sistemate come piastrelle sul piano strada di fronte ai siti monumentali e storici della città a lui legati.

L’iniziativa è dell’associazione Amici di Paganini, in collaborazione con la Regione Liguria e il Comune di Genova, Municipio Centro Est.

“Un modo per ricordare, con un segno duraturo, la presenza di Paganini nella sua città e non solo a Genova”, spiega il presidente del sodalizio Enrico Volpato che insieme con la Regione Liguria sta condividendo il progetto con Nizza, dove Niccolò Paganini ha soggiornato, si è esibito ed è morto, il 27 maggio 1840. Anche nella città della Costa Azzurra verrà realizzato un percorso paganiniano con le “Pietre d’Incontro”.

Le pietre sono poste davanti ai siti: Teatro Carlo Felice, Teatro del Falcone annesso a Palazzo Reale, primo palcoscenico genovese; la Chiesa di San Filippo, Palazzo Tursi con la Sala Paganiana, la chiesa delle Vigne, il Palazzo Pammatone, Palazzo Ducale-Torre Grimaldina, la Chiesa di San Donato, il Teatro della Tosse (Teatro di Sant’Agostino), la Chiesa di San Salvatore e Villetta Di Negro. Per l’assessore al Turismo e alla Cultura della Regione Liguria, Angelo Berlangieri, l’aver inserito la città francese nel progetto “potrà contribuire a far conoscere sempre di più la vita del sommo musicista genovese”. “Questa iniziativa lega la figura di Niccolò Paganini ai luoghi della città che lui ha amato e che lo hanno visto protagonista”, afferma Maria Carla Italia, assessore del Municipio Centro Est. E di “un nuovo tassello nella valorizzazione della figura del grande violinista, dopo l’inaugurazione, lo scorso anno, a San Biagio di Valpolcevera, nella casa appartenuta ai Paganini, di un monumento commemorativo” parla l’assessore al Turismo del Comune di Genova Carla Sibilla. Il clou paganiniano a Genova, dove è custodito il celebre il famoso violino “Cannone”, sarà poi il 54° Premio Paganini, il prestigioso concorso internazionale che ha laureato artisti straordinari come Salvatore Accardo e Leonidas Kavakos. Le domande pervenute sono ben 101 e la conclusione delle prove per i sei finalisti Medjaniks Dainis, Menzel Albrecht, Mohri Fumika, Pasko Diana, Suh Elly, Yang In Mo è proprio in queste ore. Le pietre di Paganini sono state realizzate dall’azienda Luigi Busellato, “storico” produttore genovese di targhe.

Marina Chiappa

Il Centro Teatrale Bresciano Teatro di Rilevante Interesse Culturale

È arrivato da Roma l’atteso riconoscimento di Teatro di Rilevante interesse culturale per il Centro Teatrale Bresciano.

Il neodirettore Gian Mario Bandera esprime piena soddisfazione per l’ottenuta qualifica: “Il riconoscimento di TRIC è motivo d’orgoglio per la città di Brescia, e vede confermate le nostre aspettative. Il Ministero ha voluto premiare una storia teatrale importante ed un progetto artistico e produttivo valido: da domani, forti della professionalità che ci è stata riconosciuta, lavoreremo ancora più per aumentare il pubblico, rafforzare l’offerta culturale e la nostra presenza sul territorio. Non abbiamo intenzione di sederci sugli allori: questa nuova qualifica è un grande sprone al cambiamento ed alla crescita”.

Si associa alle dichiarazioni del direttore la presidente Carla Boroni: “Dopo due mesi di traversata nel deserto, tra improvvise dimissioni di Angelo Pastore, incognite sulla presentazione dell’istanza e revisioni statutarie, arriva questa meravigliosa e attesa notizia per il CTB e soprattutto per la città: sono davvero contenta. Anche personalmente sono ripagata di questo periodo difficilissimo durante il quale ho dovuto farmi carico di competenze e ruoli non miei per garantire la sopravvivenza dello Stabile. Ma quello che conta davvero in questo momento è il risultato: il CTB ha dimostrato ancora una volta di essere una realtà di peso nazionale capace di raccogliere e vincere le importanti sfide al cambiamento che questa riforma aveva posto.

Voglio ricordare che se siamo riusciti a raggiungere questo obiettivo è anche merito del fondamentale supporto arrivato dagli Enti fondatori e del tenace lavoro del personale dello Stabile: un ringraziamento sincero a tutti”.

Silvia Vittoriano

Satira per Renzi, Merkel e papa Francesco al Carnevale di Viareggio

Il premier Renzi nei panni di Pinocchio, di un grande robot, come illusionista e a cavalcioni della tartaruga delle riforme, la Merkel partoriente, papa Francesco ai fornelli e in braccio a Putin, Berlusconi che tenta la scalata al Colle, l’Italia allo sbando. La satira è protagonista sui carri del Carnevale di Viareggio 2015, accanto a temi sociali e ambientali, come la violenza sui minori e l’uccisione degli elefanti per l’avorio. Tra le maschere anche Mina. Ecco i soggetti delle costruzioni che sfileranno ancora sui Viali a Mare di Viareggio l’8, il 15, il 22 e il 28 febbraio. In concorso ci saranno dieci carri di prima categoria, quattro di seconda, nove mascherate in gruppo e dieci maschere isolate. Per Viareggio sarà il 142esimo anno del suo Carnevale.

Elisabetta Castiglioni

Dati positivi per le visite ai castelli provinciali trentini

Si conclude in modo più che positivo la stagione 2014 per i castelli provinciali trentini con oltre 325mila presenze totali registrate dal Castello del Buonconsiglio e dalle sedi distaccate del Castello di Stenico, Castel Thun, Castel Beseno e Castel Caldes (quest’ultimo è ancora in restauro ma ha ospitato, da agosto a ottobre 2014, la mostra dedicata a Paolo Vallorz). L’incremento complessivo rispetto al 2013 è stato di circa il 20%. L’anno appena trascorso si è infatti concluso con 326.793 presenze contro le 269.388 del 2013. Ottimo il numero registrato al Castello del Buonconsiglio che, grazie anche alla mostra dedicata a Dosso Dossi, è stato visitato da oltre 171mila persone ed ha fatto segnare un + 25% rispetto al 2013. Molto visitato nel 2014 è stato anche Castel Beseno, con oltre 46mila presenze e un + 14% rispetto all’anno precedente. Il maniero, completamente restaurato pochi anni fa, conquista il pubblico grazie all’ampia collezione d’armi che ne fa un “unicum” nel panorama castellano del Nord Italia. Si migliora anche il Castello di Stenico (+ 9%) che, con le sue 22mila presenze, ha visto un buon “piazzamento”. Anche Castel Thun registra un segno positivo (+ 8%) rispetto al 2013 con un totale di 78mila presenze. Castel Caldes, entrato a far parte del museo a giugno 2014, è ancora oggetto di ultimazione di restauro ma durante i mesi estivi ha ospitato nel piano terra la mostra “I miei alberi” di Paolo Vallorz che ha riscosso un buon successo con oltre 9mila presenze. Soddisfatta la direttrice del museo, Laura Dal Prà, “Sono lieta di questi dati che dimostrano la bontà del lavoro fatto negli anni dal mio predecessore, dott. Franco Marzatico, e dalla struttura museale. Ritengo anche che essi siano molto significativi quale riprova che la sfaccettata offerta culturale proposta dai nostri castelli, grazie alle sedi articolate territorialmente e valorizzate con collezioni permanenti e mostre temporanee di grande qualità, sia stata largamente apprezzata dai turisti ma anche dal pubblico locale. I castelli rappresentano il fiore all’occhiello del nostro paesaggio culturale e devono sempre più essere volano, anche tramite il progetto della Rete dei Castelli, per far conoscere la particolarità della nostra storia e il nostro patrimonio architettonico e artistico”.

Castello del Buonconsiglio

 

 

Carnevale di Viareggio vince Europa Creativa

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Il Carnevale di Viareggio, che si terrà i prossimi 1, 8, 15, 22 e 28 febbraio, ha vinto il premio Europa Creativa.

Capofila del progetto l’Università di Valencia che ha presentato, nell’ambito del programma pluriennale Europa Creativa, un progetto per la creazione di un portale europeo delle tradizioni carnevalesche. Un primo step di un più ampio progetto per l’ideazione e la realizzazione di progetti comuni, che valorizzino il Carnevale e nel contempo promuovano all’interno dell’Unione Europea il dialogo culturale e la mobilità dell’espressione artistica e sociale, della tradizione e della storia connesse ai Carnevali d’Europa. La Fondazione e’ fra i 12 partner dell’Universitat Politecnica de Valencia, capofila di uno studio vincitore dell’ultimo bando ‘Europa Creativa’ per il sottoprogramma ‘Cultura’: ‘Ephemeral heritage of the european carnival ritual’ uno dei 21 maxi-progetti di cooperazione su larga scala che si sono aggiudicati quasi 190mila euro di fondi europei in ambito culturale.

La Fondazione Carnevale di Viareggio e’ solo uno dei cinque partner italiani, che includono anche l’Università Federico II di Napoli, l’Università di Bologna, il comune di Noci in Puglia e quello di Putignano in Toscana. Gli altri partner sono spagnoli, portoghesi, sloveni e tedeschi.

I progetti di cooperazione europei sono quelli con cui la Commissione Ue supporta i settori culturali e creativi europei nella loro capacità di operare a livello transnazionale e internazionale, promuovendo allo stesso tempo la circolazione transnazionale dei prodotti culturali e creativi e la mobilità di coloro che lavorano in questi settori, in particolare gli artisti.

Nella categoria dei progetti di cooperazione su larga scala, ad essere stati approvati sono stati 21 progetti, rispetto ai 74 presentati, con un tasso di successo pari al 28,38%.

 

Elisabetta Castiglioni

 

 

 

Al via le domande per Laboratorio Direttori d’Orchestra, Maestri e Cantanti

La Bottega Peter Maag, progetto innovativo per la didattica e la valorizzazione dei giovani talenti artistici, selezionerà i partecipanti per un laboratorio rivolto a direttori d’orchestra, maestri collaboratori e cantanti, che si svolgerà da gennaio a settembre 2015. L’iniziativa, che è stata presentata dal consigliere comunale incaricato ai Rapporti culturali con le Associazioni Rosario Russo, è promossa dalla Fondazione Giorgio Zanotto, in collaborazione con la Filarmonica Gioachino Rossini di Pesaro e il Banco Popolare di Verona; è patrocinata della Regione Veneto, dal Comune di Verona, dalla Regione Marche e dal Comune di Pesaro e vede il sostegno di Amat – Associazione Marchigiana Attività Teatrali.

Presenziavano il presidente del Fondo Peter Maag nonché direttore artistico de La Bottega Nicola Guerini, la rappresentante del Comune di Pesaro Rosaria Bonatti, il presidente e direttore artistico della Filarmonica Gioachino Rossini Michele Antonelli, la moglie del direttore d’orchestra svizzero Marica Franchi Maag e il delegato del Banco Popolare Piergiorgio Zingarlini. “Obiettivo di questo progetto è incoraggiare i nuovi talenti musicali – ha detto Russo – e Verona è la città che meglio si presta al raggiungimento di questo scopo, data la lunga tradizione lirica e musicale. Un ringraziamento particolare va a tutte le associazioni e alle istituzioni che hanno contribuito a sostenere questa bellissima idea”. Il bando per partecipare all’iniziativa, che vedrà la partecipazione del baritono Alfonso Antoniozzi e del soprano Mariella Devia, è pubblicato sul sito http://www.labottegapetermaag.org.

La documentazione e le candidature dei direttori d’orchestra dovranno pervenire entro il 15 gennaio all’indirizzo fondopetermaag@libero.it; mentre per i cantanti e maestri collaboratori le iscrizioni saranno aperte fino al 28 marzo 2015. Il comitato scientifico, presieduto dal Maestro Donato Renzetti, selezionerà i candidati idonei alla partecipazione al laboratorio. Dal mese di gennaio 2015 La Bottega Peter Maag, in collaborazione con la Fondazione Accademia di Belle Arti di Verona, aprirà le iscrizioni anche ai corsi di costumi e scenografia, che vedranno il contributo di docenti e artisti-ospiti di fama internazionale. Le attività di formazione e specializzazione saranno guidate dal Maestro Nicola Guerini, insieme al direttore d’orchestra Donato Renzetti e al pianista e vocal coach Richard Barker. Gli stage del laboratorio si terranno al Teatro Rossini e al Teatro Sperimentale di Pesaro.

Roberto Bolis