“Air Break”: azioni strategiche per la qualità dell’aria

Un incontro di condivisione, confronto e presentazione delle prime azioni strategiche messe a punto per migliorare la qualità dell’aria a Ferrara nell’ambito del Progetto “Air Break” è in programma per la giornata giovedì 22 ottobre 2020 dalle 10.30 con presentazione fino alle 13 e sessione formativa dalle 14.30 alle 17.30 negli spazi del Laboratorio Aperto all’ex Teatro Verdi (via Castelnuovo 10, Ferrara). La presentazione sarà trasmessa in diretta streaming sulla pagina Facebook del Comune di Ferrara.

L’appuntamento – spiega l’assessore comunale ad Ambiente e Progetti Europei Alessandro Balboni – segnerà la data di avvio concreto dell’iniziativa mirata a coinvolgere associazioni, enti e cittadini per condividere le iniziative che sono state pensate per realizzare il percorso del progetto europeo ‘Air Break’ con cui Ferrara si è aggiudicata i 5 milioni di euro messi a disposizione con un bando dal programma europeo delle Urban Innovative Actions (Uia ). Il finanziamento consentirà di mettere in pratica diverse soluzioni, finalizzate a ridurre l’inquinamento atmosferico del 25% nella città di Ferrara nell’arco dei prossimi tre anni.

Dopo l’aggiudicazione del finanziamento, avvenuta a luglio 2020, il partenariato, guidato dal Comune di Ferrara in qualità di capofila, si è messo all’opera. L’Amministrazione comunale di Ferrara ha lavorato alle prime azioni strategiche per raggiungere gli ambiziosi risultati del progetto insieme con l’Università di Ferrara, Hera, Politecnico di Milano, Fondazione Bruno Kessler, Sipro Ferrara, Dedagroup Services, LabService Analytica. Ora l’assessorato all’Ambiente comunale propone un’intera giornata con le associazioni, i cittadini e gli enti che potranno essere coinvolti a vario titolo nelle azioni di progetto.

“Pensiamo a un’alleanza vasta – sottolinea l’ass. Balboni – che mobiliti la capacità di collaborazione e di azione di tutti. Servono conoscenze, idee nuove, voglia di fare, capacità di prendersi cura del territorio, competenze e investimenti con il fine di testare soluzioni diversificate che permettano di moltiplicare gli effetti sulla qualità dell’aria e rendere la città più sostenibile e attraente”.

“Questo incontro – conclude l’assessore comunale – si pone anche come occasione per costruire un’alleanza per il clima con associazioni, organizzazioni e movimenti che attivamente si occupano di ambiente e sostenibilità, per raggiungere collettivamente gli ambiziosi obiettivi previsti dal progetto, dalla partecipazione ai monitoraggi sulla qualità dell’aria e alla progettazione di nuove infrastrutture smart per la città”.

 

Alessandro Zangara

All Routes Lead To Rome. V edizione. “Experiencing the future”

 La quinta edizione del Meeting “All Routes lead to Rome” avrà regolarmente luogo dal 23 ottobre all’8 novembre 020 con la sua celebre formula itinerante, resa ancora più innovativa dalle nuove tecnologie.

Il percorso iniziato nel 2016 per promuovere la mobilità come risorsa  fondamentale di sviluppo del Paese in chiave sostenibile, per la qualità della vita, delle relazioni e dei luoghi prosegue dunque, tra continuità e innovazione, con una serie di appuntamenti a tema.

Il convegno di apertura, in programma il 23 ottobre in diretta streaming a partire dalle ore 10.00 sui canali Facebook e Youtube di SIMTUR, verterà sul tema “La mobilità è libertà”. Tra i partecipanti, Simone Bozzato, (Università di Roma Tor Vergata), Sonia Sandei (Enel X), Dino Marcozzi (Motus-E), Ross Douglas (Autonomy), Fabrizio Bortoli (My best tour), Flavia Scebba (Movimento Italiano per la Gentilezza) e Federico Massimo Ceschin (SIMTUR). L’incontro sarà introdotto e moderato dalla giornalista Ornella D’Alessio.
«Nessuna esitazione: il 2020 sarà certamente iscritto negli annali come l’anno orribile di Covid-19 – afferma Federico Massimo Ceschin, presidente di SIMTUR e coordinatore del meeting “All Routes lead to Rome” – ma anche come un tempo in cui abbiamo avuto l’opportunità di rallentare, di riflettere, di rivedere i nostri stili di vita, di consumo e di movimento. Questo panorama ci ha spronato, forti del convincimento di avere molte buone pratiche da offrire alla vita delle persone e all’economia del Paese, a continuare la nostra attività richiamando l’attenzione di cittadini, imprese e istituzioni sulle buone pratiche di sviluppo attraverso la mobilità  dolce, attiva e sostenibile. Tra le misure varate in questi mesi per rispondere alla crisi sanitaria e far ripartire il Paese, infatti, il bonus bici, le modifiche al codice della strada e le nuove attenzioni poste agli spostamenti quotidiani casa-lavoro e casa-scuola, ci confermano il ruolo fondamentale della mobilità non soltanto in via emergenziale ma con interventi strutturali, orientati al futuro».

La quinta edizione adotta lo slogan “Experiencing the future“, proprio per significare l’ingresso in una nuova era del modo in cui si muovono le merci e le persone, sia in ambito urbano che in termini di viaggio e di turismo. Ciò a partire da un’evoluzione culturale che non può più vedere separato lo sviluppo dal benessere e dalla felicità delle comunità locali, che anzi sono chiamate dal Meeting a indicare le migliori prassi per diventare nuovi modelli di ispirazione per l’intero Paese, comprese le isole, le aree interne, le geografie minori e tutto quell’immenso patrimonio diffuso che rende l’Italia un riferimento nel mondo.

“A queste esperienze – come illustra la vicepresidente SIMTUR, Debora Sanna – è dedicato in particolare il Premio Go Slow, che anche quest’anno riconoscerà le città, i territori e le destinazioni che meglio avranno interpretato la necessità di ripartire facendo leva sulla qualità delle connessioni tra i luoghi e tra le persone”.

“Il Meeting esprime valore culturale, ambientale, economico, sportivo e sociale – chiosa Ceschin –  e “All Routes lead to Rome” in questi anni ha coinvolto un partenariato di centinaia di realtà nella costruzione di un’agenda condivisa e di una visione comune. Un risultato straordinario che consente al Meeting di dedicare ascolto e attenzione alle innumerevoli piccole azioni territoriali che possono contribuire a cambiare il mondo. L’inserimento nel partenariato globale di impegni volontari per l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite conferma che – oltre ad esprimere un valore culturale, ambientale, economico, sportivo e sociale – il Meeting è diventato l’appuntamento di riferimento per tutti coloro che hanno a cuore la sorte degli Italiani di domani nella più ampia prospettiva della cura della grande casa comune: il Pianeta Terra”.

Per disegnare le traiettorie future delle nostre città e dei territori, la quinta edizione del Meeting intende ripartire proprio dalle seguenti parole del capo dello stato, Sergio Mattarella: “La mobilità costituisce un importante elemento di libertà, di pari dignità sociale, strumento che sottrae all’emarginazione territori e popolazioni, con particolare riguardo alle aree interne. È una missione di cui non va mai sottovalutata la finalità di interesse generale. Ogni linea ferroviaria (ed è una sofferenza pensare a quelle non più utilizzate), ci parla di uomini e donne, di luoghi, di comunità, di ciò che è l’Italia”.

 

Elisabetta Castiglioni

Presentazione de “La storia della Disco Music” a Roma

Gli autori Andrea Angeli Bufalini e Giovanni Savastano

La storia della Disco Music continua il suo giro in pista e approda a Roma al Materia Cafè, uno spazio dedicato a vari interessi culturali in cui convivono libri, design, piante grasse, vini biologici e buon cibo!

Domenica 25 ottobre alle ore 18:30 gli autori Andrea Angeli Bufalini e Giovanni Savastano illustreranno il loro monumentale volume edito da Hoepli che ha già venduto oltre 2500 copie ad un anno esatto dalla sua uscita.

Il genere musicale più popolare del decennio Settanta-Ottanta sarà ripercorso in una divertente prospettiva socio-culturale che ne farà un ritratto allargato dalle origini ad oggi. Un movimento underground che si è rapidamente evoluto in carismatico trend-setter di massa e che racchiude in sé le radici afro, R&B, soul e funk, fino alle contaminazioni con l’elettronica, il rock e il jazz, che l’hanno portato in giro per le tanto discothèques dell’intero pianeta.

Con la prefazione di Gloria Gaynor e l’introduzione di Amii Stewart, due regine dell’epoca d’oro, e le postfazioni di Mario Biondi e Ivan Cattaneo, il libro rappresenta una vera e propria guida per orientarsi tra correnti, superstar, icone e “meteore” della Disco Music, senza dimenticare il ruolo dei DJ, dei personaggi più oscuri e il contributo fondamentale all’evoluzione della musica moderna. Con un approccio poliedrico, il saggio, oltre ad avere il focus sulla musica da dancefloor anni ‘70, genere rivoluzionario mai passato di moda, tratta ampiamente anche la realtà sociale, politica e culturale di quegli anni, sia in Italia che nel mondo. La disco come fenomeno di aggregazione tra razze, sessi e ceti, contro pregiudizi, razzismo e omofobia. In pista, ognuno poteva essere sé stesso.

Basta scorrere una qualsiasi classifica di quarant’anni fa per trovare canzoni diventate leggendarie non solo sul dancefloor, ma anche negli annali della musica pop: da Hot Stuff di Donna Summer a I Will Survive di Gloria Gaynor, da Good Times degli Chic a Knock On Wood di Amii Stewart, fino allo storico duetto di Donna Summer e Barbra Streisand, No More Tears (Enough Is Enough).

“La Disco Music resterà per sempre impressa nel DNA della musica” – affermano gli autori. “Neanche quando, a tre mesi di distanza dall’apice del suo successo, nel 1979, ebbe luogo la “Disco Demolition Night”, la più vergognosa e violenta crociata contro il genere, che vide bruciare a Chicago migliaia di dischi, si riuscì a “ucciderla”. Quell’atto lasciò trasparire l’intolleranza, il razzismo e l’omofobia di un gruppo di fanatici sostenuti da una frangia dell’industria discografica”.

Per chi vorrà fermarsi per il cicchetto-aperitivo o per la cena (menù vario preparato dalla swinger kitchen chef Silvia Peperosso Loiacono, basterà comunicarlo al momento della prenotazione. Quest’ultima, causa posti limitati e rispetto delle disposizioni nominative anti-Covid, sarà obbligatoria ai recapiti del Materia Cafè: +39 06 37896711

 

Elisabetta Castiglioni (anche per la fotografia)

Al Teatro Modus otto spettacoli per celebrare la figura della donna

 

Un ciclo di otto incontri teatrali per celebrare le donne e il loro ruolo nella società. È questo l’obiettivo della rassegna ‘Tu Donna’, in programma al Teatro Modus, in piazza Orti di Spagna a San Zeno (Verona), a partire dal 23 ottobre.

Gli appuntamenti, in calendario fino al prossimo 16 aprile, sono proposti quest’anno come ponte ideale tra le ricorrenze del 25 novembre, ‘Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donna’ e dell’8 marzo, ‘Giornata internazionale della donna’. Una scelta voluta per non limitare la trattazione di certe tematiche alle sole date istituzionali, parlandone di più e in diverse occasioni.

Inoltre, per accrescere le opportunità di partecipazione del pubblico, tre degli otto spettacoli saranno proposti in doppia rappresentazione, sia alle ore 19 e che alle 21.15.

‘Tu donna’ è promossa da Teatro Modus, con il patrocinio dell’Assessorato alle Pari opportunità e della Consulta delle Associazioni Femminili del Comune di Verona.

“Una rassegna teatrale di alta qualità a cui sono molto legata – ha sottolineato l’assessore alle Pari opportunità Francesca Briani–, che nonostante le difficoltà del momento, torna ad offrire anche quest’anno un calendario di rappresentazioni importanti, con attori e testi di rilievo. Una proposta di spettacoli, tutti dedicati alla figura della donna, che si lega idealmente a due feste significative per il mondo femminile, quella del 25 novembre e dell’8 marzo. Un plauso alla direzione artistica di Teatro Modus che, nella massima sicurezza in tempi di Covid, porta avanti proposte artistico-culturali interessanti e sempre più legate alle realtà sociali del territorio”.

In cartellone: venerdì 23 ottobre, con inizio alle ore 20, lo spettacolo con cena ‘Racconti di Zafferan’ di Maria Pilar Pérez Aspa, fondatrice del Gruppo Atir di Milano. Sabato 21 novembre, ore 21.15, in occasione della ricorrenza del 25 novembre, arriva il teatro a l’Avogaria di Venezia con l’esilarante testo di Stefano Benni ‘Le Beatrici’. L’11 dicembre performance del gruppo Prototeatro di Montagnana in provincia di Padova, che propone lo spettacolo ‘Donne in Shakespeare’.

Il programma eventi prosegue nel 2021, con il primo appuntamento il 22 gennaio. In scena lo spettacolo ‘Tutta colpa di Eva’, scritto e diretto da Alberto Rizzi della compagnia veronese Ippogrifo Produzioni, proposto con doppia rappresentazione alle ore 19 e alle 21.15.

Duplice proposta teatrale, con spettacoli alle 19 e alle 21.15, anche per gli eventi del 5 febbraio, ‘Antigone, un rituale viaggio agli inferi’ del gruppo Theates guidato da Nevio Gambula e del 26 febbraio, ‘Why not?’ proposto dalla compagnia veronese Les Petits Pas di Katia Tubini.

Per la ricorrenza dell’8 marzo il Teatro Tascabile di Bergamo, nelle serate del 4 e 5 marzo alle 21.15, porta in scena lo spettacolo ‘Il principe dei gigli’.
Chiude la rassegna, il 16 aprile alle ore 21.15, l’attrice veneziana Michela Mocchiutti, con il suo ultimo lavoro ‘Della vita e del teatro’, che porta la firma del regista Mauro Avogadro.

Il programma completo è consultabile sul sito di modus modusverona.it.

Tutti gli eventi sono organizzati nel rispetto delle normative vigenti. È prevista la misurazione temperatura in ingresso, obbligo di mascherine, distanziamento poltrone in platea, distanziamento attori, areazione e igienizzazione di tutti gli ambienti prima di ciascuna replica, raccolta nomi e contatti ai fini rintracciabilità Covid. Inoltre, il Teatro Modus è dotato di sistema di estrazione meccanizzata dell’aria che assicura il ricambio totale dell’aria in platea in maniera continuativa durante la replica stessa.

Per motivi organizzativi è richiesta la prenotazione attraverso il sistema on line su modusverona.it. Per informazioni e possibile contattare il numero 340/5926978 o via mail a info@modusverona.it

Biglietto ridotto per soci e membri di associazioni e enti convenzionati (elenco su modusverona.it), tra cui tutte le associazioni facenti parte della Consulta delle Associazioni Femminili del Comune di Verona.

 

Roberto Bolis (anche per la fotografia della presentazione dell’evento)

Che lingua parlano i delfini?

 

In occasione della XVIII edizione del festival di divulgazione scientifica BergamoScienza, in corso tutta in digitale fino a domani, domenica 18 ottobre (www.bergamoscienza.it), l’etologa e psicologa Diana Reiss ha parlato di alcuni degli animali più intelligenti del pianeta, i delfini, analizzando e spiegando le loro modalità di comunicazione.

L’esperta, che partecipa al programma di laurea in Animal Behaviour and Comparative Psychology della City University di New York, si è confrontata con il biologo Stuart Firestein, presidente del Dipartimento di Scienze Biologiche della Columbia University, e con il giovane divulgatore Willy Guasti. Esplorando l’affascinante mondo dei cetacei, hanno spiegato al pubblico come parlano tra loro gli animali e tenteranno di dare risposta a un annoso interrogativo: sono nate prima le capacità cognitive o quelle di comunicazione?

Già ospite del festival nel 2011, Diana Reiss è docente di psicologia presso l’Hunter College. La sua ricerca si è concentrata sulla comprensione della cognizione e della comunicazione nei delfini e in altri cetacei. Un particolare interessante: i suoi studi hanno portato alla dimostrazione dell’autoconsapevolezza dei delfini del proprio riflesso nello specchio.

 

Delos (anche per la foto)

 

 

 

 

 

 

Quello che è di Dio

Commento al Vangelo XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A – MATTEO 22,15-21

In quel tempo, 15. i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.

Il brano della liturgia di questa XXIX Domenica riporta la prima di tre dispute architettate contro Gesù da parte dei capi religiosi, che già avevano decretato di condannarlo a morte e cercavano solo il momento favorevole.

Dopo le precedenti tre parabole circa il rifiuto di Israele di accogliere l’Inviato di Dio, ora i farisei si ritirano e convocano il Sinedrio. Lo scopo è congegnare una trappola per “prendere al laccio con una parola”, che noi traduciamo con “cogliere in fallo”, Gesù. Basta solo una parola, una contraddizione, confermata da due testimoni, perché una persona sia condannata.

16. Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno.

I capi dei farisei si guardano bene dall’esporsi direttamente. Inviano i loro discepoli e fanno alleanza con i nemici erodiani.

Gli erodiani, del partito del re Erode, collaboravano con il potere di Roma. Erano considerati una maledizione dai farisei. Nonostante erodiani e farisei fossero nemici, pur di contrapporsi a Gesù, si alleano fra di loro.

“Non guardi in faccia a nessuno”: con un’adulazione vorrebbero indurre Gesù ad opporsi al potere di Cesare per avere modo di accusarlo presso di lui o i suoi rappresentanti.

17. Dunque, dì a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».

“È lecito o no pagare il tributo a Roma?”: il senso è: “Fai gli interessi degli invasori o quelli della tua gente? Stai dalla parte dei Romani o del tuo popolo?”.

In qualsiasi modo avesse risposto, Gesù avrebbe rischiato la vita: se avesse affermato che non era lecito pagare il tributo, sarebbe stato ucciso dai Romani o dagli erodiani loro sostenitori; se avesse detto che era necessario pagare il dovuto, sarebbe stato trucidato dagli Zeloti, patrioti che volevano

riscattare la Palestina dal dominio romano, attraverso la violenza.

I Romani avevano conquistato la Palestina nel 6 a.C. ed avevano imposto a tutti gli abitanti della Giudea, della Samaria e dell’Idumea una tassa per ogni persona (uomini, donne, schiavi). Il pagamento di questa tassa era la condizione essenziale per vivere in pace e per godere dei diritti come sudditi e cittadini dell’impero. Erano tenuti a versarla quanti avessero l’età compresa fra i dodici e i sessantacinque anni.

La tassa si chiamava “census” e corrispondeva alla ricompensa di un bracciante per una giornata di lavoro. “Cesare” di cui si parla è l’imperatore Tiberio Cesare, colui che regnò a Roma dal 14 al 37 dopo Cristo.

18. Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova?». Gesù apostrofa gli interlocutori, dal momento che era evidente l’intenzione di tendergli un tranello. Li chiama “ipocriti”, cioè falsi, perché fingono di essere persone giuste ed integerrime, mentre in

realtà vivono nell’ingiustizia e nell’iniquità. l termine “ipocrita” deriva dalla parola greca “hypokrités” che significa “attore”. Nel teatro della Grecia antica gli attori erano chiamati “ipocriti” perché interpretavano una parte, facendo finta di essere un personaggio diverso da ciò che erano in realtà.

19. «Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. L’intenzione di Matteo non è quella di regolare i rapporti fra i fedeli e lo Stato, quanto di far capire la grande capacità di Gesù nel superare i tranelli che gli tendono gli avversari. In modo molto intelligente, Gesù evita di rispondere direttamente, per non cadere nel tranello. Si fa portare una moneta, quella coniata apposta dai Romani per pagare il tributo. Gliela danno subito, segno che era facilmente reperibile.

È importante ricordare che la disputa avviene all’interno del Tempio di Gerusalemme, dove non poteva essere ammesso nulla con effigie umana, nemmeno monete coniate con le sembianze dell’imperatore. Il lavoro dei cambiavalute era stato pensato apposta per ovviare a questo divieto.

I nemici di Gesù, tuttavia, tengono con sé la moneta raffigurante l’imperatore, incuranti della legge.

Mostrano la moneta proibita, gli osservanti sono i primi ad infrangere la legge. Dichiarano di amare Dio e invece il loro dio è il denaro. Si smascherano da soli.

20. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione di chi sono?». 21. Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare, e a Dio quello che è di Dio!». Gesù esamina la moneta. Vi è riportata l’effigie dell’imperatore Tiberio. L’iscrizione dice: “Tiberio Cesare, augusto figlio del divino Augusto, sommo sacerdote”. Nell’altro lato della moneta è raffigurata sua madre Livia, come dea della pace. Un’interpretazione del secondo comandamento dichiara idolatrica una moneta raffigurante un imperatore che si dichiara dio.

Gesù afferma che tutti i vantaggi derivanti dalla presenza dei Romani in territorio palestinese devono essere loro retribuiti, pagando il tributo di cui hanno il diritto. Tuttavia non deve essere considerato assoluto il potere di Cesare; infatti, per quanto grande, è solo un potere temporale. “Rendere a Dio ciò che è di Dio”: l’uomo appartiene a Dio, è creato a sua immagine e somiglianza; deve essere in relazione con Lui e dedicargli la sua vita, restituendo quanto da Lui ha ricevuto, perché Egli, Creatore e Signore, ne ha il diritto. Se usiamo di beni e servizi della società, non possiamo esimerci dal contribuire alla realizzazione dei beni comuni a tutti. Se usufruiamo di strade, ospedali, scuole, tutela dell’ambiente, ecc. dobbiamo compartecipare alla spesa, pagando le giuste tasse, senza evaderle. L’equilibrio sta nella giusta misura tra libertà dal potere e sostegno per il bene comune; tra contribuire al bene comune e libertà di pensiero e di azione.

Le cose della società appartengono allo Stato, ma noi siamo di Dio, siamo iscritti nel suo cuore, siamo disegnati sul palmo delle sue mani.

Gesù ci insegna a non venderci al potere, a non lasciarci intimorire da esso.

Rimaniamo ancorati a Colui che ci ha generati per una vita bella e piena. Egli è il Creatore, il Padre che non ci lascia mancare nulla e che desidera solo la nostra felicità.

Se saremo convinti di questo dono immenso, diventeremo figli lieti di restituire il nostro amore all’Amore; il nostro volere al Sommo Bene; il respiro a Colui che è l’origine della Vita; tutto quanto abbiamo ricevuto, al Mittente.

 

Suor Emanuela Biasiolo

Frigerio e Recalcati a KUM! Festival

Il medico Luigi Frigerio dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, parlerà domani alle ore 15.30 a KUM! Festival di “Scienza e saggezza nel tempo del virus“, raccontando come, durante la pandemia, sia stato egli stesso colpito dal virus e ricoverato nell’ospedale dove normalmente lavora. La pandemia, ci dice oggi, è l’occasione per ripensare alle certezze che ci hanno fatto credere di essere i padroni del mondo. L’epidemia è un peso che opprime i popoli e favorisce l’avvento di un ordine sociale diverso: il virus ci ha spinti di fronte a un bivio epocale.

Chiude questa edizione speciale di KUM!, alle ore 18.30, la lectio magistralis di Massimo Recalcati: “Cosa non possiamo dimenticare? A lezione dal Covid-19”. Cosa ci ha insegnato il trauma del Covid 19? Quali realtà e verità la sua inaudita apparizione ha fatto emergere? Le nostre vite torneranno ad essere quelle di prima? È possibile che un trauma collettivo non lasci tracce? Una riflessione su cosa non sarebbe giusto dimenticare della lezione tremenda del virus.

 

Delos

 

La Mole Vanvitelliana, la casa di KUM! Festival

Fino a domani, domenica 18 ottobre, la Mole Vanvitelliana di Ancona ospita un’edizione speciale di KUM! Festival, la manifestazione dedicata alla cura e alle sue diverse pratiche con la direzione scientifica di Massimo Recalcati e il coordinamento scientifico del filosofo Federico Leoni, quest’anno in un’edizione particolare proprio sul tema della La Cura. Il simbolismo del luogo sarà amplificato da tre giornate di riflessione sull’emergenza socio-sanitaria in cui specialisti della clinica – psicoanalisti, psichiatri, medici – ma anche a filosofi, scrittori, architetti e virologi si occuperanno del drammatico momento attuale che il mondo vive con la pandemia, nella convinzione che solo analizzare e capire le dinamiche permette poi di guarire.

Ancona è stata sin dall’antichità uno snodo chiave per le attività commerciali e lo è ancora tutt’oggi grazie al suo rinomato porto turistico. Proprio nel porto della città è situata la Mole: iniziata da Luigi Vanvitelli nel 1732 su commissione di Papa Clemente XII e ultimata nel 1743, sorge su un’isola artificiale di forma pentagonale, una metaforica linea di continuità tra la terraferma e il mare aperto. Originariamente era un lazzaretto che salvaguardava la salute pubblica ospitando depositi e alloggi per merci e persone in quarantena che arrivavano al porto da zone ritenute non sicure: ecco perché fu costruito su un’isola artificiale fuori dal territorio cittadino. La Mole rappresenta, quindi, la casa ideale del festival, che quest’anno più che mai è emblema della Cura.

Delos (anche per le fotografie di Zitti)

 

Lo sport in tempo di Covid

Sport, Covid-19 e salute attraverso il movimento. Sono questi i temi dell’evento in programma domenica 18 ottobre, organizzato dall’USACLI con il patrocinio del Comune di Verona, nell’ambito della III giornata nazionale ‘Lo sport che vogliamo’.

Domenica 18 ottobre, dalle ore 9.30, alla sala Lucchi in piazzale Olimpia 3 al quartiere Stadio di Verona, si terrà il congresso scientifico nazionale “Covid e Sport. Percorsi operativi per promuovere salute”. L’incontro punta alla formazione di dirigenti, istruttori sportivi, atleti, laureati in scienze motorie e operatori sanitari, sulle procedure da seguire per limitare la diffusione del Covid-19.
La partecipazione è gratuita, previa prenotazione. Per informazioni è possibile contattare USACLI al numero 045 8038112 o consultare il sito http://www.usaclivr.it.

“Lo scopo principale – ha dichiarato l’assessore allo Sport Rando – è quello di valorizzare il ruolo cruciale che lo sport ricopre nell’attività educativa e nel mantenimento di un buono stato di salute. Lo sport, infatti, assume una valenza fondamentale nella società, rappresentando un’importante valvola di sfogo, utile per liberarci dai nostri problemi, soprattutto in questo periodo di emergenza”.

 

Roberto Bolis

La bellezza del vento. Eolico e paesaggio nella sfida della transizione energetica

Associazione Civita e ANEV (Associazione Nazionale Energia del Vento) con il supporto di ERG, primario operatore Europeo delle rinnovabili, primo produttore eolico in Italia, promuovono il concorso per fotografia e brevi video intitolato “La bellezza del vento. Eolico e paesaggio nella sfida della transizione energetica” rivolto a giovani fotografi e videomaker professionisti e amatoriali.

Obiettivo dell’iniziativa è raccontare attraverso immagini e video come l’eolico si sia inserito nel tempo all’interno del nostro territorio, conciliandosi con la bellezza dei paesaggi italiani, diventandone parte integrante e facendosi altresì portatore di importanti messaggi legati alla salvaguardia dell’ambiente e del Pianeta Terra. Eolico dunque come elemento caratteristico del paesaggio e simbolo di transizione energetica legata ad obiettivi di decarbonizzazione dell’economia in contrasto ai cambiamenti climatici.

Oggetto del Concorso è l’identificazione di canoni ed esempi in cui il connubio tra tecnologia eolica e natura è in grado di esprimere armonia e bellezza; in particolare le immagini fotografiche e i brevi video dovranno raccontare i casi in cui le installazioni di aerogeneratori (detti in gergo “pale eoliche”) sul territorio nazionale trovano una propria integrazione ambientale e paesaggistica, valorizzando i territori che li ospitano, anche nella loro vocazione attrattiva e turistica.

La partecipazione al Concorso è libera e gratuita, ed è rivolta a fotografi e videomaker professionisti ed amatoriali, di età compresa tra i 18 e i 35 anni (compiuti). Una Giuria qualificata di esperti – composta da Antonella Clerici, conduttrice televisiva, Cristina Tullio, Presidente AIAPP-Associazione Italiana Architettura del Paesaggio, Denis Curti, Direttore artistico Casa dei TRE OCI di Venezia, Fabrizio Ardito, giornalista e fotografo e Lucia Pappalardo, Vice Presidente dell’Associazione Nazionale Filmaker e Videomaker Italiani – valuterà il materiale pervenuto e selezionerà le 3 fotografie e i 3 brevi video vincitori.

In palio, per ciascuna delle due categorie, una bicicletta elettrica (1° Premio), un monopattino elettrico (2° Premio) ed un Solar Backpack (3° Premio).

I contributi vincitori inoltre, insieme ad una selezione dei migliori tra quelli partecipanti, saranno poi oggetto di una pubblicazione digitale edita da Marsilio Editori.

Ciascun concorrente potrà candidarsi solo ad una delle due categorie previste dal Concorso, inviando una fotografia (a colori o in b/n, in formato jpg 300 dpi, in risoluzione massima di 2MB) oppure un breve video (durata max 3 min., in formato MP4) via email a bellezzadelvento@civita.it, a partire dal 5 ottobre, data del lancio dell’iniziativa, fino al prossimo 5 novembre incluso, e indicando nell’oggetto la dicitura “Concorso ‘La bellezza del vento’ ”.

In linea con le nuove sfide che, anche nell’evoluzione del nostro paesaggio, la transizione verso un’economia decarbonizzata ci spinge ad affrontare, l’iniziativa sostiene l’importanza di rafforzare quel legame sinergico tra ambiente, energia e territorio ad oggi indispensabile per una crescita sostenibile, nella consapevolezza che il paesaggio costituisce il contesto in cui i cittadini vivono e, pertanto, va tutelato e valorizzato.

Il Bando di Concorso è disponibile su www.erg.eu, www.civita.it, www.anev.org

Per la localizzazione dei parchi eolici si veda il database nazionale GSE-Gestore di Servizi Energetici

 

Rachele Mannocchi