Hommage a Paganini

Con Hommage a Paganini, la terza edizione del Festival intitolato al grande violinista genovese entra nella sua fase finale che coinvolgerà alcuni dei maggiori concertisti del nostro tempo.

Lunedì 21 ottobre (Salone di rappresentanza di Palazzo Tursi, ore 17) spazio alla grande liuteria con la conversazione di Giovanni Accornero (affiancato da Luigi Attademo) su “Le chitarre di Paganini e il suono della scrittura chitarristica”.

In serata (ore 20,30, Carlo Felice) nell’ambito della stagione della Giovine Orchestra Genovese si esibirà Ning Feng (premio Paganini 2006) accompagnato al pianoforte da Dario Bonuccelli.

Martedì 22 ottobre, dopo la conversazione/concerto di Vittorio Marchese dedicata alla tecnica di Paganini (Sala Camino di Palazzo Ducale, ore 17) la sera, appuntamento da non perdere al Carlo Felice (ore 20,30) con la violinista Bin Huang impegnata nella esecuzione integrale dei Capricci di Paganini. La straordinaria artista cinese festeggia quest’anno i venticinque anni dalla sua vittoria al Premio Paganini: fu la prima donna orientale ad aggiudicarsi l’ambito riconoscimento. Legata a Genova da un profondo rapporto, Bin Huang, nel suo ruolo di capodipartimento degli archi del Conservatorio di Pechino sta organizzando, in collaborazione con gli Amici di Paganini, una manifestazione paganiniana nella capitale cinese per i primi giorni del prossimo mese di dicembre. E nei giorni scorsi è stata insignita dal Comune di Genova del titolo di ambasciatrice culturale della nostra città.

Mercoledì 23 ottobre (Sala Barabino al Teatro della Gioventù, ore 18) il giornalista Paolo Lingua racconterà la “Cucina genovese ai tempi di Paganini”.

Giovedì 24 ottobre doppio appuntamento al Teatro della Gioventù: il pomeriggio (Sala Barabino, ore 17) il liutaio Alberto Giordano parlerà della “Liuteria genovese della collezione del Conservatorio Paganini”. La sera (Sala Govi, ore 20,30) Giovanni Angeleri (Premio Paganini 1997) e il pianista Franco Angeleri proporranno pagine della scuola violinistica italiana, da Paganini a Bazzini, da Vivaldi a Sivori.

Doppio appuntamento anche venerdì 25 ottobre: alle ore 17.30 (Sala Govi, Teatro della Gioventù) il giornalista Renato Tortarolo affronterà il tema de “I cantautori e la musica colta”, in collaborazione con A Compagna. E alle ore 20 (Teatro Carlo Felice) nell’ambito della stagione sinfonica, Mengla Huang (Premio Paganini 2002) nel doppio ruolo di solista e di direttore proporrà le stagioni di Vivaldi e quelle di Piazzolla.

Sabato 26 ottobre, Mariateresa Dellaborra coordinerà una giornata di studi patrocinata dalla Società Italiana di Musicologia. L’appuntamento è alla Biblioteca Berio (Sala Lignea) dalle 9,30 alle 18. Dopo un omaggio a Roberto Grisley, interverranno la stessa Dellaborra, Danilo Prefumo, Andreas Lange, Flavio Menardi Noguera e Italo Vescovo.

La sera (Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, ore 20,30) a cura di Fondazione Hruby e dell’Associazione Culturale “Musica con le ali”, il Quartetto Werther eseguirà pagine di Schumann e di Faurè.

Per domenica 27, infine, giorno del compleanno di Paganini, sono previste diverse iniziative nell’arco della giornata fino al concerto conclusivo al Carlo Felice che avrà per gran protagonista il Cannone affidato alla violinista Francesca Dego con l’Orchestra del teatro diretta da Alpesh Chauhan.

M.P.

 

 

 

 

 

 

“Il mito di Fetonte” a Pontelagoscuro

“30 anni di arte di passaggio” si mettono in mostra nel segno di Fetonte nella sala civica Nemesio Orsatti (via Risorgimento 4, Pontelagoscuro di Ferrara) con l’allestimento della collettiva intitolata “Il mito di Fetonte nelle opere realizzate dagli artisti ospitati nella Sala Nemesio Orsatti custodite nel Centro civico di Pontelagoscuro”. Quello di Fetonte è il mito da cui discende la nascita leggendaria del fiume Po, padre e patrigno del borgo rivierasco.

47 artisti ferraresi e non, anche stranieri, per un totale di 49 opere, selezionati tra le circa trecento opere nelle collezione civica, verranno esposti fino al 10 novembre nella mostra dedicata allo sviluppo del tema di Fetonte, visitabile dal martedì alla domenica ore 17-19, chiuso il lunedì. Ingresso libero.

 

Alessandro Zangara

 

Notre-Dame sei mesi dopo. Lo stato dei lavori raccontato a Roma

Dopo circa sei mesi dall’incendio che ha devastato la cattedrale di Notre-Dame e considerando la sfida che costituisce la ricostruzione di tale patrimonio universale, è arrivato il momento di fare un bilancio dei lavori, avviati lo scorso aprile.

Palazzo Farnese, sede dell’Ambasciata di Francia a Roma, lunedì 21 ottobre alle 18:30 avrà la fortuna di ricevere due protagonisti nel lavoro di sicurezza e pre-diagnosi, Carlo Blasi e Charlotte Hubert, architetti presenti sul cantiere di Notre-Dame dall’inizio dei lavori di messa in sicurezza della storica Cattedrale. Si tratta di un evento eccezionale dal momento che la comunicazione sull’avanzamento del cantiere di Notre-Dame è stata finora soggetta alle regole di assoluta riservatezza da parte di coloro che vi operano. L’iniziativa, organizzata da Institut Francais Italia e realizzata nell’ambito dei “Dialoghi del Farnese“, rappresenta anche un significativo esempio di cooperazione franco-italiana su un progetto che ha spostato il mondo.

Nell’incontro si esamineranno i metodi e le tecniche specifiche per il restauro di edifici fragili e si cercherà di comprendere le operazioni complesse di cui ha bisogno una struttura singolare come Notre-Dame.

In particolare, Charlotte Hubert, presidente della compagnia dei Capo architetti di monumenti storici che ha fatto parte del team di prime contractor per il restauro durante i primi 4 mesi dopo l’incendio ed è stata la portavoce dei lavori, affronterà l’argomento raccontando in particolare la fase imperiosa dell’urgenza durante i primi tempi; Carlo Blasi affronterà invece l’aspetto delle questioni poste dopo la situazione di “crisi” fino ad oggi, con problemi di sicurezza e pre-diagnosi; insieme a loro ci sarà  Bernardino Chiaia, che disserterà sulla resistenza delle strutture agli incendi, una delle specialità del Centro di ricerca e intervento che dirige al Politecnico di Torino.

Un’occasione unica per conoscere da vicino la realtà di ricostruzione di uno dei simboli del patrimonio culturale mondiale. L’ingresso è riservato agli iscritti.

 

Elisabetta Castiglioni (anche per la fotografia)

Verona Archeofilm

La Verona sotterranea sul grande schermo. Insieme all’antica Pompei e ai misteri di Tutankamon. È Verona Archeofilm, il nuovo mini-festival cinematografico promosso da Comune – Verona Film Festival con Archeologia Viva – Firenze Archeofilm. Si tratta dell’anno zero di un’iniziativa destinata ad ampliarsi nei prossimi anni.

L’appuntamento è per il 22 ottobre, al Teatro Ristori, a partire dalle 16.30, con una giornata interamente dedicata a proiezioni e incontri. In programma la visione di nove pellicole, tra film e corti, e un incontro con Francesca Ghedini professoressa di Archeologia all’Università di Padova. Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Le pellicole, selezionate da Dario Di Blasi direttore artistico di Firenze Archeofilm, presenteranno al pubblico alcune delle migliori produzioni mondiali realizzate sul tema ‘storico-archeologico’. L’antica Pompei, i misteri di Tutankhamon, il labirinto del Minotauro, i “secoli bui” del Medioevo, la Battaglia di Cannes, i segreti di Verona sotterranea, sono solo alcuni degli argomenti proposti sul grande schermo del Ristori.

Si parte alle 16.30, con la proiezione di ‘Malagne gallo-romana’ di Philippe Axell (Belgio, 18’) e ‘Tutankhamon, i segreti del faraone: un re guerriero’ di Stephen Mizelas (UK, 50’), entrambi proposti in italiano.

Alle 18, invece, incontro con la professoressa Ghedini su “Verona e non solo: architettura e potere nel mondo romano”, curato da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva.

A seguire, proseguiranno le proiezioni con ‘Alla scoperta di Verona sotterranea. Il sito archeologico’ di Corte Sgarzerie di Davide Borra (Italia, 15′); ‘Apud Cannas’ di Francesco Gabellone (Italia, 16’); ‘Vivere tra le rovine di Isılay Gürsu’ (Turchia, 14’), in lingua originale con sottotitoli in italiano.
Infine, alle 21, presentazione delle pellicole: ‘Creta, il mito del Labirinto’ di Mikael Lefrançois e Agnès Molia (Francia, 26’), in lingua francese con sottotitoli in italiano; ‘Il misterioso vulcano del Medioevo’ di Pascal Guérin (Francia, 52’), in italiano; ‘Alla ricerca dei secoli bui di Jakub Stepnik’ (Polonia, 8’), con sottotitoli in italiano; ‘La casa di Giulio Polibio a Pompei’ di Alessandro Furlan (Italia, 12’).

Il programma di Verona Archeofilm è stato presentato dall’assessore alla Cultura Francesca Briani. Presenti il direttore di Verona Film Festival Paolo Romano e il direttore artistico di Firenze Archeofilm Dario Di Blasi.

“Una sorta di anteprima-lancio – spiega l’assessore Briani – per una kermesse che vorremmo ampliare in futuro per valorizzare, anche attraverso lo strumento del cinema, quel straordinario patrimonio ‘storico-archeologico’ che caratterizza la nostra città. Questo evento va ad aggiungersi ai due Festival cinematografici storici di Verona ‘Schermi d’Amore’ e ‘Corti per piccoli’”.

Informazioni sull’evento sui siti http://www.veronafilmfestival.comune.verona.it e www.firenzearcheofilm.it/verona/.

Roberto Bolis

 

 

Fondazione AIDA porta a teatro anche adolescenti e nonni

Sarà ‘Favole al telefono’, la commedia musicale allestita in occasione dei cent’anni dalla nascita di Gianni Rodari, ad inaugurare il 20 ottobre al Teatro Stimate di Verona la trentasettesima edizione di ‘Famiglie a teatro’. La rassegna torna quest’anno arricchita da nuove proposte. Prima novità sarà il progetto ‘TAG-Teatro Genitori e Adolescenti’ in quinta Circoscrizione. E poi laboratori per racconti dedicati ai nonni in collaborazione con i Centri anziani protagonisti dei quartieri.

Le iniziative si susseguiranno fino a fine marzo, con spettacoli per tutte le età, un’occasione per riflettere su temi importanti come l’amicizia, l’amore, la diversità e la fratellanza.

Dal 20 ottobre al 15 marzo, al teatro Stimate, ‘Teatro per famiglie’. Tra gli imperdibili, i mini musical ‘Malvagilandia’, per la sera di Halloween, e ‘Buon Natale Babbo Natale’ l’8 dicembre. Per la Giornata della prematurità, il 17 novembre, andrà in scena ‘Ucci Ucci!’. ‘Rosso Malpelo’, il 15 marzo, sarà invece l’occasione per parlare di bullismo e diritti dell’infanzia.

Tre appuntamenti saranno quelli organizzati nell’ambito del progetto ‘TAG’, in scena al Teatro Blu, sotto la chiesa del Cristo Lavoratore. Un’occasione per trascorrere un sabato pomeriggio tra genitori e figli e riflettere rispetto a tematiche di forte attualità. Il 16 novembre, ‘Enciclopedia della donna perfetta di Dedalo Furioso’, sarà il pretesto per parlare di diritti della donna. ‘Il segreto degli invincibili’, il 18 gennaio, affronterà il tema dell’Olocausto e racconterà la storia di Erno Erbstein, calciatore e allenatore. Infine, il 28 marzo, per la Giornata dedicata alla legalità andrà in scena ‘Cosa Losca’. L’iniziativa è realizzata con la collaborazione della quinta Circoscrizione e di Prospettiva Famiglia.

Il 20 novembre si aprirà anche la rassegna ‘Teatro Scuola’, che proseguirà fino al 31 marzo sempre al Teatro Stimate, per un totale di ventuno titoli, tra i quali ‘Ma perché tutti mi chiamano Frankenstein?’, ‘Avventure straordinarie’, ‘Favole al telefono’.

Alla Biblioteca Civica, appuntamenti con la lettura. L’11 novembre ‘Favole dal mare’, il 21 gennaio ‘Iliade’, il 5 febbraio ‘Odissea’.

Due le iniziative per i nonni: una speciale agevolazione sul prezzo del biglietto di ‘Famiglie a teatro’, con tre ingressi a 12 euro; e il laboratorio di storytelling per gli anziani dei Centri comunali.

Pronto a prendere il via anche ‘Teatro al Nido’, un percorso di avvicinamento al teatro che inizia fin dai primissimi anni di età per sensibilizzare ai diversi linguaggi artistici e al patrimonio culturale collettivo.

Tutte le informazioni e i programmi sul sito http://www.fondazioneaida.it.

La rassegna è organizzata da Fondazione Aida con la collaborazione dell’assessorato all’Istruzione del Comune di Verona, Banco BPM, Agsm, Fondazione Cariverona, Mibact, Arteven e Libreria Libricini.

A presentare tutte le proposte, questa mattina, l’assessore all’Istruzione e Servizi sociali Stefano Bertacco, assieme al direttore generale di Fondazione Aida Meri Malaguti. Presenti anche il condirettore artistico Pino Costalunga, il presidente della quinta Circoscrizione Raimondo Dilara e poi, Francesca Vanzo di Agsm, Luca Mazzi di Banco BPM e Fabio Turesso di libreria Libricini.

“Proposte di cui condividiamo la validità formativa ed educativa – ha detto Bertacco – e che da tanti anni riscuotono sempre un grande successo. Opportunità importanti per le famiglie che potranno stare assieme affrontando tematiche attuali raccontate attraverso il linguaggio dei bambini o degli adolescenti. Un’occasione di riflessione ma anche di divertimento”.

 

Roberto Bolis

Amnesty International denuncia ampia ondata di arresti in Egitto

Amnesty International ha denunciato che dal 20 settembre le autorità egiziane hanno lanciato la più ampia campagna repressiva dalla salita al potere del presidente Abdel Fattah al-Sisi. Le persone arrestate sono oltre 2300, tra le quali almeno 111 minorenni.
Tra gli arrestati vi sono centinaia di manifestanti pacifici così come “bersagli” più specifici, quali avvocati per i diritti umani, giornalisti, attivisti ed esponenti politici.
La vasta maggioranza delle persone arrestate è indagata nell’ambito di una inchiesta che, se si arriverà a giudizio, darà luogo al più grande procedimento penale della storia egiziana per fatti relativi a manifestazioni di piazza.
“Il governo del presidente al-Sisi ha orchestrato questa campagna repressiva per abbattere il minimo segnale di dissenso e ridurre al silenzio ogni dissidente. L’ondata senza precedenti di arresti di massa, che ha riguardato anche persone non coinvolte nelle proteste, invia un messaggio chiaro: chiunque sia considerato una minaccia per il governo sarà colpito”, ha dichiarato Najia Bounaim, direttrice delle campagne sull’Africa del Nord di Amnesty International.
Secondo un comunicato emesso il 26 settembre dall’ufficio della procura egiziana, “meno di 1000 persone” sono state interrogate in relazione alla loro pacifica partecipazione alle proteste. La dichiarazione conferma che i profili social degli arrestati sono stati visionati per cercare prove di “incitamento alla protesta”, che costituirebbero secondo le autorità giudiziarie egiziane il “reato” di “manifestazione non autorizzata”.
Gli avvocati delle organizzazioni per i diritti umani quali il Centro egiziano per i diritti economici e sociali e la Commissione egiziana per i diritti e le libertà hanno documentato finora oltre 2300 arresti. Decine degli arrestati sono stati successivamente rilasciati ma molti continuano a comparire in procura.
Secondo l’Ong “Belady” per i diritti e le libertà almeno 111 minorenni di età compresa tra 11 e 17 anni sono stati arrestati e in diversi casi sottoposti a sparizione forzata per periodi di tempo che vanno da due a 10 giorni. Almeno 69 di loro rischiano di essere incriminati per “appartenenza a un gruppo terrorista” e “uso inappropriato dei social media”, anche se molti di loro non hanno neanche un telefono cellulare.
Amnesty International ha documentato l’arresto di cinque minorenni: tre stavano comprando materiali scolastici e grembiuli nel centro del Cairo, due stavano tornando a casa da scuola a Suez.
Osama Abdallah, 16 anni, risulta ancora scomparso dopo l’arresto avvenuto il 21 settembre: ha bisogno di medicinali e in quei giorni doveva subire un intervento chirurgico di emergenza.
Amnesty International ha anche visionato immagini nelle quali “informatori” in borghese picchiano e arrestano un ragazzo di 17 anni al Cairo.

La maggior parte dei minorenni arrestati non è in grado di comunicare coi genitori ed è detenuta insieme agli adulti in violazione degli standard internazionali.
Amnesty International ha documentato l’arresto di 10 giornalisti, la maggior parte dei quali paradossalmente lavora per organi d’informazione filogovernativi, soprattutto a Suez e Mahalla, e di almeno 25 accademici ed esponenti politici di quattro diversi partiti. A queste categorie appartengono il giornalista ed ex segretario del partito Dostour (di ispirazione liberale) Khaled Dawoud e i docenti di scienze politiche Hassan Nefea e Hazem Hosny.
Gli avvocati arrestati sono almeno 16.
Il 29 settembre Mohamed el-Baqer, avvocato e direttore del Centro “Adalah” per i diritti e le libertà è entrato nel palazzo della procura suprema per la sicurezza dello stato per assumere la difesa dell’attivista Alaa Abdel Fattah ed è stato raggiunto dalle stesse infondate accuse mosse al suo cliente: “appartenenza a un gruppo illegale” e “diffusione di notizie false”.
Almeno sette cittadini stranieri sono stati arrestati e costretti a “confessare”, di fronte a una videocamera, di cospirare contro l’Egitto. Tali dichiarazioni sono state trasmesse da un canale televisivo privato.
Un aspetto particolarmente grave e irregolare è stato l’arresto di ex prigionieri sottoposti a misure cautelari come la permanenza notturna nelle stazioni di polizia. In alcuni casi queste persone non si trovavano neanche nei pressi delle manifestazioni.
Alaa Abdel Fattah, attivista politico e ingegnere informatico salito alla ribalta durante la rivolta del 2011, è stato arrestato il 29 settembre. Aveva già scontato un’ingiusta condanna a cinque anni per aver preso parte, nel 2013, a una protesta pacifica. Al momento dell’arresto era sottoposto alla misura cautelare della permanenza notturna di 12 ore per cinque anni nella stazione di polizia di Dokki, al Cairo. Ciò nonostante è stato accusato di “appartenenza a un gruppo illegale” e “diffusione di notizie false”.
Mohamed Ibrahim, fondatore del noto blog “Ossigeno Egitto” è stato nuovamente arrestato il 21 settembre per aver postato video delle proteste mentre era sottoposto alla medesima misura cautelare in una stazione di polizia del Cairo.
Per impedire nuove proteste il 27 settembre, le forze di polizia hanno istituito posti di blocco informali nel centro del Cairo e di Alessandria: “informatori” in borghese e agenti di polizia hanno fermato persone a caso ordinando loro di consegnare gli smartphone per controllare i contenuti dei loro profili social. In alcuni casi questi controlli hanno dato luogo ad arresti. Sempre al Cairo, le forze di polizia hanno effettuato perquisizioni senza mandato in diverse abitazioni.
Un uomo è stato arrestato solo per aver scaricato sul suo telefono un’app di notizie che pubblica articoli critici nei confronti delle autorità.
Amnesty International ritiene che la maggior parte degli arresti sia stata irregolare in quanto basata solo sulla partecipazione o sulla richiesta di partecipazione a proteste pacifiche.
Secondo il Centro egiziano per i diritti economici e sociali, almeno 2285 arrestati sono oggetto di sei separate inchieste ma ben 2268 di loro sono indagati nell’ambito del caso 1338/2019 per “assistenza a un gruppo terrorista” e “diffusione di notizie false”.
Inizialmente, molti degli arrestati sono stati trasferiti in campi provvisori delle Forze centrali di sicurezza ed è stato loro vietato di contattare familiari e avvocati. Le autorità hanno rifiutato di fornire informazioni su dove si trovassero molte delle persone arrestate.
Dopo alcuni giorni, molte persone arrestate sono state interrogate in assenza dei loro avvocati. Si sono verificati interrogatori contemporanei di ampi gruppi di detenuti, col risultato che centinaia di loro sono stati posti in detenzione preventiva per le medesime accuse senza un approfondimento delle circostanze individuali.
Dall’inizio delle proteste il presidente, il procuratore generale, il Servizio statale per le informazioni e svariati organi di stampa filogovernativi hanno cercato di screditare manifestanti ed esponenti politici definendoli “islamisti” o “terroristi”.
Comunicati stampa di organizzazioni locali e internazionali per i diritti umani, tra cui la stessa Amnesty International, sono stati definiti “politicizzati” e infondati rispetto alle denunce di violazioni dei diritti umani ai danni di centinaia di cittadini egiziani. Il Centro “El Nadeem” per la riabilitazione delle vittime della violenza ha dichiarato di aver subito intimidazioni da parte delle forze di sicurezza.

Amnesty International Italia

“Con gli occhi del dopo”: voci e volti di paese raccontati da Tommaso La Rocca

Raccoglie la registrazione fedele di voci della tradizione orale il secondo volume di ‘Con gli occhi del dopo’ dal titolo ‘La penna prestata’ di Tommaso La Rocca che lunedì 21 ottobre 2019 alle 17 sarà presentato nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via delle Scienze 17, Ferrara).
Dialogheranno con l’autore Luce Tommasi e Daniele Lugli. Interventi musicali di Stefano Bottoni, Sergio Rossoni e Andrea Poltronieri. Letture a cura di Roberta Marrelli.

Introduce e modera Fausto Natali. Durante l’incontro sarà proiettato il foto-film “Immagini di volti nella memoria”, con montaggio di Nicola Alessandrini e colonna sonora di Sergio Rossoni.

Non un libro di Storia, ma di storie dall’immediato dopoguerra agli inizi degli anni ’70. Storie, vicende e condizioni dei semplici, contadini e pescatori di un paese del Sud Pontino, Sperlonga, realtà e simbolo di tante altre storie di paese. Non sapendo leggere e scrivere, essi non potevano neanche immaginare di lasciare tracce documentali di sé, di proprie testimonianze scritte, di proprie immagini. Il popolo ha una sola possibilità di far conoscere la propria storia e i propri volti: raccontarla e tramandarla di voce in voce.
Questo libro, analogamente al primo volume del 1973, è la registrazione fedele di queste voci della tradizione orale del mio paese, riservando prevalentemente più attenzione ai volti delle persone e a quello del loro contesto temporale e spaziale, di cui fanno parte anche le cose, che sono anche il volto del paese.

Le foto d’epoca riportate in fondo al volume, sono un libro parallelo in immagini delle storie scritte nella prima parte. Non sono un’appendice ma un capitolo integrativo del libro stesso. I racconti danno animo alle immagini, queste a loro volta ravvivano i racconti, rendendone le storie e i volti dei protagonisti più vicini e vividi. Con la loro memoria visiva, le immagini provano a riavvicinare il passato al presente, accorciandone le distanze.

 

Alessandro Zangara

Oro 1320-2020. Dai Maestri del Trecento al contemporaneo. In mostra

La mostra “Oro, 1320 – 2020. Dai Maestri del Trecento al Contemporaneo” organizzata da Matteo Salamon della omonima galleria Milanese, che si terrà nelle prestigiosa sede di Palazzo Cicogna a Milano dal 22 novembre 2019 al 31 gennaio 2020, nasce con l’intenzione di tracciare una traiettoria diacronica sull’uso (e contestualmente sul significato) dell’oro nelle arti figurative.

Saranno messe in relazione opere del XIV e dellinizio del XV secolo, dalla tradizione giottesca al Gotico Internazionale a Firenze e in Italia centrale e lavori di grandi artisti italiani degli ultimi cinquant’anni: da Lucio Fontana a Paolo Londero e Maurizio Bottoni, interpreti, nelle opere presentate in mostra, delle simbologie intrinseche al materiale prezioso.

Lo scopo tuttavia non è solo quello di condurre una “storia della foglia doro nelle arti, mettendo in relazione gli aspetti tematici che ne presupponevano l’utilizzo alla fine del medioevo e quelli che invece ne contemplano l’impiego ancora oggi; la finalità scientifica di una rassegna di questo tipo è soprattutto quella di cercare, in due momenti distanti della storia culturale del nostro paese, i segni tangibili di una unica tradizione, che emerge con forza esuberante grazie soprattutto al recupero, da parte di autori moderni, di tecniche e procedimenti usati nei secoli trascorsi.

Non è un caso che le opere antiche, che saranno esposte nella rassegna, sono tutte riconducibili a quel modello di bottega tramandato a noi da un documento storico essenziale quale il Libro dellarte di Cennino Cennini, un trattato di 178 capitoli nei quali l’artista parla organicamente del funzionamento della bottega di un pittore: si dilunga sulla centralità del disegno, sulle ricette per la preparazione dei pigmenti, sulle varietà dei pennelli e sui differenti supporti; ben dodici capitoli sono dedicati alla doratura delle tavole e alle differenti tecniche di missione.

Le opere a fondo oro che verranno esposte dalla galleria Salamon, tavole di Giovanni Gaddi, maestro di scuola giottesca attivo insieme al padre Taddeo nella prima metà del Trecento, di Andrea di Bonaiuto, Antonio Veneziano e dell’anonimo pittore noto come Maestro dell’Incoronazione della Christ Church Gallery di Oxford, sono la rappresentazione tangibile delle tecniche illustrate da Cennini, mentre i dipinti quattrocenteschi di Mariotto di Nardo (la Madonna col Bambino e quattro santi, ritenuta uno dei capolavori della sua tarda attività), Ventura di Moro e del marchigiano Giovanni Antonio da Pesaro attestano la continuità e la vitalità di questa tradizione, e non solo a Firenze, fino al 1430 circa. Ma la lettura di Cennini, e in generale lo studio delle tecniche usate dagli antichi maestri, è fondamentale anche in alcuni aspetti dell’arte di Lucio Fontana nel XX secolo – di Fontana sarà esposto un Concetto spaziale in oro del 1960 – e soprattutto di Paolo Londero (Milano 1969) e Maurizio Bottoni (Milano 1950).

Nelle sculture di Londero, artista eclettico la cui formazione da restauratore tradisce la centralità della materia nella sua arte, si assiste a una continua dialettica di corpi e sostanze. La sua Gallina dalle uova d’oro provoca un ribaltamento ironico, ma denso di significato, del senso della fiaba. A essere d’oro è la gallina stessa e il pulcino che schiude un uovo di lacca bianca, segno che la preziosità sta nella vita e non nel guscio, in un gioco di tesi ed antitesi dal sapore hegeliano ma con rimandi di forme e contenuti addirittura al neoplatonismo michelangiolesco. Una riflessione sulla specificità intrinseca e simbolica dei materiali che si ripete nella Verza doro: a questa si apprestano formiche di lacca nera, pronte a nutrirsi delle foglie dorate, emblema delle illusioni, senza tuttavia giungere al cuore della brassica (che è reale e difatti non è d’oro), vero nocciolo tematico della composizione.
Ancora più significativa, seguendo questa lettura, appare l’esperienza dell’arte di Bottoni: il pittore lombardo, attivo da oltre quarant’anni e gratificato da uno straordinario successo – nonché dalla ininterrotta stima da parte dei critici d’arte antica e moderna, è uno dei più fieri portavoce del recupero delle tecniche della tradizione preindustriale, dalla preparazione delle tavole e delle tele a quella dei colori. Presenterà in mostra una preziosa tavola dallo spirito surrealista: Oggi riposo, digressione al tempo stesso ammirata e divertita sul tema della Vanitas. Ma Bottoni è anche uno dei più grandi disegnatori dal vero del panorama italiano contemporaneo, “uno dei pochi maestri della penisola che sanno dare ancora vita alle cose, come ebbe a dire in un fulmineo giudizio, nel 1997, il grande Federico Zeri. L’intrinseco senso della natura nella sua visione, dell’arte e dell’esistenza stessa, ben si esprime col tema delle zolle di terra, descritte dal vero e trasposte sull’oro in un contrappunto tra realtà e illusione che ricorda da vicino la temperie formale e immaginifica del Tardogotico. Come su fondo oro sono trasposte le Rose di Volpedo, sentito omaggio al naturalismo sincero e appassionato della poetica di Giuseppe Pellizza (si tratta di rose colte in un roseto selvatico sorto nel cimitero di Volpedo, presso la sepoltura del maestro). L’idea di Bottoni, per cui secondo le sue stesse parole “tutto ciò che è creato è divino, ben presuppone l’uso del fondo oro, forma visibile e simbolica della divinità stessa, e di conseguenza contesto esemplare per uno sguardo commosso verso gli aspetti minuti del mondo naturale.

Bottoni e Londero in definitiva, con il loro studio meticoloso di materiali e tecniche, rappresentano una risposta coraggiosa e consapevole al proliferare di autori e correnti, ormai svincolati dal quel lavoro manuale che l’arte necessariamente implicava fino a pochi decenni orsono. Bottoni in particolare, come Annibale Carracci quattro secoli fa, pare convinto che “i pittori abbiano a parlar con le mani” e che l’incanto della creazione non sia dunque mai riproponibile con mezzi tecnologici e multimediali. Ma se come insegna Vittorio Sgarbi “tutti gli artisti contemporanei sono contemporanei”, pure coloro che fieramente antepongono ai nuovi linguaggi il valore della tradizione vanno considerati autentici testimoni del nostro tempo.
E il legame che, con le loro opere, nutrono coi secoli passati ci culla dolcemente, donandoci la certezza che antico e moderno potranno per sempre dialogare, soprattutto nel nostro sguardo stupito davanti alle opere di questi grandi interpreti.

Galleria Salamon, Palazzo Cicogna, I° piano, via San Damiano 2, 20122 Milano. Orario: dal lunedì al venerdì, 10 – 13 e 15 – 19. Ingresso libero

 

S.E.

 

Inaugurazione dei concerti di Roma Sinfonietta con la partecipazione di Ennio Morricone e Michele dall’Ongaro

La stagione concertistica 2019-2020 promossa dall’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” – e realizzata dall’Associazione Roma Sinfonietta con la direzione artistica del Maestro Luigi Lanzillotta – si inaugura mercoledì 16 ottobre alle 18.00 nell’Auditorium “E. Morricone” (Università di Roma “Tor Vergata”, Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1).

Il primo appuntamento della stagione è veramente eccezionale, anche per l’intervento del due volte premio Oscar Ennio Morricone e del Presidente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia Michele dall’Ongaro, che introdurranno personalmente il pubblico all’ascolto delle loro musiche.

Di Morricone si ascolteranno Mosèper violoncello e archi, Studio versione per contrabbasso e archi,Ut concerto per tromba, timpani, e archi, Musica per undici violini eSe questo è un uomo per voce recitante, violino solista, soprano e archi. Di dall’OngaroTre canzonette siciliane per violoncello e archi e l’intermezzo in un atto Bach Haus.

Gabriele Bonolis dirigerà l’Orchestra Roma Sinfonietta: entrambipossono vantare un speciale rapporto con il Maestro Morricone, che dura da decenni. Pino Insegno reciterà il testo di Primo Levi che è alla base diSe questo è un uomo di Morricone, in cui interviene anche la cantanteAntonella Marotta. A proposito di questo brano, Morricone ricorda: «Nel 2000, l’Università di Tor Vergata mi ha voluto onorare con una laurea in Lettere. Invece di preparare una lezione magistrale scritta apposta per l’occasione, ho pensato che da musicista dovevo parlare con la musica. E quei versi, che veramente non è possibile rimuovere, sono ritornati prepotenti alla mia attenzione, in un’occasione creata da un’Università, per un pubblico di studenti. Quelle parole possiedono una potenza immensa, un desiderio di vita perfino più forte della disperazione che racchiudono»

Partecipano al concertoalcuni solisti di primo piano:Marco Serino al violino, Luca Pincini al violoncello, Andrea Di Mario alla tromba, Sandro Pippa ai timpani, Massimo Ceccarelli al contrabbasso. E inoltretre giovani e promettenti cantanti (il soprano Michela Guarrera, il tenore Flaviano Bianchi, il baritono Massimiliano Mandozzi) per interpretare Bach Haus, l’intermezzo in un atto di Dall’Ongaro che ricrea ironicamente la vita nella casa del grande Johann Sebastian: è una delle opere contemporanee di maggior successo e ha avuto numerose riprese in molti teatri.

Biglietti: intero € 12, ridotto € 8, studenti € 5(acquistabili anche all’Auditorium “E. Morricone” a partire da un’ora prima del concerto)

Info: tel. 06-3236104

Mauro Mariani

Enologica Bologna: tre giorni di vino e cibo made in Emilia Romagna

«Dal Vinitaly a Enologica, passando da molteplici altri appuntamenti in Italia e nel Mondo, la strategia di Enoteca Regionale Emilia Romagna corre sempre lungo una direttrice comune, condivisa con i produttori e i Consorzi di tutela: promuovere i vini emiliano-romagnoli e i territori d’appartenenza, incredibili contenitori di arte, cultura, tradizioni, natura, gastronomia e capaci di soddisfare tutte le esigenze di un turista attento, esigente e responsabile. E proprio l’enoturismo, e con esso l’accoglienza che da sempre ci contraddistingue, rappresenta per la nostra regione un’importante opportunità sulla quale Enoteca Regionale ha scommesso e investito in termini di risorse, idee, contenuti, comunicazione. L’accoglienza, abbinata alla professionalità, è l’altro punto nevralgico sul quale possiamo fare la differenza a livello nazionale e internazionale. Accoglienza che si traduce anche in benessere e nella capacità delle nostre cantine di ricevere direttamente, fornendo loro servizi di qualità, i tanti turisti che sempre più numerosi ci scelgono per trascorrere le proprie vacanze. Vacanze ed esperienze uniche, non omologate, da ricordare grazie al vino, al cibo e all’”Emilia Romagna Style”».

Così Pierluigi Sciolette e Ambrogio Manzi, rispettivamente Presidente e Direttore di Enoteca Regionale Emilia Romagna, introducono la nuova edizione di Enologica, il Salone del vino e del prodotto tipico dell’Emilia Romagnain programma a Bologna il 19, 20 e 21 ottobre 2019.

Dopo le tante novità dell’edizione 2018, che ha rappresentato una svolta nell’evento che, trascorsi moltianni di successi rischiava di perdere quell’appeal che negli anni l’aveva sempre contraddistinto, in questo 2019 è tempo di rinvigorire e consolidare la nuova traccia. Ecco quindi: l’ulteriore aggiustamento del periodo di svolgimento, per dar modo ai produttori di organizzarsi con maggiore tranquillità una volta finita la vendemmia; la conferma del duo Luca Gardini e Adua Villa chiamati a potenziare i seminari sui vini, gli incontri gastronomici con i migliori chef della regione e in generale la conoscenza territoriale dei prodotti cucinati, e non, abbinati ai vini; la regia di Enoteca Regionale impegnata anche nel coinvolgere sempre più operatori e opinion leader internazionali per sfruttare appieno l’evento anche in chiave eno-turistica.

Elementi che faranno per tre giorni del centralissimo Palazzo Re Enzo, sede “storica” di Enologica a Bologna, il fulcro di quanto di bello, buono e sano c’è in Emilia Romagna. Il salone centrale del Palazzo, che ospiterà un centinaio di produttori, si “trasformerà” in una via Emilia “virtuale”,spina dorsale della nostra regione, lungo la quale è possibile trovare gran parte delle eccellenze territoriali, a partire dai vini a denominazione: Albana e Sangiovese per la Romagna, Pignoletto per il bolognese, Lambrusco per il modenese, il reggiano e il parmense, Malvasia per il parmense e il piacentino, Gutturnio per il piacentino, con una piccola deviazione nel ferrarese per il Fortana, e senza dimenticare i tanti autoctoniche punteggiano collina e pianura. A fare da cornice a tutto questo, ci sarà anche un maxischermo che trasmetterà suggestivi video dei vari territori e gli incontri food&vine con Gardini, Villa e i loro ospiti.

“Via Emilia Cooking and Wines Talk”è proprio il titolo del “salotto” che ospiterà gli interessanti incontri curati da Luca Gardini e Adua Villa per valorizzare in cucina le materie prime emiliano-romagnole e gli abbinamenti con i vini regionali, il tutto inquadrato anche in un’ottica di turismo enogastronomico. Protagonisti saranno quindi alcuni dei migliori e più interessanti chef della via Emilia che,mentre si cimenteranno ai fornelli nella preparazione di una pietanza per una piccola degustazione, si interfacceranno con esponenti del mondo turistico (albergatori, giornalisti del settore, esponenti dell’APT, ecc.) e del mondo enogastronomico (rappresentanti dei Consorzi, produttori, giornalisti del settore, ecc.).

Il lungo weekend bolognese, dedicato ai vini e alle tipicità emiliano romagnole, continua poi anche alla sera. Il 20 ottobre, appena Enologica chiuderà i battenti a Palazzo Re Enzo, gli enoappassionati sono attesi a FICO, a partire dalle 18, per l’ultima tappa italiana di Tramonto DiVino, il road show che ha portato per tutta l’estate le eccellenze enogastronomiche regionali sulle spiagge e nelle città d’arte dell’Emilia-Romagna. Una girandola di degustazioni che vedrà i sommelier Ais impegnati a raccontare e mescere i vini emiliano-romagnoli presenti sugli scaffali della Fabbrica Italiana Contadina. Tramonto DiVino chiuderà l’edizione 2019 all’estero: il 19 novembre a “InCantina”, il ristorante, enoteca, wine-bar di proprietà di Enoteca Regionale EmiliaRomagna a Francoforte, durante la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo che la Regione ha voluto organizzare in Germania, il primo Paese per esportazioni dell’agroalimentare italiano.

Come di consueto, nella giornata del lunedì, riservata al pubblico degli addetti del settore, a Enologica ci sarà anche la cerimonia annuale diconferimento del Premio “Carta Canta”rivolto a ristoranti, enoteche, bar, agriturismi e hotel situati in regione, in Italia o all’estero che propongono un assortimento qualificato di vini regionali all’interno dei propri menù. Una importante novità è il progetto “Carta Canta Academy”, un corso per promuovere l’impresa ristorante, il primo del proprio genere a livello nazionale. «Enoteca Regionale è da sempre impegnata in attività di formazione rivolta agli appassionati e ai consumatori. Corsi che organizziamo durante tutto l’anno sia all’interno della nostra sede di Dozza, sia della nostra enoteca-ristorante “InCantina” a Francoforte – precisano il Presidente Sciolette e il Direttore Manzi -. Per noi era dunque arrivato il momento di iniziare in maniera più strutturata a fare formazione anche per gli addetti del settore, che con le loro attività contribuiscono in maniera determinante al successo dei nostri vini e a dare un’immagine sempre più ospitale della nostra regione. Vogliamo quindi contribuire alla crescita professionale dei gestori in qualità di “ambasciatori” del territorio, fornendo loro contenuti unici e innovativi in linea con le nuove esigenze del cliente». Il corso si articola in 4 incontri, per un totale di 16 ore formative, che si svolgeranno a Bologna proprio nel mese di ottobre.

Inoltre, nell’ambito di Enologica 2019 sarà illustrato il programma “MediterraneanCheese and Wines – MCW”, approvato nell’ambito del bando MULTI-C-2018 – REG. 1144/14 per la presentazione dei prodotti specifici DOP e IGP in Grecia, Francia, Germania e Italia. Prima dell’ingresso della manifestazione sarà allestito uno stand ad hoc.

Informazioni per il pubblico: tel. 0542.367700, cell. 347.5125365 (durante la manifestazione). Orario di apertura: sabato e domenica 11:30 – 20:00, lunedì 11:30 – 19:00. Ingresso 20 €.

 

Pierluigi Papi (anche per le fotografie dell’edizione Enologica 2018)